13 GIU 2010
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 17:12 Durata: 1 ora 53 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 13 giugno 2010 , condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 53
minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.

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  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    L'assemblea delle associazioni radicali locali a Torre Argentina. La settimana politica: le intercettazioni e tutto il resto
    17:12 Durata: 1 min 10 sec
  • Giuliano Ferrara e la sua posizione sulla questione intercettazioni: "Se te ne occupi per 20-30 anni perché ti interessa, allora puoi arrivare - per la forza della tua convinzione maturata - ad avere posizioni che altri non assumerebbero, ma se a un certo punto arrivi all'ultimo, sono gesti che non vanno fatti. Il valore dell'esperienza come fatto interiore è quello che manca in qualche misura allo stesso Berlusconi, che se pure intende fare il liberale, poverino nessuno l'ha mai fatto davvero con lui e lui non sa nemmeno di che si tratta"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella: "Questa settimana, a parte alcuni impegni che ho avuto, ho seguito meno ancora del solito i giornali e le rassegne stampa di questi giorni. Perché riannodare il lavoro, l'attività e la struttura del Partito, come si è deciso al Consiglio generale e con le scadenze che conosciamo di settembre e novembre, richiede molta azione ma anche riflessione e contatti. Quindi proclamo di essere stato un po' latitante da questo punto di vista". "L'attualità mi pare peraltro, rispetto a tre-cinque settimane fa, se la guardiamo come un affresco, ho proprio l'impressione che ci siano state poche pennellate nuove nella realtà italiana ed europea. Per il momento va - anzi non va - senza neppure grosse contraddizioni. Tra l'altro Giuliano Ferrara, lui ha i furori dell'artista: davvero è un piacere seguirlo nelle sue evoluzioni, involuzioni e nel suo stile. E ogni tanto, per fortuna, ha anche elementi di gravità che fanno riflettere senza essere troppo influenzati dal virtuosismo". "Ora, da par suo, da un paio di giorni va controcorrente e dice: 'Ma cos'è questa storia delle intercettazioni. Ma sbaglio o a questo punto l'essere liberali è difendere la persona, la privacy, difendere rispetto allo Stato gli elementi di libertà e discrezione?'. Anche se in questo c'è del vero, è anche vero che proprio da parte liberale si è sempre sottolineato come chi ha responsabilità pubbliche. E' stato invocato per i cittadini, a lungo, per decenni, il diritto di essere ignorati. Io infatti mi preoccupai un pochino e lo dissi, che cos'ì com'era partita la privacy con il primo Commissario garante della privacy - che era Stefano - sembrava praticamente preoccupato soprattutto di questo, mentre io ero resto preoccupato del fatto che chi ha responsabilità politiche non può essere privato della sua libertà e della sua responsabilità". Gli atteggiamenti di Silvio Berlusconi, anche sulla scena internazionale: "Già da un po' di tempo dico che occorre che forse coloro che gli vogliono bene raddoppino l'attenzione; sarebbe utile per tutti, per Berlusconi e tutti noi". "Ferrara dice una cosa e va controcorrente. In genere, Giuliano, vai controcorrente però in genere contro i deboli, non contro il potere. Vai controcorrente i critici - giustificati o no - del potere". "Ma perché questo è importantissimo? Perché ho pensato questo: quando tu Giuliano facesti quella sparata sulla Englaro - portare l'acqua a una persona che se l'avesse assunta in quel modo sarebbe morta tra l'altro, tutte queste cose 'da Radicali'; una volta anche lui ha fatto un suo sciopero della fame - però in quella occasione volevo dirti che uno non può a un certo punto una battaglia, portandola ai limiti stilistici". "La radicalità è cosa diversa da atteggiamenti 'da radicali' come vengono detti, e infatti la 'sinistra radicale'". "Il problema era che lui (Ferrara) a quel punto dava un valore a quel momento - poi devo dire che il Paese non se n'è accorto visti i risultati elettorali - e lì mi sono detto: ma su una cosa del genere, se te ne occupi per 20-30 anni perché ti interessa, allora puoi arrivare - per la forza della tua convinzione maturata - ad avere posizioni che altri non assumerebbero, ma se a un certo punto arrivi all'ultimo, sono gesti che non vanno fatti. Il valore dell'esperienza come fatto interiore è quello che manca in qualche misura allo stesso Berlusconi, che se pure vuole fare il liberale, poverino nessuno l'ha mai fatto davvero con lui e lui non sa nemmeno di che si tratta. Allora Ferrara viene e prende questa posizione. Allora Giuliano vorrei dirti: è vero, ma come scriveremo nella 'Peste italiana', io già a metà degli anni Sessanta avevo una fissa e mi chiedevo: 'Ma com'è possibile?'; sulla base del dibattito fatto nella Costituente sul valore morale della persona, in occasione dei dibattiti su calunnia e diffamazione, non solo i vecchi nobili antifascisti su questo sono intervenuti dicendo che si può assassinare (fisicamente) una persona anche attraverso la diffamazione e la calunnia. Poi abbiamo avuto il nostro compagno, Enzo Tortora, che disse: 'Mi è esplosa una bomba dentro' e c'era qualcosa di vero visto che oggi è pacifico che in quelle situazioni di stress non ci sono processi immunologici adeguati. Già allora ero fissato da un fatto. Quattro mesi dopo l'approvazione della Costituzione, viene una legge di applicazione della Costituzione che stabilisce che per i reati di stampa, di diffamazione e connessi, c'è nientepopodimenoche un 'rito speciale', specialissimo, che stabilisce che entro tre mesi ci vuole l'udienza, che l'istruttoria è dibattimentale". L'evoluzione di Magistratura democratica e il rapporto con i Radicali
    17:13 Durata: 20 min 27 sec
  • Ancora su Ferrara e le intercettazioni: "Questa, nell'ambito delle cose della giustizia, è una delle cose che hanno occupato la maggior parte del mio impegno quotidiano per anni e non è mai smesso per tutto". "E' vero, se si tocca questo, se si tocca l'identità, la diffamazione, se non si guarda questo - in un regime - per una forza politica, per una testata giornalistica, non lo guardi più per un popolo. Ed ecco che guarda caso tutto quanto esplode, perché in effetti non c'è la difesa per la diffamazione"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    "Uno non si può inventare a un certo punto una convinzione molto importante, quella che ti urge, ti fa intervenire in modo singolare rispetto a tutti quanti gli altri. Perché io posso dire che forse questa, nell'ambito delle cose della giustizia, è una delle cose che hanno occupato la maggior parte del mio impegno quotidiano per anni e non è mai smesso per tutto. Dicevo: ma come è possibile? Ma almeno, se è tutto fuori legge, fate un decreto e dite che è per rito ordinario, altrimenti non si capisce più!". Dopo la Seconda Guerra mondiale "venivamo da un mondo - quello comunista, quello nazista, quegli altri - nel quale era vero che si assassinava attraverso la diffamazione. In quegli anni frequentavo Ignazio Silone, l'associazione per la Libertà della cultura, Nicola Chiaromonte, e quindi c'erano un pochino delle ipersensibilità su questo, sulla intangibilità dell'immagine". "Abbiamo lavorato su quello costantemente; mi sentivo costretto a intervenire sulle cose più atroci che capitavano soprattutto per la gente comune. Lo dico a Giuliano, per far capire con quale stato d'animo intervengo su questo". Il processo del 7 aprile. "E' vero, se si tocca questo, se si tocca l'identità, la diffamazione, se non si guarda questo - in un regime - per una forza politica, per una testata giornalistica, non lo guardi più per un popolo. Ed ecco che guarda caso tutto quanto esplode, perché in effetti non c'è la difesa per la diffamazione". Il libro di Micheletta, 'Il calvario dei diffamati', e la prefazione di Leone. "Ecco come arriviamo a questo. Avere ignorato il fatto che per 25 anni non si votava per le Regioni, non si votavano i referendum, si distruggeva la funzione del Senato, questa è davvero la nemesi storica. Perché quella è stata la cosa più smaccatamente incomprensibile. Perché per Costituzione il processo doveva durare solo tre mesi; l'istruttoria era dibattimentale, quindi che cosa li tenevano a fare i Procuratori se l'istruttoria non riguardava loro? Ma tutto questo è stato difeso come sono stati difesi sostanzialmente i Codici Rocco". "Giuliano, tieni presente. E' venuto fuori che accanto alla tua storia di tuo padre, io amavo Mario Ferrara, il papà di tuo papà. Ed è vero che lui dirigeva 'La nuova antologia', era stato avvocato nella settimana rossa di Ancona e liberale lo era già allora. Questa è la mia risposta: Giuliano, stai attento, è una sorta di ascesi con il tuo bello scrivere. A un certo punto, pur di scrivere qualcosa di bello e che colpisce, è come se smarrissi coscienza di te e degli altri. Adesso vuol fare quello che faceva già Togliatti nel 1952, quando diceva a Bruno Villabruna, segretario del Partito liberale: 'Ma che cosa hai scritto tu sul liberalismo? Tu sei un ignorante, un avvocaticchio. Siamo noi che semmai possiamo essere i continuatori di quelle cose, etc.'. Adesso tu magari vuoi quasi fare lo stesso discorso, che sul piano della difesa liberale della persona e dei diritti ti ergi contro i liberali di oggi che santificano comunque coloro che per educazione se ne fottono sia della privacy che della non privacy". "Giuliano, intanto ti ringrazio moltissimo dello scritto che mi hai mandato per il mio compleanno; siccome ne ho avuti alcuni molto belli come il tuo, tra l'altro è un mio alibi: devo ancora vivere abbastanza per corrispondere a questi giudizi che mi sono arrivati"
    17:33 Durata: 13 min 11 sec
  • L'atteggiamento del Pd sulle intercettazioni. Il dialogo con Ferrara e la figura di Stefano Rodotà

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Franco Marini e la sua dichiarazione sul mancato voto del Pd sulle intercettazioni: 'Avrei preferito che il mio gruppo mi indicasse di votare 'no' piuttosto che mi dicesse di uscire dall'aula'. Pannella: "Franco ha due cose di un periodo sindacale importante; ancora in quegli anni dei sindacalisti negoziatori, con capacità di farsi forte delle proprie condizioni per negoziare e concepire il meglio possibile, e Franco ha mantenuto questa capacità in politica". "Sergio Lepri, direttore per 20 anni dell'Ansa, aveva un senso della professione, del diritto, direi notevolmente liberale rispetto a quanto prodotto dal giornalismo ufficiale, soprattutto d'agenzia". L'Agenzia Italia scuola di giornalismo per Roccella, Iannuzzi, Spadaccia. "A mio avviso Giuliano ha, nella sua adolescenza e l'ha mantenuto sempre di più, un elemento di paura, di metus, della libertà come fatto negativo, dell'autorità come autorità che può essere autorità nel buono, della conservazione delle cose da garantire rispetto ai nuovismi (e credo che su questo non ci possa essere imputato di avere mancato)". Bordin: 'Io ho trovato un quaderno dell'Istituto Salvemini degli anni Sessanta che fa un convegno, molto interessante, intitolato: 'Contro le deviazioni del Sifer e le intercettazioni'. Inutile citare la battaglia di Iannuzzi e Scalfari sul Sifer. Tutta roba che fa parte del dna non solo del comunista, ma del liberale e del Radicale sì. Tu però hai sempre detto di essere stato contro De Lorenzo e i suoi fascicoli, ma oltre a questo c'è anche però quelle che tu rimproveri sempre a Stefano Rodotà: attenzione, non c'è soltanto un diritto a essere ignorati, ma anche quello a essere conosciuti'". Pannella: "Intanto secondo la nostra Costituzione immediatamente negata e soppressa, tanto che allora su questo nemmeno Luigi Saraceni corrispose un minimo quando io dicevo: avete un rito e giudicate in base a un altro rito; quindi è la negazione di tutto!". "Vorrei dire a Giuliano: è vero che è un disastro; stiamo attenti, sta franando tutto. Da una parte vengono fuori i magistrati ideologizzati, quelli assolutamente non con una visione liberale della forza degli onori e della servitù della magistratura; dall'altra il lassismo, il menefreghismo di destre, non si trova il bandolo per uscire da questa situazione". L'evoluzione delle posizioni di Stefano Rodotà. "Un invito a Giuliano Ferrara: parlane, approfondisci e davvero questa è cosa costitutiva della putrefazione della politica italiana"
    17:46 Durata: 13 min 37 sec
  • L'evoluzione di Repubblica. L'ennesimo viaggio di Berlusconi in Libia: "Il sodalizio dei dittatori è una politica estera e questa politica estera non è molto diversa da quella di nostri ministri degli Esteri già da tempo. Cioè su questo è d'accordo non solo Franco Frattini ma anche Massimo D'Alema"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito

    Repubblica e Pd dedicano forse troppa attenzione al tema delle intercettazioni? "Per quel che riguarda Repubblica, anche Carlo De Benedetti si è rassegnato e prova a fare politica come un poveraccio, facendo politica una volta da una parte, una volta dall'altra. E' successo a Carlo De Benedetti con Scalfari quello che era capitato ad Arrigo Benedetti con Scalfari. Benedetti era quello che aveva creato tutta la baracca dell'Espresso e poi uscì fuori drammaticamente con una scomunica su Israele. Carlo De Benedetti lo leggo una volta in un posto, una volta in un altro, interviene nella politica e quindi chapeau. Ma evidentemente perché anche lui, tra Repubblica e l'Espresso, non riesce ad ottenere ascolto e solidarietà". "Su Repubblica abbiamo sicuramente dei redattori e dei giornalisti di grande valore - e non parlo delle grandi firme -; io devo ringraziare Marco Politi che se ne è andato da Repubblica e oggi è più libero lì. Anche Zizola non ha più spazi". L'evoluzione, da un punto di vista giornalistico, di Repubblica. Gli esiti di un papato nato per la ricerca del "potere nel mondo": "A mio gli succede apparentemente l'opposto, gli accade un po' quello che succede a Berlusconi: gli eventi particolari reagiscono tutti e due. Non sono le loro iniziative che fanno i conti con le reazioni rispetto a loro, ma troppo spesso mi pare che anche il Papa vada avanti senza bussola, a navigazione a vista, cosa che purtroppo accade a Silvio". Berlusconi "si sta sclerotizzando nel peggio dei suoi riflessi": "C'è un dittatore che fa schifo a tutto il mondo nel Caucaso? Lui va lì, amico, e lo abbraccia e quando torna dice 'che splendido Paese, bisogna andarci'. Oggi sta in Libia". "Ma il Partito democratico può non discutere di politica? Perché non discute nemmeno dei problemi del lavoro e delle riforme; perché una volta parla Damiano, un'altra Ichino, su questo non c'è un fronte di lotta. Perché dire 'sto con i lavoratori' non significa nulla". "Il sodalizio dei dittatori è una politica estera e questa politica estera non è molto diversa da quella di nostri ministri degli Esteri già da tempo. Cioè su questo è d'accordo non solo Franco Frattini ma anche Massimo D'Alema". I rapporti, in passato, tra i Radicali, Marco Pannella e Massimo D'Alema
    18:00 Durata: 13 min 28 sec
  • L'emendamento nel testo sulle intercettazioni contro la pubblicità dei processi. Pannella racconta "la telefonata da un esponente che si era mosso come favorevole alla pubblicità dei dibattimenti, che dice: guarda, annullato tutto quello che abbiamo fatto, perché da Palazzo Chigi dicono che non se ne parla. Io spero che qualcuno ci ascolti, da Palazzo Chigi. Quindi la responsabilità è del Governo, non è cosa nata da Centaro o Contento, ma è una manovra di Governo"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Quanto all'astensione del Pd sul voto sulle intercettazioni Pannella dice: "Ho tanto l'impressione che ci sarebbero state magari piccole divisioni se fossero andati a votare". La vicenda della norma contro la pubblicità dei processi: "Alle 14e30, ero stato con Emma, avevo visto Donatella, avevo avuto notizie che tutto andava bene, nel senso di mantenere lo status quo. Esattamente dopo 20 minuti viene la telefonata da un esponente che si era mosso come favorevole alla pubblicità dei dibattimenti, che dice: guarda, annullato tutto quello che abbiamo fatto, perché da Palazzo Chigi dicono che non se ne parla. Io spero che qualcuno ci ascolti, da Palazzo Chigi. Quindi la responsabilità è del Governo, non è cosa nata da Centaro o Contento, ma è una manovra di governo"
    18:13 Durata: 5 min 7 sec
  • Lotta contro le mutilazioni genitali femminili e battaglia per l'attivazione concreta delle giurisdizioni internazionali a protezione dei diritti umani: l'iniziativa transnazionale dei Radicali

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'iniziativa radicale oggi: "Il vero problema innanzitutto è quello di riuscire a vedere se all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite si riesce - grazie alla tenuta di un grosso gruppo di Stati africani a favore della Corte penale internazionale - [] a porre un altro fatto epocale: il pronunciamento delle Nazioni Unite sulle mutilazioni genitali femminili. Contemporaneamente abbiamo da installare, tradurre anche in parole e testi, questa nuova battaglia storica che abbiamo deciso di combattere in occasione del Consiglio generale, quella di passare a fare di decine di milioni di persone che hanno i loro diritti umani sicurissimamente offesi, ma che proprio per le loro condizioni e per il carattere oligarchico dei partiti nel mondo, siamo in una situazione nella quale abbiamo conquistato le giurisdizioni ma queste ultime non sono atte, non sono agite. Perché per definizione queste persone non lo sanno nemmeno, non hanno gli strumenti, e la vecchia sinistra mondiale su questo non ha mai avuto grosse sensibilità". La relazione di Fassino sul suo incarico in Birmania: "La cosa non è solo da quinto mondo". "Diventa urgente avere un po' di solidarietà internazionali sul fronte italiano contro la peste che dilaga da qui, senza mezzi di comunicazione di massa, senza contatti con i partiti di potere"
    18:19 Durata: 6 min 2 sec
  • Il successo dell'iniziativa di Rita Bernardini che ha ottenuto ulteriore documentazione riguardante i contratti stipulati dalla Camera dei deputati: "Ancora una volta grazie a una Radicale avviene qualcosa che potrebbe rivoluzionare il modo di essere parlamentare, perché il modo di essere parlamentare democratico è discutere dei bilanci. Nasce la democrazia parlamentare sul fatto che il parlamento britannico ha il diritto e la funzione di controllare i bilanci"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Gli impegni sul fronte italiano: "Rita Bernardini è riuscita l'altro giorno in un successo; ha stabilito di rientrare in sciopero della fame non solo perché il povero Alfano sappiamo che era sincero nel dire a Rita: 'Stai tranquilla, puoi riprendere a mangiare'. Rita ha risposto che non era prudente fermarsi e infatti tutto quel discorso della legge 'svuota-carceri' è stato totalmente denegato. Ma lei aveva ripreso lo sciopero della fame" anche per un'altra ragione: "Per regolamento tutte le carte dell'amministrazione dell'istituzione devono essere a disposizione e a conoscenza dei Deputati; fino ad adesso questo non è esistito. Addirittura si era creata una consuetudine per la quale tutte le delibere dei questori, e quindi tutta la politica di acquisti, di cose importanti e servizi, non si riusciva a vederli. A questo punto, per intervento di Fini in buona parte, a Rita è stato dato tutto quest'enorme materiale. Poi appena Rita ha iniziato a guardarlo, si è accorta che mancava la cosa più importante: le delibere dei questori, i nomi dei contraenti. Dopo 24 ore del nuovo sciopero della fame, ha avuto anche tutta la parte dei contratti. Rendiamoci conto quante migliaia di parlamentari sono passati e non hanno mai nessuno ufficialmente chiesto di conoscere questo. Noi spesso non ci siamo stati in Parlamento, o ci siamo stati in 3, 4, 5; siamo in 6 questa volta e Dio sa se ci occupiamo di molte cose. Ma ancora una volta grazie a una Radicale avviene qualcosa che potrebbe rivoluzionare il modo di essere parlamentare, perché il modo di essere parlamentare democratico è discutere dei bilanci. Nasce la democrazia parlamentare sul fatto che il parlamento britannico ha il diritto e la funzione di controllare i bilanci". Il leader radicale torna poi a discutere del successo editoriale di Rizzo e Stella con 'La Casta'. La censura dei Radicali ad Annozero di Michele Santoro: "Il problema non è quello della lamentela, il problema per me è quello di dire che abbiamo una opportunità, sicuramente un dovere, di costituire e rappresentare l'elemento centrale e necessario di un'alternativa storica nel nostro Paese". La denuncia radicale della situazione della giustizia italiana, già negli anni 70-80: "Io dicevo: 'Voi siete per l'amnistia di classe delle prescrizioni e non volete dare l'amnistia'. E l'ho sentito da Radio Radicale, e si capisce se c'è questo tentativo di soffocamento della radio. Dobbiamo reagire con tranquillità". La riunione di Pannella con direttore, giornalisti e personale di Radio Radicale: "Era un tentativo ma spero possa diventare una consuetudine; non intensa ma abbastanza regolare, anche per evitare che uno pensa se c'è la riunione è solo perché c'è qualche pericolo di chiusura all'orizzonte". "Ci hanno ridotto la convenzione da tre a due anni. Poi adesso hanno fatto questa imbecillità di impedire la pubblicità dei processi che può essere una norma soprattutto contro Radio Radicale". "Dove, ma guarda caso, abbiamo trovato le porte chiuse per registrare? Per il processo Bassolino a Napoli! Sono sicuro che Bersani per esempio non lo sa!"
    18:25 Durata: 14 min 23 sec
  • Pomigliano D'Arco, la Fiat e gli aiuti statali: "Vorrei parlarne per dire a Marchionne che non vogliamo ricattare ma che non possiamo essere complici della impunità nella quale opera, pur avendo ereditato questa impunità"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il ministro Sacconi e la vicenda di Pomigliano D'Arco. "Sacconi non ha tutti i torti, è impossibile. E' anche vero che se potessi occuparmi come fino a tre mesi fa del fronte italiano, cercherei di parlare con Marchionne e gli direi: noi Radicali, soli, abbiamo ricostruito quanto avete avuto in termini di quattrini e accordi. Lei controlli l'onestà o no di queste nostre analisi; lei ha a che fare con qualcosa che in Canada o ovunque non sarebbe successo". "La sensazione è che Sacconi non solo voglia far litigare Cisl e Cgil, ma anche non interferire troppo sul problema che esiste del rapporto con i grandi poteri industriali". "Sul fatto siciliano la Fiat ha avuto soldi, quattrini, etc., con impegni precisi, totalmente disattesi e dimenticati. Allora, c'è l'impunità?". "Per me quello (di Termini Imerese, ndr) non è un fatto chiuso". "Vorrei parlarne per dire a Marchionne che non vogliamo ricattare ma che non possiamo essere complici della impunità nella quale opera, pur avendo ereditato questa impunità". "Da quel ministro del Lavoro che sul caso Englaro è intervenuto così tempestivamente, osservazioni sui piani delle grandi industrie ne ho sentite fare poche"
    18:39 Durata: 8 min 59 sec
  • Pannella: "Tremonti è bravissimo, ogni volta ha una trovata. Lui dice: 'Il sistema pensionistico italiano è il migliore d'Europa, dopo la Finlandia'. E allora uno si mette a discutere di questo. Da un altro punto di vista, noi abbiamo i conti: cosa significa l'innalzamento dell'età pensionabile in relazione al reperimento di soldi? Lui su questo non fornisce mai cifre. Le fornisce sempre dopo, a cose fatte. Lo stesso sta accadendo con il federalismo fiscale"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha detto che il tema dell'aumento dell'età pensionabile è un argomento 'da salotto' e che il nostro è il migliore d'Europa, 'secondo forse solo alla Finlandia'. Pannella: "Tremonti è bravissimo, ogni volta ha una trovata. Lui dice: 'E' la migliore d'Europa, tranne la Finlandia'. E allora uno si mette a discutere di questo. Da un altro punto di vista, noi abbiamo i conti: cosa significa l'innalzamento dell'età pensionabile in relazione al reperimento di soldi? Lui su questo non fornisce mai cifre. Le fornisce sempre dopo, a cose fatte. Lo stesso sta accadendo con il federalismo fiscale". "Perché poi c'è l'altro mito o realtà: lui non vuole conflitti sociali, e quindi vuole fare sole le cose che magari sono ai danni di decine di milioni di persone, purché lo faccia senza essere troppo disturbato dall'unità nazionale che c'è"
    18:48 Durata: 7 min 27 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito

    Pannella torna sulla questione intercettazioni, su "quello che dicevo, come dialogo - spero utile -, su questa cosa che è centrale, perché su questo ci sono rotture nella maggioranza ed è il dramma della scena italiana quotidiana. Non si capisce nemmeno bene: in realtà noi abbiamo anche il Tempo a favore dei nemici di questa riforma, abbiamo tutti i comitati di redazione contrari, anche il Tg1 ha dovuto leggere una dichiarazione di denuncia di un'operazione criminale". Il cortocircuito tra magistrati e alcuni giornalisti: "Il problema c'è, noi diciamo da 30 anni che c'è un problema. Anche quando diciamo che la questione delle carceri è l'appendice del problema giustizia. Il problema giustizia è il problema dell'assenza di una forza di governo, di Stato, liberale". "Figurati se non sono d'accordo con Belpietro: ma la risposta non può essere quella di un cretino politico di presidente del Consiglio che dice che una parte dei magistrati politicizzati vuole l'eversione". L'iniziativa politica radicale per la riforma della giustizia. La svolta del 1978 ad opera della Corte costituzionale. "Io adesso se potessi fare un referendum lo farei: farei un referendum sull'8 per mille, per togliere quella clausola ignobile per la quale la Chiesa continua a beccarsi i soldi e lo Stato invece nulla. E siccome per il momento già si dice che sono stati 200mila in meno gli 8 per mille per la chiesa, tanto è vero che da qualche giorno sono tornati sulla Rai tv gli spot miliardari della Chiesa. Io questa battaglia la farei"
    18:55 Durata: 10 min 7 sec