09 NOV 2008
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 17:08 Durata: 1 ora 50 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
Player
Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 9 novembre 2008 , condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (europarlamentare, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa), Marco Pannella (europarlamentare).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 50 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    L'intervento di Marco Pannella al Congresso de La Destra di sabato
    17:08 Durata: 1 min 18 sec
  • Al congresso de La Destra "i presunti o veri fascisti, con i quali da 60 anni il regime post-fascista ha una delle sue numerose manifestazioni fasciste che abbiamo sempre denunciato e combattuto". Teodori, Buontempo e Orlando: contrapposte interpretazioni della storia radicale

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "Io ritengo che non pochi di loro ad un certo punto scopriranno che ho ragione nel dire che loro, nel loro 'pantheon', devono mettere i martiri dell'antifascismo. L'ho detto in quel congresso dell'MSI cui partecipai, lo dissi alla nascita di AN e l'ho ripetuto ieri. Su questo non ho visto volti colti da profonda sorpresa ma anzi da riflessione che va avanti". "Con questi della estrema destra, che non sono necessariamente tutti estremisti", "al loro interno vi sarà anche chi" riconoscerà, "quando glielo si ricorda, che in Italia la destra è stata destra storica. Il fascismo non è stata 'la destra'. E la destra storica è intransigentemente antitotalitaria, antifondamentalista ed una serie di altre cose". Loro sono "i presunti o veri fascisti, con i quali da 60 anni il regime post-fascista ha una delle sue numerose manifestazioni fasciste che abbiamo sempre denunciato e combattuto". Al proposito, Pannella ricorda pure la chiave di lettura utilizzata da Teodori e la sua tesi: "in fondo il mondo laico è stato sconfitto dagli altri e non è riuscito a manifestarsi etc.". "Sono d'accordo con Federico Orlando che gli ha risposto, e per la verità lo stesso Buontempo l'ha detto: 'la storia radicale è la storia delle grandi conquiste civili del nostro Paese'. Il problema è che per Teodori 'laicismo' è forse ormai sinonimo di massoneria. Nel senso che è vero che la massoneria negli ultimi 30-40 anni grandi battaglie laiche non le ha nemmeno tentate". "Semmai in Teodori ci deve essere una confusione tra la storia massonica che il 20 settembre scorso abbiamo evocato da Londra come il grande merito dei Risorgimenti europei e quella storia di una massoneria di oggi di cui invece si sa fin troppo cosa non ha fatto". Le parole di Buontempo e la lettura contrapposta rispetto a Teodori: "'Più che i grandi partiti, coloro che hanno determinato le conquiste civili di questo nostro Paese sono stati i Radicali con la 'r' maiuscola'. Una lettura della storia completamente diversa" rispetto a quella di Teodori. "Sarà utile continuare a rifletterci, perché con questa storia che i radicali non sarebbero stati nulla se non per il fatto di essere stati divorati dall'ego di Pannella, si rischia di smobilitare anche la grande funzione e le grandi ambizioni attuali di noi radicali". "Questo Congresso (de La Destra, n.d.R.) si è potuto sentire grazie a Radio Radicale che gli ha dedicato uno spazio non consueto, non presso di noi - si intende - ma secondo i canoni della politica e dei media italiani; tutti hanno sentito le relazioni e le repliche di Storace, gli interventi di Buontempo. Io ho l'impressione che questa nostra tradizione di dare i documenti e non l'interpretazione dei documenti, non credo faccia aumentare la potenzialità di crescita de La Destra, nel momento in cui è meglio conosciuta grazie a Radio Radicale. Perché i contenuti del discorso di Buontempo, pur suggestivo per la sua personalità, sono assolutamente superatissimi, non sono tali da poter costituire una risposta alle attualità della storia italiana ed europea ed anche all'attualità della 'gente di destra'". L'accoglienza "cordiale e spesso affettuosa" dei congressisti nei confronti di Pannella
    17:09 Durata: 9 min 42 sec
  • L'intervento di Pannella al Convegno a Parigi degli amici di Israele: 'Mi permetto di dire che io qui parlo a nome del popolo israeliano e voi tutti parlate a nome del popolo israeliano come per esempio il governo italiano ed altri parlano a nome del loro popolo'. La prospettiva dell'adesione di Israele all'UE e "l'impazzimento" della classe dirigente israeliana ed europea

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Convegno a Parigi su Israele e Medio Oriente, organizzato da "una neonata associazione dalle grandi ambizioni, l'associazione internazionale 'amici di Israele'. C'erano infatti almeno 50 parlamentari di area europea soprattutto ma non solo. Una parte del suo successo di attenzione era dovuta al fatto che erano assicurate le conclusioni da parte di Sarkozy e Shimon Peres. Questo ha trainato ma 'sfortuna' ha voluto - diciamo così - che non ci fosse Sarkozy, non ci fosse il Ministro degli Esteri, non ci fosse il sottosegretario addetto agli affari del Medio Oriente e quindi un direttore di un Ministero ha portato i saluti del Presidente francese, mentre Shimon Peres ha mandato una lettera". La presenza invece dell'ex Presidente rumeno, Iliescu; l'incontro con Pannella nella seconda metà degli anni '50. "Quello che manifestamente è prevalso è stata la difesa della linea attuale di Israele. Una difesa un po' meccanica, come se ci si trovasse in quella sede ad un congresso di 'nemici di Israele' e quindi si dovesse difendere Israele. Quindi non c'era un vero dibattito. Sono riuscito ad intervenire cinque minuti ed ho esordito dicendo: 'Mi permetto di dire, follia a parte, che io qui parlo a nome del popolo israeliano e voi tutti parlate a nome del popolo israeliano come per esempio il governo italiano ed altri parlano a nome del loro popolo'. Essendo democrazie è giusto che dicano questo, ma poi ho ricordato i sondaggi del 2001 con l'80% dei cittadini israeliani a favore dell'ingresso nell'UE e poi la conferma del 2007". La simpatia diffusa per McCain piuttosto che per Obama in quella sede ed il fatto che invece l'80% degli ebrei americani sembra aver votato per Obama. "La classe dirigente israeliana sembra invece far parte dell'impazzimento che sta vedendo l'Europa andare come sta andando". Le critiche al piano di Sarkozy per una Unione Mediterranea basata sulla partnership e non sulla membership. Le reazioni all'intervento di Pannella: "da una parte, minima, reazioni di stizza. Ma la maggior parte non sapeva nulla della nostra posizione che quindi è stata ascoltata con sorpresa", non era conosciuta. Per Israele, come per l'Italia, i radicali possono rivendicare di parlare a nome dei rispettivi popoli. Questo in fondo il punto toccato da Pannella già a Chianciano: "Venti anni di fascismo, sessanta anni di questi, basta. Occorre prepararsi e rivendicare la successione - anche politica - ed alternativa che noi radicali abbiamo il diritto, il dovere e la possibilità di costituire"
    17:19 Durata: 14 min 59 sec
  • "La realtà a Bruxelles diviene sempre più grave. Questa idea della Unione Mediterranea cos'è se non il progetto secondo cui una delle vecchie patrie, con il suo istinto di grandezza, si pone il problema del proprio prestigio, della propria influenza? Così si lavora per distruggere la Patria Europea"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "Quasi da 'zombie', le patrie dell'Europa delle Patrie sono resuscitate e stanno ricreando i drammi della storia. Oggi Guido Rossi lo sottolineava, seppur a partire da altre cose: anche quella base di regole economiche che l'Europa si era data rischia di andare all'aria". "Io dissi subito che l'Europa accettò una eccezione infetta dal virus partitocratico quando accettò l'Italia con il debito al 125% del PIL e senza condizioni tassative per il rientro da lì a qualche anno". "Il debito pubblico è una catastrofe che non va trattata come una catastrofe naturale, ma come la scelta di una partitocrazia che ha messo a sacco il nostro Paese indebitando le generazioni future e per salvare la propria natura antidemocratica". "La realtà a Bruxelles diviene sempre più grave. Questa idea della Unione Mediterranea cos'è se non il progetto secondo cui una delle vecchie patrie, con il suo istinto di grandezza, si pone il problema del suo prestigio, della sua influenza? Così si lavora per distruggere la Patria Europea". Il paragone con le politiche degli imperi che nei confronti dei "non annessi" garantivano una situazione di "partenariato". "L'idea di Sarkozy? Un bel Mediterraneo delle patrie per cristallizzare queste 14-16 patrie separate - questa l'idea di Sarkozy - che così non potranno che avere l'Europa come sole di riferimento". Così si fa più forte il richiamo di Mosca su alcuni paesi dell'Est europeo. "Sempre di più scompare la riserva di stampo costitutivo secondo cui si creava l'Europa della libertà e del diritto, che propagava nel mondo questa sua immagine e missione". "Nello schema di Sarkozy i direttori generali avrebbero tutte le responsabilità politiche che gli sono delegate dai ministri che si riuniscono un paio di volte l'anno. Partnership significa gestione tecnica delle burocrazie". I contraccolpi in Turchia, Algeria e nella zona del Kurdistan. "La nostra linea è quella della membership. Di una prospettiva che includa". "Allo stesso la partneship e non la membership di Israele sono alla base della deriva attuale in Israele"
    17:33 Durata: 10 min 55 sec
  • Alle ore 17,45 a causa di problemi tecnici si interrompe la registrazione per alcuni minuti

  • L'elezione di Obama e la situazione mediorientale. La mancanza di un dibattito sulla politica internazionale nella sinistra di Vendola e Fava e in quell'area

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "È stata una sorpresa. Avevo letto che la tendenza degli ebrei americani era una tendenza 'bushiana'. Così come per gli ispanici si diceva lo stesso. Invece l'80% degli ebrei avrebbe votato Obama". Il programma con Fiamma Nirenstein su Radio Radicale: lo scambio tra Bordin e Pannella. L'iniziativa radicale sulla guerra in Iraq ed il conflitto mediorientale. Il ruolo di Bush. ***PROBLEMA AUDIO-VIDEO*** "La necessità di un'indagine su questi documenti, che sono anche documenti ufficiali, sia del Foreign Office che della diplomazia spagnola ed italiana: se non c'è questo, si rinuncia ad una grande arma di attrazione di massa, si rinuncia a ristabilire l'immagine della funzione e della missione americana e della democrazia politica e liberale". Su questo Pannella ricorda l'appuntamento del Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento di dicembre, "anche per creare una maggiore forza e simbiosi tra tutte quelle resistenze anti-dittatoriali che sono dei nostri compagni". "Sono curioso di sapere se Fava, Vendola e Bertinotti - che stanno creando una nuova cosa, 'la scissione per fare l'unità' - se da loro esista, anche lontanamente, una discussione anche sulla politica internazionale". "Se esiste, non c'è novità nelle loro analisi. Non è un dibattito costitutivo di una forza politica".
    17:44 Durata: 19 min 48 sec
  • L'elezione di Obama ed una necessaria riflessione su 50 anni di guerra alla droga. La proposta di politica transnazionale dei radicali

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    I riverberi in Italia dell'elezione di Obama. "Io ritengo che l'insofferenza sia una prova di debolezza. Ma di fronte a quello che fa la battuta di cattivo gusto, allora per tre giorni 'insulti all'Italia'; si gettano come affamati su un osso sporco. Poi 'Obama è mio', 'tre anni fa lo avevo visto io', 'ecco la foto'...su questo, basta". "Il compito di Obama è un compito di estrema difficoltà, ma Obama è un prodotto di questi decenni di realtà americana". "Le difficoltà di Obama vanno confrontate con questo Paese. È chiaro che rischiano d'ammazzarlo, questo lo sappiamo. È nella storia americana. Ma penso che l'emergenza di questo pericolo, la politica cossighiana delle emergenze, lì non si afferma. Io penso piuttosto che invece inizierà la riflessione - che non contraddistingue Obama - su 50 anni di guerra alla droga. Comincerà la riflessione per i rapporti con l'America Latina, per i rapporti con l'Afghanistan". Il ritardo nella telefonata a Berlusconi non è casuale. Perché? "Il dossier che noi abbiamo preparato sulla guerra in Iraq forse non si conosceva come dossier, ma come convinzione è presente da tempo. La funzione di Roma, non di Aznar, con Gheddafi e per ottenere lo scoppio della guerra, mentre il Parlamento italiano - unico al mondo - aveva dato mandato al governo di operare per l'esilio di Saddam". A fronte di questo 'pieno di politica' transnazionale e non solo da parte dei radicali, Pannella lancia un appello a uomini di destra, come pure a quella sinistra che si è resa conto che è necessario fare qualcosa di nuovo: "La nostra urgenza è di rendere sempre più visibile la possibilità attuale di accelerare, dopo 60 anni, il 'via la partitocrazia!'. E ci siamo noi che possiamo gestire il dopo-partitocrazia"
    18:04 Durata: 8 min 49 sec
  • Commissione di Vigilanza: con l'argomento dell''Orlando sì o no' anche Napolitano e Fini sono presi in giro. "Da mesi diciamo che la soluzione è la 'seduta fiume', perché non si può subordinare al successo di un baratto politico, il rispetto perentorio degli ordini di costituzione del Parlamento"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L'inizio dell'implosione della situazione politica italiana? "Ma certo. Prendiamo questa storia di Orlando. Noi abbiamo continuato a dire: 'noi votiamo Orlando per questione di disciplina'. Ma ora è il momento di dirlo: da una parte 'Mai Orlando!', dall'altra 'O Orlando o morte'. E' una politica convergente: hanno guadagnato sei mesi di non rispetto della Costituzione, ufficialmente!, per fare l'organigramma dell'associazione per delinquere per la spartizione della Rai ed altro". "Il Presidente della Repubblica e Fini devono rendersi conto che di fronte alla loro proclamata volontà, l'argomento dell''Orlando sì o no' li ha presi in giro. Abbiamo detto da mesi che la soluzione è la 'seduta fiume', perché non si può subordinare al successo di un baratto politico, il rispetto perentorio degli ordini di costituzione del Parlamento". "Si continua a dimostrare che noi sapremmo gestire, meglio di chiunque altro, i gravi problemi dello Stato di diritto che non c'è e del rispetto nel diritto nell'esercizio della democrazia" Sulla questione della legalità del Parlamento "il leader dell'opposizione ed il leader del governo hanno avuto le stesse parole: 'al popolo italiano non interessa…'. Ma certo, alla gente - è l'argomento - cosa interessa della legge e del diritto?". Successe lo stesso nel 2001, quando in occasione delle elezioni si disse che i temi posti da Luca Coscioni non erano adatti per una campagna elettorale: prima lo disse Berlusconi e poi seguì Rutelli. "Ma non abbiamo un editorialista che ne scriva! Io credo di sapere come avrebbe reagito Montanelli o Gianna Preda di fronte ad una cosa del genere. I peggio ed i più lontani alcune cose le dicevano anche ai propri".
    18:13 Durata: 9 min 15 sec
  • Il rapporto con il PD e le prossime elezioni europee.

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il rapporto con il PD e l'obiettivo delle elezioni europee. "Abbiamo spesso detto: 'vediamo cosa decideranno e faranno e poi vedremo'. Forse nel Parlamento Europeo non c'entreremo più. Per noi è inutile stare a spiegare che la questione delle preferenze non risolve nulla, anche perché dove lo spiegheremmo? A Radio Radicale al massimo. Resta il fatto che sulla questione l'impegno del programma del PD era: l'uninominale francese. Veltroni ci fa la solita figura del peracottaro".
    18:22 Durata: 3 min 57 sec
  • All'indomani del Congresso di Radicali Italiani: la nomina della Giunta e della Direzione. "Adesso il principale lavoro nostro, o mio, sarà quello di inventare, cioè trovare e costruire in termini politici, questa cosa che può parere velleitaria e cretina, cioè un gruppetto come il nostro che dice: adesso mandiamo a casa la partitocrazia, come dopo il ventennio si mandò a casa il fascismo".

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L'uscita dal Congresso dei radicali. "Adesso c'è il lavoro di assestamento. Hanno accettato di far parte della giunta Bandinelli, Spadaccia...ci sono sia le massime autorità storiche che anche presenze nuove e giovani". "Vedrò Antonella Casu che mi voleva sentire che idee potevo avere sulla direzione". "Adesso il principale lavoro nostro, o mio, sarà quello di inventare in termini politici questa cosa che può parere velleitaria e cretina, cioè un gruppetto come il nostro che dice: adesso mandiamo a casa la partitocrazia, come dopo venti anni si mandò a casa il fascismo". "La novità è che devono andare a casa con la nonviolenza e non con la violenza". Il convegno organizzato da 'FareFuturo' di Fini ed 'ItalianiEuropei' di D'Alema: "si rendono conto che ormai bisogna trattare con la Lega e che per trattare bisogna avere una posizione". "Fini sta tracciando una strada, tanto è vero che lo fa con scandalo, insofferenze, messe in discussione, nella propria storia e nel proprio ambiente. D'Alema invece prudentemente prende atto che c'è anche la possibilità di un dopo-Berlusconi che magari lui non auspica e così, per continuare la sua linea sotto-traccia, adesso lo fa anche con Fini".
    18:26 Durata: 12 min 8 sec
  • L'informazione: Berlusconi, Veltroni ed i radicali. "Comunque grazie all''Mai Orlando!' e all''Orlando o morte!', da sei mesi il Parlamento, la stampa e via dicendo non hanno indagini, non hanno conoscenza" o monitoraggio dei mezzi di informazione

    Marco Pannella

    europarlamentare

    I giornali ed i sondaggi d'opinione. "Berlusconi si preoccuperà che Veltroni abbia tutto lo spazio possibile per fare le sue critiche, visto che sicuramente non ha paura del Partito Democratico. Il che significa che loro potranno mantenersi un 5-10% di voti potenziali che altrimenti avrebbero già perso, se non potessero andare a lungo e tutti i giorni in televisione a parlare". L'atteggiamento dei giovani. "Comunque grazie all''Mai Orlando!' e all' 'Orlando o morte!', da sei mesi il Parlamento, la stampa e via dicendo non hanno indagini, non hanno conoscenza. Comunque nei confronti di noi radicali non si può dire 'peggio di prima', perché 'peggio di zero' non si può". Il "genocidio culturale e politico dei radicali, per citare l'ex Presidente della Commissione di Vigilanza Storace", continua da 30-40 anni. "Scusami, quando c'è un genocidio, poi dopo che si fa? Se continua, continui a gridare ancora di più"
    18:38 Durata: 9 min 47 sec
  • Appuntamenti della settimana e conclusioni

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "Mercoledì è il termine in cui si deve designare la Direzione di Radicali Italiani". "Poi prosegue ed anzi accelera il lavoro di preparazione del Congresso Mondiale per la Libertà di Ricerca che ci sarà nel marzo 2009 a Bruxelles". "Credo si stia cercando di dare forza al problema dei disabili, al voto per i disabili ad esempio". "Bisogna d'urgenza mandare a casa, in pensione, questa classe dirigente". Appuntamenti al Parlamento Europeo, "per inserire argomenti che noi riteniamo interessanti nella prossima sessione di Strasburgo".
    18:48 Durata: 10 min 1 sec