24 MAG 2009
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:07 Durata: 2 ore 3 min
A cura di Enrica Izzo e Pantheon
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 24 maggio 2009 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa), Aldo Loris Rossi (ordinario di Progettazione architettonica e ambientale, Università di Napoli “Federico II").

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore e 3 minuti.

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  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    In studio anche Aldo Loris Rossi, ordinario di Progettazione Architettonica ed ambientale della Università di Napoli Federico II, capolista della Lista Pannella-Bonino alle elezioni europee. La presenza radicale nell’informazione a seguito dell'iniziativa nonviolenta di Marco Pannella. La campagna elettorale radicale
    17:07 Durata: 2 min 20 sec
  • Pannella: Bruno Zevi mi diceva: ‘Tu, mi raccomando, con Aldo Loris Rossi ti devi relazionare’, beh io credo che Aldo Loris Rossi sia un evento che deve riuscire a vedere la luce non sono per il meridionalismo e la democrazia italiana. E vorrei dire francamente ai Caltagirone che è veramente indecente che Il Mattino, dopo altri casi di degrado sempre maggiore, censuri totalmente il valore di Aldo Loris Rossi per Napoli”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il Mediterraneo nella proposta politica radicale. M.P.: Io non vorrei intaccare il giusto monopolio di uno dei massimi statisti italiani, cioè Massimo D’Alema, e dire che ci occupiamo un po’ di strategia anche noi: strategia europea, strategia internazionale, etc. Ma con la concretezza anche di quella scuola di pensiero che io chiamerei empirismo critico , ovvero la crescita, depurata dal nostro Benedetto Croce, del vecchio positivismo - Mi sento di dire: succede che chi vive dentro non ha sufficiente distacco, ma io ritengo che quando Bruno Zevi mi diceva: ‘Tu, mi raccomando, con Aldo Loris Rossi ti devi relazionare’, beh io credo che Aldo Loris Rossi sia un evento che deve riuscire a vedere la luce non sono per il meridionalismo e la democrazia italiana. E vorrei dire francamente ai Caltagirone una famiglia che conoscevo un tempo che è veramente indecente che Il Mattino, dopo altri casi di degrado sempre maggiore, censuri totalmente il valore di Aldo Loris Rossi per Napoli. Ma perché, potenti come siete divenuti, non dovreste tornare a fare del Mattino quello che all’inizio del secolo era, come grande tradizione? Lo dico alla famiglia, lo dico da qui. Avete una possibilità: era quella di Laterza con Don Benedetto,forse avete un’opportunità; sarebbe una rivoluzione culturale vostra che aiuterebbe quella di Napoli
    17:09 Durata: 3 min 9 sec
  • Aldo Loris Rossi: la demografia e l'immigrazione nel bacino mediterraneo. Pannella: Il vero problema è che noi, dal continente europeo, potevamo essere l’organizzazione per una nuova emigrazione che facesse fiorire il deserto, investendo il nostro grande capitale di lavoro agricolo e meccanico, investirlo per evitare la deforestazione, etc

    Aldo Loris Rossi

    ordinario di Progettazione architettonica e ambientale, Università di Napoli “Federico II"

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    17:13 Durata: 14 min 35 sec
  • Aldo L. Rossi: Dobbiamo fare due politiche complementari: incentivi alla conservazione dei centri storici, che sono la quarta parte del nostro patrimonio edilizio e costituiscono un bene unico e irriproducibile; poi nell’edilizia post-bellica dobbiamo riconoscere l’edilizia che non si tiene in piedi da quella che si tiene in piedi, e quindi servono incentivi alla rottamazione della edilizia post-bellica priva di qualità e non antisismica

    Aldo Loris Rossi

    ordinario di Progettazione architettonica e ambientale, Università di Napoli “Federico II"

    A.L.R.: Noi abbiamo il dovere di non fingere che i problemi non ci siano e considerare questa prospettiva euro-mediterranea. Anche la questione meridionale è questione mediterraneo. Pensate che l’Appennino nostro si chiama Appennino ligure-maghrebino, perché lega geologicamente il tutto. Ogni anno l’Appennino sale di qualche centimetro e, mentre sale, si creano lacerazioni di 30-40 km su uno dei due lati della catena, che sono i terremoti. Le lacerazioni più grandi avvengono tra Sicilia e Calabria. A Messina nel 1908 ci fu un terremoto con 85.000 morti. In 100 anni noi abbiamo avuto 20 terremoti terribili; dobbiamo realizzare una revisione dell’intero patrimonio edilizio che noi abbiamo. Il nostro patrimonio edilizio raccoglie la storia di 3.000 anni, ma è evidente che ha una resistenza diversa ai terremoti. E a volte resiste di più l’edilizia tradizionale che non quella post-bellica, nella quale il cemento armato se non realizzato a regola d’arte si riduce in polvere. Nel 1945 esistevano 35 milioni di vani; solo 100 anni prima erano la meta, 17 milioni. Oggi abbiamo 120 milioni di vani, però le prime leggi antisismiche serie risalgono al ’74-’75-’78, quindi l’edilizia precedente non è antisismica, è ad alto rischio. La proposta del Fascicolo del Fabbricato: Come ognuno di noi si fa ogni tanto dei check-up per capire che dati ha per la sua salute, noi abbiamo bisogno di fare dei check-up per i fabbricati. Questa operazione, che è la premessa per fare una politica di gestione del territorio seria, è stata ostacolata. Se noi vogliamo essere civili, dobbiamo fare due politiche complementari: una politica di incentivi alla conservazione dei centri storici, che sono la quarta parte del nostro patrimonio edilizio e costituiscono un bene unico e irriproducibile; poi nell’edilizia post-bellica dobbiamo riconoscere l’edilizia che non si tiene in piedi da quella che si tiene in piedi, e quindi servono incentivi alla rottamazione della edilizia post-bellica priva di qualità. Se ci fosse una visione nuova rispetto a questo problema, si metterebbe in moto anche l’economia del Paese. Un ultimo dato impressionante: quadruplicando lo spazio occupato dalle città, si sono distrutti milioni di ettari di terreno altamente produttivo; ma non è più accettabile il consumo del suolo agricolo; servono anche incentivi alla conservazione delle aree agricole altamente produttive, anch’esse beni unici ed irriproducibili. Se riusciamo in questa duplice operazione, si mette in moto un processo di rottamazione dell’edilizia-spazzatura, che potrebbe rimettere in moto l’economia del paese
    17:27 Durata: 9 min 23 sec
  • La questione dei rifiuti, perlomeno a Napoli, non si è risolta. C’è stata una lotta tra i clan dei monopoli delle discariche e il monopolio degli inceneritori. Se tengo separati gli imballaggi dall’organico, io dimezzo la ricerca delle aree delle discariche, dimezzo il volume dei trasporti per mandare la spazzatura agli inceneritori, dimezzo il lavoro degli inceneritori, e quindi mi chiedo perché Berlusconi non apra gli occhi di fronte a ciò

    Aldo Loris Rossi

    ordinario di Progettazione architettonica e ambientale, Università di Napoli “Federico II"

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il problema inceneritori: La questione dei rifiuti, perlomeno a Napoli, non si è risolta. Occorre capire che ci sono tre età della questione rifiuti. L’età arcaica: tutta la spazzatura la dobbiamo sotterrare. Poi negli anni Novanta si pensò di evitare questo monopolio camorristico e passare agli inceneritori: questi ultimi bruciano tutto. Un’eresia per la camorra. Il problema è che bruciano l’indifferenziato. Quindi c’è stata una lotta tra i clan dei monopoli delle discariche e il monopolio degli inceneritori. Ma gli inceneritori sono sostenuti dal cosiddetto Cip6, un incentivo risolto e dato in maniera assolutamente improprio perché serviva a produrre energia elettrica. Nel frattempo la lotta tra questi due monopoli ha creato una paralisi della raccolta differenziata. Io ho dato personalmente a Bertolaso un elenco di aree libere per 120 ettari dove fare la raccolta differenziata. Il crimine è quello di mischiare il 40-50% di imballaggi inerti con i materiali organici; se non realizzo questo contatto, tengo separati gli imballaggi dall’organico, io dimezzo la ricerca delle aree delle discariche, dimezzo il volume dei trasporti per mandare la spazzatura agli inceneritori, dimezzo il lavoro degli inceneritori, e quindi mi chiedo perché Berlusconi non apra gli occhi di fronte a ciò. Immaginate che rivoluzione: con un’ordinanza, tutti i centri della grande distribuzione, all’atto della vendita potrebbero trattenere gli imballaggi e vendere il prodotto che va in contenitori portati da casa; questi imballaggi vengono portati in questi siti e non si mischiano con l’organico, il che vorrebbe dire dimezzare la fame delle discariche, ancora oggi controllate dalla camorra. E l’opposizione come si pone rispetto a queste prospettive? Queste linee, logiche ed elementari, da noi non si riesce nemmeno a farlo capire. M.P.: Volevo approfittare per un inciso. Da 5 settimane il direttore ha sempre insistito che ci fosse questo appuntamento. E ha avuto ragione, perché mi pare che questo appuntamento si sia confermato effettivamente necessario. Al direttore lo si infastidisce di più se elogiato, allora senza elogiarlo, volevo dire agli ascoltatori che è grazie alla sua cocciutaggine se non abbiamo dovuto saltare nemmeno una domenica
    17:36 Durata: 9 min 10 sec
  • Aldo L. Rossi: Napoli, la provincia e la Campania sono le aree più intensamente popolate d’Italia. Basti sapere che l’intera provincia di Napoli entra, come superficie, nel raccordo anulare di Roma, però la provincia di Napoli ha dentro di sé due aree vulcaniche a rischio permanente, il Vesuvio e i campi Flegrei; con tutto questo, da un lato si fanno piani di evacuazione del Vesuvio, dall’altro si richiede di costruire altri centinaia di migliaia di vani in questa provincia

    Aldo Loris Rossi

    ordinario di Progettazione architettonica e ambientale, Università di Napoli “Federico II"

    A.L.R.: Napoli, la provincia e la Campania sono le aree più intensamente popolate d’Italia. Per capire la drammaticità della provincia, basta sapere che l’intera provincia di Napoli entra, come superficie, nel raccordo anulare di Roma 1200 kmq però la provincia di Napoli ha dentro di sé due aree vulcaniche a rischio permanente, il Vesuvio e i campi Flegrei; con tutto questo, da un lato si fanno piani di evacuazione del Vesuvio, dall’altro si richiede di fare altri centinaia di migliaia di vani in questa provincia. Se non si enuncia una prospettiva completamente diversa, che è quella della Grande Napoli, non c’è alternativa. Dei 58mila miliardi spesi per il terremoto dell’Irpinia, ben 50.000 sono andati a Napoli, a Salerno, in Basilicata e addirittura in Puglia; solo 9 miliardi sono andati nell’avellinese, ovvero la metà di quanto andato in Friuli. Ma i giornali non lo specificano. La situazione politica al sud: C’è un rimescolamento attuale delle carte. Non si riesce nemmeno a capire bene cosa succederà. Quello che si sa è che i programmi dei partiti politici non sono né chiari, né di respiro. Il rischio è di rimanere nella ordinaria amministrazione, che da noi vuol dire consolidamento del potere camorristico, ormai capillare. Il Cardinale Sepe, non lo dico io, ha dichiarato che Napoli è una città corrotta. Il Procuratore generale ha detto che il 30 per cento dei politici della Campania sono collusi con la camorra. Sono dati impressionanti. Diceva Leonardo Sciascia: ‘Viviamo in un paese in cui retorica e falsificazione sono dietro ogni angolo’. Siamo in una condizione democratica drammatica, e questi dati emergono dal libro giallo che come radicali abbiamo compilato, nel quale si dimostra che dal 1948 ad oggi noi non abbiamo la democrazia. Un avvilimento rispetto alle situazioni anglosassoni. Aveva ragione Ennio Flaiano che diceva: ‘essere italiani è una perdita di tempo’
    17:46 Durata: 5 min 56 sec
  • Da Gheddafi alla Turchia, Pannella sulla politica estera dell'UE: Il problema nostro di oggi è quello che aveva previsto Altiero Spinelli quando diceva: ‘Con l’alibi democratico, ora facciamo gli stati nazionali democratici’. Queste cose, contenute nel Manifesto di Ventotene, le capiscono il Dalai Lama, la leader degli uiguri, nel mondo islamico moderato. Noi vorremmo andare lì al Parlamento europeo per questo

    Aldo Loris Rossi

    ordinario di Progettazione architettonica e ambientale, Università di Napoli “Federico II"

    La questione libica, il ‘Re di Sardegna’ (Berlusconi) e Gheddafi. A.L.R.: Se ci sono sistemi dispotici di potere nel Mediterraneo, occorre che siano neutralizzati, rinnovati. Noi abbiamo bisogno di una politica euro mediterranea, e questa potrà riuscire soltanto se cambia anche il sistema statuale dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo. La nostra sarebbe un’apertura verso quell’islam moderato che ha grandi qualità. Si apre così una prospettiva euro mediterranea che possa essere foriera di un nuovo dialogo, per avere una visione unitaria e riequilibratrice di questi pesi demografici e territoriali. M.P.: Proprio questa notte, nella ricorrenza della sua scomparsa, Radio Radicale ha fatto riascoltare la voce di Altiero Spinelli. Il problema nostro di oggi è quello che aveva previsto lui, che ora sta ritornando fuori: ‘con l’alibi democratico, ora facciamo gli stati nazionali democratici’. Queste cose, contenute nel Manifesto di Ventotene, le capiscono il Dalai Lama, la leader degli uiguri, nel mondo islamico moderato. Noi vorremmo andare lì al Parlamento europeo per questo; per questo vorremmo che ci votaste il 7 giugno, per parlare almeno di queste cose. In Europa abbiamo uno stato di scontentezza all’interno dei 27 che sta precipitando anche in Europa orientale, dove avanzano nausea e delusione. Con la politica di allargamento, seguita subito dopo dalla introversione tecnocratica di Bruxelles. Con la politica del voisinage, stiamo distruggendo i vicini. La Turchia inizia a non reggere più, tradita dalla stupidità dell’Europa. Abbiamo il Marocco e la Giordania che reggono ancora. Quindi, a partire dal 26-27-28 giugno, dobbiamo candidarci a governare: guardate, se siete comunisti, fascisti, democratici, pensate un momento che voi potete togliere, o dall’astensione che non serve a niente o - ancora peggio - dal voto dato all’ammasso, il vostro. Ciascuno pensi che se vuole onorare le proprie diverse posizioni da radicali, se il proprio voto può togliere magari un voto ai 40 di Silvio&dintorni o ai 30 di Dario&dintorni. Vi chiedo davvero di riflettere. A.L.R.: Io voglio segnalare a tutti di leggere questo libro giallo che è la radiografia del dramma della mancata democrazia in Italia. Chi avesse dei dubbi, la risposta per spiegare questo dramma è abbastanza semplice. Mi venivano in mente altri due manifesti quando leggevo questo libro giallo: il manifesto di Ventotene e il Manifesto di Gobetti con il quale si apre la rivista ‘Rivoluzione Liberale’ di Gobetti. Faccio un appello: noi siamo come i panda, arrivati all’estinzione, ma l’Italia ha bisogno dei radicali, di questa voce libera, disinteressata, etico-politica difforme, eccentrica, nel senso che guarda i problemi da punti di vista diversi. I preannunci di voto ai radicali. M.P.: Abbiamo un elenco di coloro che dicono: voteremo radicale. Molti dicono di non essere radicali. Che cosa comprendono? Che noi abbiamo bisogno dell’Italia com’è, dell’Italia dei sondaggi, sia sui temi economici che quelli etici. Vorrei ricordare ai compagni, anche quelli liberali. Veramente io credo che se il miracolo c’è, allora quel giorno il modo per tanti comunisti ed altro di essere fedeli con la propria storia è quello di permettere a Aldo Loris Rossi, a Emma, a me, a noi, di andare lì. Io voglio andarci per trainare le altre presenze. Guardate che la presenza di Cappato, da 10 anni a questa parte, è miracolosa. E’ di una efficienza impressionante.
    17:52 Durata: 12 min 49 sec
  • Pannella: Berlusconi ha raccolto il vuoto che c’era, e in democrazia il vuoto è un pieno di guano. E ci si è trovato a nuotare molto bene. A un brigante, brigante e mezzo, diceva - mi pare - Bettino. Ora Silvio sta più in pericolo di Bettino, perché non ha agganci interiori, ed è travolto da questo pieno di non-democrazia. I rapporti con il criminale Gheddafi e la questione del welfare in Italia

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L’iniziativa nonviolenta di Marco Pannella. M.P.: A me adesso interessa dire che la nostra lotta continua e quindi voglio sapere quali sono le proposte di Zavoli, coerenti con gli interventi da garante per tutti e non solo per i radicali del Presidente della Repubblica. Lo ha fatto per evitare che nei prossimi 10 giorni ci siano frattagliette distribuite da tutte le parti, in modo da impedirmi ed impedirci di parlare. L’altro giorno (da Santoro, ndr) ho balbettato - tanto potevo fare -; avrei bisogno di parlare ancora a qualche milione di italiani, perché credo che in fondo lo devo, devo anche approfondire alcune prospettive e dire che noi siamo responsabili di questa convinzione. Io non credo che nella nostra politica si possa trovare rancore; possiamo imputare cose precise. Il giudizio di Sofri sul voto radicale a queste elezioni. C’è per esempio un quotidiano che dà la foto del nostro comizio a Bologna a Piazzo Maggiore, all’inizio c’erano anche 700-800 persone, ce n’erano 30-40 nella piazza assolata fotografata invece dal Corriere. Sono piccole cose costanti. È vero, nei giornali vi sono stati articoli. Ma vorrei segnalare anche altre cose: io ad esempio ho trovato, sepolto nell’Opinione, un breve intervento di Valerio Fioravanti, pieno di intelligenza. Stanno emergendo alcune cose, è vero. I messaggi che stanno arrivando a FaceBook sono di una bellezza incredibile. I volantoni inviati in Umbria, Sardegna, Bologna e parte di Roma. Berlusconi ha raccolto il vuoto che c’era. E in democrazia il vuoto è un pieno di guano. E ci si è trovato a nuotare molto bene. A un brigante, brigante e mezzo, diceva – mi pare - Bettino. Ora Silvio sta più in pericolo di Bettino, perché non ha agganci interiori, ed è travolto da questo pieno di non-democrazia e quando lui ha accanto La Russa e Gasparri così ignoranti e dicono ‘me ne frego’ Non sanno che Mussolini lo diceva alla società delle nazioni e oggi loro guarda caso lo dicono alla stessa organizzazione internazionale, proprio mentre l’ONU sta per fare presidente della prossima assemblea generale un libico. Da quando questo criminale ha consentito l’operazione Bush in Iraq, di imporre la guerra contro la pace assicurata, dopo 6 mesi lo hanno tolto dall’elenco degli stati canaglia, dopo una anno lo hanno messo a capo della commissione diritti umani dell’ONU, tra sei mesi a capo della assemblea generale. E questo è un assassino, un criminale. L’Italia che va lì a pagare molto caro il prezzo del nostro colonialismo. Ma chi pagherà ai libi il prezzo di questo criminale delle libertà che noi stiamo mantenendo e rafforzando? E’ dovuto a rancore tutto ciò? Ma figuriamoci, io speravo di vederlo anche Silvio. Questo, lo ripeto, non è il genio del male. La situazione economica italiana: Il 70 per cento dei lavoratori non hanno welfare in Italia, perché il welfare è partitocratico e non quello che dovrebbe essere; a questo fatto si aggiunge la previsione, dell’OCSE, dell’Istat e dell’OMS, secondo la quale avremo entro il 2010 due milioni in più di disoccupati. Ieri ho salutato con soddisfazione l’intervento, a mio avviso di profonda revisione, che ancora un mese da diceva: ‘In queste condizioni non si può fare nessuna riforma’. Invece proprio queste sono le condizioni: se tu non cambi una struttura che produce disoccupazione e disonestà in questo momento, quando lo fai? E mi pare che avant’ieri anche la Marcegaglia lo abbia detto. Noi da quattro anni abbiamo depositato alla Camera tutti i progetti volti proprio a recuperare, con la facoltà di andare in pensione a 65 anni, 7 miliardi di euro l’anno. Il ringraziamento a Marco Bellocchio, a Vasco Rossi, ai sostenitori su FaceBook
    18:04 Durata: 18 min 10 sec
  • La campagna elettorale di Aldo Loris Rossi: La cosa che si dovrebbe tentare di comunicare è che c’è da rifondare il concetto stesso di democrazia, come esercizio etico-politico al quale siamo rimasti estranei negli ultimi 60 anni, salvo quelle eccezioni che confermano la regola

    Aldo Loris Rossi

    ordinario di Progettazione architettonica e ambientale, Università di Napoli “Federico II"

    La campagna elettorale di Aldo Loris Rossi: Mi sembra che se si guarda a questi 150 anni di storia d’Italia, esce un fatto singolare che ci spiega la mancanza di democrazia: dopo il primo sessantennio postunitario di democrazia, di sforzo enorme per abbattere il regime feudale, nel 1876 cade la Destra storica e la sinistra purtroppo instaura il trasformismo. Crispi e gli altri creano una serie di problemi per cui le forze risorgimentali entrano in crisi e poi si liquefano. Nel manifesto di Gobetti compare una analisi rigorosa rispetto alla crisi del liberalismo. Però poi si va ancora più avanti e si vede che la frattura con il momento eroico-risorgimentale avviene in tre anni, tra 1919 e 1921, con la nascita di tre partiti che vogliono abbattere lo stato democratico liberale: prima il partito popolare (gennaio 1919) che è antirisorgimentale ed antiliberale, poi il 23 marzo 1919 il movimento nazionale fascista che nasce per annientare lo stato liberale, due anni dopo il Partito Comunista che vuole la dittatura del proletariato. Nei 90 anni seguenti, sono andate al potere proprio queste tre forze. Tutte e tre sono forze illiberali. Questo ultimo sessantennio è la prova che la democrazia non si è riuscita nemmeno a spiegare e ad entrare nel costume. Il libro giallo diventa una radiografia della tragedia della cultura italiana che non riesce a mettersi al passo con le grandi democrazie europee e la grande democrazia americana. La cosa che si dovrebbe tentare di comunicare è che c’è da rifondare il concetto stesso di democrazia, come esercizio etico-politico al quale siamo rimasti estranei negli ultimi 60 anni, salvo quelle eccezioni che confermano la regola
    18:23 Durata: 7 min 21 sec
  • Pannella: Io rivendico che fino al ‘94 Silvio si era convinto che poteva divenire un grande leader liberale’. Lui fece la sua prima campagna elettorale, con parole che erano tutte di quello splendido pastore liberale, il migliore oratoriamente, che era Ninni Martino. Venne al congresso della Lista Pannella a dire: ‘Mi avete convinto, sono per la riforma americana’. Poi il tradimento dei patti con i radicali, l'eliminazione di Emma e di una situazione pre-Obama in Italia.Adesso Berlusconi è travolto dalle sue compagnie non democratiche

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La ‘grande occasione’ di Silvio Berlusconi nel 1994. M.P.: Stamattina ho parlato un momento con Fedele Confalonieri, incidentalmente, e gli dicevo: ‘ll mio problema è questo. Perché io ho sentito che adesso il problema sarebbe che bisogna avere garbo, serietà, collaborazione, tra i due partiti, con questo Berlusconi Invece io rivendico che fino al ‘94 Silvio si era convinto che poteva divenire un grande leader liberale’. Lui fece la sua prima campagna elettorale, con parole che erano tutte di quello splendido pastore liberale, il migliore oratoriamente, che era Ninni Martino. Venne al congresso della Lista Pannella a dire: ‘Mi avete convinto, sono per la riforma americana’. Era in buona fede e fino al 1995 ha retto con se stesso. Da quel momento, quando sono stato rimproverato di essere troppo intransigente, c’era un pezzo di carta, sottoscritto anche dal leader dell’Udc, Buttiglione, che diceva: ‘Ci saranno uno stesso numero di candidati - e lui aveva aggiunto ‘di eletti’ - tra radicali e cattolici. Poi invece furono 120 e 27. Poi spiegava che quei 27 sarebbero stati eletti in 54, perché contavano per due. Lì ruppi, nel 1996. Da quel momento è riuscito a far fuori una situazione pre-Obama che c’era in Italia. Il 75 per cento degli italiani volevano ‘Emma for President’. Già nel 1996 ci aveva fregato: nell’accordo si diceva che in quella legislatura il primo punto all’ordine del giorno sarebbe stato la riforma americana. Invece nel 98-99 si misero d’accordo con il Presidente del Consiglio D’Alema innanzitutto per far fuori Emma da Bruxelles; dopodiché, con il 75 per cento degli italiani che volevano una donna radicale, europea, di 50 anni, a guida del Paese, sabotarono anche questo. Lei in quella campagna stava facendo la commissaria dei diritti umani in ordinaria amministrazione - essendo dimissionaria - e si occupava dei kosovari ed altro. E lei venne solo per 4 giorni durante quella campagna elettorale e referendaria. Silvio, sei riuscito a mobilitare tutti i tuoi eletti, d’accordo con il presidente del consiglio Massimo D’Alema, per inventarsi la candidatura Ciampi. E bisognava fare un’elezione lampo, prima che la gente potesse reagire, e quindi ottennero Ciampi, con il 21 per cento dei sondaggi a favore. Emma sarebbe stata la prima presidente donna del mondo. Sono, e restano, soci. Loro fanno fuori questa grande occasione italiana, che sarebbe stata una notizia in Europa. Immediatamente dopo avevamo 20 referendum liberali, liberisti e libertari; tu (Berlusconi, ndr) invitasti ad andare al mare dicendo che erano ‘comunisti’ e ricordando che non serviva ‘il colpo di accetta referendario’, quelle riforme le avresti fatte tu al governo. E invece nessuna di quelle riforme è stata portata a termine, e adesso Berlusconi è travolto dalle sue compagnie non democratiche. Non che non siano buoni i non-democratici, ma non sono saggi
    18:30 Durata: 8 min 56 sec
  • La campagna di A. L. Rossi in Calabria e Sicilia, l’economia meridionale: Le risorse pubbliche gestite in maniera clientelare sono le uniche risorse che trascinano quel poco di economia che c’è. L’economia del sud è mossa innanzitutto dai servizi, dall’amministrazione, dalle costruzioni, dai traffici illeciti e dall’economia sommersa

    Aldo Loris Rossi

    ordinario di Progettazione architettonica e ambientale, Università di Napoli “Federico II"

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La campagna elettorale in Calabria e Sicilia. A.L.R.: In Calabria abbiamo inaugurato una sede di giovani, di temperamento, volontà, intitolata a Leonardo Sciascia. L’asfissia della situazione in quella regione è insopportabile; è come se fossero tutti paralizzati da una inerzia. Domina l’incubo della criminalità. Per esempio a Catania abbiamo fatto una manifestazione, tentando di spiegare queste nuove prospettive. C’è un’attesa di qualcosa che dovrebbe accadere. Ciò che è emerso ai miei occhi, è la mancanza di una visione complessiva dei problemi. Avrebbero bisogno di essere confortati e collocati in una prospettiva, che invece finora non riesce a collocarsi. Ad esempio la questione della zona di libero scambio è una cosa concreta, altrimenti resta un’economia retta da rimesse degli emigranti e dai soldi dello stato. L’economia meridionale. Le risorse pubbliche gestite in maniera clientelare sono le uniche risorse che trascinano quel poco di economia che c’è. L’economia del sud è mossa innanzitutto dai servizi, dall’amministrazione, dalle costruzioni, dai traffici illeciti e dall’economia sommersa. Il turismo contribuisce per il 5% alla ricchezza, quindi l’economia è retta da queste quattro-cinque attività. I traffici illeciti costituiscono la quinta fonte di ricchezza: a Napoli si calcola che ci sono 250.000 persone che vivono di traffici illeciti. In Calabria ad esempio l’industria è zero, quindi loro sono agganciati ora alle rimesse degli emigranti, al turismo. M.P.: E a poche casse-integrazioni che sono date ai posti di lavoro e non ai lavoratori. A.L.R.: Un altro dato impressionante in Calabria è che non c’è il fenomeno dei pentiti, perché i clan familiari sono fortissimi e chiusi, senza possibilità di scomunicarli
    18:39 Durata: 12 min 29 sec
  • Il sostegno dell'Unione delle camere penali all'iniziativa nonviolenta di Pannella. Un modo di ricordare Falcone ci sarebbe: Falcone era a favore della separazione delle carriere, per far fuori l’obbligatorietà dell’azione penale ed era d’accordo con noi sul CSM. Poi fu linciato dai dominanti corporativi perché lui era un traditore, perché andava con Claudio Martelli. L'omicidio Rostagno

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    l messaggio dell’Unione delle camere penali italiane a sostegno dell’iniziativa di Marco Pannella. Un modo di ricordare Falcone ci sarebbe: Falcone era a favore della separazione delle carriere, per far fuori l’obbligatorietà dell’azione penale ed era d’accordo con noi sul CSM. Poi fu linciato dai dominanti corporativi perché lui era un traditore, perché andava con Claudio Martelli. I giudici oggi sono arrivati alla conclusione che Mario Rostagno è stato ammazzato dai mafiosi. Martelli, per aver fatto un comizio anti-mafia sulla vicenda, per avere detto che Rostagno era stato ammazzato dalla magia, ricevette un avviso di garanzia per depistaggio. L'incontro tra Marco Pannella e Giovanni Falcone
    18:51 Durata: 4 min 32 sec
  • Pannella e l'iniziativa nonviolenta avviata nelle carceri: Io ho un’idea, ne abbiamo parlato con il direttore, vedere se riusciamo a fare una grande giornata per la giustizia nelle carceri e per il paese, contro questa bomba di inciviltà che esplode

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L’edizione straordinaria di Radio Carcere in concomitanza con l’iniziativa nonviolento. Io ho un’idea, ne abbiamo parlato con il direttore, vedere se riusciamo a fare una grande giornata per la giustizia nelle carceri e per il paese, contro questa bomba di inciviltà che esplode. Lo stesso Alfano credo che potrebbe avere un atteggiamento positivo. L’uomo infatti è intelligente, ha detto che le nostre carceri sono anti-costituzionali, sono contro il diritto, poi ha taciuto. Noi vorremmo aiutarlo, per rilanciare questo problema dell’amnistia come grande provvedimento. Un provvedimento soprattutto per le 800.000 persone andranno in prescrizione secondo la scientifica organizzazione dell’ingiustizia italiana. Mi diceva il compagno della Cgil penitenziari che occorre essere attenti a suscitare speranze: no, dobbiamo suscitare speranze contro la disperazione, ed essere all’altezza. Anche qui potrebbe darsi che quel melone di Berlusconi lo capisca questo, anche perché in questo caso ci vorrebbe inventività, forza, convinzione individuale. Dobbiamo farlo perché siamo delinquenti professionali per la giustizia internazionale. Vediamo di vedere se facciamo questo miracolo: una grande giornata di lavori pubblici che sia anche il nostro modo per visitare il detenuto quale non è, ovvero che abbia una giornata come detenuto secondo legge
    18:56 Durata: 6 min 35 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Aldo Loris Rossi

    ordinario di Progettazione architettonica e ambientale, Università di Napoli “Federico II"

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Prossimi appuntamenti della campagna elettorale. Aldo Loris Rossi andrà in Puglia con D’Elia e Zamparutti, poi a L’Aquila. M.P.: Mi importa riuscire a parlare, ad andare a chiedere il voto. Abbiamo parlato di ‘omorevole mendicità dei chierici vaganti’. Vorrei sicuramente passare tra Treviso e il Veneto. Vorrei andare a Trieste e rimanerci un mese, ma credo che dovrò rimandare. In Umbria ho fatto una puntatina a Terni, poi se Gheddafi andrà in Sardegna vorrei farci un salto anche io
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