18 OTT 2009
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:04 Durata: 1 ora 48 min
A cura di Enrica Izzo e Pantheon
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 18 ottobre 2009 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (direttore Radio Radicale), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 48 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore Radio Radicale

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Una settimana ricca di eventi: il congresso dei Verdi il fine settimana scorso e il ruolo di Marco Pannella secondo i giornali; il Partito democratico, le primarie e l'intervento del leader radicale rispetto alla componente rappresentata da Bersani; il nuovo annuncio da parte del premier, Silvio Berlusconi, di una riforma della giustizia; la campagna su Tony Blair e la presidenza dell'Europa; l'intervento di Paolo Mieli, sulle pagine culturali del Corriere della Sera, a proposito della caduta dei regimi, la loro prevedibilità e il caso dello zar e dell'impero asburgico; la manifestazione anti-razzista di sabato a Roma. Pannella scherza: “Scusa se ti interrompo. Ma la prossima volta che siamo noi due, organizziamoci una litigata. Perché l'ultima volta in cui c'è stato lo 'scontro', etc., poi sono andato a vedere e abbiamo avuto risultati di ascolto immensi
    17:04 Durata: 7 min 13 sec
  • La convention del Pd. La linea D'Alema-Bersani, il rispetto dello statuto: La legalità per gli amici si interpreta, per i nemici si applica. L'ideologia fondante la Prima repubblica è stata quella per cui i dettami costituzionali, cui ci si richiama sempre più frequentemente, sono stati in modo inaudito massacrati e oggi lo vediamo. Infatti quando si pone il problema della legalità nei confronti di Berlusconi, problema che è giusto porre, loro non sono credibili

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Gli articoli di Paolo Mieli, sulle pagine culturali del Corriere della Sera, a proposito della caduta dei regimi e della loro difficile prevedibilità. Quello che mi colpisce è questo: praticamente i grandi eventi politici arrivano sempre di sorpresa. Detto in altro modo: la natura non fa salti, anzi è noto che i semi germogliano piano piano ed esplodono nelle stagioni giuste, mentre la politica fa salti. I grandi eventi sono quelli che maturano nei dna collettivi. Dico sempre che il fascismo, con una sola generazione, è penetrato molto meno di un sessantennio che riguarda tre o quattro generazioni. Quindi trovo che in questa cosa di Paolo Mieli ci sia, involontariamente, un eco di qualcosa su cui insisto molto. Giocare il possibile contro il probabile è in genere la caratteristica dei cretini megalomani - che si ritengono ingiustamente incompresi, geni, etc. - poi però accade che grazie al caso e un po’ al merito, piccolissime minoranze si trovano ad anticipare gli eventi che le grandi maggioranze, anche intellettuali, non individuano. Noi puntiamo da 60 anni proprio su questo, su un elemento di regime e di sistema. Se uno guarda invece alle idee, le interpretazioni storiche che si coltivano nel Partito Democratico, sembra assicurata una vittoria 'di regime', non in senso negativo ma in senso tecnico, con uno smaccato rapporto tra le posizioni che D'Alema propone e Bersani che questa linea nemmeno la interpreta, la esegue. Una linea che non è nemmeno quella degli anni ’70 ma quella degli anni ’50, del Pci, non del compromesso storico ma dell’articolo 7; solo che allora c’era la Dc, D’Alema oggi lo fa con l’Udc. I partiti, la loro vita interna e le fondazioni: Il grande dibattito televisivo di tutte le televisioni era quello tra Fare Futuro e ItalianiEuropei; il fatto che in Fini si può anche riconoscere una tendenza laica non nuoce. Vuol dire che Massimo, oltre a Casini, tollera anche, in prospettiva, qualche possibile buon rapporto con Fini. Io poco ci credo, perché chi ci ascolta sa che io sono convinto che il vero sottotraccia che possiamo leggere negli ultimi 15 anni è quello Berlusconi-D’Alema. Così come la trovata di Bossi come ‘costola della sinistra’ fu una trovata di D’Alema e non di altri. Il rispetto dello statuto del Pd messo in discussione da Eugenio Scalfari: Lui sa benissimo che una vittoria stentata e complessa di Dario Franceschini gli garantisce un partito più esposto a influenze come la sua. Il risultato è quello di sempre: la legalità per gli amici si interpreta, per i nemici si applica. L'ideologia fondante la Prima repubblica è stata quella per cui i dettami costituzionali, cui ci si richiama sempre più frequentemente, sono stati in modo inaudito massacrati e oggi lo vediamo. Infatti quando si pone il problema della legalità nei confronti di Berlusconi, problema che è giusto porre, loro non sono credibili come difensori della legalità contro la illegalità di Berlusconi. E non è un caso se noi siamo gli unici vietati nelle televisioni. Non lo fu Bertinotti, non lo è oggi l’ottimo Tonino Di Pietro
    17:11 Durata: 10 min 34 sec
  • Il dopo-congresso dei Verdi: La nostra posizione si traduce in un invito agli ecologisti a ritirare fuori il simbolo che gli abbiamo dato, il Sole che ride, e poi a socialisti e a laici di ripresentarsi finalmente in quanto tali, nella purezza e puntualità dei loro simboli e della loro storia. Facendo questo è anche immaginabile che in base alla legge elettorale si possano fare delle coalizioni. Invece che per forza con il Pdl o il Pd, una coalizione in ipotesi verde, laica e socialista, ma con liste autonome

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il congresso dei Verdi della settimana scorsa e il dopo-Congresso. In teoria la situazione è semplice; le mozioni erano queste: una diceva ‘Noi siamo costitutori di Sinistra&Libertà e dobbiamo fare il congresso costitutivo del partito dopo le elezioni regionali’, essendosi tutti quanti già assicurati un rapporto con il Pd, per vedere il numero degli eletti e creare S&L sulla base degli eletti con il Pd. L'altra diceva 'Assolutamente no a S&L', perché la posizione di Daniel Cohn-Bendit, cui si richiamano, è chiara. Daniel Cohn-Bendit ha detto che S&L è ancora nel ghetto di uno dei blocchi, quello della sinistra, mentre - dice lui - la trasversalità ecologista è radicalità della sua trasversalità sia nella sinistra che nella destra. Senonché, ne dobbiamo parlare con Bonelli, mi pare che questo non appaia chiarissimo. Ma intanto Bonelli ha mandato in tutta Italia una comunicazione in cui chiede che i Verdi si dimettano da tutti i comitati comuni fatti con Sinistra&Libertà. Questa è una decisione strutturale, nemmeno più politica. Prendiamo atto che quello che noi stiamo auspicando con l'esempio che abbiamo dato alle elezioni politiche, di finirla con queste situazioni per cui chi teme di non farcela da solo commette l'errore di andarsi a presentare con altri, con il risultato che non prende assieme ad altri quello che da solo avrebbe preso. E penso che la nostra impostazione, quella per la quale stiamo già raccogliendo le pre-firme per rendere possibile poi una presentazione alle elezioni, sono pre-firme annunciate sulle Lista Bonino-Pannella. Vedremo se e come saremo presenti, ma presenti politicamente lo saremo di sicuro. Ora mi pare che ci sia un po’ di confusione: la nostra posizione si traduce in un invito agli ecologisti di ritirare fuori il simbolo che gli abbiamo dato, il Sole che ride, e poi a socialisti e a laici di ripresentarsi finalmente in quanto tali, nella purezza e puntualità dei loro simboli e della loro storia. Facendo questo è anche immaginabile che in base alla legge elettorale si possano fare delle coalizioni. Invece che per forza con il Pdl o il Pd, una coalizione in ipotesi verde, laica e socialista, ma con liste autonome. Unici candidati da scegliere alla presidenza di ogni regioni e i partiti presenti dappertutto nella loro purezza e durezza. La prima candidatura dei Verdi alle elezioni del 1985 e il ruolo dei radicali. E Sinistra e Libertà? Non lo so, ci sarà ancora? I verdi non ci sono, una parte dei socialisti non c'è più.... La situazione dei socialisti oggi. Noi comunque saremo presenti, agiremo politicamente e probabilmente elettoralmente. Poi speriamo con il Pd di riuscire a fare un'alleanza politica tra pari. Magari verrà fuori che, come nel 2004, si disse che non si poteva accettare il nome 'Lista Coscioni'. Siccome già non hanno accettato molto spesso il mio nome.... Da qui l'idea di ricercare anche un'alleanza diversa: Un’alleanza che non ha precedenti, non solo tra di noi, ma come metodo. Un’alleanza che sia chiara, alleanza su quale progetto minimo e su quali cose. La vera ipoteca che ci può essere è la tentazione che tutti possiamo avere del ‘caso per caso’; cioè 'va bene, andiamo così, ma in Umbria...'; così si toglie forza alla nazionale. Qui il rischio è che in ogni regione ci troviamo dei compagni che ci diranno: ‘Ma qui c'è una possibilità che non c'è altrove’. Noi sulle ‘amministrative’ non abbiamo avuto mai ‘il caso per caso’, ma un’altra cosa. Abbiamo avuto l’eccezione che ‘in un posto ci si presentava’. Quindi ogni volta c’era un caso, una iniziativa politica su una specifica situazione. Occorre, lo dico a Bonelli, uscire fuori dal ghetto interno ad uno schieramento, cioè ci vuole una posizione di alternativa ecologista. Noi siamo anche questo, un’alternativa ai regimi degli stati nazionali esistenti. Perché gli Stati nazionali non possono, in quanto tali, fare una politica ambientale in cui i dati ambientali si governano come stati continentali. L’esempio della Lombardia e il caso del Veneto. Quando si decidessero queste coalizioni per un candidato con ogni regione, poi ognuno può andare poi con le sue accentuazioni di programma. Quindi noi andremmo sostenendo i collegi uninominali, il federalismo, il laicismo
    17:22 Durata: 26 min 14 sec
  • Berlusconi dice di voler mettere al centro della campagna elettorale delle regionali il presidenzialismo e la riforma della giustizia: Staremo a vedere come decide e che cosa. Se fa la riforma americana, noi staremo molto attenti a perché non diventi sudamericana. E con il Pd? vedremo come fare un accordo politico. Anche se credo che loro non siano nelle condizioni di farlo con nessuno un accordo politico, perché si spaccherebbero

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Silvio Berlusconi ha detto di voler mettere al centro della campagna elettorale delle regionali il presidenzialismo e la riforma della giustizia: Staremo a vedere come decide e che cosa. 'Lo sta decidendo', ma si sa che il gerundio da noi è vissuto con molta attenzione. Se fa la riforma americana, noi staremo molto attenti a perché non diventi sudamericana. Il tentativo di D'Alema con la bicamerale: Quello che lui ha provato è stato di non porre il problema del conflitto di interessi, ottenendo dall'altra parte... Tra la sua cultura, che essendo una cultura comunista e sempre più democristiana è quella della doppia verità come fatto morale, noi - per quanto ci riguarda - andiamo con una verità solo, patente e quarantennale. Ma dicevo: benissimo, si convince a fare perché gli conviene quello che nel 1994 aveva giurato di fare con noi? Va bene, vedremo. E con il Pd? Anche lì si gioca: vedere come fare un accordo politico. Anche se credo che loro non siano nelle condizioni di farlo con nessuno un accordo politico, perché si spaccherebbero. Ma una coalizione verde-radicale-socialista porta via più voti a sinistra o a destra? Io continuo a ripetere l'anomalia delle elezioni europee. Abbiamo fatto la più radicale campagna partigiana e abbiamo scoperto l'acqua calda: che l’esigenza di radicalità è presente nell’elettorato di destra forse ancora di più che nell’elettorato della sinistra. Oggi dobbiamo farci carico di rappresentare anche quel voto. L'evoluzione nel centro-destra e il ruolo di Benedetto Della Vedova
    17:48 Durata: 6 min 53 sec
  • La manifestazione anti-razzista di sabato a Roma: Quello che è accaduto lo hanno visto i miei compagni: un dato di affetto. La conferenza stampa e la maratona oratoria di lunedì con un comitato casertano. L'idea di un'ora di religione islamica nelle scuole: E’ chiaro che la cosa che regge è l’insegnamento della storia delle religioni, e allora l’argomento secondo cui non ci sarebbe nessuno preparato, non regge

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La manifestazione anti-razzista di sabato a Roma. Noi siamo stati tranquillamente in coda, e a un certo punto ci siamo trovati di fronte a un megafono che non lasciava un attimo di silenzio. Mi sembrava di stare al ’72-’73 - quelli che bisognava farsi i capelli perché i contadini non volevano si avessero i capelli lunghi, e queste cose valevano contro di noi che avevamo sensibilità 'piccolo-borghesi'; siamo capitati lì e via dei Volsci mi sembrava un sogno da raggiungere, per il linguaggio usato. Era una cosa 'Tre febbraio'. A un certo punto mi sono detto: erano soprattutto africani lì, tre pullman che si erano auto-organizzati; marciavano allegri, anche giovanissimi, affettuosi. A un certo punto è arrivato uno del 'Tre febbraio' e continuava a dire: 'Contro tutti i politici, quelli che vengono qui a fare la passerella!’; io mi sono avvicinato e subito si è creato un 'servizio d'ordine'; magari mettevo la mano sulla spalla di uno e subito a urlare: ‘Non mi toccare!’. Poi dicevano: 'Questo è il settore 'Tre febbraio', te te ne devi andare'. Dopo un po’ ho detto ai compagni: sentite, qua è chiaro che i senegalesi c’è un’atmosfera favolosa; siamo arrivati qui dove stanno questi 50 bianchi e io con i bianchi ho un po’ fifa. E quindi siamo andati avanti e l'atmosfera era diversa. Quello che è accaduto lo hanno visto i miei compagni: un dato di affetto. La conferenza stampa e la maratona oratoria di lunedì con un comitato casertano. Mi ha colpito una cosa: che almeno tre senegalesi e due ragazzi italiani molto giovani, sono venuti da me e hanno detto: ‘Ma l’antiproibizionismo non si fa più?’. E non hanno detto 'la droga', ma l'antiproibizionismo. E’ da tenere presente, lo dico per il partito: io sono convinto che siamo entrati in una fase in cui è possibile, anche qui, constatare tra tre anni che la rivoluzione antiproibizionista si afferma nel momento in cui sembra morta, per motivi internazionali ed ideologici. Il dibattito della proposta sull'ora di religione islamica: C’è questo Giorgio Israel che già ai tempi del Mondo mi colpiva, con questo nome e le sue posizioni sempre un po' diverse. Lui oggi nel suo intervento, sempre singolare e spesso sulle linee del Foglio e dintorni, a un certo punto ha detto: certo, l’insegnamento della storia delle religioni è quello che mi parrebbe più sennato e ragionevole. Ma le difficoltà d'attuazione sono grandi, e quindi il titolo era: ‘Si seguano le indicazioni del rabbino di Roma’. Il quale ha in genere una accentuata e profonda propensione a valutare gli elementi comuni dei due monoteismi, quello vaticano e quello ebraico. E’ chiaro che la cosa che regge è l’insegnamento della storia delle religioni, e allora l’argomento secondo cui non ci sarebbe nessuno preparato, non regge. Non è che ci voglia moltissimo ad avere in 3-5 anni delle soluzioni intermedie e poi avere finalmente la storia delle religioni come materia, che sarebbe doverosa anche nel più ateo degli Stati
    17:55 Durata: 12 min 30 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il Congresso dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica; il Congresso di Radicali Italiani a Chianciano; la conferenza stampa europeista; il Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito a Roma; la visita del Dalai Lama in Italia; il rapporto tra i Verdi e Sinistra e Libertà; l'Agenda Coscioni è pubblicata insieme a Terra; la posizione di Massimo D'Alema sulla candidatura di Tony Blair alla Presidenza del Consiglio Europeo; il dibattito politico in Gran Bretagna; le posizioni dei liberali in Gran Bretagna e Germania; l'articolo su Daniele Capezzone; la linea politica del Corriere della Sera; la storica proposta del Marocco per entrare nell'Unione Europea; la violenza contro gli uiguri; la missione militare in Afghanistan, le posizioni di Barack Obama ed Biden; i liberali britannici e la posizione di Cameron; la linea de "Il fatto quotidiano"; i retroscena dell'arresto di Salvatore Riina; l'inchiesta sull'omicidio di Paolo Borsellino; il rapporto tra Leonardo Sciascia e Paolo Borsellino; Il rapporto tra i Radicali e Enrico Boselli, Roberto Villetti e Riccardo Nencini; il problema della conferma della convenzione di Radio Radicale; gli appuntamenti della settimana
    18:07 Durata: 45 min