04 LUG 2010
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 16:03 Durata: 1 ora 56 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 4 luglio 2010 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 56 minuti.

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  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    La conversazione tra Massimo Bordin e Marco Pannella va in onda da Ovindoli, dove si sono tenuti i lavori del Comitato nazionale di Radicali italiani
    16:03 Durata: 2 min 1 sec
  • Il basso livello di partecipazione al Comitato di Radicali italiani: "Mi sembra che in termini di partecipazione, questo Comitato fotografa ancora le conclusioni di un anno elettorale particolarmente difficile, nel quale però abbiamo avuto non solo le prevalenti ragioni oggettive anti-democratiche con le quali abbiamo dovuto fare i conti, ma a mio avviso anche un'inadeguatezza soggettiva, e quindi un errore"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    I lavori del Comitato di Radicali Italiani e la loro trasmissione da parte di Radio Radicale. "Vorrei mettere l'attenzione su qualcosa che nel dibattito non è entrato, e devo dire normalmente. Manifestamente questo Comitato nazionale risente ancora profondamente dello sciagurato esito delle elezioni regionali. Come ho a più riprese sottolineato - per tempo - questo sciagurato esito è stato il portato di due cose: l'accentuarsi rovinoso del processo anti-democratico violento istituzionale italiano - e devo dire l'abbiamo contrastato come non mai in precedenza -, ma dall'altra l'avere mancato totalmente di riuscire a proporre e far vivere la linea che avevamo adottato nelle elezioni europee e a partire dalla quale avevamo deciso già a giugno la presentazione straordinaria delle liste Bonino-Pannella, per far proseguire uno scontro di resistenza classica contro un'occupazione che sembra dovere preoccuparsi del fatto che il popolo, dopo 60 anni di occupazione, sembra non molto sensibile. Gli occupati sembrano restare uniti contro gli occupanti". "Malgrado tutte e tutti i compagni del partito abbiano compreso e colto subito il valore non solo simbolico, ma anche politico, della decisione di Radicali italiani di tenere il Comitato in trasferta, con tutte le difficoltà per i lavori che una cosa del genere provoca nelle condizioni nelle quali noi ci troviamo, malgrado ciò tutti hanno apprezzato e comunque tutti avrebbero fatto - visti i lavori come sono andati - bene a sottolineare la positività di questa decisione, malgrado questo abbiamo, in termini di presenze territoriali, () notato un'assenza quasi generale dei compagni impegnati in Piemonte, ivi compreso il fatto che da un mese e mezzo - mi assicurano anche in Piemonte - abbiamo Bruno Mellano, presidente di Radicali italiani, assolutamente latitante e irrintracciabile, per qualche trauma legato anche alla battaglia e all'esito elettorale. Comunque quelli dell'Associazione Radicale Aglietta, mi pare non siano stati presenti al Comitato nazionale. Per quanto riguarda invece la presenza lombarda, c'è stata ma molto attutita rispetto ad altre volte, anche quantitativamente". "Per quel che riguarda il Veneto, abbiamo avuto presenti soprattutto i compagni di Treviso, ma certo non una presenza sufficientemente diffusa. Andando oltre, per esempio i Radicali calabresi che recentemente hanno manifestato della qualità del loro impegno, non ne ho visto nessuno o quasi. La presenza siciliana non è stata troppo evidente". "Per quel che riguarda la Sardegna, in una regione dove abbiamo avuto lusinghieri risultati elettorali alle europee, praticamente nulla. Non voglio continuare. Certo, una presenza di alcuni compagni radicali abruzzesi c'è stata, ma non dico nemmeno troppo mobilitata e mobilitante". "In termini di partecipazione, per una convocazione interessante per il momento, per esempio, solo da Roma - mi auguro che segretario e tesoriere se ne fossero accorti - non abbiamo visto né Gianfranco Spadaccia, né Angiolo Bandinelli, né Valter Vecellio, e potrei continuare". "Mi sembra che in termini di partecipazione, questo Comitato fotografa ancora le conclusioni di un anno elettorale particolarmente difficile, nel quale però abbiamo avuto - e forse questo non è stato abbastanza approfondito - non solo le prevalenti ragioni oggettive anti-democratiche e anti-Stato di diritto con le quali abbiamo dovuto fare i conti, ma a mio avviso anche un'inadeguatezza soggettiva, e quindi un errore, perché non parlo di 'colpe', nel non avere dato all'ultimo anno politico il significato che da giugno scorso aveva deciso di dare"
    16:05 Durata: 10 min 30 sec
  • "Abbiamo avuto un dibattito che a me ha ricordato () alcuni aspetti dei migliori convegni degli 'Amici del Mondo'". "Abbiamo trovato a L'Aquila un contributo preciso per compiere l'analisi e il racconto della 'peste italiana' anche nella attualità di svolgimento". L'esempio della Protezione Civile, e l'opinione secondo cui "una gestione ordinata e possibile di un mondo che deve confrontarsi con scadenze, può essere fatta solo con il governo di stampo autoritario, dei tecnici, in qualche modo militarizzato degli eventi"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella comunque definisce il comitato una "avventura", in senso positivo, " perché anche da un punto di vista organizzativo, per una forza come la nostra, ci sono difficoltà nient'affatto secondarie"; il che "ha dimostrato una importanza politica di questa scelta, preparata molto da Diego Galli che da diverse settimane ha svolto anche un lavoro di inchiesta, e questo ha fatto da premessa alla scelta decisa che Mario Staderini e Michele De Lucia hanno compiuto convocandoci qui". Non solo: "Sicurissimamente questa scelta si è rivelata significativa e oggettivamente importante. Perché? Intanto è accaduto che a partire da una scelta che poteva rischiare di avere semplicemente una eco e una motivazione di carattere commemorativo di una vicenda gravissima dovuta sicurissimamente anche a responsabilità umane e politiche, abbiamo trovato una situazione nella quale a me è sembrato - proprio a L'Aquila, proprio in questo momento, proprio nella desolazione del terremoto all'interno del quale ci siamo riuniti - che abbiamo avuto un dibattito che a me ha ricordato () alcuni aspetti dei migliori convegni degli 'Amici del Mondo'". Le relazioni di Manule Bonaccorsi, giornalista di Left; la tematica posta da Collettivo 99; Angelo Venti e la sua relazione sull'informazione; i geologi dell'Abruzzo; il Comitato vittime della Casa dello Studente, le autorità locali, etc. "Da questo punto di vista, cosa è accaduto per gli ascoltatori di Radio Radicale e per Radicali Italiani? Che hanno incontrato una serie di cronache e di ricerche che ci portano al cuore di quello che accade al di là, spesso, di disegni che si vogliono fare". "Noi Radicali abbiamo trovato a L'Aquila un contributo preciso per compiere quella analisi e racconto della peste italiana anche nella attualità di svolgimento". L'esempio della Protezione Civile, il caso di chi crede che "una gestione ordinata e possibile di un ambiente, di un mondo che deve confrontarsi con scadenze, può essere fatta solo con il governo di stampo autoritario, dei tecnici, in qualche modo militarizzato degli eventi". Le relazioni sulla situazione locale, spiega Pannella, aiutano a capire "cosa emerge nell'assenza di democrazia e Stato di diritto". L'analisi radicale della "realtà drammatica di una Italia ufficiale che non ha dalla sua né l'aberrante chiarezza, al limite 'semplicità', di una gestione formalmente autoritaria, e nemmeno quello di improvvisazioni giacobine. Siamo semplicemente al fatto che ci troviamo in sete de iure condendo, un diritto di fatto, per il quale si arriva al punto in cui un'opera che è stata presentata come magnifica, dopo poco tempo - per coloro che sono operati dall'opera che è strumento di propaganda - ha creato molti più problemi di quanti non ha annunciato di averne risolto. Usciamo arricchiti da questo comitato dalla militanza intellettuale che c'è qui all'Aquila, con echi anche nelle istituzioni locali. Siamo arrivati qui nel posto più giusto, nel momento più giusto per riunirci"
    16:15 Durata: 23 min 53 sec
  • La mozione del Comitato: "C'è nella mozione la presa di distanza da un'attualità che invece viene letta come quella di una situazione democratica che si deteriora soprattutto per colpa della maggioranza e del leader della maggioranza, malgrado la opposizione più o meno felice del Pd. No, questa è una visione sbagliata: è stato ricordato nella mozione che qui c'è un'unica realtà di regime"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il leader radicale commenta poi la mozione finale del Comitato: "Io ho votato a favore, perché non è stato permesso di fare brevi dichiarazioni di voto per ragioni di tempo, ma io avrei dichiarato che sul contenuto sono assolutamente d'accordo, ma che nella forma stilistica non sono affatto soddisfatto, e che quindi il mio voto positivo era voto che andava oltre la mozione, per raggiungere soprattutto la relazione del Tesoriere, e in generale della Segreteria, che tutti abbiamo segnalato per la loro ricchezza". La contrapposizione tra la "democrazia reale" e quella "formale": "C'è nella mozione questa presa di distanza da un'attualità che invece viene letta come quella di una situazione democratica che si deteriora soprattutto per colpa della maggioranza e del leader della maggioranza, malgrado la opposizione più o meno felice del Pd. No, questa è una visione sbagliata: è stato ricordato nella mozione che qui c'è un'unica realtà di regime". "Giustamente nella replica di Staderini si sottolinea l'esistenza di un duplice, anzi di un unico, tabù: per la destra - e diciamo anche per Fini -, per la sinistra - e mettiamo anche per Di Pietro, senza voler fare equivalenza -, si manifesta e pesa come un tabù l'attualità politica più evidente che ci troviamo a vivere. Nella mozione questo è recepito, a titolo di esempio: è tabù a destra, ed è cosa ancora più incredibile che a sinistra (), come Berlusconi a nome del Governo indica come Ministro degli Esteri di mezzo miliardo di europei Massimo D'Alema. Su questo nemmeno Granata, la Santanché Nessuno fiata". Stesso discorso vale per la gestione dei servizi segreti e il ruolo assunto da D'Alema in sede di Copasir. Il ruolo dei servizi nella politica estera ed economica italiana.
    16:39 Durata: 14 min 3 sec
  • La corsa di esponenti del Pd verso l'unità nazionale. "Si marcia ormai con un ritmo tale per il quale ritengo che l'avversario radicale non rinunciano a farlo fuori, perché c'è un elemento di resistenza patente di risorse intellettuali e morali, di alterità. Anche dai dati della Rai che avremo, possiamo renderci conto di quanto sia spaventosa la promozione di alternative ai Radicali. E' una vecchia realtà: tutto Bertinotti, così non ci sono i Radicali; tutto Di Pietro, così non ci sono i Radicali. Il regime sceglie i suoi nemici"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    "Oggi c'è questa concorrenza a chi è più bravo, per avere la paternità di una unità nazionale ufficialmente viva, perché fino a ora è negata. Letta, con quella faccia seria, Letta quello toscano e non quello abruzzese!, ha detto testualmente: 'Il governo è finito. Si dimetta e la parola passi a Napolitano'. Cioè questi sono letteralmente pazzi, resi pazzi dalla loro storia! Cioè lui dice: bene, quelli stanno in difficoltà? E allora dobbiamo noi volere lo scioglimento delle Camere! Questa la trovo abbastanza clamorosa, anche perché Letta ha assunto nell'ultimo mese l'ambizione di una posizione di capofila". Poi una notazione su quanti ora dicono che Veltroni ci aveva visto giusto a dire che 'le cose importanti' andavano fatte d'accordo con Berlusconi: "Ma le cose importanti quelli le hanno fatte: sono state le leggi elettorali, che loro temevano molto di più la concorrenza democratica del mondo laico, e per cui Berlusconi è stato molto ben lieto di regalare la legge elettorale di Calderoli". Gli interventi di Fassino sulla politica estera e la loro scarsa credibilità. Pannella torna quindi sulle elezioni regionali: "Su mezzo miliardo di ascolti di messer Santoro e Mister Polverini, Floris, non c'è stata la possibilità tecnica di un solo secondo di ascoltare i Radicali. Noi abbiamo reagito, e in maniera tale che la cronaca ha dovuto prendere atto che i Radicali tornavano a essere attori di tutta la vicenda, ripetendo quanto fatto per 15 anni ma con maggiore perizia. A questo punto quello che abbiamo dovuto sottolineare è che anche questa battaglia positiva non ha permesso di far comprendere che quello che noi denunciavamo si stava accentuando e diventava più grate". "Probabilmente c'è stato anche un uso della candidatura di Emma da parte di quelli che ne hanno determinato l'insuccesso elettorale; se è vero che per la campagna di Marrazzo avevano stanziato 4 miliardi e questa volta invece 1,2. Poi quello che è accaduto è che nel Lazio - dove notoriamente la presenza nostra era più problematica - malgrado indagini fatte dal Foglio presso gli ambienti cattolici, tra sacrestie e sacerdoti, dalle quali emergeva un certo favore nei confronti di Emma, malgrado ciò c'è stata una rovinosa differenza di votanti" in alcune province del Lazio. Al Comitato "non si discuteva il fatto che quello che avevamo stabilito dovesse essere fatto e non si riusciva proprio per la maggiore reazione e massima che abbiamo dovuto riscontrare. Lo ripeto: i fascisti di sinistra si sono smobilitati, ma la battaglia che avevo fatto con tutto il partito e con Emma era di riuscire a parlare in televisione, a 10 milioni di persone. Io su questo delle critiche le ho fatte: dicendo per esempio che non avevamo lottato abbastanza - malgrado Beltrandi - lottato con l'Autorità Garante, al punto che l'Autorità a dicembre ha preso una decisione clamorosa, ha smentito le motivazioni con le quali per 49 volte aveva condannato la Rai. Sta di fatto che alle elezioni io sono riuscito a parlare a 1-2 milioni di persone invece che a 10-11. E forse questo va messo nel conto anche che non siamo riusciti a ottenere che il Presidente della Repubblica trovasse di nuovo un motivo giusto, ineccepibile", per muoversi. Così invece "si è confermata la volontà dei veltrusconiani di impedire che i Radicali potessero essere giudicati e ascoltati in questa campagna". Ossessione D'Alema per Pannella? "Forse durante il periodo del Loft insistevo su Veltroni - replica il leader radicale - sulla cafonaggine intollerabile dei loro ultimatum dalla mattina alla sera, e abbiamo rilanciato 'Il baratto'. La linea Veltroni è stata davvero la linea di voler dimostrare, come adesso fa il suo concorrente Massimo D'Alema, che lui era più capace di tutelare anche a livello laico gli interessi vaticani, soprattutto i veri interessi vaticani, non solo quelli di protezione dei casi di pedofilia, ma il fondo simoniaco che è corrotto e corruttore". "Franceschini ha di recente anche lui confermato che il problema è lo stesso che indicano Veltroni e D'Alema: ci vuole ragionevolezza, dice, 'bisogna essere realisti'". "Se dovessi fare una previsione, non essendo ancora riusciti a fare fuori questa realtà radicale - mentre noi paghiamo come stato d'animo quello dei migliori nostri compagni che non vengono, che non sentono la battaglia come utile una situazione un po' di disarmo determinata da chi più di me si faceva illusioni sull'esito della campagna delle regionali"-, "si marcia ormai con un ritmo tale per il quale ritengo che l'avversario radicale non rinunciano a farlo fuori, perché c'è un elemento di resistenza patente di risorse intellettuali e morali, di alterità e quindi il regime - secondo la sua logica - anche dai dati della Rai che avremo, possiamo renderci conto di quanto sia spaventosa la promozione di alternative ai Radicali negli spazi informativi. E' una vecchia realtà: tutto Bertinotti, così non ci sono i Radicali; tutto Di Pietro, così non ci sono i Radicali. Il regime sceglie i suoi nemici".
    16:53 Durata: 25 min 46 sec
  • Le dichiarazioni di Enrico Letta che ha chiesto le dimissioni del Governo: "E' un pazzo: ho spiegato a loro due anni fa che elezioni anticipate, dopo due anni di legislatura, sono un crimine contro il Paese, indipendentemente da quale governo ci sia"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La dichiarazione di Enrico Letta sul "governo finito" e sulla parola che dovrebbe passare a Giorgio Napolitano. "Quale elettore è contento?, si chiede Pannella, nemmeno quello dell'Idv che non ha fiducia di Enrico Letta. Chi gli crede, chi lo sente, se Enrico Letta va là a dire: 'Se ne vada' Lui dice: 'Ci conviene a noi ormai, Berlusconi è talmente debole che dobbiamo andare a elezioni'. E' un pazzo: ho spiegato a loro due anni fa che elezioni anticipate, dopo due anni di legislatura, sono un crimine contro il Paese, indipendentemente da quale governo ci sia". L'elezione anticipata esiste solo per "eventi" particolari. "Ma quello che oggi possiamo dire è che Enrico Letta rappresenta oggi se stesso e i suoi amici lì dentro, ma lo fa, e Bersani deve fare i conti con queste cose". "Bersani, che non si è mai tanto occupato di politica estera, guardacaso si è trovato proprio in questo momento a compiere un prestigioso giro tra Stati Uniti, America Latina, etc., in sintonia con quella presidenza di D'Alema di una iper-fondazione detta 'progressista'", cioè della fondazione europea dei partiti socialisti europei che Pannella non esita a definire "un potentato politico". Pannella sottolinea come si tratti della "più potente fondazione europea che nasce così, con situazione di fondazioni tedesche e di altri posti che sono notoriamente forza costitutiva delle corrispondenti forze politiche nei loro Paesi, con i problemi di Schroeder che prima di Berlusconi si è occupato di gas e altro, etc. Dico quindi che per una persona come Massimo D'Alema quello è sicurissimamente un posto di potere, di potere partitocratico. Su questo già si è cominciato a dire che questo sarebbe stato un grande successo di prestigio del Pd e di D'Alema; può darsi, ma di una visione organizzativa che è questa: 'Attenti al potere e al sottopotere'. Questo è il punto di incontro con Berlusconi, ideologico e politico". D'Alema vuole rifare l'Unione? "L'unione con Berlusconi", taglia corto Pannella. "Noi abbiamo fatto 5 anni di polemica perché abbiamo ritenuto vergognosamente ipocrita la scelta del nuovo Pd che ha fatto cadere il governo Prodi"
    17:19 Durata: 13 min 32 sec
  • "E' chiaro che proseguirà in tutti i modi l'obiettivo che quello di far fuori in tutti i modi tutti i Radicali. Non Nichi". "C'è la notizia che Terra ha comunicato con un preavviso di poche ore ad Agenda Coscioni che non pubblicherà più l'Agenda Coscioni". "Io sto dicendo che siamo in una fase nella quale contro i Radicali sorgeranno cose nuove ogni giorno, come questa per esempio"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    "E' chiaro che proseguirà in tutti i modi l'obiettivo che quello di far fuori in tutti i modi tutti i Radicali. Non Nichi". "C'è la notizia, che non capisco ancora, secondo la quale Terra ha comunicato con un preavviso di poche ore ad Agenda Coscioni che non pubblicherà più l'Agenda Coscioni perché Radio Radicale, tra l'altro, non ne parla abbastanza". "Io ho subito detto che invece io sto sentendo queste ultime settimane parlare regolarmente di Terra". Bordin nota tra l'altro come l'editore di Terra sia lo stesso editore che Radio Radicale ospita con una trasmissione ad hoc ogni sabato. "Io sto dicendo che siamo in una fase nella quale contro i Radicali sorgeranno cose nuove ogni giorno, come questa per esempio. Contro i radicali, questa cosa, lo è oggettivamente. Stabiliscono che l'Agenda Coscioni, che doveva andare in edicola con Terra, non ci va. Magari hanno ragione loro e torto noi, ma quello che viene fuori è questa novità"
    17:32 Durata: 3 min 54 sec
  • Il prossimo incontro tra vertici dei Radicali e del Pd: "Credo di poter dire che questo mio incalzare per comprendere, mostrare o essere smentito o corretto, sia un battaglia assolutamente necessaria alla democrazia italiana e al Pd, perché svela le cose che purtroppo Fini e nemmeno gli altri hanno il coraggio di svelare, cioè cosa c'è dietro a un comportamento di Berlusconi nei confronti di una parte di quel potere che lui chiama 'comunista'"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Mancano tre giorni all'incontro tra vertici dei Radicali e del Pd: "Come dice Emma, l'incontro che chiedevamo ce l'hanno negato, perché noi chiedevamo - ad horas - un incontro settimane fa". "Credo di poter dire che questo mio incalzare per comprendere, mostrare o essere smentito e corretto, sia un battaglia non solo compatibile ma assolutamente necessaria alla democrazia italiana e al Pd, necessaria perché svela le cose che purtroppo Fini e nemmeno gli altri hanno il coraggio di svelare, cioè cosa c'è dietro a un comportamento di Berlusconi nei confronti di una parte di quel potere che lui chiama 'comunista. Nessuno, tranne un riferimento di Biagio Marzo sull'Opinione, ha fatto riferimento a questo. Non c'è stata nemmeno una lettera sui giornali su questo argomento, a nostra conoscenza". La questione D'Alema "è la questione Veltroni, Franceschini, Fassino, della componente di persistente sottopotere della sinistra, con la destra unita in questo regime che è comune". Il leader radicale riassume poi così il suo pensiero sulle frasi di Enrico Letta: "Pannella conferma la sua ostilità alle illusioni che accompagnano gli scioglimenti anticipati delle legislature. Resta una specie di mio dogma, che confermo in questo momento perché ritengo che questa possa essere solo un'operazione può portare a dire: 'Facciamo un governo di unità nazionale'. Ma come è noto, quando fanno 'governi di unità nazionale', poi succedono delle cose molto gravi, che non si capiscono: magari l'assassinio di Moro, oppure il salvataggio che noi abbiamo fatto di D'Urso o di Cirillo". Pannella ricorda il caso Ciritto: "Su questo Repubblica in prima pagina ci accusa di fare propaganda ai brigatisti rossi, perché noi diamo la foto di questo ometto che sta lì e fa l'appello 'salvatemi'; perché, come su D'Urso, in questa vicenda c'entrava ancora l'obiettivo di fare fuori la Dc ufficiale. Salvammo da Senzani D'Urso, quest'altro, e anche Pertini - altrimenti Scalfari ne chiedeva l'impeachment, perché non gli faceva fare il 'Governo P2' -, e la democrazia italiana per quello che c'era da salvare in quel momento"
    17:36 Durata: 7 min 47 sec
  • Il caso dell'Aquila: "Questi apporti nutrono la nostra battaglia, nutrono la verità, la ricerca"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    "Noi Radicali abbiamo avuto la fortuna di leggere la realtà italiana, da 30 anni, in modo coerente, il che oggi ci permette di valorizzare l'apporto dei comitati dell'Aquila come se fossero degli interventi da 'Amici del Mondo'; e allora, per dirla tutta, anche la relazione del Tesoriere è tale per cui a mio avviso anche il primigenio partito l'avrebbe potuta creare e produrre. E anche un altro paio di interventi in Comitato, incluso un intervento di un compagno che ha accennato a Pammolli: anche in quel caso un contributo che di quel tipo, andando avanti noi in questa continuità ed alterità, abbiamo delle sorprese positive. Consentiamo ad 'altro' di emergere. Montanelli diceva che con la nostra massiccia opera di difesa della editoria di estrema sinistra, con le nostre direzioni responsabili, avevamo lasciato aperto una cosa che altrimenti poteva esplodere pericolosamente. La legge aveva vietato a questi giornali di uscire e, da Umanità Nuova a Lotta Continua, tutti sono continuati a uscire grazie a Angiolo Bandinelli, Gianfranco Spadaccia, a noi". Il caso dell'Aquila: "Questi apporti nutrono la nostra battaglia, nutrono la verità, la ricerca". Il dibattito interno al Comitato
    17:44 Durata: 5 min 30 sec
  • Il valore dei sei deputati Radicali

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella si sofferma poi sulla "fotografia abbastanza inimmaginabile di valore" dei sei deputati radicali. "Abbiamo avuto le iniziative ininterrotte e gli echi di potere di Rita Bernardini. E' un'immagine, una realtà. Da questo punto di vista vorrei dire una cosa grave e molto cordiale, molto amichevole: se avessimo potuto frequentarci, e io da un anno e mezzo non ho avuto l'onore o il piacere di parlare con Fini tranne per un suo merito che devo ricordare, perché sulla base del nostro colloquio accettò di vedere di nuovo il Dalai Lama questo autunno, ma tranne questo avrei consigliato all'amico Fini: guarda, devi fare sempre di più il Presidente della Camera. Gli avrei detto questo: se quello che hai consentito finalmente a Rita Bernardini, cioè per la prima volta a uno delle decine di migliaia di parlamentari italiani di fare quello che il regolamento prescrive - di conoscere i bilanci e i documenti - se questo lo avesse fatto il Presidente chiamando dei collaboratori della Segreteria del Parlamento, avrebbe potuto fare un'opera immensa, perché lì si sarebbe confrontato con la capacità di moralizzare attraverso la mera opera di conoscenza che oggi è affidata solo a Rita e ai nostri mezzi. E' indubbio che apprezzatissimo è l'apporto di Elisabetta Zamparutti, in un settore per il quale non era predestinata. Abbiamo quello di Maria Antonietta, oggi importante, straordinaria. Lei lo ha accennato: la sua iniziativa attuale riguarda non solo le 5.000 persone toccate dalla Sla ma se si considerano le famiglie coinvolte si arriva a 100 mila persone". "Se mettiamo Maria Antonietta, Elisabetta, Rita e il lavoro molto intenso che può fare Matteo Mecacci con l'Ocse, Maurizio Turco che credo stia dimostrando quello che era esploso a livello europeo, con 'l'affaire Turco' che aveva sconvolto gli equilibri (); dimentico qualcuno dei sei? Qual è il gruppo parlamentare che può invocare un tale grado di presenza e di riconoscimenti istituzionali interni? Parlo del Senato e della Camera; questi sono invece quello che resta di un tentativo vergognoso di ricatto nei confronti dei Radicali che ci doveva sputtanare - 'Guarda questi, rinunciano alle loro bandiere pur di avere qualche poltrona' - adesso quelli che hanno fatto questa 'grande' operazione politica, mi chiedo: quanto dureranno loro ancora? Non quanto dureremo noi, nelle condizioni di precariato che continuiamo ad avere, aspettando ancora i colpi che dovranno venire da loro, perché hanno bisogno di difendersi"
    17:49 Durata: 6 min 25 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito

    Gli appuntamenti della settimana e l'organizzazione del Consiglio generale del Partito radicale Transnazionale di settembre, a Barcellona.
    17:56 Durata: 2 min 39 sec