21 DIC 2008
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 16:36 Durata: 1 ora 43 min
A cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 21 dicembre 2008 condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Tra gli argomenti discussi: Esteri, Partiti, Politica, Radicali Italiani.

La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 1 ora e 43 minuti.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Marco Pannella in collegamento da Phonh Phenh in rappresentanza del Partito Radicale Nonviolento. L’iniziativa radicale negli editoriali di Ernesto Galli Della Loggia (Corriere della Sera) e Mario Giordano (Il Giornale).
    16:36 Durata: 2 min 9 sec
  • Qualcuno ha letto sui giornali italiani delle decine di migliaia di cattolici vietnamiti confluiti nella capitale per chiedere la libertà religiosa e malmenati dalla polizia? Si rivolgono a noi radicali che anche al Parlamento Europeo abbiamo denunciato la situazione vietnamita. Ancora una volta però non dovremmo essere solo noi radicali a fare ciò.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Stando qui poche ore mi sono accorto di una cosa di cui non sapevo. Per caso qualcuno aveva letto qualcosa del fatto che decine di migliaia di cattolici vietnamiti a settembre sono confluiti nella capitale chiedendo libertà religiosa e sono stati malmenati? Malmenati a tal punto addirittura che il direttore della Associated Press, che era lì a fare il suo dovere giornalistico, ha avuto la testa rotta. Pare che anche su You Tube ci sia non poca documentazione di questa storia. Allora, io sono venuto qui doverosamente per i nostri compagni buddhisti vietnamiti, per i nostri compagni della popolazione Khmer Krom e soprattutto per i nostri compagni cristiani Montagnard. A questo punto i nostri ambasciatori europei, i nostri corrispondenti, nel momento in cui si dice - giustamente - di essere più attenti alle sacche di violenza anti-cristiana non se ne parla. L’Osservatore Romano, l’Avvenire. In Vietnam continua e si accentua la repressione della libertà religiosa ed in generale di tutte le libertà. Pensate che un anziano Monsignore vietnamita, che è intervenuto su questo, lui per primo ha detto: ‘Figuratevi cosa succede con i poveri Montagnard, se a noi accade questo nel silenzio del mondo’. Ancora una volta, certo, non dovrebbe stare solo a noi radicali fare queste cose. Vi sono dei liberali di maggioranza, ci sono giornali indipendenti, ci sono i compagni della sinistra come si chiama? ‘radicale’; c’è il compagno Fassino che è incaricato UE sulla Birmania! Oggi noi siamo stati ricevuti con tutti gli onori, ma anche con un affetto patente da parte del grande bonzo della comunità buddhista dei Kampuchea Khmer Krom. C’erano una quarantina di monaci che venivano. Li abbiamo incontrati nella nuova pagoda che stanno costruendo. C’erano presenti tutti i nostri compagni di qui, i parlamentari eletti nella opposizione; sono infatti 25 i compagni eletti in queste elezioni - non democratiche - che hanno aperto le iscrizioni al Partito Radicale per il 2009. Erano qui con i problemi della comunità buddista, qui molto prudente con il dittatore Hun Sen. La situazione del nuovo monarca, totalmente controllato dal potere del partito unico. Erano lì e non hanno avuto timore di accoglierci. Abbiamo parlato ed hanno parlato molto anche loro, chiedendo il nostro impegno, loro che non sono nella condizione più brillante. Con cinque bonzi Khmer Krom arrestati da tempo, detenuti nella prigione di Klai”. “Noi dopo 24 ore che siamo qui dobbiamo sapere che vi sono questi 5 monaci detenuti?. Le istituzioni buddhiste in questione chiedono di rimanere indipendenti dal partito comunista del Vietnam e dalle organizzazione buddhiste ufficiali, perché chiaramente il regime si è fatto i ‘propri’ buddhisti, i ‘propri’ cattolici. E’ una realtà che poi, da religiosa, diviene altra. Non possono studiare le loro lingue, non possono nemmeno chiamarsi con il loro nome, non possono più chiamarsi come si chiamano da secoli, ovvero Khmer Kampuchea Krom. Abbiamo appreso qui i dettagli delle decine di migliaia di cattolici che scendono a manifestare ad Hainoi e sono trattati in maniera incredibile dalla polizia, con gas lacrimogeni, senza sapere quanti arrestati e feriti. La censura anche a livello di comunicazione. Parlo ancora per il nostro Ministro degli Esteri; lo facevo con Massimo D’Alema, lo faccio anche con Franco Frattini. Lo dico anche un tantino all’Osservatore Romano, all’Avvenire. Questi chiedono di riavere il diritto a riunirsi, ad esprimersi. Si rivolgono a noi, che con il rapporto sui diritti umani di Marco Cappato al Parlamento Europeo, abbiamo saputo mettere in evidenza la realtà vietnamita. In base a esperienza loro si affidano a noi, ma noi siamo due, morti di fame, quattro gatti con le pezze al culo da tutti i punti di vista. Ora qui ci raccontano che non solo ci sono 300 Montagnard in galera e non si sa come e dove; ma si sa anche che a questo punto, quando i Montagnard fuggono sugli Altopiani attraverso la giungla, vengono catturati e, con un comportamento vergognoso del quale chiederemo conto dell’ONU e della sezione addetta ai rifugiati, consegnati da questi ultimi alla polizia cambogiana che poi li riconsegna ai colleghi vietnamiti. Ci raccontano che i Montagnard sono adesso reclusi in campi resi inaccessibili dall’ONU a qualsiasi Organizzazione Non Governativa specializzata. Non sappiamo cosa accade lì dentro. Non sappiamo ad esempio che c’era un sindaco di origine Montagnard nel nord della Cambogia che è oggi in galera da non si sa quanto tempo. Poi la notizia che la famiglia di un sindacalista dell’opposizione liberale di qui ha avuto l’asilo in Finlandia, visto che uno era già stato assassinato, un altro rischiava continuamente la vita. Non ci sono notizie dalle carceri. Certo dobbiamo prendere atto che questa manifestazione di oggi era pubblica; c’erano una quarantina di monaci ed una sessantina di civili. Chiedono solo la libertà di studio della lingua loro, della lingua Khmer. Chiedono la formazione di ONG ed associazioni che difendano i loro interessi. Vogliono l’installazione di uffici dell’ONU di tutela dei diritti dell’uomo. Lo dico a coloro che ci ascoltano, ai parlamentari non doppia tessera, per carità: ma cosa stiamo facendo?. Le loro denunce sono una messa sotto accusa del governo cambogiano e non credo siano senza rischi per loro.
    16:38 Durata: 17 min 19 sec
  • L’idea di costituire, all’interno del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale, un coordinamento dei movimenti politici ed etnici minoritari ed oppressi dell’Asia che hanno scelto la via nonviolenta e di non rivendicare per sé un ennesimo stato nazionale.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Oltre all’opera di informazione, Noi vogliamo lottare in positivo. Domani abbiamo una riunione con una ventina dei parlamentari del partito di Sam Rainsy, mentre lo stesso Sam Rainsy e Samura sono a Parigi per un processo che hanno lì e che ha delle ripercussioni importanti per la situazione in Cambogia. Ma in qualche ora di nostra presenza qui possiamo assumerci già la responsabilità del racconto che abbiamo fatto, di decine di migliaia di cattolici di tutto il Vietnam che scendono in piazza. Ma insomma, se fossero stati dei monaci si sarebbe saputo dappertutto. I dieci milioni di cittadini tibetani, i monaci di lì, a fronte del miliardo e 300 milioni di Cinesi stanno marcando la cronaca mondiale. Questo anche grazie alla spiritualità, alla civiltà del Dalai Lama. “Oggi la maggioranza dei movimenti etnici minoritari ed oppressi stanno facendo come ha già fatto il Dalai Lama: niente rivendicazione dello stato indipendente per sé. Loro rivendicano piuttosto ‘Free Tibet for Free China’. Qui si potrebbe trasformare forse in ‘Free Kampuchea for Free Asia’, o in qualcosa di simile. Queste sono le cose che ci accadono, e non ci accadono nemmeno in modo adeguato. Veniamo qui a ripetere le cose che ci ha detto – lo ribadisco - un monsignore cattolico molto anziano che, dopo le manifestazioni ed il comportamento della polizia molto violento, ha detto: ‘Figuratevi cosa succede ai Montagnard, se a noi succede questo e non lo sa nessuno".
    16:55 Durata: 5 min 20 sec
  • Veltroni non solo ha scelto Di Pietro, ha fatto un’altra scelta. Ha voluto umiliare i radicali, pretendendo che accettassimo un’offerta che sperava non accettassimo. E’ inutile che Veltroni non dia dignità di politica alle sue scelte; ha scelto come negli anni ’50 scelse Togliatti di fronte alla mia lettera per l’unità di una sinistra liberale e come Occhetto che scelse negli anni ’90 la Rete di Orlando invece dei radicali

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Ma possibile che non si comprenda? Si discute della direzione del Partito Democratico, di questo grande problema. Chi se la fa se la gratta. Ma non è tanto Veltroni che ha scelto Di Pietro. Veltroni ha fatto un’altra scelta: ha voluto umiliare i radicali, pretendendo per la prima volta che non ci fosse una lista radicale per sostenere la candidatura alternativa a Berlusconi. Hanno preteso che accettassimo l’offesa, sperando che non l’accettassimo. Continua una linea, o meglio un riflesso. È inutile che lui non dia dignità di politica alle sue scelte. Lui ha scelto come ancora alla fine degli anni ’50 sceglieva Palmiro Togliatti, quando la mia lettera pubblicata su Paese Sera pose il problema dell’unità nuova, di una sinistra liberale come alternativa e moderna. Poi, contro il popolo comunista, e contro di noi, si tentò di fare fuori in parlamento la legge Fortuna, la legge radicale e della Lega Italiana del Divorzio. Fu il Partito Comunista al vertice che non voleva permettere a contadini ed operai, a cattolici e comunisti, di unirsi. Vincemmo per miracolo perché la base comunista e quella cattolica vollero difendere quel referendum. Ma allora tentarono di farci fuori. Poi tentarono ancora, con le leggi Cossiga, con le leggi di peggioramento ulteriore dei codici fascisti. E poi Achille Occhetto che si trova costretto a rifiutare il mio preannuncio: ‘Se decidete di creare un Partito a nome ‘democratico’, come noi radicali da decenni vogliamo, io stesso mi iscrivo subito al PCI così com’è, mi basta l’intenzione’. Invece dopo dieci giorni Achille scompare. All’improvviso. Era un disegno ormai nelle cose, lo avevamo realizzato in Abruzzo, a Teramo, a L’Aquila. Invoco la testimonianza di Massimo De Angelis che allora ci disse: ‘Abbiamo dovuto scegliere La Rete di Orlando invece che voi. Altrimenti sarebbe saltata la strategia con i cattolici e gli altri’. Adesso si parli di questa operazione, perché hanno fatto la scelta di permettere a Di Pietro di alzare la sua bandiera ed il suo vessillo; e Veltroni ha voluto portare al di là del Tevere la nostra cotenna. Eppure, noi eravamo quelli grazie ai quali, nel 2006, i buoni a niente avevano vinto. Grazie alla nostra lista della Rosa nel Pugno. L’Ulivo altrimenti avrebbe preso un milione di voti in meno di Berlusconi.
    17:00 Durata: 6 min 57 sec
  • Spunta un po’ di verità su alcune lotte radicali: l’articolo di Galli Della Loggia sull’anagrafe degli eletti ed il pezzo di Mario Giordano sul censimento degli immobili proposto anni fa dai radicali.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il monopolio non ricercato e non voluto di certe battaglie da parte dei radicali, il più antico e nobile dei partiti di questo Paese, dell’internazionalismo, della nonviolenza. Perché non discuterne? Spunta un po’ di verità. Oggi devo dare atto che in un articolo di fondo, nientepopodimeno che Galli Della Loggia nomina la riforma dell’anagrafe degli eletti, ne parla come di una riforma saggia e ragionevole che possono sostenere sia la destra che la sinistra e dice: ‘Come da tempo chiedono i radicali, ignorati da tutti’. Veltroni che aveva pure promesso di venire al nostro Congresso per iniziare la battaglia per questa riforma; ma poi niente. Quando c’è politica, non se ne accorgono. Oggi anche Mario Giordano nomina e riconosce la battaglia su Roma ed il patrimonio immobiliare e ricorda che Rita Bernardini ottenne da Veltroni che fossero messi su internet degli elenchi delle case da svendere.
    17:07 Durata: 1 min 49 sec
  • Il dibattito sulla riforma presidenzialista e la riforma della giustizia

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La ventilata riforma in senso presidenzialista ed i progetti radicali di riforma americana delle istituzioni. Il Presidenzialismo o è quello americano o non è. E la riforma della giustizia è quella anglosassone nella quale i magistrati non sono dei pubblici dipendenti, privilegiati poi. Il CSM, parlamento sovversivo. Ma il Parlamento risponde, non si risponde in sede di corporazione. Adesso vorrei ricordare un nome, di un vero giudice, uno solo, a Napoli, in mezzo all’impazzimento napoletano delle nuove famiglie partitiche di magistrati e di camorra. Abbiamo un giudice: Morello, che riesce anche con la forza della sua tecnica giuridica e della sua conoscenza. Onore a Morello! C’era un giudice a Napoli e non mi sento di escludere che ci siano di nuovo. Anche perché noi abbiamo sempre detto che difendevamo i giudici capaci ed onesti e che noi non riteniamo che la magistratura possa continuare ad essere un potere. Se è potere è abusivo, anticostituzionale e sovversivo. E’ un ordine, non un potere. E quello che noi liberali difendiamo è l’autonomia e l’indipendenza del giudice e del magistrato, non dei loro sindacati nei confronti dei quali i giudici ed i magistrati non sono liberi. A chi ci vuole ascoltare, noi diciamo, dopo questi 50 anni di lotte dei quali siamo fieri, anche se dolenti di averle dovute affrontare troppo spesso da soli - grazie alla forza ideale che ci è stata trasmessa da coloro che per la libertà hanno lottato contro comunismi, fascismi, clericalismi - noi diciamo a questo punto: sappiamo che se ci fossero dei referendum su tutte le battaglie che siamo - finanziamento pubblico dei partiti, la trattenuta in busta paga dei sindacati, il contributo pubblico a chiese e chiesette - li vinceremmo. Se noi dicessimo per esempio: ‘è giusto che con la vita allungata di 20 anni, ed il lavoro molto spesso meno spossante e bestiale che in passato, si mantenga l’obbligo del pensionamento tale e quale a quando si viveva 20 anni di meno?.
    17:09 Durata: 7 min 39 sec
  • Credo sia il momento in cui la resistenza liberale, laica, federalista, socialista e nonviolenta aggreghi in fretta quanti sanno che il problema è dare una alternativa di governo e di regime a questo Paese. C’è da mandarli tutti in pensione, senza Piazzali Loreto o altre cose del genere

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    E sui problemi etici. Ma questi sequestratori dei corpi, questi sequestratori feroci. Il farla finita con la propria vita è una facoltà dell’animale-uomo. E con chi si accaniscono questi? Non chiedono che il suicidio o il tentato suicidio divenga reato, non hanno la faccia tosta di fare piangere e ridere tutti quanti. Ma quando un corpo è come quello di Eluana e di altre migliaia di persone in una situazione simile, messe lì per anni ed anni, allora intervengono. E raccontare le peggiori balle. Quando dicono - Giuliano in questo prova a fare il radicale e ne fa la caricatura - ‘morire per sete e fame’, quando tutti gli dicono che una cosa è la sete e la fame, un’altra cosa è non essere alimentato. Io posso assicurarvi che, l’ho sempre detto, il corpo al quinto giorno di sciopero della sete non dà sofferenza. Tutti dicono che appunto queste persone dovranno soffrire la sete e la fame. È una cosa un po’ diversa: queste persone semmai non dovranno soffrire di vedersi infilati dieci cose al giorno nel loro corpo, per tutto: per nutrirsi, per liberarsi. E’ una visione da pazzi: i corpi diventano feticci contro la vita. Questa nostalgia di assolutezza, dell’assoluto della perfezione della morte. Credo sia il momento in cui la resistenza liberale, laica, federalista, socialista e nonviolenta aggreghi in fretta quanti sanno che il problema è dare una alternativa di governo e di regime a questo Paese. C’è da mandarli tutti in pensione, senza Piazzali Loreto o altre cose del genere. Ma noi dobbiamo essere consapevoli di saper governare questi nostri tempi e di saperlo fare come quando abbiamo iniziato a proporre che, all’interno della galassia radicale, si coordinassero ormai le minoranze ex nazionaliste, ex violente, nel nome appunto della alternativa nonviolenta. E allora potremmo produrre facilmente anche due o tre idee di fondo sulla conversione delle strutture militari che era la principale nostra prospettiva di governo già negli anni ‘70.
    17:17 Durata: 12 min 23 sec
  • L’iniziativa transnazionale dei radicali. Asia, Consiglio d’Europa, Consiglio Atlantico, Iraq e Iran

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L’iniziativa transnazionale dei radicali. Credo che tra i nostri compagni del sud-est asiatico possa essere accettato questo principio: credo che sia necessario, ogni due mesi, un incontro nel quadro della galassia radicale tra i leader dei partiti che democraticamente conducono la resistenza delle minoranze etniche ed altro. Tibetani, vietnamiti, ma anche la minoranza parlamentare cambogiana e poi i Birmani. A proposito, mi dispiace doverci tornare, ma è possibile che l’Italia abbia l’inviato speciale UE per la Birmania e non se ne sappia nulla se non il fatto che non può entrare nel Paese? Ma ci mandino a noi! E al proposito una preghiera ai compagni del PD: consentano ad uno di noi, al Senato e alla Camera, di far parte della delegazione al Consiglio d’Europa e al Consiglio Atlantico. Siamo pronti a lavorare, con i nostri programmi, sul Satyagraha della verità sulla guerra, sulla verità a proposito dell’inganno con cui Bush ha voluto la guerra come alternativa alla liberazione pacifica dell’Iraq. L’iniziativa ‘Iraq Libero’ ed il sostegno della maggioranza assoluta del parlamento italiano. Ora possiamo e dobbiamo dare al mondo la verità di quello che era divenuto possibile grazie alla forza militare americana, occidentale; era divenuto possibile che Saddam capisse. Abbiamo sempre detto di essere americani col ‘k’ e lo siamo. Oggi cercheremo anche attraverso l’America, di rendere un po’ di giustizia all’America e al mondo. E poi l’altra nostra iniziativa; lo dico a Frattini: non era politica estera quella di certificare adesso quali siano le proposte e quali sono state le proposte del Dalai Lama e dei Tibetani in esilio e di impegnarli su questo? Allora è può essere una grande conquista che il popolo tibetano ed il popolo cinese sappiano che noi siamo vicino al Dalai Lama perché lui propone una cosa ben precisa a Pechino, agli Uiguri e a tutti quanti: ‘Free Tibet for Free China’, perché sia libera anche la Cina ed i Cinesi. Tutto ciò avviene “in Via di Torre Argentina, dove da 30 anni non siamo ancora riusciti a pagare un mutuo per un appartamento, mentre gli altri – poveracci -, non diciamo chi, avevano 3.000 sedi in giro per l’Italia”. “Questo è un progetto ambizioso, ci sono anche dei rischi che ci siamo assunti. Marco Perduca è andato in Iraq, Antonio Stango è andato lì, con i Mujaheedin che hanno tradizioni diverse da quelle nonviolente”.
    17:29 Durata: 9 min 9 sec
  • Il Partito Democratico ed il problema della moralità nel governo del territorio. ‘Persone per bene’? Ma che ‘per bene’, questo piuttosto è perbenismo, collotortismo.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Allora devo dire che sono un po’ desolato se penso a compagni radicali come Claudio Fava, a Cesare Salvi che propone con Villone al PD di tenere presente il problema della moralità nel governo del territorio Però Veltroni, quando ha detto ‘noi siamo persone per bene’, la risposta ‘ma che ‘per bene’, questo è perbenismo!’ la condivido. La gente, nelle strade, ormai le conosce le storie, riconosce chi può dire quelle cose magari di nuovo solo nelle strade e non alle televisioni. I rapporti tra PD, Di Pietro e radicali.
    17:38 Durata: 4 min 54 sec
  • A Ferrara: "Quello che vi rende folli di rabbia e di odio è che esiste una umanità che ha delle facoltà. Quella di ammazzare, di ammazzarsi, di farsi uno spinello. Tu vorresti che venisse fuori un giustiziere che creasse un ‘uomo nuovo’ ti dice nulla? che si vedesse abolite le proprie facoltà. Allora ti vendichi; quando c’è un corpo che non può uccidersi, perché già morto, a questo punto diventa il tuo feticcio. Non deve avere fame, non deve avere sete.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Poi Pannella si rivolge direttamente a Giuliano Ferrara. So che Giuliano ogni tanto ci ascolta. Giuliano, tutta la tua risposta di oggi a coloro cui tu dai spazio si riduce ad una sola cosa: tu sei mosso da una forza di rabbia contro la condizione della specie umana, contro tutte le facoltà che il Buon Dio, Darwin, la Natura, dà alla persona. La persona può farsi lo spinello, può suicidarsi; l’animale-uomo ha delle facoltà che gli vengono date. Quello che tu vorresti è che venisse fuori un giustiziere che creasse un ‘uomo nuovo’ ti dice nulla? che si vedesse abolite le proprie facoltà. E allora ti vendichi; quando c’è un corpo che non può uccidersi, perché già morto, a questo punto diventa il tuo feticcio. Non deve avere fame, non deve avere sete. Il pane, il sale, l’acqua - Giuliano - hanno un grande valore in tutte le tradizioni; tu porti l’acqua ed il pane, così quella persona creperebbe dopo mezz’ora. Queste caricature dei comportamenti radicali ti e ci fanno male. Tu, lo ripeto, vorresti che le facoltà umane venissero abolite. E sarai sempre deluso. Tu non è che ami avere il potere, tu ami i potenti e vorresti convincerli ad essere buoni secondo te. Siano essi di Mosca, d’Oltre Tevere. Quello che vi rende folli di rabbia e di odio è che esiste una umanità che ha delle facoltà. Quella di ammazzare, di ammazzarsi, e tu vorresti, con la legge, abolire queste facoltà e magari farne nascere delle altre. Leggo questo disco sullo sfondo delle tue risposte e dei tuoi articoli. Poi io ritengo che le vie del Signore siano infinite, e questa volta il Signore ci ha mandato Papa Ratzinger. Sarebbe difficile avere speranza ed essere speranza senza il contributo quotidiano di Ratzinger e ratzingeriani contro i naturaliter cristiani, contro la libertà, la responsabilità. Poi il leader radicale ricorda un passaggio del ‘Diario di un curato di campagna’ di Georges Bernanos, con il vecchio abate che dice al giovane curato, sofferente e tra l’altro anche malato: In te la preghiera se ne scorre in sogni. Nulla di più grave per l’anima di quella emorragia. Così l’apparente saggezza del vecchio abate. Tutti sappiamo che vi è questo rischio, ma tutti sappiamo questo è il rischio dell’impresa umana.
    17:43 Durata: 8 min 14 sec
  • La convinzione federalista di Bossi ed il senso profondo delle convenienze di Berlusconi

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il discorso di Berlusconi sul presidenzialismo e la vis polemica dell’opposizione. Il 7 aprile del 1994, quando Silvio venne al nostro congresso e disse ‘Mi avete convinto’, si riferiva alla riforma americana ed uninominale. Allora un radicale dissidente gli disse: ‘Sì, sì, questo va bene, ma tu devi risolvere il conflitto di interessi’. Quel radicale parlava dalla presidenza del Congresso. Questo radicale intransigente rispondeva e risponde tutt’ora al nome di Marcello Pera. In realtà la riforma americana, dai pochi giornali che mi arrivano, è una cosa che ricomincia a filtrare. Veltroni e D’Alema hanno riparlato del doppio turno alla francese, poi il semipresidenzialismo come veniva fuori dalla bicamerale di D’Alema.I commenti di Bossi secondo cui presidenzialismo e riforma della giustizia andrebbero rimandati all’indomani della riforma federalista. Berlusconi ha paura, ed ha ragione. Perché a suo modo Bossi è un bel bestione. Non è che abbia moltissime idee in testa; ne ha una, il federalismo, ed è un po’ un feticcio, ma dice "io passerò alla storia se realizzeremo il federalismo in Italia". Certo, poi si tratta di vedere quale federalismo. Pare che lui voglia il federalismo con le provincie ed i prefetti. Ho impressione che sarebbe una repubblica federale ultravaticana, una federazione mediorientale come sapore. Niente a che vedere con la grande tradizione federalista italiana, europea e kantiana. Però lui almeno questo ce l’ha. Silvio invece ha il senso profondo delle convenienze, delle opportunità, ma non ha altre convinzioni oltre che queste. Allora di fronte ad uno che ha quella convinzione e non altro, lui è debole.
    17:51 Durata: 4 min 23 sec
  • Le opposizioni costituite rappresentano al momento solo l’ancien régime. Credo sia possibile dire che noi ci candidiamo a governare queste realtà. Già le governiamo senza potere, potremmo fare a meno del potere anche essendo al governo.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Dobbiamo assumerci la responsabilità di dire che non vi sono oggi opposizioni cui si possa riconoscere, a livello della saggezza e della storia politica, forza politica ideale, scelte ideali e di vita, anche etiche, che mancano a qualsiasi opposizione costituita che non sia quella radicale. Le opposizioni costituite rappresentano al momento solo l’ancien régime. Io sono convinto di essere, con la storia radicale, con tanta parte della gente, credo che sia possibile che la storia conosca un modo nuovo, quello democratico e nonviolento che mandi a casa i responsabili dell’ancien régime che si traduce nel disordine stabilito. “Credo sia possibile dire che noi ci candidiamo a governare queste realtà. Già le governiamo senza potere, potremmo fare a meno del potere anche essendo al governo”. “La nonviolenza gandhiana riformata. L’usare la nonviolenza per ottenere socraticamente la consapevolezza da parte della città che quella legge va cambiata, o che quei giudici che l’applicano male vanno cambiati. E poi gandhianamente al potere noi non possiamo chiedere altro che di rispettare la propria legalità. E siamo pronti a fare tutti gli sforzi della non collaborazione, per aiutarli ad essere quali loro hanno avuto il desiderio di essere. È un progetto, è una proposta, è una battaglia”. Il Congresso dei Radicali Italiani e il discorso allora avveniristico di Pannella sulla crisi del sistema politico che sarebbe avvenuto. “Oggi abbiamo, per la prima volta, un articolo di fondo del Corriere della Sera in cui viene indicata una domanda: perché non fare almeno questa riforma senza spese, che potrebbe servire anche a disinnescare le famose falangi dell’antipolitica e dipietrismi un tantino stantii e non molto profondi. Il congresso è quello che ha radicato nella volontà della riforma che passa attraverso l’anagrafe dei parlamentari, come riforma della casta, tenendo presente che della casta fanno parte tutti quanti hanno prodotto e producono il colabrodo italiano”. “Domani ci sarà una cosa secondo me molto interessante. Una conferenza stampa del Ministro Brunetta e di Emma Bonino su questa proposta dell’innalzamento e l’equiparazione dell’età pensionabile. Una proposta che oggi trae forza dalle sentenze della giustizia europea di Lussemburgo. Un fatto da non sottovalutare, visto che è un Ministro del Governo, a fronte di un altro ministro che su questo ha avuto posizioni che ci hanno un po’ sorpreso. Il Sacconi di un anno e mezzo fa che accusava il governo Prodi di non essere abbastanza ‘marcobiagista’ oggi pare essere morso da un’altra tarantola ed aver invaso altri campi”.
    17:56 Durata: 15 min 33 sec
  • Conclusioni. L’agenda della prossima settimana, tra Sud-Est Asiatico ed India

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Appuntamenti della settimana. Domani incontreremo gli ufficiali ONU e chiederemo loro cosa accade in questi campi rifugiati. Poi nel pomeriggio “la riunione con i parlamentari del Partito di Sam Rainsy. Dopodomani andiamo a Saigon, poi ad Hanoi. Per due giorni avremo contatti con esponenti governativi, ma anche con buddhisti, cattolici ed esponenti Montagnard. Poi il 26 mi trasferisco in India, dove troverò Matteo Mecacci. Lì incontreremo il Dalai Lama ed il presidente del Parlamento in esilio.
    18:11 Durata: 7 min 59 sec