01 FEB 2009
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:09 Durata: 1 ora 51 min
A cura di Enrica Izzo e Pantheon
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 1 febbraio 2009 condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 51 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L’intervento di Emma Bonino in occasione della conferenza interregionale dei radicali di Lazio, Abruzzo e Molise. I temi dell’iniziativa radicale
    17:09 Durata: 2 min 30 sec
  • In linea di principio e di opportunità sono sempre più convinto della linea di un CLN di liberazione, ma non per combattere lo sbarramento del 4%. Come si è voltato pagina con il ventennio fascista, occorre d’urgenza la soluzione possibile - non probabile -, quella di voltar pagina sul sessantennio partitocratico che sta distruggendo manifestamente il nostro Paese

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Clemente Mastella ha fatto una battuta che offre il destro per iniziare a parlare della settimana. Mastella l’ho visto quando sono andato, l’altro ieri, con Antonella Casu e Rocco Berardo, alla sede socialista del ‘comitato per la democrazia’. Mastella ha detto: ‘Qui c’è da fare una specie di CLN contro la legge elettorale’. Io in linea di principio e di opportunità sono sempre più convinto - e sempre più ancora isolato - sulla linea di un CLN di liberazione. Come si è voltato pagina con il ventennio fascista, occorre d’urgenza la soluzione possibile - non probabile -, quella di voltar pagina sul sessantennio partitocratico che sta distruggendo manifestamente il nostro Paese, il territorio, il territorio morale, ideologico. E' un fatto antropologico. Il fascismo occupò lo spazio di due generazioni; questo regime di quattro se non di più. A maggior ragione è necessario sostituire questo regime alla luce di segnali di resistenza del popolo italiano, nel suo vissuto, di sentimenti di fondo, di speranza, di giudizi, di empatia e simpatie che iniziano a produrre, perfino nel mondo della giurisdizione italiana, con le inaugurazioni degli anni giudiziari, alcuni segnali. Quante volte dicemmo, d’altronde, che i nostri referendum sulla giustizia erano per difendere i magistrati capaci ed onesti contro la corruzione ideologica e politica? L’assonanza polemica con il -governo dei capaci e degli onesti- della P2. Pannella parla poi di uno sviluppo della condizione antropologica del popolo, delle grandi maggioranze del nostro Paese, che sui temi detti 'etici', sui problemi della giustizia, sui problemi dei partiti, dei finanziamenti pubblici dei partiti, dei sindacati, delle chiese e tutto quanto, si trovano in sintonia con noi, come forse mai. Le posizioni e gli obiettivi della resistenza antifascista ed anticomunista mai avevano trovato sintonia nel popolo. Oggi vi sono dei riflessi che un tempo appartenevano, ed oggi non più, magari solo ad una parte consistente del ceto borghese medio. Mentre oggi all’opposto, in questo ceto medio attuale, a partire dall’immenso esercito dei piccoli e medi imprenditori italiani, non vedo venir fuori quello che comincio a scorgere tra i magistrati. E questo dopo mezzo secolo, o forse un secolo, se leggiamo il Salvemini degli anni '15 e '20 di scelte in parte poi esaltate da Chabod, Romeo ed altri - che avevano pure come aspetto la ferocia della subordinazione della crescita industrialista del nostro Paese a scapito di quella democratica
    17:11 Durata: 6 min 34 sec
  • Unione Europea: C’è stato, in questa infame fase della storia europea, un atteggiamento irresponsabile che ha umiliato ed offeso costantemente una Turchia che aveva anche unificato gli ataturkiani e gli ex sospettati di islamismo. Il precedente della CECA e l'attuale questione europea degli aiuti al settore auto

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Oggi, nell’intervento di Emma, a mio avviso vengono fuori in modo sorprendente perché raggruppati, una serie di posizioni e di analisi che, oso dire, consapevole delle risate, degli scherni e delle sufficienze, sono della cultura egemone. Parlando non di una egemonia politica e di potere di fatto; ma a volte le culture egemoni nascono su uno, due o tre libri. Nel nostro caso possono nascere su uno, due o tre decenni di vite politiche organizzate, ancorché minoritarie. Emma ha dato alcune informazioni. Ci dice per esempio che in Turchia, in poche settimane, Erdogan ha fatto cose che per anni non avevano potuto e voluto fare. Innanzitutto c’è un canale televisivo statale in lingua curda, le cui trasmissioni sono state aperte da un intervento in curdo di Erdogan stesso. Ha un certo significato, mi pare. Poi l’abolizione dell’articolo 301 sui reati di opinione ed espressione ‘anti-turchi’. Poi l’avvio alla soluzione del problema degli Aleviti. Poi l’apertura agli Armeni con la visita di Gul in Armenia. E poi il varo del programma di riforme richiesto dall’Unione Europea il 31 dicembre e da attuarsi nel 2009, mentre nell’ultimo anno non erano andati avanti nemmeno di un passo. Poi c'è il piano straordinario di sostegno economico alla zona curda del sud-est, strategica per il Kurdistan iracheno ed iraniano. Poi il disegno di legge, in discussione in parlamento, per la riforma del settore commercio e dogane che apre ad una concezione aperta della libertà di circolazione di uomini, merci etc. Tutto questo in poche settimane è stato ignorato. Per colpa dei Turchi che non sono riusciti nemmeno a mobilitare le loro comunità, in Germania ad esempio. Per colpa loro e d’altra parte per colpa di questa Europa disastrosa. Cosa è accaduto in Turchia? È vero che i militari, con le loro tradizioni autoritarie, entro limiti purtroppo inaccettabili - ma comunque entro limiti -, essendo d’accordo non solo sulla NATO ma anche sull’Unione Europea, hanno trovato 'sopportabile' - soprattutto all’indomani del fallimento dei laici social-democratici - l’incontro con Erdogan e con gli islamici cui avevano guardato sempre con sospetto. C'è la sorpresa che sono proprio questi, i 'demo-islamici', a costituire la novità. Ma c’è stato, in questa infame fase della storia europea, un atteggiamento irresponsabile che ha umiliato ed offeso costantemente una Turchia che aveva anche unificato gli ataturkiani e gli ex sospetti di islamismo. Bruxelles ha dato in realtà solo consistenza a questi 10-15 anni di mortificazione dell’attesa e del mito europeo. È una responsabilità tremenda. Il rischio che la Turchia, per sopravvivere, si rivolga verso altre opzioni. Il Mediterraneo è il cuore della storia europea ed anche della storia mondiale. Ne è il cuore perché abbiamo la civiltà egizia, l’assiro-babilonese, quella greca, quella bizantina, e poi le tre religioni monoteiste... Dinnanzi a questo c'è una piccola Europa delle patrie. Della storia vecchia che si sta ricreando in maniera accelerata. Bruxelles poteva parlare a nome del popolo turco se ci fossero stati ritardi nel processo di europeizzazione. Ma niente. E mentre noi diciamo che l’80% degli Israeliani, nonostante un’influenza nefasta del potere economico sugli editori che hanno sempre ritenuto alternativa, per Israele, l’America all’Europa, non stava forse a Bruxelles di dare voce al popolo ebreo ed israeliano di fronte ad una classe dirigente che invece risponde purtroppo alle peggiori previsioni di Martin Buber? Questa Bruxelles, questo centro burocratico della Europa dei nazionalismi e delle burocrazie nazionali, che è una incombenza che è andata di già oltre la prudenza e contro le quali non si è alzato nulla. Per esempio non è un caso che venga rivendicata la presidenza Barroso dalla 'grande capacità' di previsione di Silvio Berlusconi. Io vorrei augurarmi che siano costretti a battere la candidatura alla Presidenza di Emma Bonino. Nell’intervento di Emma era molto chiaro un altro richiamo. L’Europa nasce istituzionalmente come CECA, Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio. Dopo di questo si forma la Comunità Europea e dopo 10 anni si ha a che fare con le prime scosse petrolifere che si ripercuotevano sulle siderurgie europee. Allora ci fu il commissario belga Davignon che comprese questo e diede una risposta europea ai problemi che insorgevano in tutte le siderurgie europee. La battaglia di Davignon durò 6-7 anni ma si riuscì ad arrivare a quella linea fatta di sovvenzioni per la auto-riduzione della produzione di acciaio, perché c’era - manifestamente - una sovrapproduzione. Alla fine di questo, avemmo il caso della chiusura della Bagnoli. Poi ci fu Van Mirt, altro commissario belga; quindi due commissari belgi che riuscirono ad andare in porto con una risposta europea e coordinata su quello che oggi è diventato invece, ad esempio, il settore delle auto. La crisi è nel mercato e non del mercato, a differenza di quanto detto da alcuni come Bertinotti, ideologo, che ora pare si interessi solo di cultura ed ideologia e non di partiti. In passato già gli spiegai che il liberismo non era quello che diceva lui. Il liberismo non ha mai pensato che il mercato fosse il regolatore di tutto. I regolatori sono gli Stati ed i poteri pubblici. Per il liberista il mercato ha bisogno della 'regola', non dei produttori del settore, ma quella che è il proprio della politica e del legislatore. Cosa che Einaudi ha sempre mostrato, costantemente, tanto è vero che i federalisti divennero con lui sia Ernesto Rossi che Altiero Spinelli. Il fanatismo proprio di altre scuole totalizzanti non è mai stato proprio dei liberali-liberisti. Liberisti sono stati i meridionalisti italiani come Giustino Fortunato, Chinchino Compagna, che chiedevano una diversa gestione politica e di regole del rapporto produttivo Nord-Sud o Europa-Sud. Oggi invece sul settore dell'auto abbiamo una risposta tedesca, una francese, una italiana...
    17:18 Durata: 21 min 23 sec
  • Anteprima di alcuni dati del Centro d'Ascolto sull'andamento della campagna elettorale in Sardegna: Prendendo tre weekend particolarmente importanti nei periodi elettorali abbiamo avuto realtà in cui i TG nazionali hanno dedicato a Berlusconi, ed al suo candidato, un’ora e 29 minuti, considerando insieme RAI e Mediaset. E a Soru 1 minuto e 56 secondi, mai in voce

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La realtà italiana. Lo scontro è da piangere. È sullo sbarramento, sul 3-4%, sul PD ‘cattivo’ perché fa queste cose. Io ho qui invece alcune informazioni, che domani manderemo per conoscenza. Una analisi fatta dal Centro di Ascolto sulle elezioni sarde. Vi sono delle cose di questo genere: prendendo tre weekend particolarmente importanti nei periodi elettorali abbiamo avuto realtà in cui i TG nazionali hanno dedicato a Berlusconi, ed al suo candidato, un’ora e 29 minuti, considerando insieme RAI e Mediaset. E a Soru 1 minuto e 56 secondi, mai in voce. Pannella prosegue citando altri squilibri informativi. Vorrei che qualcosa venisse fuori, visto che non c’è la Commissione di Vigilanza perché i Partiti, assieme, non l’hanno voluta. Dieci giorni fa c’era un sondaggio nei quali si dava o si millantavano 8 punti di vantaggio di Soru su Cappellacci. Oggi ‘le chiacchiere’ dicono che ci sono solo due o tre punti di vantaggio. Volevo far presente che a Catania, qualche anno fa, telefonai sei giorni prima delle elezioni ad Enzo Bianco, dicendogli che ero disposto a correre lì visto che rischiava di essere distrutto. Lui mi disse: ‘Ho 15 punti di vantaggio, Marco’. Io gli dissi: ‘Stai attento, guarda che lui è capace di farle queste cose, Scapagnini, etc.’; dopo 7 giorni lui perse di 4-5 punti percentuali. E' quello che io mi aspetto per la settimana che si apre domani. Ancora, mai citato Renato Soru il 17 gennaio; mai. Mentre i TG Rai dedicano a Silvio Berlusconi 6 minuti e 55 secondi, di cui 4 minuti e 33 in voce; i TG Mediaset gli dedicano 10 minuti di cui 6 e 30 secondi direttamente in voce; a Renato Soru nemmeno un secondo. Tutto ciò è legato a quell’altra storia, quella dell’iniziativa nostra dell’ultimo anno. Questi si svegliano e vogliono il CLN per fare la battaglia contro lo sbarramento del 4% e invece a favore dello sbarramento al 3%; ma per un anno sono stati zitti perché, essendo titolari del diritto alle tribune politiche, non le hanno avute e non hanno detto nulla. Ed ancora, essendoci 200 titolari di diritto di accesso alla RAI tra minoranze sociali e religiose, non ce n’è stata nemmeno una che abbia rivendicato questo mancato diritto di accesso. L’atteggiamento remissivo dei gruppi protestanti in materia. Abbiamo pazientato 60 anni, ora basta. Noi vogliamo lavorare per trovare ed inventare tutti i modi per far sapere al popolo che le cose che lui pensa, per le nostre tradizioni e per quanto facciamo da tempo, sarebbero e saranno fatte non appena ci saremo liberati, come del fascismo, anche di questa partitocrazia
    17:39 Durata: 10 min 49 sec
  • La Turchia, Israele e l'Europa di Vichy

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Ancora sugli scenari internazionali, dalla Turchia alla risposta europea alla crisi economica. Questa è l'evoluzione che noi stiamo sottolineando, l’involuzione dell’Europa delle patrie che sta massacrando la patria europea a livello istituzionale, a livello delle politiche ma anche a livello dei popoli che di Europa non ne vogliono più troppo sapere. L’Europa ha questa forza enorme. Un popolo che vuole entrare in Europa, con quella classe dirigente israeliana che è chiusa nel tunnel della guerra dello stato nazionale ed invece, come già faceva con la Jugoslavia alla quale si chiedeva di continuare a fare finta di essere neutrale. E' l'Europa di Vichy che si ripropone
    17:50 Durata: 4 min 38 sec
  • Oggi questi vogliono fare il bipartitismo come in passato hanno fatto il monopartitismo. O sei bipartitico di questi partiti, o altrimenti sei eliminato. Loro non hanno uno schema di riforma che prevede l’uninominale; mutano le leggi elettorali di volta in volta per salvaguardare questo bipartitismo finora conquistato che è monopartitismo

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La vicenda della Commissione di Vigilanza RAI: Questi sin dall'inizio hanno bloccato le istituzioni democratiche per dividersi le spoglie della RAI TV! Partito Democratico, PdL quelle sono coperture sovrastrutturali della realtà anti-democratica di questo bipartitismo. A proposito dell'evoluzione verso un bipartitismo coatto, alcuni si potrebbero chiedere: 'Noi che fine facciamo?'. Pannella risponde: Più che altro mi chiederei: questa volta cosa ci inventiamo ancora? Nei 40 anni prima di questi diverse volte sembrava che stessimo proprio lì per scomparire e poi si è inventato qualcosa da parte radicale e basta, con i socialisti, i liberali ed i laici che hanno dato corpo e vita a questa battaglia, diciamo il trans-partito radicale. I referendum sono stati stroncati dal fatto che li abbiamo stravinti e dall’intervento della suprema cupola della mafiosità partitocratica. Quando dico la ‘suprema cupola della mafiosità partitocratica’ dico una cosa gravissima; ma io ho sempre detto di fare una accusa, non un insulto. E sono pronto a risponderne. Ma questa è stata ritenuta per decenni una non-notizia dal punto di vista penale. Questi parlano di bipartitismo. La scorsa settimana leggevamo un appello 'americano' per le primarie - al primo posto e questo mi aveva insospettito -, per l’uninominale, per 'l’ordine' garantito dal governo bipartitico. La differenza già la individuai al momento della nostra richiesta di ‘ospitalità’ per le elezioni regionali; allora dicemmo: 'La democrazia politica è chiusa; si può esercitare il privilegio se si è accolti all’interno dei titolari dei diritti politici, i due partiti'. Dopo 6 mesi facemmo il referendum e, se mi si consente, la Rosa nel Pugno. Oggi questi vogliono fare il bipartitismo come in passato hanno fatto il monopartitismo. O sei bipartitico di questi partiti, o altrimenti sei eliminato. Loro non hanno uno schema di riforma che prevede l’uninominale; mutano le leggi elettorali di volta in volta per salvaguardare questo bipartitismo finora conquistato che è monopartitismo. Il bi o tri-partitismo anglosassone è invece il risultato della libera aggregazione, per blocchi, degli eletti uninominali, delle persone elette con le loro schiavitù, le loro onestà e disonestà, con il loro esser conosciuti. Pannella definisce tutto ciò il grande inganno di questi sfascisti sicuramente non liberali, non democratici e tali nella loro moralità che hanno eletto quella che nel criterio di tutti è disonestà a regola legittima e quasi doverosa: non seguire la legge scritta e di volta in volta inventarsene una che di volta in volta gli fa comodo. Noi vogliamo presentare al Paese anche volti, nomi, storie, di persone che si uniscono attorno alla storia radicale per presentare, formare e preparare il CLN alternativo a questo regime che va abbattuto per impedire che ci travolga con le sue rovine. Via loro, dunque, ma in pensione e senza Piazzali Loreto
    17:55 Durata: 9 min 37 sec
  • Lo dobbiamo ai magistrati capaci ed onesti che emergono: perché non facciamo una bella inchiesta su cosa sono i congressi dell'ANM? Quanti sono i partecipanti? Come vengono eletti i delegati? Quanti sono stati i partecipanti degli ultimi due congressi? Delle cose squallide, fatte quasi notte tempo, senza nessuna dignità

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Rendo omaggio non solo al procuratore generale di Milano ma anche ad altri tre o quattro che vorrei poter citare ma non ho fatto in tempo a prepararmi. Per esempio, ai massimi livelli è stata fatta un’affermazione che può apparire scontata: che legalità e moralità si affermano se si ha presente che i diritti umani costituiscono l’elemento-guida di qualsiasi governo democratico e laico. È fondamentale. Vorrei pure ricordare che adesso si sente parlare e a chiacchiere sembrano tutti d’accordo - di mutare i sistemi elettorali del CSM. Noi proponemmo questo per referendum. Allora ci fu la famosa relazione Casavola che disse: ‘No, perché se aboliamo per referendum la formula attuale, non ce n’è una pronta per sostituirla’. Noi questa risposta così provocatoria ed idiota non l’avevamo prevista. Ma avevamo previsto una risposta negativa, perché discutendo in Transatlantico con Augusto Barbera, egli pure mi disse: ‘se passa questa, passa anche la riforma in senso uninominale delle leggi elettorali che avete proposto’. Lo dobbiamo ai magistrati capaci ed onesti che emergono: perché non facciamo una bella inchiesta su cosa sono i congressi dell'ANM? Quanti sono i partecipanti? Come vengono eletti i delegati? Quanti sono stati i partecipanti degli ultimi due congressi? Delle cose squallide, fatte quasi notte tempo, senza nessuna dignità. Poi vediamo se ho ragione. Ma la cosa incredibile è che fin’ora, questa cosa, non è stata mai fatta. Le inchieste al proposito di Radio Radicale. Dubito che si sia mai detto: ‘Erano presenti tot al momento della votazione’. Vanno riaccesi, se sono mai stati accesi, i riflettori su cosa costituiscono questi congressi. C’è un qualche interesse a vedere, nel loro insieme, il progredire o il regredire della forma rappresentativa di quei congressi e di quella roba lì. Le proposte attualmente in campo per la riforma dei meccanismi di nomina dei membri del CSM
    18:04 Durata: 10 min 11 sec
  • Le ultime vicende del Vaticano e dell'informazione italiana

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Le vicende del Vaticano e del Papa a partire dalla questione dei lefebvriani. Per il momento i guai sono nostri. Chiunque voglia celebrare l’11 febbraio, anniversario della stipula del concordato clerico-fascista, magari polemicamente, discutendo del peggioramento ottenuto con Craxi e la tecnica di Margiotta Broglio. Mi sentirei di riascoltare l’intervento che feci su quella cosa. Questa nuova edizione non rinnovò i trattati, come io chiedevo, ovvero la parte più evidente del tentativo di creare uno Stato a due componenti, quella democratica e quella vaticana. Ma lì c’è scritto che lo Stato Vaticano e lo Stato italiano, assieme, si univano per il bene dell’Italia. Mi pare un'eresia. Quello di dare per scontato che la Chiesa sia delegata, al pari del Parlamento italiano, a vegliare al ‘bene’ del popolo italiano.... Pannella poi parla dello scandalo quotidiano dell’informazione, scandalo che sono sicuro non c'è in Iran, visto che Ahmadinejad, almeno lui, è un 'laico'. Pannella cita gli interventi del capo dello stato vaticano, dei cardinali, ad esempio l’intervento del cardinale Martino alla vigilia della discussione di una legge in Parlamento. E poi, ancora una volta, mi rivolgo al Presidente della Repubblica: Presidente, siamo ‘assassini’ perché abbiamo legiferato sull’aborto e siamo responsabili di 'una Shoah permanente’; Presidente, ancora oggi il Capo dello Stato estero Vaticano ha detto che è ‘indegno’ quanto la magistratura italiana ha fatto in una certa occasione e continuano a dire che loro governano il monopolio della vita contro ‘le ideologie e le posizioni di morte’. Allora lei, Presidente Napolitano, non è nemmeno Presidente dell’Italia PCI. Vorrei che lo tenesse presente. Ognuno di noi ha la sua storia; io l’ho votata e fatta votare, quindi sono responsabile e questo l’ho messo nel conto. Ma allora il compito che ho è farle sapere che ‘la razza’ dei liberali, quella degli antifascisti anche perché anticomunisti, quella razza lì, è ancora organizzata, anche se non ha gli elettorati passivi, anche se, quando vengono eletti al Senato, non sono proclamati. Anche, anche, anche Lei stesso è il primo, in questo momento in cui la morsa si stringe, a non poter conoscere i dati della televisione italiana, perché sono riusciti assieme cattolici e comunisti, con una componente che si confonde con il 'fascismo' di Gasparri e La Russa, e chiedo scusa al fascismo a far fuori il Centro d'Ascolto. Questo è un fiume in piena che sta travolgendo il Paese. Le riflessioni simili di Ainis sul Concordato. Posso essere inelegante, come sempre? Siccome mi pare che quel discorso con questi argomenti - l’ho fatto alla Camera dei Deputati nel 1983, quando il professor Ainis era ancora giovane studente, potrei anche illudermi che un po’ di quei discorsi..... La mia stima e la mia ammirazione vanno al costituzionalista e allo scrittore
    18:14 Durata: 10 min 22 sec
  • La visita in carcere di Rita Bernardini ai rumeni responsabili dello stupro di Guidonia.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La presa di posizione di Rita Bernardini sul rispetto del diritto del prigioniero, anche il più colpevole. Essere gentile o cortese con l’arrestato gentile e borghese, non ci vuole grande sforzo. Su questo credo che Rita spiegherà ulteriormente. Che sia ben chiaro che sia lei che Sergio D’Elia hanno visto lussazioni, occhi neri, non hanno solo sentito delle voci. E’ bene che precisino, perché un membro della polizia penitenziaria ha sentito e mi ha scritto una e-mail: ‘State facendo questa battaglia. Credo sia importante precisare in quale luogo questo pestaggio ssarebbe avvenuto, se da parte dei carabinieri o della polizia penitenziaria’. Lo ringrazio davvero questo membro della polizia penitenziaria
    18:25 Durata: 3 min 5 sec
  • Santoro e la censura dell'iniziativa radicale sul trattato Italia-Libia: Questo è un fatto antropologico ormai: è l’esorcismo. Siamo esorcizzati

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L’opposizione al trattato Italia-Libia guidata dai radicali ed il trattamento mediatico della vicenda da parte di Santoro. Questo è un fatto antropologico ormai: è l’esorcismo. Siamo esorcizzati. Come dice Amorth, il capo degli esorcisti; anzi si potrebbe scambiare ruolo per un po' con Vespa. Nessuna sorpresa sul servizio corretto a proposito di Battisti e D'Elia da parte di Canale 5: Capuozzo è sempre stato un giornalista serio ed importante; io mi addoloro quando TG5 va male ed è ‘di regime’, perché non lo do per scontato con Clemente Mimun. Mentre non mi addoloro nemmeno - e non lo guardo quando l’ex intellettuale de Il Manifesto, il giovane collaboratore così colto, Gianni Riotta, serve, nemmeno con intelligenza, le sue nuove opinioni
    18:28 Durata: 3 min 9 sec
  • Si lotta in uno Stato non democratico, non di diritto e assolutamente in totale estraneità alla Costituzione repubblicana. Anche perché noi la vogliamo riformare, ma rispettiamo le forme, per cui se proponiamo una riforma è per trovare una forma responsabilmente migliore. Questi altri, che non credono alle forme dello Stato ed altro, cambiano tutto continuamente, leggi elettorali e tutto

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il tema della crisi economica. entro 10 giorni i nostri parlamentari presenteranno una proposta di legge che riguarda le pensioni, che per sei mesi ho un po’ studiato con e grazie al tesoriere di Radicali Italiani, Michele De Lucia. Avremo un testo nostro sul quale mi auguro sarà possibile fare un po' di mobilitazione. Quale è possibile, mentre si lotta in uno Stato non democratico, non di diritto e assolutamente in totale estraneità alla Costituzione repubblicana. Anche perché noi la vogliamo riformare, ma noi rispettiamo le forme; per cui se proponiamo una riforma è per trovare una forma responsabilmente migliore. Questi altri, che non credono alle forme dello Stato ed altro, cambiano tutto continuamente leggi elettorali e tutto. Il dibattito a Legge elettorale. Devo ringraziare Europa che ci ha pubblicato in prima pagina, un documento mio, di Antonella Casu e del tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. Ci tengo perché da lì veniva fuori chiaramente: il CLN non si fa contro lo sbarramento del 4%, ma per liberare l’Italia da questo regime. E questo lo dico a Pasqualina Napoletano, a tanti altri che è difficile raggiungere; questo noi proponiamo come crescita di una storia che è comune e lo deve divenire in termini di lotta. I radicali spesso nemmeno considerati tra i 'partitini a rischio scomparsa'. In controtendenza Crespi ci ha inserito in un suo sondaggio, dandoci l’1,6%, quando nessuno più sentiva parlare di noi. Un punto di partenza buono, soprattutto in una situazione di totale rimozione e totale esorcismo che funziona nei confronti nostri
    18:31 Durata: 5 min 35 sec
  • La vicenda De Magistris: Personalmente ritengo che la realtà calabrese e lucana avrebbe forse fatto impazzire anche me, posto che fossi stato rigoroso ed intelligente. Io ci metto tempo a formarmi delle convinzioni. Dico che comprendo come una persona che pure fosse onesta e capace, nel contesto calabrese, possa commettere errori ed eccessi

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L’editoriale di Travaglio su L’Unità in cui si accusa il PD di fare l’accordo sul 4% in cambio del voto sul sottosegretario di Casal di Principe. La risposta di Gianni Cuperlo a Radio Radicale. L’intervista di Fava sulle stesse corde dell’articolo di Travaglio. Purtroppo c’è un po’ di miseria. Miseria ha un aggettivo...da miseria viene ‘miserevole’ e fermiamoci a questo. Queste accuse appaiono sul giornale del Partito Democratico: E’ chiaramente la linea della De Gregorio. È la linea di una parte di Repubblica che magari se è fuoriuscita sarebbe tanto meglio; perché vuol dire che si potrebbe preannunciare qualcosa di diverso per Repubblica. La vicenda De Magistris e Genchi. I nostri ascoltatori sanno che abbiamo riflessi diversi nell’individuare l’essenziale della realtà detta ‘De Magistris’. Non parlo dell’autonomia dei suoi singoli atti. C’è una gerarchia delle gravità. Personalmente ritengo che la realtà calabrese e lucana avrebbe forse fatto impazzire anche me, posto che fossi stato rigoroso ed intelligente. Non si sa ancora come hanno ammazzato Ligato. Il comizio di Pannella a Palmi in passato. Il caso De Magistris lo metto in una situazione nella quale siamo stati, come partito, incapaci di essere presenti come dovremmo in Calabria ad esempio. Ancora sulle 'diverse sensibilità' radicali: La mia posizione massimalista: abbiamo pazientato 60 anni ed ora basta. Ogni nostro gesto deve essere volto a passare dalla resistenza al governo delle istituzioni, dicendo che noi siamo pronti e proponendo di aggregare non solo quelli dei partitini che ad un tratto si svegliano sulla questione del 4%, ma anche molti altri. Perché noi discutiamo di questo, ma i cattolici ed i comunisti di cosa discutono? Gli eroici difensori di De Magistris. Io ci metto tempo a formarmi delle convinzioni. Dico che io comprendo come una persona che pure fosse onesta e capace, nel contesto calabrese, possa commettere errori ed eccessi. Non è per giustificare a priori chiunque sia. La riforma della giustizia e la necessità di una amnistia
    18:37 Durata: 16 min 5 sec
  • Se fanno fuori Renato Soru è perché Roma gli ha proibito di accettare la nostra presenza come lista autonoma per salvarlo. Questa che continua è una linea consapevole: hanno fatto l’impossibile per potere dire ‘ecco lo scalpo dei radicali’ in Vaticano ed altrove

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Se fanno fuori Renato Soru è perché Roma gli ha proibito di accettare la nostra presenza come lista autonoma per salvarlo. Questa che continua è una linea consapevole: hanno fatto l’impossibile per potere dire ‘ecco la collottola dei radicali’ in Vaticano ed altrove. Questa la linea. Poi la provocazione: Pannella non è candidabile, Viale non è candidabile, D’Elia il co-responsabile, con D’Alema, della moratoria universale delle esecuzioni capitali - non è candidabile. Hanno contato che noi avremmo avuto il rispetto umano per noi stessi. Gli è andata male e a noi è andata bene. Abbiamo avuto fortuna. Di fronte ai sei parlamentari alla Camera ed i tre al Senato occorre buona volontà a dire che ci sono solo gli altri partiti e non noi. La nostra si chiama ‘delegazione del gruppo’ e quindi è un soggetto politico parlamentare. Adesso cercheranno di evitare che noi, per la prima volta dal 1979, si sia anche nel Parlamento Europeo. Forse non ci siamo anche per dei limiti e delle responsabilità nostre; se avessimo avuto un pochino più di forza come Partito Radicale Transnazionale, forse saremmo potuti essere presenti in molti modi, non solo in Italia. Ancora sulla figura di De Magistris
    18:53 Durata: 4 min 6 sec
  • Conclusioni. Gli appuntamenti della settimana

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La sessione a Strasburgo del Parlamento Europeo. Io voglio il cambiamento, la trasformazione, la sostituzione di questo regime. La corsa è una corsa contro il crollo di questo regime che ci travolgerà tutti. Occorre rivendicare il fatto che noi siamo qui, che non siamo molti di meno se non come qualità individuali di quella gentucola come Ernesto Rossi, Altiero Spinelli, i fratelli Rosselli, di quella roba lì. Il prossimo arrivo del Dalai Lama a Roma e Venezia per ricevere la cittadinanza onoraria
    18:57 Durata: 3 min 17 sec