20 FEB 2010
intervista

Maflow: i lavoratori chiedono alla BMW di riprendere gli ordini. Intervista a Massimo Lettieri

INTERVISTA | di Emiliano Silvestri - Milano - 19:07 Durata: 3 min 21 sec
Scheda a cura di Valentina Pietrosanti
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Presidio davanti a Palazzo di giustizia di Milano per l'azienda in bilico tra vendita e fallimento.

"Maflow: i lavoratori chiedono alla BMW di riprendere gli ordini. Intervista a Massimo Lettieri" realizzata da Emiliano Silvestri con Massimo Lettieri (sindacalista).

L'intervista è stata registrata sabato 20 febbraio 2010 alle ore 19:07.

Nel corso dell'intervista sono stati discussi i seguenti temi: Auto, Cassa Integrazione, Disoccupazione, Impresa, Industria, Lavoro, Occupazione, Produzione, Trezzano Sul Naviglio.

La registrazione audio ha una durata di 3 minuti.
  • Massimo Lettieri

    sindacalista

    Davanti a Palazzo di giustizia di Milano, presidio dei lavoratori dello stabilimento Maflow di Trezzano sul Naviglio - azienda dell'indotto auto - in occasione dell'udienza che deve determinare l'entità del passivo e la dichiarazione di insolvenza dell'azienda, già in amministrazione straordinaria. L'azienda che fa parte di un gruppo multinazionale che ha insediamenti in Polonia, Spagna, Francia, Cina e Messico; ha un altro stabilimento ad Ascoli Piceno. Produce tubi per l'aria condizionata e non è stata ancora dichiarata fallita in considerazione dell'attività produttiva che tutt'ora vi si svolge. Fino al mese di ottobre la Maflow impegnava le maestranze in tre turni di lavoro per onorare le commesse di Fiat e Bmw. In quel mese però la Bmw, ha inspiegabilmente e sospeso gli ordini; da tre mesi i dipendenti sono in cassa integrazione straordinaria.L'azienda deve essere ceduta e il rischio è che nessuno voglia acquistare uno stabilimento che non ha commesse. La battaglia dei lavoratori è volta ad ottenere dalla Bmw il ripristino degli ordini, visto che l'azienda tedesca aveva contratti con la Maflow fino a fine 2010/inizio 2011. Questo è indispensabile per creare un piano di sviluppo che renda possibile la vendita dello stabilimento e la continuazione dell'attività produttiva. Dal momento che questa situazione riguarda soltanto lo stabilimento di Trezzano sul Naviglio, che nel 2001 impegnava circa 800 lavoratori; il timore dei lavoratori che si tratti di un progetto di chiusura nato molto prima delle difficoltà ricordate e della dichiarazione di amministrazione straordinaria: un piano di delocalizzazione che sposta parte della produzione in Polonia.Oggi i dipendenti sono 330, tutti in cassa integrazione straordinaria; una situazione legata allo procedura di amministrazione straordinaria che si concluderà a maggio. L'alternativa, affidata alla valutazione dei commissari straordinari, è tra vendita e fallimento
    19:07 Durata: 3 min 21 sec