30 MAG 2010
rubriche

Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:08 Durata: 1 ora 53 min
A cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella" di domenica 30 maggio 2010 , condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 53 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    I lavori - da giovedì a sabato - del Consiglio generale del Partito Radicale nonviolento, transnazionale e transpartito. Il provvedimento governativo in discussione in Senato sul divieto di registrazione dei processi. La situazione politica italiana.
    17:08 Durata: 1 min 34 sec
  • Il provvedimento governativo in discussione in Senato che imporrebbe il divieto di registrazione dei processi: "Io vorrei conoscere il responsabile di questa iniziativa" che avrà anche l'effetto di "impedire in futuro documenti istituzionali e storici, per la ricerca storica. Nel senso che quell'elenco enorme di processi registrati riguarda la storia". La storica battaglia radicale per la pubblicità degli atti istituzionali

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella inizia commentando il provvedimento governativo in discussione in Senato che imporrebbe il divieto di registrazione dei processi: "Io vorrei conoscere il responsabile di questa iniziativa" che avrà anche l'effetto di "impedire in futuro documenti istituzionali e storici, per la ricerca storica. Nel senso che quell'elenco enorme di processi registrati riguarda la storia". Quanto all'individuazione del responsabile, "avevo pensato che fosse un noto magistrato, ormai da quattro legislature parlamentare della destra, Centaro. Poi ora viene fuori che l'iniziativa non è sua. Lui dice solo di essere contrario ad abolire questa norma che gli è stata trasmessa dalla Camera dei deputati". "L'unica cosa che si dice è che questa è stata iniziativa del Governo in quanto tale, nell'ambito di un maxi-emendamento". Il Presidente della Repubblica e la legittimità dei maxi-emendamenti. "In tutti i siti, a partire da RadioRadicale.it, l'elenco inaudito di processi registrati, questo patrimonio immenso, ci sarà. Così tutti possono andare a vederselo, e se lo vedono ci ritrovano - quantomeno le persone di media età - buona parte della storia d'Italia in quei processi, al di là di come si concludono". La storica battaglia radicale per la pubblicità degli atti istituzionali: "Ricordiamo che Radio Radicale ha finalmente permesso ai cittadini italiani di realizzare la conoscenza degli atti parlamentari. Quando siamo arrivati in Parlamento, ricordo che la mattina successiva al dibattito scendevo per andare all'archivio e lì c'era, dopo 30 ore, il verbale del dibattito. Ma sai a che punto arrivavamo? Che avevamo fatto un conto, e al massimo - oltre alle biblioteche abbonate per ragioni di ufficio - c'erano al massimo 300 possibili abbonati che potevano conoscere quello di cui che si era dibattuto. Allora notammo anche un'altra cosa: che una delle cose che andavano in prima pagina nella stampa post-fascista erano proprio i pastoni di cronaca dal Parlamento, ed erano scomparsi perche lì ovviamente molto spesso gli attori erano quelli dell'opposizione. E lì abbiamo dovuto lottare: avevamo proposto delle forme di pubblicità, l'invio a tutte le facoltà universitarie ed altro. Finché non abbiamo commesso quell'atto di pirateria, con il quale Radio Radicale - attraverso radio aula interna - trasmetteva e ha trasmesso. E quello è stato sicuramente un momento di grande tensione creativa. Tra l'altro allora non avevano ancora peggiorato i regolamenti, quindi i dibattiti erano molto più veri ed aperti; erano documenti belli, da seguire, spettacolari. Poi ovviamente hanno cambiato i regolamenti, e quella è una cosa che caratterizza tutta la nostra storia: tutto quello che è ufficiale, che deve essere pubblico, diventa clandestino. Non solo noi, che quando azzecchiamo in termini di pubblicità uno slogan, un obiettivo, sappiamo che nel momento in cui lo rendiamo pubblico di fatto lo rendiamo clandestino"
    17:09 Durata: 17 min 41 sec
  • Il Consiglio Generale del Partito Radicale Transnazionale: "Il mondo libero si è trasformato in un mondo di 'democrazia reale', intendendo per ciò che così come - di fronte alla nobiltà socialista - il socialismo reale si è risolto in crimini contro l'umanità, così credo che la democrazia reale stia, soprattutto dal 2000, manifestandosi come il contesto all'interno del quale occorre operare. Questa cifra comune a questo decennio crea una situazione di particolare difficoltà per il Partito Radicale transnazionale, sorto in un contesto completamente diverso"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il Consiglio generale del PRNTT e la mozione adottata all'unanimità: "Nell'ultimo decennio, dopo che è venuto alla luce il connotato storico e umano del 'socialismo reale' rispetto ai vari socialismi e comunismi, possiamo ormai parlare del mondo libero che si è trasformato in gran parte in un mondo della 'democrazia reale', intendendo per ciò che così come di fronte alla nobiltà socialista il socialismo reale si è risolto in crimini contro l'umanità, così credo che la democrazia reale stia, soprattutto dal 2000, manifestandosi come il contesto all'interno del quale occorre operare. Questa cifra comune a questo decennio crea una situazione di particolare difficoltà per il Partito Radicale transnazionale, sorto in un contesto completamente diverso. Dovremmo ricordare che noi abbiamo ottenuto in Ungheria, nel cuore dell'Europa del 'socialismo reale', prima della caduta del Muro di Berlino e di uno dei due imperi, di poter vedere ospitato un Congresso del Partito Radicale". "Noi decidemmo di chiedere l'ipotesi di Budapest, perché mentre ritenevamo quasi certo che a Zagabria in Croazia avevamo potuto farlo, all'ultimo momento venne fuori che Besic, presidente croato, si era in fondo rassegnato a impedire, a non ottenere l'autorizzazione per noi a fare il Congresso a Zagabria. Andammo lì e ci fu un congresso di straordinaria singolarità visto che eravamo in pieno 'Patto di Varsavia'. Oggi dobbiamo renderci conto che allora concorrevamo al nuovo volto della storia; uno dei due schieramenti che si affrontavano e che avevano trovato in Yalta una possibilità di convivenza, crollava con il trionfo oggettivo dell'altro". Il carattere della transnazionalità del Partito Radicale: "Basta ricordare che noi abbiamo avuto segretari del partito non italiani. Il primo addirittura fu Jean Fabre, che creò qualche problema al carissimo Presidente Pertini. Perché noi lo eleggemmo, ma lui era nientepopodimeno che ricercato dall'Interpol perché non solo era un obiettore di coscienza in Francia ma era anche dichiarato disertore. A questo punto si avvicinava il 2 giugno e noi stavamo facendo questa bella battaglia contro lo sterminio per la fame nel mondo, e usavamo il 2 giugno - la festa al Quirinale - per questa battaglia. Quando fecero presente a Pertini che non poteva riceverlo perché era un 'disertore' per pacifismo e nonviolenza, lui cercò di trovare un sistema; non lo trovò e Jean Fabre andò lì e l'Interpol non lo arrestò. Poi abbiamo avuto Olivier Dupuis. Quindi già il Partito praticava la transnazionalità". Il nuovo contesto di 'democrazie reali' e il tipo di organizzazione internazionale che costituisce "la replica di una cosa che con particolare eloquenza e durezza Churchill denunciava. La Società delle Nazioni, dopo la pace di Versailles, si era costituita con criteri di nuovo diritto democratico che erano perfetti, e Churchill diceva infatti: non è che questa Società delle Nazioni non avesse ottimi documenti istitutivi, ma i Paesi che li avevano proposti non avevano avuto la forza di applicarli, divenendo in realtà gli eredi della società europea preesistente alla Società delle Nazioni che quindi diveniva una componente del caos che doveva precedere la seconda guerra mondiale. Lo citiamo molto perché Churchill aggiungeva quel che noi aggiungiamo: se non vogliamo correre lo stesso rischio, d'urgenza dobbiamo far sì che l'Onu attui e sia coerente con le sue dichiarazioni costitutive". L'enfasi di Churchill sugli Stati Uniti d'Europa
    17:27 Durata: 9 min 19 sec
  • "In vista di un altro Consiglio Generale che terremo nella prima decade di settembre, il compito è quello di armare di conoscenza e di fornire le possibilità tecniche per difendersi alle vittime degli Stati, in base alla legalità internazionale che difende i diritti umani". Un'operazione di "animazione della giurisprudenza internazionale"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    "Noi ci siamo trovati ad avere una condizione straordinaria, essendo riconosciuti come Ong di prima categoria presso le Nazioni Unite. Ma quando lo siamo stati, era un connotato che esisteva solo per il mostro sacro del sindacato mondiale". "Negli ultimi otto anni è successo che la 'democrazia reale' è stata generosissima sul fronte dei diritti umani, tanto è vero che se andiamo a vedere l'elenco delle Ong, delle associazioni che si occupano di diritti umani - essendo sovvenzionati - ci accorgiamo che questo è un business molto stimato dalla 'democrazia reale'". "Abbiamo addirittura messo nella nostra mozione una citazione testuale di una cosa recente: l'8 maggio 2008 il Parlamento europeo, approvando il rapporto annuale di Marco Cappato sui diritti umani, ha deliberato che 'il Parlamento europeo considera che la nonviolenza costituisce lo strumento più adeguato per il pieno godimento, l'affermazione, la promozione e il rispetto dei diritti umani. Ritenendo necessario che la sua diffusione divenga obiettivo prioritario nella politica di promozione dei diritti umani e della democrazia da parte dell'Ue'. Questo è stato votato nel maggio 2008; da allora il Parlamento stesso non ha destinato un solo euro a questo obiettivo che il Parlamento affidava alla Commissione, al Consiglio e agli organi giurisdizionali". "Siamo nel 2010 e nemmeno una lira è stata stanziata né nel settembre del 2008, né in quello del 2009 e presumibilmente finora nemmeno nel 2010. Mi pare un fatto fondamentale perché molto preciso". Considerato pure che il Partito Radicale è "l'unico partito al mondo che sostiene questo e lo vive. Cappato come tale era già celeberrimo lì e alla fine socialisti, comunisti, conservatori hanno votato questo testo. Risultato: il Consiglio Generale denuncia che per l'Unione europea questa importante sia restata e resta tutt'ora lettera morta. Cosa succede? Noi abbiamo deciso come Consiglio Generale - con l'apporto del professore Cesare Romano - di innovare l'indicazione degli obiettivi e dei metodi che noi dobbiamo usare nella lotta sempre più dura e difficile, nel clima in cui la democrazia reale è connivente e complice con tutti gli Stati totalitari che girano per il mondo. L'indicazione è questa: noi siamo stati - come Radicali - riconosciuti come coautori, politicamente non essendo noi una istituzione, del passaggio dal diritto internazionale a una giurisdizione internazionale, anzi, ad una serie di giurisdizioni. Perché già nel 1992 chiedemmo quella ad hoc per la Iugoslavia e poi alla fine degli anni 90 c'è stata anche la costituzione della Corte penale internazionale". Quest'ultima "funziona anche molto bene", ma "in realtà la caratteristica di queste giurisdizioni è una sola: la gente comune, il popolo, non ce la fa, non è informata, non è in condizione di difendere i propri diritti fondamentali. Allora a questo punto la fase del Partito radicale significherà questo: rapidamente, in vista di un altro Consiglio Generale che terremo nella prima decade di settembre, il compito è quello di armare di conoscenza e di fornire le possibilità tecniche per difendersi alle vittime degli Stati, in base alla legalità internazionale che difende i diritti umani". Un'operazione di "animazione della giurisprudenza". "Io sono piuttosto convinto che quando le idee non sono metafisiche, ma sono fondate su una teoria di fatti, forse queste idee prima o poi si rivelano per quello che sono: non dati minoritari, ma iniziative e idee anche di piccolissime minoranze il cui interesse oggettivo però è quello del Terzo Stato". "In parte noi stessi come Partito, in alcune nostre componenti abbiamo potuto usufruire del fatto che il potere internazionale seconda il business dei diritti umani, e abbiamo così potuto fare per esempio quella splendida battaglia in corso di Non c'è Pace senza Giustizia sulle mutilazioni genitali femminili; a proposito della quale in occasione della prossima assemblea generale contiamo non già di ottenere un rafforzamento della moratoria sulle esecuzioni capitali che due anni fa ottenemmo, ma invece di far passare la moratoria che riguarda le mutilazioni genitali femminili e quindi più di mezzo miliardo di persone"
    17:36 Durata: 14 min 29 sec
  • Ancora sul Consiglio Generale: "Mi è parso - come Presidente del Senato - che a questo punto o si arriva in quest'anno, a novembre, a fare finalmente il 39esimo Congresso, altrimenti per quel che riguarda me l'argomento è chiuso. Per fare questo ci vogliono almeno due Consigli Generali in 5 mesi: Consigli Generali importanti come qualità ma anche come quantità di partecipazioni. Questo primo passo, trasmesso anche in diretta, ha dimostrato di essere un passo che ha funzionato"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La presenza e la vitalità di questo Consiglio generale del PRTNN. "Avevamo avuto l'astuzia e anche un riflesso di colombe della nonviolenza di approvare una norma statutaria che rendeva possibile la piena legalità statutaria del Partito attraverso l'attribuzione dei poteri del Segretario - che poteva essere eletto solo dal Congresso - fossero di un Senato costituito ad hoc; si configurava quindi l'ipotesi che non ci fosse segretario eletto ed altro. Però dopo 7 anni, essendo arrivati al 38esimo congresso del Partito radicale - avevamo quasi raggiunto il Partito socialista che era stato costituito 100 anni prima - il problema era grave. Tanto che anche io mi chiedevo quanto fosse prudente puntare sul Partito, mentre magari Non c'è Pace, Nessuno Tocchi Caino, etc., sembravano più consone nella nuova situazione, più capaci di usare le contraddizioni dell'attuale situazione. Comunque mi è parso - come Presidente del Senato - che a questo punto o si arriva in quest'anno, a novembre, a fare finalmente il 39esimo Congresso, altrimenti per quel che riguarda me l'argomento è chiuso. Per fare questo ci vogliono almeno due Consigli Generali in 5 mesi: Consigli Generali importanti come qualità ma anche come quantità di partecipazioni. Questo primo passo, andato in diretta, ha dimostrato di essere un passo che ha funzionato". Pannella passa in rassegna alcune delle più importanti iscrizioni al Partito radicale nonviolento, transnazionale e transpartito, arrivate proprio in queste 48 ore. "Vi sono stati alcuni interventi, per esempio uno degli ultimi, di un medico molto militante, di un'organizzazione che ha lavorato già molto con Non c'è Pace senza Giustizia; e lui, Morissanda Kouyaté, ha sottolineato: 'Ma pensa che sono anni che lavoriamo bene insieme, e non avevo immaginato che dietro ci fosse un Partito come questo. Lui ha fatto un'apologia del Partito, con toni che hanno impressionato tutti quelli che hanno ascoltato". "Abbiamo sicuramente riscontrato: uno, precisione di un obiettivo immediato, ovvero la promozione politica del ricorso alle giurisdizioni internazionali organizzate".Una rinnovata attenzione del PRTNN nei confronti dell'Africa? "Questo Consiglio Generale si è tenuto in un momento - e lo avevamo previsto, perché questo poteva nuocerci - in cui almeno 10-15 militanti di Npwj sono lì in Africa impegnati in due tre convegni di grande importanza; contemporaneamente c'è un progetto in corso di Nessuno Tocchi Caino. Quindi in modo non evidente c'è stata una continuità magari non evidente del nostro lavoro in Africa, e adesso ci accorgiamo che ritorno c'è al di là di quello che potevamo sperare"
    17:51 Durata: 17 min 52 sec
  • "Noi siamo poche persone ma comuni, nel senso che possono essere prese come campione della popolazione. Noi, che sia Welby che sia il finanziamento pubblico dei partiti, il regime ha il bisogno assoluto di clandestinizzare e nascondere la nostra storia". "E' un connotato esplosivamente evidente: noi siamo l'unica forza nei confronti dei quali il regime si preoccupa di farne scomparire i volti, le parole"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'obiettivo resta dunque quello "difficilissimo" di "far esplodere quantitativamente il numero di donne e di uomini che fanno ricorso a questa giustizia, ovviamente in polemica con le 'non giustizie' nazionali". "Ci troveremo ancora una volta come qualcosa che rischia di apparire come una piccola etnia, i Montagnard, molto bravi a combattere e resistere. Non siamo questo perché un'etnia è storicamente chiusa, ma appunto questa battaglia ha sì vocazione maggioritaria. Che poi è in obiettivi politici ritenuti improbabili, troppo ambiziosi, ma che non siano fondati non sulla dea Ragione, non alla razionalità o alla ragione, ma sulla ragionevolezza". "Noi siamo poche persone ma comuni, nel senso che possono essere prese come campione della popolazione. Noi, che sia Welby che sia il finanziamento pubblico dei partiti, il regime ha il bisogno assoluto di clandestinizzare e nascondere la nostra storia". "E' un connotato esplosivamente evidente: noi siamo l'unica forza nei confronti dei quali il regime si preoccupa di farne scomparire i volti, le parole. E questa è una condizione che noi dobbiamo sempre più avere la capacità di documentare, perché se questo è vero dovremo essere in grado di trarne alcune conseguenze". Il concetto di diritto naturale. "Ho la presunzione di dire che il Partito è andato oltre la definizione teorica di questa condizione che abbiamo evocato. Mentre i 'laudatores', gli evocatori del diritto naturale sono quelli per cui il diritto naturale è una monade che sta lì fuori ed è sempre la stessa, noi invece parliamo di diritti naturali storicamente acquisiti". "Noi parliamo dei diritti naturali storicamente acquisiti e non quelli decantati dai custodi di questi diritti che si ritengono come pepite e ogni tanto vengono fuori a dire: 'Il diritto naturale è questo'"
    18:09 Durata: 9 min 20 sec
  • La situazione italiana di "sfacelo istituzionale". Nel ceto di potere, "se esiste sicuramente una percentuale che si disamora quindi della vita e cade, poi c'è un'altra percentuale che si disamora di se stesso, di come è stato e delle cose che ha sperato, e allora a questo punto continua a fare la professione del politico, ma avendo perso quegli slanci di rigore, di speranza, di onestà, di palingenesi e poi allora vengono le cronache odierne"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La situazione italiana: "E' uno sfacelo istituzionale". Ma la situazione di sfacelo ritorna ciclicamente, dopo ad esempio l'inizio degli anni 90? "Il problema è che quella situazione si sfacelo la si è curata sulla sintomatologia molto più che arrivando alle cause del male, e quindi il male adesso si ripresenta sempre più inarrestabile. Perché sempre più in una condizione nella quale il ceto di potere, l'antropologia del potere, non riesce minimamente. Vediamo sul carcere, sulla giustizia; ho sentito delle relazioni importanti anche al Consiglio Generale sul fatto che dobbiamo renderci conto che la giustizia dell'infame fascismo e il carcere fascista sono dei miraggi di civiltà confrontati alla effettiva barbarie materiale della giustizia degli ultimi decenni e di oggi". "Questa cosa di Radioradicale è semplicemente un sintomo di imbecillità". "I diritti naturali infatti sono storicamente acquisiti nella consapevolezza della gente comune", "malgrado la cultura bombardata della quale parlava oggi Bernabei". Pannella si collega infatti a una intervista apparsa domenica sul Corriere della Sera, un altro sintomo dello "sfacelo istituzionale": "Una intervista 'favolosa', no? In realtà lui cosa dice? Che i guai di un governatore della Banca d'Italia, Fazio, oppure dell'apparato ecclesiastico per il caso della pedofilia, sono dovute a congiure dei potentati finanziari giudaici o protestanti. Quando uno sta a questo punto". "In questi giorni infatti torna il caso Ior, e di nuovo con Maurizio Turco. Io dicevo, qualche decennio fa, che 'qui la sinistra sociale e politica sicuramente arriva a concorrere con la Chiesa come le massime proprietà immobiliari che esistono nel nostro Paese'. Allora dicevo che 'concorrevano'". "E'indubbio che la casta è quello che dicevo: quando una parte dell'umanità, della nostra società, si trova a dovere constatare che le cose che sono state più care si rivelano - o sembrano rivelarsi - esattamente il contrario, come forze criminogene, etc., sono convinto che ci sono anche persone che ci muoiono di questi dolori, che ci sono crepacuori di questo tipo. Quando la gente ha creduto nella propria intimità in un valore, in una speranza, nell'Unione sovietica, etc., non mi importa, e ha combattuto e dovuto convincere altri, a mio avviso direbbe Enzo Tortora: 'Esplodono delle bombe atomiche dentro'. Se esiste sicuramente una percentuale che si disamora quindi della vita e cade, poi c'è un'altra percentuale che si disamora di se stesso, di come è stato e delle cose che ha sperato e allora a questo punto continua a fare la professione del politico, ma avendo perso quegli slanci di rigore, di speranza, di onestà, di palingenesi e poi vengono le cronache", con le "notizie - dalla Puglia ad esempio - di persone che storicamente sono le più vicine a un leader politico rivoluzionario o meno, ma riformatore, di quelli che con Pajetta accusavano i democristiani di essere forchettoni, sicurissimamente Massimo D'Alema"
    18:18 Durata: 18 min 51 sec
  • "Il problema non è quello se si debba o meno fare fuori la Grecia; per la verità la Grecia non doveva essere ammessa. Io ai tempi di Ciampi dicevo che ammettere l'Italia, che era al 120 per cento del Pil invece che al 60 - senza impegni - era di un'imprudenza senza pari. In fondo se avessimo avuto a livello europeo un minimo di cultura altra rispetto a quella partitocratica, non avremmo avuto quelle eccezioni fatte per Belgio e Italia"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La situazione delle finanze pubbliche italiane ed europee. "Da 30 anni il debito pubblico è una mia idea fissa". "Oggi Marco Cappato ha notato che il problema non è quello se si debba o meno fare fuori la Grecia; per la verità la Grecia non doveva essere ammessa. Io ai tempi di Ciampi dicevo che ammettere l'Italia, che era al 120 per cento del Pil invece che al 60 - senza impegni - era di un'imprudenza senza pari. In fondo se avessimo avuto a livello europeo un minimo di cultura altra rispetto a quella partitocratica, non avremmo avuto quelle eccezioni fatte per Belgio e Italia; ma mentre il Belgio aveva già un piano di rientro, in Italia non c'era alcun piano". A proposito di pensioni e indebitamento pubblico, "io spero che domani il Governatore Mario Draghi dica qualcosa in proposito". L'offensiva di Repubblica, quella di Carlo De Benedetti… e il Pd? "Ichino e Cazzola hanno fatto interventi di grande importanza e con il plauso nostro, non per un fatto meccanico, ma siccome la nostra impostazione è presente oggi in Parlamento con le firme di Cazzola e di Ichino - oltre che quelle dei nostri parlamentari - e i loro interventi sono stati interessanti, sia uno che l'altro molto autorevoli". "Non dimentichiamoci che d'un tratto è scomparso il discorso istituzionale" dai media e dall'agenda politica, nota Pannella: il federalismo fiscale da una parte, dall'altra il programma di riforma di legge elettorale per l'opposizione
    18:37 Durata: 9 min 12 sec
  • Walter Veltroni, la Commissione antimafia, Pio La Torre e Marco Pannella

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    I duellanti nel Pd, D'Alema al Copasir e Veltroni alla Commissione Antimafia: "Proprio con La Torre, nei nostri primi anni in Parlamento, ricordo una intesa chiarissima con un mio intervento durissimo, perché c'era una relazione da 8 anni della prima Commissione Antimafia e non si discuteva. E allora, mentre io parlavo, ho visto che lui assentiva e ho colto l'occasione perché restasse a verbale: 'La Torre lo so che sei d'accordo - dissi - vediamo se possiamo, etc.'. Poi dopo un anno La Torre è tornato a casa e ci è restato, poverino". "Io sono convinto che se avessimo 10 ascoltatori, dei quali 4 giovanissimi, 6 invece divisi tra terza e quarta età, queste cose che sono di storia sono sicuro che sia proprio ai 4 giovani che interessano di più, perché è la loro storia, mentre i coetanei e i coevi possono essere influenzati dai loro riflessi del tempo".
    18:46 Durata: 3 min 53 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'agenda radicale della prossima settimana. Il convegno di Kampala sulla Corte penale internazionale. La vicenda della pubblicità delle registrazioni dei processi di Radio Radicale: "Nel vuoto di politica e di grandi ambizioni, si fa strada l'imbecillità, la capacità di intendere e di volere di un corpo istituzionale, perché questa non è una cosa tipica del solo individuo ma può essere trasferita anche a realtà sociali e istituzionali". Il bisogno di capire i giudizi sulla manovra e le posizioni "molto diverse" dei sindacati. La situazione europea.
    18:50 Durata: 10 min 55 sec