16 MAG 2010
rubriche

Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:00 Durata: 1 ora 57 min
A cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella" di domenica 16 maggio 2010 , condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 57
minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.

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  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Marco Pannella in collegamento dagli studi di Mediaset di Cologno Monzese, dove è stato ospite di 'Buona Domenica' condotta da Barbara D'Urso. La sospensione dell'iniziativa nonviolenta da parte dei Radicali; la richiesta al Pd di un momento di chiarificazione con i Radicali
    17:00 Durata: 2 min 32 sec
  • "C'è la sospensione dello sciopero della fame e anche l'auto-sospensione dell'attività nei gruppi parlamentari del Pd. L'obiettivo di queste due iniziative è quello di ottenere questa giornata di veri lavori comuni delle Direzioni dei due partiti. Perché siamo convinti che questo dibattito è essenziale altrimenti anche nel Pd il dibattito vero non inizia". "Credo che questa sia una condizione per sperare di continuare a far crescere una politica di alternativa"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    "C'è la sospensione dello sciopero della fame e anche l'auto-sospensione dell'attività nei gruppi del Pd. L'obiettivo di queste due iniziative è quello di ottenere questa giornata di veri lavori comuni delle Direzioni dei due partiti. Perché siamo convinti che questo dibattito è essenziale altrimenti anche nel Pd il dibattito vero non inizia, è fatto di mille reticenze, di mille sottintesi e di mille contrapposizioni che sono più di potere e sottopotere interno che di prospettive e di obiettivi. Io spero che una richiesta normale tra due forze alleate di un incontro finalmente importante dopo tanto tempo in cui forse non sono stati mai fatti, tranne quelle caricature di 'dialogo' della fase del Loft, fatta con piccoli ultimatum e altro. Non vorrei che questi obiettivi dovessero essere perseguiti alzando il tono e il contenuto dei comportamenti. Perché sia chiaro, quello che noi chiediamo è che ci sia niente po' po' di meno che una sorta di seminario di molte ore nelle quali in modo ordinato si discuta dei problemi che verranno posti sul tappeto. Credo che questa sia una condizione per sperare di continuare a far crescere una politica di alternativa". "Dobbiamo chiarire che l'alternativa per noi è alternativa a un regime sessantennale, di cui sono coautori una destra e una sinistra (tra virgolette), mentre è indubbio che oggi l'esigenza legalitaria, di rispetto della legalità nazionale e internazionale, è l'obiettivo alternativo che va chiaramente enunciato". "Mi pare che in questi sette giorni sta venendo fuori quello che dicevo: qualche giornale ha detto che Berlusconi sta preparando una specie di appello all'unità nazionale. Nelle due scorse settimane ho detto chiarissimamente che qui c'è una realtà di unità nazionale che non ha il coraggio di dichiararsi in quanto tale. Sempre più è evidente che questa realtà di unità nazionale è oggi la realtà vera con la quale si possono comprendere gli ultimi due decenni della situazione italiana". "L'ho detto: bisogna che anche gli eventi che sono stati proibiti come tema di dibattito, quello dei rapporti politici tra Berlusconi e la sinistra (Massimo D'Alema e altri), che questa è una realtà già da tempo operante"
    17:02 Durata: 10 min 1 sec
  • Il dibattito interno al Pd: Veltroni, Franceschini, De Benedetti. Una notazione sulle dichiarazioni dell'Ingegnere contenute nel libro-intervista con Paolo Guzzanti: "Alcuni giudizi che lui dà, coincidono un po', quando per esempio su D'Alema dice una cosa durissima, mentre su Bersani dice che è inadeguato, il che mi pare leggermente diverso"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    "Ormai anche l'architettura costituzionale, cioè del tipo di Stato, ormai filtra da tutte le parti". "Adesso i problemi della forma dello Stato emergono e dalla riunione di Area Democratica viene fuori perfettamente la continuità tra il tentativo-Veltroni e anche i pre-passi di Veltroni - perché una delle cose che sicuramente mise in crisi il governo Prodi fu che alla fondazione del Pd subito si mise in chiaro che il Pd voleva una legge elettorale che consentisse praticamente due elettori, il Pdl e il Pd. Tutte le altre componenti dell'Unione, a destra come a sinistra, hanno detto: 'Se è così, chiudiamo la vicenda'. Visto che quella proposta era uno strumento anti-democratico, togliendosi la possibilità di concorrere lealmente e davvero al formarsi della volontà popolare, inserendo un elemento del 'voto inutile' se non era un voto dato a uno dei due partiti di regime". Il dibattito interno al Pd; Franceschini e le sue dichiarazioni - in contrasto con Bersani - di disponibilità a fare parte di un governo di emergenza: "Non ha proposto anche lui una presidenza onoraria dell'operazione a Cossiga? No, perché poteva", scherza Pannella. Le mosse di Carlo De benedetti, patron del gruppo Espresso: "Non bisogna dimenticare che l'Espresso e Repubblica nascevano con un sospetto di possibile linea radicale, ma poi si chiarì subito che non era quello". I rapporti tra Pannella e De Benedetti. Una notazione sulle dichiarazioni dell'Ingegnere contenute nel libro-intervista con Paolo Guzzanti: "Dei giudizi che lui dà, coincidono un po', quando per esempio su D'Alema dice una cosa durissima, mentre su Bersani dice che è inadeguato, il che mi pare leggermente diverso"
    17:12 Durata: 9 min 21 sec
  • Ancora sulla richiesta di incontro delle due Direzioni di Radicali e Pd: "Sono due, tre, quattro mesi, che da tutte le parti si dice che non ci vogliono gli incontri al caminetto, che bisogna riunire la Direzione, però che la direzione è troppo numerosa… Se venisse accettata questa nostra proposta, anche il Pd si muoverebbe nell'ambito della normalità statutaria e politica".

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La richiesta di incontro delle due Direzioni di Radicali e Pd: "Sono due, tre, quattro mesi, che da tutte le parti si dice che non ci vogliono gli incontri al caminetto, che bisogna riunire la Direzione, però che la direzione è troppo numerosa. Se venisse accettata questa nostra proposta, anche il Pd si muoverebbe nell'ambito della normalità statutaria e politica". "Adesso sembra che un altro punto d'accordo è che faranno sempre le primarie. Allora noi ci permettiamo di insistere e dire che le primarie, con un sistema elettorale anglosassone, hanno un senso, ma non nella realtà italiana, nella quale per esempio la demagogia tipica dell'assenza di progettualità politica seria che c'è nel Pd fa venire fuori che bisognerebbe ridurre i Parlamentari per ridurre i costi della politica. Per noi invece il sistema americano e inglese richiedono che ci sia il parlamentare di quel territorio; che sia di quel territorio e che sia un territorio nel quale la conoscenza reciproca di eletti ed elettori sia facilitata, non essendo quindi un collegio di 200mila abitanti ma tendenzialmente di 50mila"
    17:22 Durata: 4 min 25 sec
  • Il fronte della giustizia, il tema della corruzione, la Guardia di Finanza: "Diciamo che Berlusconi e Alfano sembrerebbero essersi rassegnati all'unità nazionale anche su questo". "Io addirittura per tre domeniche ho detto: guardate che qui tra le grandi novità c'è una legge firmata da D'Alema e - non da Berlusconi - Italo Bocchino. E questa legge tende chiaramente a nominare un nuovo comandante generale della Guardia di Finanza che avranno scelto assieme"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il fronte della giustizia, la questione della corruzione. "Qui è accaduto un fatto da notare, che il ministro della Giustizia, che notoriamente è in effetti seguito con molta attenzione dal Presidente del Consiglio, a un certo punto aveva dichiarato che la maggior parte degli obiettivi radicali e di Rita Bernardini erano recepiti anche nella proposta del Governo. Poi invece è stato battuto dall'alleanza Lega-Idv e componenti giustizialiste del Pd e del Pdl".Il Pdl è in grado di vincere ma non di governare. "Diciamo che Berlusconi e Alfano sembrerebbero essersi rassegnati all'unità nazionale, anche su questo. L'unità nazionale portò male al Paese, ma anche a Pci e dintorni, tanto che la prima crisi partitocratica fu legata a tutto questo, con Francesco Cossiga che dichiarava, da presidente del Senato, 'mai più leggi emergenziali'. E invece ci risiamo". Il ruolo del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e l'ipotesi di una sua successione a Berlusconi: "Adriano Sofri si era pronunciato in modo piuttosto scettico sulle cose che evocavamo a proposito dell'unità nazionale e vorrei sentire anche la sua opinione adesso. Io addirittura per tre domeniche ho detto: guardate che qui tra le grandi novità c'è una legge firmata da D'Alema e - non da Berlusconi - Italo Bocchino. E questa legge tende chiaramente a nominare un nuovo comandante generale della Guardia di Finanza che avranno scelto assieme. Adesso tutto d'un tratto leggiamo: la Guardia di finanza, i servizi segreti, etc. Le previsioni che erano assolutamente insite (in queste analisi, ndr), perché riguardavano anche situazioni precedenti molto chiare, avvenute sia durante la presidenza Cossiga che durante la presidenza Scalfaro. Ricordiamo che proprio sulla Guardia di Finanza quella Corte costituzionale ci annunciò che il nostro referendum per la smilitarizzazione della GdF era uno dei pochi superstiti, poi Baldassarri - da presidente Emerito - ricordò che un comandante della Guardia di Finanza, militari importanti e politici andarono dal Presidente della Repubblica e l'indomani mattina si disse che si erano sbagliati, che invece quel referendum non c'era". I servizi segreti e la politica estera italiana. L'incontro con Marco Minniti e la sua Fondazione Icsa (Intelligence Culture and Strategic Analysis): "Lui mi ha chiarito un po' di cose. Intanto io non ricordavo bene ma c'è stato un periodo, durante il governo D'Alema, in cui con Claudio Velardi e proprio lui spesso ci vedevamo la mattina a casa mia, nel momento in cui prima di quelle elezioni regionali stavamo cercando di garantire un minimo di comunicazione diversa attraverso la RaiTv ed altro, per fare un'operazione verità. In quella occasione abbiamo stabilito un rapporto leale, franco, amichevole. E quindi è stato un momento sereno. Gli ho detto: comunque io ho fatto quella promozione, così tutti lo sanno. Mi pare però che Minniti mi ha un po' detto: 'C'è stato un momento - un anno e mezzo fa, due anni fa - nel quale non mi sono più riconosciuto nel contesto politico nel quale mi trovavo, e a questo punto questo è un po' lo strumento che ho inventato anche per potere avere uno strumento di politica seria'. Ho preso atto di questo; resta il fatto che anche da lui ci sono molti Generali della Finanza. Questa cosa dimostra che quella cosettina che avevo beccato, la famosa proposta Bocchino-D'Alema, giustificava non le 'allusioni' ma le domande che io andavo facendo". Anche perché questa norma andrebbe a toccare un punto importante: "In dottrina Carabinieri e Guardia di finanza non potevano eleggere i propri massimi vertici, perché l'esercito è e deve essere uno. Dunque Carabinieri e Guardia di finanza potevano avere una caratteristica funzionale diversa, però doveva essere chiaro che - per le vicinanze che ci sono tra Carabinieri, Guardia di Finanza sul terreno, e possono esserci - il generale comandante dell'una e dell'altra arma sono dell'esercito. Per questo mi è parsa un po' avventata quella iniziativa" di Bocchino e D'Alema
    17:26 Durata: 14 min 50 sec
  • Il Consiglio generale del Partito radicale transnazionale: "Dobbiamo presentare delle proposte di lotta valida sia per resistere nelle 'democrazie reali' sia nelle non-democrazie, attraverso ricorsi a giurisdizioni superiori, anche se quelle giurisdizioni lasciano molto a desiderare". L'unità nazionale negli ultimi 20 anni della politica estera italiana.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    L'intervista al professore Marco Ruotolo, docente di Diritto costituzionale all'Università di Roma Tre, "bellissima e importantissima, nella quale c'era en passant l'affermazione secondo la quale lo Stato è il nome dell'illegalità italiana". Le ricadute per il prossimo Consiglio generale del Partito radicale transnazionale: "Dobbiamo presentare delle proposte di lotta valida sia per resistere nelle 'democrazie reali' sia nelle non-democrazie, attraverso ricorsi a giurisdizioni superiori, anche se quelle giurisdizioni lasciano molto a desiderare". Il convegno di RadioRadicale su Israele e Medio oriente: "E' stato utilissimo, anche sui necessariamente brevi interventi finali di Fausto e Fassino e anche il mio, però mi pare che sono venute fuori cose delle quali esplicitamente occorrerà riflettere; oggettivamente sono diversità politiche, punti di riferimento politici che a mio avviso sono in qualche misura alternativi come conduzione rispetto al Medio oriente e alla realtà politica; annotiamolo, e su questo servirà continuare questo sforzo di 'emersione politica', non solo giornalistica, emersione della realtà nuova". Poi Pannella, quando parla della politica estera italiana, nota: "Nella misura in cui esiste e non sia quella di unità nazionale che vede su posizioni e realtà nuove l'unità nazionale che da vent'anni caratterizza la situazione italiana attraverso la sintonia tra la politica di Berlusconi e quella di D'Alema, con delle implicazioni alle quali dobbiamo stare molto attenti. Perché da una parte la politica (è) ispirata e giustificata dal leader dell'Eni o dal leader della Finmeccanica - e non a caso dico leader, perché hanno personalità e credo che questi potrebbero essere meglio ministri di quelli che ci sono. Loro aderiscono in termini geopolitici a realtà che vengono da loro presentate come realtà ineludibili e non come realtà che sono frutto anche di scelte. Su questo dobbiamo stare un tantino attenti". Le conseguenze per l'Europa, sempre più "Europa delle patrie". Massimo Bordin: "Io vorrei segnalarti che la Fondazione di Minniti ha, mi spiegano gli addetti ai lavori, ha una contrapposizione netta su questo tema proprio con la fondazione D'Alema. E il tema è proprio il rapporto con Finmeccanica. Perché da un lato la Fondazione Italiani Europei insiste sull'utilità delle operazioni di peace-keeping, quindi formazione e strutturazione in quel senso delle forze militari; dall'altra la Fondazione di Minniti pare abbia una più decisa accentuazione sulla costruzione di nuovi apparati d'arma che possano consentire interventi più efficaci. La contrapposizione non è irrilevante". Pannella: "Sto ascoltandoti, sto prendendo atto invece di come cresca la nostra impostazione. Di come il passare delle settimane ogni volta sembra portare un granellino non di contraddizione ma a sostegno di questo edificio che cominciamo a vedere e denunciare. Nel quale i punti di riferimento 'Berlusconi-D'Alema' sono spesso i nomi di complessità"
    17:41 Durata: 11 min 34 sec
  • "Ci siamo accorti che ci sono dei compagni socialisti italiani che, in sintonia con quello che stanno facendo i compagni socialisti albanesi, hanno organizzato una manifestazione davanti all'ambasciata albanese in appoggio a loro, e quindi un po' di 'internazionalità' c'è. Ma quella (internazionalità) che mi sembra scandalosamente mancante è per la situazione di Papandreou". L'applicazione partitocratica del Trattato di Maastricht

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'importanza della sopravvivenza dell'area Radicale: "La scienza giuridica ci consente di offrire in tutto il mondo, ai movimenti minoritari, uno strumento di lotta in più che finora non hanno conosciuto. Si tratta di vedere se riusciamo a fornirlo e generalizzarlo". La situazione albanese. La questione delle presenze europee al Consiglio generale del Prt. L'iniziativa della Federazione dei Giovani Socialisti: "Ha avuto un livello di dibattito sicuramente interessante, anche portando alla luce alcune cose che ancora non individuavamo. Lì poi ci siamo accorti che ci sono dei compagni socialisti italiani che, in sintonia con quello che stanno facendo i compagni socialisti albanesi, hanno organizzato una manifestazione davanti all'ambasciata albanese in appoggio a loro, e quindi un po' di 'internazionalità' c'è. Ma quella (internazionalità) che mi sembra scandalosamente mancante è per la situazione di Papandreou". "Che Papandreou debba fare i conti con una rivolta popolare - nella quale invece di 'Yankee go home!' abbiamo 'Unione europea go home!' e 'Fondo monetario go home' - che non ci sia stata la richiesta o il tentativo di indurre a una riflessione anche in Grecia, di prendere posizione di sostegno a Papandreou, che magari avrebbe portato a una migliore comprensione anche delle posizioni di quelli che non accettano questa realtà". Pannella poi torna sulla "sottovalutazione di una realtà europea: l'applicazione partitocratica del trattato di Maastricht ha permesso l'aggravarsi dei debiti pubblici di singoli Stati; tanto è vero che noi per entrare dovevamo avere un rapporto debito-pil al 60 per cento, e invece ci fu una concessione partitocratica per cui avevamo il 120 per cento e più o meno ci siamo restati. Quella fu una concessione partitocratica fatta all'Italia". Allora non si pose nessuna condizione per il rientro dell'indebitamento, "e così siamo anche noi impiccati a questa realtà, alla quale per ora possiamo contrapporre - e credo sia abbastanza serio - questa evocazione: però il debito privato - si dice - è meno grave che altrove. Sì, ma questo quanto dura con quello che è in corso per i salari italiani, che sono i più bassi d'Europa?". Il ruolo dei sindacati italiani
    17:53 Durata: 16 min 43 sec
  • Le apparizioni televisive di Marco Pannella a Canale 5 di Mediaset, prima con Matrix e poi a Buona Domenica.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Le apparizioni televisive di Marco Pannella a Canale 5 di Mediaset, prima con Matrix e poi a Buona Domenica. "Simone Sapienza e altri mi hanno detto: 'Sono tutti incazzati con te perché accetti di andare ospite dalla Barbara D'Urso'. Io gliel'ho detto pure alla D'Urso, per capire cosa bisognava fare: cioè se ci invitano sono fascisti, se non ci invitano sono fascisti peggio ancora", scherza Pannella, "anche perché la complessità delle persone va salvaguardata se non vogliamo sballarci noi ai danni nostri. Lei ha fatto dichiarazioni clamorose, dicendo 'Io sono per il matrimonio degli omosessuali'. Cose che non sento nemmeno mormorare al Tg3 e da quelle parti". Ballarò, AnnoZero e "il fascismo degli anti-fascisti"
    18:09 Durata: 6 min 54 sec
  • "L'unità nazionale - di un certo tipo, populista - è il pericolo che più incombe oggi, non solo in Italia. Perché? Per la spiegazione di Altiero Spinelli; già nel 1941 lui diceva che lo Stato nazionale, rispetto alla evoluzione di sensibilità ed esigenze oggettive dei popoli, deve divenire transnazionale. L'Europa divisa tra 20 e più stati non ce la fa, e deve trovare soluzioni autoritarie. Oggi questo è clamorosamente vero"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    "L'unità nazionale - di un certo tipo, populista - è il pericolo che più incombe oggi, non solo in Italia. Perché? Per la spiegazione di Altiero Spinelli; già nel 1941 lui diceva che lo Stato nazionale, rispetto alla evoluzione di sensibilità ed esigenze oggettive dei popoli, deve divenire transnazionale. L'Europa divisa tra 20 e più stati non ce la fa, e deve trovare soluzioni autoritarie. Oggi questo è clamorosamente vero, visti i problemi ecologici, i problemi ambientali, quelli della sopravvivenza della terra. Allora è chiaro che queste posizioni nazionaliste, quella israeliana dei 'falsi sionisti', quella italiana, sono un problema. Quando le sensibilità popolari non di un momento, ma che dura 10-20 anni sui problemi che loro chiamano etici il Paese è con noi; è soltanto un problema del prevalere del potere vaticano anche sulla religiosità loro, quella che poi si era espressa abbastanza forte con Giovanni XXIII e quel Concilio Vaticano II. Davvero quindi mi sento di dire che il Partito transnazionale dovrebbe riuscire a vivere; e non è un caso che non riesca a vivere, se anche in Inghilterra adesso i partiti vorrebbero finanziare pubblicamente i partiti. Perché nessuno ha sottolineato che lì sono 140-150 i parlamentari non rieletti per delle ricevute di viaggi non esibite. Capperi, allora vediamo se l'uninominale ti crea dei fatti! 150-160 parlamentari non sono un scherzo e tra l'altro Gordon Brown è caduto anche per questo". "A quelli che ci ascoltano: è necessario che cacciate fuori i soldi e vi iscriviate, voi tanti che ci riconoscete dentro di voi nelle vostre storie, perché altrimenti non ce la facciamo!". L'intervista di Marco Pannella sul settimanale "Chi": "Con l'immagine che ho voluto anche deliberatamente coltivare, darmi e crearmi, semmai ho colto questa occasione per evocare e parlare di Mirella, ho fatto qualche nome di donna. Semmai l'unico outing è questo qua!". Ancora sulla puntata di Matrix diretta da Alessio Vinci. Le frasi di Pannella sui suoi rapporti con Craxi e i socialisti. "In fondo questo mistero della fiducia di Mitterand nei nostri confronti - il simbolo della Rosa nel Pugno, etc. - trovò riscontro nella fiducia di Bettino Craxi che alla fine mi disse: 'Ora è il turno tuo'"
    18:16 Durata: 15 min 17 sec
  • Il dibattito sulla Rosa nel Pugno: "Il problema è che nonostante quello che ha scatenato in quanto a speranza la Rosa nel pugno, adesso chi non vuole restare disperato non fa la scelta di stare in modo più convinto con i compagni radicali, ma si fa la scelta della speranza Nichi Vendola. Io lo capisco. Lui ha una esposizione, uno spessore umano politico e una abilità, una capacità di leadership. Voglio vedere quanto e come dura"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'assemblea organizzata dalla Fgs: "Un partito democratico non è in questo Partito Democratico. Comunque, che problema hanno posto? Che la Rosa nel Pugno è il simbolo radicale e quindi bisogna usare di nuovo quel simbolo. Però io cosa ho detto? Guardate che in fondo Mitterand non aveva sbagliato ad avere fiducia in noi. Nemmeno protestò, ma fece soltanto chiedere, quando noi mettemmo per la prima volta il simbolo della rosa nel pugno listata a lutto per l'iniziativa sulla fame nel mondo. Pare che fu contento e disse: 'Vabbè, ho azzeccato, perché una cosa del genere vale la pena'. Gli ho raccontato pure che avremmo potuto trionfare persino nel 2008, perché io sono certissimo che grazie allo scandalo di Sergio D'Elia, Marco Pannella e Silvio Viale che a liste chiuse da parte del Pd si candidavano con il Psi, si poteva avere il 4 per cento socialista". "Non ci sarebbe stato un Radicale che si sarebbe astenuto o che avrebbe votato per il Pd, anche perché a quel punto gli eletti radicali c'erano, e anche lo scandalo della libertà, di quel gioco contro i partiti altro che l'uno per cento!". "Quando si continua a lottare, è possibile che qualcosa che un giorno perde, un altro giorno vince - se si continua". "Il problema è adesso che quello che ha scatenato come speranza la Rosa nel pugno, adesso chi non vuole restare disperato non fa la scelta di stare in modo più convinto con i compagni radicali, ma si fa la scelta della speranza Nichi Vendola. Io lo capisco. Lui ha una esposizione, uno spessore umano politico e una abilità, una capacità di leadership. Voglio vedere quanto e come dura". Ma secondo Pannella, "quella che fu definita 'l'unica novità della politica italiana', resta l'unica novità ancora oggi". Un asse Vendola-Bonino nel Pd? "No [] Io dico che in caso di primarie bisogna che Nichi sia candidato alla segreteria del Pd e creiamo l'interesse, la confluenza sul Pd attraverso questa candidatura, il che mi pare un ragionamento fattibile, anche se mi pare - in termini di prospettiva politica - più fragile di quello radicale, tanto è vero che a Emma non è mai passato nella testa di sollecitare sostegni utilizzando questa prospettiva. Poteva pure essere utile: 'Votatemi, sostenetemi, così poi mi candiderò io alla segreteria del Pd'. Può accadere, ma è vero che oggi noi viviamo come se la RnP si fosse affermata nel nostro Paese; quello che accade nelle carceri, dalle carceri, nella giustizia, quello che accade con i compagni eletti radicali. C'è un problema serio: noi stiamo scoprendo, dal Lazio, quanto abbiamo ragione a dire che la partitocrazia tecnicamente è un'associazione per delinquere. Noi, con il Lazio, usando degli strumenti a disposizione acquisita di tutti, forse possiamo risolvere il problema di energie umane sul fronte italiano del Partito e rilanciare una presenza politica maggiore di quella avuta fino ad adesso. Solo perché abbiamo due Consiglieri regionali in una delle oltre 20 Regioni italiane. Cioè è un mare senza fondo, soldi a go-go; quando questi dicono che bisogna ridurre gli stipendi ai politici. Giusto, ma intanto iniziate a spiegare perché voi della Lega siete gli unici che non volete abolire le province. Sicuramente noi liberali ci ricordiamo che persino un signore distinto e moderato come Einaudi diceva a 82 anni sul Mondo: via i prefetti e le province dall'Italia".Angelo Bonelli e l'insegnamento di Daniel Cohn-Bendit."Noi possiamo togliere voti da quello che - ragionano loro - sarebbe il 'male assoluto'. Io sinceramente mi vado sempre più convincendo e sono preoccupato perché ho proprio l'impressione che lui non abbia una politica ma sia incastrato in una politica che lui stesso non sa come governare e questa non è cosa che mi faccia piacere, perché - sotto questo - il peggio prende forma facile e rapida". L'asse Tremonti-Bossi? "La sintesi è quella, ma c'è un 'ma': non credo che quella sia una soluzione che regga. Mentre può sembrare che Tremonti ora riesce a mettere d'accordo tutti, serio, colto, molto bravo anche - come commercialista - nel presentare le situazioni di cassa e di tasse, purtroppo non credo sia una soluzione"
    18:32 Durata: 15 min 47 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito

    La situazione in Thailandia e nel Sud-est asiatico: "Quando sono andato a Bangkok, il presidente era il Berlusconi di lì e tutti ne parlavano in modo entusiasta. 'Capacissimo', 'vedi, la notte si può girare', etc. Però poi dopo lo tsunami questo non si è più visto. Vedere quanto accade fa capire l'illusorietà di riuscita di quel tipo di capacità di captare consenso popolare, attraverso l'uso non democratico - ma nemmeno per scelta scientifica, ma perché sono venditori, sono acquirenti di consumatori". "Questi l'unica cosa che sono capaci di fare è quella di indurre nuovi bisogni (populistici): bisogno della pulizia, bisogno di liberarsi dalla paura, etc.". "Vale questo, poi però viene fuori che Mimun alle 13 e alle 20 di domenica ritiene che in fondo la notizia della domenica sia il mio compleanno a Bolzano passato nelle carceri". "Quindi dico, le contraddizioni qui ci sono. Poi ancora il 'casino' su 'i miei uomini', avviene tutto nel silenzio totale di Bianca Berlinguer [] La RaiTv è questo". "Oggi sono stato qua [a Mediaset]". Gli appuntamenti della settimana di Marco Pannella, a partire da Teramo. "Se qualcuno ci sta ascoltando, vorrei invitare davvero chi ci ascolta, soprattutto quelli non di anagrafe radicale, ma i tanti 'doppia tessera' che possono scoprire che vale forse la pena - e io direi la 'non pena' - (di iscriversi) e io domani e dopodomani cercherò di guardare le notizie che ci giungono, di compagni del tipo di Loris Fortuna, o su un altro piano del tipo Umberto Terracini, Fausto Gullo ed altro. Ci incoraggerebbe molto perché al Consiglio generale del Partito radicale nonviolento ci sia qualcosa che legittimi l'essere speranza rispetto ai 50 esponenti di tutto il mondo dell'Unpo che saranno in quella data a Roma"
    18:47 Durata: 9 min 55 sec