05 OTT 2008
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 17:07 Durata: 1 ora 56 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 5 ottobre 2008 , condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (europarlamentare), Marco Pannella (europarlamentare, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 56 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Lo stallo sulla Commissione di Vigilanza Rai e la mancanza del plenum della Corte Costituzionale. Lo sciopero della sete di Marco Pannella a partire da venerdì notte. La presa di posizione del Presidente della Repubblica ed il richiamo alle Camere per sanare entrambi tali vulnus istituzionali
    17:07 Durata: 2 min 50 sec
  • "In Italia sembra sia divenuto 'ordinatorio' e non perentorio anche il rispetto della Costituzione da parte del Parlamento". "E' in gioco non la legalità come tutti ne parlano, ma quella con la 'L' maiuscola, è in gioco un riconoscimento ufficiale che la prassi contro la Costituzione è tutelata dai Presidenti della Camere e da tutti i partiti"

    Marco Pannella

    europarlamentare

    "Il Presidente della Repubblica ha usato termini finalmente estranei al 'linguaggio politico' del regime italiano, perché non ha parlato solo di doveri ma di obblighi. E l'obbligo è cosa diversa da un dovere. Ha detto che i Presidenti delle Camere sanno bene della sua 'preoccupazione' e del suo 'impegno' su questo fronte. Poi ha usato il termine 'inderogabile'. Termini che non sono stati usati dai Presidenti delle Camere nemmeno quando hanno riconosciuto le nostre buone ragioni, come accadde quando abbiamo potuto cessare l'occupazione della Commissione di Vigilanza". "Ed infatti i Presidenti delle Camere - sarà lo splendido tempo che abbiamo - si muovono con molta serenità, signorilità ed agio; pure all'indomani del Presidente della Repubblica e ad una settimana dall'inizio della nostra iniziativa politica - con cui abbiamo posto al centro un problema che essi stessi hanno detto in passato di ritenere grave". "C'è una coincidenza piena, nel linguaggio e politica, tra noi ed il Presidente". "Si può continuare a vivere in un Paese in cui tutto quel che riguarda il potere è ordinatorio? Cioè si dice 'sarebbe legalmente necessario', ma poi possono fare come vogliono". Gli scontri enormi, al proposito di ciò, già in occasione del caso Braibanti. Poi il caso, ad esempio, del "diritto non solo all'immagine ma anche all'identità della persona, per cui il Costituente aveva previsto un rito direttissimo". Eppure "per 12 anni la magistratura italiana, in piena intesa con i padroni del regime di allora, ha giudicato in questo delicatissimo settore contro la legge. Con l'assenso del CSM e di tutti quanti. E ora mi viene da piangere, se non da ridere, quando sento di tutti i problemi della privacy, delle telefonate, dopo che per 12 anni hanno tolto qualsiasi valore alla difesa della verità". "Fra gli altri disastri che dobbiamo alla magistratura organizzata italiana c'è questo che non è sicuramente secondario". "Ora, come il rito direttissimo, è divenuto ordinatorio pure il rispetto della Costituzione da parte del Parlamento". "Ogni cittadino sa che il pagamento di una multa è perentorio, altrimenti decadono i suoi diritti ed è costretto a pagare una multa. Invece da parte del Parlamento repubblicano c'è una tendenza, che abbiamo qualche volta - con qualche successo e da soli in termini di organizzazioni - a limitare nella prassi", a non curarsi delle proprie inadempienze. "Io ho detto che noi dovevamo aiutare il Garante della Costituzione, il Presidente. Lo avevamo già detto per Ciampi, quando disse pubblicamente che avrebbe voluto esercitare il potere di grazia ma aspettava per sapere se e come. Era chiaro, lo dissi, che si trattava di una richiesta d'aiuto ai cittadini, alle virtù repubblicane, al popolo sovrano. Anche in quel caso la vicenda è stata istruttiva; perfino la Corte Costituzionale ha finito per darci ragione e, distruggendo una prassi decennale, oggi nessuno più discute il fatto che il potere di grazia sia del Presidente della Repubblica". "Aiuto è anche fare critiche al posto delle 'di pietrate' fatte nei giorni scorsi". "E' in gioco non la legalità come tutti ne parlano, ma quella con la 'L' maiuscola, è in gioco un riconoscimento ufficiale che la prassi contro la Costituzione è tutelata dai Presidenti della Camere e da tutti i partiti"
    17:09 Durata: 12 min 4 sec
  • Dopo l'intervento del Presidente della Repubblica, "a questo punto, senza questa lotta radicale, si espone anche il Presidente della Repubblica ad una ferita grave. Perché questi sono capaci di fare strame anche dell'intervento del Presidente della Repubblica." Già dopo l'occupazione della Commissione di Vigilanza da parte dei radicali i Presidenti delle Camere avevano assicurato che si sarebbe ristabilita la legalità entro settembre

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "Ora, il Presidente della Repubblica è stato così opportuno non solo nei contenuti ma anche per i termini scelti, e a questo punto faccio il sciopero della sete? Certo. Lo avevo già preannunciato. Non ero autorizzato a sapere che il Presidente sarebbe intervenuto in questa forma. A questo punto, senza questa lotta radicale e dei radicali organizzati, si espone anche il Presidente della Repubblica ad una ferita grave. Perché questi sono capaci di fare strame anche dell'intervento del Presidente della Repubblica. Oggi è chiaro: questa lotta radicale, che prosegue in questo momento, è anche una lotta di difesa della dignità di un ceto politico, di un Parlamento che sembra l'erede scalcinato di coloro che ancora ritengono che all'ONU possa essere ammessa anche una monarchia assoluta, quando invece la civiltà moderna inizia con il passaggio alle monarchie costituzionali". "Dopo che venerdì il Presidente della Repubblica prende questa posizione, i Presidenti rispondono convocando non il Parlamento ma la conferenza dei capigruppo, cioè la veste parlamentare dei partiti". "Allora si riuniranno mercoledì, poi non riterranno opportuno convocare la seduta per venerdì perché si dirà che ci potrebbero essere troppo assenze - questo è il tipo di ragionamento che fanno - e quindi passerà un'altra settimana e così saremo a un mese dal momento che Schifani aveva posto come data limite per fare quanto da noi suggerito, cioè riunire il Parlamento non per dibattere su un tema, ma con un obiettivo preciso che è quello di eleggere il Presidente di Commissione ed i giudici della Corte. Altrimenti il Parlamento diviene solo uno squallido votificio". "È regola: qui non ci si rende conto. Stiamo parlando del Parlamento! E su questo il Presidente Schifani dice: 'Mi impegnerò così che si mettano d'accordo e si possa finalmente applicare la legge'. Ma il Presidente non può evitare di prendere la misura che si impone". Cioè il voto ad oltranza fino all'elezione. Qualcosa che già era stato previsto dagli stessi Presidenti delle Camere prima della pausa estiva. "Noi siamo stati chiusi nella sede della Commissione di Vigilanza e siamo usciti da lì dopo che il Presidente Schifani ci aveva assicurato. Noi abbiamo ripetuto in conferenza stampa di queste assicurazioni". "Ora hanno convocato i capi dei Partiti per farli mettere d'accordo; c'è sempre più il Gran Consiglio che si riunisce e cui delegano le decisioni". "Oggi portare avanti questa iniziativa politica è doveroso perché significa anche, in modo manifesto, difendere la dignità anche del Presidente della Repubblica, offesa, non come spesso accaduto dai Presidenti della Repubblica stessi, ma dai partiti"
    17:21 Durata: 11 min 59 sec
  • Globalmente "ci troviamo a vivere un momento nel quale è vero che dovunque lo stato di diritto ed il vivere secondo regole sono in crisi ed in difficoltà". "Il problema vitale nel nostro Paese è il manifestarsi di una posizione che non tollera regole, che non tollera leggi, che non tollera altro se non il cesaro-papismo", e questo vale dalla questione demografica globale al Centro d'Ascolto

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "Mi pare fondamentale fare un'altra osservazione. Credo che domenica scorsa mi sia giunta la notizia che il Garante aveva chiesto che l'apertura delle buste della gara indetta per i monitoraggi necessari al Garante stesso per conoscere le cose di cui deve decidere, fosse rinviata di quattro mesi. La notizia c'era giunta poche ore prima ed in questa sede ho detto che sarebbe stato inaccettabile. Quarantotto ore dopo questa mia dichiarazione il Garante ha fatto una cosa diversa: ha aperto una delle due buste, quella sulle condizioni minime richieste per la partecipazione. La gara invece è rimandata ma solo a fra un mese. Nel frattempo cosa accade? Quello che sono riusciti a ottenere - senza il contributo di nessun 'grande vecchio' - cioè questa specie umana che si è sviluppata nel nostro paese antropologicamente". Le dichiarazioni del Papa su sesso ed Humanae Vitae. "Ormai siamo al maturarsi dello scontro tra due ipotesi di sopravvivenza della specie umana: una è quella che il Papa indica nel secolo dei Lumi, nel relativismo; dall'altra parte fascismi, militarismi. Ora la forza superstite di quest'ultimo schieramento è quella dei fondamentalismi religiosi"; per cui per la chiesa cattolica ad esempio "è legittimo fare l'amore all'interno del matrimonio ed è legittimo praticarlo ai fini della procreazione. Questa posizione è quella che ci ha portato, nel giro di tre generazioni, a passare da due miliardi a sette miliardi di persone". "Ci troviamo a vivere un momento nel quale è vero che dovunque lo stato di diritto ed il vivere secondo regole sono in crisi ed in difficoltà". "Lo stato Città del Vaticano prende la guida di questo fronte. Se dico che il problema vitale nel nostro Paese è il manifestarsi di una posizione che non tollera regole, che non tollera leggi, che non tollera altro se non il cesaro-papismo, che non tollera altro se non quanto afferma il Papa, cioè che Stato e Chiesa collaborino per il bene dell'umanità". La difficoltà di far applicare le regole e la legge in Italia: la mancanza del Centro d'Ascolto causa un vulnus all'informazione. "Tutta la grande stampa, fino a 3-4 mesi fa, forniva i dati dell'ascolto su programmi che riguardavano i politici"; "i cittadini per anni hanno letto quello che il Centro d'Ascolto produceva". "Per anni abbiamo detto che il problema di questo Centro d'Ascolto è uno solo: siamo riusciti, partendo da realtà militanti ed in assoluta povertà, a far crescere - anche dal punto di vista tecnologico e scientifico - uno strumento conoscitivo al quale non sono mai state fatte accuse di parzialità o di infondatezza e che fino a 6-7 anni fa era fornitore di monitoraggi alla Rai-TV e all'autorità Garante. Poi, in una data che siamo riusciti ad identificare grazie a processi penali in corso ed intercettazioni che sono uscite, è avvenuto il tentativo di far fuori questo Centro d'Ascolto. Ad esempio il Centro d'Ascolto avrebbe potuto, se si fosse voluto, monitorare gli spazi pubblicitari per vedere se in conformità con le regole europee. Possiamo oggi dire che il 75% della nostra esposizione debitoria è dovuta a ciò e questa esposizione - che per noi è disastrosa ma che per altri sarebbero briciole - può essere mortale. Quindi hanno ottenuto che non c'è il Presidente della Commissione, che il Parlamento non si riunisce in Commissione di Vigilanza e che nessuno può pubblicare dati sul monitoraggio" "Questa storia sembrava una fissazione: l'abbiamo sottoposta a Prodi e a tutti gli altri; poi abbiamo trovato gente più brava del Partito-Rai, come Gentiloni e Gasparri, che stanno realizzando ancora una volta un grande 'baratto'. Lo stesso che continua da 25 anni; contro i moralismi, ho sempre detto che la moralità della politica è quella del compromesso, se il compromesso è creatore di qualcosa di terzo rispetto alle altre due cose".
    17:33 Durata: 22 min 22 sec
  • Cultura o antropologia. "Tutto quello che oggi accade è determinato da questo cambiamento enorme di una specie umana che è passata, in pochissimo tempo, da due a sette miliardi di persone". Le guerre, le malattie e la fame che conseguono sono eventi "antropologici, cioè a dimensioni non riferibili innanzitutto all'una o all'altra cultura politica o via dicendo.

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "Da un po' di tempo ricorro, in molte occasioni, al termine 'antropologico' e non più a quello 'culturale'. Da anni, da prima dell'annuncio del Satyagraha, del manifesto dalla Sinagoga di Firenze, avevo indicato due tendenze temporanee tornate ad affermarsi dopo essere state screditate perché fasciste, naziste e perfino comuniste", una essendo quella de "'il numero è forza', che poi andava sempre di pari passo con i riarmi ed altro". "Già il Club di Roma, già De Marchi, già noi quando nel 1967 facemmo l'anno anti-clericale, in una bella pubblicazione di allora sottolineammo come in quel momento stessimo cercando di difendere il Concilio Vaticano II contro Paolo VI che aveva già annunciato che non avrebbe riconosciuto i lavori della Commissione del Concilio dedicata ai problemi della natalità, della demografia e del sesso". Quindi a Pasqua in quell'anno la manifestazione a San Pietro, con cartelli e striscioni in cui si diceva: 'No all'aborto', 'Sì alla pillola', 'Sì al family planning'. "A partire da quello e dal grande confronto in sede ONU organizzato in quegli anni sugli stessi temi - in cui si fu sconfitti dall'ostracismo congiunto dell'impero comunista, di qualche stato militarista del sud America e dall'influenza cattolica ed ortodossa; ed analizzando un po' il comportamento della specie umana - che è una specie animale - ci pareva evidente ci fosse uno scontro. E io dicevo: 'Stiamo assistendo ai terrorizzanti colpi di coda di vecchie posizioni conservatrici che appunto si basavano, sul piano sessuale, su assunti come 'il sesso è sporco' oppure 'il sesso deve servire a qualcosa''. "Tutto quello che oggi accade - anche la crisi della giustizia, della legge dello Stato - è determinato da questo cambiamento enorme di una specie umana che è passata, in pochissimo tempo, da due miliardi di persone a sette miliardi". La politica di alcuni regimi totalitari comunisti e la proposta radicale di un 'rientro dolce'. Le guerre, le malattie e la fame che conseguono sono eventi "antropologici, cioè a dimensioni non riferibili innanzitutto all'una o all'altra cultura politica o via dicendo. Perché anche nei paesi democratici quella parte totalizzante del passato si manifesta di più, con maggiore libertà. Tanto è vero che i parlamenti oggi scomunicati nel fondo sono tutti parlamenti democratici; sono quelli che legalizzano l'aborto, cioè lo disciplinano, cioè lo sconfiggono. In questa visione totalizzante ci rientra anche il proibizionismo". I radicali sono 'antropologicamente diversi'? "In fondo è vero che esiste una specie animale, tanto più che siamo sempre più attenti a trovare, anche in altre specie animali, degli aspetti che si ritenevano monopolio della nostra specie. Così come si pensa all'esistenza della vita su altri pianeti. Qui mi pare chiaro che c'è, nel mondo, questa questione della sovrappopolazione". "Mi sento di dire che c'è questa parte dell'umanità che oggi sembra drammaticamente e tragicamente volta a difenderci contro una determinata evoluzione". "Insomma antropologicamente diversi no. Credo che la specie umana sia fatta di miliardi di persone, ciascuna individualmente differente, forse anche nel caso - in futuro - potessero nascere dei cloni, vista pure l'influenza ambientale". "Il problema diventa quanto queste aggregazioni che avvengono, magari dovute in parte anche a fattori risalenti al DNA". "I radicali potrebbero anche essere, nell'ambito dell'antropologia umana, quelli che tra di loro sono i più diversi". "Uno come me che non sa nemmeno azzardare stime sull'incidenza di ereditarietà, genetica, l'unica cosa che dico è che" possa rilevare il fatto di appartenere "ad una corrente di pensiero, ad una corrente umana, che ha fatto della diversità e della complessità una ricchezza - a partire dai Lumi che illuminano diversità ed altro". In definitiva una possibile interpretazione, non esclusiva, del mondo contemporaneo: "Oggi, in tutti gli scontri che vediamo, ci sono due modi in cui la specie reagisce e si confronta con i problemi posti proprio dalla sua moltiplicazione". Poi, facendo riferimento al Papa, Pannella conclude: "Ritengo che quel Capo di Stato che è andato al Quirinale, Dio lo protegga!". "Per loro il Concilio Vaticano II è causa dei turbamenti della chiesa e non l'antidoto. Non riconosce la sua impotenza ma sempre più crede che la sua forza debba divenire potere".
    17:56 Durata: 29 min 6 sec
  • Il Bar Camp, una iniziativa riuscita, vista pure la partecipazione all'evento di molti altri oltre ai radicali 'col timbro'.

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il Bar Camp: Pannella e la partecipazione durante il primo giorno. "Non ho visto di faccia i partecipanti, quelli off-line diciamo. Mi dicevano che su 100 e più persone al momento della conclusione, i radicali 'col timbro' erano forse solo un terzo od un quarto". A maggior ragione una iniziativa riuscita.
    18:25 Durata: 3 min 29 sec
  • Le decine di parlamentari che "partecipano anche alla forma nonviolenta della nostra iniziativa" per la legalità del Parlamento sono "puniti dalla stampa", come già successo in passato.

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La solidarietà di cittadini e parlamentari per l'iniziativa di Pannella. "Almeno 40 parlamentari partecipano anche alla forma nonviolenta della nostra iniziativa". "Ma naturalmente su questo la stampa ha punito" quanti sono con i radicali in questo momento, "come successe 13 anni - in modo particolarmente bello - nella fase più dura della nostra iniziativa politica del tempo, con Stanzani, Vigevano e Strik Lievers in sciopero della fame". "Quello che è importante è condividere davvero l'urgenza, l'importanza ed il valore dell'obiettivo che ci siamo dati". "A tutti gli ascoltatori - anche quelli importanti - diciamo che non sono esclusi dai nostri pensieri, ma anzi battano un colpo".
    18:28 Durata: 5 min 53 sec
  • Il PD e la battaglia per la legalità del Parlamento? Sono impegnati nel solito baratto e poi vogliono arrivare al 25 ottobre per la 'grande manifestazione' con più conflitti possibili aperti

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    I rapporti con il PD e la battaglia per la legalità del Parlamento: "Da barattieri come sono, probabilmente il loro discorso è: a gennaio scade un altro giudice che però dovrà essere scelto dal Presidente della Repubblica che, nel loro ragionamento, non potrà non essere sensibile all'equità. Quindi se oggi è Pecorella, allora domani sarà Violante". "L'altra cosa che è stata detta è: 'dobbiamo arrivare fino al 25 ottobre per la grande manifestazione, con tutti questi conflitti'. E' roba un po' misera". A proposito di cose misere: "Nelle notti scorse ho visto un Matrix in cui c'erano Maroni e Bassolino. Devo dire che, in tutto lo svolgimento, Bassolino mi ha fatto pena. E non in senso cattivo. Le espressioni di Bassolino erano espressioni che mi riguardavano quelle di certi cani; il modo in cui guardava Maroni che era oggettivamente trionfante. E poi gli interventi erano proprio da Partito Democratico". Le dichiarazioni sulla guerra civile di Maroni e l'uso disinvolto dell'esercito da parte del Governo. "Una questione di analfabetismo di ritorno". La differenza tra "il liberale non dogmatico" che può decidere di far ricorso all'esercito e chi lo fa senza nemmeno la coscienza di farlo
    18:34 Durata: 9 min 42 sec
  • Primarie giovani: "Basterebbe che un coraggioso direttore di giornale si divertisse a fare un po' di propaganda a queste elezioni dei giovani del PD e potremmo avere delle sorprese divertenti. E serie". Avessimo avuto più tempo, "forse sarebbe bastato riuscire ad informare i licei italiani e sono certo che Giulia Innocenzi avrebbe vinto"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Le primarie giovanili. "Questa candidata, ora che ha raccolto miracolosamente le firme e tutto quanto, ha scoperto che la famosa clausola che avrebbe impedito a lei - che non aveva votato né l'Ulivo né il PD - di essere candidata, ha accertato che quella clausola era scomparsa dallo Statuto. Ma come fa a scomparire una clausola?". "Basterebbe che due o tre...ma non ci sono più persone come Sechi o come Sabato che da soli hanno determinato degli eventi della storia italiana". "Basterebbe che un coraggioso direttore di giornale si divertisse a fare un po' di propaganda a queste elezioni dei giovani del PD e potremmo avere delle sorprese divertenti. E serie. Ma siccome in Italia cose che siano allo stesso tempo serie e divertenti non sono così frequenti". Avessimo avuto più tempo, "forse sarebbe bastato riuscire ad informare i licei italiani e sono certo che Giulia Innocenzi avrebbe vinto"
    18:44 Durata: 2 min 51 sec
  • Legalità del Parlamento: "Già posso salutare una crescita. Fino ad oggi era la mia iniziativa. Oggi è una iniziativa della galassia radicale, pur impegnata nella preparazione del Congresso e nella battaglia per la riforma dell'anagrafe degli eletti"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "Il professor Santini mi ha informato che c'è una cosa che le preoccupa un po' perché una delle voci delle analisi non è soddisfacente. Però è indubbio che avendo fissato a mercoledì l'incontro dei Presidenti dei gruppi per cercare di trovare l'accordo, allora qualche altro giorno ci vorrà". "Io voglio rischiare la vita e non la morte". "Il corpo mi dà a volte delle buone sorprese, ma è escluso che possa proseguire (con lo sciopero della sete, ndR) fino a venerdì". "Già oggi comunque posso salutare questa crescita. Fino ad oggi era la mia iniziativa. Oggi è una iniziativa della galassia radicale, pur impegnata nella preparazione del Congresso e nella battaglia per l'anagrafe degli eletti". "Non sono sorpreso ma constato felicemente l'adesione di Alemanno" all'iniziativa dell'anagrafe grazie al Bar Camp. Il Secolo d'Italia ed il ragionamento di Landolfi. "Ci fu una volta un presidente della Commissione di vigilanza che disse che era in corso in Italia un genocidio culturale dei radicali in Italia, ed era Storace". "Per questo spero mi sia possibile rientrare in uno sciopero della fame prima di troppi rischi, perché questa iniziativa radicale deve crescere. Vorrei mandare da qui un saluto ed un ringraziamento ad un tuo collega, a Federico Orlando, che davvero è una presenza liberale e montanelliana che continua ad esserci. E devo sottolineare che Stefano Menechini, quando si vede la categoria dei direttori, consola un po'"
    18:47 Durata: 6 min 28 sec
  • Conclusioni. L'intervento di Scaroni (ad dell'ENI) a Capri e gli appuntamenti della settimana.

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Gli appuntamenti della settimana. "Martedì vorrei partire per Bruxelles dove è in corso una mini-sessione". "Grazie a Radio Radicale ho sentito l'intervento di Scaroni, Presidente dell'ENI, a Capri. Io, confesso, non lo conosco. Sono troppo piccolo. Devo dire, chapeau per la qualità del suo intervento. Credo fosse letto, ma comunque chapeau anche sul piano della costruzione dell'intervento: dopo una prima parte suggestiva con riferimenti al giovane Alessandro Magno, poi all'inizio di Luxottica, ha poi dato i dati complessivi della dipendenza dell'Europa fra Algeria, Norvegia e Russia in termini di gas. E poi ha detto come ci sono nove stati dell'UE al 100% dipendenti dal gas. E' venuta fuori anche la considerazione che pure durante la Guerra Fredda la Russia ha minacciato e fatto, come oggi, ma poi chi ha il gas ha bisogno di chi lo compra e quindi ha continuato ad avere finora una prudenza di fondo. Le mie felicitazioni a questo leader dell'ENI. Ragioniamo in modo diverso, ma ci fossero più spesso degli industriali della Confindustria così, che permettessero all'università popolare che è Radio Radicale di trasmettere questa qualità di contributi". In settimana una conferenza stampa con Mario Lana su aggiornamenti sulla vicenda di Tarek Aziz. Poi martedì prossimo l'invito a Salemi da parte di Sgarbi e Toscani, per discutere di legge Basaglia. "Spero sia chiaro a tutti che tutti coloro che ci ascoltano e che appartengono al ceto dirigente sappiano che io con molta determinazione chiedo may-day, aiuto, non con trepidazione psicologica, ma forse intellettuale e politica sì. Ringrazio il Presidente; sono felice di avere un Presidente su cui dissento su molte cose, ma che stimo molto e gli dico che non mollerò questa battaglia che lui apprezzi ed ha voluto apprezzare ufficialmente"
    18:53 Durata: 9 min 58 sec