03 AGO 2008
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 17:03 Durata: 1 ora 58 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 3 agosto 2008 condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (direttore Radio Radicale), Marco Pannella (europarlamentare, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 58 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore Radio Radicale

    "Pausa di ristoro" nel digiuno di Marco Pannella nell'ambito dell'iniziativa affinché la moratoria universale delle esecuzioni sia estesa pure a Tarek Aziz. Le "inezie" e l'articolo del leader radicale per Notizie Radicali.
    17:03 Durata: 1 min 19 sec
  • "Il potere vaticano è 'cesarista'. Dopo i patti Costantiniani, dopo i Concordati, ora il Vaticano vuole governare come Cesare, è Cesare". Su Eluana Englaro, come su altro, "si edittano delle posizioni". Eppure "Giovanni Paolo II è stato ascoltato quando ha permesso che la sua supplica: 'lasciatemi tornare al Padre!' fosse comunque resa pubblica". "In Italia c'è un tipo di morte che non esiste in altri paesi civili"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La prima "inezia" secondo Marco Pannella. Di seguito il testo: "Ecco le diverse risposte che mi urge dare all'attualità che viene imposta ai credenti, teisti o ateisti, dal Potere cesarista vaticano: 1) Giovanni Paolo II è stato ascoltato quando ha permesso che la sua supplica: "lasciatemi tornare al Padre!" fosse comunque resa pubblica. Papa Wojty?a sarebbe ora vivissimo (e nominalmente regnante) se si fossero usati contro di lui anche un decimo solo delle "cure" che vengono imposte da potenti, che impongono a tutti torture indicibili e inedite con l'uso diabolico delle scoperte scientifiche e del Potere mondano, ai genitori e alla civiltà costituzionale italiana e internazionale avendo preso in ostaggio il corpo di Eluana. 2) E' feticisticamente blasfemo, teologicamente senza precedenti, se non forse nella gestione "materiale" della Controriforma, la sacralizzazione violenta di un materialismo antispirituralista che nega ogni presenza dell'"anima" per sacralizzare lo zigote o l'embrione e il corpo non più vivente, come già il cadavere sul quale ogni ricerca era causa di uccisione di medici e scienziati; per sacralizzare questo o quel baleno d'attimo della loro esistenza. 3) Che fine ha fatto l'invito pubblico di Papa Giovanni II, due anni prima della sua morte, da Bologna, ai teologi della Chiesa alla domanda che nel Parlamento italiano quasi ossessivamente da anni veniva rivolta: "perché restano vietati i Sacramenti, cioè la qualità della vita eterna, e la vita eterna stessa, da duemila anni, non solo a embrioni, zigoti, pre-embrioni ma anche a feti naturalmente abortiti, ecc". Pannella inizia con alcune osservazioni su tale testo. "Mi è accaduto di esprimermi secernendo decenni di riflessione radicalissimamente laica. E quindi mi è apparso molto chiaro". "Dico che il potere vaticano è 'cesarista'. Cosa voglio dire? Tutti sanno, nella storia dello sviluppo cattolico e dello Stato, i patti Costantiniani, quelli cui ci si riferisce come ad un accordo tra Cesare e Chiesa. Qui siamo in una situazione diversa: abbiamo ormai un Vaticano chiaramente cesarista. Non vuole il Concordato, vuole governare come Cesare, è Cesare". "Dopo che già i Concordati erano stati reputati storicamente aberranti, tranne eccezioni come nei casi di paesi non democratici, dal Concilio Vaticano II". "L'unica monarchia assolutissimamente assoluta resistente nel mondo è quella dello Stato della Città del Vaticano". Poi Pannella apre una parentesi: "Oggi ho sentito da Cortina uno straordinario dibattito, in cui un 'laico' - celeberrimo e di estrazione di Lotta Continua - da una parte, poi il Vescovo e altri due. Non sono riuscito a capire chi fosse il laico. Questa splendida messa domenicale non ci è venuta più dal Tg1, né dal Tg2 ma da Cortina. Ed in aggiunta alla messa che uno Stato - che sta ritrovando la peggiore delle Ragion di Stato per essere braccio mondano della Chiesa - impone nel Tg1 e pagata con i canoni di tutti: ebrei, valdesi, buddisti, musulmani etc.". Dopodiché ritorna sulle 'inezie': "Si edittano delle posizioni. Occorre accettare gli interlocutori, non solo le interlocuzioni, altrimenti sarebbe una ipocrisia. A me non interessa discutere di queste cose con Ferrara; lui è un neofita in materia: sappiamo che i neofiti tengono tutti ad essere eccesivi ed i loro difetti non mi interessano. A me interessa la realtà. Il caso, il DNA, mi hanno portato a vivere nella tradizione antropologica e culturale vincente nel mondo moderno, che è quella laica e liberale, sicché non mi è mai capitato nella mia vita di essere neofita di nulla. Serbando, proprio per questo, un grado di ragionevole passione e convinzione per le mie cose tradizionali, le chiavi di lettura di sempre. Se c'è un merito, consiste nel fatto che il caso ha voluto fornire me stesso di alcuni elementi di singolarità, alcuni millimetri - comparati alla storia umana - di crescita del patrimonio immenso che il caso mi ha assegnato. Mi ritrovo dunque con Giovanni Paolo II, con il quale credo ci sia stato pure un affetto corrisposto. Dinnanzi alla sua agonia abbiamo visto i potenti di tutto il mondo - non parliamo di quelli italiani! -; davanti a ciò, a chi si chiedeva cosa si potesse fare, ho fatto uno sciopero della sete per dire: 'Sentite, visto che in Italia la clemenza è obbligatoria, se si dicesse che ad ogni morte di Papa c'è l'amnistia? E si andasse al capezzale di quest'uomo e gli si sussurrasse: 'Guarda che sarai ascoltato. Possiamo dire che ci sarà in Italia la misura di clemenza che tu chiedevi''. Ho fatto lo sciopero della sete per questo. Che senso ha altrimenti stargli attorno se non essendo corvi della sua immagine? (Io non ero certamente 'immagine' in nessun posto)". "Questo uomo, due anni prima, in occasione di una cerimonia a Bologna mi sorprese perché disse che occorreva trovare una risposta teologica alle questioni poste dall'embrione. 'Visto che secondo noi - diceva il Papa - è persona, vogliamo trovare la risposta al fatto che resta vietato dargli i sacramenti?'. Noi una risposta la aspettiamo ancora. Ma io che nell'attribuzione militare delle funzioni del Vaticano di oggi, forse non c'è un colonnello addetto a questo che sia pronto a dare una risposta credibile. Tutti hanno detto che Giovanni Paolo II abbia pronunciato quella frase, 'Lasciatemi tornare al Padre', perché per la terza volta lo stavano portando al Gemelli. Parlava ancora molto bene, pare che ragionasse. Perciò l'ha chiesto". Sul caso di Eluana, come in tutti i casi di stato vegetativo, "la risposta laica mi pare quella più opportuna anche da mille miglia di lontananza, a fronte di questo ignorare il parere dei genitori, a fronte della sottosegretaria che dice che 'alla base è una decisione del medico e della vittima, ma anche la legge può stabilire', e quindi Cesare ed il medico…e allora ritorno all'elemento generale. Per questo mi basta l'esempio di un Papa". "Io so che nel nostro Paese, secondo le statistiche dell'OMS, la morte per rantoli e sofferenza è quella che conosciamo, essendo penultimi nella classifica dello sviluppo delle terapie del dolore. E questo in un paese in cui è scatenato tale potere demoniaco - lo definisco io - blasfemo". "Da noi c'è una morte che non c'è nel mondo civile. E quindi la frase detta più di frequente al capezzale di chi sta per morire, 'Dottore però non lo fate soffrire troppo', credo sia di tutte le categorie sociali e credo che per loro ci dovrebbe essere, io non ne ho bisogno, quella cosa che dice 'Vox populi, vox Dei'". "Al Papa non è stato detto che il corpo non gli apparteneva. Non è stato portato quindi al Gemelli, né è stato intubato…Cioè tutto quello che la Chiesa impone in questo Paese".
    17:04 Durata: 27 min 5 sec
  • Il dibattito all'interno del PD: "Considerare i 'cattolici' in quanto tali, come divisioni o armate del Papa, è un limite storico - direi - togliattiano", dovuto alla situazione attuale caratterizzata dai "colpi di coda dei fondamentalismi e di quanti si sentono condannati dal corso della storia"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L'astensione del PD in occasione del voto sulla mozione a proposito della vicenda di Eluana Englaro. L'articolo di Miriam Mafai ed un limite della sua impostazione, secondo la quale si deve comunque tenere conto della presenza di 'laici e cattolici' nel PD. "L'errore, o la diversità è in questo. Noi abbiamo alcuni valdesi tra gli esponenti politici: Ferrero, Valdo Spini Poi abbiamo alcuni buddisti. Loro rappresentano Ferrero e Rifondazione Comunista, Valdo Spini, etc. E fino a questo momento" era sempre stato così anche per le altre fedi. Fino a questo momento di "colpi di coda di coloro che si sentono condannati dal corso della storia, nel mondo islamico tanto quanto nel mondo cattolico. Solo grazie a questa situazione 'cattolico' evoca una posizione politica. Abbiamo fatto un salto indietro di 100 anni". "Considerare i 'cattolici' in quanto tali, come divisioni o armate del Papa, è un limite storico - direi - togliattiano". Gli scontri all'università con gruppi ispirazione cattolica: "Ma proprio la FUCI costituiva un interlocutore privilegiato nostro (dell'UGI, n.d.R.). Perché? Erano credenti ma, proprio perché tali, laici". "Il limite della posizione, bellissima politicamente, di Miriam (Mafari, ndr) è proprio questo: che già accetta, senza rendersene conto, qualcosa che aveva i suoi motivi tattici-politici e comunisti, cioè il voler evocare i 'cattolici' in quanto tali perché anti-laici, anti-liberali nei suoi schemi, anche se in realtà a Togliatti interessava il Vaticano e non i cattolici". Le urla al Senato contro Perduca e Poretti al momento della dichiarazione di voto sulla mozione Cossiga-Quagliariello. "Noi radicali siamo questa presenza, siamo questa storia, e anche quando manchiamo di erudizione, su questa storia ci troviamo capaci di leggere e capire un po' quello che ci troviamo dinnanzi. A quanti ci ascoltano vorrei dire che il presidio a difesa, e la capacità di difesa della libertà - quindi di coscienza e religiosa -, nessuno lo potrà garantire meglio di noi"
    17:31 Durata: 9 min 23 sec
  • L'occupazione della Commissione di Vigilanza parlamentare da parte dei radicali "per una fisima: i tempi prescritti dalla Costituzione e dal Parlamento sono perentori", tanto per la composizione della Consulta che della Commissione stessa; oggi i Presidenti di Camera e Senato dicono 'Se non si elegge, passiamo alla seduta ad oltranza': "Un passo avanti è stato fatto e senza l'occupazione non ci sarebbe stato". Il controllo sulle decisioni prese dal Parlamento sulle questioni che lo riguardano

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Altre 'inezie delinquenziali'. "Noi abbiamo occupato e poi disoccupato la Commissione di Vigilanza per una fisima: noi riteniamo che i tempi prescritti dalla Costituzione al Parlamento siano perentori in termini tecnici. Se la Costituzione dice che se manca un giudice Costituzionale il Parlamento lo sostituisce, il Parlamento si deve riunire ed eleggerlo. E non continuare con il votificio, cioè con un anno di votazioni spesso senza nemmeno il numero legale. Questa mi pare una prassi stabilitasi contro la Costituzione e la democrazia". Il precedente sulla vittoria del potere di grazia del Presidente della Repubblica, sancito pure - in seguito - dalla Corte Costituzionale. E l'iniziativa nonviolenta per il plenum della Corte Costituzionale già sotto la presidenza Ciampi: "Allora successe che il Presidente, una domenica pomeriggio, stava forse guardando il programma di Costanzo cui ero stato invitato. Io stavo lì di fronte ad un bicchiere d'acqua e mi si chiedeva di bere. Dicevo che 'No, lo sciopero continuava di fronte alla violazione di un termine perentorio posto dalla Costituzione'. Poi si è sentita la voce del Presidente che aveva telefonato in trasmissione che mi chiedeva di bere perché d'accordo. Dopo cinque giorni il Parlamento fu convocato per votare ad oltranza sulla composizione della Corte". I richiami, nello stesso senso, da parte dell'attuale Presidente della Repubblica. "Questa volta di fronte pure al problema - che secondo loro era solo della nomina del Presidente della Commissione di Vigilanza - ma che invece era soprattutto dell'insediamento dell'organo parlamentare che la Costituzione prevede come atto a controllare il sistema radio-televisivo, abbiamo continuato a porre la questione". "Ci siamo autodenunciati; sapevamo che la farsa sarebbe continuata con un'altra seduta che sarebbe stata interrotta per mancanza di numero legale. Abbiamo deciso di impedire ciò. Contemporaneamente i Presidenti di Camera e Senato dicono 'Se non si elegge, passiamo alla seduta ad oltranza'". "Concordiamo sul fatto che un passo avanti è stato fatto e che senza l'occupazione non ci sarebbe stato". "E i maestri del giure, che fanno, che dicono, che farebbero? Infatti c'è un problema tragico: quando il Parlamento fa manifestamente qualcosa contro la legge, che cosa si può fare? L'OSCE ha già preso in considerazione, nel caso della vicenda degli 8 senatori, che sia anomalo che il Parlamento decida lui, sulle questioni che lo riguardano direttamente, in sede di Giunta delle elezioni, senza nemmeno grado di appello. Questa cosa ovviamente solo noi l'abbiamo presente"
    17:40 Durata: 9 min 59 sec
  • Un'altra "inezia delinquenziale del 2008": "come si sia materialmente operato nottetempo per l'operazione 'Fuda' sulla finanziaria"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il 'Caso Fuda'. "Un giorno leggo sui giornali - e poi me lo confermano come effettivamente accaduto - che a fronte del testo della finanziaria, ad un certo punto un rigo era cambiato ed il Governo non capiva nemmeno di cosa si trattasse; tale modifica poteva avere conseguenze gravi. Io ho chiesto subito, e lo chiedo da Radio Radicale ogni domenica, cosa fosse effettivamente successo; ho più volte fatto il nome di Fuda. Quello che si è detto è che qualcosa che aveva combinato questo ex-Senatore e che questo non poteva essere stato fatto senza consultarsi prima con il Vice-Presidente Zanda". "Ma su tutto ciò niente"
    17:50 Durata: 1 min 49 sec
  • Altra inezia: "l'operazione 'errore materiale' contro una proposta del governo a favore di Radio Radicale". "L'eccezione 'Radio Radicale' è giusta, doverosa e occorre farne una bandiera. Sarebbe una irresponsabilità di Radio Radicale se non affermasse questo". "Occorrono poi altri motivi di correzione della legge? Altri giornali evochino altre ragioni che però non coincidono con la nostra, per spiegare che non è opportuno che Manifesto, Liberazione, vadano all'aria. Ma non è la stessa cosa"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Massimo Bordin

    direttore Radio Radicale

    Altra inezia è quella che ha coinvolto Radio Radicale, in particolare "come si sia materialmente agito in questi giorni per l'operazione 'errore materiale' contro una proposta del governo a favore di Radio Radicale". "Ho il ricordo di un emendamento 'ammazza-debiti', una cosa strana che interessò tutti gli editori e che divise noi soli da una parte, e tutti gli altri - dal Manifesto al Secolo d'Italia - d'accordo con gli editori che volevano questo emendamento. Adesso ci ritroviamo opposti a tutti loro. Vediamo perché: il governo ritiene, nell'intervento che fa sull'editoria, di prendere ufficialmente posizione diversa nei confronti di Radio Radicale. Perché esistono, per Radio Radicale, delle caratteristiche di diritto positivo, di riconoscimento di funzioni, diverse dagli altri. Funzioni per le quali chiedevo, già 25 anni fa, che Rai e Radio Radicale concordassero alcuni passi comuni in merito ai servizi pubblici che si configuravano. Il Governo prende questa responsabilità. A questo punto mantiene un emendamento che porta questa eccezione per Radio Radicale. A questo punto, un giorno prima delle votazioni, ci si rende conto che c'è un errore nell'emendamento, un '5' al posto di un '3' nel numero della legge cui si fa riferimento. Quando un sottosegretario e noi ce ne accorgiamo, andiamo da Vegas; il riflesso di Vegas, ed anche dei funzionari addetti, è stato: 'Ma vabbè, è un classico esempio di errore materiale'. All'improvviso giungono notizie che i funzionari affermano di non poter reputare questo errore come errore materiale; secondo loro dovrebbe essere il Governo a dire che si tratta di errore materiale. A questo punto sorge una vicenda di nottetempi, nei quali un deputato della Lega - ma lo stesso Umberto Bossi all'interno del Governo - afferma che questa cosa per Radio Radicale non si poteva accettare". "E' stato votato quindi l'emendamento così, con l'errore materiale. L'unica cosa che non sappiamo è chi abbia fatto questo errore materiale". "La parte esecutiva include comunque delle deleghe al Governo, che deve avvenire entro 60 giorni". "Questa è un'ottima occasione per vedere se noi non dobbiamo fare una bandiera di questo riconoscimento dell'impossibilità di equiparare Radio Radicale a tutto il resto dei finanziamenti dell'editoria". La lista degli enti sovvenzionati da questa legge: "un museo degli orrori". La "primigenia posizione" radicale sul finanziamento ai partiti - no soldi alle segreterie di partito, si ai soldi ai partiti per l'opera che svolgono di elaborazione politica, quindi sgravi sulle sedi e finanziamenti alla stampa - è forse cambiata? "La primigenia posizione radicale è anche quella attuale". "Quando sento atmosfere perplesse o di non comprensione, credo che la migliore cosa sia renderle pubbliche. Dare aria. E' quello che ho preso l'iniziativa di fare. Per questo ho voluto raccontare quanto più o meno tu già sapevi anche agli ascoltatori". "La primigenia posizione è nella sostanza la stessa, nelle mutate condizioni dopo 10-15 anni. Dopo 20 anni che i radicali hanno speso il denaro per fare i referendum, dopo che il loro denaro l'hanno trasferito tutto su Radio Radicale e mai su un organo di stampa". "Poi c'è la convenzione che è un'altra cosa, che è il cespito del Centro d'Ascolto dovuto per il servizio pubblico che Radio Radicale offre". "Quando con tutto questo, abbiamo constatato che da 20 anni, nonostante le nostre battaglie e le nostre vittorie referendarie - con cose inimmaginabili, come l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, poi fatto rinascere e chiamato rimborso - lo Stato rimaneva questo, che siamo stati battuti. A questo punto queste truffe chiamati rimborsi li ritiriamo, tenendo presente l'handicap per cui miliardi di miliardi sono spesi durante le campagne elettorali visto che noi non abbiamo accesso al servizio pubblico. E che quando noi riscuotiamo questa roba, noi abbiamo subito i creditori e non li mettiamo in banca come fanno altri". "Io dico che l'eccezione radicale è giusta, doverosa, perché è un merito ed occorre farne una bandiera. Perché sarebbe una irresponsabilità di Radio Radicale se non affermasse questo". "A questo punto sorge: occorrono altri motivi di correzione della legge? Altri giornali evochino altre ragioni che però non coincidono con la nostra, per spiegare che non è opportuno che Manifesto, Liberazione, vadano all'aria. Ma non è la stessa cosa". Bordin a questo punto precisa: "A me, la battaglia sul '3' al posto del '5' mi convince fino ad un certo punto; questo che hai detto tu adesso mi pare molto convincente". "Per fortuna - replica Pannella - la responsabilità, nel bene e nel male, ce l'ho io; perché se ce l'avessi tu sarebbe un disastro sotto questo punto di vista. Al 'signore' la battaglia sul '3' al posto del '5' non lo convince? Ma se lo fanno contro di te, contro la democrazia! Tu ti preoccupi, io mi occupo, e quindi stai tranquillo che la battaglia tra '3' e '5' la faccio io". "Nel caso dell'emendamento su Radio Radicale l'errore materiale è stato chiaramente fatto per tentare di neutralizzare la decisione del Governo"
    17:52 Durata: 38 min 55 sec
  • Due precisazioni, dalla questione degli otto senatori nella passata legislatura a quella della Commissione di Vigilanza sulla quale "abbiamo ottenuto un grande passo avanti perché è un passo rispetto alla pratica corrispondente alla perentorietà dei tempi parlamentari"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La questione degli 8 senatori. "Io ritengo che Manzione abbia fatto una splendida battaglia parlamentare e tecnica. Lui, da solo. Che a questo punto una cosa è chiara, come lo era sul caso Tortora: lì sarebbe bastato indagare seriamente, interpellando uno per uno i cinque gruppi di magistrati delle Corte d'Appello, perché lì si vedrebbe chiaramente che è stata messa sotto il loro naso solo la 'circolare Pisanu' - quella sbagliata -. Questo non è stato fatto e non è stato permesso. Quando il Parlamento è un Parlamento nominato, fatto solamente di soci, il problema è di vedere cosa dice l'OSCE. Ma non riusciamo ad arrivare alla Corte Costituzionale, pur essendovi il problema che il Parlamento possa essere allo stesso tempo parte e giudice". L'atteggiamento del Presidente della Repubblica, in linea orma con oltre 20 anni di prassi e quindi di costituzione materiale che si è consolidata. Quanto alla questione della Commissione di Vigilanza, "abbiamo ottenuto un grande passo avanti perché è un passo rispetto alla pratica corrispondente alla perentorietà dei tempi parlamentari. Ecco perché con serenità abbiamo detto che ci possiamo prendere un momento di ristoro. Ma la lotta nonviolenta continua"
    18:31 Durata: 5 min 53 sec
  • La "pausa di ristoro" nell'iniziativa nonviolenta. "Noi abbiamo dissepolto un 'già-cadavere', Tarek Aziz. Quando abbiamo fatto la prima conferenza stampa, nessuno ne sapeva nulla". "Riprende quindi domani la battaglia per un passo avanti su questo: chiederemo ad Amnesty, a Sant'Egidio, di mobilitarsi di nuovo. Ciò fa parte del rigore e dell'ampiezza del Satyagraha per la pace 2008"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "Noi abbiamo dissepolto un 'già-cadavere', Tarek Aziz. Quando abbiamo fatto la conferenza stampa, nessuno sapeva nulla: nessuno sapeva se avesse degli avvocati difensori, non si sapeva se il 28 aprile si fosse aperta o meno una certa fase processuale". "Poi ad un certo punto, ad iniziativa presa, abbiamo le dichiarazioni del governo irakeno, del governo italiano e del governo vaticano che - a seguito di alcuni incontri - dicono: 'Di Tarek Aziz non abbiamo parlato'". "Abbiamo saputo anche che c'è un inizio di processo a settembre, che potrà quindi essere seguito oppure dovrà essere detto che non si potrà seguire". "Adesso so che a Spoltore, in Abruzzo, c'è una notissima associazione che fa una manifestazione alla presenza del figlio di Tarek Aziz, che sapevamo essere condannato a rimanere in Giordania per la sua sicurezza. Viene fuori un'altra volta Padre Benjamin". "Allora dico questo: noi abbiamo colto il caso più clamoroso e più difficile, da parte dell'Iraq, di disattendere la moratoria universale. Abbiamo detto al governo italiano ed i parlamentari italiani. Il governo italiano, che è membro transeunte del Consiglio di Sicurezza, di fronte a tutte le cose che accadono tra Iran e tutto il resto, non prende nessuna iniziativa. Stiamo parlando di politica concreta. E' bene che il Governo si muova, altrimenti si dirà che il Governo di Prodi - di centro sinistra - questa cosa l'ha fatta, mentre il Governo di destra no". "Riprende quindi domani la battaglia per un passo avanti su questo: chiederemo ad Amnesty, a Sant'Egidio, di mobilitarsi di nuovo. Ciò fa parte del rigore e dell'ampiezza del Satyagraha per la pace 2008"
    18:37 Durata: 4 min 54 sec
  • Politica e situazione economica del Paese: non ci sono statisti in giro, altrimenti avrebbero preferito - alla fine della legislatura - tenere in vita il governo Prodi, con la sua riconosciuta azione di risanamento, per qualche mese. Sacconi ed il rischio da sventare che la riforma delle pensioni sia rimandata di alcuni anni. "Innalzamento ed equiparazione dell'età pensionabile sono fondamentali già ora"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La politica economica del governo. "Leggo - spero non sia vero - che si preannuncia una grossa ripresa dell'evasione fiscale". L'attuale portavoce di Forza Italia - dal cui numero di comunicati si deve desumere "una certa vitalità interna al partito" - "aveva un mostro che era Visco. Pare che se Visco va in vacanza". "Questo mi consente di fare un discorso più generale: perché non ci sono statisti, forse, in giro? Perché dodici mesi fa ho iniziato, con te, di domenica, attorno al 15 luglio, che l'interruzione della legislatura era la peggiore iattura che si potesse perseguire. Uno statista all'opposizione, dinnanzi alla constatazione che da gennaio era indubbio che in realtà il governo Prodi aveva scelto l'impopolarità di avviare alcune riforme di risanamento - cosa non contrastata nemmeno da Tremonti -, avrebbe detto: 'Teniamoci questo governo, lasciamolo andare sei mesi o un anno, con un altro po' di risanamento e di diminuzione dell'evasione fiscale, per poi poter affrontare meglio le emergenze dell'inflazione e di tutte le altre cose. Solo allora li facciamo cascare, se si può, e noi subentriamo'. Invece questi cosa hanno fatto? - e devo dire che i mezzi qualificano l'altezza degli autori, dei profittatori e della strategia - Adesso siamo nella merda. Noi, come radicale, con i disegni di legge già presentati e via dicendo, aiuteremo tutto quello che di seriamente impopolare il governo si assumesse la capacità di fare per rispondere all'aggravarsi delle questioni salariali e di tutto". "Purtroppo i buoni a niente non credo siano divenuti un po' meno buoni a niente. Certo annunciano un grande rinnovamento: non è più il Partito Democratico ma sono le fondazioni. La nuova teoria della prassi passa ormai attraverso le fondazioni". "C'è il rischio oggi di rifare l'operazione Maroni. C'è qualcosa che può impedire a Sacconi di rifare lo stesso gioco e di far scattare subito i tempi. Perché queste riforme, dell'innalzamento e dell'equiparazione per le donne, sono fondamentali già adesso"
    18:42 Durata: 8 min 59 sec
  • Iraq Libero: "Stiamo approntando il dossier finale e riteniamo che, in mezzo ad una inondazione di letteratura contro Bush, la imputazione precisa - e da noi documentata -" sia molto d'attualità. "Possiamo documentare che almeno dal 16-17 febbraio del 2003, cosa accade? Che Bush si accorge che gli sta davvero esplodendo in mano questa cosa dell'esilio"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La scadenza della manifestazione dell'8 agosto. "Come è noto non mi sono occupato in prima persona di questa manifestazione, anche perché se ne sta occupando Radicali Italiani in particolare. Occorrerà fare il possibile e l'impossibile perché riesca al meglio possibile. Resta la mia convinzione, l'ho espressa in altri momenti, che l'8 agosto ha una grande importanza simbolica". "Però sono convinto che è il dopo-Olimpiadi che sarà il momento tragico in cui dobbiamo essere pronti a sostenere il Dalai Lama, la battaglia tibetana, gli uiguri" "Tanto più che siamo impegnati come partito in una cosa che posso annunciare: siamo arrivati al punto terminale dello studio della realtà - forte, fortissima - che è causa dell'attuale situazione mondiale, a partire dalle realtà mediorientali fino a quella occidentale, a cominciare da quella statunitense. Stiamo approntando il dossier finale e riteniamo che, in mezzo a quella inondazione di letteratura contro Bush, la imputazione precisa - e da noi documentata -" sia molto d'attualità. "Possiamo documentare che almeno dal 16-17 febbraio del 2003, cosa accade? Che Bush si accorge che gli sta davvero esplodendo in mano questa cosa dell'esilio. Spunta ogni giorno: una cosa il 22 febbraio, poi qualche giorno dopo, poi il primo marzo…Per cui da allora c'è la pressione di Aznar, una sostanziale assenza di Blair e quindi lui si trova costretto a dover commettere falsi. Fino ad una prova diabolica che chiede a Saddam; il 18 pubblicamente lui dice a Saddam: "Hai 48 ore per andartene, altrimenti dovremo procedere". Era impossibile a quel punto. La cosa era così esclusivamente 'formale', che lui l'intervento lo apre 42 ore dopo e non 48, anticipandolo". "Ora ci manca di ricostruire quello che abbiamo fatto noi in una decina di giorni. E' un lavoro di artigianato radicale, come fu Iraq Libero". Da qui nasce un appello: "Questa è la nostra storia. Non abbiamo una sola sede, a fronte delle oltre 2.000 sedi di Rifondazione, non abbiamo che debiti terrorizzanti e corrispondenti quasi a quanto ci costa far sopravvivere il Centro d'Ascolto". L'importanza di esprimere i dibattiti interni e renderli pubblici.
    18:51 Durata: 10 min 34 sec