22 SET 2008
intervista

Multiculturalismo: intervista a Gustavo Zagrebelsky a margine del convegno "Multiculturalismo e diritti: accomodating diversity"

INTERVISTA | di Emiliano Silvestri - Volterra - 15:57 Durata: 12 min 47 sec
Scheda a cura di Alessio Grazioli
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Il multiculturalismo é una sfida per due pilastri del pensiero liberaldemocratico: l'universalismo e l'individualismo.

Separazione, integrazione e interazione: tre modelli di risposte.

I principi di base che l'Unione Europea ha adottato come ispiratori per la politica degli Stati, in materia di immigrazione, qualificano l'integrazione in modo molto simile all'interazione.

C'è però un problema di realtà di fatto che rende irrealistica l'idea di un'influenza reciproca e bilanciata.

La paura, strumento del dispotismo.

"Multiculturalismo: intervista a Gustavo Zagrebelsky a margine del convegno
"Multiculturalismo e diritti: accomodating diversity"" realizzata da Emiliano Silvestri con Gustavo Zagrebelsky (presidente emerito della Corte Costituzionale).

L'intervista è stata registrata lunedì 22 settembre 2008 alle 15:57.

Nel corso dell'intervista sono stati discussi i seguenti temi: Cristianesimo, Cultura, Democrazia, Etica, Filosofia, Immigrazione, Integrazione, Kant, Liberalismo, Minoranze, Multiculturalismo, Religione, Societa', Storia, Unione Europea, Universalismo.

La registrazione audio ha una durata di 12 minuti.

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  • Gustavo Zagrebelsky

    presidente emerito della Corte Costituzionale

    Differentemente dal pluralismo, che ha pur sempre un contesto comune, il multiculturalismo vede strutture culturali che si sentono autosufficienti. Il multiculturalismo è una sfida per due pilastri del pensiero liberaldemocratico: l'universalismo e l'individualismo. Universalismo è ben illustrato dall'idea kantiana, che individua come morale un comportamento fondato su di una massima che sia possibile universalizzare. La sfida all'universalismo consiste nella circostanza che, secondo il multiculturalismo, ciò che è giusto, equo e morale secondo una visione del mondo può non essere né giusto né equo né morale per un'altra. L'individualismo è nell'idea (declinata nella sua accezione liberale o in quella del personalismo cristiano) di prevalenza del singolo sul gruppo, di una dignità primordiale del singolo. Diversamente dalla cultura tribale, nel gruppo si entra e si esce secondo scelte personali; non ci sono "comunità di destino". Molte culture affermano il contrario: questa è la sfida del multiculturalismo. Separazione, integrazione e interazione sono le risposte che sono state immaginate. Pratica prevalente è quella della separazione; si ammette la presenza di culture diverse a patto che stiano per conto loro. Questo comporta ricadute sul piano politico, amministrativo, urbanistico, scolastico ecc. Integrazione è termine che va preso con cautela, poiché rischia di risultarne una forma di assimilazionismo da parte della cultura maggioritaria nei confronti delle culture minoritaria; ne soffrirebbe persino il pluralismo. I principi di base che l'Unione Europea ha adottato come ispiratori per la politica degli Stati, in materia di immigrazione, qualificano l'integrazione in modo molto simile all'interazione. C'è però un problema di realtà di fatto che rende irrealistica l'idea di un'influenza reciproca e bilanciata. La paura che si aggira nel nostro Paese è stata già in passato strumento non democratico di reggimento dei popoli. Nel libro: "Lo spirito delle leggi" Montesquieu individua e illustra quali sono le molle che fanno funzionare i diversi regimi politici: l'onore per la monarchia, la virtù per la Repubblica, la paura per il dispotismo. Una biona risorsa risiede nella curiosità per la ricchezza umana rappresentata dalle differenze
    15:57 Durata: 12 min 47 sec