22 SET 2008
intervista

Multiculturalismo in USA: intervista a Guerino d'Ignazio realizzata a margine del convegno "Multiculturalismo e diritti: accomodating diversity"

INTERVISTA | di Emiliano Silvestri - Volterra - 16:59 Durata: 16 min 39 sec
Scheda a cura di Alessio Grazioli
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Dai primi anni '50 si avviano nuove politiche per il riconoscimento della diversità culturale dei migranti, successivamente lo Stato centrale stende sui cittadini il suo manto di protezione a detrimento degli Stati federati che governavano secondo il principio: "separati ma uguali".

La Corte Suprema autorizza forme di discriminazione "a rovescio".

Dopo l'11 settembre, con il "Patriot Act", l'esigenza di sicurezza prevale sulla tutela delle libertà individuali ma la Corte Suprema riafferma ancora i principi della Costituzione americana.

"Multiculturalismo in USA: intervista a Guerino d'Ignazio
realizzata a margine del convegno "Multiculturalismo e diritti: accomodating diversity"" realizzata da Emiliano Silvestri con Guerino D'Ignazio (professore).

L'intervista è stata registrata lunedì 22 settembre 2008 alle ore 16:59.

Nel corso dell'intervista sono stati discussi i seguenti temi: Cultura, Diritti Civili, Discriminazione, Economia, Federalismo, Gran Bretagna, Huntington, Immigrazione, Integrazione, Kennedy, Liberalismo, Multiculturalismo, Politica, Riforme, Societa', Storia, Stragi, Terrorismo Internazionale, Tocqueville, Usa.

La registrazione audio ha una durata di 16 minuti.

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  • Guerino D'Ignazio

    professore

    Ordinario di Diritto Pubblico Comparato all'Università della Calabria Samuel Huntington ha affermato che il popolo americano non è discendente da immigrati e rivoluzionari (come sostenuto nel 1938 dal presidente F.D. Roosevelt) ma piuttosto da coloni che lasciarono la madrepatria per creare una "nuova società", società che connotarono fortemente con la cultura anglo protestante. Gli immigrati sono invece coloro che lasciano la terra d'origine per integrarsi in un'altra nazione. Questo fu il destino di chi, nel corso del '900, dovette abbandonare la propria cultura d'origine entrando nel "melting pot" statunitense. Dagli anni '50, dapprima con una sentenza della Corte Suprema del 1954 quindi con il: "Civil right act" del 1964 e il: "Voting right act" del 1965, si avviano nuove politiche per il riconoscimento della diversità culturale dei migranti. Tutto ciò accade in una cultura intrinsecamente libertaria e rispettosa dei diritti delle persone che porta (lo rileva Tocqueville nel 1831) al federalismo, modello in origine di Stato debole con poche competenze, che non nasce ma trova il suo inveramento nella costituzione del 1738. Stato che vive successivamente una fase di accentramento e presidenzializzazione avviata, nel 1932, dal "New Deal" di F. D. Roosevelt. Nella stagione del recepimento delle istanze dei diritti civili e del multiculturalismo quell'evoluzione consente allo Stato centrale di stendere sui cittadini il suo manto di protezione a detrimento degli Stati federati che governavano secondo il principio: "separati ma uguali" già sancito dalla Corte Suprema e in seguito ribaltato dalla stessa con la gestione del Presidente Warren. La stessa Corte Suprema autorizza una discriminazione a rovescio con quote assicurate ad alcune minoranze, una pratica che si va ora affievolendo anche in conseguenza della natura temporanea che la Corte aveva attribuito alla normativa "di favore". Dopo l'attacco dell'11 settembre 2001 alle torri gemelle, realizzato in un territorio americano considerato assolutamente inviolabile e sicuro, viene applicata (Patriot Act) una politica di sicurezza che prevale sulla tutela delle libertà individuali, in particolare nei confronti dei cittadini di origine araba e di religione islamica; politica di emergenza che continua nel tempo. Una legislazione a maglie larghe consente ampia discrezionalità amministrativa agli organi di polizia e alle agenzie che si occupano di sicurezza. Interviene nuovamente la Corte Suprema che ha il coraggio di riaffermare (3 sentenze nel 2004) i principi della Costituzione Americana; determinazione confermata ancora con la sentenza (Boumedienne vs. Bush) del 2008 che - richiamando il principio di separazione dei poteri - riconosce ai prigionieri di Guantanamo il diritto di ricorrere al tribunale ordinario. Il sistema di pesi e contrappesi, tipico del modello costituzionale statunitense, mostra ancora la sua vitalità. Ancora a maggioranza repubblicana
    16:59 Durata: 16 min 39 sec