16 AGO 2009
intervista

Ferragosto 2009 in carcere: intervista a Renato Farina in visita al carcere di Monza

INTERVISTA | di Emiliano Silvestri - Monza - 14:57 Durata: 21 min 4 sec
Scheda a cura di Guido Mesiti
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"Ferragosto 2009 in carcere: intervista a Renato Farina in visita al carcere di Monza" realizzata da Emiliano Silvestri con Renato Farina (giornalista, deputato, Popolo della Libertà).

L'intervista è stata registrata domenica 16 agosto 2009 alle 14:57.

Nel corso dell'intervista sono stati trattati i seguenti temi: Carcere, Diritti Civili, Diritti Umani, Giustizia, Monza, Parlamento, Radicali Italiani.

La registrazione audio ha una durata di 21 minuti.
  • Renato Farina

    giornalista, deputato (Popolo della Libertà)

    I deputati non hanno soltanto l'aereo gratis ma anche il carcere gratis; non c'è nemmemo bisogno di prenotare. Un modo di interpretare il proprio ruolo istituzionale e per esercitare anche quella che, secondo il catechismo, è un'opera di carità corporale. Prima di Monza la visita al carcere di Chiavari: carcere dove manca la possibilità di lavoro alle dipendenze di imprenditori esterni. ma dove la direttrice è riuscita a mettere insieme in alcune occasioni detenuti comuni e detenuti della sezione protetta. Nel carcere di Monza 39 detenuti possono lavorare per società esterne, in laboratori di falegnameria, legatoria e altre attività; altri 121 lavorano all'interno alle dipendenze dell'amministrazione penitenziaria. Come per Chiavari anche a Monza il problema più sentito è il sovraffollamento (troppe celle sono state trasformate da singole in triple, con una branda infilata sotto uno dei letti). I detenuti magrebini richiedono una maggior considerazione per la loro condizione di musulmani (c'è chi lamenta il mancato adeguamento della somministrazione di farmaci ai ritmi imposti dal ramadam). La pianta organica prevede 462 agenti di custodia; l'amministrazione ne ha assegnati 414. Gli agenti effettivamente in servizio sono 342. La popolazione detenuta è di 799 (+ 19 in arrivo da carcere di S. Vittore), questo a fronte di una capienza regolamentare di 409 e di una capienza "tollerata" stimata in 730. Indulto e amnistia erano necessari per togliere la miccia accesa dalla bomba carceri. I detenuti più colti hanno criticato il concetto di "pena certa" intendendo con questo la cancellazione di benefici e di misure alternative; pratica più ascrivibile alle decisioni dei magistrati piuttosto che alle indicazioni della legge. Comportamento comprensibile visti gli attacchi che la stampa nazionale ha riservato in alcuni casi alla magistratura di sorveglianza: Un problema culturale.
    14:57 Durata: 21 min 4 sec