31 AGO 2008
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 17:00 Durata: 1 ora 57 min
A cura di Enrica Izzo
Player
Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 31 agosto 2008 , condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (europarlamentare, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 57 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Due iniziative transnazionali dei radicali: il convegno sulla religiosità e la celebrazione del 20 settembre.
    17:00 Durata: 1 min 36 sec
  • La visita di Berlusconi in Libia: "Non ci posso credere che non ci sia un commento che non sia positivo". Un "'patto storico' con un dittatore dell'altra parte del Mediterraneo, sulla testa di una popolazione di cui non si sa nulla"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La visita di Berlusconi in Libia: "Io non ci credo. Non c'è un commento che non sia positivo". "Il 'patto storico' con un dittatore dell'altra parte del Mediterraneo, sulla testa di una popolazione di cui non si sa nulla". Si parla di dissensi in Egitto, in Russia, ma non si sa nulla "di qualche dissenso, se non di arresti" in Libia. A fronte di ciò, questo lunedì si terrà "un grande vertice a Bruxelles dell'Europa delle patrie, con i grandi della patrie ed i piccolissimi della patria europea".
    17:01 Durata: 2 min 51 sec
  • I 'radicali ignoti' ospiti del prossimo congresso di Radicali Italiani: "quei radicali che sono riusciti a restare dei resistenti non scoraggiati, che hanno contribuito ogni giorno - non solo metaforicamente ma anche nell'importanza dell'obolo - al persistere dell'organizzazione della resistenza liberale, laica e maggioritariamente alternativa"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Una analisi più approfondita dell'identikit dei radicali avviata in occasione dell'ultimo Comitato. "Stiamo studiando il modo per fare del prossimo Congresso di Radicali Italiani un'occasione per fare lo stato dei radicali in Italia, a partire dall'invito fatto a quei 35 che sono iscritti da più di 35 anni ed a quel migliaio di iscritti da più di vent'anni. Quelli che un po' avevo messo al centro della nostra analisi di partito nel momento di difficoltà delle scelte che abbiamo fatto in occasione delle ultime elezioni e che chiamavo 'i radicali ignoti'. Cioè dei radicali che sono riusciti a restare dei resistenti non scoraggiati, che hanno contribuito ogni giorno - non solo metaforicamente ma anche nell'importanza dell'obolo - al persistere dell'organizzazione della resistenza liberale, laica e maggioritariamente alternativa. E' bene che ci si veda. Questa resistenza ha finito in gran parte per essere tale, insediata nei territori, nelle case, negli appartamenti, nelle storie individuali di più di 1.000 persone e che - visto pure quei tanti che non ci sono più - non sono poche". "L'idea è di invitarli per una volta, dopo 10-30 anni che loro permettono di vivere al Partito malgrado tutti i consumatori del Partito e della Radio, al Congresso, ospitandoli. Il che ci costerà meno della tessera che presumibilmente non mancheranno di prendere anche per il 2009".
    17:04 Durata: 5 min 45 sec
  • Religiosità e laicità: il convegno di Bruxelles e l'idea di celebrare il Venti Settembre a Londra. L'intervista a Rocco Pezzimenti su Lord Acton.

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Con questa riunione di Bruxelles su religiosità e laicità è riemersa l'attenzione cattolico-liberale che possiamo individuare anche come attenzione ai problemi attuali da parte dei buddhisti. In situazioni pure assolutamente diverse. Abbiamo avuto interventi di buddhisti molto diversi tra di loro: ce n'è stato uno di disciplina zen, e poi del Presidente dell'Unione dei buddhisti in Belgio - con forte accentuazione tibetana - ed entrambi hanno scelto come tema 'le religioni non possono essere tenutarie del monopolio della religiosità, così come la lotta laica non è esclusiva delle forze ufficialmente laiciste'". "E' stato qualcosa che ha attraversato tutto questo convegno". "Ci spiace che non sia voluto venire Angiolo Bandinelli, perché a lui anche si deve la sottolineatura di questo aspetto - quando nessuno lo faceva - del radicalismo italiano da almeno cinquant'anni". Il tentativo di organizzare un convegno che "ritenevamo, nel convocarlo, urgente": "Il XX settembre, la data nella quale noi restiamo regolarmente quasi soli - eccezion fatta per gli amici di alcune associazioni atee - a celebrare testardamente ogni anno, in quella data abbiamo stabilito che forse è l'ora di ricordare che quella data è grandemente influente nella storia d'Europa e dei singoli stati europei. È una scintilla che accende un incendio che poteva partire da altrove ma parte dalla breccia di Porta Pia a Roma. Abbiamo una risposta entusiastica, che però deve fare i conti con la difficoltà nostra organizzativa e di mezzi". Alcune delle persone individuate come necessarie a questo convegno: "Partendo dal Maestro Peppino Galasso - non ci sono più nomi come quello di Chabod, di Rosario Romeo, ma resta il suo - che sta dando un contributo molto importante perché questa data prenda corpo effettivamente attraverso la presenza fisica degli oratori". L'intervista di Palazzolo a Rocco Pezzimenti ai microfoni di Radio Radicale ed il legame tra Panfilo Gentile che parlava di rapporti strettissimi tra liberalismo e risorgimento liberale italiano; "l'attualità straordinaria del respiro della grande sinistra liberale italiana, nel '47-'48-'49, in anni in cui si era distratti da cose più domestiche. Si sente che solo in questo modo si riesce a capire la realtà italiana anche di oggi". "Stiamo adesso in condizioni un tantino difficili, ma credo che forse il 19 settembre potremmo utilizzare la sede del Parlamento Europeo di Londra". "Credo che possa essere un evento politico importante". "Quando sento che l'intervistato da Palazzolo (Rocco Pezzimenti, ndR) ci dice che il suo libro su Lord Acton del 1992, tradotto in inglese quattro anni fa, ha venduto una marea di copie negli Stati Uniti, queste sono cose che rappresentano dei segnali. Noi abbiamo bisogno, nell'Europa di oggi, di un background mazziniano e cattaniano che manca totalmente, di una aspirazione e di una ispirazione delle quali i Sarkozy, i Berlusconi" hanno poco.
    17:10 Durata: 9 min 27 sec
  • La causa europea: "Su di noi, aveva ragione Spinelli, quando ci avvisava pubblicamente che senza la fantasia e la follia nostra, di Partito Radicale, la causa forse era persa"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "Su di noi, aveva ragione Spinelli, quando ci avvisava pubblicamente che senza la fantasia e la follia nostra, di Partito Radicale, la causa forse era persa. E non è un caso che tra le tante cose da cui i radicali sono esclusi sono le manifestazioni federaliste che si tengono a go-go". "Io lo dissi ad Altiero morente, che non potevo assicurargli avremmo assicurato la continuità della sua azione, perché ci sarebbero stati quelli che per mestiere - e per sincerità - rivendicato il monopolio della sua rappresentanza. Poi il tempo è galantuomo e credo sia giunto il momento di vedere chi riesce a riproporre il federalismo europeo come base per una politica globale, per i tibetani, per gli uiguri…". "Quest'Europa piccola, l'Europa delle patrie, non ha dato alternativa a queste minoranze che si trovano negli stati riconosciuti da Mosca. Perché? Perché non c'è l'alternativa europea, non c'è l'alternativa laica. Questi che domani si riuniscono a Bruxelles sono dei poveri cretini che non hanno capito che condannando ad essere 'stati nazionali' coloro che vogliono e volevano, lo hanno dimostrato, essere strutturalmente europei, come la Turchia, questi sono pure condannati alla vita stenta degli stati nazionali. Quegli Stati nazionali che gli stessi sei costituenti dell'UE non ritenevano sufficienti per loro stessi". "Oggi si tratta di fare, di questa prospettiva, una politica che manca". I radicali basteranno? "Ma vorrei ricordare che due di noi, che in quel momento non si potevano nemmeno considerare al livello minimo di organizzazione che pure oggi abbiamo, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, venivano considerati. Sconosciuti ai loro partiti, abbandonati lì dentro, ma il futuro - dopo dieci anni - è stato loro. Ci riuniremo come membri della resistenza organizzata in occasione del Congresso di Radicali Italiani". Ancora sull'intervista di Palazzolo a Radio Radicale: "Lord Acton dichiara di essersi convinto, lui che restava cattolico, della necessità dell'unità d'Italia e quindi della fine dello Stato Pontificio, dopo aver parlato con Manzoni. Lord Acton, che su questo è un intransigente e non è un fazioso, e quindi ha anche prudenza, dichiara di essersi convinto che l'azione militare contro gli stati pontifici, contro il 'suo' Papa, fosse necessaria".
    17:19 Durata: 9 min 15 sec
  • La situazione politica italiana: il "vuoto veltroniano"; Fassino che "sembra l'ombra del Ministro degli Esteri ufficiali" più che il Ministro ombra dell'opposizione; la mancanza di dibattito sui rapporti e l'operato internazionale di Rifondazione Comunista

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il federalismo è all'ordine del giorno in Italia. All'inizio degli anni '90 "Bossi ci diede ragione su tutta la linea. Sul modello americano, ma anche sulla raccolta firme per i referendum antiproibizionisti". "Io posso rivendicare una cosa. Il primo simbolo del Partito Radicale era un simbolo giacobino, quello che abbiamo ereditato. Appena c'è stato un nostro congresso dopo le scissioni radicali, abbiamo adottato l'altro, quello mitterandiano". Ma parlando dell'attualità politica italiana: "Quello che noi oggi stiamo riscontrando è il vuoto veltroniano. Devo dire con Occhetto eravamo quasi giunti ad un accordo, per fare insieme il Partito Democratico, le liste Nathan, etc. All'ultimo momento dovette scegliere Leoluca Orlando in alternativa a noi e non fu la scelta migliore. Oggi invece la scelta di Veltroni è una scelta - malamente direi - 'cattolica'; cioè voglio dire che c'è un cattolicesimo più importante, magari anche più ufficiale, con cui avviare un dialogo. Invece abbiamo il dialogo con cascami democristiani promossi a rappresentanti della tradizione cattolica e democristiana". "Fassino non è solo Ministro degli Esteri ombra, è ancora incaricato in Birmania per l'Unione Europea. Eppure ora leggiamo che c'è un fronte birmano che si riapre, con arresti e momenti difficilissimi; invece oggi lui propone generiche trovate europeiste - non federaliste - terziste, terzomondiste. Sembra l'ombra del Ministro degli Esteri ufficiali più che il Ministro ombra dell'opposizione". La battuta della Bindi sui referendum e la sinistra: 'Caro Tonino, io sarei anche a favore, ma tieni conto che, da Barabba in poi, noi i referendum li abbiamo sempre persi'. "E lei è una delle meglio, assolutamente, perfino più laica - direi - di molti di quelli di estrazione diessina". La notizia, uscita sui giornali, che conferma - partendo dai documenti delle FARC - gli ottimi rapporti di Rifondazione Comunista con le FARC e l'atteggiamento sulla Betancourt. "Sempre Ramon Mantovani, con la Turchia e i Curdi, lui avrà voluto sicuramente fare qualcosa a favore, ma ha rappresentato un momento catastrofico. Però mi ricordo anche che io mi recai ufficialmente da Frattini, che era Presidente del Comitato di controllo dei Servizi, e gli dissi, dopo averne parlato a Radio Radicale: 'Bisogna che i servizi si occupino del perché Rifondazione e la Lega sono sempre a Belgrado nei momenti topici del congresso di Milosevic ed altro". "Era un po' strano che il libertario chiede ai servizi di occuparsi di qualcosa. Ma l'ho fatto ufficialmente, apertamente. Eppure di quella pagina non si è saputo mai nulla. So che Carla Del Ponte aveva notato questa cosa anche lei. Ma l'aveva solo notata. Ma allora proprio con amicizia - perché altrimenti chissenefrega ormai - spero che ne dibattiamo con amicizia". "E' possibile che tutto questo venga fuori e sia vissuto nel silenzio di tutti quanti?". "Per noi si tratterebbe di consumare dei limiti passati, degli errori". "Ramon Mantovani, sempre persona civilissima quando abbiamo avuto modo di parlare, era l'incaricato ufficiale degli esteri di Rifondazione Comunista"
    17:28 Durata: 15 min 55 sec
  • Il PD a vocazione maggioritaria? "Difficile quanto tutto, dal quarto potere al bipolarismo, è comune. Non c'è speranza che rappresenti qualcosa di alternativo". Il dopo-Chianciano in forse: "lo dicemmo subito 'se sono convocatori con noi anche Salvi, Napoletano, Cuperlo e gli altri, allora ci rimuoviamo, altrimenti non ha senso'". Libertà d'associazione, riforma elettorale e politica estera alcuni dei possibili temi di incontro.

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il Congresso di Radicali Italiani sarà "una celebrazione partigiana, non di commemorazione visto che ancora dobbiamo vincere. È una chiamata a raccolta ufficiale". L'alternativa radicale e la 'vocazione maggioritaria' del PD. "La mia è quasi una notazione semantica nei confronti di Veltroni e Bettini secondo i quali loro sarebbero una 'forza maggioritaria'. Semmai sono una forza maggioritaria di quelle che scompaiono. Quando non vi sono idee forza, quando vi è solo da amministrare un potere che si condivide con l'avversario, il quarto potere, il bipolarismo, se è tutto comune nelle cose fondamentali, allora lì non c'è nessuna speranza che tu possa essere maggioritario perché non rappresenti qualcosa di alternativo che può divenire la riforma". Lo stesso discorso vale per la Costituente di Sinistra proposta a suo tempo da Claudio Fava. E al proposito "dico una cosa a Cesare Salvi, a Pasqualina Napoletano, a Gianni Cuperlo, a Formica, con i quali il 13 e 14 settembre avremmo dovuto tenere la quarta assemblea del dopo-Chianciano. Perché uso il condizionale? Perché dopo la resa, apparentemente, al 'generale agosto' dicemmo che 'se sono convocatori con noi anche Cesare Salvi, Pasqualina Napoletano, Gianni Cuperlo, allora ci rimuoviamo, altrimenti non ha senso'. Anche perché maturano sempre più delle cose alternative. Il 'dopo-Chianciano è una cosa che o ci si crede o no. Per esempio sul fatto che la libertà di associazione, da diritto positivo costituzionale - quindi obbligo - diventi lo strumento della lotta civile delle organizzazioni che non fondano la propria singolarità, identità ed immagine sul divieto di condividere, da parte dei militanti, contemporaneamente altre forme organizzative, presenza ed impegni". Ad esempio la situazione di Sinistra Democratica: "Claudio Fava ha la doppia tessera, Cesare Salvi da due anni ha il pacchetto di tutte le tessere radicali, come pure Pasqualina Napoletano; in cinque hanno fatto lo Statuto di Sinistra Democratica ed hanno approvato uno Statuto in cui è vietata la doppia tessera". Al prossimo convegno "hanno invitato - bontà loro - Marco Cappato, in occasione tra l'altro di un incontro organizzato dallo stesso Marco. La regola però continua ad essere questa: i radicali, anche se magari si è doppia tessera, è bene non menzionarli in pubblico". "Poi c'erano altri problemi, uno posto dallo stesso Cesare Salvi: quello della uninominale su tutto. Poi la Costituente proposta da Formica e la scelta presidenziale per la Repubblica". "C'è di che, e poi anche in politica estera. Io devo riconoscere che il primo politico che ha sottoscritto l'appello dalla sinagoga di Firenze è stato Cesare Salvi; eppure anche su questo non c'è un minimo di dibattito sulla politica estera". "Da noi c'è. Si potrà essere o meno d'accordo ma c'è"
    17:44 Durata: 10 min 34 sec
  • La proposta radicale in politica estera ed il ruolo dell'Europa: "Secondo loro la difesa dell'Europa passa per l'accordo Berlusconi-Gheddafi. Io li capisco: ormai non c'è più il riflesso di convinzione democratica, cioè la democrazia vista come alternativa di politica estera". "Si ripropone un'Europa vigliacca e catastrofica" come successo all'indomani della morte di Tito

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "Io credo che noi potremmo fare 10 punti di proposta di una politica estera che venga fuori dai lombi occidentali". "Occorrerebbe che vi fosse una situazione nella quale si possano trovare le energie per fare contemporaneamente, nei pochi che siamo, il fronte tibetano, l'Europa. Io ritengo di non fare, in questo periodo della mia vita, non più del 20% di quel che mi è possibile". Rimane validissimo oggi il manifesto dalla sinagoga di Firenze e la previsione che ormai basta cicca buttata per caso per far divampare un incendio. "Ad esempio, c'è stata la notizia, strana, 15 giorni fa, di un vecchio possente bombardiere americano che, per errore, era partito con dei missili. E se l'errore fosse andato a termine? Potrebbero anche esserci dei Dottor Stranamore. Insomma può accadere tutto anche perché un pazzo riesce a partire...Solo per dire! A volte capita nella storia". "Ora abbiamo scoperto da quattro giorni che è venuto fuori un libro che sembra fatto apposta contro la nostra tesi della guerra fatta scoppiare da Bush perché ormai era chiaro che non si riusciva a controllare più questa proposta dell'esilio". "Questo fa il paio con la cosa strana del sottosegretario iracheno che annuncia che i due direttori dei carceri di Baghdad avrebbero riunito 40 persone che testimonierebbero davvero la presenza di armi di distruzione di massa in Iraq". "Stanno cercando di smorzare questa mina dicendo che la colpa è di Saddam". Forse si pagano i favori di Gheddafi del 1 marzo 2003 quando, in seno alla riunione della Lega Araba di Sharm el Sheik, il Colonnello fece naufragare la possibilità che gli arabi chiedessero a Saddam Hussein di abbandonare Baghdad e recarsi in esilio? "Gheddafi e Berlusconi in quel momento erano già in stretto rapporto, come racconta il 22 febbraio lo stesso Bush al telefono. Hanno sei giorni ed il collaboratore storico di Berlusconi si precipita alla riunione della Lega Araba e riesce a far saltare la cosa (l'esilio di Saddam, ndR). Che oggi, su Gheddafi, non si senta una voce sui diritti umani o sulla dittatura in Libia. E poi la cosa spaventosa è che si chiede a Gheddafi di mobilitarsi perché neanche uno solo passi. E come lo farà Gheddafi? Se si usa l'esercito per questioni interne anche in Italia, figurarsi in Libia. Secondo loro la difesa dell'Europa passa per l'accordo Berlusconi-Gheddafi. Io li capisco: ormai non c'è il riflesso di convinzione democratica, cioè la democrazia vista come alternativa di politica estera. Non si pone più il problema dei nazionalismi, di Putin che riconosce uno Stato di 90.000 persone". "Se la Georgia fosse già entrata e accolta nell'UE, le due regioni non sarebbero più state secessioniste. Una cosa infatti è scegliere Tiblisi o Mosca, un'altra scegliere Bruxelles". Lo stesso vale per Israele, "costretto a rivendicare la propria sovranità assoluta di stato nazionale". "Poi in Algeria abbiamo le cose che riprendono: io ora mi chiedo quanto durerà la situazione odierna in Marocco o Giordania". "Si ripropone un'Europa vigliacca e catastrofica" come successo all'indomani della morte di Tito.
    17:55 Durata: 21 min 12 sec
  • Radicali: alcuni appuntamenti di settembre

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Alcuni appuntamenti radicali di settembre. "L'invito ufficiale a Radicali Italiani per il convegno organizzato dal Partito Socialista e dall'UDC. Ci andrà Rossodivita del Comitato Calamandrei". Poi il 12 e 13 settembre c'è una riunione delle associazioni radicali. Il 13 ed il 14 settembre forse si terrà la riunione del dopo-Chianciano. L'appuntamento del XX settembre a Londra; a Roma, invece, per la riforma dell'anagrafe degli eletti. A fine mese vi sarà il Comitato Nazionale. A fine settembre il convegno sull'obbligatorietà dell'azione penale.
    18:16 Durata: 5 min 22 sec
  • Le elezioni americane: "C'è una certa sfiducia nelle donne" nella scelta di McCain. "Dare per acquisito che le donne preferiscono una donna ad un 'uomo femminista' - per dire - solo perché ha cinque figli, 'ha le palle', è per la pena di morte...non ci giurerei"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Le elezioni americane ed i ticket presidenziali completati. Pannella commenta la scelta di McCain ed i commenti che ne sono seguiti: "Dare per acquisito che le donne preferiscono una donna ad un 'uomo femminista' - per dire - solo perché ha cinque figli, ha le palle, è per la pena di morte...non ci giurerei. Certo Obama ed i suoi possono sbagliare la campagna. Ma comunque direi che c'è una certa sfiducia per le donne; quelle tra loro che hanno votato per Hillary, si presume che lo facessero non solo per solidarietà rispetto ad una moglie che aveva subito un marito un po' sbarazzino, ma anche perché era - come noto - l'anima più 'sociale'" del Partito. "Poi un errore, forse, simpatico. Che fa capire come queste cose non siano organizzate in questo modo. Nei comizi di Obama si vede sempre una stragrande maggioranza di neri almeno nelle prime fila. In realtà se si vedono le percentuali dei neri che votano per lui e dei bianchi che fanno lo stesso, certo le prime sono più alte, ma in numeri assoluti i bianchi sono di più. Allora basterebbe poco al Partito Democratico per dare questa immagine più corrispondente alla realtà". L'articolo di Merlo (La Repubblica, 31 agosto 2008) sugli orsi polari condannati a morte.
    18:21 Durata: 7 min 9 sec
  • Rifondazione Comunista, i radicali, ed i rapporti - pur in situazioni delicate - con minoranze ed opposizioni politiche. Il caso "Mujaheddin-e Khalq": "facciamo credito ad una serie di dichiarazioni della loro leader che si trova a Parigi, sapendo la loro leader che questo non è un credito che concediamo in bianco"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "Abbiamo notizia di un monaco che ha fatto un'operazione dimostrativa contro se stesso, pugnalandosi. È stata una manifestazione dimostrativa in qualche modo violenta. Scagliare il proprio corpo morto contro il nemico per colpirlo perché non si può più colpirlo con il corpo vivo non è nonviolento e non è produttivo". La dichiarazione di Ferrero sulle Farc a proposito dei rapporti con Rifondazione Comunista e delle missioni di Ramon Mantovani. "Forse se lo facessero meno, per i Curdi è stata una catastrofe. Con le Farc anche: tutto questo infatti è venuto fuori perché l'esercito regolare, bombardando, è riuscito ad ammazzare il numero due delle FARC e poi ad entrare in possesso di documenti che hanno portato alla liberazione della Betancourt". La prudenza necessaria sui Mujaheddin-e Khalq: "La prudenza c'è. Qualche convinzione si è fatta strada ma non sul piano dell'entusiasmo. Ci sono state delle riflessioni, un po' di dibattiti. In modo controllato si è accettata la posizione di fondo di seguire il Regno Unito e quegli altri paesi che li hanno tolti dalla lista dei gruppi terroristi. E di fare credito ad una serie di dichiarazioni della loro leader che si trova a Parigi, sapendo la loro leader che questo non è un credito che concediamo in bianco"
    18:29 Durata: 9 min 47 sec
  • Il caso Alitalia: "Non ho meriti nel fatto che i radicali hanno sempre sostenuto una linea che teneva presente che, in Italia, il rischio sarebbe stato quello di socializzare le perdite e di privatizzare i profitti". Conclusioni

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il dibattito su Alitalia e la situazione economica: "Mi pare patente che sempre di più ho sentito a Radio Radicale questo dibattito sull'economia sociale di mercato. Va bene, è un'idea di Erhard, aveva un senso in quel momento a partire dalla realtà tedesca. Una situazione nella quale si diceva che la socialdemocrazia, a forza di nazionalizzare, aveva nazionalizzato pure se stessa. Questa posizione intermedia sembra giustificare il fatto di non avere una linea né dirigista né liberista". "Ma nemmeno su questo mi pare vengano differenze da Tremonti o da chissà quali liberisti-che-non-ci-sono, almeno a livello di forze politiche". "Non ho meriti nel fatto che i radicali, persino allora con Daniele Capezzone, hanno sempre sostenuto una linea che teneva presente che in Italia il rischio sarebbe stato quello di socializzare le perdite e di privatizzare i profitti". "Oggi la cosa Alitalia e la cosa libica" sono importanti. "Questa cosa della litoranea in Libia pagata 5.000 miliardi è il pagamento, a mio avviso, dei rapporti non pubblici - seppure politici - ad esempio al momento dello scoppio della Guerra in Iraq". "Ma anche su questo, la sinistra? Io in questi balbettii di Fassino non vedo un'oncia di singolarità, di proprietà, di specificità, di autonomia, di critica che non sia scontata". Conclusioni su Rossi, Salvemini, Einaudi e la necessaria riflessione sulle nuove realtà economico-sociali
    18:38 Durata: 19 min 3 sec