27 LUG 2008
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:00 Durata: 2 ore 8 min
Scheda a cura di Guido Mesiti
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 27 luglio 2008 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (europarlamentare, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa), Emma Bonino (senatrice, vicepresidente del Senato), Marco Beltrandi (deputato, membro della Commissione di vigilanza sulla RAI).

Tra gli argomenti discussi: Politica.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore e 8 minuti.

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  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Marco Pannella, insieme ai parlamentari radicali italiani ed europei, sta occupando la sede della Commissione Parlamentare di Vigilanza. Il collegamento telefonico è dunque in diretta da Palazzo San Macuto. Nel corso della trasmissione, interventi di Emma Bonino e Marco Beltrandi.
    17:00 Durata: 2 min 33 sec
  • La continuità dell'iniziativa radicale: "Ancora una volta ci troviamo a dar letteralmente corpo alla legalità costituzionale ed istituzionale". Obiettivo è sanare il duplice vulnus alla Costituzione causato dalla mancata nomina del Presidente della Commissione parlamentare di vigilanza e di un giudice della Consulta. Per creare "un segmento, un'occasione, di instaurazione e restaurazione della legalità".

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Marco Pannella, leader storico dei radicali, è in collegamento telefonico da Palazzo San Macuto. In quella sede, precisamente nell'aula della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, si trovano pure gli altri parlamentari radicali, giunti in mattinata a sostenere l'occupazione della Commissione iniziata - 4 giorni prima - da Marco Beltrandi. Pannella parla dalla postazione della Presidenza della Commissione ed inizia con un flash-back su iniziative radicali degli anni passati ed il legame con quella odierna. "Si tratta di sottolineare la continuità di questa iniziativa. In questo caso l'iniziativa è specifica, come sede e come luogo, ad un aspetto costituzionale. Ancora una volta ci troviamo a dar letteralmente corpo alla legalità. Come quando in passato ci siamo mossi perché il Parlamento la smettesse con quella triste ritualità da 'votificio' e nominasse - come la Costituzione gli impone - i giudici costituzionali che in quel momento mancavano; allora ci fu una battaglia dura, ma - vorrei ricordarlo - nelle carcere italiane, per un motivo che alcuni direbbero di pretta natura istituzionale e che non riguarda il volgo, la plebe ed i cretini che siamo come il popolo, in molti digiunarono. Ci muovemmo e ce la facemmo. In altra occasione alla malfamata nostra Camera dei Deputati chiedemmo di compiere un atto formale affinché perfezionasse la sua costituzione giuridicamente e legalmente corretta invece di aspettare la fine della legislatura, perché il mercato delle vacche non si compisse tra i vari partiti, intenti ad attribuirsi un seggio o l'altro. Quelle due battaglie furono vincenti: in cosa vincemmo? Un segmento, un'occasione, di instaurazione e restaurazione della legalità. Ora si parla molto di legalità da parte di ladri abituali. Oggi abbiamo due rivendicazioni e nessuna protesta, come al solito. Siamo qui perché vi sono due vulnus gravissimi alla Costituzione italiana da parte del Parlamento italiano, che vanno sanati. Il primo è quello della Commissione di Vigilanza: alcuni anni fa una sentenza importante della Corte Costituzionale, molto positiva secondo me, interpretando la Costituzione esistente indicò in modo in equivoco che tutte le parti, gli articoli della Costituzione relative ai diritti dei cittadini, alla libertà dei cittadini, alle funzione delle istituzioni e dunque anche quello di controllare conoscere e vigilare il quarto potere, ciò apparteneva - come obbligo oltre che come prerogativa - al Parlamento. Il quale Parlamento ha, per realizzare questo, uno strumento bicamerale, ovvero la Commissione parlamentare bicamerale di Vigilanza cui danno vita Camera e Senato. Senza di questo la funzione costituzionale obbligata del Parlamento non viene esercitata, creando un vuoto politico ma anche istituzionale gravissimo. Il parlamento tradisce letteralmente gli imperativi della Costituzione e se stesso". "L'altro obiettivo è che il giudice costituzionale che manca per il plenum della Corte Costituzionale venga finalmente eletto. Vorrei ricordare qui che uno dei primi atti del'attuale Presidente della Repubblica fu quello di richiamare il Parlamento, su questo tema, alla necessità che le Camere ottemperassero ai propri doveri costituzionali proprio in tema di elezione dei giudici ed in ogni altro tema che le riguardasse in quanto 'Parlamento' e non come Camere distinte".
    17:02 Durata: 7 min
  • "Noi oggi siamo qui a dare letteralmente corpo, come parlamentari, a tutto il Parlamento". La nostra è "una iniziativa sicurissimamente di supplenza a quella istituzionale". La contemporanea iniziativa nonviolenta in corso da settimane per "salvare dall'esecuzione Tarek Aziz" e "perché non diventi lettera morta - come sta diventando anche in Italia per distrazione di governo e opposizione - la grande proclamazione della moratoria universale fatta dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite".

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "Noi oggi siamo qui a dare letteralmente corpo, come parlamentari, a tutto il Parlamento. In questo momento stiamo adempiendo, senza poterlo fare come membri del Parlamento in seduta regolarmente convocata dai Presidenti dell'assemblea", ai nostri obblighi. "Una iniziativa sicurissimamente di supplenza a quella istituzionale. Ci sentiamo in questo momento investiti della rappresentanza istituzionale del Parlamento". "L'obiettivo è che i Presidenti del Parlamento si decidano ad una convocazione straordinaria del Parlamento per eleggere, in una seduta convocata per l'elezione - e quindi con i parlamentari che voteranno finché non risulterà eletto qualcuno-" del giudice costituzionale. "Secondo obiettivo riguarda la Commissione di Vigilanza. Noi esigiamo che la Commissione, unico strumento di cui lo Stato dispone per ottemperare alla sua funzione, per far vivere la legalità a causa delle ignobili e ributtanti alienazione della democrazia e dello stato di diritto che ci viene dalla partitocrazia. Quando lo Stato manca alla sua propria legalità, ci si può aspettare di tutto. Nessun reato è più grave che questo tipo di lesione alla Legge, alla Repubblica finché parliamo dell'Italia. Ed anche per questo i parlamentari siano riuniti". "Pare che ci siano problemi sulla scelta del candidato; noi però, sia che siamo fuori che dentro il Parlamento, non facciamo parte di queste trattative. Le trattative avvengono metaforicamente di notte, tra titolari di fatto del potere che ci domina e domina l'Italia. Io personalmente a questo punto suggerirei una cosa: in questo monopartitismo imperfetto, che si acquisti un po' di perfezione. Invece di fare questi "Gran Consigli" di notte e clandestini, si riuniscano in "Gran Consiglio" ufficiale". "Forse un Gran Consiglio, che significherebbe formalizzare un regime che tutto è fuorché democratico, vorrebbe dire inserire l'elemento della regola, della sua certezza e della sua pubblicità, il che sarebbe già - in questo regime - una conquista". "Questi due obiettivi si uniscono grazie all'iniziativa di Marco Beltrandi che ha intrapreso da solo da quattro giorni una iniziativa specifica". "Poi c'è un altro motivo, e mi rivolgo al nostro Governo che pare distratto: il nostro sciopero della fame è ormai di più di 100 persone e, direi, di 100 persone che sono 'qualunque' come me e come tanti di quelli che ci ascoltano, che possono sostenere questa battaglia se aderiscono, se sottoscrivono denaro, perché noi siamo la dimostrazione che da noi uno od una contano. Siamo 1.500 iscritti al Partito, dinnanzi ai 400.000 iscritti dei compagni di Rifondazione ed ai milioni degli altri; lì forse uno non conta, ma qui sì. L'obiettivo di questa iniziativa nonviolenta è quella di salvare dall'esecuzione Tarek Aziz, che per me non è altro che il principale complice dell'infame dittatore Saddam". "Ricorderò che quando Tarek Aziz era potente, venne a Roma e fu ricevuto personalmente da Giovanni Paolo II, fu ricevuto a tutti i livelli dalle nostre autorità; Bruno Vespa fu una sorta di gran ciambellano, con il suo assistente Padre Benjamin. Noi adesso invece, ora che è in procinto di essere assassinato, vista pure la moratoria universale approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, vogliamo sottolineare che anche Tarek Aziz è qualcuno di coloro che possono essere assassinati dallo Stato solo in violazione flagrante e grave di questo indirizzo politico che, dall'anno scorso, è divenuto ufficialmente quello delle Nazioni Unite". "Noi, armati solo di nonviolenza, sicurissimamente abbiamo avuto già dei successi importanti, seppure non la vittoria, su questo piano. Perlomeno ora si è saputo che Tarek Aziz ha due difensori, mentre prima si sapeva solo che uno dei due avvocati era strato ucciso e l'altro era fuggito. Oggi non possono assassinarlo e dire magari che si era 'suicidato'. Questo non è più possibile grazie alle eminenti personalità che sono accorse in nostro sostegno. E qui termino volendo dire che è sintomatico questo comportamento abituale del quarto potere italiano, che in questa occasione ha tuttora assolutamente ignorato la vera realtà di questa lotta e non hanno menzionato - figuriamoci se fatto parlare - i primissimi sostenitori di questa iniziativa Radicale: i tre ex-Presidenti della Repubblica viventi, per la prima volta tutti i senatori di diritto ed ormai almeno un terzo dei parlamentari italiani". Il possibile ruolo del Presidente della Repubblica. "Penso che sicuramente lui sarà messo al corrente dai suoi uffici e non dubito che soffermerà la sua attenzione su questo. Io ho sottolineato che dinnanzi ad una cosa che di già abbiamo posto con una occupazione iniziata con Beltrandi, c'è anche l'altro vulnus che è molto più grave. Perché mentre, per parlare in termini costituzionali, la mancanza di un giudice alla Corte Costituzionale ne inquina il funzionamento, perché essendo loro 15, non di rado la Corte statuisce su cose molto importanti e quindi magari su queste un giudice è decisivo; nel caso della Commissione di Vigilanza invece si impedisce la costituzione di un organo parlamentare bicamerale cui la Corte Costituzionale ha riconosciuto l'intero onere istituzionale di vigilare sulle cose di sua competenza. Ed i partiti, i mercanti di vacche, sono impossibilitati a fare quello che vorrebbero. Discutono da due mesi di come la si fa, di chi preferiscono alla presidenza. In partenza era questa la questione sollevata; oggi la estendiamo però all'elezione dei giudici della Consulta da parte sempre del Parlamento. Poi, su questo, si innesta la nostra azione chiarissimamente nonviolenta da 25 giorni, perché non diventi lettera morta - come sta diventando anche in Italia per distrazione di governo e opposizione - la grande proclamazione della moratoria universale fatta dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite". "Il tutto è dentro il primo grande Satyagraha per la Pace, la Democrazia e la Libertà".
    17:09 Durata: 23 min 8 sec
  • Le reazioni di maggioranza e opposizione rispetto all'iniziativa radicale. "Noi siamo qui perché la Commissione si riunisca e voti". Se si continua così "questi, ed intendo i 'nostri' ed i 'loro', continueranno a mercanteggiare fino a quando non troveranno delle compensazioni adeguate" e si metteranno d'accordo.

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il commento di Gianfranco Rotondi (nuova DC), ministro, che chiede che "il Parlamento batta un colpo" e "plaude all'iniziativa dei radicali che va perorata e non censurata". Il sostegno del capogruppo dell'Italia dei Valori, Massimo Donadi, a nome del Partito. La dichiarazione di Daniele Capezzone, portavoce di Forza Italia, secondo cui "la sinistra non può pensare, nell'una o nell'altra forma, di imporre la candidatura di Leoluca Orlando alla Presidenza della Commissione di Vigilanza della Rai. Sarebbe come volere Di Pietro al Ministero della Giustizia". "Stia attento Capezzone - replica Pannella - perché non escludo che se lo possa ritrovare in quella posizione tra qualche anno". Il plauso all'iniziativa radicale da parte di Arturo Parisi. "Noi siamo qui perché la Commissione si riunisca e voti. È vero che è responsabilità della destra di avere scelto il comportamento della messa in mora della costituzione della Commissione, perché è la destra che fa mancare il numero legale. Ma a questo punto voglio anche dire che in questo modo questi, ed intendo i 'nostri' ed i 'loro', continueranno a mercanteggiare fino a quando non troveranno delle compensazioni. Una vacca in più da un'altra parte, magari in un altro mercato. Conoscendo le motivazioni degli uni e degli altri, conoscendo il fatto che poi si metteranno d'accordo, visto che sul bottino, palermitani e corleonesi, litigano sempre. La ragionevolezza mia, un po' contadina, abruzzese, è di dire: io ritengo che il PD abbia fatto benissimo a sostenere, d'altronde sempre con il nostro consenso, la candidatura di Leoluca Orlando perché ci sembrava che il diritto di decidere da parte del PD - nell'ambito del suo accordo con l'IDV - fosse così rispettato, non potendo noi contrapporre un candidato nostro all'interno della sfida tra palermitani e corleonesi. Ora mi verrebbe voglia di dire che noi ci riteniamo messi al corrente delle trattative segrete e notturne di questo mercato; potrei suggerire una cosa, che si metta ad esempio al posto di Claudio Petruccioli magari Giulietti - eletto nell'IDV come Leoluca Orlando e soprattutto qualificato nella sua militanza nel sindacalismo giornalistico -, una figura che non credo sia sgradita alla parte onesta della mafia della Rai Tv, che pure c'è. Poi si potrebbe pensare di mettere la splendida Melandri a Presidente della Commissione; la nostra candidatura alla vice-presidenza di Beltrandi rimane ferma e dura. Poi dall'altra parte il boccone più interessante a Stefano Parisi che vuole la direzione generale". "Ma ora mi sono lasciato prendere dal vizio partitico di mettere becco in questa storia e quindi questa è un'opinione assolutamente personale". Le adesioni di Vita, Gasbarra, Melandri, Bersani dall'opposizione e Della Vedova dalla maggioranza. La posizione di Capezzone: "Essendo Capezzone l'unico in attività in Forza Italia, quale portavoce, e dovendo io rispetto a tutti quelli che sono rimasti fuori dalla Camera, questo rispetto lo devo pure a Forza Italia; Capezzone è l'unica manifestazione di vita di FI, a parte quella dei liquidatori di Forza Italia in nome del PDL. In realtà non è contro, ma confonde un po' la situazione con l'abilità che gli è propria". La posizione di Grillo del PDL.
    17:32 Durata: 21 min 41 sec
  • Lo sciopero della fame di Pannella e di oltre 100 "persone qualunque". Una "mobilitazione per un obiettivo preciso, cioè quello di far rispettare una clamorosa decisione dell'ONU che non è vincolante a livello dei singoli Stati, ma è un indirizzo preciso ed ufficiale della comunità internazionale a tutti i livelli. E quindi soprattutto i governi che ne furono autori devono mobilitarsi". Il Partito Radicale Nonviolento, il Satyagraha e l'iniziativa in Cina ed Asia orientale.

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il digiuno di Marco Pannella da tre settimane e la visita del premier irakeno Al Maliki, con annesso rifiuto dei dignitari iracheni di incontrare il leader radicale. Il silenzio, sottolineato da Unità e Manifesto, di Papa Ratzinger sulla vicenda. "Innanzitutto grazie al sostegno immediato dei tre ex Presidenti della Repubblica viventi, e poi una marea di parlamentari". "A fronte della mobilitazione per un obiettivo preciso, cioè quello di far rispettare una clamorosa decisione dell'ONU, che non è vincolante a livello dei singoli, ma è un indirizzo preciso ed ufficiale della comunità internazionale a tutti i livelli. E quindi soprattutto i governi che ne furono autori devono mobilitarsi". A proposito di Tarek Aziz "vorrei ricordare che la massima autorità vaticana lo ha accolto, lo ha ricevuto, lo ha sostenuto nell'ambito dell'atteggiamento pacifista. E vi fu una mobilitazione: Bruno Vespa, a corte del regime, ci mostrava un gentilissimo Padre Benjamin a favore di Aziz e dintorni. Questa mobilitazione serve anche a ricordare che c'è oggi una delibera ufficiale, moratoria universale, e che a questo punto la questione di Bagdad e quella di Teheran non sono troppo lontane, seppure in modo diverso". L'obiettivo all'interno del Primo Satyagraha mondiale per la pace, che vedrà una iniziativa pure l'8 agosto. "Come per Chianciano, dovremo già da ora occuparci del dopo-Olimpiadi". "Il contributo del Dalai Lama è quello di proporre la riforma cinese; lui chiede che la Cina e tutte le sue popolazioni del suo territorio, tibetani, mongoli e uiguri" possano godere di diritti in un sistema federale. "Oggi il Dalai Lama è anche Ventotene. Il problema grave è che in quello scontro che sicuramente c'è a Pechino tra una componente e l'altra della dittatura, sempre più c'è una componente che andrà rendendosi conto che la rivoluzione politica - il passaggio alla democrazia - o riescono a farla loro, o altrimenti scoppierà con un costo immenso". La pubblicità del governo cinese di un comunicato islamista da parte di un gruppo di uiguri. "Nel nostro Consiglio Generale del Partito fa parte Rebya Kaader, presidente del Partito del Congresso; siamo in contatto con lei, seppure non in questi giorni. L'anno scorso ha mancato di poco l'attribuzione del nobel per la pace. Insomma gli uiguri dell'esterno - molti sono in Germania - hanno adottato ufficialmente la posizione nonviolenta, in questo raggiungendo Montagnard ed il partito cambogiano del nostro amico e compagno Sam Rainsy".
    17:54 Durata: 15 min 33 sec
  • Le elezioni americane: "Sto appassionandomene come credo molti altri. Credo che la democrazia anglosassone, soprattutto quella americana, abbia un connotato: le regole sono chiare. E quando le regole sono chiare uno può tifare, può giocare". Gli organi dirigenti di Radicali Italiani.

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Le elezioni americane. "Sto appassionandomene come credo molti altri. Credo che la democrazia anglosassone, soprattutto quella americana, ha un connotato: le regole sono chiare. E quando le regole sono chiare uno può tifare, può giocare. Mentre tutto quello che c'è in Italia, dove si cambia ogni giorno tra 50 modelli elettorali, è quello che resta della illusione democraticistica di forze non liberali che in Europa hanno contraddistinto questi ultimi decenni". Un messaggio di Luigi Manconi a sostegno dell'occupazione radicale della Commissione di Vigilanza. "Abbiamo qui tutti gli eletti radicali in Italia. E poi c'è la segretaria, il Presidente, il tesoriere di Radicali Italiani; non so cosa facciano gli altri segretari di partito, ma Antonella Casu e gli altri sono al Partito sino a notte anche a rispondere al telefono, visto che non abbiamo molti quattrini, per raccogliere adesioni, sottoscrizioni ed altro. Al numero 06-689791".
    18:09 Durata: 4 min 38 sec
  • La prima riunione del Comitato politico-organizzativo del dopo-Chianciano: "Abbiamo deciso di consultarci rapidamente tra noi 12, per decidere se questo luogo lo teniamo aperto tutti e 12 in vista della riunione del 13-14 settembre, o se invece tutto questo si debba prendere atto che si possa svolgere solo all'interno della galassia radicale, anche per loro o tanti altri". Il congresso di Rifondazione Comunista.

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La prima riunione del Comitato politico-organizzativo del dopo Chianciano. "Abbiamo riscontrato che per motivi vari ci siamo riuniti in sette, dei quali tre radicali (Emma Bonino, Marco Cappato ed io); gli altri tre presenti erano Cesare Salvi, Mauro Del Bue e Formica, oltre che Boato in collegamento telefonico". "Abbiamo constatato che agosto, ma soprattutto i congressi ancora in corso, avevano distratto dalla venuta alla riunione personalità come la stessa Pasqualina Napoletano o Gianni Cuperlo. Dunque una battuta d'arresto. Abbiamo chiesto cosa vogliano fare. Perché la censura imposta anche all'interno dei loro propri partiti, mentre noi speravamo di aver dato loro magari maggior forza per partecipare alla vita dei loro partiti…Abbiamo deciso di consultarci rapidamente tra noi 12, per decidere se questo luogo lo teniamo aperto tutti e 12 in vista della riunione del 13-14 settembre, o se invece tutto questo si debba prendere atto che si possa svolgere solo all'interno della galassia radicale, anche per loro o tanti altri". Il sostegno di Armando Cossutta a Marco Pannella. Il congresso di Rifondazione Comunista in corso: "L'idea è che vorrei che noi radicali trovassimo le condizioni per riunirci in tanti ed anche con tanta passione. C'è la passione della speranza, la passione della disperazione… Ma comunque una passione che mobilita un migliaio di delegati è già cosa che conferma un minimo o un massimo di radicamento. Lì credo che fossero molti i consiglieri municipali, comunali, provinciali, regionali di un partito che però, mi pare, abbia trovato anche la possibilità di esprimersi meglio attraverso la passione della contrapposizione interna. Sono quindi emozionato e felice di aver sentito una sala così calda per passione e partecipazione". "Una politica sbagliata e il mito della 'rifondazione comunista', cioè di fatti storicamente conclusi, sicuramente aveva un tarlo all'origine. Bertinotti non ha prestato attenzione al fatto che questo regime, per 15-20 anni, ha scelto - contemporaneamente al tentativo di eliminare e soffocare i radicali, regalando per 10 anni a Rifondazione le notti di tutti gli italiani-", "di fare fiducia a dei comunisti ancora ciechi di fronte alle discriminazioni politiche dei radicali".
    18:14 Durata: 10 min 29 sec
  • Intervento di Emma Bonino.

    Emma Bonino

    senatrice, vicepresidente del Senato

    L'intervento di Emma Bonino, senatrice radicale eletta nelle fila del PD, sull'occupazione in corso della Commissione parlamentare di Vigilanza. "Quella che abbiamo posto è una questione istituzionale". "Un settore, quello dell'informazione Rai, così determinante per il dibattito pubblico del paese. Inoltre questa non-nomina blocca pure eventuali sviluppi nel Consiglio d'Amministrazione RAI". "Una situazione obiettivamente di stallo in cui tutte le scorribande e censure tradizionali rischiano di esacerbarsi". "Il punto istituzionale mi sembra sia stato colto".
    18:25 Durata: 8 min 50 sec
  • Intervento di Marco Beltrandi

    Marco Beltrandi

    deputato, membro della Commissione di vigilanza sulla RAI

    L'intervento di Marco Beltrandi, deputato radicale eletto nelle fila del PD e primo ad occupare la Commissione di Vigilanza. "Ciò che chiediamo è soprattutto una certezza dei tempi. E che siano anche tempi brevi. Non è possibile convocare la Commissione, o le Camere nel caso dell'elezione del giudice della Corte Costituzionale, come atto un po' notarile e burocratico, rassegnandosi all'idea che non c'è il numero legale o che il nome del giudice della Consulta non esce dalla consultazione. E' da mercoledì che ho chiesto ai Presidenti delle Camere che, almeno per quanto riguardava il discorso della Commissione di Vigilanza, ci fosse questa definizione dei tempi. Io sono molto grato ai compagni che hanno rinforzato ed arricchito questa iniziativa e devo appunto dire che la galassia radicale in queste circostanze dà sicuramente il meglio di sé". "In Commissione c'è una situazione per cui di fatto il centro-destra ed una parte del PD desiderano mantenere in prorogatio l'attuale assetto della RAI. Lo fanno per ragioni diverse ma che poi sono convergenti per l'obiettivo. Era addirittura tutto pronto per una convocazione della Commissione di Vigilanza, per la sua costituzione, il 29 di settembre. E naturalmente in quella data si sarebbe ripresa la routine delle convocazioni andate a vuoto".
    18:33 Durata: 4 min 16 sec
  • L'articolo di Luca Ricolfi su La Stampa. 'Opposizione inesistente' e 'maggioranza inesistente': un contributo radicale al dibattito. "Mi auguro che ora Sacconi non ripeta l'errore di Maroni che sulla famosa riforma Biagi rimandò a sei anni dopo; il suo annuncio, oggi, di andare al 2013-14 per far scattare la riforma dell'età pensionistica, ci stupisce".

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    I punti di intersezione tra l'agenda politica radicale e la politica del palazzo. "Una cosa che può aiutare è che noi abbiamo qui discusso, tutti quanti, dell'articolo di Luca Ricolfi della Stampa. Assieme abbiamo mandato una lettera al direttore con la quale entriamo nel merito e diciamo che saremmo lieti se potesse far sapere ai lettori che siamo in totale accordo con quell'articolo di Ricolfi, soprattutto nell'analisi dell''opposizione inesistente' così come lui la illustra, la valuta e la analizza. Abbiamo però allo stesso tempo aggiunto che vi è un motivo di diversa valutazione cui teniamo molto; ci è apparso un po' che nella conclusione Luca Ricolfi abbia ceduto, per un istante, a quello che è divenuto senso comune, e cioè attribuire a DS e Margherita di non aver dato sufficiente sostegno ed incitamento dal Governo Prodi per sfruttare la ripresa del 2006-2007 per incidere davvero sulla voragine della spesa pubblica. Abbiamo semplicemente scritto che, pur dando eccellenti ministri al Governo Prodi, per quanto riguarda l'apporto di Margherita e DS in quanto tali all'opera del governo e della maggioranza, si può pari pari trasferire il discorso che oggi Ricolfi fa sulla 'opposizione inesistente', anche a quella 'maggioranza inesistente'. Se Prodi avesse accelerato il ritmo della messa in atto di più radicali interventi - tipo quelli di Giuliano Amato nel '92-'93 - per riassestare la situazione economico-finanziaria ereditata, magari imprimendo alle liberalizzazioni un ritmo maggiore, ciò sarebbe significato, per la stessa natura di buoni a niente, interrompere la legislatura perfino ad ottobre". Ancora sui quotidiani di oggi. "Sono felicissimo che riscoppi un po' di casino vero e serio sugli atteggiamenti, gli annunci e le azioni del ministro Brunetta. Sono anche interessato alle dichiarazioni Berlusconi sul fatto che prima il partito era 'monarchico-anarchico', mentre ora dice che è 'di sinistra'; sono contento che Brunetta abbia dichiarato di essere socialista. E mi auguro pure che ora Sacconi non ripeta l'errore di Maroni che sulla famosa riforma Biagi rimandò a sei anni dopo; il suo annuncio, oggi, di andare al 2013-14 per far scattare la riforma dell'età pensionistica, questo un pochino ci stupisce. Noi siamo per l'innalzamento e l'equiparazione. Abbiamo letto adesso da altri che l'equiparazione dell'età di pensionamento delle donne a quella degli uomini è un elemento che, secondo analisi economiche qualificate, comporterebbe un miglioramento del 30% delle voci fondamentali per spesa e pensioni nel nostro Paese".
    18:38 Durata: 10 min 17 sec
  • Le linee di sviluppo del dopo-Chianciano: "Tenendo pure conto dei risultati dei congressi dei partiti della sinistra", "la libertà di associazione, la non disciplina obbligatoria e soprattutto la grande iniziativa portata avanti pure da Manconi e Salvi, ovvero quella dell'anagrafe degli eletti a tutti i livelli, potrebbero unirci in un lavoro comune".

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "Tenendo pure conto dei risultati dei congressi dei partiti della sinistra che stanno concludendosi, io penso che il dopo-Chianciano, le linee di sviluppo di questo luogo che abbiamo creato, costituiscono oggi un elemento nel quale vorrei che lo stesso Bertinotti ci onorasse mettendoci il becco. Non è possibile: adesso abbiamo l'annuncio che la situazione è che Vendola proclama che il 48% di Rifondazione è battuta; critica quello che presumibilmente sarà il segretario di Rifondazione e dice 'noi saremo lì a fare opposizione'. E se per esempio venisse in mente che noi gli proponiamo di superare un dogma costitutivo dei partiti che hanno fallito, attraverso la libertà di associazione dell'iscritto che è fondamentale e che è ciò che ha consentito a noi di vivere quelle che altrove sono 'scissioni' come 'rigenerazione dei tessuti', facendo della galassia radicale sempre più un luogo che può in sé includere maggior forza per continuare a dare forza ai partiti nei quali tutti sono tuttora e restano impegnati. Ma la libertà di associazione, la non disciplina obbligatoria e soprattutto la grande iniziativa portata avanti pure da Manconi e Salvi, ovvero quella dell'anagrafe degli eletti a tutti i livelli, potrebbero unirci in un lavoro comune".
    18:48 Durata: 6 min 42 sec
  • Un appello fiducioso al governo sulla moratoria delle esecuzioni capitali: "Vogliamo proprio cancellare subito qualcosa di così positivo e grande? Vogliamo rinunciare a questo? Ma la cosa comporta drammaticità: l'Italia è membro provvisorio del Consiglio di Sicurezza; non può allora prendere una iniziativa sulla vicenda Tarek Aziz?". Gli interventi di Papa Ratzinger e le possibilità di una unità d'azione tra radicali e istituzione vaticana su immigrazione e povertà.

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "Rivolgo un appello al Governo a stare attento, a non distrarsi. Alla fine anche il governo Prodi non si è distratto ed abbiamo fatto squadra per ottenere quel risultato sulla moratoria delle esecuzioni. Per un lungo istante quel governo ha dedicato la quantità di attenzione che noi consigliavamo perché si arrivasse in porto con la risoluzione ONU che proclamava la moratoria. Come dirlo a Berlusconi, a Frattini e ai presidenti delle Camere? Vogliamo proprio cancellare subito qualcosa di così positivo e grande? Vogliamo rinunciare a questo? Ma la cosa comporta drammaticità: l'Italia è membro provvisorio del Consiglio di Sicurezza; non può allora prendere una iniziativa sulla vicenda Tarek Aziz?". "Assassinando Saddam, e magari anche Tarek Aziz, cosa accade? Che quel milione di vittime costate al popolo irakeno e all'umanità, resta in fondo senza la sepoltura di una verità accertata e raccontata. E nel momento in cui da Teheran vengono segni di impazzimento - forse come spauracchio agitato da una oligarchia in crisi -, allora al Governo italiano e a tutti i parlamentari italiani che già ci sostennero, con maggioranze assolute, in occasione di Iraq Libero, rivolgo un appello: bisogna rovesciare il detto 'senatores e deputati boni viri, ma Senato e Camera male bestie'". Gli interventi australiani di Papa Ratzinger e le possibilità di una unità d'azione tra radicali e istituzione vaticana: i temi dell'immigrazione e della povertà.
    18:55 Durata: 13 min 48 sec