15 LUG 2008
intervista

Savarino: "Ritengo si possa decidere, in piena coscienza cristiana, di porre fine a un trattamento terapeutico alla presenza di Dio". La Chiesa Valdese vicino alla famiglia Englaro.

INTERVISTA | di Emiliano Silvestri - Torino - 20:07 Durata: 9 min 52 sec
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Il coordinatore del "gruppo di lavoro sui problemi etici posti dalla scienza", ribadisce il punto di vista cristiano della Chiesa Valdese (le sofferenze della persona non vanno subordinate a principi astratti, la libertà individuale non va identificata con l'arbitrio) e ricorda il vuoto legislativo intorno al principio di autodeterminazione contenuto nell'art.

32 della Costituzione e la conseguente necessità di una legge sulle direttive anticipate di fine vita.

"Savarino: "Ritengo si possa decidere, in piena coscienza cristiana, di porre fine a un trattamento terapeutico alla presenza di
Dio". La Chiesa Valdese vicino alla famiglia Englaro." realizzata da Emiliano Silvestri con Luca Savarino (Coordinatore gruppo di lavoro per i problemi etici posti dalla scienza della Chiesa Valdese).

L'intervista è stata registrata martedì 15 luglio 2008 alle ore 20:07.

Nel corso dell'intervista sono stati trattati i seguenti temi: Accanimento Terapeutico, Autodeterminazione, Bioetica, Cassazione, Cattolicesimo, Chiesa, Costituzione, Cristianesimo, Englaro, Eutanasia, Giustizia, Legge, Liberta' Di Cura, Magistratura, Malattia, Medici, Oviedo, Parlamento, Religione, Testamento Biologico, Tettamanzi, Valdesi.

La registrazione audio ha una durata di 9 minuti.

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  • Luca Savarino

    Coordinatore gruppo di lavoro per i problemi etici posti dalla scienza della Chiesa Valdese

    Il Sinodo delle Chiese valdesi Metodiste si pronunciò, in confornità ai principi costituzionali e alla Convenzione di Oviedo, per l'urgenza dell'approvazione di una legge sul testamento biologico. I giudici di Milano hanno ritenuto ricorressero le condizioni (irreversibilità stato vegetativo permanente - ricostruzione di volontà chiara e inequivocabile) indicate dalla Corte di Cassazione: libertà di cura é anche libertà di rifiuto delle cure, non subordinabile a principi astratti di rivendicazione della difesa della vita biologica. D'accordo con il Cardinale Tettamanzi sulla questione della proporzionalità delle cure e dell'alleanza terapeutica; nel contrasto tra limite oggettivo (norma di diritto naturale) e autonomia individuale i Valdesi scelgono il diritto cristiano della libertà di decidere del malato (e della ricostruzione certa della sua volontà passata se incapace). Una norma certa sulle volontà di trattamenti di fine vita risolverebbe la questione della supplenza della magistratura. Dio, per i cristiani, non é un oggetto di contemplazione astratta da cui derivare un "diritto naturale" razionale che si impone su uomini e donne; é uno dei poli di una relazione individuale - di fede - che chiama all'amore alla libertà e alla responsabilità. Si può porre fine, in piena coscienza cristiana, alla sofferenza di un trattamento terapeutico in presenza di Dio.
    20:07 Durata: 9 min 52 sec