28 FEB 2010
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:04 Durata: 1 ora 57 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 28 febbraio 2010 , condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 57 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Le prossime elezioni regionali. La presentazione delle liste Bonino-Pannella; i rapporti tra radicali e Pd.
    17:04 Durata: 1 min 38 sec
  • L'esclusione della lista del Pdl a Roma e le critiche ai Radicali da parte di Renata Polverini: "Le avremmo dato una delusione, perché abbiamo detto 'dura lex, sed lex'. Soprattutto questo lo abbiamo sempre applicato a noi stessi e dinnanzi a una cosa così chiara, semplice". "Cara Renata, ti spiego la differenza tra monarchia assoluta e monarchia costituzionale"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella commenta l'esclusione della lista del Pdl nel Lazio, dove è stata presentata fuori tempo massimo: "Vedo sulle agenzie che la nostra cara Polverini si scandalizza e attacca Emma, noi, e dice di doversi ricredere sulla democraticità dei radicali. Le avremmo dato una delusione. E perché? Perché abbiamo detto dura lex, sed lex. Soprattutto questo lo abbiamo sempre applicato a noi stessi e dinnanzi a una cosa così chiara, semplice, qualche volta anche a noi può essere accaduto in giro per l'Italia. La Polverini dice: 'Ho sostenuto anche alcune battaglie, non vorrei pentirmene. Non è legalità impedire a delle persone di consegnare le proprie liste. La responsabilità dei radicali sarebbe quella di avere impedito a loro di presentare le proprie liste; grossomodo quello che succedeva tra Pci e Radicali, quando noi dicemmo che non era scritto da nessuna parte che il fatto che da 30 anni i comunisti avessero il primo posto sulla scheda elettorale e decidemmo di concorrere anche noi, e siccome in diversi posti riuscimmo anche ad arrivare primi, la cosa fu risolta in modo un po' manesco, diciamo". Il leader radicale si rivolge direttamente alla Polverini: "Non vorrei ingombrarla di troppe nozioni politiche, lei di politica si è occupata molto poco e da poco tempo. È una sindacalista ed è grazie a questa caratteristica che lei oggi è candidata; a un certo punto a Ballarò si è stabilito che la presenza di Angeletti e Bonanni non fosse più il caso; bisognava trovare qualcosa di nuovo, e anche Epifani non fu affatto scontento - mi si dice - che al posto di Bonanni e Angeletti ci fosse la segretaria dell'ex Cisnal - che noi difendevamo in quanto sindacato come gli altri, mentre la 'trimurti' la copriva di infamie - poi divenuta Ugl. Vedi, Renata, la differenza tra il monarca assoluto e la monarchia costituzionale è che il monarca assoluto può fare quello che vuole: lui è la legge; ti grazia, ti impicca. La monarchia costituzionale è quella in cui anche il sovrano non è al di sopra delle legge. Io capisco che a destra profonda - per due componenti: quella fondamentalista clericale e quella di ispirazione autoritaria - si possa preferire il monarca assoluto, ma in un regime costituzionale il re non può che fare applicare la legge. Cosa che in Italia non accade quasi mai". Le dichiarazioni di Daniele Capezzone, attuale portavoce del Pdl. "Cara Renata, prendi una topica su questo. Tieniti un po' nel tuo ruolo e nella tua storia; ti ho fatto quell'esempio, un po' scolastico ma comunque rispettoso. La monarchia assoluta - diresti forse te - può essere un po' più liberale; un re che è la legge può spessissimo fare [atti generosi] come ritiene di fare un po' Berlusconi, in un regime in cui lui elargisce la sua maestà, la propria grandezza e creatività al popolo, e lo fa in base ai poteri assoluti che lui ritiene essere condizione per salvare il potere, il suo potere. Mentre il vero problema è un altro: Renata, tu non te ne sei accorta, ma noi da quattro mesi abbiamo detto che la campagna elettorale - tutta - era fuori legge; in modo convergente i poteri pubblici avevano omesso tutto quello che poteva contribuire all'attuazione del principio costituzionale democratico, quello di fare quanto la legge fissa, cioè consentire di operare perché gli elettori siano al corrente delle elezioni, delle loro regole, delle loro modalità e delle loro occasioni"
    17:05 Durata: 9 min 43 sec
  • L'appello al Presidente della Repubblica: "In Italia siamo già a un punto in cui lui stesso non è messo in condizione di conoscere la realtà del Paese". "Direi che siamo a metà strada tra la repubblica di Weimar e un'altra cosa, che potrebbe essere - speriamo di farne l'opposto - la stella gialla"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Le condizioni di illegalità della campagna pre-elettorale per le elezioni regionali. "Proprio su questo c'è da discutere. E vorrei cogliere l'occasione di questa domenica per dire al carissimo, ma davvero, Presidente della Repubblica, che in Italia siamo già a un punto in cui lui stesso non è messo in condizione di conoscere la realtà del Paese. Direi che siamo a metà strada tra la repubblica di Weimar e un'altra cosa, che potrebbe essere - speriamo di farne l'opposto - la stella gialla. Vorrei quindi fare degli esempi che siano eloquenti. Caro Presidente, ma anche soprattutto cara Polverini e cari Berluscones, vi voglio dare un elemento di riflessione: a Milano alle elezioni politiche ed europee c'è una signora Bonino che ha preso più voti preferenziali di Umberto Bossi e Antonio Di Pietro; a Milano Emma Bonino alle elezioni europee ha avuto 2.000 voti in più del senatur, e 5.000 in più del leader dell'Idv. Oggi a Milano e in Lombardia non è stato possibile presentare le liste. Come mai? Le firme necessarie in provincia di Milano erano 2.000. Firmano, come noto, i passanti che sanno di cosa si tratta. Ma nessuno sapeva di cosa si trattava. Quindi in provincia di Milano, dove prendemmo mi pare 40.000 voti, c'erano 2.000 firme da raccogliere e non si sono raccolte; 17.000 le firme da raccogliere invece in tutta la Lombardia. Ma la cosa può andare anche oltre, nel senso che noi non abbiamo trovato e presentato le firme nemmeno a Bologna, dove in città avevamo avuto il 5,7 per cento alle ultime elezioni, cioè 20mila voti. Adesso, per Bologna provincia, ci volevano 1.700 firme necessarie. Non abbiamo potuto, non ci siamo. A Torino abbiamo avuto allora il 3,36 per cento; qui, grazie a una norma di legge che consentiva al partito di maggioranza - nel caso il Pd - di esentare dalla raccolta di firme un'altra lista, il Pd lo ha fatto per noi, altrimenti probabilmente non ce l'avremmo fatta. Manderemo tutto al Presidente della Repubblica, così che possa fare dei confronti e trovare delle spiegazioni". "Allora? Noi da agosto abbiamo costantemente sottolineato al Presidente della Repubblica che c'era l'annientamento dell'immagine, attraverso violazioni patenti della legge", ma "questa volta non ho potuto mandargli - a spese nostre - un sondaggio dal quale risultava, a tre settimane dalle elezioni, che solo il 3 per cento degli elettori conosceva le forze concorrenti, allora lo feci per dare un doveroso contributo di conoscenza al Presidente della Repubblica". "Allora intervenne con la moral suasion". "Noi siamo i continuatori di una storia, per le quali come è noto anche nel primo ventennio partitocratico antifascista, quelli che si temevano davvero era l'area, la storia e il movimento liberale, laico, liberalsocialista, siloniano, einaudiano, non quello comunista, fascista o fondamentalista. Noi rappresentiamo quella storia. Questo era proibito allora e continua ad esserlo; ma intanto sono morti tutti i partiti, tutti, tutti quelli che erano vivi quando noi ci siamo costituiti, nel dicembre 1955". "Resta il fatto che al Presidente della Repubblica devo provare a dare una spiegazione: se non è stato dato valore istituzionale al fatto che da giugno le due serie di talk show Annozero e Ballarò hanno totalizzato 430 milioni di ascolti (non ascoltatori), ed è accaduto che è stato distribuito in base al monopartitismo, quindi molto di più alla maggioranza, ma con congruo spazio a Pd e Di Pietro, ma diciamo che se vi fosse stato un ascoltatore che avesse voluto sentire il suono della voce di un radicale, non avrebbe potuto". Stesso trattamento per 60 giorni al telegiornale. "Perché la gente non è che non doveva sapere le idee dei radicali; non doveva sapere nulla di queste elezioni. Per le quali la legge prescriveva di già ci dovessero essere le tribune politiche; che per esempio occorreva mantenere una 'par condicio' di attenzione professionale e giornalistica agli eventi, non lenti solo attraverso delle lenti servologiche; questa la somma di quello che abbiamo deplorato, conclusa con il fatto che in 6.000 comuni, dove doveva essere affisso l'orario dei servizi pre-elettorali, mentre non sono stati affissi a nostra conoscenza in più di 5 comuni, e dove telefonicamente era impossibile avere una qualche informazione anche fino ad oggi. Né erano fatti quegli annunci della Presidenza del Consiglio e del ministero degli Interni". "Adesso è mostrato e dimostrato, Presidente, che l'assieme di queste omissioni - un assieme di sicure e convergenti omissioni - crea una situazione di associazione per delinquere 'commissivo', non omissivo, cioè volta a ottenere un risultato, che è stato ottenuto, quello di cittadini che nemmeno hanno firmato e non si sono resi conto di nulla. Tra i quali forse il Presidente della Repubblica". Il caso, nel 1994, in cui Emilio Vesce non riuscì a presentare correttamente le liste elettorali
    17:15 Durata: 18 min 14 sec
  • L'idea dell'asilo politico: "Evidentemente c'è da affermare, e fare affermare in sede di giurisdizione - nazionale, comunitaria e internazionale - che appunto impedire i diritti civili significa vietare i diritti umani. E allora in un Paese in cui i diritti umani sono vietati, è legittimo chiedere l'asilo politico, per interessare altre sedi giurisdizionali"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Le conseguenze politiche della campagna elettorale: "Noi da giugno avevamo preso una decisione, ovvero che le liste Bonino-Pannella sarebbero state presenti a queste elezioni regionali. Mano a mano ci siamo resi conto che l'obiettivo loro era che la gente non sapesse nulla. E continuamente abbiamo sottolineato ciò, tanto è vero che a un certo punto questa matematica assenza della voce radicale, corrispondeva all'aritmetica assenza di quegli spot che il Governo e la Rai abitualmente facevano per informare". Pannella evidenzia "il problema di fondo": "Quello che è in gioco sono i diritti civili di un Paese, i diritti civili in Italia, per tutti. E siccome c'è qualcosa che ha dignità anche teorica, in cui il tempo ci ha dato ragione, e cioè che tra diritti umani e diritti civili non c'è differenza. Se manca il diritto civile, è o no una mancanza di rispetto dei diritti umani? Oppure i diritti umani sono unicamente quello di non avere una guerra ingiusta o di non andare in galera se non condannati? Evidentemente c'è da affermare, e fare affermare in sede di giurisdizione - nazionale, comunitaria e internazionale - che appunto impedire i diritti civili significa vietare i diritti umani. E allora in un Paese in cui i diritti umani sono vietati, è legittimo chiedere l'asilo politico, per interessare altre sedi giurisdizionali". "Questo rientra nella politica di lunga scadenza che è nostra. [Perché] Non è che siccome esistiamo da moltissimo, ci sono queste cose che sono maturate. No, siccome noi rappresentiamo queste idee e queste obiezioni, guarda caso siamo resistiti e stiamo vivendo il tempo di idee importanti, e non quello di espedienti o grandi e piccole 'ragion di Stato'".Le prese di posizione sulla iniziativa radicale. L'editoriale di Pierluigi Battista ('ma non lo sapevano che la Bonino era radicale?') e la risposta netta di Pierluigi Bersani. "Trovo una desolante e desolata constatazione, se penso che all'inizio degli anni Trenta c'erano professori che rischiavano non soltanto la loro vita professionale, ma forse anche la loro vita, per non fare un bel giuramento burocratico che serviva per restare dipendenti dello Stato. Ma oggi su tutto questo, zero". "Su 430 milioni di ascolti di due trasmissioni, zero individui che avessero potuto essere informati della posizione dei radicali. Questo è durato sette mesi. Sono certissimo che il Presidente della Repubblica non lo ha saputo; escludo che un Presidente che lo avesse saputo su questo non avrebbe tratto le conseguenze che non si colpisce più una piccola percentuale dei cittadini, ma la democrazia tutta". Il rapporto tra la candidatura di Emma Bonino e il Pd, anche per quel che riguarda la composizione delle liste. Il cado del 'listino' del Lazio: "Sulla scelta di Emma non ho letto polemiche. All'inizio avevo letto che volevano attribuire a Emma la decisione di avere 7 radicali nel listino. Se sono stronzi". "La cosa era un'altra. Emma ha detto che i listini sono stati concepiti, a torto o a ragione, per garantire la possibilità di governo dell'Esecutivo che è il Governatore, e quindi avrebbe dovuto occuparsene lei. Ma Emma ha sempre detto: perché si deve presumere che uno nella mia posizione sia capace di ascoltare e vagliare tutte le esigenze, e magari anche i disinteressi. I radicali sono due, anche se è successo che avant'ieri c'è stato l'attacco trasmesso attraverso Monica Guerzoni, con la scomunica di due radicali. Si è detto: 'Si dice che tra i radicali ci saranno Michele De Lucia, noto anticlericale, e Sergio Rovasio, noto rappresentante del mondo Lgbt, e quindi su questi c'era il divieto'. Era un ottimo strumento di propaganda per i nostri compagni, perché quello che veniva loro rimproverato non era sicuramente, a destra come a sinistra, considerato un crimine. Ma neanche quello era vero: nel senso che Emma lì ha dovuto dare parità di genere, e poi presenza di tutte le provincie nel listino"
    17:33 Durata: 14 min 18 sec
  • "Che Emma abbia la capacità di resistere e affermare i propri punti di vista non glielo nega nessuno. Ora che la carissima Renata Polverini abbia lo stesso grado di autonomia, di autorevolezza di Emma, rispetto ai partiti che l'hanno prescelta, io credo che questo sinceramente non si possa dire"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    "Per essere ragionevoli, la Polverini ha lo stesso grado di responsabilità delle scelte che fa che ha la Bonino?". L'esclusione di Francesco Storace dal listino e le proteste con Verdini. "Che Emma abbia la capacità di resistere e affermare i propri punti di vista non glielo nega nessuno. Ora che la carissima Renata Polverini, sostituta di Bonanni e Angeletti e proposta all'opinione pubblica dalla sinistra del regime Rai-Tv, abbia lo stesso grado di autonomia, di autorevolezza di Emma, rispetto ai partiti che l'hanno prescelta, io credo che questo sinceramente non si possa dire. Perché anche le autorevolezze sono cosa che si crea nella durata". Il "padrone Berlusconi"
    17:47 Durata: 9 min 40 sec
  • La mancata presentazione di liste radicali in alcune Regioni: "Il bilancio nostro è questo: abbiamo riportato una grossissima sconfitta, perché noi avevamo detto che l'obiettivo era quello di essere presenti con le nostre proposte, quelle da cui era scaturito poi l'incredibile risultato delle elezioni europee, in tutte le Regioni"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La mancata presentazione delle Liste Bonino-Pannella in molte Regioni. "Destra e sinistra tutti d'accordo ci hanno eliminato dal Parlamento europeo, come sono d'accordo da 40 anni - visceralmente - sul fatto che noi siamo il pericolo per il loro regime. Perché noi, antietnici per definizione, nella durata di idee abbiamo continuato a essere". "Il problema vero è che c'è una continuità dei nostri problemi, che stavolta è venuto modo in maniera più patente. Cioè i referendum li hanno fatti fuori per odio e contro il diritto; hanno fatto fuori la Costituzione come abbiamo dimostrato con il libro 'La peste italiana', che uscirà aggiornato tra dieci giorni; poi progressivamente hanno fatto fuori le tribune politiche - e al posto di quelle sono venuti i talk show -, di 'agenda setting' non si è più nemmeno parlato". "La riforma Beltrandi aveva un solo obiettivo: avere almeno per un mese la garanzia che il momento elettorale di dibattito e confronto avvenisse non clandestinamente ma con il massimo numero di ascolto. E questo perché in tutto il mondo è noto che il momento di massimo ascolto sono i confronti elettorali. La riforma Beltrandi era questa: nelle ore di massimo ascolto, si svolge la tribuna politica, magari con la moderazione di questi tre gentiluomini - Vespa, Santoro, Floris - e all'interno della loro trasmissione, ma secondo le regole. Altrimenti in prima serata c'è il grande confronto elettorale, e Ballarò o AnnoZero si spostavano al giorno dopo o al giorno prima. Era una rivoluzione, perché noi da anni siamo abituati a che i confronti politici ci sono solo quando Berlusconi accetta di fare il confronto con il suo interlocutore". "Il bilancio nostro è questo: abbiamo riportato una grossissima sconfitta, perché noi avevamo detto che l'obiettivo era quello di essere presenti con le nostre proposte, quelle da cui era scaturito poi l'incredibile risultato delle elezioni europee, in tutte le Regioni". Allora, cioè alle scorse elezioni europee, "abbiamo ottenuto - grazie al Presidente che si era convinto di dover intervenire anche lui - che la media di partecipazione del voto nei 27 Paesi era il 43 per cento, mentre in Italia abbiamo avuto il 65 per cento di partecipazione". Nei sette mesi successivi a quelle elezioni, l'aggravarsi della situazione della democrazia italiana. "Noi vogliamo non solo esorcizzare, noi cerchiamo di continuare a creare la pattuglia partigiana che opera in nome della nonviolenza e della legge". Ultim'ora sulla Regione Calabria; "La notizia è che probabilmente in Calabria ci siamo, perché pare che quell'articolo che noi abbiamo trovato e che rendeva ingiusto per noi l'obbligo di raccogliere le firme, a questo punto è stato riconosciuto dalla giunta elettorale di lì". "Sembrerebbe, fra un quarto d'ora lo sapremo meglio, che noi non dovevamo presentare le firme perché secondo la legge regionale, avendo rappresentanze parlamentari, non dovremmo raccogliere le firme". "Purtroppo non avremo la forza di far vincere Callipo. Ritengo che egli non sia stato accettato dal Pd perché credo che Loiero e Pd locali abbiano meno da temere da Scopelliti e dal centro-destra che da Callipo, con la sua estraneità un tantino antropologica, quella che riesce ad esserci - per un po' - tra alcuni imprenditori"
    17:57 Durata: 18 min 19 sec
  • L'accusa di 'iper-abortisti' ai Radicali: "L'accusa 'voi avete fatto 100 volte la Shoah con gli embrioni', è' un incitamento all'assassinio; se noi siamo persone così perverse da avere già compiuto crimini immensi, a livello di Shoah, un uomo giusto di coscienza magari si fa ammazzare ma tenta prima di ammazzare lui i diavoli"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'evoluzione di Silvio Berlusconi: "Tutte le situazioni provvidenziali nella storia finiscono in grandi tragedie, ma se Dio vuole gli uomini della Provvidenza sono i primi a finire in mezzo al mucchio di quelli che se ne vanno". L'editoriale di Tarquinio in cui i radicali vengono definiti 'iper-abortisti': "Io ritengo che deve potersi costituire un comitato internazionale che possa da alcune giurisdizioni importanti essere riconosciuto e legittimato a muoversi come parte interessata contro questo crimine semantico, usato da questa centrale - da questo punto di vista criminale - del Vaticano, per cui si è riuscito a far passare nel mondo che coloro che distruggono l'aborto sono gli 'iper-abortisti' e loro che sono la causa del permanere e dell'estendersi degli aborti clandestini di massa, sono invece i 'difensori della vita'". "L'accusa 'voi avete fatto 100 volte la Shoah con gli embrioni', è' un incitamento all'assassinio; se noi siamo persone così perverse da avere già compiuto crimini immensi, a livello di Shoah, un uomo giusto di coscienza magari si fa ammazzare ma tenta prima di ammazzare lui i diavoli. Credo si debbano rispettare profondamente le alterità, ma rispettare significa farlo con onestà intellettuale, con convinzione, non per perbenismo. Ma il fatto che la tv italiana sia la 'quaquaraquà' di questi qui e dei loro insulti a noi, credo possa accadere solo in un mondo che è quello della metamorfosi e della banalità del male"
    18:15 Durata: 6 min 28 sec
  • Auguri a Gianfranco Spadaccia e Sergio Stanzani

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    "Oggi è il 28 febbraio, ed è il compleanno di Gianfranco Spadaccia e vorrei fargli gli auguri per la sua e nostra storia, e la sua è spesso 'punita' nei suoi meriti, nel senso che molto spesso non viene sufficientemente riconosciuta e apprezzata. Poi domani è il 63esimo anno del mio incontro con Sergio Stanzani, di cui domani è il compleanno. Volevo segnalare da qui per fare un abbraccio grosso, con tanta riconoscenza"
    18:22 Durata: 1 min 53 sec
  • L'adesione dei Radicali alla manifestazione del Popolo viola: "Stavamo lì, perché guarda caso in pochi mesi si è passati dalla manifestazione contro Berlusconi, al fatto di legalità - "la legge è uguale per tutti'-". L'involuzione di Beppe Grillo.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La manifestazione del Popolo viola e l'adesione dei Radicali dovrebbe forse impressionare? "Dovrebbe fare impressione vedersi fra coloro che hanno tentato davvero, a rischio della propria pelle, di avere ancora fra di noi Saddam. E' tutta una serie di cose". Quanto al Popolo viola, "noi si sa perché stavamo lì. Stavamo lì, perché guarda caso in pochi mesi si è passati dalla manifestazione contro Berlusconi, al fatto di legalità - "la legge è uguale per tutti'-. Per dire poi, io mi sono divertito; a un certo punto un signore e una signora molto distinti avevano uno striscione che diceva: 'No a Tinto Brass'. Erano viola e stavano lì. E gliel'ho detto: va bene, perché probabilmente grazie a Tinto Brass non mettete 'No a Pannella'". Il trattamento dei radicali da parte della stampa: su Tempo e Libero ci sono "critiche ragionevoli". "Ma ci sono giornalisti che se non scrivessero contro di noi, forse non troverebbero spazio".L'accoglienza dei radicali da parte dei manifestanti. "In più, certo, quella non era la piazza di Grillo, perché io devo dare atto al loro animatore, Gianfranco Mascia, che è lui che ha preso contatto con noi, e mi ha sorpreso che 15 giorni fa manifestamente ci tenesse alla nostra presenza". Quanto ai dipietristi: "Molto spesso accade di sentire dalla radio che degli interventi degli esponenti dell'Idv, magari di quelli meno conosciuti, mi ricordano interventi di quelli che facevamo in quelle legislature delle quali valeva la pena ascoltare il dibattito parlamentare". "Stiamo attenti; Weimar forse già la stiamo superando e stiamo andando in un'altra direzione". "E' gravissimo il fatto che siamo stati esclusi. Ma se si esclude la democrazia, l'informazione, da un Paese, è evidente che quelli che la pagano sono innanzitutto coloro che sono il frutto di scelte di ambienti non organizzati come interessi. Mi veniva di dire a Grillo, ma è inutile dirglielo perché lui lo sa: ha fatto delle raccolte lampo di milioni e milioni di firme, per due volte. E monologa benissimo, ma a questo punto che contributo ha dato? Ha mutuato da Tonino le cose più grossolane di Tonino, che andavano bene per la recitazione, sarcastica, ossessiva e quindi felicemente eccessiva"
    18:24 Durata: 16 min 52 sec
  • Il rapporto tra Radicali e voto cattolico: "Il Vaticano ha bisogno di un arretramento culturale di almeno 50 anni per spacciare la droga della confusione tra una religiosità, una fede, e una battaglia di potere politico"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il rapporto tra Radicali e voto dei cattolici. "Su questo approvo molto quando dice spesso Emma sul mondo cattolico. Insomma, è vero o no che quando, sui temi più disparati, a cominciare dal finanziamento statale delle 'opere buone', c'è stato un istintivo plebiscito del popolo cattolico, del popolo comunista, di quello fascista e leghista, al 90 per cento d'accordo con noi? Sui temi etici, ancora di più. Quindi il Vaticano ha bisogno di un arretramento culturale di almeno 50 anni per spacciare la droga della confusione tra una religiosità, una fede, e una battaglia di potere politico. Infatti, dal punto di vista ideale, la politica italiana è tutta simoniaca"
    18:41 Durata: 5 min 6 sec
  • "L'emersione della conoscenza della realtà storica" sulla guerra in Iraq "è la cosa che ritengo più importante per il Partito radicale nonviolento e con cui ritengo possiamo aiutare anche la realtà italiana e quella europea"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Gli appuntamenti della settimana: "Io dopodomani vado a Londra, per la cosa che ritengo sia la più importante", "l'emersione della conoscenza della realtà storica" sulla guerra in Iraq. "E' la cosa che ritengo più importante per il Partito radicale nonviolento e con cui ritengo possiamo aiutare anche la realtà italiana e quella europea". "La mia previsione, conoscendo le carte e avendole accumulate, è che sicurissimamente Bush, Blair e Berlusconi sono colpevoli - assieme - del più grave e infame delitto, reato e crimine, tanto che se ci fosse anche un solo Stato a farlo, si potrebbe andare all'Aja e alla Corte penale internazionale, e ritengo che teoricamente la battaglia che va fatta, il Satyagraha che facciamo per il conoscere, e va conosciuta una realtà in cui è infame il livello di lotta che si fa contro il riconoscimento delle responsabilità di Berlusconi, perché lui è corresponsabile di una delle pagine più spaventose di tradimento del proprio giuramento rispetto alla propria patria e ai propri incarichi, insieme a Blair e Bush. Oggi sono venute fuori altre informazioni secondo le quali Blair, alla fine del 2003, quindi quando iniziava a riscuotere i massacri frutto del suo tradimento, voleva dimettersi; e poi prevalse un senso realistico, più concreto, e riuscì a convincere Brown a lasciargli il posto e quindi la terza vittoria. Basata sull'inganno, sulla menzogna"
    18:46 Durata: 3 min 53 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'interlocuzione con il Presidente della Repubblica. "Occorre tuttora sperare che nella realtà istituzionale italiana, i connotati storici e attuali del Presidente della Repubblica possano consentirgli di fare tesoro del nostro apporto. Noi ne saremmo felicissimi". "Il regime soffoca l'istituzione, la distrugge, e quindi il più democratico dei Presidenti rischia, qui da noi, di subire gli effetti che nei regimi anti-democratici fanno andare a sbattere anche i dittatori, perché lui non sa nulla perché i suoi collaboratori non gli dicono quello che accade ma solo quello che ritengono gli possa far piacere". Gli appuntamenti della settimana. "La battaglia per il Lazio è anche una battaglia per strappare al regime una postazione di possibile resistenza e alternativa democratica al regime"
    18:50 Durata: 11 min 5 sec