11 GIU 2010
intervista

Secondo natura? Scienza, diritto e morale tra determinismo e libertà

SERVIZIO | di Emiliano Silvestri - Torino - 17:22 Durata: 34 min 36 sec
A cura di Delfina Steri
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Convegno a Torino dal 3 e 4 giugno 2010.

La prima sessione dedicata al diritto: la natura può diventare norma? Il metodo, le motivazioni e i temi del convegno nelle parole di uno dehli organizzatori: Luca Savarino, ricercatore in Filosofia politica e professore aggregato di bioetica all'Università del Piemonte Orientale.

Le interviste ai relatori Mario Dogliani, Francesco Viola e Luciano Patruno.

Registrazione audio di "Secondo natura? Scienza, diritto e morale tra determinismo e libertà", registrato a Torino venerdì 11 giugno 2010 alle 17:22.

Sono intervenuti: Luca Savarino (ricercatore di
Filosofia politica e professore aggregato di Bioetica all'Università di Torino), Mario Dogliani (docente di diritto costituzionale all'Università di Torino), Francesco Viola (ordinario di Filosofia del diritto all'Università di Palermo), Luciano Patruno (ricercatore in diritto costituzionale all'Università di Bari).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Bioetica, Etica, Filosofia, Medicina, Religione, Ricerca, Scienza.

La registrazione audio ha una durata di 34 minuti.

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  • Luca Savarino

    ricercatore di Filosofia politica e professore aggregato di Bioetica all'Università di Torino

    Il convegno fa seguito ad un altro: "Laicità della ragione e razionalità della fede" tenuto due anni fa dalle stesse organizzazioni. Ieri come oggi con l'idea di far incontrare Laici e credenti, protestanti e cattolici, in una prospettiva di dialogo e approfondimento scientifico sui temi della laicità. Oggi la discussione ruota attorno al ruolo della natura come fondamento delle norme morali, ancora cercando di rispondere al diffuso bisogno di norme, che la ragione laica ricerca dopo il crollo di molte certezze del passato. Quattro le sessioni del convegno: DIRITTO: Può la natura diventare norma? SCIENZA: Esiste il pericolo di riduzionismo? TEOLOGIA: Verso una biologizzazione del cristianesimo? FILOSOFIA: Come pensare la natura umana? Sullo sfondo, mentre sembra svanire il confine tra naturale e artificiale, la tensione tra la messa in discussione della natura come fondamento stabile e l'evocazione, con tratti talvolta autoritari, della stessa natura come fondamento di norme etiche.
    17:22 Durata: 4 min 47 sec
  • Mario Dogliani

    docente di diritto costituzionale all'Università di Torino

    Nella millenaria storia giuridica, si coglie un'oscillazione. Qualche volta prevale il diritto positivo (politico, volontaristico e artificiale) altre volte prevale invece il giusnaturarilsmo. Oggi c'è un ritorno del giusnaturalismo (natura come fondamento del diritto). Questo avviene in modo evidente (diritti naturali) e nel modo invece tacito con cui la scienza economica "pretende" di poter fornire una descrizione della società dotata di forza normativa. Di fronte a pretese esterne al diritto positivo vigente il legislatore risponde con l'approvazione di leggi permissive; il giurista attraverso l'interpretazione del significato delle norme in vigore.
    17:26 Durata: 9 min 42 sec
  • Francesco Viola

    ordinario di Filosofia del diritto all'Università di Palermo

    Una comunità politica degna di questo nome ha bisogno di un ordine delle libertà; laddove esista un ordine comunque sia, la natura diventa rilevante. Tutte le culture - cioè i modi di rappresentarsi la vita dell'uomo sulla terra - e le religioni hanno una pretesa di verità. L'incontro tra le culture può dunque produrre scontro o dialogo. Nel clima di confronto culturale, il diritto modifica il suo significato rispetto al tempo in cui codificava l'ordine del sovrano in un clima etico-culturale omogeneo e indiscusso. Oggi non può più rappresentare il diritto della maggioranza (l'odierno sovrano) che mortificherebbe il pluralismo. Come amministrare il pluralismo? Attraverso la pratica della deliberazione ragionevole, che trasforma il diritto da principio sovrano in linguaggio dell'interazione sociale. Ne risulta un consenso che necessità però di qualcosa di più del consenso per intersezione rawlsiano; un consenso non generico ma inequivocabile perché qualificato dalle ragioni che lo motivano.
    17:36 Durata: 12 min 35 sec
  • Luciano Patruno

    ricercatore in diritto costituzionale all'Università di Bari

    Perché si torna a voler far derivare dalla natura il diritto? Oltre 30 anni dopo Bobbio: "contrario allo spirito dei tempi l'appello alla natura", il giusnaturalismo è tornato di gran moda. Per due diverse ragioni: da una parte il diritto ha perso i suoi tradizionali punti di riferimento; dall'altra si sono sviluppate le "scienze dure" con il loro approccio naturalistico-scientifico ai problemi. I "maestri del sospetto" avevano messo in dubbio che potesse esistere un diritto di natura universale valido per tutti; il giusnaturalismo, in forma empirica (natura delle cose) e nella sua versione neoclassica o neotomistica (che si richiama alla dignità della persona) ripropongono ora la questione. Il dialogo tra un ufficiale della Wermacht e un collega dell'Armata rossa sul comune determinismo delle rispettive ideologie. Il campo di concentramento, come esito della rinuncia al principio di legalità da parte dello Stato di diritto. Produrre un diritto non biopolitico, e rispettarlo, per consentire di sopravvivere a chi vuole vivere.
    17:49 Durata: 7 min 32 sec