10 AGO 2008
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 22:00 Durata: 1 ora 59 min
A cura di Enrica Izzo
Player
Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 10 agosto 2008 , condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (europarlamentare, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 59 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il dibattito sul sindacato a 'Cortina Incontra' e l'eredità di Ernesto Rossi. Le Olimpiadi, la realtà tibetana e l'iniziativa radicale. La guerra in Georgia.
    22:00 Durata: 2 min 24 sec
  • La guerra in Georgia ed il ricordo di Antonio Russo, giornalista di Radio Radicale assassinato nel 2000 vicino Tiblisi

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La guerra in Georgia. L'assassinio di Antonio Russo, giornalista di Radio Radicale, vicino Tiblisi nel 2000. "Assassinato molto chiaramente con una tecnica utilizzata da forze dell'ordine putiniane e russe. Avemmo delle difficoltà nel muoverci localmente, pur avendo compagni radicali a livelli di governo, anche se non sovietici. Avemmo manifestazioni di 'leale impotenza'". I tentativi di Dupuis ed altri compagni radicali in Georgia, come pure i tentativi a Roma. Il parallelo con l'assassinio di Andrea Tamburi a Mosca.
    22:02 Durata: 3 min 56 sec
  • Il filo conduttore dell'iniziativa radicale a fianco dei popoli oppressi, anche nel Caucaso. La presenza del dirigente radicale ceceno Umar Khanbiev: "In Italia non abbiamo altro che governi, di sinistra o destra che siano, che hanno negato l'asilo a Khanbiev"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "A Roma, secondo quanto scritto da giornali ceceni e russi, vi sarebbe il fratello di Umar Khanbiev assieme a tre rappresentanti ufficiali, russi e del governo ceceno. Mentre ieri ad Assisi c'era Umar Khanbiev", già ministro dell'ultimo governo regolarmente eletto in Cecenia. "Non abbiamo in Italia altro che governi, di sinistra o destra che siano, che hanno negato l'asilo a Khanbiev. Anche se su questo non abbiamo inteso farne un casus belli. Questo nostro compagno e dirigente è un esule, con una vita non da dirigente od esule da grandi alberghi come è stato per altri esuli, e ci troviamo ad aver presente la realtà cecena di cui nessuno parla. Eppure qualche pertinenza, se si parla del Caucaso nel suo assieme, c'è". Poi Pannella ricorda quanto Umar Khanbiev disse dieci anni fa: "Se non vi sarà informazione qui da voi ed in Europa occidentale, la casa lì è già persa". "Ora quello che accade in Georgia, la guerra calda come manifestazione propedeutica di una nuova guerra fredda - come dice Leoluca Orlando che di queste cose sembra essere molto al corrente -. La commissione Esteri della Camera ha creato un gruppo parlamentare ad hoc su questo". Leoluca Orlando ha un incarico di consulenza per il governo georgiano. "Poi gli Uiguri; perfino la stampa, in particolare il Corriere della Sera, ha sottolineato che questa è roba nostra, dal Congresso di Tirana in poi soprattutto"
    22:06 Durata: 6 min 41 sec
  • Con la nostra iniziativa "Tarek Aziz passa dall'essere un sepolto per tutti, nel silenzio, fino al punto invece in cui sappiamo che cosa gli accade ad agosto, all'inizio di settembre, sapendolo fa fonti ufficiose". "Ora sarà difficile che ci giunga la notizia che sia stato suicidato".

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Lo sciopero della fame di Marco Pannella perché la moratoria delle esecuzioni sia estesa anche a Tarek Aziz, numero due della ex dittatura irachena. "Attendo alcune conferme sulla vicenda Tarek Aziz. Se le avrò, ritengo che in quello stesso momento avremo raggiunto un obiettivo, rispetto ad un mese fa, assolutamente straordinario per chi abbia occhi per vedere ed orecchie per sentire. Un obiettivo fatto di tante piccole cose: per cui Tarek Aziz passa dall'essere un sepolto per tutti, nel silenzio, fino al punto in cui sappiamo che cosa gli accade ad agosto, all'inizio di settembre, sapendolo fa fonti ufficiose. Sarà difficile ci giunga la notizia che si sia suicidato o sia stato suicidato per il momento". Il ritorno, poi, di Padre Benjamin assieme al figlio di Tarek Aziz. "Piccole cose per cui possiamo dire che oggi Tarek Aziz è sotto sorveglianza esterna". Il trattamento da parte della stampa della lunga iniziativa nonviolenta: "Questo era il modo per sollevare un po' la questione di cosa il nostro e gli altri governi vogliano fare della moratoria. È venuto fuori ufficialmente che il nostro governo, malgrado le indicazioni diverse del Parlamento, ha dichiarato - di fronte ad una aggressione del portavoce del governo iracheno - che di questo (applicazione della moratoria in Iraq, ndr), negli incontri con i rappresentanti di Baghdad, non si è parlato. E lo stesso dicevano da Castel Gandolfo. Questo a noi è bastato, perché adesso quindi il problema che porremo con urgenza, tra gli altri che vanno posti, è che il 24 agosto entra in funzione all'ONU il nuovo ambasciatore, Terzi, che sostituirà Spatafora, dopo tanti anni e dopo tanta valida azione compiuta all'ONU anche in sintonia formale con le nostre lotte. Sono fiducioso che subito Nessuno Tocchi Caino ed il Partito Radicale vorranno sapere a che punto siamo, in concreto, con l'applicazione della moratoria. Credo che ci sia ormai da pensare - entro il 15 settembre, primo ottobre - a dieci punti sulla politica estera che noi suggeriamo a partire dalle nostre posizioni. Al limite possono essere 10 punti sui quali è opportuno pure sapere qualcosa dal futuro presidente, sia esso Obama o l'altro, dalla futura amministrazione USA". Lo stato della Comunità delle Democrazie.
    22:13 Durata: 9 min 51 sec
  • Il Satyagraha e la situazione internazionale: "Sono state portate in crisi da Bruxelles, da questa che è, oggi in modo incardinato e testardo, l'Europa delle patrie contro la patria europea, la politica di questi Stati (Georgia, Turchia) tutta tesa ad essere europea, dandoli in mano - di nuovo - al vecchio e all'incombente"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il Satyagraha mondiale per la pace. "Mi permetto di ripetere che si stanno verificando esattamente, anche nelle modalità, ciò che dicevamo: 'Basterà buttare una cicca per sbaglio invece che in Medio Oriente un po' più a nord e un po' più a sud'. Anche perché sono state portate in crisi da Bruxelles, da questa che è, oggi in modo incardinato e testardo, l'Europa delle patrie contro la patria europea, la politica di questi Stati (Georgia, Turchia) tutta tesa ad essere europea, dandoli in mano - di nuovo - al vecchio e all'incombente. E in Georgia anche loro vogliono aderire alla NATO perché tanto l'Europa non li vuole più, è chiusa. All'interno del fortilizio c'è l'Europa di Vichy. Ho dichiarato questo già quando trovammo difficoltà a far capire l'urgenza dell'iniziativa 'Iraq Libero'". Per sventare "la stessa guerra in Iraq che è stata scatenata per un motivo solo: perché ormai l'esilio era cosa acquisita da tutte le parti e quindi in quei giorni poteva scattare la vittoria della pace, senza possibilità che fosse censurata". Alcune ipotesi di politica estera sul tappeto. La possibilità di "creare nuclei di riflessione sugli Stati Uniti d'Europa e d'America". La Comunità della e delle democrazie Il legame tra queste ipotesi federaliste e la Comunità della e delle democrazie. "Il rapporto è nelle cose, direi. Noi abbiamo avuto la funzione storica della scelta - per quarant'anni - della Turchia nei confronti del mondo sovietico e di quello fondamentalista islamico che ha permesso la vittoria, e se fosse mancata questa scelta non so come avremmo fatto, rispetto alla immensa aggregazione, con la sua forza ed i suoi motivi storici, dell'Impero sovietico. Il rapporto quindi c'è". "Riconoscere la storia del Mediterraneo, anche della sua sponda meridionale ed orientale quindi, come Europa - come doveva essere anche per il Re del Marocco - resta la mia impostazione ed i miei referenti. Che trovano poi delle corrispondenze. Come il discorso a braccio del re giordano dell'anno scorso". Poi il riferimento alla soluzione propriamente "istituzionale" prospettata da Altiero Spinelli: "Saremo pure un'etnia, malgrado noi, che dovrà estinguersi, ma credo possiamo dire di essere attraversati da degli ideali concreti che hanno forma di riorganizzazione del mondo". Il dibattito sulle radici dell'Europa; un nuovo libro di Bernard Lewis. Marco Pannella, padre Cirillo Korolewski ed il Collegium Russicum.
    22:22 Durata: 20 min 10 sec
  • La situazione in Libano e Medioriente

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La situazione in Libano. "Mi permettevo di dirlo all'allora Ministro degli Esteri (Massimo D'Alema, ndr), a queste sue scelte un po' terziste che c'erano Quello di oggi, che ci racconta a Radio Radicale Fiamma Nirenstein, è un presente annunciato. Figurati che sorpresa se oggi quel generale-fellone divenuto capo dello Stato dice che in fondo i 'suoi siriani' ed i 'suoi libanesi' sono un solo esercito, una sola causa, un solo destino". Poi si ritorna alla situazione irachena. "Tra l'altro oggi ho sentito il racconto secondo cui forse stanno per trovare un direttore generale delle carceri, con altre persone del regime che dicono che le armi di distruzione di massa forse c'erano e che sarebbero state portate in Siria". "Mentre forse la menzogna storica alla base di una guerra contro la pace", "adesso guarda caso cominciamo a sentire che un direttore di un carcere molto importante ha trovato 40 testimoni della presenza effettiva di armi di distruzione di massa" sotto il regime di Saddam Hussein
    22:43 Durata: 5 min 4 sec
  • L'iniziativa, ad Assisi, per un messaggio di nonviolenza. "Gli italiani non avranno capito nulla. La notizia in realtà era che lì eravamo in 200". "In 40 anni hanno impedito che una sola manifestazione sull'informazione, sulla giustizia, fosse una manifestazione di più di qualche centinaia di persone. La continuità di questo sessantennio con il ventennio precedente si perfeziona sempre di più"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L'iniziativa di Assisi. "Gli Italiani non avranno capito nulla, nel senso che la notizia era che eravamo tra le 180 e le 200 persone, delle quali 30 tibetani, 80 radicali, 50 cittadini di Assisi e 20 oratori che erano venuti a portare il saluto della loro organizzazione. E le organizzazioni erano soprattutto quelle della sinistra, del regime umbro. Devo dire però che sono contento: 30 anni dopo la prima marcia di Aldo Capitini ed Ernesto Rossi per la pace, viene fuori che ad Assisi c'è un sindaco - eletto comunque nell'ambito di quel regime che è lì da 60 anni - che ha parlato a braccio di cose che evidentemente sapeva: Capitini, i radicali Avendo alla sua sinistra l'arcivescovo di Assisi che pure ha detto cose assolutamente accettabili". "Vorrei dire al compagno Giulietti che lo ringrazio perché anche grazie al suo aiuto ieri gli italiani hanno potuto vedere qualche immagine della manifestazione"; "la cosa che forse addirittura sarebbe stata interessante: se si va ad una manifestazione ed in quella manifestazione c'è molta poca gente, è bene far vedere che c'è poca gente". "Abbiamo avuto le adesioni di tutti" e la partecipazione di pochi, come "chiara, esplicita e feroce manifestazione del regime italiano". L'assenza di Amnesty e di Sant'Egidio tra le adesioni. E il leader radicale non si stanca di ripetere: "In 40 anni hanno impedito che una sola manifestazione sull'informazione, sulla giustizia o l'ingiustizia, fosse una manifestazione di più di qualche centinaia di persone. La continuità di questo sessantennio con il ventennio precedente si perfeziona sempre di più. Oggi non avremo il Gran Consiglio, ma forse la 'Fondazione delle Fondazioni'. Perché ormai il tesseramento non si fa più, si fanno le fondazioni". "Il Partito Radicale credo costituisca l'unica continuità e crescita, teorica e di prassi, di alternativa a tutto questo".
    22:48 Durata: 6 min 6 sec
  • Il PD, le fondazioni e l'editoria. "I compagni del Manifesto e di Liberazione: figurati se li confondo con le decine di migliaia di abbonamenti del Corriere e del Sole 24 Ore di quella legge sull'editoria. Solo ci premuriamo di dire che noi, Radio Radicale, siamo una cosa che non ha nulla a che vedere con le altre".

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "La mediocrità assoluta del Partito Democratico, del Veltronismo, mi ha ricordato una pagina della storia europea che è quella della lotta nostra contro lo sterminio per fame nel mondo". Con Veltroni vicepremier, prima del 2001, l'Italia al minimo dei contributi finanziari in materia; lo stesso Veltroni che scrive libri in materia ma cassa l'iniziativa radicale contro lo sterminio per fame nel mondo. La presunzione, sempre nel PD, di fare le sintesi storiche tra il laicismo ed il cattolicesimo. Questo è 'il più grande evento della storia politica italiana ed europea'; poi ora vanno a cercare un po' di fondazioni e un po' di leggi sull'editoria". "Se andiamo a vedere, non solo si vedrà che i radicali avevano proposto già degli emendamenti per salvaguardare quelle cose e che il Presidente Fini aveva dichiarato inammissibili proprio quei nostri emendamenti, attraverso i quali - senza bisogno di sollecitazioni dai giornali - ci premuravamo di dire 'noi siamo una cosa che non ha nulla a che vedere con le altre'. Anche perché noi ci facciamo carico anche di non confondere tutto". "Allora vorrei qui Goffredo Bettini che ci spiegasse sono delle cose sconce. I compagni del Manifesto e di Liberazione: figurati - io ho regalato loro una pagina della mia storia - se li confondo con le decine di migliaia di abbonamenti del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore di quella legge sull'editoria. Solo che non si tratta della stessa cosa". La necessità di un'operazione di approfondimento e di informazione su Radio Radicale e Centro d'Ascolto. "E a tanta gente per bene, Curzi ed anche Giulietti, devo dire: loro sono venuti al Centro d'Ascolto, hanno visto ed erano increduli, eppure hanno assistito ad un comportamento per me penalmente rilevante. Abbiamo forse dovuto sciogliere un'equipe che, per conoscenza tecnologica, sarebbe preziosa per la conoscenza di tutti, non solo nostra". "La realtà storica è che gli interventi e le realtà legislative che hanno configurato e portato alle convenzioni, nascono dall'azione politica radicale. E dalla responsabilità politica di un cretino come Cicciomessere che prende ed organizza nel Parlamento le trasmissioni pirata con la radio. Dal fatto che per 15 anni Radio Radicale ha fato parte di una scelta che non le consentiva di avere pubblicità, trasmettendo gratuitamente tutto ciò che avveniva in Parlamento. Torno a dire che una caratteristica di tutte queste battaglie radicali è che allora se ci sono telefonate, favori, questi è bene che vengano evocati se si vedono e si denunciano seriamente. Altrimenti è bene non sbagliare".
    22:54 Durata: 16 min 28 sec
  • Le Olimpiadi di Pechino; i radicali ed il regime cinese. Paolo Mieli, 'Cortina Incontra' ed il trattamento mediatico delle iniziative radicali

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    I commenti sull'apertura. L'articolo di Carlo De Benedetti ed una serie di considerazioni sull'immensità del fatto cinese: "Non mi pare che in lui ci fosse critica di carattere estetico ma piuttosto di contenuti". "E' indubbio che se tu disponi di decine di migliaia di persone apparentemente cittadini borghesi e che invece non lo sono, allora qualcosa che forse non sappiamo analizzare pure la sentiamo e ci giunge anche attraverso l'elemento estetico". Secondo altri "oggi il cittadino cinese è più libero che mai. E poi le letture sulle diverse concezioni della democrazia nelle differenti culture". "In tutto un turgore di cose vere o false, io potrei dire 'va bene, però noi riteniamo in buona fede che se un continente di un miliardo e mezzo di persone continua ad avere la sovranità nazionale assoluta come riferimento. In tutto questo una barra ce l'ho. Era anche vero che nell'Italia fascista esisteva welfare, a spese di coloro che ritenevano la libertà essenziale". "Tutto ciò mi pare troppo complicato. Occorre avere un obiettivo parziale dal quale muoversi". "Ho ascoltato ieri, con una punta di desolazione intellettuale, Paolo Mieli al suo dibattito a Cortina. Lui è riuscito a parlare con franchezza, un po' pontificale, ed è riuscito a non dire mai 'sinistra radicale' - gliene sono grato - ma nemmeno a nominare mai i 'radicali'. In nessun frangente, nemmeno quando ha parlato della scelta di Veltroni tra l'alleanza con Di Pietro e l'andare soli". "Poi c'è stato un accenno, quando ha detto 'Anche io mi sdegno. Quando quelli che gridano sempre per i diritti umani e via dicendo, poi sono imprenditori, ministri etc. e quando è il momento tacciono mentre potrebbero parlare'. Per me l'allusione ad Emma (Bonino, ndr) c'è ed è chiara. Eppure abbiamo spiegato che proprio in quei giorni (della visita del governo Prodi di allora in Cina, ndr) c'è stata una rivoluzione a Pechino per cui si è passati da 15.000 giudici che possono sentenziare immediatamente alla pena di morte ad un numero molto minore, forse 600. Una coincidenza? Può darsi". Rimane che "questo è l'unico accenno che abbiamo sentito ed era una grande stronzata". Accenno non esplicito ma che "poteva sicuramente essere equivocato, visto che nessuno ha mai rimproverato ministri di sinistra di non aver detto una parola sui diritti umani; si sono messi a giudicare solo il nostro comportamento. Quando nove anni fa - non dimentichiamolo - l'organo ufficiale del Partito Comunista Cinese aveva definito il Segretario del Partito Radicale Olivier Dupuis il 'peggior nemico' della Cina". L'ipotesi di affiancare i dibattiti di Cortina-Incontra, vista pure la continua esclusione dei radicali, con un commento di politici o esperti, magari "esclusi" non solo radicali
    23:10 Durata: 22 min 4 sec
  • La situazione interna del PD e la debolezza del progetto di "costituente socialista", "il cui socialismo dovrebbe essere garantito unicamente dall'adesione al Partito Socialista Europeo"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La situazione del PD e le analisi di Romano, Ricolfi e Macaluso. "Io continuo a dire cose che Parisi dice, magari in maniera più dura, che la Bindi dice. È indubbio che c'è una linea in Macaluso ed altri che sembra non essere solo critica ma proporre anche altro: ovvero una costituente socialista il cui socialismo dovrebbe essere garantito dall'appartenenza al Partito Socialista Europeo. Allora voglio dire: se uno facesse riferimento a Zapatero, a Blair va bene. Ma il Partito Socialista Europeo, per carità non di secondaria importanza". Però è chiaro, secondo il leader radicale, il parallelo con ciò "che motivò la nostra non adesione nel '67-'68, come radicali, alla unificazione socialista tra PSI e PSDI era anche in ciò che dissi allora: 'Guardate che la socialdemocrazia, malgrado un evento di correzione celebre ed ideologica, no. Non ci siamo. È più neutralista-nazionalista che europeista, è spesso social-burocratica'. Il mio compagno Olaf Palme stava facendo l'IRI". "Ora c'è questa cosa che era propria pure di Angius, che al momento non è Presidente di nulla, mi pare. Lui che era l'ultrà socialista, quello in cui confronto Boselli - nel suo periodo d'oro della campagna elettorale - pareva un moderato". "Ma comunque al momento la cosa mi pare molto debole e fragile. Almeno Fausto aveva un punto di riferimento proprio: quello che isognava fare il 'nuovo'. Invece qui si parla di costituente e di adesione al Partito Socialista Europeo". "Questo mi sembra essere, addirittura inconsapevolmente, lo strumento perfetto per salvare tutto quello che è in rovina, che è vuoto e che è putrefazione". "Poi li unisce tutti una cosa: Partito D'azione, Giustizia e Libertà prima, quella storia oggi, malgrado tutto, prosegue ma per loro non deve esistere. Durante la guerra di Spagna il tutto si risolveva magari ammazzandoli. Oggi invece la situazione è questa. Noi non siamo mai stati, una sola volta, invitati a Italiani Europei o a queste altre fondazioni. Forse 'qualcosa da dire' lo abbiamo detto da cinquant'anni". All'interno del PD c'è "la posizione ultra legalitaria, positiva, di Parisi. Ha ragione quando dice che 'qui non ci sono regole'. Tutti sanno che è vero, lo diceva pure Prodi. Questi non hanno nessuna regola, non sono capaci e non hanno la cultura delle regole". E questo "in modo sfrontato ed un po' arrogante". "Poi se andiamo a vedere le leggi sull'editoria e mille altre cose. Anche le realtà di cui Bassolino, Loiero fanno parte". "E adesso faranno cinque milioni, sette milioni, il 25 ottobre e avranno le televisioni corrispondenti. Mai adesso, questa pure è la critica di Parisi, che si faccia qualcosa adesso". Il dibattito interno alla maggioranza. "La sinistra liberale è sempre stata quella che ha scelto l'accordo con i degasperiani. Leone Cattani, segretario liberale della sinistra dannunziana, fece la crisi del governo Parri ed il primo Governo De Gasperi nacque allora".
    23:32 Durata: 16 min 50 sec
  • Il referendum radicale sull'INAIL

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il dibattito sul referendum radicale sull'INAIL e la sua liberalizzazione. L'agibilità di una battaglia interna al PD
    23:49 Durata: 6 min 40 sec
  • Il ricordo di Andrea Pininfarina, scomparso nella passata settimana. "Un piccolo riconoscimento. Se un radicale testimonia a favore di una sensibilità che li favorisce, ho l'impressione che sia un fiore che forse odora un po'. Che possa essere depositato e dire 'ciao Andrea'".

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La morte di Andrea Pininfarina. "Quando Sergio dice che è stato 'un evento tremendo', credo che abbia azzeccato e non solo perché è il padre. Alla luce pure di quello che abbiamo un po' appreso; quante volte ho detto 'manca qualcuno che abbia la stoffa moderna, del capitale, del lavoro, del management e della proprietà'. Queste cose di lui le leggo adesso ma vivevano già prima: era intransigente come interlocutore dei sindacati ma poi mi è parso evidente che ci fosse un grande riconoscimento". "E allora devo dire: io ricordo di aver avuto occasione di conoscerlo poco più che bambino, con la sorella. Ricordo due occasioni così: siccome il papà, il Senatore a vita, non si riusciva a beccare al Senato, ad un certo punto mi è venuto lo spunto: vediamo se Andrea si ricorda di me. E gli ho detto: ma come si fa questo qua a trovarlo? E lui mi ha detto: 'lo becco io, glielo dico io'. Dopo mezz'ora mi ha chiamato e mi ha detto: 'Lo sai che c'è Marco, sono d'accordo'. E la seconda volta, da poche settimane per la vicenda di Tarek Aziz, è stato ancora lui a fare da tramite". "Un piccolo riconoscimento. Se un radicale testimonia a favore di una sensibilità che li favorisce, ho l'impressione che sia un fiore che forse odora un po'. Che possa essere depositato e dire 'ciao Andrea'".
    23:56 Durata: 3 min 15 sec