15 MAR 2009
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 17:07 Durata: 1 ora 53 min
A cura di Enrica Izzo e Pantheon
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 15 marzo 2009 condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 1 ora e 53 minuti.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    La situazione della legalità e del diritto in Italia. La scelta dei radicali di abbandonate l’ultima sessione del Parlamento Europeo per la gravità della situazione italiana; le iniziative radicali nonviolente durante la settimana. Pdl e Pd, insieme, stanno per procedere alla spartizione del bottino antidemocratico, anticostituzionale, da arma finale
    17:07 Durata: 1 min 45 sec
  • Cappato e Pannella, con il sostegno ALDE, hanno fatto approvare a grande maggioranza dal Parlamento Europeo una risoluzione durissima che rilancia la questione al centro del Satyagraha: dobbiamo appurare la verità sulle posizioni 'Tibet Libero', pubblicizzare le proposte autonomiste del Dalai Lama

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La scelta dei parlamentari radicali di abbandonate l’ultima sessione del Parlamento Europeo: Lo abbiamo fatto per cercare di allertare i 700 parlamentari, a proposito di una realtà per cui la democrazia, oltre che le democrazie, è in una situazione tale che vale la pena di occuparsene. Mentre dicevamo queste cose enormi, figuriamoci i nostri colleghi italiani! Tutti! Vuol dire anche oltre il PD, perché quella del PD non sarebbe una grande scoperta. Un altra cosa singolare è avvenuta in Parlamento; non solo, ancora una volta, Cappato e Pannella hanno ottenuto una maggioranza schiacciante su una sola risoluzione: Noi, con Marco Cappato che è il più attivo, abbiamo dovuto insistere con il Gruppo Liberale perché la situazione tibetana fosse messa all’ordine del giorno. I socialisti erano contro, ed anche gli altri di sinistra non erano molto caldamente a favore. Ma il colpo grosso, che ci ha sorpreso, è stato un altro: ad un certo punto abbiamo chiesto che oltre al dibattito si arrivasse ad una risoluzione. Marco ha insistito e all’interno del Gruppo liberale questa posizione è passata per pochi voti. A questo punto quelli che erano stati contrari, soprattutto i socialisti, ma anche alcuni a destra - e non parliamo del Presidente del Parlamento - abbiamo avuto solo 130 contrari su oltre 600 votanti. Tra i 130 italiani c’erano soprattutto membri del PSE - tranne i membri italiani - e molti della GUE, la sinistra di Fausto Bertinotti insomma. È stato un evento, nessuno se lo aspettava. Perché quella risoluzione era durissima, rilanciando la questione al centro del Satyagraha: dobbiamo appurare la verità sulle posizioni ‘Tibet libero’, le proposte autonomiste del Dalai Lama. Siamo molto lieti di questa notizia, anche perché le notizie che giungono da lì sono molto gravi: ricominciano le uccisioni e le denigrazioni. Quindi il problema della democrazia e delle democrazie ci costringono a prendere atto che, se ci rassegnassimo a non considerare come vivibile e manifestabile la realtà del PRT, poi i fatti ci dimostrerebbero che non è così. Ancora una notazione sull’Europa: Io conosco un solo europeo su posizioni che constato, quasi tutti i giorni, essere uguali alle nostre, ed è una firma molto autorevole di Le Monde. La firma è quella del vignettista Plantu, davvero straordinario. Nella prima pagina di Le Monde le sue vignette hanno una forza di editoriale straordinaria. Sicché mentre esprimevo questa gioiosa constatazione, mi sono anche ricordato che ad un certo punto della nostra storia, nel pieno della battaglia contro lo sterminio per fame nel mondo, nella classifica de L’Express io ero tra le 10 personalità dell’anno, accanto a Papi e Presidenti
    17:09 Durata: 9 min 11 sec
  • L’abolizione di istituti democratici fondamentali: le tribune politiche, gli accessi alla RAI per le minoranze sociali, i controlli della Autorità Garante sono sospesi. Pongo ufficialmente un interrogativo a Fava, Nencini e gli altri: uno di loro ha mai accennato a ciò? Non si capisce in nome di cosa si presentino alle elezioni. In nome della propria sopravvivenza?

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Valutare questo lascito delle tante cose del passato nel presente, dovremmo verificare se esiste o no. Abbiamo avuto una prima risposta: tu sai quanto io fossi spaventato e pessimista nel fare la la scelta elettorale che abbiamo fatto, ovvero nell'accettare le mortificazioni, le umiliazioni, la scomparsa del nostro simbolo. Avevo paura che avremmo imposto ai radicali ignoti, a quelli isolati, una sofferenza insopportabile. Con il passare delle settimane credo però che sia evidente che esistano, nel Parlamento italiano, non tre forze d’opposizione, ma quattro: la questione della Libia, la nostra capacità di inserire nell’ordine dei lavori i temi che ci interessano, quanto accade sul testamento biologico. Ma il gioco si fa sempre più duro: quanto più siamo presenti, tanto più siamo assenti, cioè tanto più il Paese non può saperlo. Il trattamento dei media cartacei è forse migliore? Il Corriere della Sera mi augurerei che non ce lo desse lo spazio, visto che poi titolano ‘la battaglia dei radicali perché si ritengono censurati’. Questa è una distruzione sistematica dell’immagine. La nostra è una battaglia per la legalità. Certo siamo soli a fare questa battaglia, ma la battaglia riguarda tutti. Sono gravissime le responsabilità del PD in questa vicenda. Il punto è litigare abbastanza per fare poi ingoiare l’evidenza del fatto che si spartiscono come un bottino democrazia e legalità. Ma c’è anche l’abolizione di istituti democratici fondamentali: le tribune politiche non riguardano noi, ma riguardano tutti, compresi gli esclusi dal Parlamento. Abbiamo sottolineato per 9 mesi che erano abolite; per otto mesi che erano aboliti gli accessi per le minoranze sociali, religiose e politiche. Da qui pongo ufficialmente un interrogativo, a Claudio Fava in primo luogo, animatore di quello schieramento di cui si dice dovremmo far parte. Le loro tribune politiche sono abolite. Uno di loro, lo chiedo a Nencini, ha mai accennato a ciò? Noi ci stiamo sputando l’anima scioperi della sete, della fame, incalzando il Presidente della Repubblica mentre loro zero! Detto questo, il problema è che non si capisce quale sia la base elettorale seria, in nome di cosa si presentino. In nome della propria sopravvivenza? Sperando poi che un regime che si è sempre preoccupato di scegliersi le opposizioni - prima che le maggioranze li faccia rientrare tra le opposizioni 'scelte', come una volta lo era Bertinotti ed oggi Di Pietro? La manifestazione di fronte alla Commissione di Vigilanza RAI. Ci siamo trovati in più di 60-70. Il giorno dopo, davanti alla RAI, eravamo 40-50. Mi giunge notizia che ci fossero 60 partecipanti all’assemblea interregionale di Radicali italiani, in quella che pareva da tempo un deserto di militanze. Avevamo avuto 50-60 persone, credo per la prima volta dopo 10 anni, in Sardegna. Questi segnali teniamoli presenti
    17:18 Durata: 8 min 17 sec
  • Pdl e Pd, insieme, stanno per procedere alla spartizione del bottino antidemocratico, anticostituzionale, da arma finale che hanno perseguito con la negazione violenta di un minimo di legalità, di decenza, di prudenza con la soppressione di istituti di rilevanza costituzionale, con metodi appena nella forma diversi da quelli del totalitarismo dello scorso secolo

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La lettura di un comunicato di Marco Pannella di domenica 15 marzo 2009. La vicenda ormai indecentemente partitocratica, anticostituzionale, antidemocratica, violenta, che sta per concludersi con la spartizione del bottino di Regime fra PDL e PD, costituisce un punto di nonritorno per la lotta di Liberazione del popolo italiano, della democrazia e dello Stato di Diritto, oppressi e antropologicamente, ideologicamente, materialmente e moralmente ridotti a mero oggetto di una messa a sacco, come con i regimi totalitari dello scorso secolo, che tornano a riproporsi non solamente in Italia sotto forme nuove solo all’apparenza. La Resistenza partigiana in nome del Diritto, della Libertà, della Pace e della Nonviolenza sa che nel popolo italiano questi ideali sono sempre più vivi e radicati. Oggi ammettiamo di non sapere letteralmente cosa ancora inventarci per imporre almeno nella quotidianità rispetti minimi degli ideali e della legalità costituzionale italiana, oltre che di quelli dei diritti umani, civili, democratici della legalità internazionale. Ma sappiamo che continueremo a inventare, a rendere viva e vivente quella religione della libertà che da Benedetto Croce e Gaetano Salvemini a Altiero Spinelli e Ernesto Rossi fu affermata e resa vincente quando tutto sembrava ormai perso e annientato. La reiterata affermazione ‘non sappiamo più che fare’. Credo che il militante radicale, il radicale ignoto e silenzioso, loro spesso abbiano sentito: ‘e adesso che ci inventiamo?’. Credo che il sentire ‘dobbiamo inventarci qualcosa’, li renda anzi più partecipi. Io sono convinto, spero ne sia consapevole, che anche il Presidente della Repubblica debba inventarsene una al giorno. Le condizioni del regime italiano non permetterebbero una difesa rigorosa e vigorosa, di stampo liberale, da parte del Presidente della Repubblica della legalità. La fatica alla quale - dicevo già 8 mesi fa - Napolitano ha scelto di sottoporsi, dicendosi costretto a fare interventi di moral suasion tutti i giorni. Ma non gli basta nemmeno quello. Il suo tentativo è di essere terzo rispetto alle due forze di regime, al di sopra di queste due parti, ma in questa difficile opera finisce che non riesce nemmeno a richiamare l’attenzione sulla propria ragion d’essere che è quella di garantire il rispetto del diritto e dei diritti. Quando a luglio scrisse le cose per cui noi già facevamo scioperi ed occupazioni, oggi continua a verificarsi l’opposto ma il Presidente tace assolutamente. Lui parlò di ‘obblighi inderogabili’, a luglio. Quegli obblighi, nessuno di quelli, è nemmeno iscritto all’ordine dei lavori della Commissione. La Commissione Zavoli che ad oggi l’unica cosa per la quale la si convoca è per essere seggio elettorale e, questa settimana, per nominare il Presidente della RAI
    17:26 Durata: 7 min 23 sec
  • Franceschini, in modo molto meno goffo di quanto non facesse Veltroni che un giorno invocava il dialogo e l’altro no, morde nello scontro ufficiale-televisivo, coprendo così meglio la realtà che è quella di un regime nei quali queste due componenti, ormai da 50 anni, spartiscono come bottino la democrazia ed il diritto che tolgono

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Non è un pasticcio quello sulla Rai, è mono-porcheria profonda. Tutto salta. Spartiscono il bottino e non ne parlano. Nel Partito Democratico adesso c’è la segreteria e tutto il resto, ma su questa vicenda ho solo sentito dire che Ruffini è il candidato di Franceschini ed altra robetta di questo genere. Non c’è una impostazione, non si pongono i problemi della legalità. Il PDL è assolutamente responsabile di questo, ma al PD non possiamo togliere l’onore di essere parte di questa associazione a delinquere. Sicurissimamente adesso c’è molto più politica. Franceschini, in modo molto meno goffo di quanto non facesse Veltroni che un giorno invocava il dialogo e l’altro no, morde nello scontro ufficiale-televisivo, coprendo così meglio la realtà che è quella di un regime nei quali queste due componenti, ormai da 50 anni, spartiscono come bottino la democrazia ed il diritto che tolgono. Il fascismo ed il comunismo avevano le loro barbare legalità. Visto che legalità avevano, non trovavano motivo di non essere legali. Questo regime invece no. Il rinnovamento della tessera di Prodi va ascritta alla decenza di Franceschini, visto che prima c’era indecenza. la decenza è un fatto esteriore. È indubbio che in Franceschini ci sia un vigore politicante che l’altro non aveva. Ma è chiaro che non esprime la cultura di Ichino o nemmeno del Ministro Ombra dell’Economia, Bersani. I limiti delle proposte di Franceschini: Obama viene criticato - ed è bene che lo sia - perché nei suoi interventi emergenziali non è abbastanza chiaro o garantito quello che lui dice, ovvero che sta aiutando le banche perché venga immediatamente mutato regime da parte di costoro e ci siano dei cambiamenti nei loro comportamenti. Nelle proposte abili di Franceschini, questo legame con il futuro non c’è; con Franceschini c’è solo un provvedimento emergenziale dopo l’altro, si limita a questo. Le posizioni di Brunetta e di Sacconi nell’ambito del Governo
    17:34 Durata: 9 min 20 sec
  • Elezioni europee: l'anticipazione del Corriere sulla candidatura di Pannella. Devo proprio dire che è a livello del Corriere della Sera. Ogni volta è un’offesa all’immagine, come il titolo ‘i radicali lamentano di essere censurati dalla RAI tv’. Questo staremmo facendo! E questo è il lavoro quotidiano del Corriere della Sera. È un lavoro di killeraggio, perché falso

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L’articolo di sabato del Corriere della Sera sulle elezioni europee e la possibilità di candidatura solitaria di Pannella nelle fila di ‘Sinistra e Libertà’. Che c’è di vero in questo retroscena? Devo proprio dire che è a livello del Corriere della Sera. Ogni volta è un’offesa all’immagine, come il titolo ‘i radicali lamentano di essere censurati dalla RAI tv’. Questo staremmo facendo! E questo è il lavoro quotidiano del Corriere della Sera. È un lavoro di killeraggio, perché falso. Il problema diventa un altro: io chiedo oggi a Fava, a Vendola, agli altri, che sarei lieto di fare una battaglia, ma voglio sapere qual’è la motivazione per la quale una battaglia che noi facciamo - anche con la nonviolenza - per le tribune politiche in Italia, per l’accesso delle minoranze alla RAI, per un minimo di trasparenza della Commissione di Vigilanza che non fa atti di indirizzo, mi devono spiegare perché di questo non si occupano. I limiti rappresentativi delle formazioni di Vendola e della Sinistra Democratica. Ho detto a loro costantemente che a noi interessa fino alla fine capire cosa si propone. Noi stiamo lottando perché ci siano le tribune politiche, per la legalità, per l’informazione, etc., allora fateci sapere. Noi vorremmo fare una cosa a livello della storia federalista. La possibilità di presentare candidati radicali dentro il PD. Vediamo se Franceschini fa un calcolo. Quel 22-23%...Insomma anche Berlusconi comprende che è suo interesse che loro abbiano di più. Quindi avremo le presenze televisive assicurate. La presenza di Prodi da Fazio: Io volevo andare da Fazio da un anno per spiegare quale sciagura avrebbe costituito per tutti la chiusura anticipata della legislatura, ma anche per porre il problema del Senato, per cui si lasciavano i voti agli avversari per affossare il Governo. Ceccanti fu allora il giurista principe che cercò di coprire quell’azione delinquenziale che ha provocato la fine della legislatura e di Prodi. La legge elettorale e lo sbarramento al 4%; c’è chi sostiene che in realtà questo sbarramento è da vedere se sia effettivo. C’è una nozione che tutti abbiamo, quella del Basso Impero. Questo non è nemmeno ‘impero’, è bassa mafia
    17:43 Durata: 10 min 29 sec
  • La richiesta di autonomia dei tibetani: A Pechino in realtà la base di trattativa, come abbiamo sentito dalla relazione fatta in occasione del Consiglio del Partito da uno dei negoziatori tibetani, ha una base che è un po’ quella dello Statuto speciale del Trentino Alto Adige. Ma di questo i Cinesi non vogliono sentirne parlare

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Tibet. Sarebbe importante far sapere occorrerebbe vedere se uno degli editorialisti del Corriere si prestasse che a Pechino in realtà la base di trattativa, come abbiamo sentito dalla relazione fatta in occasione del Consiglio del partito da uno dei negoziatori tibetani, ha un po’ una base che è un po’ quella dello Statuto speciale del Trenitno Alto Adige. Ma di questo i Cinesi non vogliono sentirne parlare. I tibetani vorrebbero porre almeno questo problema del bilinguismo. Il fatto che il PE abbia votato quella risoluzione credo sia una sorpresa per Dharamsala e dintorni
    17:54 Durata: 2 min 21 sec
  • Noi nel 2009 e nel 2010 pagheremo il 10% del PIL, ovvero 160 miliardi, per ripagare il nostro debito, a fronte dei 5 miliardi che invece mettiamo per stimolare l’economia.Sarebbe interessante vedere a quali fondi finiscono i nostri soldi. Sono cose molto appetitose. Sono vent’anni che li paghiamo... Nel frattempo siamo stati la gallina delle uova d’oro

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La crisi economica globale. Il Primo Ministro Cinese ha recentemente detto: ‘Guardate, noi abbiamo investito molti soldi in America. Ora cominciamo a divenire molto preoccupati’. Abbiamo detto di quanto i capitali cinesi siano importanti e consistenti negli Stati Uniti. Ma è anche vero che il commercio cinese è nelle mani degli Stati Uniti. Le ripercussioni della crisi economica in Italia. Noi paghiamo 190 miliardi di interessi a degli sconosciuti. A quali fondi? Questo è quello su cui io insisto anche con la Banca d’Italia. Li ho chiesti personalmente anche al Governatore questi dati, ma non li ho avuti. Sarebbe interessante vedere a quali fondi finiscono i nostri soldi. Sono cose molto appetitose. Sono vent’anni che li paghiamo.... Nel frattempo siamo stati la gallina delle uova d’oro. Noi nel 2009 e nel 2010 pagheremo il 10% del PIL, ovvero 160 miliardi, a fronte dei 5 miliardi che noi invece mettiamo per stimolare l’economia. A fronte dei 5 miliardi di euro italiani per il biennio in corso, la Germania interverrà all'incirca con 80 (ottanta!) miliardi, la Francia con 25 miliardi, la Gran Bretagna con 25 miliardi per il solo 2009. a prescindere dai 440 miliardi degli USA (3,8% del PIL). Da noi, oltre a spendere molto meno, si spende anche malissimo: laddove gli altri paesi impiegano quantità straordinarie di risorse, collocando le misure necessarie a far fronte all’emergenza del breve periodo all’interno di un progetto di lungo periodo, in Italia all’emergenza si risponde con l’emergenza, riproponendo vecchie politiche sgangherate e corporative, vecchi strumenti come la cassa integrazione in deroga, senza affrontare il nodo delle riforme strutturali a cominciare dall’equiparazione e dall’innalzamento dell’età pensionabile che noi radicali abbiamo per decenni proposto, e che sono state impedite colpendo i nostri referendum, quelli che sopravvivevano al killeraggio della Corte costituzionale, con le campagne astensionistiche che hanno visto sempre regolarmente uniti centrodestra e centrosinistra, Berlusconi, Cofferati e gli eredi del Pci. Lo stato belga, che era nella nostra situazione, è arrivato ad un rapporto debito/PIL dell’80%. Maastricht, la partitocrazia, ha cominciato a funzionare lì. Quando si diceva che il parametro era 3/ per il deficit, si diceva anche che occorreva avvicinarsi al rapporto debito/PIL pari al 60%. Ma a Maastricht si disse ‘il più presto possibile’. E ciò ha permesso a destra e sinistra di giovare con altri numeri. Si è lasciato partitocraticamente all’Italia di fare questo. La partitocrazia è ladra, ma non perché siano cattivi, ma perché hanno questo modo di governare, per cui non c’è regola che tenga Il caso dei sussidi all’agricoltura europea
    17:56 Durata: 21 min 23 sec
  • Noi diciamo, a chi ci ascolta, che nella nostra condizione non riusciamo a capire cosa inventarci d’altro, in una situazione nella quale temo fortemente che noi ne siamo consapevoli e quindi può darsi che ancora una volta inventeremo il necessario - mentre ho l’impressione che i Presidenti della Repubblica, delle Camere e dell’Europa non siano consapevoli di trovarsi anche loro nella stessa situazione

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Noi diciamo, a chi ci ascolta, che nella nostra condizione non riusciamo a capire cosa inventarci d’altro, in una situazione nella quale temo fortemente che noi ne siamo consapevoli e quindi può darsi che ancora una volta inventeremo il necessario - mentre ho l’impressione che i Presidenti della Repubblica, delle Camere e dell’Europa non siano consapevoli di trovarsi anche loro nella stessa situazione. Io ho abbastanza stima del Presidente della Repubblica per sapere che il fatto che siano state abolite per 8 mesi le tribune politiche, i controlli sui momenti elettorali, gli accessi e via dicendo, e che questo accada con le leggi ed i giuramenti che loro fanno, qualche problema drammatico credo e mi auguro glielo stia facendo vivere. Sta di fatto che noi diciamo: radicali di tutto il mondo e di tutto il primo municipio di Roma, la battaglia che ora stiamo ingaggiando e dichiarando, forse vale la pena di farla. Ai compagni delle nuove sinistre chiedo: ci indichino cosa vale la pena fare. Se ci dicono che vale la pena il 4%, può darsi che gli dia ragione, ma non mi pare che ciò sia confacente alle tradizioni di creazione di una alternativa. Il tempo passa: Già il fatto che noi stiamo attendendo è una decisione. Noi diciamo che c’è una lotta da fare: se questa cosa sulla legalità l’avessimo fatta e la facessimo non da soli, forse aiuteremo anche Grillo ad avere una idea di una qualche completezza, che non sia solo quella di delegare a Di Pietro. La diatriba tra Camilleri, Flores D’Arcais e Di Pietro: Gli argomenti non si capiscono. Gli uni volevano un simbolo corretto, gli altri no. Posso anche pensare che ci sia un problema di finanziamenti delle liste. Noi, come radicali, stiamo dando evidenza a battaglie che - mi pare - devono essere riconosciute come di valore, necessarie, altrimenti poi come si fa ad attaccare sempre Berlusconi? Loro che battaglie fanno per la democrazia? In che sede? Io vado, aderisco
    18:17 Durata: 6 min 21 sec
  • Le convinzioni degli Israeliani, a favore dell'adesione del loro Stato all'UE. L’impermeabilità della politica israeliana a tutto questo è la dimostrazione che il miracolo israeliano è finito. Il miracolo consisteva nel fatto che nonostante decenni di guerre, il Paese continuasse ad essere democratico. Per ridivenirlo occorre, come in Italia, che ci sia qualcuno che faccia proprie le idealità del popolo israeliano contro il regime che lo sta portando al massacro

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Siccome noi pare siamo gli unici ad avere progetti e programmi puntuali - dalle questioni etiche ai problemi di forma dello Stato vorrei dire: in Italia non c’è democrazia. Non c’è democrazia perché il popolo italiano ha manifestamente convinzioni, idee ed attese - anche da decenni - che trovano tutto il ceto di governo impermeabile a tutto ciò. Questa è non democrazia, quando è possibile che continui questo divorzio tra vissuto e coscienza di un popolo e quello che accade. Quello che accade in Italia accade ormai anche in Israele. Il popolo israeliano non ha avuto in vent’anni un minimo di ascolto. Gli editori israeliani sono riusciti, con una classe dirigente che è quella che è, a non porre il problema di Israele che non si ponga più sul piano della sovranità assoluta ma sul piano di una visione federalista e regionale, che è la posizione del popolo israeliano. E’ la posizione del popolo israeliano come dimostrano dati demoscopici ed inchieste disponibili. L’impermeabilità della politica israeliana a questo è la dimostrazione che il miracolo israeliano è finito. Il miracolo consisteva nel fatto che nonostante decenni di guerre, il Paese continuava ad essere democratico. Per ridivenirlo occorre ci sia qualcuno che faccia proprie le idealità del popolo israeliano contro il regime che lo sta portando al massacro, non solo quello proprio. Se Sharon non fosse stato colpito dal coccolone, probabilmente Gaza non ci sarebbe stata. Sharon aveva una strategia; ed ho sempre ricordato che due o tre mesi prima ha gridato alcune cose anche sulla situazione dei palestinesi. Alcuni anni fa la democrazia israeliana era tale per cui anche l’arabo israeliano aveva situazioni scomode ma non quelle situazioni in cui si è venuto a trovare oggi. Non posso avere due pesi e due misure: in Italia c’è da mandare a casa i partitocrati e questo stesso problema si pone anche in Israele. E opero perché accada. Così come in Italia dico che la politica radicale oggi si deve inventare ancora una cosa in più per abbattere il regime, lo stesso vale per Israele. Il paragone tra ceto politico italiano ed israeliano. Io vedo anche la comunità ebraica italiana ed i problemi che sta vivendo. Spero di riuscire a far sì che la diaspora dia un aiuto al popolo israeliano e ad Israele. Un aiuto che forse la diaspora non è in grado di dare e noi potremmo aiutare a darlo insieme. La situazione delle classi dirigenti palestinesi. Non sono mai stato così poco invitato dalla comunità ebraica come in questo periodo. Ma so anche che tra l’attivismo dirigenziale di alcune comunità ed il sentimento assolutamente maggioritario dei membri della comunità, c’è un divorzio notevole. Mi auguro di potere offrire a noi stessi e alle comunità una funzione che possa essere preziosa per Israele ed in Israele. Le iniziative del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale su altri fronti: il caso dell’area caucasica. Ma ci tengo a far passare questo concetto. Noi parliamo del regime italiano e di un problema di lotta partigiana; ho detto che la stessa situazione la riscontro in Israele e per noi, più che mai, questa non può ritenere una constatazione ma ci impegna subito a livello militante
    18:24 Durata: 15 min 48 sec
  • L’obiettivo di Berlusconi è andare al 51%? In una situazione nella quale i diritti politici sono riservati solo a Berlusconi e all’apparato PD, non è che sia difficilissimo. Se questi altri fanno il 24%, in realtà poi abbiamo a che fare con una formazione politica che raggiunge il 70% perché, per le cose che contano, dobbiamo sommare i voti della gamba di destra e di quella di sinistra del regime

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La situazione del Pontefice. Siamo in una fase nella quale Cesare è il braccio italiano della Chiesa e quindi L’obiettivo di Berlusconi è andare al 51%? In una situazione nella quale i diritti politici sono riservati solo a Berlusconi e all’apparato PD, non è che sia difficilissimo. Se questi altri fanno il 24%, in realtà poi abbiamo a che fare con una formazione politica che raggiunge il 70% perché, per le cose che contano, dobbiamo sommare i voti della gamba di destra e di quella di sinistra del regime. Vogliamo poter aiutare anche il Presidente della Repubblica per inventarci anche per lui cosa fare, perché questo è un dato strutturale e non soggettivo, perché oggettivamente questa è la realtà storica nel Paese. Noi facciamo queste lotte, ci rammarichiamo molto che Claudio Fava, Vendola ed altri non abbiano avuto le tribune politiche. Allora di cosa parliamo? Cesare Salvi, che per quanto mi risulta è di Sinistra Democratica, ha detto, anche in riunioni ufficiali, che è ormai l’ora di avere l’uninominale per le elezioni dalla base fino ai vertici. Da quando lo ha detto non sento più parlare di Salvi. Una piccola osservazione che reitero nei confronti di uno dei migliori e più autorevoli giornalisti del Corriere della Sera, Aldo Cazzullo. Ha scritto un bellissimo libro nel quale mi ha messo tra i 30 italiani importanti. Mi ha messo lì in quanto ‘capace di fare lo sciopero della fame solo per essere ricevuto dal Presidente della Repubblica’. Se avessi fatto una cosa del genere sarei stato un cretino. Proprio su quella roba Pasolini aveva scritto in prima pagina del Corriere della Sera un celeberrimo articolo; e poi in quello sciopero si addensarono 8 obiettivi politici di cui 6 realizzati. Niente, da allora sarò stato anche moralmente tolto dai trenta italiani importanti. Gli articoli sui radicali apparsi sul Secolo d’Italia. “Quando parlo del PD, a questo punto non è che io non abbia presente che oltre all’Unità, che per ora ha il pregio di pubblicare ancora gli articoli di Furio Colombo, c’è una cosa straordinaria che è la linea editoriale e politica di Europa, che è una linea da ‘partito democratico’, con la ‘d’ minuscola. E' singolare, è attenta. Non è un caso, appunto, che tutti parlino de l’Unità e di Europa poco
    18:40 Durata: 12 min 34 sec
  • Un ricordo "della verità su Indro Montanelli"

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La recensione sul Domenicale del Sole 24 Ore: Molto bello il ricordo della verità su Indro Montanelli, cioè non solo Indro sull’eutanasia, ma anche su laicismo ed altro. E’ un libro su Montanelli recensito dal Domenicale, nel quale c’è un Montanelli fotografato come un liberal-radicale. Si ricostruiscono cose che sono state regolarmente dimenticate. Credo sia prezioso, in un periodo nel quale Pannunzio ha quelli che parlano di lui in un certo modo, che Montanelli abbia qualcuno che parla di lui come lo abbiamo conosciuto. Montanelli sulla Rivoluzione d’Ungheria nel 1956. Lui che parla di Pannunzio e, poco dopo la sua morte, dice: ‘Io non ne sono sicuramente l’erede, ma vorrei tanto esserlo’. C’è un dato anarcoide di destra, che è anche libertario. Lui aveva preso posizione non solo sull’eutanasia, ma anche sugli italiani ‘disossati’ di fronte al Vaticano. Fece uno splendido articolo, nel 1976, per spiegare le ragioni per le quali non mi si doveva votare
    18:52 Durata: 5 min 28 sec
  • Conclusioni. La nostra non presenza al Parlamento Europeo dopo 30 anni è, anche questo, un evento per quella che è stata la storia del Parlamento Europeo. Che cercheremo di scongiurare

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Gli appuntamenti della settimana, a partire dalle riunioni al Parlamento Europeo. E’ una settimana nella quale dobbiamo fare ulteriori passi avanti per rendere esplicita la nostra richiesta che si rivolge in particolare al PD, con queste imputazioni che faccio, e ai compagni della sinistra arcobaleno, con i quali mi auguro davvero che emergano possibilità di fare insieme la battaglia europea. La nostra non presenza al Parlamento Europeo dopo 30 anni è, anche questo, un evento per quella che è stata la storia del Parlamento Europeo. Che cercheremo di scongiurare. Mobilitatevi, mobilitiamoci, scriviamo, sottoscriviamo. Tutte cose apparentemente banali ma di estrema importanza nel nostro contesto
    18:58 Durata: 2 min 58 sec