04 MAG 2010
intervista

Società Libera: ritorno di fiamma dello statalismo. Necessario difendere la libertà dell'economia. Ancora necessarie liberalizzazioni e maggiore efficienza

SERVIZIO | di Emiliano Silvestri - Milano - 13:27 Durata: 24 min 2 sec
A cura di Valentina Pietrosanti
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Presentato a Milano l'ottavo rapporto sulla liberalizzazione della società italiana.Carrubba: Le grandi bolle finanziarie e la mancanza di regole (all'origine della crisi) sono la negazione del liberalismo, che ha sempre avuto una vocazione etica.

Questo rapporto dimostra che iniezioni di libertà, guerra alle corporazioni e ai poteri costituiti sarebbero opportune; che vanno superati i limiti del passato, quanto si è privatizzato senza aprire alla concorrenza; sfatati due luoghi comuni: che in Italia tutto vada bene; che vada tutto bene anche nel mondo della scuola.

Martinelli: evasione
fiscale, corruzione diffusa, criminalità; Viene meno il rispetto rigoroso della legge, ne sono esempio la recente campagna elettorale per le regionali ma anche il fatto che il Parlamento (che, a sua volta, nomina le autorità di garanzia) è composto di nominati.

Salvati: Simpatizzo, con forti critiche, per uno degli oligopolisti della politica italiana; credo che anche un assennato simpatizzante per il Pdl abbia lo stesso atteggiamento verso quest'altro oligopolista.

Liberalizzazioni e aumento di efficienza non sono stati sufficienti bisogna rendersi conto che, anche nel settore privato, sono necessari.

De Vergottini: Merito, capacità, rispetto del principio di responsabilità per dinamismo e indipendenza dal condizionamento dei partiti.

Troppo spesso incapaci, che poi divengono irresponsabili, assumono decisioni con conseguenze a volte addirittura disastrose.

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  • Giuseppe De Vergottini

    presidente comitato scientifico Società Libera

    In un quadro già caratterizzato da assenza di dinamismo si sono inseriti i riflessi italiani della crisi internazionale, che hanno ridato fiato all'idea di forme di statalismo diffuso. Dalle concessioni autostradali al welfare, dalla corruzione alle difficoltà della libertà d'informazione si nota un appesantimento delle procedure, si veda la situazione delle autorità di garanzia. Uno dei fili conduttori del rapporto riguarda le precondizioni necessarie per un maggiore dinamismo e indipendenza dal condizionamento dei partiti: il rispetto del principio di responsabilità, l'attenzione al merito e alle capacità
    13:27 Durata: 7 min 26 sec
  • Alberto Martinelli

    Ordinario di Scienze Politiche all'Università degli Studi di Milano

    Il ritorno delle critiche all'economia di mercato, ai suoi fallimenti e ai suoi abusi ed eccessi, ha influito poco sul cambiamento delle politiche pubbliche, visto il poco fatto in passato. Pochi passi avanti verso una società più liberale anche sul piano delle libertà civili e del pluralismo vero dell'informazione: evasione fiscale, corruzione diffusa, criminalità vedono l'Italia soccombere al confronto dei paesi sviluppati. Viene meno il rispetto rigoroso della legge - aspetto complementare della libertà individuale - e c'è uno scarso rispetto dei diritti politici; ne sono esempio la recente campagna elettorale per le regionali ma anche il fatto che il Parlamento (che, a sua volta, nomina le autorità di garanzia) è composto di nominati. Scuola: le critiche riguardano, nel suo complesso, il sistema scolastico e universitario (dove l'ingresso degli stake-holders nel consigli d'amministrazione può essere positivo). Ci sono molte cose da cambiare ma la soluzione non è nell'ingresso di scuole private, si veda l'esempio negativo delle ultime università private sorte all'inizio del secondo millennio. Informazione: prende il sopravvento una televisione di scadente qualità. Ne soffrono (ridotte o persino inesistenti) le quattro libertà fondamentali. Si riduce la qualità e non c'è libertà di scelta
    13:34 Durata: 7 min 30 sec
  • Michele Salvati

    ordinario di Economia politica presso l'Università degli studi di Milano

    Il pensiero liberale è in difficoltà nel mondo anche perché i liberali contrari al liberalismo estremo, che ha provocato la crisi, non si sono fatti vivi quando le cose andavano bene. I rapporti di Società Libera testimoniano come in Italia, in questi anni, ci sia stato un momento di liberalismo intorno alla grande crisi del 1992, quando combattevamo per entrare nell'euro. Passata la festa, abbiamo tirato un respiro di sollievo; per fortuna gli anticorpi nella P.A. e nei partiti politici hanno impedito l'abbandono di ogni tipo di controllo come, invece, è accaduto in Grecia. Liberalizzazioni e aumento di efficienza non sono stati sufficienti. Nel settore pubblico c'è ancora bisogno di un balzo di efficienza; anche nel settore privato (in particolare quello dei servizi privati al riparo dalla concorrenza) bisogna rendersi conto che la concorrenza e un salto di efficienza sono necessari. Rischiamo disavanzi sia nel settore pubblico che nel conto commerciale.Viviamo in un mondo in cui non ci sono angeli. Simpatizzo per uno degli oligopolisti della politica italiana, verso il quale nutro però forti critiche; credo che anche un assennato simpatizzante per il Pdl abbia lo stesso tipo di atteggiamento verso quest'altro oligopolista
    13:41 Durata: 4 min 9 sec
  • Salvatore Carrubba

    presidente di Società Libera

    C'è un ritorno dello statalismo e la conseguente esigenza di difendere la libertà dell'economia. Passa l'idea che la crisi finanziaria sia frutto esclusivo del liberalismo, del mercato e della concorrenza ma le grandi bolle finanziarie e la mancanza di regole sono la negazione del liberalismo, che ha sempre avuto una vocazione etica. L'analisi empirica di questo rapporto (su scuola, informazione, rete autostradale e altro) dimostra che più coraggiose iniezioni di libertà, guerra alle corporazioni e ai poteri costituiti sarebbero opportune. Superare i limiti del passato, quanto si è privatizzato senza aprire alla concorrenza. Serve una vera concorrenza.Il rapporto sfata due luoghi comuni: che in Italia tutto vada bene; che vada tutto bene anche nel mondo della scuola pubblica e che basti non tagliare le spese per garantire la qualità
    13:46 Durata: 4 min 57 sec