31 MAG 2009
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 17:05 Durata: 3 ore 37 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
Player
Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 31 maggio 2009 , condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (parlamentare europeo e presidente del Senato del Partito Radicale Transnazionale, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa), Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa), Aldo Loris Rossi (ordinario di Progettazione Architettonica ed ambientale della Università di Napoli Federico II), Franco Debenedetti (consigliere d'amministrazione di CIR, COFIDE e della Fondazione Rodolfo Debenedetti).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 3 ore e 37 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.

leggi tutto

riduci

  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Marco Pannella

    parlamentare europeo e presidente del Senato del Partito Radicale Transnazionale (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Aldo Loris Rossi, capolista alle elezioni europee per la Lista Bonino-Pannella, in collegamento audio-video da Napoli. Appuntamento in studio, dalle 19, con Franco Debenedetti. La manifestazione radicale davanti alla sede dell’Autorità garante delle Comunicazioni
    17:05 Durata: 2 min 59 sec
  • L'iniziativa nonviolenta per la democrazia: Si è deciso di fare, per i sei giorni che restano, una cosa senza precedenti nei 65 anni radicali e credo nella storia dei movimenti nonviolenti. Si annuncia che da martedì ci sarà uno sciopero della sete non di una o due persone, ma di una parte del gruppo dirigente e militante radicale

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L’appello di Silvio Berlusconi a non votare i partiti piccoli. Marco Pannella: E’ una miseria. Non votate per i poveri, ha detto Berlusconi. Il problema per lui non è che siamo ‘piccoli’ continua Pannella il problema è che siamo ‘poveri’. E non ho diritto di dibattere su questo. Ma da ora all’ultimo minuto, su questo insisterò. La decisione di manifestare davanti alla sede dell’Agcom: Si è deciso di fare, per i sei giorni che restano, una cosa senza precedenti nei 65 anni radicali e credo nella storia dei movimenti nonviolenti. Si annuncia che da martedì ci sarà uno sciopero della sete non di una o due persone, ma di una parte del gruppo dirigente e militante radicale. Siamo prudenti e ricordo che abbiamo sempre rivendicato che dopo decenni di innovazione della pratica ghandiana, non abbiamo mai fatto manifestazioni di sciopero della sete
    17:08 Durata: 4 min 28 sec
  • A. Loris Rossi: per la ricostruzione dell'Aquila è preferibile il coordinamento e il decentramento alla responsabilità decisionale di chi decide dall’alto e cala sul territorio scatole insignificanti e prive di durata. I problemi sono seri. È finita l’epoca di saltare le leggi che regolano il territorio in nome dell’emergenza. La cultura dell’emergenza fa disastri continui

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Aldo Loris Rossi

    ordinario di Progettazione Architettonica ed ambientale della Università di Napoli Federico II

    La città de L’Aquila al centro dell’iniziativa radicale di questa settimana. La manifestazione di un gruppo interdisciplinare di professori e ricercatori, coordinati da Aldo Loris Rossi. Aldo Loris Rossi: Un momento importante, anche per stabilire i parametri generali di questo evento. Ad esempio non tutti sanno che il Comune de L’Aquila è quattro volte, per estensione, il Comune di Napoli. Un’estensione enorme, oltre 100.000 vani. Ora il centro storico è immobilizzato. Non si tratta di un crollo parziale ma di un danneggiamento complessivo. Poi c’è il problema molto serio per cui non esiste ancora una micro-zonazione del sottosuolo; ed è sorprendente che una zona ad alto rischio sismico come L’Aquila non abbia ancora una micro-zonazione. Si parla di consegnarla a settembre, il che vuol dire che l’individuazione delle aree edificabili è stata fatta senza la micro-zonazione, ma soltanto con dei sondaggi. Il problema è molto serio ed occorre una commissione interdisciplinare. Credo che il commissario farebbe bene a dotarsi di un gruppo tecnico-scientifico che si possa occupare del restauro ma anche del bilancio economico della questione. Parallelamente al restauro serve un piano di sviluppo economico del territorio, perché la vastità del territorio è tale da suggerire e imporre un piano del genere. Il giudizio di Marco Pannella sull’iniziativa, cui ha partecipato: Ieri mattina avevamo una cinquantina di persone tra relatori ed organizzatori. Tranne un assessore vicesindaco inviato per assistere, non c’era un consigliere regionale, comunale, municipale, un usciere mandato con due fiori da parte del Presidente della Regione. Ieri, in compenso, sembrava che si fosse svegliata la consapevolezza degli abitanti della tendopoli su quello che rischia di accadere. La situazione del centro storico: A mio avviso neanche a settembre ottobre si sarà fatto nulla, mentre dal 3 giugno scattano le gare per i lavori pubblici e la ricostruzione del centro storico. Sarei felicemente sorpreso se ci fosse una eccezione abruzzese-aquilana, ma i lavori sono di immenso valore - vista la qualità del centro storico -; dobbiamo tenere presente che non è che non esistano strutture che non possano costruire città, ma le fanno di cemento armato, armato con la ruggine. Questo è un sistema, è una struttura. Chi è in condizione di concorrere? Quali sono i criteri della gara? Etc., Non ho sospetti, ma conosciamo la struttura del regime italiano a partire dalla base della piramide della corruzione del nostro paese, che sono le classi dirigenti locali.A.L.R.: E’ stato detto che sarà il primo esempio di ricostruzione che salterà la fase dei container per andare direttamente alla forma definitiva delle costruzioni, al prefabbricato pesante. Io voglio rilevare che un precedente a dire il vero c’è: a Napoli, a proposito del bradisisma di Monteruscello, si realizzarono 20.000 vani. E segnalo anche che i prefabbricati hanno il vantaggio di essere facilmente montabili, ma sono privi di carattere e identità, sono estranei al genius loci e dopo poco tempo hanno problemi seri. Tanto che ora pare si voglia demolire Monteruscello e ricostruirlo. Ai prefabbricati basta una scossa sismica e si dissestano. Occorrerebbe, secondo me, realizzare una fase nella quale si responsabilizzano gli enti locali. In Friuli si sono ottenuti risultati buoni perché erano coinvolti gli enti locali e c’era una politica di decentramento. E’ preferibile il coordinamento e il decentramento alla responsabilità decisionale di chi decide dall’alto e cala sul territorio scatole insignificanti e prive di durata. I problemi sono seri. È finita l’epoca di saltare le leggi che regolano il territorio in nome dell’emergenza. La cultura dell’emergenza fa disastri continui. Io volevo segnalare al Commissario Guido Bertolaso a tenere conto di un dato storico: l’area dell’Aquila ha un’origine straordinariamente singolare. È un caso unico in Italia e in Europa; mentre esistevano le città di fondazione delle varie civiltà, che sorgevano ex abrupto. La cosa singolare de L’Aquila è invece che si sono messi insieme. Mentre una metropoli greca o etrusca generavano decine di città, qui è avvenuto l’inverso. Una ottantina di centri incastellati si sono messi d’accordo e, insieme, hanno costruito su un bastione roccioso questa città. Ognuno degli 80 castelli ha costruito un pezzo della città. È un esempio di federalismo alto-medievale, di una città nata con la partecipazione dal basso dei suoi abitanti. Se il dottor Bertolaso tiene conto di questo dato storico, può fare un’apertura enorme rispetto alle autonomie locali, che hanno diritto a decidere il loro destino
    17:13 Durata: 19 min 16 sec
  • Il rischio di passare dalla Sardegna dei quattro Mori a quella dei quattro beduini

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Con il nuovo re di Sardegna, che non so chi sia, ma c’è - invece dei quattro Mori, abbiamo adesso la Sardegna dei quattro beduini, con le lauree honoris causa a Gheddafi. La presentazione delle liste in Sardegna con Emma Bonino, Antonella Casu, Isabella Puggioni
    17:32 Durata: 1 min 7 sec
  • M. Pannella: Quello che ha A.L. Rossi ha tentato di inserire nel dibattito cade finora nel vuoto. A. Loris Rossi: dalla demografia alla salvaguardia del territorio nel mezzogiorno, occorre una nuova politica euro-mediterranea che ponga al centro la questione dei flussi migratori e imponga un dialogo con il versante meridionale del Mediterraneo

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Aldo Loris Rossi

    ordinario di Progettazione Architettonica ed ambientale della Università di Napoli Federico II

    L’impostazione europea della campagna di Aldo Loris Rossi. M.P.: Quello che ha tentato di inserire nel dibattito Aldo Loris Rossi, cade nel vuoto, sembra non ci siano interlocutori. Evidentemente alla famiglia Caltagirone manca qualche giovane o qualche vecchio un tantino attento e che abbia l’ambizione di rappresentare un elemento di sostegno alla civiltà di un paese disastrato. A.L.R.: Io ho collezionato un po’ i programmi dei singoli partiti ma non sono riuscito a trovare riferimenti a questi problemi che sono nel nostro immediato futuro. Io vorrei ricordare alcuni dati impressionanti. Tra 1950 e 2050 assistiamo a questo fenomeno: le due rive del Mediterraneo hanno un differenziale di crescita enormemente diverso. Nel 1950 la riva europea ha il 67 per cento degli abitanti, mentre la riva meridionale ne ha appena il 32 per cento. Le due velocità di crescita demografiche hanno raggiunto un equilibrio nel 1990. Il 50 per cento era la costa sud e il 50 per cento la costa nord. Ma la proiezione futura è preoccupante: sul versante europeo ci sarà soltanto il 29 per cento della popolazione, e invece la riva nordafricana arriverà al 71 per cento. Un rapporto completamente invertito. Nel frattempo il Mezzogiorno, sempre al 2050, perderà tra i 2 e i 4 milioni di abitanti, mentre il Nord aumenterà di 7 milioni. Il declino del mezzogiorno è demografico e sociale. Occorre una nuova politica euro-mediterranea che ponga al centro la questione dei flussi migratori e imponga un dialogo con il versante meridionale del Mediterraneo
    17:33 Durata: 6 min 35 sec
  • Pannella: E' interesse del regime quella di evitare anche crolli eccessivi del PD. Io ho l’impressione che tutto sarà fatto per consentirgli di restare al 25-29 per cento. Il problema è che quando Berlusconi dice che si deve salvaguardare il rapporto di forza tra lui e i democratici, baderà lui a che i democratici non vadano troppo in crisi nel momento elettorale. La situazione siciliana

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La settimana ‘difficile’ di Dario Franceschini sulla stampa. M.P.: Comunque è interesse del regime quella di evitare anche crolli eccessivi del PD. Io ho l’impressione che tutto sarà fatto per consentirgli di restare al 25-29 per cento. Mentre trovo davvero un po’ desolante, un po’ meschino, l’appello di Berlusconi. E’ come se a questo punto Berlusconi abbia perso un po’ delle caratteristiche umane positive che ha e aveva. E’ bene comunque conoscere un po’ quanti emergono, in determinati momenti storici, con un certo successo ‘popolare’, grazie alla non-democrazia. Solo in America ci possono essere i successi popolari come espressione di contraddizioni vitalissime. L’esempio dell’elezione del giudice federale Sonia Sotomayor, e le difficoltà del Partito Repubblicano: Non dobbiamo dimenticare che nel Partito Repubblicano vi è stata, per un lungo periodo della storia americana, una consistente componente liberale - bostoniana e non solo - e che nella realtà complessa del grande Partito Democratico, che diveniva anche partito etnicamente straordinario, di masse di origini totalmente diverse. Ma tornando all’Italia, io rispondo duramente a Berlusconi quando dice: bisogna che fra noi e il PD restino delle proporzioni che ci consentano di divenire leader europei. Ma anche negli anni 30 si pensava alla grande Europa e la si stava per realizzare. Adesso vedo che il Papa sta tornando sulle radici cristiane scritte nelle costituzioni; quelli volevano le origini ariane, ma insomma la fissazione delle origini è un brutto precedente nella nostra storia. Il vero problema è che quando Berlusconi dice che si deve salvaguardare il rapporto di forza tra lui e i democratici, baderà lui a che i democratici non vadano troppo in crisi nel momento elettorale. La situazione in Sicilia: Non posso nascondere qualche riflesso di simpatia con quel che sta succedendo in Sicilia. Con Raffaele Lombardo, deputato europeo, c’era una situazione di intuizione reciproca piuttosto simpatica. Accenno una storia; Lombardo un giorno mi ha detto: ‘Come si fa, io sono terrorizzato per la questione di Gela. Abbiamo percentuali di morti per inquinamento, amianto, non so che fare e voglio fare lo sciopero della fame, ma ho paura’. E siamo stati 4 giorni a parlare di questo e lui lo ha fatto, sono testimone io, ma poi non lo ha detto perché non era certo. La singolarità di Milazzo come persona. Quando ho sentito questo colpo di testa, con 60-70 del PdL che decidono di autosospendersi, viene fuori l’affermazione di coscienza. Ci saranno pure mille punti di vista, ma viva la Sicilia!. D’altronde, che polemiche sono quelle fra Pdl e PD in giro per l’Italia? È da piangere
    17:40 Durata: 9 min 52 sec
  • L'aggravamento dell'azione nonviolenta. Pannella: Il problema non è più soltanto quello dell’informazione, ma quello della democrazia. Ciò che vorrei sottolineare è che noi ci siamo mossi in sintonia con il Presidente della Repubblica; nel senso che questi non si è mosso perché soltanto il 3 per cento della popolazione sapeva della presenza radicale alle prossime elezioni europee, ma per il 100 per cento che ignorava. Si è mosso come garante della Costituzione, cioè garante anche dell’ultimo

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L’appello di Berlusconi a non votare i piccoli partiti. Cosa teme? I comunisti? No, quelli gli fanno sempre comodo se vengono fuori. Sinistra e Libertà? No, anche perché mi pare che già ufficialmente Dario Franceschini ha detto che con loro troveranno un accordo. Quindi è contro di noi, perché è contro il ‘se stesso’ che Berlusconi era tra 1993 e 1996. Franco Debenedetti ha ricordato quando, durante il Governo Berlusconi, prese quella iniziativa assieme al Premio Nobel Modigliani, con Baldassarre,con Romano Prodi sulla riforma delle pensioni. E fu sommerso dai fax, soprattutto radicali, in appoggio a quella riforma delle pensioni. E oggi invece, con Tremonti, continuano a dire che non è il momento delle riforme. Ma gli altri, passata la crisi, tornano ad una situazione di espansione, mentre noi torneremo al blocco della nostra crescita, come è stato per gli ultimi 10 ann. “Ora si sta manifestando, a 200 metri dalla Fontana di Trevi, davanti alla sede dell’Autorità garante delle Comunicazioni. Ma il problema non è più soltanto quello dell’informazione, ma quello della democrazia. Ciò che vorrei sottolineare è che noi ci siamo mossi in sintonia con il Presidente della Repubblica; nel senso che questi non si è mosso perché soltanto il 3 per cento della popolazione sapeva della presenza radicale alle prossime elezioni europee, ma per il 100 per cento che ignorava. Si è mosso come garante della Costituzione, cioè garante anche dell’ultimo, non come arbitro tra le buone o le cattive ragioni degli uni o degli altri. L’aggravamento dell’iniziativa nonviolenta. Per la prima volta nella storia dei movimenti nonviolenti nel mondo, da martedì c’è uno sciopero della sete collettivo. Si devono ottenere riparazioni al furto non solo d’informazione, ma di legalità. Rai e Mediaset hanno ignorato, anche nell’ultima settimana, le indicazioni dell’Agcom. La sete di legalità diventa un elemento letteralmente vitale. Io insisto: dopo la strage di legalità, c’è la strage di popoli. Raccomando di non fare lo sciopero della sete ai nostri compagni detenuti, ma soprattutto lo dico agli amici operatori, ex-secondini, alla polizia penitenziaria. Guai se anche lì dovesse venire, perché qualcuno me lo ha detto a livello personale, che intendono farlo perché lo ritengono necessario rispetto alla ‘comunità penitenziaria’, come l’abbiamo ribattezzata. Collegamento di Rita Bernardini dalla manifestazione davanti all’Autorità Garante della Comunicazione. Siamo circa una quarantina di persone davanti al porto dell’AGCOM, chiusissimo. Abbiamo visto i cameramen di tg1, tg2, tg3, tg5 e Sky, speriamo che le riprese non finiscano come al solito nei magazzini
    17:50 Durata: 13 min 32 sec
  • A.L. Rossi: Noi e tutta l’Europa stiamo registrando una transizione dall’era tardo industriale a quella post-industriale, ma l’uomo-massa, low cost, è ancora indecifrabile. Il passaggio dalla cultura funzionalista a quella ecologica è una rivoluzione sulla quale dobbiamo scommettere. Pannella: E’ un liberale come Aldo Loris che oggi sembra raggiungere Pier Paolo Pasolini, con la critica al consumismo, etc. che sembrava di natura a-liberale

    Aldo Loris Rossi

    ordinario di Progettazione Architettonica ed ambientale della Università di Napoli Federico II

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Lo sviluppo economico italiano; la sua praticabilità e la sua sostenibilità. A.L.R.: Noi abbiamo un doppio ordine di problemi: diceva Paolo Sylos Labini che l’Italia è un centauro, metà uomo e metà bestia, quindi dobbiamo riuscire a far funzionare questo centauro che da una parte è pensante, operante, produttivo, etc., dall’altra parte ha problemi drammatici. Le due Italie sono un dramma. Nel frattempo noi e tutta l’Europa stiamo registrando una transizione dall’era tardo industriale a quella post-industriale. Il lavoro manuale si è ridotto al punto tale che si è dissolta la classe degli agricoltori e la classe operaia. In Inghilterra - la patria della rivoluzione industriale - l’1 per cento della popolazione è addetto all’agricoltura, il 22 per cento all’industria e il 77 per cento al terziario. Occorre capire cosa sia veramente questo settore terziario. Ci sono partiti della sinistra che usano ancora la falce e il martello che però non ci sono più.. La transizione verso l’era postindustriale comporta ad esempio una scoperta di prospettive anche dal punto di vista territoriale. Nel libro di Aldo Cazzullo, ‘Outlet Italia’, si vede come le piazze dei paesi si spopolano e si riempiono gli outlet. C’è una rivoluzione consumista che sta travolgendo la stessa armatura urbana. Per esempio la devastazione delle aree agricole in Italia, occupate da questi mega-centri di distribuzione di merci, servizi. E allo stesso tempo vengono distrutte le economie dei piccoli paesi. L’esempio di Nola. E poi un altro esempio che rappresenta un po’ la sconfitta della globalizzazione consumista: nel Pacifico ci sono due maxi-isole galleggianti di spazzatura, che hanno la superficie doppia degli Stati Uniti. Questo sesto continente è tenuto assieme dalle correnti del Pacifico. Si chiama ‘trash vortex’. Sono state scoperte da un oceanografo americano, Charles Moore. E un’ultima cosa vorrei aggiungere: c’è ormai una tecnica micidiale per costruire oggetti: nell’era pre-consumista l’oggetto doveva durare a lungo, essere fatto di materiali resistenti; oggi invece gli oggetti vengono programmati per durare poco, essere appariscenti ed accattivanti, ma non significativi. Sono prodotti per precipitarsi nelle discariche che divengono sempre più grandi. Viviamo in un delirio consumista che ha trasformato dei vizi in virtù e delle virtù in vizi. M.P.: E’ un liberale come Aldo Loris che estende la storia liberale rispetto alle nozioni comuni e oggi sembra raggiungere Pier Paolo Pasolini, con la critica al consumismo, etc. che sembrava di natura a-liberale. Ancora sulle ‘isole di spazzatura’ nel Pacifico. A.L.R.:Il dramma è che queste notizie sono comparse sull’Independent il 23 febbraio 2008, poi si è inabissata. Il che vuol dire che la cultura consumistica che domina l’occidente, ormai si ingoia tutto. La svolta di Aurelio Peccei e del Club di Roma, con la loro cultura laica, radicale e libertaria. Il richiamo al risparmio che una volta era valore, mentre oggi il consumo è un valore. Il 22 aprile 1970 si è segnata la svolta ambientalista, con la prima Giornata della terra. Allora solo i radicali parlavano di questione ambientale in Italia. Da allora dobbiamo datare questa apertura straordinaria. Oggi è ormai in crisi il paradigma meccanicista, funzionalista, che si è costruito in 400 anni. E si apre una grande prospettiva del paradigma ecologico, un paradigma organico-sintetico, che mette al centro la natura, la quale natura è quella di un ecosistema chiuso, in equilibrio. Equilibri che non si possono alterare, pena la sopravvivenza dello stesso pianeta. Il passaggio dalla cultura funzionalista a quella ecologica è una rivoluzione sulla quale dobbiamo scommettere. Ci può aprire una prospettiva per controllare questi problemi
    18:03 Durata: 25 min 15 sec
  • La situazione di Sinistra e Libertà. Quando Fausto dice che ‘i radicali sono tutt’altro che incompatibili’, devo dire che è la smentita della dichiarazione ufficiale di quello che - leggo sui giornali spesso - è ‘il leader di Sinistra e Libertà’, ovvero Vendola. Non leggo invece Riccardo Nencini, non leggo e me ne dispiace Monica Frassoni La campagna elettorale di A. Loris Rossi

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Aldo Loris Rossi

    ordinario di Progettazione Architettonica ed ambientale della Università di Napoli Federico II

    L’elettorato verde, quello socialista e ‘Sinistra e Libertà’ di Nichi Vendola. M.P.: Stato proprio pensando, quando Aldo Loris Rossi diceva: ‘Allora non c’era nessuno che si occupasse d’ambiente, c’erano solo i radicali’. No, c’erano anche un paio di ecologisti bravissimi - Mattioli e Scalia - che però si auto-qualificavano come ‘comunisti in vacanza’. Forse possiamo dirgli che, finita piuttosto male la vacanza, una casa per loro c’è. Le dichiarazioni di Bertinotti sulla necessità di una nuova sinistra. Quando Fausto dice che ‘i radicali sono tutt’altro che incompatibili’, devo dire che è la smentita della dichiarazione ufficiale di quello che - leggo sui giornali spesso è ‘il leader di Sinistra e Libertà’, ovvero Vendola. Non leggo invece Riccardo Nencini, non leggo e me ne dispiace Monica Frassoni. Monica sarebbe una compensazione di quel ‘dono’ radicale che è stato Adelaide Aglietta ai verdi. La campagna elettorale di Aldo Loris Rossi. La proposta del Fascicolo del Fabbricato come strumento di prevenzione per gli eventi sismici. A.L.R.: La Regione Campania ha approvato il Fascicolo del Fabbricato
    18:28 Durata: 14 min 21 sec
  • Pannella sul 'rush finale' della campagna elettorale: Il problema nostro è che il 100 per cento degli italiani abbia un minimo di conoscenza in più, quindi di autonomia, che è democratica. Le differenze tra radicali e altre sinistre sulla scelta nonviolenta e la riforma del welfare

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Aldo Loris Rossi

    ordinario di Progettazione Architettonica ed ambientale della Università di Napoli Federico II

    Il comizio di chiusura della campagna radicale in programma a Roma per il 2 giugno a Campo de' Fiori. La manifestazione con Pannella a Treviso, l'unico che si sia previsto in piazza in quella città, e i buoni echi sulla stampa. Il futuro comizio a Muro Lucano e l’intervento, nello stesso luogo, di Benedetto Croce. M.P.: Il problema nostro è che il 100 per cento degli italiani abbia un minimo di conoscenza in più, quindi di autonomia, che è democratica. Questa manifestazione di oggi davanti all’autorità garante, e questo annuncio dello sciopero della sete - che pure io non farò - anzi, è l'occasione per annunciare che io da stamattina 'mastico' i nuovo. Sapete perché? Perché mi sono annoiato di non mangiare, ma anche per fiducia e gratitudine a quei 600 che ci hanno scritto magnifici messaggi. Della nonviolenza infatti fa parte la conoscenza ma anche la ri-conoscenza. Quanto allo sciopero della sete annunciato da martedì, non farò parte di questa fondamentale, molto più importante e necessaria a tutto il paese, lotta nonviolenta. Gli annunci di voto alla Lista Bonino-Pannella. Si lotta per la libertà dell'avversario e del nemico, questa è la grande differenza tra la resistenza radicale ed altre resistenze; io ho sempre detto che nonviolenti e violenti sono cugini, capiscono che si deve dare corpo, voce, mano, alle speranze e alle convinzioni che si hanno. Solo che i 'cugini violenti' hanno sbagliato i conti e hanno sempre pensato che la cosa si risolvesse con il corpo dell’avversario, del nemico. Ed è quello che continua in tutto il mondo, quando leggiamo delle impiccagioni pubbliche, etc. Il welfare universalistico secondo i radicali: un'altra differenza con le altre sinistre
    18:43 Durata: 14 min 51 sec
  • Pannella: Una cosa che mi preoccupa ulteriormente è l'atteggiamento di D'Alema, a partire dalla questione libica. Per lui la motivazione di tutto , di Putin, di Pechino e di Tripoli , è quella secondo cui sarebbero 'questioni strategiche'. È la ragion di stato contro il senso di stato. Lui è 'il meglio' del PD, gli altri sono imbroglioni, non rispettano le regole, come dicono la Bindi, Parisi, etc. Non perché siano malvagi, è che non sono capaci di operare secondo le leggi che dovrebbero essere vigenti, a partire da quelle interne al partito

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Aldo Loris Rossi

    ordinario di Progettazione Architettonica ed ambientale della Università di Napoli Federico II

    La conferenza stampa di domenica pomeriggio di Berlusconi a Bari e la questione delle foto scattate a Villa Certosa. Pannella: Dico sincerissimamente che mi spiace anche per lui, perché manda a sbattere anche noi con questo paese. Credo, l’ho detto stamattina, di non avere firmato tra i pochi l’accusa a Leone, contro il fatto che soprattutto uno dei figli avesse fatto dei festini al Quirinale. Però, francamente, a questo punto io che sono stato molto prudente, mi ricordo che è vero che Mastella è stato inquisito per un figlio che portava al Gran premio con l'aereo di Stato ma se questo ha fotografato aerei militari dai quali scendevano decine di fanciulle o fanciulli non me ne frega nulla allora in Inghilterra, America, credo che questo sarebbe un evento. E su questo cominciamo a dire basta. Basta, lo diciamo anche a lui, non puoi continuare. Quanto all'appello a non votare inutilmente i piccoli partiti: No Silvio, noi siamo stati utili a te, come a molti milioni di italiani e quindi a noi stessi. L'atteggiamento di Libero nei confronti dei radicali:La differenza è questa: Indro Montanelli era un liberale, Feltri non lo è, e la stigmate di questo c’è. Ma la cosa che mi preoccupa ulteriormente è l'atteggiamento di D'Alema, a partire dalla questione libica. Per lui la motivazione di tutto di Putin, di Pechino e di Tripoli è quella secondo cui sarebbero 'questioni strategiche'. È la ragion di stato contro il senso di stato. Una cosa è Dario, Walter e un’altra cosa è D’Alema, che comunque è il maggior personaggio che loro anno. Mi basta che abbia risposto dando la ragione migliore che si possa dare a Berlusconi,ovvero che conta la ragion di stato, che i rapporti con la Libia sono strategici. Io sono per il senso dello stato, contro la ragione di stato. “Lui è 'il meglio' del PD, gli altri sono imbroglioni, non rispettano le regole, come dicono la Bindi, Parisi, etc. Non sono imbroglioni perché sono malvagi, è che non sono capaci di operare secondo le leggi che dovrebbero essere vigenti, a partire da quelle interne al partito
    18:58 Durata: 15 min 9 sec
  • La questione israeliana simile, almeno per un aspetto fondamentale, alla situazione italiana. Il popolo israeliano da tempo indicava un'altra via di uscita, opposta a quella perseguita dalla classe dirigente,come in Italia. E’ scandaloso che una classe dirigente che ha delle alternative si faccia guidare dalla paura

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    La questione israeliana simile, almeno per un aspetto fondamentale, alla situazione italiana. Il popolo israeliano da tempo indicava un'altra via di uscita, opposta a quella perseguita dalla classe dirigente,come in Italia. Quanto alla posizione del governo italiano, una cosa che posso affermare è che da quando credo di aver concorso a formare questa posizione di Berlusconi, poi gli ambasciatori lì non hanno potuto segnare nulla sul piano del progresso in quella direzione. La situazione israeliana: E’ scandaloso che una classe dirigente che ha delle alternative si faccia guidare dalla paura e quindi dalla speranza della guerra, magari per distruggere l’arsenale atomico iraniano. Il dibattito sullo stato ebraico oggi
    19:13 Durata: 9 min 19 sec
  • Franco Debenedetti: voto radicale 'in positivo' per tutto quello che avete fatto per cercare di curare la peste italiana, 'in negativo' perché in dissenso con certe scelte del PD. La proposta di riforme economiche dei radicali. Pannella: Non facciamo soltanto dichiarazioni assolutamente conformi a quelle di Draghi, ma tutte accompagnate con proposte di legge presentate ed ignorate da tutti. Nessuno ha scritto una riga su questi sette progetti di legge

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Franco Debenedetti

    consigliere d'amministrazione di CIR, COFIDE e della Fondazione Rodolfo Debenedetti

    Franco Debenedetti, - già Senatore della Repubblica Italiana nel 1994 e successivamente rieletto nel 1996 e nel 2001, interviene in trasmissione, attualmente consigliere di amministrazione di CIR, Cofide, Piaggio, della Fondazione Rodolfo Benedetti interviene in trasmissione. La dichiarazione di voto radicale di Debenedetti. Pannella: Viene fuori la vecchia storia per cui, quando c'è la solidarietà, questa è solida. Debenedetti: Il perché di una dichiarazione di voto è in positivo e in negativo. In positivo c'è perché qualche tempo fa Emma mi mandò della bozze del libro 'La peste italiana', che mi lessi nel week-end. E ho pensato: accidenti, quante robe avete fatto! A leggere il libro come la storia di quelli che hanno cercato di curare 'la peste', ho pensato: 'Quante cose avete fatto!' Novembre 1994, la presentazione - da parte del governo Berlusconi - di un disegno di legge di riforma delle pensioni molto coraggioso. Questo ddl è stato fortemente osteggiato dalla Lega soprattutto, che poi ha determinato la caduta del governo e anche dai sindacati che hanno fatto manifestazioni in tutta Italia, mobilitando milioni di persone. E Scalfaro ha tirato fuori in quel momento la teoria dei ‘diritti acquisiti’. Allora io su suggerimento di una conoscenza comune- pensai di contattare il Nobel Franco Modigliani che conoscevo perché era stato consigliere di Olivetti. Lo chiamai, con un certo rispetto su questo mostro sacro dell’economia. Ricordo che mettere insieme il testo che avevo presentato io con quello che voleva Modigliani non è stato semplicissimo, anche perché si faceva via fax e con il fuso orario di mezzo. Alla fine è stato abbastanza facile far firmare il testo da Mario Baldassarre, è stato relativamente facile farlo firmare a Sylos Labini - che poi, sull'Unità, disse di essersi vergognato di aver firmato e infine, prima di mandarlo al Corriere della Sera, firmò anche Romano Prodi. Era la misura del clima che c'era tra maggioranza e opposizione, in un momento in cui pure la lotta politica era feroce. Oggi, rispetto ad allora, credo si sia fatto un passo indietro. Segue oltre un decennio con pochi cambiamenti sul fronte pensioni e nulla rispetto all'articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Abbiamo avuto le due grandi messe cantate, quella di Confindustria e quella di Banca d’Italia. Alessandro Penati ha scritto su Repubblica che negli altri paesi non ci sono queste messi cantate. Le assemblee degli industriali negli altri paesi si guadagnano al massimo una notarellina sui giornali. Non è normale, ma se non avessimo quelle sedi, in cui si parla di certi problemi, in cui viene fuori la parola ‘liberalizzazioni’, dove si parlerebbe di tutto questo? Forse voi, ma con i mezzi che avete. “Ma dove sono i think tank in Italia? Dove sono le lobby? Dove sono i gruppi di interesse? Quelli che dichiarano di avere un interesse e fare una certa campagna? Che male c'è? M.P.: E’ la nobiltà degli interessi quando sono pubblici.F. Debenedetti: Poi ci sono le cose in negativo, e lo dico qui pubblicamente: avrei avuto difficoltà a votare, questa volta, per la mia parte politica, ovvero il PD. Non ho nulla contro Sergio Cofferati, ma contro la ragione per cui Sergio Cofferati è stato candidato, cioè non quella di candidarlo per quello che è oggi per prendere i voti di quelli che si ricordano Cofferati quando ha detto no al signor D'Alema. Allora questo non mi va bene. Così anche per la candidatura di Luigi Berlinguer, ministro della pubblica amministrazione del governo D’Alema. Persona gradevolissima, simpatica, però sulla riforma del 3+2, per essere gentili, è sospeso. È stato fatto fuori dai suoi perché aveva provato a dare premi basati sul merito, e poi non se ne è più sentito parlare. Insomma tutto sommato, il mio è un voto recuperato per l’opposizione.M.P.: Non è un caso se l’altra sera ho detto che io, se le cose andassero bene e fossi rieletto al Parlamento europeo, se mi garantiscono il rispetto delle regole, mi ricandido al Congresso del Partito Democratico. Anche se non si capisce quali siano le regole. C’è questo grosso problema, mi pare che anche nel PD quanto è scritto non è mai vigente. Come avviene in tutto il paese, anche in economia. F.Debenedetti: Nel libro giallo si sono dimenticati anche pezzi importanti, come il vostro referendum per far sì che i presidenti delle Casse di risparmio non fossero nominati dal Tesoro. Questa è una cosa importante ancora oggi. I referendum traditi e l'atteggiamento della Corte Costituzionale. M.P.: E' stata la prima repubblica ad ammazzare la legalità per decenni. F.Debenedetti: Secondo Padoa Schioppa, gli articoli 41, 42 e 43 della Costituzione sono perfettamente compatibili con una repubblica sovietica. Ma poi viene l'Europa, l'interpretazione. Certo, ma quanto tempo ci vuole? Quanto tempo ci vuole prima che gli effetti, nel senso di come la costituzione viene recepita nella cultura del paese? Cosa che invece si otterrebbe prima con un cambiamento della Costituzione. La denuncia radicale sullo stato dell’informazione. M.P.: Ci sono state delle cose imperative dell'Autorità garante, secondo la quale dovevamo andare nei telegiornali già la settimana scorsa, e non sono state per nulla rispettate. L'intervento di Giorgio Napolitano: Se il Presidente della Repubblica avesse fatto come costretto dalla prassi un lavoro da arbitro e non da garante, lo avrei criticato anche se a nostro favore. Ma il suo intervento non è stato a difesa di quel tre per cento che conosceva, ma a difesa di un paese in cui il 97 per cento non sa nemmeno che siamo candidati. La proposta di riforme economiche dei radicali: Noi non facciamo soltanto dichiarazioni assolutamente conformi a quelle di Draghi, ma tutte accompagnate con proposte di legge presentate ed ignorate da tutti. Nessuno ha scritto una riga su questi sette progetti di legge
    19:22 Durata: 37 min
  • Pannella: la necessità di una organizzazione politica di milioni di lavoratori autonomi e piccoli imprenditori. Debenedetti: i cambiamenti paradigmatici in economia e le diverse interpretazioni della crisi attuale

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Franco Debenedetti

    consigliere d'amministrazione di CIR, COFIDE e della Fondazione Rodolfo Debenedetti

    Marco Pannella: la necessità di una organizzazione politica consapevole fatta di milioni di lavoratori autonomi e di piccoli imprenditori. F. Debenedetti: Il grado di protezione è maggiore che da altre parti ed è pagato con una produttività inferiore. La prima cosa che mi viene in mente è una frase di Richard Freeman, economista di Harvard che si occupa di problemi del lavoro: ‘I sindacati europei dovrebbero investire anche la camicia per aiutare i sindacati cinesi’. Se tu hai un fiume,ti conviene mettere la diga a monte e proteggere tutti, piuttosto che mettere tante dighe a valle a cercare di proteggere i centri abitati. E questo si lega alla crisi attuale, perché io un modello di quelli che sono i rapporti globali tra risparmio da una parte e consumo dall’altra, delle due l’una: o non l’ho mai sentito o se l’ho sentito non l’ho mai capito. Nessuno sa dire se sia colpa dell’eccessivo risparmio o consumo. Il tasso di risparmio degli Usa ora è aumentato. E poi, uc'è anche chi dice che la crisi è dovuta a un cambiamento tecnologico. Si è chiuso il ciclo di massima crescita, trainato dall'information technology. Ci vuole un altro paradigma tecnologico, che molti individuano nelle tecnologie che consumano di meno. Quella roba lì forse potrebbe essere una nuova frontiera tecnologica e solo una nuova frontiera può re-innescare un ciclo di investimento.Le operazioni di Fiat in America e in Germania: differenze e criticità
    19:59 Durata: 27 min 1 sec
  • Conclusioni. Il problema dell'informazione e della circolazione delle idee radicali anche tra gli opinion leader

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Franco Debenedetti

    consigliere d'amministrazione di CIR, COFIDE e della Fondazione Rodolfo Debenedetti

    Pannella: "Quando noi facemmo i 20 referendum liberisti, Rudi Dornbusch scrisse che quei referendum - comunque sarebbero andati avrebbero rivoluzionato il paese. Ma è possibile che di questa nostra produzione legislativa, del fatto che siamo un gruppetto che riesce a produrre - grazie a quanto ci è stato trasmesso produciamo proposte che poi ci vengono riprese e riconosciute. Ma allora perché siamo in una situazione in cui questo lavoro è totalmente ignorato?".F.D.B.: "Secondo me perché il processo attraverso il quale si forma il consenso è molto complicato". "Il problema è vedere il processo darwiniano per vedere perché delle idee che hanno una loro dignità non riescano ad emergere. Ti faccio il caso della mia idea sul mercato del lavoro, che provo a portare avanti assieme a Pietro Ichino. Come mai queste cose hanno difficoltà a passare oltre la stretta cerchia delle persone cui interessa? Io lo vedo come una selezione darwiniana degli argomenti. Temi come quelli delle foto, della privacy, si guadagnano le prime pagine, altri argomenti no
    20:26 Durata: 17 min 8 sec