16 NOV 2008
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 17:00 Durata: 2 ore 3 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 16 novembre 2008 , condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (europarlamentare, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore e 3 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    La vicenda dell'elezione del Presidente della Commissione di Vigilanza e l'annuncio dell'iniziativa nonviolenta di Marco Pannella
    17:00 Durata: 1 min 17 sec
  • Commissione di vigilanza: "La posizione del vertice del Partito Democratico, quella di esigere le dimissioni del Presidente eletto - dietro minaccia di espulsione dal Partito -, con il ritorno alla situazione che abbiamo avuto per sei mesi, mi pare un comportamento eversivo". "Le misure obbligatorie e perentorie che per sei mesi sono state negate allo Stato ed ai cittadini ora tornerebbero, con quelle dimissioni, ad una situazione di caos politico".

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "Devo decidere in quale delle prossime ore iniziare. Più che un preannuncio è un annuncio. Molto probabilmente inizierò stanotte, solo che ho un problema per me, per i metodi che uso, non secondario. Ritengo di avere un dovere di ascoltare i medici che mi seguono e c'è una convenzione che non è mai stata smentita: in caso di sciopero della sete, a partire dal primo giorno seguo i dati delle analisi. Ma a Strasburgo non è possibile avere tutti i risultati delle analisi quasi in tempo reale. Quindi dovrò risolvere questa cosa, ma lo sciopero è deciso. Ho ricordato questa mattina che in uno dei nostri dialoghi settimanali, all'indomani dell'intervento pubblico del Presidente della Repubblica occasionato dal nostro colloquio telefonico, dissi che dopo di ciò a maggior ragione avrei dovuto continuare con l'iniziativa nonviolenta. Perché se le cose fossero andate come era probabile, a partire da quel momento si sarebbe coinvolto anche il Presidente della Repubblica e quindi lesa la sua immagine. Sarei stato dunque anche più responsabile di quello che per la terza o quarta volta in sette anni abbiamo incardinato come proposta di riforma della lettura ufficiale della realtà parlamentare. A partire dal plagio - che riuscimmo a ottenere fosse fatto fuori dal nostro ordinamento -; poi il potere di grazia che riuscimmo a far rendere di nuovo al Presidente della Repubblica dalla Corte Costituzionale, ponendo di già allora il problema dell'elezione, dopo due anni che non avveniva, dei giudici della Consulta di spettanza parlamentare". "Il Presidente della Repubblica ha parlato di un 'inderogabile obbligo' di rispetto costituzionale per il Parlamento. Ora dobbiamo prendere atto che delle elezioni regolari vi sono state. La nostra richiesta era questa, perché ora c'è una serie di atti dovuti che è emergente recuperare, atti che riguardano il più elementare dei funzionamenti democratici, quella di vigilare al bene costituzionale dell'informazione, una funzione che la stessa Corte Costituzionale definì così delicata e grave da non poter essere propria dell'esecutivo - come era sino ad allora - ma del Parlamento. Inoltre in questa situazione è paralizzato pure il Garante, che non ha norme vigenti da far rispettare, e questo pure dura da giugno. Inoltre tutte le elezioni che ci sono state, dal Trentino alle prossime in Abruzzo, sono assolutamente invalidabili, perché la legge detta 'di par condicio' prevede alcune presenze elettorali, nonché quelle ordinarie, visto che la norma parla di partiti, forze sociali e religiose. Il Presidente della Repubblica ha quindi subito confermato che si trattava di un disinteressato rigore di fronte ad una vacanza di legalità propria del Parlamento". "La maggioranza ha la grave responsabilità di non aver fatto prima quello che ha fatto, visto che a me interessa l'aspetto istituzionale e non quello che è dominio riservato della partitocrazia". "Senza radicali in questa struttura non esiste chi si occupi di legalità e diritto, con la preoccupazione di far conoscere questi problemi". "Entrambi, il Presidente del Consiglio ed il capo dell'opposizione, dissero a distanza di 48 ore l'uno dall'altro che il Paese aveva ben altre cose di cui occuparsi rispetto all'elezione del giudice della Consulta e del Presidente della Commissione di Vigilanza, ben altro - certo - rispetto ai problemi di legge, di legalità, di rispetto delle norme della convivenza civile. Poi ieri sera ho sentito pure Casini dire che i problemi degli Italiani sono altri. C'è una cultura, dovuta alle estrazioni storiche clericali, fasciste e comuniste, secondo cui i problemi dello Stato di diritto non appartengono loro". "Già un mese fa ho continuato nello sciopero della fame e della sete, dicendo che dovevo farmi carico pure del fatto di aver sollecitato un pronunciamento del Presidente della Repubblica. Ora ho sentito che Villari aveva chiesto di incontrare il Presidente della Repubblica, a mio avviso in modo corretto. Ma pare che non si siano intesi e che il Presidente della Repubblica abbia pensato ad un incontro di carattere politico e per questo abbia declinato. Un passo dovuto invece quello di Villari, visto che deve far presente a Napolitano che lui, proprio per quanto accaduto in questi mesi, ha una serie di incombenze di estreme difficoltà ed urgenza da sbrigare. A tacer d'altro, se anche si facessero domani le cose che vanno fatte per le elezioni abruzzesi, comunque la situazione non si sana". "La magistratura si è sempre rifiutata di applicare la fattispecie dell'attentato ai diritti civili e politici del cittadino, il massimo nocumento che può essere inferto". "La posizione del vertice del PD, perché non credo si sia democraticamente giunti ad una decisione, quella di esigere - dietro minaccia di espulsione dal Partito - le dimissioni del Presidente eletto, con il ritorno alla situazione che abbiamo avuto per sei mesi, mi pare un comportamento eversivo. Le misure obbligatorie e perentorie che per sei mesi sono state negate allo Stato ed ai cittadini ora tornerebbero, con quelle dimissioni, ad una situazione di caos politico". "Ritengo sia doveroso sottolineare la gravità di una situazione in cui si sostanzia il comportamento, sicuramente inconsapevole, ma eversivo. Che questo comportamento venga dal Partito che si chiama Democratico...Certo fino all'altro giorno la più grande responsabilità è stata della maggioranza. Ma il comportamento eversivo è di oggi, perché si prova a ribaltare un risultato finalmente acquisito".
    17:01 Durata: 22 min 48 sec
  • Il trattamento dell'iniziativa radicale da parte dell'informazione; gli accordi partitocratici sulla Commissione di Vigilanza. "Per questo noi abbiamo il compito, la responsabilità e la estremamente improbabile possibilità teorica di poter rivendicare e conquistare l'alternativa di classe dirigente".

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "Sono ormai trent'anni che si dice, come ieri al TG1: 'Pannella annuncia, o minaccia, un altro sciopero della sete'. Ma su che cosa? E' una cosa lesiva, la gente pensa 'ma questo è scemo'. Ed è una cosa sistematica. Se stiamo in queste condizioni, questa è un'ulteriore prova di una implosione patente". "Non c'è giornalista che la pensi in modo diverso da quanto già espresso da Berlusconi, Veltroni e Casini in materia di legalità e diritto". "Se dico che questo è un atto eversivo, credo di potere difendere questa cosa anche in giudizio". "è chiaro che ora si sta pensando una soluzione à la Schifani. Villari dice 'se trovo uno su cui c'è accordo e che mi sostituisca'. Ma che garanzia c'è? E se non si mettono d'accordo all'ultimo minuto? Consideriamo che per concludere questa cosa loro devono passare ore anche per attribuire posti da usciere, e nel frattempo l'autorità Garante è neutralizzata" . "Per questo noi abbiamo il compito, la responsabilità e la estremamente improbabile possibilità teorica di poter rivendicare e conquistare l'alternativa di classe dirigente". Pannella torna poi sul ruolo dell'informazione, la stessa che contrappone il Vaticano alla Cassazione, con un "anatema contro gli argomenti". Le posizioni dell'attuale Papa. "Il fatto che si dia dignità, decoro e forza di comunicazione ed istigazione a queste tesi che sono la quintessenza - lo dicono loro - dell'antiliberalismo, dell'antilaicismo, dell'anti-illuminismo e dell'antirelativismo". "Stefano Rodotà scrive delle pagine bellissime, ma sul Senato o su altre cose non è che si comprometta molto. È l'indipendenza, l'indipendenza di sinistra ma anche di destra. Ecco perché c'è un sovrappiù, rispetto al passato, sul fatto che noi dobbiamo riuscire a convincere noi stessi e tutti quelli che ci ascoltano del fatto che c'è la possibilità di costituirsi in partito dell'alternativa che proponga un gigantesco programma alternativo ed anche la configurazione di una classe dirigente che si forma. Mi auguro che al consiglio generale del Partito di dicembre riuscirò ad avere un primo test di quanti possono comprendere questo discorso che io faccio, che è un invito".
    17:24 Durata: 10 min 10 sec
  • "Menzogna e stalinismo, come riflessi" ancora propri del PD. "Se posso sperare di essere utile a qualcosa e qualcuno, gli dico: provate. L'impresa adesso è quella di creare l'alternativa anche di classe dirigente perché tutta quella attuale è da mettere in pensione". "Occorre salvare le speranze di una alternativa" creando "una nuova forma d'unità" attorno al Partito Radicale con le sue norme, la sua galassia.

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L'etichetta di 'traditore' per Villari ed il paragone con il caso De Gregorio nella scorsa legislatura? "Hanno bisogno della menzogna e dello stalinismo, come riflessi. Come è avvenuto subito con la Binetti. Siamo stati noi radicali a dover dire: 'Cosa volete fare?! Espellere?! Il comitato etico?!'". "E' una cosa triste. Marco Beltrandi mi diceva ad esempio che quelli del PD sospettavano che lui in un caso non avesse votato Orlando. Gli ho detto 'arrangiati'. È stata una cosa triste, ma lui ha avuto il riflesso ed ha mostrato la scheda ad alcuni colleghi. Altrimenti saremmo stati espulsi, 'traditori', 'scorretti'. È chiaro che altrimenti il responsabile sarebbe stato 'il radicale'". "E' chiaro che ci sono due del Partito Democratico che negano la verità. Ed hanno fatto a mio avviso bene, nel senso che ci voleva l'elezione di un Presidente". "Se io fossi stato ammesso a vivere nel Partito Democratico, avrei detto che questa cosa è di sapore eversivo. Avrei detto, alla luce del messaggio del Presidente della Repubblica, che avremmo dovuto provare a cambiare nome del candidato. Solo che lì dentro si discute di altro: il presidente, il vicepresidente, i consiglieri d'amministrazione, i dirigenti della RAI...questa associazione per delinquere - in senso tecnico - è volta a rubare denaro, verità e potere". L'iniziativa nonviolenta di Giachetti per ottenere le primarie del PD a Roma. "Occorre salvare le speranze di una alternativa che sono proprie a politici che hanno storie anagrafiche molto diverse dalle nostre. E questa è la condizione: che assumano questo rischio di impresa. Creiamo questa nuova forma d'unità per proseguire questa follia". Una forma "attorno a un Partito Radicale con le sue norme liberali, la sua galassia, le sue scissioni che - come in natura - possono essere alla base di una riproduzione dei tessuti". I rapporti con il PD. "Il partito comunista del periodo stalinista ha tollerato le doppie tessere. In Italia è ormai una pratica che dura da 50 anni. Per noi va contestato proprio quel principio secondo il quale, quando uno aderisce ad un partito, decadono i diritti costituzionali di libertà di associazione che altrimenti gli sono conferiti soggettivamente". "Posso sperare di essere utile a qualcosa e qualcuno, gli dico: provate. L'impresa adesso è quella di creare l'alternativa anche di classe dirigente perché tutta quella attuale è da mettere in pensione".
    17:34 Durata: 12 min 19 sec
  • "Quello che i sondaggi non ci dicono è che la politica italiana è gestita in maniera tale che quotidianamente aumenta la forza di comunicazione, non per meriti propri, di due partiti: la Lega e Di Pietro".

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    I sondaggi della settimana: il governo perde consensi ed il PD non ne guadagna. "All'interno dell'area del PD cominciano a venire fuori delle voci che dicono: 'vediamo un attimo sul federalismo, quanto costa'. E a questo punto Bossi dice subito: 'non si deve litigare con l'opposizione'. I sondaggi non ci dicono che la politica italiana è gestita in maniera tale che quotidianamente aumenta la forza di comunicazione, non per meriti propri, di due partiti: la Lega e Di Pietro". Il parallelo con l'Uomo Qualunque di Giannini ed i suoi "dati di saggezza umana e di stoffa. Tanto è vero che ha mollato quando ha visto cosa rischiava di creare".
    17:47 Durata: 6 min 4 sec
  • La richiesta di audizione di Villari con Fini e Schifani: "E' indubbio che i Presidenti delle Camere si debbano impegnare per dire che questo Presidente deve avere tutto l'aiuto tecnico e politico, di apparato e di denaro, per fare gli atti dovuti"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Le prossime mosse del Presidente della Commissione Villari sono due audizioni con i Presidenti delle Camere. "E' indubbio che i Presidenti delle Camere si debbano impegnare per dire che questo Presidente deve avere tutto l'aiuto tecnico e politico, di apparato e di denaro, per fare gli atti dovuti". "Poi ripeto che il mio è anche il contributo che un cittadino dà per sostenere il Presidente della Repubblica che stima. E intanto io non bevo". L'elezione di Alessandro Criscuolo a giudice costituzionale da parte dei magistrati della Cassazione. L'incontro con Pannella al tempo della vicenda di Enzo Tortora.
    17:53 Durata: 6 min 49 sec
  • Panoramica sulla politica transnazionale: il Consiglio Generale del Partito Radicale Transnazionale a Bruxelles; Berlusconi e le dichiarazioni su Mosca e Washington; la politica estera di Obama.

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il 12-13-14 dicembre si terrà a Bruxelles il Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento. "E' indubbio che dal fronte italiano possa nascere maggior forza del Partito Radicale per gli uiguri, i tibetani, i ceceni e tanti altri". "Per 30 anni la storia della crescita civile di questo Paese è stata strettamente legata a questa singolare che noi siamo, ma vorrei pure dire: stiamo attenti, noi non siamo abbonati alla salvezza. Sono oggettivamente sicuro che, dopo la vicenda Centro d'Ascolto, da molte parti si pensa già a far fuori Radio Radicale. Stiamo molto attenti. Riterrei che in questo caso perderebbe qualcosa innanzitutto il Paese". La presa di posizione del Presidente del Consiglio che si è schierato con Mosca rispetto a Washington. "Dobbiamo perdonargli perché non sa quello che fa. Non è cosa sua, di cultura. Perfino Sarkozy, a quattro giorni di distanza da Berlusconi, ha riparlato di Guerra Fredda. Ma si rende conto che la sua affermazione è rivoluzionaria? La Guerra Fredda ci ha salvato dalla guerra calda". "Il ragionamento di chi teme la Guerra Fredda è simile al ragionamento fatto da Daladier a Monaco, per cui questi mollò e fece fare le funzioni di mediatore a Mussolini, per paura di quello che i nazisti avrebbero potuto fare. Ebbero il disonore e la guerra caldissima". La polemica con i comunisti su militarismo e pacifismo ai tempi di Comiso; il collasso dell'Unione Sovietica. Il recente film su Ataturk uscito in Turchia. "La Libia, questa Russia ed il Kazakhstan che viene fuori, l'attacco alla politica di Bush". Le aspettative di politica estera di Obama. "Stiamo attraversando una realtà nella quale la nostra classe politica non comprende quello che gli succede, sono suicidi nel destino ed assassini per necessità".
    17:59 Durata: 20 min 20 sec
  • La vicenda di Eluana Englaro. "Anche questo dibattito non è mai un dibattito franco ed appassionato. È un po' per questo che noi radicali non dobbiamo nemmeno comparire. Perché a volte un urlo suona come linguaggio e parola". "Se tu urli all'amico che guida: 'Oh! Stai andando fuori strada!', quello non ti potrà dire che quell'urlo è improprio. Allo stesso modo noi stiamo andando fuori la strada della civiltà".

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La vicenda di Eluana Englaro. Le dichiarazioni di Cossiga. La puntata di Porta a Porta sulla vicenda: "Trovo francamente che il tono di Vespa In un modo ipocrita, untuoso, ha chiosato interventi ed altro, tanto che ha detto (rivolgendosi a Maria Antonietta Coscioni e Ignazio Marino, ndR): 'Parliamoci chiaro, l'accusa è di omicidio rivolta a voi'. Dopo un momento l'ineffabile arcivescovo Fisichella, con il suo tono dice a Maria Antonietta Coscioni: 'No guardi, io non ho mai detto 'omicidio'. È opportuno che queste cose vengano trattate con grande prudenza verbale'. Ma credo che gli ascoltatori non siano poi così smuniti di intelligenza umana. Ed infatti non si deve discutere. E' come ai tempi della legge 40: secondo quell'altro genio politico del nostro compagno Fassino si doveva parlare di eterologa ed altro per non ricreare il dibattito di aborto e divorzio. E così fece la Corte Costituzionale, annullando il vero referendum complessivo. Io francamente non apprezzo coloro che si sdegnano facilmente; ritengo che il mio sia sdegno intellettuale di fronte a questa politica vaticana, dinnanzi al prepotere di questi, alla vecchiaia logora delle posizioni che resuscitano, morte ammazzate - come erano - dalla civiltà. Ma anche questo dibattito non è mai un dibattito franco ed appassionato. È un po' per questo che noi radicali non dobbiamo nemmeno comparire. Perché a volte un urlo suona come linguaggio e parola". "Se tu urli all'amico che guida: 'Oh! Stai andando fuori strada!', quello non ti potrà dire che quell'urlo è improprio. Noi stiamo andando fuori la strada della civiltà".
    18:20 Durata: 11 min
  • L'anagrafe degli eletti ed il silenzio dei media anche su questa iniziativa.

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La vicenda dell'anagrafe degli eletti: i grandi riconoscimenti ottenuti e l'assenza di questa battaglia sui media. "Quando i direttori dei grandi giornali fanno concorrenza a quelli che Sergio Saviane iniziò a chiamare i mezzibusti televisivi, questa è una cosa da tener presente". "Non è un riflesso d'Ordine. Un Ordine, perché meriti la maiuscola, deve essere sempre nuovo, altrimenti è ancien régime. Posizioni come queste sono il risultato del disordine stabilito".
    18:31 Durata: 5 min 5 sec
  • "Credo che dobbiamo renderci conto che è improbabilissimo che ce la facciamo come radicali organizzati". "Ma quando cessassimo di essere consapevolmente forza organizzata di radicali, a mio avviso non reggeremmo più di 10 anni"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "Io parlo e ragiono molto in termini di politica transnazionale, complessiva". Le strette interrelazioni tra realtà molto distanti. L'esempio delle operazioni in borsa. "Ora dicono ci vuole un nuovo Bretton Woods. Beh, però bisogna saperlo fare. Quando Emma dice che la crisi non è del capitalismo o del mercato, ma nel mercato. Certo quando le cose vanno male, alcuni compagni di sinistra hanno un malcelato piacere". "Per il governo, torno a dire che Emma nelle sue critiche a Tremonti sia stata puntuale e che i fatti non abbiano smentito questa demitizzazione. Tremonti ha delle gradi qualità, l'ho sempre detto. È l'unico che ha una statura per un dopo-Berlusconi, in alleanza con il populismo, con Bossi". "Detto questo, credo che dobbiamo renderci conto che è improbabilissimo che ce la facciamo come radicali organizzati". "Ma quando cessassimo di essere consapevolmente forza organizzata di radicali, a mio avviso non reggeremmo più di 10 anni. Io credo siamo in condizioni di continuare a farlo e dobbiamo prendere atto che esiste ormai una struttura che produce illegalità, produce bisogno. Che i radicali possano spiegare le cose che dicono, c'è il rischio che questo popolo-bue risponda ai radicali. La porta è stretta, lo ripeto". Il finanziamento pubblico dei sindacati.
    18:36 Durata: 10 min 15 sec
  • Conclusioni e agenda politica radicale della settimana

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Pannella annuncia che da mezzanotte inizierà lo sciopero della fame e della sete. "Forse possono non fare l'analisi martedì mattina, visto che vado a Strasburgo, ma - come è chiaro - ci sto molto attento. Non starei qua se non avessi, in questi 40 anni, saputo esercitare la prudenza. Allora i problemi sono intanto le mie capacità: in due giorni devo inventare qualcosa che induca a venire al Consiglio Generale di Bruxelles. Mi riferisco soprattutto a quelli non di anagrafe storica radicale. Il problema è quello di motivare chi deve venire dalla Cambogia o dai Balcani, con un calendario ormai fitto di appuntamenti in una comunità internazionale che sempre più si burocratizza". Un probabile appuntamento il 18 dicembre di Nessuno Tocchi Caino. La possibilità di intervenire a Strasburgo sui problemi demografici. La questione dell'anagrafe degli eletti. "Veltroni ci ha ricevuto, assieme allo stato maggiore del PD, sull'anagrafe. Io gli ho detto che l'adesione non si nega a nessuno. Ma noi eravamo lì per chiedergli che 2-3.000 comuni dell'ANCI aderissero. Abbiamo visto come è andata: hanno mandato al nostro Congresso il responsabile degli Enti Locali e non fanno nulla su questo". La questione laica nel centro-destra. "Sono contento, e spero in settimana di poterci parlare un po', per questi 12 parlamentari del PDL, primi firmatari Della Vedova e Boniver, che hanno detto di voler sostenere quanto si fece sul testamento biologico del 2005". L'intervista de l'Annunziata ad Epifani e la supposta continuità tra una politica craxiana sulla scala mobile volta a distruggere la CGIL e la politica attuale del governo con i socialisti ed alcuni radicali nel PDL. "Non credo sia così. Poi vorrei dire che tra quei nomi di cui dicevo non ho visto Stefania Craxi. Vorrei ricordare a Stefania che una cosa va riconosciuta a Bettino - poi ha fatto il Concordato e quelle cose... - che lui sicuramente appoggiò Loris Fortuna, me e che, con il vicariato di Martelli, lui consenziente, abbiamo creato cose che dobbiamo spartire e condividere con i compagni socialisti . Che tra quei 12 non ci sia Stefania Craxi mi dispiace". Pannella ed una certa interpretazione della figura di Craxi che si prova a "contrabbandare", non corrispondente a verità: "Craxi ha avuto anche grandi contraddizioni, contraddizioni grandi, non solo grosse, e quindi ha potuto caratterizzare in maniera positiva alcuni momenti". "Però sono contento perché, sia pure con una prudenza un po' superflua, Benedetto (Della Vedova) ha detto che in questo modo si deve vigilare. Sono contento, nel senso che quella è una base di discussione. Il Papa si è convertito al volere una legge, una legge per proibire".
    18:46 Durata: 17 min 1 sec