07 OTT 2008
intervista

Scuola. Appello Gilda al Ministro: assicuri condizioni di lavoro decenti alle insegnanti, siamo professionisti non impiegati. Non si contrapponga miseria culturale a miseria retributiva

SERVIZIO | di Emiliano Silvestri - Milano - 11:58 Durata: 20 min 50 sec
Scheda a cura di Delfina Steri
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Servizio realizzato a margine del convegno nazionale "Tra passato e futuro: Quali principi etici per la professione docente?", organizzato dalla Gilda in occasione della giornata mondiale degli insegnanti (Milano, 6 ottobre 2008).

Il coordinatore nazionale Di Meglio: Ministro Gelmini, l'insegnamento è una professione non un lavoro impiegatizio; assicuri condizioni di lavoro decenti alle insegnanti.

Non si contrapponga miseria culturale a miseria retributiva.

Carla Xodo e Elio Damiano illustrano i motivi che richiedono la redazione di una "carta etica": l'insegnamento è una professione che va
valutata sul processo piuttosto che sul prodotto.

Vanno cambiati i criteri adottati dalle indagini internazionali.

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  • Rino Di Meglio

    Coordinatore nazionale Gilda degli insegnanti

    Un convegno per ricordare che l'insegnamento è una professione e non un lavoro impiegatizio, una professione nella quale si mettono in campo principi etici e la cui qualità è difficile da valutare; la Gilda è associazione professionale cresciuta in questi anni (43.000 iscritti) ma gli insegnanti sono ancora avvolti dalle catene del pubblico impiego. La Gilda è anche sindacato; non entra nello scontro ideologico tra sostenitori e detrattori del modulo. Importanti sono le condizioni pratiche di lavoro delle maestre. Appello al Ministro affinché decida e assicuri condizioni decenti di lavoro alle insegnanti. (Difficile lavorare bene in una pluriclasse). Quale cultura si vuole venga trasmessa? Valutazione: non ci sono criteri stabiliti seriamente. Meritocrazia: non mettiamo in campo la miseria culturale da una parte e la miseria retributiva dall'altra.
    11:58 Durata: 6 min 10 sec
  • Carla Xodo

    Ordinaria di pedagogia generale presso l'università di Padova

    Per la professione docente sono necessari principi etici su cui realizzare e sviluppare la professione dell'educare. Una riscoperta dopo un periodo di cultura esclusivamente tecnico-tecnologica. La conquista della magistralità da parte di chi è consapevole di testimoniare valori attraverso il suo lavoro. Divenire maestri, conquistarsi la fiducia di ogni studente; essere riconosciuto come adulto significativo che sa testimoniare la verità ed é umile e coerente nei suoi comportamenti. Umiltà é consapevolezza del limite, consente di imparare dall'altro; anche dallo studente. Principi etici per favorire la professionalizzazione dell'insegnante, per consentirgli di liberarsi dal ruolo di impiegato dello Stato. Meritocrazia e criteri di valutazione: ci sono approcci culturali diversi; l'influenza del comportamentismo (che ritiene si possa valutare tutto). In una professione come quella dell'educatore utile centrare l'attenzione sul processo piuttosto che sul prodotto.
    12:04 Durata: 7 min 24 sec
  • Elio Damiano

    Gli insegnanti praticano un ethos professionale: da quell'etica pratica si può ricavare un'etica "degli" e non "per" insegnanti. L'insegnamento è relazione asimmetrica - di potere - del tutto particolare. E' azione morale nella quale l'insegnante deve progressivamente ridurre il suo potere; rendere l'alunno indipendente e sé stesso inutile. Questo esige una competenza etica. Meglio carta etica, che enunci principi desunti dalla pratica professionale piuttosto che codice deontologico, che elenca comportamenti negativi cui corrispondono sanzioni. Etica ha senso nella prospettiva del riconoscimento del ruolo professionale del docente.
    12:12 Durata: 7 min 16 sec