19 OTT 2008
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 16:02 Durata: 1 ora 50 min
A cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 19 ottobre 2008 , condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (europarlamentare, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 1 ora e 50 minuti.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La fine dello sciopero della sete di Marco Pannella ed il 'prezzo' delle battaglie nonviolente. L'editoriale di Giuseppe Giacovazzo su "La Gazzetta del Mezzogiorno": 'Pannella ha stravinto perché è riuscito a rimettere al primo posto il problema del rispetto istituzionale'. La richiesta di incontro fatta venerdì da Pannella e Bonino al Presidente della Repubblica, al Presidente della Camera ed alle due authority collegate alla questione.
    16:02 Durata: 4 min 18 sec
  • La richiesta di incontro al Presidente della Repubblica. Per dirgli cosa? "Siamo arrivati ad un punto in cui la conoscenza nel Paese del dibattito e anche delle tue posizioni, quelle delle maggioranza assoluta del Parlamento, sono totalmente ignorate". "Quindi ti chiediamo di riceverci per documentarti tutta questa cosa".

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "C'è stata una risposta telefonica ad Emma Bonino, non ufficiale ma ufficiosa. Al Quirinale - che vuol dire tante cose - si trovava che questa lettera non fosse molto ortodossa. E dalla lettera, anche per un errore che non è stato corretto prima della diffusione, pareva si chiedesse un incontro collegiale del Presidente della Repubblica, del Presidente della Camera. E allora ci si è fatto notare pure: 'Perché il Presidente del Senato no?'. Ma quello era un errore della lettera, la sostanza era un'altra. Nel senso che noi, scrivendo 'Egregio Presidente...' intendevamo porre quella lettera a ciascuno di loro, essendo tutti Presidenti. Devo dare atto che domani mattina Catricalà e Calabrò ci riceveranno insieme; trovo che ciò sia molto interessante. Mentre alla Presidenze della Repubblica si è, credo, colta questa espressione sbagliata, ma la lettera - ripeto - era inviata individualmente a tutti i destinatari. Comunque ammetto potesse essere letta come la richiesta che lui convocasse tutti quanti: ma ho l'impressione che cavolate così in genere non le facciamo ed il senso era altro. Era quello di dire: 'Presidente, secondo te, di fronte a questo che secondo te è un 'inderogabile obbligo' - quindi perentorio - di adempiere alle prescrizioni costituzionali da parte del Parlamento, questi lo hanno derogato, lo hanno rimandato, etc'". "Io avevo già accennato al fatto che forse il Presidente un messaggio alle Camere lo avrebbe potuto pure fare. Non ho insistito perché non sta a me indicare i mezzi per...anche perché da 15-18 anni a questa parte è venuta fuori questa cosa della moral suasion come fatto istituzionale, mentre per la Costituzione il Presidente si dovrebbe esprimere solo con i messaggi alle Camere e non in altre forme. Perché nelle altre forme lo fa non sotto la propria responsabilità - che non esiste - ma del Governo. Quindi gli avremmo detto: 'Siamo arrivati ad un punto in cui la conoscenza nel Paese del dibattito e anche delle tue posizioni, quelle delle maggioranza assoluta del Parlamento, sono totalmente ignorate. Nemmeno un momento di dibattito su questo problema. Quindi ti chiediamo di riceverci per documentarti tutta questa cosa'". "Io posso anche dire con franchezza ci possa essere un moto di rifiuto nel Presidente della Repubblica, perché ho ribadito per iscritto che viviamo qualcosa - in questo momento in Italia - che è stato conosciuto solo dall'unico antifascismo liberale antitotalitario. Cioè il massacro contro di loro. La situazione si ripropone e contro la stessa corrente politica. Forse questo è sgradevole ma lo ripeto da 40 anni".
    16:06 Durata: 6 min 10 sec
  • "I profeti disarmati" di Mirella Serri e la storiografia del mondo laico e liberale

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Un nuovo libro su Risorgimento Liberale di Mirella Serri: "Un bellissimo libro su cui avrei delle cose da dire ma non ho fatto in tempo a comprare. In un periodo in cui, nella storiografia del mondo liberale e laico, siamo peggio che a zero". "Come alcuni libri della Colarizi, questo libro su Risorgimento Liberale ho voglia di riprenderlo e discuterlo, anche perché ho la sensazione che l'autrice ad un certo punto affermi che con il '48 questa storia finisce. Una piccola cosa, però: il Mondo esce il 1 gennaio 1949! All'anima di gente morta con il monopolio intellettuale di altri! Tanto che ricorderò sempre che Togliatti di questo si era reso conto ed attaccò ripetutamente, su Rinascita, Carandini e questa continuità della opposizione liberale ed antitotalitaria, antifascista ed anticomunista".
    16:12 Durata: 2 min 16 sec
  • Napolitano compie forse lo stesso errore di Scalfaro alcuni anni fa. "Se a questo punto dobbiamo continuare ad occupare ed altro...allora no! Noi non ci andiamo a suicidare nell'azione politica". "Passiamo alle cose successive: dobbiamo prendere atto dei limiti senza precedenti che il degrado costituzionale, istituzionale e democratico del nostro Paese ci impone".

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "Non vorrei che inavvertitamente il Presidente della Repubblica cadesse in un errore che fu quello di Scalfaro. A quest'ultimo la maggioranza assoluta del Parlamento - ma molto diversa da questa, perché comprendeva da Bossi, Berlusconi alla sinistra - disse: 'è in atto un golpe bianco, fatto cercando di impedire al Paese di conoscere i referendum convocati'. Quindi la maggioranza assoluta dei parlamentari faceva ricorso al Presidente della Repubblica perché intervenisse. La reazione di Scalfaro - ce lo spiegò - fu: 'Io non ho poteri e quindi ho chiamato quelli della RAI per dire 'vedete che dovete fare''. Ma al Presidente si diceva 'i tempi parlamentari non ci consentono di percorrere le vie istituzionali per sollecitare la sua attenzione e sventare questo attentato ai diritti civili e politici del cittadino'. Eppure lui si giustificò in questo modo: 'Non è un documento istituzionale ma documento politico'. Forse il Presidente Napolitano reagisce anche lui in quel modo. Temo di sì perché le storie mutano, si trasformano, ma poi vi è anche l'animus. Ed è chiaro che noi di quella opposizione antifascista ed antitotalitaria, che oggi rilanciamo ed arricchiamo oggi, abbiamo un senso della democrazia e dello Stato di diritto che non appartiene a coloro che hanno pensato altro nel corso della propria storia personale, che pur avendo concettualmente riconosciuto che la loro storia è battuta, lo hanno riconosciuto intellettualmente. L'elemento di DNA politico, di generazioni, non c'è e non si manifesta". In definitiva, sull'atteggiamento del Presidente: "A me dispiace. Ritengo che noi volessimo dirgli: 'Non sottovalutare il fatto che nessuno può negare che nei nostri confronti c'è un comportamento da anni '30'". "Nell'iniziativa nonviolenta c'è anche il fatto di tentare un dialogo con il potere. Quando questa iniziativa nonviolenta è stata condivisa dalla maggioranza assoluta dei parlamentari, in appoggio esplicito alla lettera di quanto dichiarato dal Presidente della Repubblica e di quanto - sia pure in modo diverso - assicurato dal Presidente della Camera, se a questo punto dobbiamo continuare ad occupare ed altro...allora no! Noi non ci andiamo a suicidare nell'azione politica. Perché questo significava avere 8 parlamentari che dormivano in quelle condizioni; tutti febbricitanti; io che ero all'ottavo giorno di sciopero della sete: noi abbiamo offerto questo contributo, che resterà". "Passiamo alle cose successive: dobbiamo prendere atto dei limiti senza precedenti che il degrado costituzionale, istituzionale e democratico del nostro Paese ci impone".
    16:14 Durata: 12 min 58 sec
  • In 24 ore una "vicenda indecente su Pio XII"; "il potere mondano, cinico, del Vaticano, è costretto a mettere all'opera il suo potere per falsificare le realtà". "Come per anni non abbiamo lasciato il monopolio del termine 'compagno' a chi assassinava i compagni o il termine 'partito' a chi è partitocrazia non democratica, ora dico che 'credente' è chi crede in qualcosa e non chi il Papa definisce come tale".

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L'articolo di Vito Mancuso sul Foglio della domenica. "Cita anche lui i protestanti, Lutero, Kant, in polemica con alcune interpretazioni del Vaticano di oggi". La "vicenda indecente su Pio XII. In 24 ore abbiamo avuto un ecclesiastico autorevole che ha detto che il Papa non sarebbe andato in Israele fino a che non fosse stata corretta la lapide sul suo predecessore. Contemporaneamente veniva fuori la pubblicazione di atti desecretati dal Foreign Office e del Dipartimento di Stato americano proprio sull'anno delle Fosse Ardeatine, nei quali si diceva da parte di un diplomatico inglese: 'Ho parlato due giorni dopo i fatti del Ghetto e dei mille rastrellati; il Papa mi ha parlato bene dei tedeschi, etc.'. Scandaloso. Allora in 8 ore è venuta fuori una dichiarazione del portavoce ufficiale che ha detto che il Papa non si è mai sognato di mettere come condizione per una sua visita la rimozione di quella lapide, come invece era stato detto proprio dall'incaricato alla beatificazione di Pio XII. Poi durante la notte è venuta fuori una dichiarazione del diplomatico inglese, secondo cui ci potrebbe essere stato un errore di data. Forse erano 'due giorni prima' e non 'dopo'. Il potere mondano, cinico del Vaticano, costantemente è costretto a mettere all'opera il suo potere per falsificare le realtà". "A questo punto vorrei semplicemente citare Vito Mancuso che tra le altre cose interessantissime cita Kant, uno dei nomi che avevamo scelto per la nostra riunione di Bruxelles: 'L'Illuminismo è l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l'incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza. È questo il motto dell'Illuminismo'. Siccome a me questa storia di quello che dovrebbe essere un 'gigante della teologia moderna' ed invece prende ed attacca Illuminismo, relativismo, mentre invece è un feticista che usa il feticismo per uno scontro di potere, mondano, per interferire su quello che, secondo lui stesso, dovrebbe appartenere a Cesare. Ma nella sua visione cesaro-papista lui è Papa ma allo stesso tempo è re". Le differenze tra le religioni rivelate. "Nell'ebraismo abbiamo dei rabbini che fanno ammazzare Beghin ed altri, ma nell'ebraismo - non avendo una struttura gerarchica - il rabbino non ha l'autorità per proclamare 'la verità di Dio'. Abbiamo dei rabbini estremisti che non rappresentano un beneamato nulla". "Nella struttura della religione rivelata ebraica non c'è struttura dogmatica tale". "Lutero, convocato dall'imperatore perché rinneghi quello che ha detto, dice: 'Se non vengo convinto da testimonianze della Scrittura e da ragioni evidenti, non posso ritrattare. Infatti non credo né all'infallibilità papale, né a quella dei Concili'. L'atteggiamento della religione rivelata dipende dal fatto se questa abbia o meno l'interprete, che quando parla è la religione rivelata". "Anche il buddhismo ha testi molto importanti, ma non sono testi di Dio". L'ottimismo di Pannella: "Quando due o tre anni fa ho iniziato ad insistere su questo, alcuni avranno pensato stessi sulla strada della conversione". L'articolo di Gilberto Corbellini sul Sole 24 Ore e la risposta alle accuse volgari del Papa alla scienza. "Però anche nel suo articolo vige la distinzione: ci sono 'i credenti' e ci sono i 'non credenti', cioè gli scienziati. Io allora dico che io, così come 54 anni fa dissi che la lotta era anche semantica, che con il cavolo che avremmo lasciato il termine 'compagno' a chi assassina i compagni o che con il cavolo avrei lasciato il termine 'partito' a chi vive una partitocrazia non democratica, allo stesso modo dico che 'credente' è chi crede in qualcosa. E rivendico che Ernesto Rossi era un credente". "Altrimenti è credente, cioè 'uno che crede', solo chi è tra quelli che crede secondo il Papa. Contro questo vincerò". "Un monopolio che non è né in cielo né in terra". "Si è credenti a degli ideali. E si vive, si lotta perché gli ideali si affermano. L'ideale vale infinitamente di più delle cose ripetute da autorità". Secondo Giuliano Amato 'il credente ha una marcia in più'. "Una risposta è quella di Croce secondo cui Tommaso Campanella, sicuramente un credente, in realtà 'colui che credeva, onorava il mistero, l'assoluto, era lui e non il cardinale o altri'. Allora ad Amato e agli altri dico: 'credere' è un verbo. Torno a dire che o sono dei vitalisti o sono dei romantici, ma coloro che lottano a favore del principio di libertà - e non di quello d'autorità -, coloro che appartengono alla libertà di coscienza, costoro non hanno una marcia in meno ma semmai in più, se è vero come è vero che ora stiamo assistendo ai colpi di coda dei fondamentalismi religiosi".
    16:27 Durata: 23 min 17 sec
  • La crisi economica e le previsioni di Tremonti: "Secondo Emma Bonino, Tremonti ha sbagliato tutto nelle sue previsioni. Tanto è vero che la finanziaria che lui ha fatto era una finanziaria su un'economia in espansione, tanto che lui stesso ha sbandierato la questione degli straordinari, etc.".

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La crisi economica mondiale e la declinazione di essa, in Italia, come trionfo del Ministro Tremonti e delle sue previsioni. "Era stato annunciato, come riparazione da parte di Gianni Riotta, un dibattito su questo tema tra Tremonti, Marcegaglia, Epifani e Bonino. Emma gli avrebbe raccontato il fatto suo, quando lei ha detto dall'inizio: 'Tremonti ha sbagliato tutto nelle sue previsioni. Tanto è vero che la finanziaria che lui ha fatto era una finanziaria su un'economia in espansione, tanto che lui stesso ha sbandierato la questione degli straordinari, etc'. Emma finalmente può andare, ma si trova Ronchi al posto di Tremonti, Guidi al posto della Marcegaglia ed un altro al posto di Epifani. Sicché pareva che il confronto fosse tra 'i secondi in grado'. Quindi se anche una volta c'è un tentativo di apparente apertura, allora c'è la lesione dell'immagine. Un contesto dignitosissimo ma che non vede lo scontro tra chi dice 'la crisi del mercato' e chi dice 'la crisi nel mercato'". Liberismo ed interventi nel mercato non sono agli antipodi. Il liberista ed antiproibizionista Milton Friedman: "Aveva visto giusto. Una grande parte della degenerazione americana è data proprio dal riflesso intollerante del proibizionismo. Si cita sempre il New Deal ma la frase con la quale Roosevelt esce fuori è: 'Credo sia giunta l'ora nella quale noi Americani ci sediamo a discutere insieme del da farsi attorno ad un bel bicchiere di birra'. Ed era in epoca di pieno proibizionismo".
    16:50 Durata: 7 min 26 sec
  • Ancora vittime civili in Afghanistan. "Chiedo ufficialmente al governo italiano e alle opposizioni di chiedere l'immediato dimissionamento dei generali massimi della NATO lì, perché oggettivamente responsabili". "Se c'è la notizia che l'Occidente e la Nato, di fronte a questi episodi, prendono dei provvedimenti, questa è una notizia che può salvare Karzai".

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "Il problema Afghanistan. Cosa ci sta a fare l'organismo parlamentare della NATO? E cosa ci sta a fare l'Italia? E cosa ci sta a fare il Parlamento italiano? So che i nostri compagni alla Camera e al Senato, e pure al Parlamento Europeo prenderanno qualche iniziativa. Mentre nel mondo c'è un fabbisogno di oppiacei e di materia prima per le terapie antidolore, in Afghanistan si continua a fare quella politica della droga. Per questo noi chiediamo che una parte della coltivazione venga salvata con accordi internazionali". "Ma ora credo ci sia pure un'altra cosa. Ieri per la terza volta in poco tempo la NATO si è sbagliata ed ha ammazzato civili; chiedo ufficialmente al governo italiano e alle opposizioni di chiedere l'immediato dimissionamento dei generali massimi della NATO lì, perché oggettivamente responsabili di questi eventi che continuano. Se c'è la notizia che l'Occidente e la Nato, di fronte a questi episodi, prende dei provvedimenti, questa è una notizia che può salvare Karzai. Altrimenti le popolazioni si continueranno a saldare - anche quelle che non erano talebane - contro la NATO, vedendola anche giustamente come un'altra versione di invasori già conosciuti in passato". "Cosa fa l'Italia? Cosa fa la nostra NATO?". Il militare Colin Powell ed il suo sostegno ad Obama.
    16:58 Durata: 8 min
  • Il Congresso di Radicali Italiani ed il proseguimento possibile della riflessione 'dopo-Chianciano'.

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il Congresso di Radicali italiani. "Intanto una notizia da dare: le agenzie a Chianciano che si occupano delle prenotazioni sono stupite, perché mentre le prime prenotazioni in tutti gli altri congressi che vi sono stati cominciavano ad arrivare 8 giorni prima, questa volta le prenotazioni sono già, a ieri, circa 150. Calcolando poi che in questa occasione saranno invitati e presenti pure molti 'radicali ignoti', non solo italiani". "Personalmente continuo a riflettere se arrivare o no anche al Quarto o Quinto Congresso italiano del Partito Radicale. L'11 e 12 dicembre sicuramente avremo un Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento a Bruxelles". "Il 'dopo-Chianciano' prosegue sempre di più". La parabola di Angius: "rientra nel PD perché, rientrandoci pure il Partito Socialista in qualche modo, ci vuole rientrare prima lui che dopo". "Veramente una miseria, ma subito premiata". Le iniziative di Nencini che "denuncia le discriminazioni di cui 'oggi' i socialisti sarebbero oggetto da parte della RaiTv. Ed in questo hanno la nostra solidarietà, anzi gli diciamo benvenuti, visto che hanno fatto parte dell'altro fronte fino a non troppo tempo fa". "Ieri almeno due ore e mezze date ad Angius, che non è nemmeno parlamentare e fa parte di un comitato creato il giorno prima, per spiegare la sua mossa e fare appello ai socialisti. La strategia è chiara: il massimo del tempo possibile a Berlusconi ed a Veltroni per fare la polemica con lui. Magari per evitare che Lega e IDV continuino a lucrare. Ecco a cosa è ridotto il servizio pubblico".
    17:06 Durata: 6 min 30 sec
  • I rapporti con il PD e la proposta di mobilitazione comune per l'anagrafe degli eletti avanzata a Veltroni.

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    I problemi all'interno del PD ed i rapporti con i radicali. "nel programma, oltre a non avere questo preannuncio di diversità tra noi e loro, c'è il fatto che loro sono per il sistema uninominale francese. Questa settimana però c'è stato un incontro tra una delegazione radicale e Veltroni. E in quell'occasione abbiamo auspicato una grande mobilitazione del PD, con i migliaia di Comuni, per l'anagrafe degli eletti. Questo sarebbe un fatto di estrema importanza. Veltroni ci ha assicurato che questo intende farlo. Bisogna vedere se non si distrae. Ha molto da parlare del 25 ottobre. Ma per ora non ha fatto nessuna dichiarazione. Magari se lunedì viene fuori una dichiarazione televisiva su questo, di mobilitazione comune, questo potrebbe essere un bellissimo annuncio che viene fatto da Veltroni al Congresso". "E' giunto il tempo di rifare - voglio sentire Biondi, Salvi - la lega per l'uninominale. Secca o a due turni. Così come c'è un'altra proposta che è quella di Rino Formica non raccolta dall'area socialista e che è di una riforma non solo elettorale ma istituzionale".
    17:12 Durata: 7 min 5 sec
  • Congresso di Radicali Italiani: "La dirigenza si presenta con qualche titolo, poi se si trovano altre formule lo si vedrà a Congresso. Onestamente non mi pare che il problema principale sia quello di mutare gruppo dirigente". "Si tratterà di discutere molto della realtà specifica di un Paese" e di quello che si può definire "caso democrazia". "Investiremo l'OSCE, la giustizia europea, della situazione italiana".

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Nel congresso ci sarà il tema dei 'radicali storici', poi che altro? "Come sappiamo gli organi dirigenti sono stati eletti per quattro mesi. Mi pare che dal Comitato Nazionale in genere non si sentono critiche di come si sta muovendo questo gruppo. Quindi direi che la dirigenza si presenta con qualche titolo, poi se si trovano altre formule lo si vedrà durante il Congresso. Credo che onestamente non mi pare il problema principale sia quello di mutare gruppo dirigente". "Si tratterà di discutere molto della realtà specifica di un Paese" e di quello che si può definire "caso democrazia". "Come Radicali Italiani e come partito investiremo l'OSCE, la giustizia europea, della situazione italiana. Lo faremo con dei dossier molto importanti e vorrei segnalare che a partire da una riflessione che si è aperta, finalmente c'è un giurista che si sta occupando di queste cose ed è il prof. Puggiotto". Un "caso democrazia" vista pure la situazione dell'Unione Europea. Le proposte riformatrici dei radicali ed il dibattito sul mercato ed il ruolo delle istituzioni. Berlusconi, Confindustria ed i sindacati. Le paginate che i giornali hanno dedicato a Cofferati in settimana. "Cofferati è quello che scatenò - con la Confindustria sostanzialmente neutrale - la guerra contro di noi ed il nostro progetto riformatore, dicendo che 'eravamo contro i diritti umani'. La balla poteva andare bene per due mesi ma non reggeva a lungo. Dopodiché, non essendo riuscito a conquistare la leadership della sinistra, è andato a fare il sindaco di Bologna. E' andato così-così ed ora tutto ad un tratto si deve ricongiungere al figlio a Genova, per rispetto, come se tutti gli altri non rispettassero i propri figli. Trovo che questa cosa sia inaudita e poi che questo 'caso umano' del politico che torna a fare il padre sia l'esordio di Concita De Gregorio come direttrice de l'Unità...è il fatto che in Italia non ci sia un solo editore puro". "Poi ho letto che 'lui non ha rinunciato alla politica, ma che vedrà cosa fare da Genova'. Un avvenimento al livello delle caste italiane".
    17:20 Durata: 21 min 4 sec
  • Conclusioni. L'incontro con Catricalà e Calabrò; la legalità del Parlamento; i 'radicali storici' al Congresso di Radicali Italiani.

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Alcuni appuntamenti della settimana. "Nella mattina di lunedì vedremo Catricalà e Calabrò. Poi a fine mattinata andrò a Strasburgo con Marco Cappato e rientrerò giovedì. Nel frattempo ci sono altre cose, come questa Internazionale Liberale che si riunisce a Stoccolma. Emma ha un tour de force. Credo ci siano molte altre scadenze in questi giorni". La conclusione dell'iniziativa per la legalità del Parlamento: "Ormai gli intransigenti, Di Pietro e Cicchitto, devono aver trovato un modo per accordarsi, perché di fatto il veto contro Orlando è caduto. Adesso continua ad esserci di fatto quello contro Pecorella; noi, Rita Bernardini, abbiamo votato Orlando e Pecorella come annunciato. Non sarebbero sicuramente i nostri candidati ma a noi importa che questa vicenda si chiuda. Adesso abbiamo detto che c'è un candidato per noi naturale come Giuseppe Di Federico, un caposcuola che conosce tutto in termini di diritto e sociologia comparata della magistratura". I radicali storici al Congresso di Radicali Italiani: "La sostanza dei nostri Congressi è una sola; noi siamo rimasti gli ultimi a difendere le iscrizioni, gli iscritti, i partiti, le organizzazioni di partito, gli unici e gli ultimi. Gli altri ora si volgono tutti alle fondazioni; si stanno dislocando conseguentemente alla loro cultura che è intimamente statalista, per cui tutto è finanziamento pubblico, tutto è para-pubblico". "Il dopo-Chianciano è poi oggettivamente rilanciato dalle notizie che abbiamo di tutto quel fronte".
    17:41 Durata: 11 min 23 sec