02 NOV 2008
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 17:45 Durata: 2 ore 7 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 2 novembre 2008 , condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa), Werther Casali (presidente del Comitato Nazionale, Radicali Italiani).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore e 7 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Introduzione

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Si conclude il VII Congresso di Radicali Italiani. Il momento critico delle votazioni, non solo sugli organi statutari ma anche sulla mozione.
    17:45 Durata: 3 min 23 sec
  • Il dibattito sulla mozione generale approvata

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La dichiarazione di voto di Pannella sulla mozione generale ed il problema della elezione del Segretario, dopo che Antonella Casu aveva a più riprese detto di non volersi ricandidare. Una realtà credo autenticamente drammatica che, non smetterò mai di dire, è l’unico antidoto possibile al maturare delle tragedie che si concludono sempre con morti. Anche questo congresso radicale, che grazie a Radio Radicale non è stato solo per i radicali, storici, stoici e ignoti, ha potuto essere ascoltato da centinaia di migliaia di italianofoni. Io ritengo ormai, almeno dal 1967, che questi congressi sono, per coloro che li vivono, qualcosa che resterà nella loro memoria, una memoria fatta di momenti di tale intensità che protraendosi provoca momenti di conato, di rifiuto che sono in ingrediente di un dramma serio. E quei momenti di saturazione fanno parte di queste decine e decine di nostri congressi. Accade ad altri partiti che nei momenti di crisi si svolgano drammi, ma poi in genere si trasformano in tragedie. Poi devono nascere ‘i partiti nuovi’. Io ho definito quella mozione come completa, ottima per molti versi, ma a mio avviso di già inadeguata alla realtà di questo Congresso e di questo momento della storia radicale. Perché? Quella mozione era perfetta allo stato di maturazione di 10 settimane o 10 giorni fa. Vi era una prima parte che ripeteva ciò che si poteva leggere nella nostra lettera gravissima al Presidente della Repubblica, garante della Costituzione, gravissima perché gli si diceva: ‘Siamo consapevoli della fatica quotidiana cui lei si sottopone per essere il Garante, secondo non la Costituzione scritta ma quella vivente’. La mia osservazione è stata: il Congresso è stato praticamente unanime, in apertura, nell’applaudire la relazione di segreteria e le altre, riconoscendo che questi quattro mesi, nati in una condizione apparentemente improvvisata, dovuta al fatto che il matriarcato della precedente dirigenza si è trasferito in Parlamento, allora ho detto che mi pareva giusto dire che la squadra di questi quattro mesi era naturale che fosse confermata per il prossimo anno. Avevo detto a tutti e tre che occorreva preparare il congresso anche a possibili candidati, che indicassero pure la rispettiva squadra, visto che questa che c’è è una squadra. Era possibile che uno avesse delle idee migliori. Allora è il ‘sì’ ad una cosa e non solo il ‘no’ a quella uscente. La cosa che mancava nella mozione era un’altra, e l’ho detto. Certo diligentemente ed intelligentemente c’era nella mozione una presa di coscienza mia che ritenevo essenziale, cioè un obiettivo di questo congresso volto a dichiarare ed operare per la convinzione acquisita che questo regime è tale, che sta implodendo con tutti i rischi che vediamo per i cittadini; nella mozione però c’era una rivendicazione, non un obiettivo. I due "colpi di Stato", quello ad opera della Corte Costituzionale nel 1977 che impedì il referendum sul Concordato ed i codici Rocco nel momento dell’unità nazionale, e poi quello tra 1998 e 2000 per sabotare la candidatura Bonino, anche questa plebiscitata nei sondaggi, alla Presidenza della Repubblica, quando il monopartitismo imperfetto si è subito rinsaldato. La situazione attuale: l’intervento del Presidente della Repubblica su Consulta e Commissione di Vigilanza; il dibattito sull’eutanasia, la cui legalizzazione è voluta dal 70% della gente; stessa percentuale per il divorzio, per l’aborto. Era per la giustizia giusta sul caso Tortora. Un Paese in cui anche Bertinotti dovette prendere atto che i suoi militanti erano per il sistema americano cioè per la proposta radicale. Allora basta, non possiamo continuare a dolerci del fascismo informativo di questo monopartitismo imperfetto. C’è, ma dobbiamo prendere atto che nonostante ci sia da 20 anni, chi c’è d’altri che su tutti i problemi del vissuto, della giustizia, della visione del sentimento di adesione a quella Costituzione repubblicana che non era quella che volevamo noi o che soprattutto volevano Sturzo e Calamandrei sia così in sintonia con la gente? Allora dobbiamo riconoscere che di fronte a tutto ciò, malgrado la non comunicazione e tutto, ci troviamo in una situazione assolutamente privilegiata. Questa mozione doveva essere la mozione che sottolineava come una novità questa nostra presa di coscienza, questo nostro dire: ‘Guardate, in questa situazione implode il sistema-Italia ed implode un ceto dirigente in tutte le sue componenti’. Mi auguravo che l’obiettivo non fosse più solo, o innanzitutto, quello dell’anagrafe degli eletti. Il problema era un altro, era quello di dire che non c’è salvezza possibile nel sistema. La crisi non è nel sistema ma è del sistema italiano. A questo punto dobbiamo prepararci a qualcosa tra il possibile ed il probabile. Se questa cosa non è obiettivo ma solo rivendicazione di questa nostra sintonia che abbiamo con il vissuto del Paese, rischia di divenire un pianto greco
    17:48 Durata: 37 min 39 sec
  • Per la dirigenza, squadra che va bene non si cambia

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Ho aggiunto ed ho detto che nel contesto dell’esito elettorale di questo Congresso, c’è il problema assolutamente di trarre le conseguenze del fatto ‘squadra che va bene, non si cambia’. Perfino con Rita segretaria e gli altri mi incazzavo ufficialmente in passato: ‘Ma Antonella? Antonella che fa?’. Eppure nessuno mi risulta avesse pensato ad Antonella segretaria. Come nessuno aveva pensato alla squadra che avevo proposto e che si è realizzata in un clima di unanimità nuova delle varie componenti. Noi a questo punto dobbiamo prepararci ad essere, come radicali organizzati, il centro di aggregazione di coloro che sperano nella caduta del sistema ed in un sistema al 100% democratico, al 100% nonviolento, al 100% socialista, laico e federalista. I due piani della mozione e della scelta degli organi dirigenti sono strettamente connessi. Il dramma qual era? A me risulta che tutti volevano la conferma della classe dirigente uscente. Ma Antonella ha fatto subito sapere che lei non ci stava. Allora il dramma era fra una persona che diceva di non sentirsela di essere responsabile ed il 98% dei presenti che volevano riconfermare la squadra. Lo l’avevo detto ad Antonella: ‘Allora io propongo a te, visto che sei irremovibile, dimmi quale altra soluzione sarebbe possibile’. Su questo nessuno funzionava. Pannella e la scarsa presenza nell’aula del Congresso. Le altre candidature presentate privatamente a Pannella. Due o tre mi hanno detto di volersi candidare. Tutti e tre hanno avuto non una opinione negativa da parte mia, ma ho detto che si propone una squadra; bisogna farsi carico, se non si conferma quello presente, di proporre un assetto completo. Di fronte a questo, nessuno me l’ha proposto.
    18:26 Durata: 9 min 3 sec
  • Il rapporto tra Radicali Italiani e galassia radicale

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il rapporto tra Radicali Italiani ed il resto della galassia radicale. Le voci sulla proliferazione delle liste. So che mi capiscono prima i non radicali di formazione, la gente, di quanto non accada in una realtà molto più esigente come quella radicale. Se verrà fuori la verità che quando ho proposto qualcosa di nuovo, a quel punto sempre ho dovuto aspettare un anno o altro. La necessità, per i radicali, di 200.000 iscritti sul fronte italiano.
    18:35 Durata: 16 min 53 sec
  • I media ed il Congresso. Realtà e scenari possibili

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L’impatto mediatico del Congresso. Antonella Casu e le sue capacità di crescita. Se Antonella avesse mollato le sue funzioni, a questo punto, ho pensato, ‘sarà chiaro che non solo non voto la mozione mentre tutti la approvano’; poi si sarebbe potuto dire: ‘sono eletti A, B e C ma Pannella voleva quegli altri’. L’iscrizione di Federico Orlando e la mancanza di grandi direttori che imprimono, in più o meno patente contraddizione con la proprietà, delle svolte.
    18:51 Durata: 4 min 51 sec
  • I rapporti con il PD. Le elezioni europee e lo stato dell’UE

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    I media sui rapporti tra radicali e PD. Il discorso di Emma Bonino. Le elezioni europee? Vedremo, anche perché forse Veltroni ha idea di ciò che succederà dopodomani? La proposta di legge elettorale, Berlusconi e Veltroni. Io l’ho detto: ‘Voi non vi molleremo’. Abbiamo presentato liste con il nome ‘Partito Democratico’, lo abbiamo proposto come nome quando invece Achille Occhetto decise di chiamare PDS. L’intervento di Del Bue ed i rapporti con il PSI. Peggio per questa Europa se, per la prima volta dal 1979, non ci saranno radicali nel Parlamento. Lo dico senza arroganza. Lo stato dell’Unione Europea.
    18:56 Durata: 16 min 33 sec
  • I risultati delle votazioni per la Segreteria ed il Comitato

    Werther Casali

    presidente del Comitato Nazionale (Radicali Italiani)

    I voti per le cariche di Segretario, Presidente e Tesoriere: Antonella Casu Segretaria Nazionale con 181 voti, Michele De Lucia Tesoriere con 166 voti e Bruno Mellano Presidente con 181 voti. I risultati delle elezioni per il Comitato. Lista R/Esistenza Radicale, 68 voti e 19 eletti; Democrazia diretta, ambiente, energia, territorio, 60 voti e 17 eletti; Lista Conoscere Per Deliberare - R/esistenza per la libera/azione radicale, 55 voti e 16 eletti; Lista Punto G, 28 voti e 8 eletti.
    19:13 Durata: 2 min 58 sec
  • La vicenda ed il significato delle liste nel Congresso

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Secondo Massimo Bordin, se si sommano i voti alle quattro liste, il totale è 211. Ci sono circa una trentina di voti di scarto che le liste recuperano rispetto ai candidati alla segreteria. Pannella: Io ho votato la ‘lista Bandinelli’. Anche perché stamattina, dopo questa notte di coltelli e temperini, Antonella mi ha raccontato con dispiacere che lei non sapeva nulla e che c’era un responsabile di avere organizzato una lista con lei capolista. E questo responsabile, mi ha detto, ‘ne ha fatte due’, una con me capolista ed un’altra. ‘E io non c’ero’, mi ha detto Antonella. Questo ‘responsabile’ era Michele De Lucia. Devo dirlo, nel senso che si dimostra la fragilità delle impressioni. Perché la lista Casu, Mellano è chiaramente la lista della segreteria e non della segretaria. Tranne De Lucia che si è messo nell’altra e lui è responsabile per aver scelto questo modo, mi pare evidente, per sostenere le varie colorazioni possibili della legge elettorale, cioè quella di garantire alla squadra la presentazione più forte. A mio avviso, voglio sfidare a trovare differenze ‘politiche’ fra le quattro liste. Mi pare si sia risposto più a logiche di gestione interna del Congresso. Si conferma un ottimo congresso. Quello che avevo un po' concepito e proposto come team di segretario, tesoriere e presidente è confermato per il prossimo anno. La composizione degli eletti non mi sembra avere la possibilità di letture politiche rispetto all’esterno.
    19:16 Durata: 13 min 9 sec
  • I temi toccati al Congresso e le articolazioni dell’iniziativa radicale

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il Foglio ed il trattamento del Congresso. Voglio sottolineare una cosa: l’ultimo intervento di Giuliano Ferrara su Panorama mi pare dire: ‘se io volessi morire me lo si lasci fare’. Detta da lui, vuol dire che forse capisce che portare a qualcuno che sta nelle condizioni di Eluana il pane ed il vino, a livello simbolico, era un po’ atroce. Sono contento: questo dimostra che in Giuliano comincia a farsi strada la ennesima delusione, dopo quelle che ha superato per il mondo comunista, quella per Bettino e quella per Silvio e, ultima, quella per Ratzinger. La pagina del Foglio su darwinismo e chiesa cattolica di Vito Mancuso. L’editoriale del Sole 24 Ore sul debito pubblico. Sul tema è stata votata una mozione particolare su un’anagrafe del debito pubblico, cioè di chi lo detiene. La situazione sarà ultra cambiata rispetto agli anni ’90 quando chiedevo questa cosa. Sarà tutto all’estero, con sigle estere, ma poi qualche italiano ci può entrare. L’apporto di Capone a partire dai temi economici: Sono lieto che Capone oggi anche chiarissimamente da parte del Congresso va salutato come una relativa novità di Radicali Italiani.
    19:29 Durata: 7 min 28 sec
  • Noi radicali siamo un’alternativa possibile all’indomani della possibile implosione del sistema Italia e della sua classe dirigente

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    A me sembra che la squadra dirigente sia tanto forte in uscita, da non avere di fatto lasciato spazi agibili per altre candidature connotanti come integrabili, non sostituenti, le delibere e le prospettive di Radicali Italiani. Poi questa squadra avrà a che fare con il Comitato e vi dovrà dialogare. Noi siamo un’alternativa possibile dopo l’implosione del sistema Italia della sua classe dirigente e allora questo potrebbe significare che tanti compagni del dopo-Chianciano, e non solo loro, potrebbero avviare una riflessione. Io personalmente credo che abbiamo ormai una straordinaria completezza di risposte di politica internazionale rispetto a qualsiasi altra formazione politica italiana ed europea. Gli appuntamenti della settimana che si apre. Un incontro a Roma, per me molto importante, sulla linea della maturazione delle principali indicazioni del Manifesto dalla Sinagoga di Firenze. Poi è bene che sia alla portata di Antonella, Mellano e Michele. L’intervento di Massimo Bordin al Congresso; secondo Pannella: "Credo che il tuo intervento, insieme a quello di Angiolo (Bandinelli, ndr), non solo è stato il più ricco nella interpretazione del mio precedente intervento, ma dimostra anche che le tue qualità da radicale sono per me un elemento prezioso".
    19:36 Durata: 9 min 44 sec
  • Le elezioni USA e l’iniziativa transnazionale del Partito Radicale Nonviolento

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Spero che con questo Biden, un po’ scomparso ma che potrebbe divenire vice Presidente, che ha convinzioni anche mie, a questo punto si porrà il problema della non-democrazia americana. Anche in termini internazionali, pensando all’Aja a dintorni. Io ritengo che Bush debba essere giudicato e, per le prove che io posso avere, condannato per le responsabilità che condivide con il più grande stato democratico-liberale del mondo. L’atteggiamento della Nato in Afghanistan e le sue "mancanze suicide ed omicide".
    19:46 Durata: 5 min 43 sec