23 NOV 2008
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 17:00 Durata: 2 ore 1 min
A cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 23 novembre 2008 , condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (europarlamentare, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa), Marco Pannella (europarlamentare).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore e 1 minuto.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Il rispetto della legalità e le battaglie nonviolente radicali; l'ostracismo dei mezzi di informazione di massa. Patologia radicale o patologia dello Stato di diritto in Italia?
    17:00 Durata: 1 min 17 sec
  • Le caratteristiche patologiche dello Stato di diritto in Italia; la battaglia per la pace sul fronte transnazionale: "Tutto questo fa di noi un gruppo che, al di là delle anagrafi ufficiali politiche e partitiche italiane, deve proporsi di costituirsi, per il suo essere libertario anche nel metodo, quale centro di aggregazione di una consapevole candidatura a succedere - come alternativa - al governo delle istituzioni italiane"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "Da diverse settimane e mesi esprimo in modo diverso quella che è la nostra lettura tradizione sin dai tempi degli amici del Mondo. Una realtà di regime". Panfilo Gentile ed i suoi articoli firmati 'Averroè' sul Mondo. "Già allora si denunciavano caratteristiche patologiche di uno Stato di diritto, di una società liberale". Il Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento il 12 e 13 dicembre e le difficoltà di Pannella nello "scrivere semplicemente la lettera di convocazione". Il Senato del Partito, "un organo di gestione e di controllo, certo, ma anche di protezione in casi di carenza - che vi sono stati - della possibilità e della capacità di organizzare propriamente un Congresso". La missione radicale nel campo dei Mujahedeen in Iraq. La battaglia radicale per la pace, intesa in senso radicale e non "diplomatico-militare". La riunione dei tibetani in esilio a Dharamsala in India. "A differenza di quanto ci dicevano anche gli esperti italiani, alla presenza di 700 rappresentanti e con la presenza - solo all'inizio - del Dalai Lama, si è risolta con un'approvazione a grande maggioranza della fiducia al Dalai Lama e della politica non dell'indipendenza ma dell'autonomia". Gli sviluppi negli Stati Uniti a seguito dell'elezione di Obama e Biden e l'iniziativa su 'Iraq Libero'. "Non è un problema di Norimberga per nessuno, ma un fatto che la comunità internazionale deve prendere in considerazione, magari con la possibilità che questo nasca proprio dall'interno degli Stati Uniti: la responsabilità di Bush che ha mentito con l'obiettivo di scatenare la guerra nel momento in cui era certo che l'Iraq Libero era acquisito, anche nella Lega Araba". "Tutto questo, sono convinto, fa di noi un gruppo che al di là delle anagrafi ufficiali politiche e partitiche italiane, deve proporsi di costituirsi, per il suo essere libertario anche nel metodo, quale centro di aggregazione di una consapevole candidatura a succedere - come alternativa - al governo delle istituzioni italiane, al posto di questa classe dirigente che sta massacrando il Paese". Quanto ad alcune critiche che sono state mosse in passato rispetto alla presunta "ripetitività" del metodo nonviolento di Pannella, con un susseguirsi di scioperi della fame e della sete: "E' indubbio che l'azione nonviolenta, se si basasse sulla fame e sulla sete di una persona, non sarebbe una azione nonviolenta ma uno strumento tautologicamente usato. Se accanto a questo vi sono invece stili di organizzazione, di vita, occupazione di Parlamenti da parte degli stessi parlamentari, le cose che da 40 anni facciamo, allora - certo - il nonviolento che è in prima linea è esposto anche lui a qualche 'rischio di vita'. Resta il fatto che anche a livello delle analisi cliniche, anche questa ultima settimana di lotta ha visto il mio corpo reagire bene"
    17:01 Durata: 13 min 9 sec
  • Nessuno mette il caso Villari nel "contesto chiaro che gli spetta": "noi dall'inizio della legislatura abbia detto che occorre, in queste condizioni in Italia, il rispetto da parte del Parlamento della sua propria legalità e di quella costituzionale, visto che anche il Presidente della Repubblica ha mostrato una sensibilità - prima e dopo la sua elezione - per questo tema fondamentale"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "Però un'altra questione devo porla: non riesco a scrivere questa lettera, ed ho il rischio del fissarmi su alcuni punti, su alcune ragioni. Ragioni che sempre i paranoici ritengono siano incontestabili, se mai inconfessabili". "Quindi il vedere il modo falsato e patologico le situazioni ambientali". "Quello che ora mi fa essere prudente nelle analisi di me stesso, è che non è vero che 'il popolo non capisce'". "Ma non c'è stato un intellettuale, un giornalista, nessuno che, tranne da Radio Radicale, abbia posto il problema Villari nel contesto molto chiaro che gli spetta". "Noi dall'inizio della legislatura abbiamo detto che occorre, in queste condizioni in Italia, il rispetto da parte del Parlamento della sua propria legalità e di quella costituzionale, visto che anche il Presidente della Repubblica ha mostrato una sensibilità - prima e dopo la sua elezione - per questo tema fondamentale". "Come superare, con una lotta politica civile, certe realtà patologiche" è quanto i radicali hanno provato fare. "Quando un Parlamento, di fronte alla perentorietà dei dettami costituzionali" non agisce, "come pure di fronte ad 'indotti pericolosi' che derivano dallo stallo della Vigilanza: l'accesso ai media abolito per sindacati, gruppi religiosi ed altro, fino a quando la Commissione non emana le norme. Il Garante, per i suoi stessi connotati, può agire solo in caso di violazione di norme vigenti; ma se la Commissione di Vigilanza le norme non le dà, le norme non vi sono" ed il Garante è inoperativo. Alcune tornate elettorali si sono già tenute in questa situazione. In origine "la maggioranza e la cosiddetta opposizione hanno scelto una linea: "dobbiamo prima metterci d'accordo sul nome e sulle cose varie". Cioè fare, anche ufficialmente, quella cosa che facciamo tutti i giorni ed in maniera più estesa. Questo è gravissimo perché la maggioranza poteva, con perfetta regolarità, riunirsi, usare la sua maggioranza e nominare uno suo proprio sin dall'inizio". L'ultimo presidente della Commissione eletto dalla maggioranza fu Marco Taradash nel 1996. "L'opposizione non è stata da meno della maggioranza del fottersene dei problemi di legalità, quando ha posto: 'O Orlando o morte'. Mentre gli altri dicevano 'Mai Orlando'. E questo non mi pare un gentleman's agreement, come lo hanno chiamato loro". "L'evoluzione che alla fine abbiamo avuto è in diretto rapporto alla sola iniziativa radicale. Credo sia antipatico 'auto citarsi' ed 'auto elogiarsi' e, ancora peggio di questo, è constatare che questo effettivamente è ciò che accade. Questo riguarda soprattutto il mondo dei giuristi, i più sapienti, gli accademici"
    17:14 Durata: 10 min 57 sec
  • "Non è possibile, c'è qualcosa che non va, che non va in me. Ed ho il diritto-dovere di dirlo". Anche sulla vicenda Villari, sulla questione della legalità del Parlamento, "non c'è una voce che intervenga. Quelli che incontro, francamente, si vede che sono convinti che sia matto. Mi danno ragione, come si dà ragione al 'matto' del paese"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "È possibile che io sbagli nel leggere anche l'intervento che c'è stato del Presidente della Repubblica dopo un mese di lotta radicale. E' possibile che sbagli nel ricordare che fu malgrado RaiSet ma grazie a Maurizio Costanzo che a Ciampi fu data la possibilità di fare una cosa inusuale: chiamare in diretta mentre io e Roberto Giachetti eravamo in sciopero della sete, con l'elezione che conseguì da questo intervento 'privato', dopo anni, di due giudici della Corte Costituzionale. Ma accadono queste cose". "E cosa ha avuto il diritto di sapere, tutta l'Italia, su questa vicenda di Villari?". Il Presidente della Commissione "aveva da compiere atti dovuti e che già mancavano da mesi". "Questo dovrebbe riguardare i cittadini. Ma da venti giorni Veltroni ha ridetto a più riprese, battendo Veltroni, che i problemi sono altri. Ha battuto Berlusconi in questo. Non c'è stato un solo dibattito, di 'approfondimento' come li chiamano loro, su questi temi di legalità costituzionale. Come da regola non mi sono potuto esprimere. Emma Bonino viene invitata solo in momenti straordinari ed in contesti che la relegano al ruolo di esperta. Non è possibile, c'è qualcosa che non va, che non va in me. Ed ho il diritto-dovere di dirlo". La questione dell'età di Pannella. "Perché sento l'urgenza di parlarne? Perché c'è un miracolo che noi stiamo compiendo. Non è morto un solo italiano - in questo Paese 'esasperato' - per sciopero della sete di 'protesta', come direbbero loro". "Non c'è una voce che intervenga. Quelli che incontro, francamente, si vede che sono convinti che sia matto. Mi danno ragione, come si dava ragione al 'matto' di Teramo". Il dibattito sul libro di Fontana in materia di immigrazione: "Uno splendido dibattito. Ho sentito raccontare le cose che accadono 'in Padania', etc... Io molti anni fa chiesi, da libertario, che la Commissione parlamentare dei servizi si occupasse di quello che accadeva a Belgrado quando Rifondazione e Lega erano lì ad inzuppare continuamente il pane in quella bella cosa che era Milosevic ed il suo congresso". "Io rispetto il Presidente e quindi dico, rispettandolo e senza 'tirarlo per la giacchetta': ma che deve fare un Presidente della Repubblica quando un Ministro della Repubblica come Umberto Bossi dichiara, ormai per la quinta volta, che aspettando il federalismo, nel frattempo si starebbero oliando i fucili?". Poi Pannella torna sulla questione Villari. La ragione della sua solidarietà? "I Presidenti delle Camere hanno chiesto che si dimetta. Ma non sanno che le dimissioni vanno messe agli ordini del giorno? Cioè Villari secondo loro dovrebbe, invece di mettere all'ordine del giorno gli atti dovuti in quanto Presidente della Commissione, mettere all'ordine del giorno le sue dimissioni. È illegittimo! Gli atti dovuti hanno secondo me la priorità". "Che non ci sia un accenno a questo. Alla fine la Commissione di Vigilanza ha deciso di uscire dalla situazione di illegalità in cui metteva il Parlamento e ci sono i Presidenti delle Camere che chiedono le sue dimissioni! Ma lui ora è lì e legalmente deve fare quelle cose; a questo punto vengono fuori molte solidarietà. Dai giornali pare che i blog e Facebook siano tutti con lui". Sempre più vero lo slogan radicale: "Dove c'è strage di legalità, segue poi la strage di vite". "Io ho questo problema. Probabilmente c'è una distorsione da parte mia, c'entrerà l'età, ma non posso ritenere non ci siano valide ragioni, anche di sensibilità morale, anche di antifascismo". L'alternativa è quella di spiegare il tutto con una sorta di paranoia sorta in quella che nel '68 di sarebbe chiamata "psicodinamica di gruppo". Il pensiero di Félix Guattari al proposito. "Nelle psicodinamiche di gruppo, se uno non è attento ad una lettura del carisma secondo Weber, si possono manifestare mille inconvenienti che derivano da ciò. Io mi pongo il problema: materialmente non ce la faccio a convocare il Congresso, anche perché oggi nessuno in Italia - tranne gli intimi - sa perché si è arrivati a questa 'vicenda Villari'. E allora arrivano a dire che noi facciamo 'lo sciopero della fame per Villari'. Oggi il grado di inganno e di manipolazione del 99% dei cittadini italiani è pari e più grave a quello degli anni '30; perché quello, violento com'era, conteneva qualche anticorpo ed era, almeno, un modo per rispettare la stessa legalità fascista. Questo lo devo alle compagne ed ai compagni radicali; i radicali sono tutti radicali ignoti nelle loro realtà, come lo erano i liberali, i socialisti negli anni '30 e come era un radicale ignoto Peppino Saragat, Presidente della Repubblica, di cui solo in queste ore si conoscono le sfuriate contro Paolo VI, con lettere ufficiali al Presidente Moro". Pannella e la difesa, nei decenni passati, dei socialisti e dei socialdemocratici
    17:25 Durata: 18 min 40 sec
  • "Il motivo del nostro sostegno di radicali a Villari è che sta dando corpo alla legge. Adesso vediamo come lo fa"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Minzolini su La Stampa si è interrogato anche lui sul ruolo dei Presidenti delle Camere e sull'opportunità che chiedano le dimissioni di Villari, visto che rappresentano tutto il Parlamento. "Allora forse ho un compagno di follia che è Minzolini! Assolutamente ineccepibile. Il guaio è che io vorrei che qualcuno mi onorasse dicendo 'è un kelseniano', 'è un rigorista', ma no, nemmeno quello, nulla". "Quale che sia il motivo di Villari - può essere il più ignobile ma ne dubito - la sua posizione è ineccepibile". "Quando l'ho visto ed ho capito che non aveva intenzione di dimettersi, gli ho detto: 'Guarda prendo il caffè con te perché già stamattina, quando ho capito che non accettavi questi ordini e non ti saresti dimesso, ho interrotto lo sciopero'". Ci sono stati altri sostegni a Villari, con motivazioni varie, ma "il mio motivo, quello di noi radicali, è che ora lui sta dando corpo alla legge. Adesso vediamo come lo fa". Il primo comunicato di Villari quale Presidente della Commissione e l'importanza del Centro d'Ascolto radicale, ora chiuso
    17:44 Durata: 7 min 6 sec
  • "La Costituzione è negata da tutti i punti di vista". Oggi il Presidente della Repubblica, che secondo la Costituzione "parla sotto la responsabilità politica del Governo", "si trova con un gravame di 21 anni di Presidenti della Repubblica che hanno tradito la Costituzione. Hanno fatto parlare di sé, in prima pagina politica di tutti i giornali, tutti i giorni. Basta questo"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Forse abbiamo una Costituzione troppo definitoria? "Su questo noi abbiamo sempre detto che la Costituzione da tutti i punti di vista viene negata. Poi perché è possibile o meno rispettarla, è un altro discorso". Pannella cita il caso del Presidente della Repubblica, che "si trova con un gravame di 21 anni di Presidenti della Repubblica che hanno tradito la Costituzione. Hanno fatto parlare di sé, in prima pagina politica di tutti i giornali, tutti i giorni. Basta questo". Il programma di Emma Bonino, scritto per la prima volta, su come avrebbe fatto il Presidente della Repubblica in caso di elezione. Secondo Costituzione "il Presidente della Repubblica parla sotto la responsabilità politica del Governo". "Io penso di avere una situazione ambientale che probabilmente non mi rende più sereno e capace di muovermi". "L'assillo del non fare la comunicazione sul Consiglio Generale del Partito, perché ogni giorno devo accorrere su quell'altra questione perché non si chiuda. Diventa un'urgenza"
    17:51 Durata: 4 min 14 sec
  • "Perché adesso parlare di Villari è un modo per non parlare del vero problema, ovvero di una società in cui il Parlamento può agire impunemente nel consenso per silenzio-assenso dell'intellettualità italiana". I possibili pericoli per Radio Radicale: "Ora è il turno di Radio Radicale che si avvicina ed io lo riterrei un disastro per il paese"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Noi siamo gli attori principali degli eventi degli ultimi 40 anni della politica italiana, in relazione alla società, a questioni etiche oltre che politiche e giuridiche. Un gruppetto minoritario che ha questo bilancio non è un gruppo che voleva fare la rivoluzione e non ci è riuscito, ma un gruppo riformatore con obiettivi specifici. Ma quando arriva un punto in cui quelli al potere negano il diritto che sono essi stessi incaricati di rappresentare, e su questo hai una solidarietà sociologica di tutto il ceto dirigente". "Ora è il turno di Radio Radicale che si avvicina ed io lo riterrei un disastro per il paese. Ormai da 30 anni noi abbiamo marcato sicuramente - perché non abbiamo affermato la nostra identità ma provato a trasmettere la conoscenza ed i documenti di tutte le identità -" la realtà italiana. La vicenda del Centro d'Ascolto. "La cosa incomprensibile è pensare che tutti non vogliano far sapere, non sapere o non capire che Villari oggi è appoggiato perché è 'il caso' della storia. Perché adesso parlare di Villari è un modo per non parlare del vero problema, ovvero di una società in cui il Parlamento può agire impunemente nel consenso per silenzio-assenso dell'intellettualità italiana". La scomparsa di Sadro Curzi e gli editoriali di Liberazione e di Giano Accame. Ed in effetti c'era una cosa sulla quale Sandro conveniva: Telekabul aveva aperto ai fascisti, ma ai radicali no. E ne ha convenuto sempre. Ed il problema era già allora questo"
    17:55 Durata: 11 min 3 sec
  • "In Italia non c'è bipartitismo, ma il monopartitismo sta diventando sempre più evidente". Il PD? "Sinceramente, mi chiedo: come farà a non chiudere Veltroni, questo è l'unico problema serio". "Per loro l''aria nuova' è solo quella vecchia. Ora pare che Veltroni farebbe quello che ha fatto con Tonino anche con Rifondazione e gli altri"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Le ripercussioni sul Partito Democratico. Come farà il PD a chiudere ai radicali? "Sinceramente, mi chiedo: come farà a non chiudere Veltroni, questo è l'unico problema serio". "Per loro l''aria nuova' è solo quella vecchia. Ora pare che Veltroni farebbe quello che ha fatto con Tonino anche con Rifondazione e gli altri". "Io vorrei pregare qualcuno di raccogliere le reiterate affermazioni (di Veltroni, n.d.R.): 'noi abbiamo fatto una cosa unica al mondo; abbiamo creato in meno di un anno l'unico fatto nuovo'. (Io dagli osservatori ho sentito solo una volta, da parte loro, che c'era un fatto nuovo nella politica italiana ed era la Rosa nel Pugno). C'era questo tono sereno, trionfalistico". "Forse se mi accettavano come candidato non avrei rischiato di essere eletto. Ma ci sarebbe stato il rischio di un confronto con la sinistra radicale nella sinistra tradizionale. Ed è l'evento sul quale abbiamo sempre puntato: la sinistra liberale non poteva non essere la componente di una alternativa democratica ai regimi che ci sono, quindi in termini progressisti". "Il PD è stato chiuso solo ai radicali". L'apertura dei comunisti, negli anni '30, anche ai fascisti. La figura emblematica di Doriot. "E poi via via: lo stesso Sandro, che era una persona compatta ed intelligente, con TeleKabul pensò di aprire ai fascisti". L'apertura, nel corso di Tangentopoli, all'MSI e all'elettorato dipietrista piuttosto che ai radicali. "In Italia non c'è bipartitismo, ma il monopartitismo sta diventando sempre più evidente. Berlusconi alla fine farà qualche modifica alla legge elettorale europea, altrimenti Veltroni lo ammazza!". "Noi quando abbiamo avuto il famoso incontro con la leadership del PD, io parlai molto poco, giusto per dire: 'Va bene, se siete d'accordo con questa iniziativa dell'anagrafe degli eletti, l'unico problema è che abbiamo molto poco tempo. In pochi giorni ci vogliono 2-3.000 comuni che aderiscono. E poi abbiamo chiesto di non essere esclusi dalla Segreteria di Presidenza della Commissione di Vigilanza. E loro: 'Certo, certo'. Personalmente Veltroni ha dato disposizioni ai deputati che doveva essere non Beltrandi ma Carra, perché sarebbe stata l'unica presenza istituzionale radicale in queste cose dell'informazione. Non ci sono ancora nemmeno 10 Comuni che abbiano fatto nulla". Il caso delle primarie dei giovani del PD. "Giulia Innocenzi nel suo intervento non ha valorizzato due cose. Intanto il fatto che lei sia prima a Milano, in Val D'Aosta e a Ferrara. Due, che ci sono i voti per telefono, che a Palermo un seggio nemmeno si trovava. Beh insomma...Allora il problema è se Giulia Innocenzi ha avuto, invece del 12%, il 40% o 45% dove si è votato davvero. E poi questa disorganizzazione disastrosa per tentare di salvare il discorso dei 120.000 votanti per le primarie dei giovani". La sorte dei socialisti amici di Marco Biagi, tutti a destra. I sindacati, i loro bilanci ed il parastato. I pensionati come categoria maggioritaria di iscritti CGIL già a partire dagli anni '60
    18:06 Durata: 20 min 12 sec
  • La possibile agenda del prossimo Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento a Bruxelles

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "C'è in particolare un'organizzazione nonviolenta americana che è possibile intervenga. Se c'è questo, allora vorremmo dedicare almeno un giorno in particolare alla questione di Israele. Perché dico un giorno? Perché per il resto dobbiamo parlare del Partito, delle sue difficoltà. La difficoltà nello scrivere la lettera di convocazione è proprio qui: nel trasmettere ai compagni, che si trovano in Cambogia o altrove, l'attualità delle cose su cui dobbiamo decidere. Ivi compresa la questione di politica estera che è quella del Manifesto dalla Sinagoga di Firenze, irrobustita adesso dalla realtà che chiamerei 'Biden-Obama'". "A proposito del movimento tibetano si dice: 'Sono a favore della politica moderata e non dell'intransigenza indipendentista'. Già porre la questione in questi termini è sbagliato. La posizione del Dalai Lama è riconducibile invece ad una posizione intransigente: Free Tibet, Free China, questa è l'impostazione di fondo; quello che si vuole che Pechino decida una liberalizzazione del regime soprattutto alla vigilia di immancabili drammi sociali"
    18:26 Durata: 8 min 20 sec
  • "In Italia gli affluenti comunisti, fascisti e clericali che hanno dominato la nostra storia, tendono ad unirsi in un unico fiume che scorre". "Superati i cascami del tempo, le inimicizie del momento, arriva l'essenziale, le forme anti-liberali ed anti-libertarie"

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Le previsioni e le analisi di Tremonti. "Come ha detto giustamente Emma sin dall'inizio, lui ha sbagliato tutto. Pure lui è molto bravo, anche perché culturalmente è una spanna più alto di tutto il resto della classe dirigente di lì. Tanto è vero che gli stanno tutti a corredo, anche i compagni comunisti". Forme di contenzioso con il PD? "Ma con chi? Ci diranno al massimo di vedere Franceschini. Si ritorna allo stesso stile che si aveva in campagna elettorale, quando ci dicevano: 'Entro le 21 dovete rispondere'. Hanno avuto bisogno, ed hanno bisogno tuttora, di questo stile. E non riesco a comprendere l'alternativa". "Quello che ho sempre detto e non certo per primo, ovvero che in Italia gli affluenti comunisti, fascisti e clericali che hanno dominato la nostra storia, tendono ad unirsi in un unico fiume che scorre". Una tribuna elettorale con Bertinotti e Rauti. "Nelle pause della pubblicità Bertinotti mormora: 'Ma questo sembra uno di noi'". "Superati i cascami del tempo, le inimicizie del momento, arriva l'essenziale, le forme anti-liberali ed anti-libertarie". Il Papa, Marcello Pera, e la possibile "gelosia" di Galli Della Loggia. Galli Della Loggia, già Presidente della Federazione Laica al momento di una lista unica con repubblicani, liberali e radicali. La lista referendaria negli anni '90 di Galli Della Loggia. Poi la lista antiproibizionista con l'elezione di Taradash al Parlamento Europeo. Poi Giovanni Negri tra i Social-Democratici. "Ad un certo punto i radicali l'hanno fatta loro la storia radicale"
    18:34 Durata: 11 min 59 sec
  • Le prossime elezioni europee. "Le posizioni, i programmi con cui andremmo, sarebbero cose che conosceremmo solo noi"

    Marco Pannella

    europarlamentare

    La questione delle elezioni europee. "Non me ne frega nulla. Mi interessa Radio Radicale perché ritengo sia ora il suo turno. È questo il massimo problema politico. Le posizioni, i programmi con cui andremmo, sarebbero cose che conosceremmo solo noi. Quindi il problema possono essere 'accordi' con il Partito Democratico, il Partito Fascista - se ci fosse -, il Vaticano". Al tempo degli accordi con il PD alle elezioni politiche, Bettini promise una candidatura da capolista a Pannella in occasione delle elezioni europee. "Potrà pure essere fatto valere. Spero siano ancora loro gli interlocutori quando il momento verrà"
    18:46 Durata: 2 min 28 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "Non uccidere il re per la laicità", libro di Luigi Recupero, compagno radicale di Catania che ha dedicato il libro a Marco Pannella. L'iniziativa radicale per la legalità del Parlamento
    18:49 Durata: 12 min 10 sec