15 AGO 2009
intervista

Ferragosto 2009 in carcere - 41bis: è tortura? Interviste a Renato Farina e Giorgio Inzani.

INTERVISTA | di Emiliano Silvestri - Milano - 21:58 Durata: 23 min 28 sec
A cura di Guido Mesiti
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Interessante lo stabilisse una commissione internazionale.

Esiste un sottocomma dell'art.

27 Cost.

che stabilisce che per un certo tipo di reati non è prevista riabilitazione e reinserimento e che ci sono tipi di umanità irredimibili? La comunità penitenziaria e la sua nonviolenza rendono tollerabile un carcere disumano.

"Ferragosto 2009 in carcere - 41bis: è tortura? Interviste a Renato Farina e Giorgio Inzani." realizzata da Emiliano Silvestri con Renato Farina (giornalista, deputato, Popolo della Libertà), Giorgio Inzani (medico del lavoro - associazione "radicali senza fissa
dimora").

L'intervista è stata registrata sabato 15 agosto 2009 alle 21:58.

Nel corso dell'intervista sono stati discussi i seguenti temi: Carcere, Diritti Civili, Diritti Umani, Giustizia, Mafia, Milano, Parlamento, Politica, Radicali Italiani, Tortura.

La registrazione audio ha una durata di 23 minuti.

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riduci

  • Renato Farina

    giornalista, deputato (Popolo della Libertà)

    La visita ispettiva del deputato Renato Farina è stata dedicata alla sezione dove si trovano glii 82 detenuti in regime di 41 bis. Di 41bis si è occupato il recente "pacchetto sicurezza", introducendo ulteriori restrizioni. Una domanda alla coscienza di ciascuno: si tratta di tortura? Chiusi in cella per 22 ore al giorno (prima erano venti, non possono incontrare i parenti più di un'ora al mese e con un vetro divisorio che impedisce i contatti (l'incontro è videoregistrato), possono vedere l'avvocato difensore al massimo per tre volte la settimana e per un tempo complessivo di un'ora. Quale parità con l'accusa? Il portavoce Farina riferisce le parole dei detenuti, che riconoscono alta professionalità e correttezza al personale di custodia riservando le critiche a presidente del Consiglio, ministro di Giustizia e magistrati: "Tanto vale che ci mettete in un deserto e ci uccidete tutti; siamo sepolti vivi ed è peggio che morire. Non possiamo comunicare (nemmeno con il cenno di una mano) con il compagno di pena della cella di fronte dovendo limitare i rapporti soltanto alle altre tre persone che ci sono state assegnate, con le quali facciamo gruppo". (La nuova legge formalizza questo divieto qualificandolo come reato penale che, se realizzato, coinvolge come favoreggiatore l'agente di custodia di servizio in quel momento). "Cosa c'entra con la sicurezza il fatto di non poter cucinare cibo in cella come tutti gli altri detenuti? Cosa a che fare con la sicurezza la riduzione del "passeggio" e della "socialità" (sempre a gruppi di quattro) da quattro ore a due? Nella sezione è presente anche un detenuto di 83 anni, lì vivono anche ammalati. Nella casa di reclusione è presente anche Salvatore Riina, che si trova nel centro clinico (a novembre compirà 80 anni); chi si reca a colloquio con lui , i deputati in visita ma anche il direttore e il comandante degli agenti di custodia, è sottoposto a metal detector. Riina, occhi umidi che nessuno crederebbe abbia visto e comandato tanti delitti; ripete che è ben trattato e ben curato, si raccomanda a Dio e benedice il regime di isolamento che gli consente di non essere disturbato e di sopportare bene la detenzione. Nulla di cui lamentarsi: "Vivo il carcere. Va bene. Questo è il carcere e lo accetto". Sarebbe interessante se una commissione internazionale stabilsca se il 41bis è conforme alla sicurezza o aggiunga una sorta di afflizione aggiuntiva che aliena il minimo di spazio di .....(civiltà? n.d.r.) che entra nel vissuto e umilia la persona. Esiste un sottocomma dell'art. 27 Cost. che stabilisce che per un certo tipo di reati non è prevista riabilitazione e reinserimento e che ci sono tipi di umanità irredimibili? Alcuni dati: 1215 sono i detenuti presenti il 15 agorsto. 1188 la capienza regolamentare mentre la quota "tollerata" è calcolata in 1417 podti. 317 detenuti in alta sicurezza, 287 in attesa di giudizio, detenuti tossicodipendenti 286 detenuti dipendenti dall'amministrazione penitenziaria e 60 lavoranti in carcere per conto di imprese e cooperative. 36 detenuti "semiliberi".
    21:58 Durata: 17 min 38 sec
  • Giorgio Inzani

    medico del lavoro - associazione "radicali senza fissa dimora"

    La comunità carceraria: una realtà di nonviolenza che rende tollerabile per la gran parte dei suoi componenti (agenti di custodia, detenuti) una condizione di vita disumana che tuttavia alcuni non reggono (3 sono stati i suicidi nel 2008). La condizione degli agenti di custodia nella casa di reclusione di Opera (Milano): a fronte di una pianta organica di 789 agenti, ne sono stati assegnati 685; gli agenti effettivamente in servizio sono 556. Il 70% è però pendolare, nel senso che accorpa turni per 20 giorni per poi tornare al sud dove continua ad abitare (per motivi economici). La situazione dei 286 detenuti tossicodipendenti di cui soltanto il 10% in trattamento metadonico: sta passando l'idea del metadone come droga di Stato?
    22:16 Durata: 5 min 50 sec