08 GIU 2008
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 17:02 Durata: 1 ora 55 min
A cura di Guido Mesiti e Pantheon
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 8 giugno 2008 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 55 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    L'assemblea dell'Associazione Nazionale Magistrati e l'iniziativa del Governo: la questione dell'immigrazione e quello delle intercettazioni. Politica estera: l'intervento di Pannella al Senato francese. La stampa della settimana avara di citazioni dei radicali.
    17:02 Durata: 2 min 47 sec
  • Informazione e radicali. “Da un mese battiamo il primato delle 'non citazioni' rispetto a tutti questi anni”. L'articolo manifestamente fazioso di Perna sul Giornale e l'editoriale 'di grande respiro' di Furio Colombo su L'Unità della domenica.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Dal nostro servizio di rassegna stampa” risulta come “da un mese battiamo il primato delle 'non citazioni' rispetto a tutti questi anni”. “Tranne l'Avvenire”; “è sicuro che da parte loro c'è una costante attenzione che non è in tutte le sue parti, a mio avviso, esclusivamente polemica”. “Ogni tanto Il Foglio fa – come dire – 'indiscrezioni', grazie alla condizione di ex-radicali di molti militanti, oggi, di Giuliano Ferrara”. “Da anni nessuno mi pubblica un articolo se lo mando, solo interviste, che poi è facile abbiano un tono ed un accento – inconsapevole da parte del redattore – volutamente non in relazione con lo spirito di quello che dico”. L'articolo di Perna; “è sempre così manifestamente fazioso, polemico, che contiene un po' in sé gli anticorpi per una lettura più attenta”. Alcuni echi polemici anche negli articoli di Facci. L'editoriale della domenica di Furio Colombo: “sulla prima pagina dell'Unità in cui abbina ad un altro articolo che torna sull'argomento del Mediterraneo come grande cimitero” di immigrati le cui navi affondano senza nemmeno che in Europa si sappia qualcosa. “Articolo prezioso quello di Furio Colombo perché cita una affermazione delirante del Capo di Stato maggiore, il quale – mentre si parlava di Afghanistan e dei famosi aerei senza piloti – dice che questi potrebbero essere adeguatamente usati per risolvere 'a fondo' il problema del Mediterraneo. E come giustamente fa notare Colombo, il termine 'a fondo' ha il pregio dell'evocazione letterale di una tragedia cui la politica italiana, e non solo, assiste come fosse un fatto della natura”.
    17:05 Durata: 6 min 55 sec
  • Il dibattito all'interno del PD e sul merito delle sue scelte. Paralleli e differenze tra l'atteggiamento odierno del PD verso l'IDV e la scelta di Occhetto a favore de La Rete di Orlando. “Il dibattito che chiediamo è se questa scelta politica sostanzialmente e formalmente contro i radicali, ed a favore – esaltando – dell'IDV, corrisponde alla volontà degli elettori”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La prudenza rispetto agli articoli dei retroscenisti. “Quello che necessariamente si fa strada è la necessità di un dibattito politico. Parisi su questo insiste da tempo, Il Foglio cita Mario Lettieri e 3-4 esponenti che due giorni prima del voto su Rutelli esprimevano, se non un dissenso molto duro, una necessità di dibattito a fondo che mettesse in casa anche le questioni acquisite. E io su questo sono anche molto d'accordo”. Il dibattito sulle responsabilità di Veltroni per la sconfitta elettorale: “Non è nostra convinzione che abbia fatto tutto il possibile. Al proposito leggo sulle agenzie che Prodi si dimette formalmente da Presidente del PD e del PDE. Non so come si debba interpretare il PDE, che era quella cosa soprattutto immaginata da Francesco Rutelli, soprattutto quando sembrava che Bayrou potesse avere destini maggiori in Francia, cioè per fare quello che poi si è fatto nell'ALDE (Alleanza dei Liberali e Democratici Europei, ndr) nel quale si sono federati quelli della Margherita ed altri, che poi aderendo hanno fatto cambiare il nome da ALE ad ALDE”. “Mi pare lo avesse già detto: ora dice che lo farà davvero ed aggiunge il PDE. Allora anche questo non è del tutto irrilevante. Sta di fatto che c'è un altro problema, l'intervista di Prodi in cui ha ribadito che la Cei è stata forza di opposizione politica. Ha detto non essergli mai stato perdonato il fatto di essersi definito un 'cattolico adulto'. All'estero ha fatto titolo questa cosa. Indubbiamente è una rivendicazione del fatto che lui, dicendo 'cattolico adulto', intende sottolineare che è cattolico responsabile, maturo, capace quindi di assumersi la libertà e la moralità di essere cattolico secondo coscienza, religiosa e politica”. “Tra le incarnazioni dell'ex PCI bisogna ricordare che ad un certo punto Achille Occhetto stava discutendo con noi per delle liste Nathan in tutta Italia. Al proposito era uscita una mia lettera sull'Unità in cui affermavo mi sarei iscritto al PCI se solo Occhetto avesse detto di volere un 'Partito Democratico'. Poi dicevo, 'non chiedo garanzie, basta che lo dica'. Allora uno dei massimi collaboratori di Occhetto era Massimo De Angelis, che era – diciamo - un liberale di area-Rodano, che teneva contatti tra Achille e me, finché un bel giorno mi venne detto autorevolmente 'con tutto il bailamme della costituzione del nuovo partito e della liquidazione del vecchio, occorre che noi scegliamo la Rete e non i radicali'. Era Leoluca Orlando, a Palermo, con posizioni che erano anti-litteram quelle odierne di Di Pietro. Fu questa la motivazione: 'la cosa con i radicali è troppo grossa, troppa importante; si farà, ma sarebbe un'imprudenza esporsi in questo momento'. Questo mi consente di dire che un elemento di dibattito credo ci debba essere, senza faziosità. È chiaro che Veltroni ed i suoi hanno scelto una linea pre-elettorale di mortificare ed umiliare, fino a renderla impossibile, una qualsiasi forma di alleanza elettorale dei radicali con il PD, esaltando allo stesso tempo straordinariamente – potrei dire straordinariamente menzognero – l'accordo con Di Pietro. Con le tradizioni comuniste, che al loro interno contengono anche momenti liberali e garantisti, e contengono in modo un po' più profondo, e storico, momenti di negazione dello stato di diritto, questa cosa era importante”. Rispetto ai primi anni '90 e all'alleanza con Orlando, “oggi è ancora molto più grave, perché almeno con Occhetto c'era stato il tentativo di portare avanti la cosa con noi, né venne presentata come una scelta contro i radicali, ma invece che riteneva obbligata. Oggi invece era chiaramente evidente il portare lo 'scalpo radicale' alla politica italiana, tanto è vero che Filippo Facci e molti altri, ancora adesso di cosa parlano? Della 'mendicità della Bonino', 'Pannella mendicante', 'ha fatto persino lo sciopero della sete per ottenere più posti'. Quella era tutta l'operazione patente e pubblica che veniva fatta per costringere noi a fare quello che magari aveva fatto di cuore Boselli perché si illudeva di divenire il grande leader dell'alternativa socialista, nel nostro paese. Noi invece abbiamo resistito e adesso però è chiaro quello che era un sospetto, perché non si capiva come avessero potuto mettersi d'accordo politicamente – davvero – con le posizioni di Di Pietro. La motivazione era: 'perché confluiranno nel Partito, oltre che nel gruppo'. Questo occorre che la gente lo ricordi. E adesso abbiamo la nostra presenza politica che continua a non dover smentire nulla nei confronti del PD; un anno fa mi sono addirittura candidato alle cosiddette 'primarie' per la Segreteria”. “La posizione, polemica ormai su tutto, e rispettabilissima, di Tonino Di Pietro. Già Prodi aveva commesso l'errore di tollerare che Di Pietro fosse l'unico speaker sui problemi della giustizia e dell'indulto per il governo, espellendo completamente gli autori dell'indulto, cioè noi. Questo è un primo problema: ha compiuto scelte politiche, elettoralmente non ha reso molto, nel post-elezioni c'è un gruppo ed una posizione che in qualche misura garantisce, in un modo più forte ed abile sul piano della comunicazione, la scomparsa di Alleanza Nazionale perché Di Pietro in questo – sicurissimamente – esprime posizioni condivise da quell'MSI-Alleanza Nazionale che su Mani Pulite, lo sappiamo, erano gli ultrà”. “Questo dibattito è per la strategia futura”. “Il grande scandalo italiano è la corruzione, la casta, il fatto che milioni e milioni di italiani leggono con adesione libri sulla storia radicale – il libro contro la casta, contro il sindacato, la campagna contro il Vaticano de l'Espresso – ma tutto questo è Di Pietro che può condurre alla televisione. E la gente dabbene e pure per bene è più con Di Pietro che con Veltroni”. “Noi non siamo riconducibili ad una bega interna. Il dibattito che chiediamo è se questa scelta politica sostanzialmente e formalmente contro i radicali, ed a favore – esaltando – dell'IDV, corrisponde alla volontà degli elettori”. “Perché poi magari escono affermazioni secondo cui stando con i radicali si perderebbero i voti cattolici”. Il seguito maggioritario tra i “credenti italiani” di tutte le battaglie radicali. “C'è oggi un articolo di rivendicazione democristiana, polemica e garbata, di Rotondi. Trovo che Rotondi rappresenti bene, con ammirevole equilibrio e radicalità di contenuti, la presenza storica della DC e la ripropone come qualcosa che a confronto di tutta la roba di oggi merita un avvenire”. L'articolo di Colombo e la richiesta di Pannella, anni fa, di monitorare con i satelliti il Mediterraneo.
    17:12 Durata: 22 min 55 sec
  • Il dibattito sulla questione di 'metodo' della forma-partito.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Oltre al merito politico patente, c'è un altro 'merito' che per noi è politico, ma diciamo è anche questione di metodo. Non si capisce nulla della vita interna delle regole, quanto contino, quali siano” nei partiti. “Tanto è vero che oggi l'unico problema sembra essere quello di avere Goffredo Bettini alla Rai-tv e avere un congresso che riesca probabilmente a cooptare e blindare ancora di più il Loft, magari promuovendo anche i vice-segretari regionali, avendo una cosa di stile leninista-giacobino e non democratico-libertario”. “Credo che alla prossima riunione del dopo-Chianciano è bene che si ponga in maniera più esplicita questo problema. I congressi, piccoli o grandi, di partito, di correnti che si occupano del dopo-elezioni, credo si trovino di fronte a quella che non è solo un'occasione ma una necessità storica: quella di prendere atto che i tabù sui quali si sono venuti formando i partiti giacobini e leninisti (il partito e la sua unicità, la disciplina di partito, le carte etiche...)” sono maturi a tal punto da rendere necessaria una scelta, “o modello americano e anglosassone, nel senso di essere 'basati sulla persona'”, oppure continuare così. “La persona nel sistema democratico rappresenta l'unica sintesi possibile, moderna e contemporanea, di rappresentanza dell'antropologia umana di quel collegio, della componente animale, vegetale e minerale di quel territorio ed ambiente, con le sue tradizioni, le sue specificità che nel sistema americano mette a confronto quelli di Vancouver – che vorrebbero come da mille anni continuare a fare fuori le balene e le foche – con quelli della California, e ne viene fuori una sintesi, la stessa sintesi che è avvenuta a livello razziale”.
    17:35 Durata: 5 min 47 sec
  • La riflessione del dopo-Chianciano continua sabato e domenica. “Oggi con queste personalità si discute del 'che fare' in termini strutturali, per dare una risposta possibilmente strutturale, oltre che politica, all'attuale crisi politica italiana che non è solo crisi della sinistra”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La presentazione della nuova rivista di Bertinotti e l'invito ai radicali. “Se Fausto Bertinotti accettasse di venire a questa cosa informale del dopo-Chianciano, mi pare improbabile ma credo ne varrebbe la pena perché potremmo discutere di problemi comuni facendoli venire politicamente evidentemente comuni quando invece lo sono solo nel privato”. Continua la riflessione del dopo-Chianciano. “Ci sono queste presenze sicuramente oggi pienamente personali, il che vuol dire anche politiche, ma che nel modo più assoluto non rappresentano un momento di rappresentanza dei loro partiti. Dobbiamo forse continuare a lavorare perché questo accada. Per questo con Mauro Del Bue abbiamo fatto molta attenzione a prendere nessuna decisione, anche minima, nemmeno quella di Fava e Veltroni di costituire un comitato, magari perché abbiamo ambizioni pure maggiori, essendo la nostra una riflessione pubblica comune, non ‘volta a…’”. “Non è pretestuosamente per tirare fuori altro, ma per onorare l'importanza politica del dialogo di per sé e non per le finalizzazioni che si prestano – prima ancora di dialogare - al dialogo stesso”. Le 'voci malevole' su un possibile accordo in vista delle elezioni europee. “Lo spero. Posso dire sinceramente che è evidente che questo c'è, per tutti. E devo dire non arriviamo a tal punto di irresponsabilità politica di ignorare la cosa. Ma quello che è certo è che questo 'anche' è un ‘anche’ necessario, che però non ha nemmeno provocato un’oncia di dibattito tra di noi. Gli altri stanno di discutendo di questa scadenza, parlando di legge elettorale tutto in funzione delle europee, ma noi abbiamo di meglio prioritariamente da discutere che questa scadenza”. “Oggi con queste personalità si discute del che fare in termini strutturali, per dare una risposta possibilmente strutturale oltre che politica all'attuale crisi politica italiana che non è solo crisi della sinistra”. L’ipotesi di arrivare ad una forza politica più ampia che possa essere alleata con il PD. “Noi come radicali possiamo naturalmente essere obbligati a rappresentare questa crescita, non in modo esclusivo ma obbligati per la nostra struttura. Ciascuno infatti ha a disposizione questa doppia tessera. Io voglio sapere quale doppia tessera eventualmente posso avere. Per averla devo avere un luogo in cui la tessera unica, l’obbedienza, tutta questa dogmatica dei partiti” sia superata.
    17:40 Durata: 9 min 54 sec
  • I veri partiti laici e l'importanza – al loro interno - della tolleranza, “l’essere certi che qualsiasi interlocuzione, qualsiasi dissenso, abbia in sé una quota di importanza positiva. È il dogma laico, da Socrate in poi”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il convegno dei giovani imprenditori: una linea politica che va incontro alle posizioni che i radicali hanno sempre sostenuto. “Speriamo non ci abbiano sentito, perché coloro i quali giungono ad avere condizioni un po' riconducibili a quelle di lotte avvenute – non solo posizioni – radicali, hanno il riflesso di ostentare la loro estraneità alla cosa radicale”. Come si concilia tutto ciò con posizioni come quelle di Tranfaglia? “Ho detto chiaramente che ero felice, ma soprattutto sorpreso, che lui fosse venuto. Credo che i motivi di Tranfaglia potranno essere motivo per molti, molti altri. Ci sono dei Tranfaglia ignoti che hanno costruito la base di un certo essere 'indipendenti di sinistra', tradizioni ricche che però non hanno mai avuto un avvenire politico”. L'esempio di Sacconi che “era tra quei socialisti che avevano preso la doppia tessera al tempo dei club Pannella. Non è problema di trasversalità. Le idee sono dure a morire, più degli uomini. Credo che una percentuale di idea animasse la politica italiana in quegli anni e della politica socialista, magari essendo minoritaria, ma ricordo pure i 70 socialisti che aderiscono alla proposta di una legge elettorale uninominale secca”. Quelli americani “sono veri partiti laici”. “L’atteggiamento della tolleranza – considerata ormai termine ‘brutto’, dai cardinali e da tutti – è quello dell’essere certi che qualsiasi interlocuzione, qualsiasi dissenso, abbia in sé una quota di importanza positiva. È il dogma laico, da Socrate in poi”. “Questa posizione è semplicemente quella che oggi noi riproponiamo alla scelta, perché è scelta di un modello dopo 50 anni, che altrimenti sarebbe un dibattito ideologico. C’è già un modello che è più di un prototipo. Noi esistiamo come partito e non come prototipo. Allora ora dobbiamo considerare la casualità o meno delle crisi – senza eccezioni - di tutti gli altri partiti, crisi che hanno portato tutti gli altri partiti – senza eccezione – a scomparire e a cercare di trasformarsi”. “Noi meritiamo la parola 'partito'. Noi abbiamo meritato – lo dico en passant – la parola 'compagni', che altri hanno dovuto dismettere”. “Quello che per noi si chiama 'comitato elettorale', per gli Americani si chiama 'Partito Democratico' e non è un comitato elettorale. Perché ha una marea di regole”. “Il problema nostro è che noi abbiamo dei partiti anti-democratici nella loro strutturazione perché hanno prodotto non-democrazia”. Il dibattito al senato francese e l'apologia del sistema sociale europeo contro quello statunitense. “Solo che il sistema sociale europeo si è creato attraverso meccanismi come la PAC, meccanismi di colonialismo e colonizzazione per i quali i vicini dell'Europa sono stati saccheggiati nelle loro possibilità di sviluppo”. Il partito liberale di Gladstone ed il partito conservatore di Disraeli: ruoli invertiti nella volontà di conservare o riformare. “Disraeli fece un piccolo scherzo a Gladstone; propose ed attuò una legge elettorale che raddoppiò l'elettorato” e gli consegnò una vittoria inaspettata.
    17:50 Durata: 19 min 39 sec
  • Il dibattito sulle intercettazioni e la necessità di guardare alla causa delle stesse, conseguenza della obbligatorietà dell'azione penale. L'opportunità di includere le intercettazioni che riguardano i reati contro la pubblica amministrazione e l'attentato ai diritti civili e politici del cittadino.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La questione intercettazioni. La posizione di Berlusconi, le dichiarazioni di Capezzone (Oggi, i cittadini italiani non sono liberi di parlare serenamente al telefono: ciò non e' ammissibile in un Paese libero". "In quale altro Paese dell'Occidente avanzato si spende così tanto in intercettazioni? In quale altro Paese dell'Occidente avanzato così tanti cittadini sono spiati e schedati? In quale altro Paese dell'Occidente avanzato sono disposti dalla magistratura così tanti provvedimenti di sorveglianza telefonica?"). “Perché in Italia? Beh forse perché c'è l'obbligatorietà dell'azione penale. Vuol dire che in America, in Inghilterra, ovunque, il Pubblico Ministero, il Procuratore sceglie lui quando aprire e rendere penale una indagine della polizia. In Italia uno dei disastri compiuti dalla magistratura associata è quello di aver tolto lo spazio istituzionale delle forse dell'ordine”, “che nello stato di diritto hanno la loro autonomia netta, strutturale e funzionale. Il momento dell'indagine di Scotland Yard che citavo la scorsa volta. Chi eccita il Procuratore all’azione penale è la polizia, la quale su un fatto notorio si muove subito. L’azione penale obbligatoria significa invece che ogni magistrato dinnanzi ad una denuncia anche anonima, che abbia attendibilità o no, deve iniziare l’azione penale”. La domanda allora piuttosto è: “Quale altro paese ha 10 milioni di processi in attesa che non si faranno, mentre 4 vanno in prescrizione? Berlusconi questo, a tre riprese, non lo ha fatto ed ancora oggi non ne parla, perché non ha idee proprie, non ha convinzioni ma solo una grande sensibilità alle idee di altri”. Altra questione sollevata in un articolo per NR di Marco Valerio Lo Prete è che “non si possa pensare di escludere, dal novero delle intercettazioni consentite da un eventuale provvedimento legislativo, quelle che riguardano i reati contro la pubblica amministrazione (peculato, corruzione, concussione) e l'attentato ai diritti civili e politici del cittadino - sul quale - da 30 anni, si fonda il regime partitocratico e la sua appendice Rai-set”. “In Italia il grande scandalo è quello della realtà corrotta ed impropria dello stato colabrodo, perché tutto quanto finisce a partiti, sindacati, chiese, enti di beneficenza”. “Nella tradizione radicale recupera anche un'altra questione, cioè quella dell'attentato ai diritti civili e politici del paese”. “I nostri parlamentari quindi vorrebbero tentare di emendare un eventuale disegno di legge inserendo i reati contro la P.A. E l'attentato ai diritti civili e politici”.
    18:10 Durata: 11 min 1 sec
  • Il dibattito sul nucleare in Italia. “Quando noi proponemmo il referendum dicemmo ‘siamo pronti a tenerci la metà delle centrali che abbiamo’, continuando pure a finanziare Pierrelatte, a patto che si preveda un piano energetico in cui si diano gli obiettivi per ogni singola fonte alternativa”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La questione del nucleare. “Trovo Emma sempre meglio aggiornata”. “Lei per esempio dice: ‘La Francia, che viene citata come esempio, è tributaria economicamente nei confronti dell'estero per i suoi bisogni energetici per una cifra molto forte, superiore alla nostra addirittura'. Credo che l'argomento sia da tenere presente”. Due cose: “perché non promuovere un consorzio di stati per investimenti nel nucleare di quarta generazione?”. E poi: “Quando noi proponemmo il referendum, quando noi eravamo molto ascoltati anche ai livelli tecnici, dicemmo ‘siamo pronti a tenerci la metà delle centrali che abbiamo’, continuando pure a finanziare Pierrelatte, a patto che si preveda un piano energetico in cui si diano gli obiettivi per ogni singola fonte alternativa”. “Possibile che rispetto all’eolico, al fotovoltaico, noi si sia sotto il livello di Germania e Olanda? Per me allora la posizione è questa. Se io fossi il PD., suggerirei questa posizione pubblica”.
    18:21 Durata: 8 min 47 sec
  • Il Partito Radicale Nonviolento e l'ennesimo tentativo di espulsione dall'ONU. Sull'Iran “occorre evitare di ritenere la stabilizzazione - per qualsiasi motivo - dei dittatori che opprimono e assassinano le libertà ed i diritti delle proprie genti” come cosa positiva.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Piccola cosa marginale: abbiamo inviato al Ministro degli Esteri in quanto tale una lettera di ringraziamento per come operato in seguito ad un altro tentativo della Cina di buttarci fuori dall’ECOSOC all’ONU, con il pretesto del nostro cambiamento di nome. Dall'ambasciatore all'ONU alla Farnesina e al Ministro si sono tutti mobilitati, così che abbiamo avuto uno schieramento tale che alla fine la Cina ha rinunciato alla propria azione. Abbiamo dovuto dare atto agli Esteri di questa adeguatezza di impegno. E' la terza volta che prevaliamo dinnanzi ad un membro autorevole del Consiglio di Sicurezza”. La questione del nucleare iraniano. “Questa è una delle situazioni in cui è necessario conoscere davvero la situazione. Mentre io conosco, malgrado tutto, di conoscere la situazione libanese – e dunque anche quella israeliana e siriana – su questa vicenda dell’Iran la mia risposta può essere solo ideologica. Dico che occorre evitare di ritenere la stabilizzazione - per qualsiasi motivo - dei dittatori che opprimono e assassinano le libertà ed i diritti delle proprie genti” come cosa positiva; “occorre indebolirlo e non preoccuparsi della loro stabilità. Come invece mi sembra stia facendo Sarkozy con l’incredibile Kouchner; dico 'incredibile' perché è nostro amico”. L'ipotesi dell'intervento militare: “Sono ideologicamente contrario a ritenere che la soluzione distruttiva, come sarebbe quella militare, o altrimenti quella di un golpe interno”, possa essere utile. Iraq Libero e le responsabilità del Presidente Bush.
    18:30 Durata: 11 min 34 sec
  • “Oggi non c’è ingerenza clericale, c’è piuttosto una costituzione materiale in Italia, per la quale quello che è avvenuto l’altro giorno in Italia, il bacio dell'anello del Papa da parte del Premier, è giusto”. “In questo noi siamo eversivi, contro la costituzione materiale, per la costituzione scritta”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il pronunciamento dei vescovi sull'immigrazione. L'accusa, da parte di alcuni, di laicità ad intermittenza. “L’argomento è stupido; se noi dovessimo ogni giorno farci una faccia, costruirci una identità intransigente, capirei. Ma sono altri a doverlo fare. Tanto che io, in occasione dell'ultimo intervento solenne di Ratzinger, dissi che lui 'bestemmiava la verità'. Invece i giornalisti hanno detto che avrei 'protestato contro l'ingerenza'. Ma oggi non c’è ingerenza, c’è piuttosto una costituzione materiale di fatto in Italia, per la quale quello che è avvenuto l’altro giorno in Italia, il bacio dell'anello del Papa da parte del Premier, è giusto”. “In questo noi siamo eversivi, contro la costituzione materiale, per la costituzione scritta”. La conferenza di fine agosto a Bruxelles sulla religione o la religiosità, come continuazione di quello fatto nel 2004 su religione e politica in Europa. Una pratica orientale poco conosciuta, quella dei monaci temporanei, “persone che per un periodo della vita vivono per un periodo della vita secondo ordine monacale. Ho scoperto che Sam Rainsy, nostro compagno e leader dell'opposizione cambogiana, è anche monaco temporaneo”.
    18:41 Durata: 8 min 27 sec
  • Gli appuntamenti della settimana

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Incontri di Pannella a Parigi con alcuni politici francesi, dopo il dibattito di sabato al Senato francese. “Il fatto che De Gaulle abbia detto che all’Europa non si sarebbero dovute concedere apparenze di sovranità. Le apparenze di sovranità dell'Europa erano quelle che avevamo: erano la bandiera, l’inno, dopo l'elezione diretta del Parlamento Europea ci sarebbe dovuta essere quella del Presidente del Consiglio...Allora ho fatto notare al Presidente del Senato che la bandiera europea, in quella sala, non l’avevo vista in nessun posto. Lui è intervenuto arrabbiandosi; si è salvato dicendo ‘ma lei crede che ci sia qualche altro Senato che faccia un dibattito di questo livello?’. E io ho risposto ‘no, il fatto però è che secondo me – come De Gaulle – l’aspetto simbolico ha molta importanza’”. Sabato e domenica continua il dibattito del dopo-Chianciano. “Dovremmo fare in modo che questa sede di dibattito divenga pubblica, perché nulla quanto la nozione pubblica che questa cosa c'è può spingere persone di livello ad annullare gli impegni già presi per venire lì”. La presentazione degli emendamenti ideati da Aldo Loris Rossi e presentati alla Camera da Elisabetta Zamparutti.
    18:50 Durata: 8 min 12 sec