29 GIU 2008
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 16:58 Durata: 1 ora 28 min
Scheda a cura di Guido Mesiti
Player
Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 29 giugno 2008 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 28 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Il Comitato di Radicali Italiani tra venerdì e domenica: le dimissioni degli organi dirigenti, eletti in Parlamento; la campagna straordinaria aperta fino a novembre e le nuove cariche statutarie.
    16:58 Durata: 1 min 18 sec
  • “C'è un avvicendamento nelle responsabilità direttive di Radicali Italiani in base alla decisione di fare di questo momento politico un momento di mobilitazione straordinaria che integri la mobilitazione che c'è e ci sarà in Parlamento con la delegazione radicale lì presente”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L'elezione dei nuovi organi dirigenti di Radicali Italiani: Antonella Casu, Segretario, Michele De Lucia, Tesoriere, Bruno Mellano, tesoriere. “Persino le agenzie hanno colto la notizia in questo modo. C'è un avvicendamento nelle responsabilità direttive di Radicali Italiani in base alla decisione di fare di questo momento politico un momento di mobilitazione straordinaria che integri la mobilitazione che c'è e ci sarà in Parlamento con la delegazione radicale lì presente”. “Oggi esiste una situazione nella quale, con 'i dopo-Chianciano', stiamo parallelamente al lavoro; e poi le nostre delegazioni in parlamento; l'impegno per la riforma del l'anagrafe degli eletti sulla quale RI si mobilita e mobilita le istituzioni, anche quelle locali, provinciali e regionali. Facendo questo abbiamo poi anche da sottolineare che è in corso una crisi complessiva sulla cui interpretazione abbiamo qualcosa da aggiungere che riguarda tutta la politica. E riguarda in modo positivo – ritengo – molto arricchente, la crisi della politica italiana che è crisi diversa ma sempre crisi di quelli che chiamo 'buoni a niente' da una parte e 'capaci di tutto' dall'altra; c'è una crisi degli assetti politici cui è bene guardare, anche per inserirsi nel dibattito sulle cure che tutti oggi riconoscono essere necessarie, sia il Berlusconi 'capace davvero di tutto' che Veltroni, il 'buono-a-nulla', cui cerchiamo di dare il contributo creativo dato con la Rosa nel Pugno, a partire dal 2006, per due anni”. Il cambiamento di format del programma con Marco Pannella.
    16:59 Durata: 4 min 17 sec
  • “Sinistra Democratica propone di essere iniziatrice di una 'costituente' della sinistra entro il mese di settembre. Io dico che può essere ottimo; ma che una costituente ha da fare una costituzione; che noi abbiamo qualche idea sulla costituzione che vogliamo fare e, soprattutto, una qualche idea sul tipo di politica, di Stato, sulle riforme che la costituente dovrebbe realizzare”. L'appuntamento del 12-13 luglio per continuare la riflessione post-Chianciano.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Si è chiusa la tre giorni di Sinistra Democratica. Il commento di Pasqualina Napoletano, riportato dall'AGI. (“Quella avviata con l'Assemblea dei Mille e' una ricerca utile, un lavoro comune e doveroso sulla crisi della democrazia, del sistema istituzionale e politico del Paese dove non esiste lo Stato di Diritto: spero che Fava e Pannella si incontrino e si parlino”. E' quanto spiega l'eurodeputata e vice-presidente del Gruppo Socialista al Parlamento Europeo, nonche' convocatrice insieme a Marco Pannella e Mauro Del Bue dell'Assemblea dei Mille o meglio del 'dopo-Chianciano', Pasqualina Napoletano, al termine della 'tre giorni' di Sinistra Democratica. “Non c'e' alcuna contraddizione tra la mia partecipazione al lavoro e alla ricerca, doverose, avviate dall'Assemblea dei Mille - precisa - e la militanza in Sd: del resto Pannella non ha mai posto barriere ad un confronto aperto e allargato". Tanto che, oltre la Napoletano di Sd c'e' Cesare Salvi, quindi Ignazio Marino, Luigi Manconi, Gianni Cuperlo del Pd; Elettra Deiana e Salvatore Bonadonna del Prc; Nicola Tranfaglia del Pdci; Marco Boato e Paola Balducci dei Verdi; Antonietta Brancati e Enzo Marzo dei Liberali; Alberto Benzoni dei Socialisti. "La verita' di fondo - dice la Napoletano - al di la' dello scontro di pessimo gusto tra Berlusconi e Di Pietro, e' che lo Stato di Diritto non c'e', non esiste per cui - aggiunge – la Politica diventa agente di corruzione e di degrado: e' giusto ribellarsi a questa situazione". Ma purtroppo "la gente – nota la Napoletano - preferisce alla ribellione, la protezione: spetta a noi spezzare questa logica". Ed allora il campo di ricerca e di lavoro dell'Assemblea dei Mille, diventano "il terreno utile e comune di elaborazione e confronto", conclude la Napoletano e da' appuntamento al 12 e 13 luglio, al quarto summit). Il Foglio: “rispunta l'Unione”. Enrico Letta si incontra con l'UDC ed i radicali si muovono sulla sinistra? “Direi – spiega Pannella – che ad una azione corrisponde qualche reazione, ogni tanto. Sono costretto a felicitarmi con l'AGI, perché la pratica del giornalismo non è molto diffusa nemmeno nelle agenzie. E avere di già dato, oggi, questa dichiarazione di Pasqualina Napoletano, illustrandone il contesto, mi pare sia davvero cosa eccellente. Pasqualina Napoletano ha voluto ricordare la propria posizione sul 'dopo-Chianciano' e sul lavoro comune che abbiamo avviato; ha voluto ricordare, credo in modo onesto, questa collaborazione ormai istituzionale che ci unisce, in base alla libertà di associazione praticata finalmente anche nella società civile, con quella che un tempo si chiamava 'doppia tessera' e che oggi diventa una proposta di riforma urgente anche del momento 'società-civile', nella riforma – che noi riteniamo essenziale – della repubblica presidenziale e con collegi uninominali”. “La dichiarazione di Pasqualina Napoletano dimostra che anche dal mondo civile, quello politico e non istituzionale, oggi si incarna un modo di essere. Quando Pasqualina Napoletano si auspica che Claudio Fava, coordinatore confermato di Sinistra Democratica, ed io, ci incontriamo, beh, Pasqualina me lo concederà: questo dovrebbe corrispondere al riflesso di tutti e tre, di Pasqualina, mio e di Claudio, essendo tutti e tre tesserati radicali. E quindi va da sé. Ma visto che le cose non vanno mai da sé quando vanno controcorrente, ed essendo la corrente disastrosa, è bene attivare anche nominalmente le responsabilità e le potenzialità individuali”. Le osservazioni di Pannella sull'azione di SD: “Sinistra Democratica propone di essere iniziatrice di una 'costituente' della sinistra entro il mese di settembre. Io dico che può essere ottimo; che una costituente ha da fare una costituzione; che noi abbiamo qualche idea sulla costituzione che vogliamo fare e, soprattutto, una qualche idea sul tipo di politica, di Stato, sulle riforme che la costituente dovrebbe realizzare”. “Ci sono alcuni contributi dati da ciascuno del comitato delle proposte politiche del dopo-Chianciano. Tra questi, tre hanno scritto alcuni documenti: sono Cesare Salvi, Luigi Manconi e Marco Boato. Mentre è possibile che da Cappato e Deiana vengano entro il 2 luglio, nel momento in cui questo comitato si riunirà con i tre promotori”. “Cesare Salvi inserisce lui, come elemento essenziale sul quale indirizzare la scelta, anche quello dell'organizzazione in senso uninominale delle elezioni a tutti i livelli. Questo basta per dimostrare come, se il 12 e 13 luglio molti saranno coloro che vorranno intervenire, possa cominciare a venir fuori la connotazione di una 'costituzione' alternativa della sinistra nazionale, italiana in quanto nazionale, ma direi del fronte italiano della forza riformatrice necessaria oggi per le prospettive di crescita o decrescita nel mondo”.
    17:04 Durata: 10 min 31 sec
  • La campagna straordinaria per l'anagrafe degli eletti. “Come ha sottolineato giustamente Antonella Casu, il problema è quello della trasparenza, certo, ma soprattutto quello dell'accessibilità effettiva alla trasparenza”. L'anagrafe “sarebbe un passo avanti inedito per arrivare ad uno dei connotati propri del sistema uninominale, quello della conoscenza dei candidati e degli eletti”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il Comitato di Radicali Italiani. La campagna straordinaria e la parola chiave “trasparenza”. “Direi trasparenza di una riforma. La trasparenza della riforma che vogliamo attuare progressivamente. Perché con questa anagrafe, se riguarda anche i consiglieri municipali e tutti gli eletti, andiamo oltre il milione di 'politici' dei quali conosceremmo agevolmente tutto. Come Antonella ha giustamente ribadito, il problema è quello della trasparenza, certo, ma soprattutto quello dell'accessibilità effettiva alla trasparenza. Questa ancora una volta è riforma laica, cioè volgare, rivolta a tutti e non riservata solo ai chierici”. “Continua la storia nostra dal '76; allora, quando arrivammo alla Camera, gli atti del Parlamento italiano, i verbali, erano conosciuti, nel senso che venivano acquistati, nel numero di 1.500 copie. Parliamo allora di strumenti cartacei. 1.500 copie. Da quel momento siamo andati spediti su una strada: prima abbiamo fatto trasmissioni pirata, con Radio Radicale, trasmettendo integralmente la vita parlamentare. Ed è stato fatto rivoluzionario”. La scomparsa di Andrea Torelli, tra i fondatori di Radio Radicale e la trasmissione per ricordarlo di Cecilia Angioletti e Marco Pannella. “Fino al '76 la conoscenza della vita parlamentare era una conoscenza inesistente e di natura chiericale, di qualche chierico della scienza politica, oltre a quelli – sono tanti nella realtà oligarchica italiana – che sanno sempre tenersi al corrente sulla legislazione, le centinaia di migliaia di leggi che si producono, per trarne vantaggio, visto che la maggior parte di queste leggi vengono fatte al servizio di interessi che poi non sono chiari. Questa cosa oggi, della grande riforma dell'anagrafe parlamentare e degli eletti, costituisce non una cosa che vale solo se si fa la riforma uninominale, ma un passo avanti inedito per arrivare ad uno dei connotati propri del sistema uninominale, quello della conoscenza dei candidati e degli eletti”. “Ciò malgrado questo regime in cui si conoscono solo i partiti, o meglio quello che dalle intercettazioni si viene a sapere sui partiti, visto che tutto il resto è inutile”. Dopo le prime trasmissioni pirata dal Parlamento, “siamo riusciti ad ottenere questa autorizzazione ed una serie di diverse forme di pubblicità cartacea. Adesso siamo arrivati, dopo quella conquista di Radio Parlamento che si aggiunge a Radio Radicale nella trasmissione della realtà parlamentare, adesso una integrazione; oltre a far conoscere quello che attraverso Radio Radicale si conosce, vogliamo si conoscano anche le responsabilità, i meriti ed i demeriti, degli eletti, ovunque siano eletti”. “Mentre abbiamo conquistato e strappato – in quali condizioni! - una rappresentanza parlamentare di una relativa, per noi non secondaria consistenza, con gli impegni che questo comporta per noi con le nostra capacità di vivere la vita rappresentativa nelle istituzioni, si aggiunge questa prova (malgrado l'estate): si passa dal sostegno all'idea dell'anagrafe degli eletti all'accessibilità effettiva a questa anagrafe da parte di 50 milioni di cittadini. Questo diventa un impegno che si sono assunti in primo luogo Mellano, Casu e De Lucia”.
    17:14 Durata: 12 min 12 sec
  • Il caso D'Urso, i governi di 'unità nazionale' e gli attentati allo stato di diritto. “E' essenziale rendersi conto che autori di questa Italia, di questo Berlusconi, sono coloro che hanno guidato il monopartitismo imperfetto per 30-40 anni, e quindi devono confrontarsi con la loro storia. Noi abbiamo partecipato con il ruolo di 'freno', qualche volta estremamente felice, a tale precipitazione”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il caso D'Urso citato da Pannella nel corso del Comitato. “Perché sono arrivato a ricordare questo periodo?”. A “chi adesso grida 'E' finita! C'è Berlusconi, viene il fascismo' e non so che altro”, “con una riserva, cioè i 25 anni di continuo degrado a partire dagli anni '80 e quindi con una realtà complessiva ancora più franante e franata”, Pannella ricorda che “altrimenti il periodo dell'unità nazionale – come sempre ci dice Cossiga, sempre guidata e permessa soprattutto dai comunisti - è stato un periodo, a livello degli attentati allo stato di diritto, al diritto e ai diritti nel nostro paese, sicuramente non minore a quello che oggi possiamo temere sia risuscitato da Berlusconi”. “E' essenziale rendersi conto che autori di questa Italia, di questo Berlusconi, sono coloro che hanno guidato il monopartitismo imperfetto per 30-40 anni, e quindi devono confrontarsi con la loro storia. Noi abbiamo partecipato con il ruolo di 'freno', qualche volta estremamente felice, alla precipitazione avvenuta in una continuità sostanziale con il 'welfare senza e contro la libertà', cioè con le illusioni del fascismo e del comunismo”. Negli anni dell'affare D'Urso “secondo Eugenio Scalfari, i nemici che giustificavano l'unità di Gelli, del PCI, sua e via dicendo, era il pericolo rappresentato da Craxi e Pannella”. “Evocare l'episodio di D'Urso può avere anche funzioni pedagogiche, ma non intenzioni pedagogiche. A me pare necessario, per sperare di realizzare quello che Brunetta o i nostri compagni come Della Vedova siaugurano da una parte, e quello che altri compagni si augurano dall'altra parte, devono rendersi conto che si deve sapere la verità. Intanto rendere onore a Cossiga quando dice che Moro lo ha fatto ammazzare lui, perché a volte c'è, da parte dell'ex Presidente della Repubblica, un sentimento di provocazione alla verità. E poi anche l'alleanza concreta e oggettiva per salvare l'Italia attraverso cose che oggi si sospetta possano volere Berlusconi e compagni”. “Allora non ritenni inutile dire: 'Stiamo attenti, in questo clima il bersaglio Pertini può essere il più logico in quello che sta accadendo. Lui mi mandò il Ministro degli Interni Scalfaro per ringraziarmi, il quale disse, ai giornalisti che attendevano una qualsiasi battuta, 'No, Pannella è attento, è sincero nell'occuparsi del Presidente della Repubblica'. Qualche volta può darsi che evocando qualcosa si diano le idee a chi non ce le ha, qualche altra volta si consente di mandare all'aria qualcosa”. “Io voglio sapere tutt'ora come e chi ha assassinato il Comandante generale dell'arma dei carabinieri Mino; è importante capire anche dall'assassinio di questo qui al tentativo di uccidere D'Urso per realizzare il governo d'unità nazionale, il governo che forse oggi, con la Costituente di settembre, si vorrebbe provocare contro quello di Berlusconi. Se la memoria ha un futuro, allora forse è possibile combattere. Altrimenti si fanno le 'costituenti' che non sono nemmeno ricostituenti per le cose già costituite e che ne hanno bisogno”.
    17:26 Durata: 15 min 19 sec
  • “La crisi della democrazia incombe sul mondo”. Spinelli, Rossi e Colorni già lo scrivevano nel Manifesto di Ventotene, che “la restaurazione nazionale e nazionalista della democrazia sarebbe stata un'illusione, la più pericolosa di tutte”. “La democrazia nazionale è esposta a tutti i populismi; deve infatti fare i conti con l'internazionalità dei problemi: la fame, l'immigrazione, tutte queste cose che sono strutturali nel mondo contemporaneo”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Le intercettazioni ed in particolare quella tra il Consigliere d'Amministrazione Urbani e Saccà. Le intercettazioni che riguardano la questione Senato. La necessità di “essere onesti sul fatto che nella realtà italiana, disastrosa come è oggi, la colpa maggiore ed il pericolo maggiore non vengono fuori dalla 'forza cattiva' di Berlusconi, ma sono un portato di un Berlusconi che è prodotto di tutto questo. Le cause sono altre e dobbiamo attaccarci alle cause se vogliamo il Partito Democratico, il Partito Repubblicano, nel nostro paese”. La prova non felice del bipartitismo in Italia? “Semplicemente non c'è il bipartitismo, ma il monopartitismo. Quando loro fecero approvare, all'indomani della vittoria nel referendum, quella legge truffa che era il 'Mattarellum', noi alla Camera votammo contro, dicendo: 'Voi oggi votate un falso maggioritario perché in questo modo potrete tra qualche anno dire che il maggioritario ha fallito', per poi tornare - allora non lo sapevo - al sistema tedesco oggi, che è il non plus ultra della rivoluzione di D'Alema”. Se Berlusconi rappresenta non la rottura ma la continuità, la situazione aspetta ancora una soluzione di continuità, come quella auspicata dal Partito D'Azione. Tangentopoli poteva costituire una rottura del genere? “No. Calamandrei diceva: 'Se io incontrassi un giudice che vuole fare giustizia, piuttosto che applicare le leggi, avrei il terrore e scapperei via'. Con Mani Pulite abbiamo realizzato proprio questo”. “La crisi della democrazia che incombe sul mondo”. “Tanto è vero che al nostro Congresso di Tirana facemmo una piccola correzione di una iniziativa istituzionale a livello internazionale e ministeriale allora in corso, quella della 'Comunità delle Democrazie'. Dicemmo 'no, meglio Comunità delle e della Democrazia', intendendo che dovesse essere non una comunità di Stati costituiti, ma di regole democratiche individuate come il criterio per riconoscere democrazie e anti-democrazie”. Il dibattito, anche nel corso del Comitato, sulla crisi della democrazia. Il decalogo di Abramo Lincoln. Il tema del 'super-capitalismo' e dell''iper-capitalismo'. “Ma lo aveva già scritto qualcuno - mi dispiace per Ernesto Galli della Loggia ed un altro nostri amico ex direttore liberalissimo del Corriere della Sera che anche lui ritiene che il manifesto di Ventotene sia molto datato e superato - che la restaurazione nazionale e nazionalista della democrazia fosse un'illusione, la più pericolosa di tutte, scrivendo che questo non sarebbe stato che 'un aggravamento storico' della situazione mondiale. C'è tutto lì dentro! (nel Manifesto di Ventotene, ndr)”. “La crisi della democrazia è crisi della democrazia nazionale; il nazionalismo democratico oggi è la reazione all'internazionalismo e alla posizione anti-nazionalista che noi rappresentiamo”. “La democrazia nazionale è esposta a tutti i populismi; deve infatti fare i conti con l'internazionalità dei problemi: la fame, l'immigrazione, tutte queste cose che sono strutturali nel mondo contemporaneo. E naturalmente su questo gli stati nazionali possono difendersi solo in modo più o meno razzista, o, come diceva Emma, iniziando a criminalizzare la povertà”.
    17:42 Durata: 16 min 42 sec
  • Belusconi all'Assemblea di Confesercenti. La trasmigrazione a destra del popolo votante a sinistra.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La presenza di Berlusconi alla assemblea di Confesercenti: più importanti i fischi o gli applausi ricevuti dal Premier? “Ti dirò che io ho dato valore ai fischi. Perché? Proprio perché so che la Confesercenti è tradizionalmente ritenuta di sinistra, ma cioè di una sinistra che rappresentava il 60-70% del voto dei lavoratori ed il 90% dei lavoratori della CGIL. Mentre oggi la sinistra rappresenta una minoranza perfino di questi. Allora nella Confersercenti, di sinistra, abbiamo quelli che hanno votato per Berlusconi che hanno applaudito; quelli che non hanno votato hanno fischiato. Questo è quello che va compreso. Quello che mi auguro, con i miei compagni radicali, come Claudio Fava, Cesare Salvi, Pasqualina Napoletano, è che discutessimo quello che è accaduto nel nostro paese, questa trasmigrazione del popolo votante sinistra a destra. E' una manifestazione della 'beceraggine proletaria', nel loro linguaggio, oppure la cosa non è da prendersi più seriamente?”.
    17:59 Durata: 3 min 38 sec
  • Satyagraha mondiale per la pace. “Oggi la scissione tra le opinioni ed i sentimenti manifestati dagli israeliani e la politica disperata, sempre più masochista rispetto a Israele e alla sua grande funzione, richiede che il nostro Partito assuma la difesa non solo del popolo italiano ma anche del popolo israeliano”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il Satyagraha mondiale della Pace e la situazione di Israele. “La crisi della democrazia è la crisi delle pretese di sovranità nazionale”. Sono più di 20 che ci siamo recato a Gerusalemme, 8 mesi dopo la costituzione del Partito Radicale Nonviolento, per dire che noi eravamo contro la sovranità nazionale assoluta, non corrispondente per me nemmeno minimamente all'afflato sionista – ma questa è una mia interpretazione – e comunque non corrispondente alla visione stessa di uno stato composto da colo che come popolo unico hanno vissuto la Shoah. Il popolo europeo si è manifestato per la prima volta come tale proprio quando gli ebrei – ma, non dimentichiamolo, anche omosessuali e rom – venivano identificati come nemici del nazismo ma anche di qualcun altro”. “Sono passati 25 anni dall'inizio di quella lotta: oggi la scissione tra le opinioni ed i sentimenti manifestati dagli israeliani e la politica disperata, sempre più masochista rispetto a Israele e alla sua grande funzione, richiede che il nostro Partito assuma la difesa non solo del popolo italiano ma anche del popolo israeliano. Anche per la salvezza del Medioriente dai suoi demoni”. L'iniziativa per la verità sull'ipotesi di esilio per Saddam. “Ha ragione Bandinelli quando dice 'Pannella non ci ha convocato al Grande Satyagraha, si è auto-convocato'. Vado avanti molto poco in questo Satyagraha, misurandolo in termini di tempi, ma se teniamo presente questo Comitato di oggi di Radicali Italiani, quindi il meno istituzionalmente collegato al Satyagraha di tutti i soggetti radicali. Eppure ho sentito che il 6 luglio è il compleanno del Dalai Lama. Allora è venuta l'idea, a fianco delle cose proposte per l'8 luglio e l'8 agosto per il Tibet, visto che abbiamo così poco da fare, di andare domenica a Spoleto dove è in corso questa grande manifestazione che si celebra da mezzo secolo. Festeggeremo lì il compleanno del Dalai Lama”.
    18:02 Durata: 11 min 51 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La proposta di Antonella Casu per la composizione della nuova Giunta, con il coinvolgimento – per la prima volta - dei radicali della 'doppia tessera'. “Il dopo-Chianciano si sta orientando, o può orientarsi, su una strada: è opportuno che in questo momento di crisi, le appartenenze tradizionali ed attuali vengano potenziate; non ci si rassegni a ritenere perse le speranze per le quali si sono costituite, proponendo all'interno alcune variazioni anche di modo costitutivo: puntare sulla libertà d'associazione, puntare sulla partecipazione di consenso e la concordia, molto più che sulle discipline di partito. Insomma il contrario del Loft e dei suoi 'comitati etici'”. L'apporto ai lavori di Nicola Tranfaglia, già vicino ai Comunisti Italiani. “Il cammino è quello di puntare non solo sulla compatibilità, ma sulla utilità, da una parte di dire 'sono radicale anch'io' in modo chiaro, perché vuol dire riconoscere un gruppo di militanti che per 50 anni ce l'hanno fatta, non essendo proprietari di nulla, se non dal 1985 con un mutuo trentacinquennale della sede di Torre Argentina”. “La posizione di Spinelli, Rossi e Colorni era chiara: in questo contesto non è possibile nemmeno il benessere ed il progresso sociale che deve accompagnare la libertà ed il diritto; oggi, di fronte a questa volontà riformatrice – spero che la Costituente significhi questo, 'ri-forma', - dare una nuova forma della democrazia perseguita e del diritto difeso, cosa sulla quale si può costruire solo prendendo coscienza che l'Italia del CLN, dopo cinque anni, è già ridivenuta – ricordiamo che De Gasperi è liquidato nel '53 – la continuità dell'amministrazione italiana degli anni '30 e '40, molto più che della emigrazione e del carcere nel quale i nostri maggiori hanno operato”.
    18:14 Durata: 13 min 4 sec