22 SET 2008
intervista

Laicità e multiculturalismo: intervista a Michele Ainis a margine del convegno "Multiculturalismo e diritti: accomodating diversity"

INTERVISTA | di Emiliano Silvestri - Volterra - 16:32 Durata: 8 min
Scheda a cura di Alessio Grazioli
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Nel presente momento storico la laicità dello Stato rappresenta la miglior opportunità per preservare la pace religiosa.

Anche se l'art.

8 della Costituzione sostiene che: "tutte le religioni sono egualmente libere" e la Corte Costituzionale pone la laicità tra i principi supremi dello Stato, l'Italia è un Paese laico solo sulla carta.

Utile sarebbe il modello americano, per adottare il quale sarebbe necessario abolire il nuovo Concordato del 1984 che non è più coperto dall'art.

7 della Costituzione.

"Laicità e multiculturalismo: intervista a Michele Ainis a margine del convegno
"Multiculturalismo e diritti: accomodating diversity"" realizzata da Emiliano Silvestri con Michele Ainis (professore).

L'intervista è stata registrata lunedì 22 settembre 2008 alle ore 16:32.

Nel corso dell'intervista sono stati trattati i seguenti temi: Cattolicesimo, Chiesa, Concordato, Corte Costituzionale, Costituzione, Cultura, De Gasperi, Economia, Immigrazione, Italia, Laicita', Mass Media, Multiculturalismo, Pace, Politica, Religione, Stato, Storia, Televisione, Togliatti, Usa.

La registrazione audio ha una durata di 8 minuti.

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  • Michele Ainis

    professore

    Ordinario di Istituzioni di Diritto Costituzionale all'Università di Roma Tre Nel presente momento storico, caratterizzato in Italia da un fenomeno immigratorio che pone problemi di riconoscimento di identità e religioni diverse, la laicità dello Stato rappresenta oggi la miglior opportunità per preservare la pace religiosa. Lo Stato italiano (la Corte Costituzionale pone la laicità tra i suoi principi supremi) è laico solo sulla carta visto il trattamento economico di favore e la supremazia mediatica della Chiesa Cattolica (99,8% della presenza che i telegiornali riservano alla informazione sulle religioni). E' necessario riallineare la prassi alla Costituzione scritta. L'art. 7 non copre il nuovo Concordato (siglato nel 1984 e entrato in vigore con una legge dell'anno successivo) e rischia di pregiudicare la pace religiosa. Il secondo comma è poi norma eccezionale (quindi sottoposta a interpretazione restrittiva) approvata in frangente storico del tutto particolare. Palmiro Togliatti e Alcide De Gasperi la motivarono con la necessità immediata di preservare la pace religiosa e rinviarono la questione cattolica a una successiva fase della vita politica nazionale. Il principio generale, la stella polare dell'ordinamento costituzionale italiano, "tutte le religioni sono egualmente libere" è enunciato nell'articolo 8. La modifica del Concordato è possibile con legge ordinaria in caso di accordo tra le parti; la sua denuncia unilaterale necessità della procedura dell'art. 138 della Costituzione. Il necessario riequilibrio per ristabilire l'eguaglianza tra le confessioni religiose sarebbe possibile con l'adozione del modello americano che impedisce al fenomeno religioso di penetrare nella cittadella pubblica preservando il valore della laicità di uno Stato non contaminato da valori diversi da quelli terreni
    16:32 Durata: 8 min