23 GIU 2010
intervista

XX Secolo, l'età della violenza? Giorgio Inzani sul libro di Niall Ferguson

INTERVISTA | di Emiliano Silvestri - Milano - 16:41 Durata: 13 min 22 sec
A cura di Alessio Grazioli
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Evidenziare le complicità delle democrazie e i meccanismi messi in modo nelle guerre: il merito del libro di Ferguson: "XX secolo, l'età della violenza, una nuova interpretazione del novecento".

Titolo inglese: "The war of the world".

Il reportage della scrittrice indiana Arundhaty Roy: "Dalla giungla indiana dove si nascondono i maoisti".

"XX Secolo, l'età della violenza? Giorgio Inzani sul libro di Niall Ferguson" realizzata da Emiliano Silvestri con Giorgio Inzani (componente dell'Associazione Radicale Enzo Tortora di Milano, Radicali Italiani).

L'intervista è stata registrata mercoledì
23 giugno 2010 alle 16:41.

Nel corso dell'intervista sono stati trattati i seguenti temi: Asia, Cina, Colonialismo, Comunismo, Democrazia, Ebrei, Einstein, Freud, Gandhi, Genocidio, Guerra, India, Libro, Minoranze, Nazismo, Nonviolenza, Ovest, Pace, Partito Radicale Nonviolento, Radicali Italiani, Srebrenica, Storia, Totalitarismo, Violenza.

La registrazione audio ha una durata di 13 minuti.

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  • Giorgio Inzani

    componente dell'Associazione Radicale Enzo Tortora di Milano (Radicali Italiani)

    Il reportage della scrittrice indiana Arundaty Roy: "Dalla giungla indiana dove si nascondono i maoisti", comparso sul settimanale indiano: "Outlook", tradotto e riprodotto su: "L'internazionale" in edicola in questi giorni; una sfida per i radicali: la nonviolenza è qualcosa di attivo o un dato astratto? Evidenziare le complicità delle democrazie e i meccanismi messi in modo nelle guerre: il merito del libro di Ferguson: "XX secolo, l'età della violenza, una nuova interpretazione del novecento". Titolo inglese: "The war of the world". La vicenda del tenente York; il meccanismo genocidiario sperimentato nelle colonie e, successivamente, nella stessa Europa; il battaglione 101; la risposta di Sigmund Freud (1932) ad Albert Einstein, alla sua proposta per scongiurare la seconda guerra mondiale; la nonviolenza dice che la guerra va affrontata e superata senza proiettare sugli altri quello che ci porta a compiere dei genocidi. Il battaglione 101: "Se non volete sparare agli ebrei potete fare un passo avanti". Il tallone d'Achille del libro che aumenta il carico di responsabilità dei radicali: nel raccontare la storia del novecento non parla del fenomeno della nonviolenza: "Il presunto nonviolento Gandhi". La conclusione dell'articolo di Arundhaty Roy: "Vivono (i naxaliti ndr) con i loro sogni mentre tutto il mondo vive dei propri incubi (..) starà marciando (.) per tenere viva la speranza di tutti noi ". Davvero la speranza è nella violenza piuttosto che nella nonviolenza attiva? Alcuni dei contenuti del documento approvato dal Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento transnazionale e transpartito
    16:41 Durata: 13 min 22 sec