18 APR 2010
rubriche

Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:00 Durata: 1 ora 57 min
A cura di Enrica Izzo e Pantheon
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Puntata di "Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella" di domenica 18 aprile 2010 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 57 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione di Massimo Bordin

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il comitato nazionale di Radicali italiani tenutosi tra venerdì e domenica. La riflessione sul risultato delle elezioni regionali; la realtà politica italiana in movimento
    17:00 Durata: 1 min 26 sec
  • Le elezioni regionali: Noi abbiamo sottolineato che per la prima volta il movimento Radicale ha registrato una crescita di qualità nelle lotta elettorale per le elezioni regionali, ma anche rispetto alle lotte politiche precedenti. Siamo riusciti a contendere, metro per metro, i chilometri di illegalità che il regime ha percorso. Bersani ha parlato di ‘unità repubblicana’ contro il plebiscitarismo di Berlusconi

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella esordisce commentando il voto sulla mozione generale: Non è frequente che ci sia l’unanimità, come c’è stato per tutti i documenti del Comitato. Quindi o eravamo esausti dopo due giorni e mezzo di dibattito continuo, oppure non sono emerse - e non so se questo sia un elemento positivo - diversità di fondo di analisi e di giudizi. Si è unanimi nel riconoscere una sconfitta netta istituzionale e politica in queste elezioni, con un giudizio più articolato per quel che riguarda il Lazio dove la sconfitta di Emma rispetto alla Polverini è indubbia, però è indubbio che non potesse essere sottaciuto il fatto che a Roma città - dopo le recenti elezioni con la vittoria di Alemanno - la capitale si è pronunciata in maniera netta per Emma. Ciò potrebbe anche dimostrare, in fondo, che oltre alle gestione, alle relazioni che sono state fatte dal segretario e dal tesoriere, oltre a essere ritenute soddisfacenti, però è chiaro che a questo punto l’indicazione che sembra venire dal documento finale è che occorre persistere nella linea che è stata sconfitta durante le elezioni amministrative. L’interesse nei confronti della Segreteria Bersani del PD. Anche su questo ci sono state accentuazioni non contraddittorie, con Silvio Viale e alcuni compagni piemontesi che suggeriscono una linea di più netto e ambizioso incontro con il Partito democratico; altri sottolineando invece le difficoltà di questa scelta, ma nessuno che in modo esplicito o implicito abbia proposto altro, visto che le decisioni e la strategia battuta - in questo momento - con la quale si era usciti dalle elezioni europee era quella di puntare su una linea che conferma un’analisi che sinora non ha echi espliciti nemmeno nel Pd, nemmeno in Sinistra-Ecologia e Libertà (sicuramente rinata in questo caso sulla spinta del successo di Vendola). Ovvero questo fatto di porre al centro dell’analisi la scomparsa della democrazia, dello Stato di diritto, nella realtà istituzionale italiana. Certo, Bersani ha parlato di ‘unità repubblicana’ contro il plebiscitarismo di Berlusconi. E quando in Francia si parla di ‘unità repubblicana’, si ritiene che vi siano pericoli a destra, non normali, di estremo pericolo per la Repubblica. Però se c’è per loro questo incombere, per noi questo dato invece solidificatosi dell’anti-democrazia nel nostro Paese; poi non si capisce quali siano le strategie di lotta che creano: noi abbiamo sottolineato che per la prima volta il movimento Radicale ha registrato una crescita di qualità nelle lotta elettorale per le elezioni regionali, ma anche rispetto alle lotte politiche precedenti. Siamo riusciti a contendere, metro per metro, i chilometri di illegalità che il regime ha percorso. Se prima per esempio siamo andati da tutti i procuratori della Repubblica per denunciare i palesi vizi delle elezioni, questa volta c’è stata una contestazione politica, militante, politica e giudiziaria, mano a mano che le omissioni di intervento pubblico prescritte dalla legge venivano realizzandosi. Le iniziative giudiziarie radicali ancora aperte, come nel caso delle elezioni in Lombardia ed Emilia-Romagna
    17:02 Durata: 11 min 26 sec
  • Una riflessione da fare, non solo con il Pd: Se ha da esserci opposizione davanti a una situazione grave, si vuole o no fare tesoro del patrimonio nonviolento e militante radicale e creare strutture comuni per fare questo?

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Su questo aspetto c’è ancora distanza dal Pd: Non è un caso che loro abbiano vissuto in fondo come cosa normale in Italia che il ministro degli Interni non desse per tempo le notizie necessarie alla Rai Tv per informare gli elettori. Noi abbiamo agito su questo. Poi, quasi la metà dei Comuni inadempienti ai dettami di legge nella fase pre-elettorale, sono non di destra. Il fatto che vi fossero 200 mila autenticatori per la raccolta di firme e che non sia stato dato loro né dalle Regioni né dal ministero degli Interni nessuna indicazione per come dovesse essere svolta questa loro funzione straordinaria e non ordinaria. Su tutto questo, mano a mano che accadevano, la resistenza Radicale ha contrapposto strumenti istituzionali - oltre che politici - di contraddizione, mentre a malapena vi sono state critiche su tutto ciò da parte degli altri. Ma la cosa sintomatica è per esempio che quando il Partito democratico e altri gruppi si sono decisi a denunciare l’illegalità del decreto salva-liste, con una manifestazione a piazza del Popolo, dopo 12 ore - assieme e contro la nostra richiesta - Bersani e Berlusconi dicevano ‘no’ al rinvio di 2 o 4 settimane delle elezioni perché ci potessero essere almeno in teoria elezioni con maggiore quoziente di democrazia. Il Parlamento e la mancata approvazione del decreto salva-liste di questa settimana: Ho visto il ‘già vissuto’ nostro degli ultimi 20-25 anni. Sono rientrati in aula all’ultimo momento 20 deputati dell’Idv e del Pd, e così hanno prevalso. Il regista dell’operazione è stato Roberto Giachetti, che appunto aveva l’esperienza radicale su queste cose. L’indomani il Pd ha in realtà votato una sanatoria incredibile. Se ha da esserci opposizione davanti a una situazione grave, si vuole o no fare tesoro del patrimonio nonviolento e militante e creare strutture comuni per fare questo?
    17:13 Durata: 10 min 12 sec
  • La questione informazione e il regolamento della Commissione di vigilanza Rai;

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    l’intervento di Giulia Innocenzi al Comitato di Radicali italiani che secondo Bordin ha creato un po’ di dibattito: Io l’ho trovato evocato in 2-3 interventi al massimo - dice Pannella - sul piano di non avere forse calcolato le reazioni (del regolamento Beltrandi, ndr) Però diciamo che quello di Giulia Innocenzi era in un contesto che ha fatto dire ad alcuni compagni, in interventi successivi, che si sapeva che spesso può accadere che se si pensa di inserire un virus in altri corpi, poi ci si accorge che è l’altro corpo che lo immette nel nostro. Ed è francamente cosa che, a proposito di Giulia Innocenzi, io sento tranquillamente improprio di dire che questa argomentazione sia a iosa legittimata, per l’intervento nel suo complesso. Lo ritenevamo in molti piuttosto scontato e non vale la pena dargli troppo valore. Gli interventi di Valeria Manieri e Mario Patrono secondo Bordin
    17:23 Durata: 5 min 22 sec
  • Le frizioni tra Fini e Berlusconi: Mi pare che l’immagine di Gianfranco Fini è indebolita, e non per la qualità dei suoi dissensi - che è alta - ma che trae nocumento dal fatto che il merito della qualità dei dissensi diventa secondario dinnanzi alla esposizione quotidiana di ‘diversità’, del dovere rispondere in qualche modo al ‘giornalismo’ di Feltri e altre cosettine di questo genere

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    I contrasti tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi nel Pdl: Io credo che un timore che avevo, devo dire tranne una eccezione dovuta a un altro tema, non ho avuto nessuna occasione di incontro con Gianfranco Fini, anche se ne era prevista una sorta di urgenza. A un certo punto ho temuto che il mettersi in causa quasi quotidiano, costante, da parte di Fini, com’è accaduto da un anno a questa parte, avrebbe finito per far confondere l’immagine di Fini con quelle di Casini, Rutelli, ed altri, mentre ritenevo - e ritengo tutt’ora - che Fini potesse e dovesse crescere proprio grazie al suo modo di vivere la sua responsabilità istituzionale, non costantemente-quotidianamente sulle prime, seconde e terze pagine dei giornali, perché c’era proprio una evidente crescita anche di autorevolezza, non solo quindi nell’area in cui lui era molto forte ma rispetto all’opinione pubblica. Temo che la quotidiana esposizione abbia fatto sì che questa straordinaria potenzialità del Fini che parla poco, al limite si occupa di più del Parlamento - lui ha meglio consentito, per esempio, a Rita Bernardini di portare alla luce situazioni istituzionali scottanti della Camera dei Deputati. Adesso vediamo: si era detto che martedì c’era l’incontro dei finiani; ho subito accennato che era improbabile, perché fare la conta in un momento in cui lo scontro era impreciso. Il martedì comunque la conta non c’è, perché rischiava di essere una conta disastrosa visto che non si sa il punto di arrivo. Quindi adesso giovedì c’è una direzione, e allora lì vedremo. Ma comunque mi pare che l’immagine di Gianfranco Fini è indebolita, e non per la qualità dei suoi dissensi - che è alta - ma che trae nocumento dal fatto che il merito della qualità dei dissensi diventa secondario dinnanzi alla esposizione quotidiana di ‘diversità’, del dovere rispondere in qualche modo al ‘giornalismo’ di Feltri e altre cosettine di questo genere
    17:29 Durata: 7 min 39 sec
  • D’altra parte la posizione di D’Alema, a volergli conferire un credito che se non diventa esplicita non tutti sono disponibili a fargli, è di ‘unità nazionale’. D’Alema dice Fini, l’Udc, etc., ma in realtà quello cui guarda è l’unità nazionale con Berlusconi. Io sto cercando di far venire fuori un dibattito nel quale la sinistra italiana discuta per la prima volta al suo interno delle reali diversità di linea

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il dibattito interno al Pd sulla vicenda di Gianfranco Fini. Penso che andrebbe fatto quello che in qualche misura aveva colto molto male lo stesso Adriano Sofri, che mi rimproverò di avere fatto della tentata nomina di D’Alema da parte di Berlusconi come ministro degli Esteri di 500 milioni di persone, e la sua nomina di controllore dei servizi, come se fossero stati dei gossip un po’ risibili. Oggi quello che viene fuori da quel dibattito è che Franceschini dinnanzi all’evocazione da parte della maggioranza, e in modo particolare di Massimo D’Alema, dell’interesse della posizione di Fini ai fini di una strategia di alternativa, Franceschini invece ha risposto come Fini fosse già un ‘radicale’, un radicale secondo la lettura di Veltroni e Franceschini, cioè ‘lui è da quella parte e basta’, cioè da eliminare. D’altra parte la posizione di D’Alema, a volergli conferire un credito che se non diventa esplicita non tutti sono disponibili a fargli, è di ‘unità nazionale’. D’Alema dice Fini, l’Udc, etc., ma in realtà quello cui guarda è l’unità nazionale con Berlusconi. Io sto cercando di far venire fuori un dibattito nel quale la sinistra italiana discuta per la prima volta al suo interno delle reali diversità di linea. I precedenti dei rapporti tra Pannella e D’Alema, già ai tempi del Pci di Berlinguer. La liberazione dei tre operatori di Emergency e il singolare ringraziamento a D’Alema: Il leader politico esperto che è stato messo lì per garantire al Governo l’uso dei servizi usuale in Italia, un po’ politico
    17:36 Durata: 19 min 45 sec
  • Andrea Orlando e Angelino Alfano: le novità sul fronte della giustizia e l’iniziativa nonviolenta di Rita Bernardini

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La lettura di Bersani del risultato elettorale ‘Abbiamo perso, ma non è che gli altri stiano tanto meglio’ ora è resa meno pretestuosa, meno fondata solo sulla autodifesa di se stesso. Se avessero stravinto come sembrava, probabilmente non ci sarebbe la crisi che c’è in questo momento. Le novità sulla giustizia: Il fatto che Bersani abbia detto che le dichiarazioni di Orlando sono del partito, mentre gli altri - come Tenaglia - le criticavano. Ha detto che Orlando ha espresso una posizione che è quella del Pd e che lui condivide. Ed è indubbio che c’è un’altra cosa; credo che c’entri Alfano. Non sono al corrente delle cose della casa romana di Berlusconi, ma ricordo che una delle ultime volte che lo vidi, lui mi chiese: ‘C’è una persona che davvero ci tengo da farti conoscere; può venire qui mentre parliamo?’. E mi disse proprio: ‘Questa è una persona nuova su cui faccio assoluta fiducia’. Mi sono ricordato di questo quando Berlusconi ha annunciato che quella parte del decreto giustizia preannunciato a Rita Bernardini da Alfano, su quello - in polemica con l’atteggiamento non proprio ‘da Orlando’ ma piuttosto ‘da Tenaglia’ contro la legislativa, assieme a Idv e Lega - a un certo punto Berlusconi ha annunciato che su questo è pronto a fare un decreto. Loro dicono che sarebbero 10 mila persone che potrebbero uscire; secondo me sarebbero 15 mila persone. Gli eccessi di Di Pietro e i mancati interventi di De Magistris per correggerlo
    17:56 Durata: 7 min 36 sec
  • Gli sviluppi alla Regione Lazio: Emma aveva detto che il suo impegno sarebbe stato per rendere quanto più ‘europea’ la Regione. Ora Emma può fare di più o di meno per questo obiettivo se resta al Senato o se diventa una dei due Radicali in questo consiglio? Mi sa che Emma vorrà mettere se stessa alla prova: tra un anno o due si farà il punto della vice-presidente del Senato, di quanto si è riusciti ad operare a favore di Roma e del Lazio europei, moderni e contemporanei

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L’intervista della neo-governatrice del Lazio Renata Polverini al programma di Lucia Annunziata. Il ruolo di Emma Bonino nel dopo-elezioni: Su questo problema - e sulla sua soluzione - occorreva riflettere, e quindi che cosa mi sono sentito di dire? Benissimo, noi ora conosciamo gli esiti: (alla Regione Lazio, ndr) c’è una maggioranza molto solida, numericamente, dall’altra parte. Avendo vinto la Polverini di poco, è tutto il suo listino che entra in Consiglio, tanto che saranno 73 i consiglieri regionali e non 71. Avremo dunque questa maggioranza numericamente enorme, con noi che saremmo tre con Emma. Per la verità, due. A questo punto mi pare da escludere che Emma sarebbe la leader dell’opposizione; potrebbe essere personaggio autorevole, al massimo. Tra l’altro gli eletti della Polverini sono eletti non proprio - come dire - privi di fatale autonomia. D’altra parte il Pd ha una rappresentanza molto romana, quella sulla quale da esponenti del Pd sono state fatte delle critiche serie sulla qualità del loro impegno a favore del centro-sinistra. Allora in queste condizioni Emma che è una dei due eletti radicali, rappresentando il 5 per cento dei consiglieri di opposizione, a fronte di una maggioranza fortissima. Lei che aveva detto che il suo impegno sarebbe stato per rendere quanto più strutturalmente europea la Regione, Roma, Emma può fare di più o di meno per questo obiettivo se resta al Senato o se diventa una dei due Radicali in questo consiglio? Mi sa che Emma vorrà mettere se stessa alla prova: tra un anno o due si farà il punto della vice-presidente del Senato, di quanto si è riusciti ad operare a favore di Roma e del Lazio europei, moderni e contemporanei. Bisogna lasciare decidere Emma, però mi è parso necessario che io mi assumessi le mie responsabilità. L’interpretazione del voto dei cattolici alle ultime elezioni regionali. Emma Bonino ha osservato che l’appello dei vescovi ha avuto un peso: Non mi sembra che lei abbia detto che tra l’intervento di Berlusconi e quello di Bagnasco. E questo è importante. I ‘bagnaschini’ si sono buttati su e hanno detto: ‘Hai visto? Bagnasco ha parlato e a questo punto i cattolici hanno fatto fuori Emma’. Io mi limito a rispondere: ma manco per la pera, nulla consente questo. Quanto al mondo dei credenti cattolici in Italia, più degli elettori democristiani, io ho sempre fatto fiducia in esso. E si può derivare dai grandi appuntamenti che abbiamo avuto. Anche nel caso della Legge 40, quando l’elettorato ha respinto un dibattito che era repellente. Per i Radicali era la prova d’appello di quelli che furono sconfitti nel caso dell’aborto e del divorzio; Fassino e gli altri hanno voluto quattro leggi abrogative, e allora gli Italiani hanno dovuto sentirsi lunghi dibattiti sull’eterologa e su altro. Io lo dissi: c’era il rifiuto di questa storia, che tutto aveva tranne le caratteristiche dei referendum su divorzio e aborto. La sinistra e la difficoltà ad affrontare vere lotte sociali
    18:04 Durata: 16 min
  • Le iniziative transnazionali dei Radicali

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    C’è stata una cosa che è sfuggita. Un giorno, proprio Frattini, parlando in televisione, ha detto: ‘Dobbiamo chiedere che funzioni la legge la giustizia afghana, che noi italiani abbiamo contribuito a formare’. Poi mi pare che la cosa non sia andata così: non è che abbiamo lasciato tempo e il modo alla giustizia afghana, che poi se è stata forgiata sul modello italiano, bah, lasciamo stare. Dio liberi gli Afghani da questa cosa! Sta di fatto che è attraverso l’intervento del potere esecutivo Karzai che il Governo italiano ha ottenuto la liberazione di questi tre. Tanto che hanno incontrato una sola volta il loro avvocato difensore, senza avere tempo di preparare una difesa giudiziaria. D’altra parte è vero che le strutture di Emergency sono ammirevoli per l’esercizio che vi viene fatto, ma è vero pure che non aiuti molto il fatto che colui che dà nome e corpo alle strutture sanitarie di Emergency costantemente, quando arrivano delle vittime talebane, vengono accolte come vittime della guerra; se arriva una vittima appartenente alla polizia di Karzai, magari come atmosfera viene accolta come responsabile dei guai degli altri e anche dei loro. L’intervento di Matteo Angioli e il Consiglio generale del Partito radicale transnazionale: Matteo Angioli ha parlato per penultimo; credo che abbiamo avuto 64 interventi, e lui ha detto una cosa: nessuno - quale che fosse il livello di responsabilità - ha trattato il problema ‘satyagraha’ in merito a qualcosa che non riguarda solo Bush e Blair, ma anche Berlusconi. Qualche volta mi sono doluto di non essere riuscito a far parlare un tantino di questa cosa come sarebbe difficile ma necessario; in realtà, dietro c’è questa realtà del partito. Per 63 interventi nessuno ha evocato questa cosa, tranne Matteo Angioli, dicendo quello che lui con Marco Perduca, me, ha fatto. E la cosa va spiegata. La campagna Iraq Libero
    18:20 Durata: 17 min 5 sec
  • Ancora sulla questione giustizia: Poi c’è anche Orlando che parla e dice che bisogna articolare in modo diverso l’obbligatorietà dell’azione penale; vuol dire che si accetta la discussione su questo, ed è un fatto assolutamente nuovo. Lui ha indicato 5 problemi, ed uno dei cinque era questo; l’altro che deve aver fatto incazzare un po’ di gente era la separazione delle carriere

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Le iniziative sulla giustizia e il carcere. Forse il ministro ci tiene a che degli impegni stranamente vengono mantenuti. E Berlusconi che parla di un decreto per il ddl Alfano. I detenuti sanno che questa è la battaglia di Rita Bernardini, con lo sciopero della fame ripreso, e nostra. Poi c’è anche Orlando che parla e dice che bisogna articolare in modo diverso l’obbligatorietà dell’azione penale; vuol dire che si accetta la discussione su questo, ed è un fatto assolutamente nuovo. Lui ha indicato 5 problemi, ed uno dei cinque era questo; l’altro che deve aver fatto incazzare un po’ di gente era la separazione delle carriere. Perché su quello incombe poi Violante, con i suoi giudizi generali sulle riforme e non solo sulla giustizia, perché una sintonia tra D’Alema e Violante mi pare ci sia. Stiamo a vedere. Il nodo viene al pettine: tutte queste cose non si sono fatte perché Berlusconi è stato così geniale da far mancare il quorum ai referendum che contenevano tutte queste riforme sulla giustizia. Lui disse: ‘Non serve l’accetta referendaria, le farò io le riforme’; ne stiamo parlando ancora 13 anni dopo se lui le farà o no. E qui viene fuori il governante Berlusconi. Gli interventi di Simone Sapienza e Diego Galli al Comitato di Radicali italiani. Il parallelo con il primo Partito radicale e il rapporto con ‘i capelloni’ del tempo: Noi siamo stati costretti ad impegnarci dal fatto che questi liberali stavano chiudendo il partito. Pannunzio, Rossi, Parri, avevano rotto. Noi avevamo pensato di riuscire a scongiurare questo che vedevamo come pericolo già quando si era costituito il partito. L’intervista di Filippo Ceccarelli a Marco Pannella su Repubblica. L’intervento di Romano Prodi della settimana scorsa a proposito del Pd: Mi pare che quello che sta venendo fuori è che la posizione di Chiamparino è interessantissima perché è la posizione di una prospettiva di alleanza con Tremonti e quindi la Lega. Lì c’è il fatto della ‘costola della sinistra’, che Chiamparino mi pare abbia preferito anche alle elezioni regionali, visto che in Piemonte si è perso per 9mila voti e lui non è nemmeno andato a fare atto di presenza al comizio di chiusura della Bresso
    18:37 Durata: 13 min 37 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La politica estera italiana e la parabola di Nicolas Sarkozy. Pannella si rivolge a Bordin: Tu citi molto ‘Il Foglio’ (durante ‘Stampa e Regime’, ndr) e io condivido assolutamente; tu sei attento ed è indubbio che il Foglio è una cosa singolare, e personalmente connotata da un personaggio complesso e sicuramente non banale - anche se poi fa banalità - come Giuliano. E infatti hai notato che non ha retto a lungo la sua cosa contro la Bonino? Lui ha lasciato ai suoi giornalisti fare delle cose molto ben fatte e oneste; dopo che s’era innamorato di questa cosa dell’aborto, ma Giuliano è così. Gli appuntamenti della settimana: Per due o tre giorni dovremo mobilitarci perché siano conosciuti, all’interno e all’esterno, i risultati dei lavori del Comitato di Radicali italiani. Poi in settimana abbiamo di certo una riunione per capire se tra 12-13 giorni riusciamo a stampare la nuova edizione della ‘Peste italiana’. Poi ci sono due riunioni per questo Consiglio generale che dobbiamo convocare, anche a livello italiano, dal vuoto che si era creato. Il fronte italiano, fondamentale per un qualsiasi movimento transnazionale
    18:50 Durata: 7 min 19 sec