22 FEB 2009
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:05 Durata: 1 ora 52 min
A cura di Enrica Izzo e Pantheon
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 22 febbraio 2009 , condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 52 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Le dimissioni di Walter Veltroni e l’assemblea del PD. L’appuntamento a Chianciano del Congresso italiano del Partito Radicale Transnazionale. La proposta di un Partito della nazione di Pierferdinando Casini. Il congresso del PLI ed il fallimento della tentata OPA di Berlusconi. La crisi economica internazionale
    17:05 Durata: 3 min 48 sec
  • Il ruolo mancato dell'Europa nell'attuale crisi economica e politica globale

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La crisi economica internazionale. Berlusconi ha voluto questo regalo della fine anticipata della legislatura ed ora la crisi se la vede lui. E mi fa anche piacere. L'editoriale di Giavazzi: Abbiamo tre moschettieri che sembrano unificarsi: Tremonti, Prodi e persino Giavazzi. Grazie al Messaggero abbiamo avuto pubbliche professioni di fiducia e consenso tra Tremonti e Prodi. Sullo sfondo anche Tremonti, con gli euro-bond, ed il FMI che dice che questa idea è buona, ma a patto che esista un’Europa che si faccia garante di questi bond. E allora riveniamo alla grande questione della rimozione di questa crisi. Le ripercussioni politiche: Abbiamo i segnali di un affacciarsi, all’austriaca, dell’estrema destra britannica. Pare che in Turchia la situazione non stia andando troppo male; ho sentito alcuni commenti sorprendentemente constatanti un momento di resistenza maggiore della Turchia in confronto a tutto il resto del Mediterraneo. Le prossime elezioni europee - ed è cosa di cui dovremo parlare - devono riuscire ad essere qualcosa che inserisca finalmente, nella politica di una delle nazioni di questa Europa delle patrie, il problema della grande Europa politica, grande come mercato ma anche come unione di cittadini, grande perché è l’unico soggetto che può far arretrare di due o tre decenni il disastro mediorientale. La stolta politica del voisinage con l'area del Mediterraneo. Non sono in condizioni di fare un dibattito più approfondito sulle componenti economiche che emergono di una crisi che però è certa. Una crisi che incombe dove ce la si aspettava meno, in Gran Bretagna. E che è scoppiata pure in un luogo per alcuni impensabile. Tremonti - come dice sempre - pensava alla Cina, ed invece la crisi è scoppiata negli USA. Qui temevamo per la situazione francese ed italiana e invece le cose da guardare mi pare che siano le cose nell’Oriente europeo ed anche l’Inghilterra. Sull’imminenza della crisi, Giavazzi è in linea con il Governatore della Banca d’Italia: Draghi in fondo ci ha detto che questo è solo un inizio. Le valutazioni sull’occupazione e l’impresa quindi, in Italia, sono forse addirittura ottimiste. Di questo non si è parlato per nulla in tutto questo baillamme del Partito Democratico. L’importanza dei temi sociali: In Italia il massimo problema sociale è quello della giustizia, ma adesso avremo anche quello degli ammortizzatori per la grande industria e per le finanze - che noi denunciamo - e non per la produzione
    17:09 Durata: 9 min 34 sec
  • L'assemblea del PD: Questo partito lo hanno messo alla luce senza averlo concepito. Non hanno esperienza, culturalmente parlando, di quella che si chiamava a casa loro ‘teoria della prassi’. Non si capisce quali siano i criteri organizzativi, con tutti i nuovismi.... La doppia tessera: La prassi partitica in Italia è tale per cui una libertà fondamentale come quella di associazione è sospesa dal momento in cui si entra a far parte di un partito

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L'assemblea del Partito Democratico: Mi sono fatto l'idea che questo partito l'hanno messo alla luce senza averlo prima concepito. Non c'è una regola, loro stessi non sanno bene quali sono i poteri del congresso. Franceschini ha chiarito che c’è una direzione di 200 membri, che questa sarà coinvolta, come pure i rappresentanti delle regioni, visto che questi ultimi appartengono alla generazione di 40-45 anni ed il Partito ha in mente il rinnovo generazionale. Quindi abbiamo questa realtà - è stato detto anche da Fassino - L’importante è che c’è un leader democristiano alla guida di un partito in gran parte ex DS. E quindi questa, secondo Fassino, sarebbe finalmente e a maggior ragione una sintesi. Un ragionamento da verificare ma che tiene. È vero che ad esempio sui temi etici hanno preso una posizione non negativa rispetto alle posizioni dei due gruppi. L’accenno laico del nuovo leader è stato tale da far sottolineare a Marino che questo è un progresso rispetto a quanto ci raccontano i nostri compagni parlamentari nel gruppo del PD. Due partiti hanno a disposizione pienamente i telegiornali per la loro propaganda politica: UDC e Italia dei Valori. Hanno a disposizione tutti i telegiornali. Rutelli aveva aperto tutto giorni fa, dicendo chiaramente: o si mettono le cose a posto, o si ha la scissione. Ora aspetteranno, vorranno prima vedere se il partito si riprende o meno con le elezioni europee e soprattutto nel sottopotere locale. La situazione del sottopotere locale, a partire dall’Umbria che a giudicare dalla spazzatura, dalla corruzione, dalla classe dirigente che si improvvisa per rimanere sempre la stessa, costituisce la situazione più vicina a quella di sfascio napoletano. Non hanno esperienza, culturalmente parlando, di quella che si chiamava a casa loro ‘teoria della prassi’. Non si capisce quali siano i criteri organizzativi, con tutti i nuovismi ... Il grande scontro ad esempio doveva essere sulle primarie. Sì, ma su quali primarie? Se le contrapposizioni si inventano dal centro. Questo è un ritardo culturale-ideologico; non concepiscono forme nuove. Noi continuiamo a sottolineare che le nostre scelte organizzative, di teoria della prassi, hanno un senso sempre più evidente e profondo. La questione della libertà delle doppie tessere ad esempio. È vero o no - vorrei che Rodotà gli dedicasse un po’ di attenzione - che la prassi partitica in Italia è tale per cui una delle libertà fondamentali in qualsiasi democrazia, la libertà di associazione, è sospesa a partire dal momento in cui uno entra a far parte di un partito? Noi eravamo il partito ‘precario’ per definizione con doppie, triple tessere, con la libertà di candidarsi anche contro la maggioranza dei compagni che hanno quella tessera e adesso affiora: se invece così ci si avvicinasse ad una concezione americana delle forze politiche? Viene fuori un problema di riforma profonda della politica, dalla radice. Si dice: ma come fai a reggere un partito così? Beh, noi siamo divenuti il più antico partito politico con continuità giuridica
    17:18 Durata: 9 min 52 sec
  • Non mi pare che dalla crisi del PD sia venuto pure un barlume di discussione sul fatto che c’è una scelta da fare: sinistra radicalmente liberale, quindi socialista, azionista, gobettiana

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Mi sentirei di dire che in definitiva alla sinistra italiana manca la scelta consapevole che una grande sinistra di alternativa, contro una grande destra che - da un punto di vista di uno schema teorico - è anch’essa di alternativa, la si fa se la sinistra sceglie come connotato principale quello radicalmente liberale. La lettera di Pannella a Togliatti alla fine degli anni ‘50. Oggi continua ad essere egemone, senza che se ne rendano conto, una politica togliattiana. L’esperienza di Vittorini che accetta di divenire Presidente del Partito Radicale. Perché? 'Perché - mi disse - sono sicuro che siete, e siamo, gli unici copernicani nella politica tolemaica italiana’. Morì dopo tre o quattro anni. Io ricordai questa cosa allo studente Occhetto che poi, quando presentò il PDS dopo l'abbandono del PCI, non citò la fonte ma disse: ‘Noi stiamo proponendo una riforma copernicana in una politica tolemaica’. Non mi pare che dalla crisi del PD sia venuto pure un barlume di discussione sul fatto che c’è una scelta da fare: sinistra radicalmente liberale - quindi socialista, azionista, gobettiana. Parlare, come si sta parlando di nuovo in Italia, del ‘cattolico’ in politica, vuol dire andare indietro di 60 anni. Negli anni ‘50 ci si vergognava di dire una cosa del genere. La Trahison des Clercs di Benda. Il modello di partito americano è difficile che venga compreso dall’attuale PD? Ci sono delle cose che esplodono nella gente, quando sono semplici ed in rapporto con la loro vita. Loro invece, ad esempio, fanno il discorso del ricambio generazionale; ma i più giovani possono anche essere più stupidi e meno rivoluzionari degli anziani; facendo ricorso a questi succedanei delle spiegazioni politiche, c'è da essere allarmati. Piuttosto si dovrebbe dire alla gente: la Costituzione democratica, come quelle di tutto il mondo, prevede la libertà di associazione. Se si ponesse alla popolazione il problema della limitazione della libertà di associazione che il fatto di aderire ad un partito comporta, sono sicuro questo sarebbe un dibattito che esploderebbe. La difficoltà di replicare il modello americano, visto pure lo stato dell’associazionismo in Italia. Nella società americana quello che conta di fatto non è il finanziamento pubblico dei partiti. Il partito dispone di quello che gli si dà, questo è il principio. Il partito è mendicante, come noi siamo da sempre mendicanti e fieri di esserlo. Gli ordini mendicanti, d’altronde, non erano i più deboli nella storia della chiesa. La legge approvata sui finanziamenti ai piccoli partiti: l’astensione radicale al Senato ed il voto a favore da parte dei Senatori dell’Italia dei Valori [PROBLEMA AUDIO, VEDI FILE MP3].
    17:28 Durata: 15 min 19 sec
  • La figura di Franceschini: Saremo pronti a coglierne il positivo. Assieme a Castagnetti ed altri fece saltare l'accordo con i radicali alle regionali del 2005 perché non voleva il nome di Coscioni sulla lista. Rancori? No. Speriamo, ma non credo sinceramente che il dibattito politico - che non c’è - aiuterà Franceschini. L'opposizione radicale.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La figura di Franceschini. Saremo pronti a coglierne il positivo, a sostenerlo eventualmente. Nella sua storia DC non era presente proprio in questi anni. Con Castagnetti furono quelli che per esempio fecero saltare l’accordo, voluto allora da tutti quanti, sulle regionali del 2005. L’accordo secondo loro si sarebbe fatto a patto che non figurasse il nome di Luca Coscioni sulla lista. Rancori? No. Speriamo, ma non credo sinceramente che il dibattito politico - che non c’è - aiuterà Franceschini. Il discorso di Franceschini e la critica politica a Berlusconi: Gli mancava una cosa. Oggi ho sentito ripetere, anche da Fassino, che in Parlamento ci sarebbero tre opposizioni, quella del PD, quella di Casini e quella di Di Pietro. Allora iniziamo con il dire che no, in parlamento le forze di opposizione sono quattro e quella che ha un comportamento leggibile, perché in continuità con 55 anni di storia ancorati a dei valori e degli obiettivi, è quella radicale. Una forza politica ha degli obiettivi. È l’unita laica su scelte ed obiettivi, come avviene in America. Due settimane fa mi feci promotore dell’adesione radicale ad un ‘grande appello per l’uninominale’. Non se ne è sentito più nulla. Finito. Il dibattito interno al Partito Liberale Italiano. Le iniziative di Benedetto Della Vedova e in particolare la sua posizione sul caso Englaro: Lui ci teneva a marcare quella solitudine sotto Palazzo Chigi. Era un modo per sottolineare, per dare il coraggio ad altri che sono d’accordo con lui perché si manifestassero. Le cose giuste valgono la pena, perché divengono semi di altre cose. Questo suo atto di solitudine - voluta - è cosa coraggiosa, radicale in termini di prassi
    17:43 Durata: 10 min 23 sec
  • Congresso del Partito Radicale Transnazionale sul fronte italiano:Quello è il luogo in cui andiamo a studiare cosa occorre fare per costituire un CLN che però sia a livello transnazionale. L’obiettivo è di fare un passo definitivo per la costituzione, in Italia, di un comitato di liberazione dalla partitocrazia. Anche per difendere quanto valido ed attuale della Costituzione italiana

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il Congresso italiano del Partito Radicale Transnazionale. E’ un congresso in formazione, come il Satyagraha. I congressi si formano quando non sono quelli per delegati, per tesi. Sarà il riflesso di una determinata congiuntura. Io direi che c’è un’altra cosa che mi si sta chiarendo: non faremo commissioni, sia per la soluzione logistica, sia perché il nostro congresso sul fronte italiano del Partito Radicale Transnazionale deve forse prendere coscienza che, sul fronte italiano, se vogliamo vincere sul fronte mediorientale e israeliano, se vogliamo vincere sul piano bioetico, sul fronte degli immigrati o della sicurezza - su ciascuno di questi temi ci sono delle forze potenziali che sono più aggregabili sugli specifici obiettivi. Ieri ad esempio la cellula Coscioni di Roma ha fatto 2.000 firme in due ore sul testamento biologico. Io credo che questo sia uno dei momenti nei quali si debba fare come ha fatto Zapatero quando gli è capitata tra capo e collo quella vittoria inaspettata: tutti i suoi obiettivi di libertà li ha messi insieme e li ha raggiunti. I contatti, anche organizzati, con gruppi come quelli dei rumeni, degli ebrei, etc. Devo dire con una puntina di rammarico, ai nostri amici israeliani e delle comunità ebraiche, che sta accadendo una cosa che mi spiace un pochino: forse proprio a causa del manifesto dalla sinagoga di Firenze, non vengo più invitato a nulla. A questo congresso noi proponiamo di associarci, ciascuno con le particolari sensibilità che gli sono proprie, come ad esempio quella della Coscioni sui temi etici, perché queste cose potranno maturare solo da una rivoluzione politica, da una forza che si assuma la responsabilità di dire: dopo 60 anni dobbiamo mandare a casa questo regime. Vediamo chi siamo con questo obiettivo. Dobbiamo riuscire a proporre obiettivi in quella direzione, per arrivare a proporre nell’ambito di questa legislatura, attraverso ad esempio l’incriminazione dello Stato italiano di fronte alle istituzioni internazionali, o contestando la mancanza di legalità dello Stato italiano, facendoci arrestare tutti quanti, non lo so, Cose cui siamo abituati, ma che forse viste scritte su un documento. L’appello di Pannella è a tutti coloro che sono almeno disponibili a fare della realtà storica radicale, della struttura e della continuità radicale, il nucleo che si propone in tempi politici di provocare l’alternativa storica. Se non ci saranno gli editoriali che, magari scherzando, dicano che questo è l’obiettivo e l’ambizione dell’appuntamento di Chianciano, sarà difficile. Ma quello è il luogo in cui andiamo a studiare cosa occorre fare per costituire un CLN che però sia a livello transnazionale. L’obiettivo è di fare un passo definitivo per la costituzione, in Italia, di un comitato di liberazione dalla partitocrazia. Anche per difendere quanto valido ed attuale della Costituzione italiana. Venerdì, sabato e domenica per iniziare ad organizzare l’alternativa di regime, per organizzare la fine del regime partitocratico e l’alternativa anche come classe dirigente. Sarà fondamentale quanto riusciremo a far discutere questa cosa. Forse ci può essere un altro luogo, che non sia questo qui, per discutere questo: cosa fa Pannella? Le proposte dei socialisti, dei Verdi, di Fava e Napoletano ai radicali: Benissimo, vediamo, andate avanti. Se è questo quanto ci apparirà più conveniente - in termini non strettamente egoistici - si farà. Pare che Napoletano e Fava abbiano già ieri proposto un nuovo simbolo. Credo che il mio riflesso sarà pure quello di uno un po’ esperto di elezioni. Il congresso e noi non siamo ancora mai scoppiati come rane. Eppure quante volte avremmo potuto essere sospettati di essere delle rane che sarebbero scoppiate nel tentativo di trasformarsi in bue? Abbiamo ambizioni più ampie, grosse ed immediate; speriamo siano compatibili con la direzione che questi altri compagni percorreranno. Per noi può essere anche un passo in avanti nella direzione che ci interessa, quella strategica e non quella elettorale. Per esempio: è importante che ci si vede fisicamente, che si possa dire ‘c’ero’ a Chianciano. Ma a coloro che non possono, o ai politici di famiglia non strettamente radicale che non possano venire, io chiedo che si iscrivano, che mandino quattrini, che dicano che seguiranno per radio perché sono interessati ad ascoltare questa proposta, pazza ma interessante. Il dato degli iscritti al Partito Radicale Transnazionale, senza ancora nessuna campagna specifica: Ad oggi siamo al 46% degli iscritti dell’anno precedente, ma l’anno precedente avevamo iniziato la campagna di iscrizione a ottobre, mentre questa volta a dicembre. A vedere i dati della rateizzazione, moltissimi sono in percentuale i pensionati, i dipendenti, che risentono degli effetti della situazione di oggi
    17:54 Durata: 24 min 1 sec
  • La manifestazione di Micromega sul testamento biologico e la raccolta di firme radicale: Vuol dire che noi siamo in condizioni di offrire queste occasioni alla gente non solo come occasioni importanti per stare insieme, ma anche per dare e ricevere contributi militanti che vadano al di là della sola manifestazione. E' la capacità di fare di queste occasioni, delle occasioni di organizzazione potenziale militante

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La manifestazione di sabato sul testamento biologico. L’intervista di Beppino Englaro al Corriere della Sera: Io vorrei solo dirgli che quando abbiamo costituito la Rosa nel Pugno, abbiamo proposto - e sono stati accettati - tre nomi: Zapatero, Blair e Loris Fortuna. Non Craxi, Nenni o altri. E per tutta la vita della Rosa nel Pugno dicevo che i socialisti questa cosa di Fortuna non la ripetevano quasi mai. La raccolta di firme radicale a Piazza Farnese: Vuol dire che noi siamo in condizioni di offrire queste occasioni alla gente non solo come occasioni importanti per stare insieme, ma anche per dare e ricevere contributi militanti che vadano al di là della sola manifestazione. Lo sottolineerei: la capacità di fare di queste occasioni, delle occasioni di organizzazione potenziale militante. Questi temi etici hanno una grande forza sociale. Sono venute tutte quelle persone, col freddo. Per il resto: quando si è parlato della nostra adesione o meno a questa manifestazione, ne abbiamo parlato con Paolo Flores D’Arcais. Lui ha detto: 'non ci sono politici, però magari si può prevedere un’altra presenza, però deve venire qualcun altro che non sia Pannella'. Pare che abbia detto ‘perché Pannella è una piovra’. Cosa vuol dire? Micromega all’inizio era diretta da un nostro carissimo amico e compagno socialista, Giorgio Ruffo, al quale dopo due anni dissi: ‘Giorgio, ma come è possibile che non hai mai nominato in due anni il Partito Radicale?’ Lui cadde dalle nuvole. Con D'Arcais c’eravamo un po’ allontanati quando Scalfari e lui avevano trovato, come nuova pasionaria liberale, radicale, etc., la Irene Pivetti. Quindi li capisco: nella loro ricerca, si arriva lì e poi si incontra sempre - magari con imbarazzo - la storia radicale. Ecco la piovra. Si può rispondere (a D’Arcais): la piovra? Beh, la storia radicale è stata questo, anche quando tu non c’eri
    18:18 Durata: 6 min 42 sec
  • L'idea di Pannella di riprendere eventualmente l'alimentazione ad Eluana serviva ad impedire la violenza dell’inganno che può avvenire solo in un Paese anti-democratico. Occorre ricordare che Beppino, il padre, ha fatto una cosa straordinaria per 17 anni, cioè ha voluto 'vincere con', cioè convincere. A me bastavano 5 giorni in più per far sapere che non era vero che si stava torturando Eluana, perché scientificamente non era così

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L’editoriale di Boffo, diretto de L'Avvenire. Il lunedì mattina della scorsa settimana, in cui parlai della situazione che si stava creando sull’assassinio in corso della Englaro, mi arrivò una telefonata di un vecchio deputato democristiano che mi ha detto: ‘ti ho sentito oggi, volevo chiedere se eri d’accordo di approfondire questa sera in collegamento telefonico’. Poi questa telefonata non mi è arrivata. Forse c’era stata una lettura superficiale. Insomma quali erano le mie ragioni? Spero con Boffo di poterne fare un dibattito, visto che con l’Avvenire - lo riscontro quotidianamente - siamo uniti dalle stesse urgenze ma diamo risposte opposte. Dunque, cosa stava accadendo? Avevamo avuto dei sondaggi, nei giorni precedenti, che davano un 70% pro-posizione di Beppino Englaro e nostra, a fronte di un 25% contrario. Ad una riunione presso il Partito già allora dissi: il rischio è che si crei una situazione di scontro tra ‘chi vuole torturare a morte’ e gli altri. Era la mattina dopo il Porta a Porta al quale era stata invitata pure Maria Antonietta Farina Coscioni. Avevo detto: questo è uno scontro goebbelsiano, nel quale si rovesciano le cose. Quel gentiluomo di Vespa, ad esempio, parlava costantemente di fame e sete. Ma io so - lo dissi - che dopo 4 giorni di fame e sete non si sente più fame e sete. Il mio intervento è stato questo: in caso di 10-12 giorni di quella situazione goebbelsiana avremmo avuto un disastro. Il popolo italiano avrebbe detto: 'E' vero, hanno ragione loro, però è anche vero che il padre e questi adesso vogliono torturarla con la fame e la sete per vincere questa battaglia'. E invece io dissi: occorre ricordare che Beppino, il padre, ha fatto una cosa straordinaria per 17 anni, cioè ha voluto 'vincere con', cioè convincere. Allora per evitare che si compiesse questa violenza contro la coscienza del Paese, ho detto che occorreva guadagnare tempo. Poi il buon Dio, o non so chi, ha voluto che questa operazione goebbelsiana saltasse. La proposta di Pannella serviva ad impedire la violenza dell’inganno che può avvenire solo in un Paese anti-democratico. A me bastavano 5 giorni in più per far sapere che non era vero che si stava torturando Eluana, perché scientificamente non era così. Se per cinque giorni l’opinione pubblica italiana, la gente che pure ha intelligenza della vita, fosse stata indotta ad urlare ‘assassino’ come quel ragazzotto di Quagliariello Per dire come, nella sua nobiltà specifica, la politica esige anche un’attenzione ed una professionalità. L’ultima apparizione di Pannella a Porta a Porta, a confronto con Monsignor Fisichella
    18:24 Durata: 13 min 56 sec
  • La seconda sessione del Congresso Mondiale per la Libertà di ricerca scientifica

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La continuazione della battaglia sul testamento biologico: Per fortuna abbiamo l'Associazione Luca Coscioni che organizza la seconda sessione del Congresso Mondiale a Bruxelles, dal 5 al 7 marzo. E' utile ricordare che la Prima sessione consentì la mobilitazione che permise di battere una operazione che già pareva che il Vaticano stesse vincendo, ovvero far approvare dall'ONU una risoluzione contro la libertà di ricerca sulle cellule staminali embrionali. La presenza di importanti personalità a Bruxelles e l’impegno di Umberto Veronesi con il quale, in precedenza, non c’è mai stata una grande sintonia organizzativa
    18:38 Durata: 1 min 30 sec
  • Israele: Gli editori israeliani non hanno mai aperto un dibattito sugli incontestati sondaggi che vedevano il popolo israeliano esprimersi, in grande maggioranza, a favore dell’adesione di Israele nell’UE. Così mi spiego perché, da quando c'è il Manifesto dalla Sinagoga di Firenze, con prestigiose adesioni, io non esisto più per le associazioni ebraiche

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La situazione israeliana. La sorte dell’elettorato Shinui. Il dibattito sull’ebraicità e sul sionismo aperto su alcuni giornali locali. Gli editori israeliani, oggi mi sento di poterlo affermare, hanno messo il veto da 20 anni su questa nostra azione. Da qui la bestemmia per cui non hanno mai aperto un dibattito sugli incontestati sondaggi che vedevano il popolo israeliano esprimersi, in grande maggioranza, a favore dell’adesione di Israele nell’UE. Così mi spiego perché, da quando c'è il Manifesto dalla Sinagoga di Firenze, con le prestigiose adesioni - da Grossman a Gattegna -, io non esisto più per associazioni ed editori ebraici. Il processo in Cambogia agli ex massacratori. Ne parlai con Hun Sen ed anche lui lo voleva fare. Lui scappò proprio dagli Khmer Rossi. L’ONU poneva come condizione un minimo di pubblicità internazionale, la possibilità poi che ad operare non fossero solo magistrati ed avvocati cambogiani. Ora secondo me ci vorrebbe un altro processo da fare: come e perché il mondo e la comunità internazionale, a partire dalla realtà del sud-est dell’Oriente, abbia lasciato passare più di 30 anni dai fatti
    18:40 Durata: 7 min 32 sec
  • Conclusioni. Ancora sul caso Englaro e le mistificazioni della “Rai-dei-pizzini”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L’informazione e la vicenda Englaro. I telegiornali con il Papa, Bagnasco e quest’altra roba, schierati per la difesa della vita, che si simboleggiava e sostanziava come difesa del corpo di Eluana. Quindi la televisione giorno e notte, la mistificazione sporca di parlare di fame e di sete, questa era la grande operazione in corso. Noi, ancora una volta, sottolineiamo a Sergio Zavoli e agli altri il fatto che hanno fatto fuori perfino la candidatura di Carlo Romeo sui diritti umani, una candidatura non appoggiata da noi ma da settori del volontariato. Perché probabilmente pesa il passato di Carlo Romeo, ma sicuramente hanno fatto fuori la sua capacità e la sua conoscenza. Lo hanno fatto fuori con i pizzini. D’ora in poi la Rai la chiamerò Rai-dei-pizzini e chiamerò Zavoli il signore-dei-pizzini. Il bi-Stato nazionale italiano, con Presidente del Consiglio e Segretario di Stato vaticano che parlano contemporaneamente in TV. Conclusioni
    18:47 Durata: 9 min 37 sec