26 SET 2010
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:05 Durata: 1 ora 57 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 26 settembre 2010 , condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (giornalista), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 57 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista

    I principali temi della settimana secondo Massimo Bordin
    17:05 Durata: 2 min 5 sec
  • "In questa vicenda la dimensione di un certo giornalismo italiano è data dal fatto che su 50 metri quadri di un appartamento, ancorché a Montecarlo, per 40 giorni c'è stato un direttore che ha ritenuto che fosse interesse - editoriale o altro - mettere in prima pagina questi 50 metri quadrati di casa". "Se il Presidente della Camera avesse fatto soprattutto il Presidente della Camera e non si fosse distratto nell'ultimo anno per calarsi dentro alla politica di guano quotidiana, pensate cosa sarebbe accaduto e cosa potrebbe ancora accadere"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella esordisce commentando le ultime vicende che hanno visto coinvolto il Presidente della Camera, Gianfranco Fini: "A mio avviso l'errore non è quello che lui può attribuirsi come 'leggerezza' o 'ingenuità'. In questa vicenda la dimensione di un certo giornalismo italiano è data dal fatto che su 50 metri quadri di un appartamento, ancorché a Montecarlo, forse per 40 giorni c'è stato un direttore che ha ritenuto che fosse interesse - editoriale o altro - mettere sempre in prima pagina questi 50 metri quadrati di casa; questa è una dimensione dell'attuale direttore editoriale del Giornale, Vittorio Feltri. In una situazione nella quale anche gli ultimi avvenimenti di cronaca ufficiale rendono ufficiale che qui si tratta di un giornale di Berlusconi, fratello o altro non mi frega nulla. Perché proprio in questi giorni nei quali pareva si dovessero sparare le carte decisive su questa baracca, abbiamo visto che c'è stato un incontro Berlusconi-Feltri e poi è seguita la notizia che Feltri faceva il direttore editoriale". Il presunto ruolo di Valter Lavitola, uno dei "socialisti di governo". "Adesso si continuerà a discutere se questo ministro di Santa Lucia era un venduto o che cos'altro; perché lui aveva mandato questa lettera al suo Presidente del Consiglio perché - sosteneva - bisognava stare attenti al buon nome del loro Paese, anche rispetto al fatto che essendo un paradiso fiscale, le società fasulle o di mera copertura sono quelle che al massimo grado danno prosperità a quest'isoletta, tanto più che oggi ho sentito che questo ministro è un avvocato che si occupa esattamente di queste cose. Se c'è stata una notizia che può fare scappare tutti quelli che sono specialisti - Berlusconi per primo, come accennava Fini - credo che sia stata una botta tremenda; quindi, essendo un avvocato, immagino abbia fatto questo sui piani dei compensi professionali, altrimenti nessuno può pensare abbia fatto un servizio a niente o nessuno del proprio Paese". "Poi la storia continua". Le dichiarazioni dell'avvocato Renato Ellero: "Prima delle sue dichiarazioni, una persona molto vicina a Fini l'aveva incontrato. Possiamo andare a seguire queste cose? Francamente no. Io mi sono ufficialmente doluto di non avere avuto più contatti con Fini da almeno un anno, tranne quando - gli ho pure riconosciuto il merito di questo - l'ho convinto, contro tutto il suo entourage che lo sconsigliava, a ricevere ufficialmente il Dalai Lama alla Camera. Lo vidi su quello, mi disse che lo avrebbe fatto e lo ha fatto. Ma per il resto non sono riuscito a parlarci. In questi casi non ho problemi di priorità protocollare, l'ho cercato una-due volte e poi basta. Era lui che mi aveva detto che 'era urgente' vedersi una volta dopo cena, a lungo, che era necessario parlarci; era qualche giorno prima del voto delle elezioni europee, e poi nulla. Gli avrei detto qualcosa che gli avevo accennato due anni fa: 'A questo punto tu sei già arrivato a essere - ed era il momento in cui Rutelli era leader della Margherita e quindi co-leader del Pd - a livello di Rutelli, Casini e gli altri; guai se ti fai impantanare a questo livello. C'è la riserva della Repubblica che mi pare piuttosto il tuo posto'. Purtroppo se c'è qualcosa che forse andrebbe chiarito riguardo alla storia è il fatto che sembrava che fossimo noi e loro (dell'Msi, ndr) gli estranei alla partitocrazia durante il periodo detto 'della Prima Repubblica'", eppure i Radicali già allora segnalavano eccezioni nella destra, a partire dai "casi clamorosi di Napoli" dai quali emergeva la prova che "il ruolo dell'Msi era ruolo particolare all'interno della partitocrazia e non di opposizione dall'esterno". "Questo se vuoi ha pesato sulla storia recente di Gianfranco Fini. A lui stesso la nozione di alternativa a un regime partitocratico per un regime liberale tale da essere impersonato, per una volta da una delle massime autorità dello Stato, gli avrebbe consentito davvero un ruolo importante". Cosa vuol dire concretamente? Pannella ricorda almeno due casi nei quali Fini ha operato secondo questo schema di alternativa: "L'essere passati, alla Camera, per sua decisione e con molti scontenti anche nella sua area, voto che c'è adesso - con impronte digitali e altro - e quindi sconfiggendo il pianismo che era una pratica di minima e diffusa delinquenza che però era divenuta un fatto di sistema". Non solo: "Ma - cosa più importante - Fini, forse per un rapporto sostanziale di fiducia rispetto all'onestà e alla limpidità nostra, non appena Rita Bernardini ha rimesso di nuovo le mani sulla realtà dei Questori e delle Presidenze della Camera a livello dell'amministrazione, e aveva individuato e provato che i Questori erano riusciti letteralmente a sottrarre alla conoscenza dei deputati di un articolo del regolamento che specificava che i deputati dovevano avere - per quel che riguarda i bilanci delle Camere - non solo un bilancio analitico ma anche la documentazione corrispondente. Quando in passato avevamo posto il problema, ci eravamo accontentati della risposta che mancava un articolo del regolamento ad hoc". "Non appena però Rita ha iniziato su questo uno sciopero della fame, informando il Presidente della Camera del fatto che noi chiedevamo che invece quell'articolo fosse applicato e desecretato, egli lo ha fatto. E non era poca cosa. Credo che Fini non abbia compreso fino in fondo l'importanza di quello che lui faceva". "E' patente, per esempio, che relativamente alla gestione dei rapporti immobiliari della Camera, si tratta di una vera e propria associazione per delinquere a livello tecnico, perché - rispetto a 50 metri quadri di Montecarlo - qui è accaduto che ci sono migliaia di metri quadrati che sono stati sottratti a qualsiasi rispetto della legalità, della legge. Allora, se il Presidente della Camera avesse fatto soprattutto il Presidente della Camera e non si fosse distratto nell'ultimo anno per calarsi dentro alla politica di guano quotidiana italiana [] pensate cosa sarebbe accaduto e cosa potrebbe ancora accadere". La potenziale "bomba anti-regime" che c'è nei dati ottenuti da Rita Bernardini
    17:07 Durata: 21 min 30 sec
  • "Noi parliamo qui da Radio Radicale, con 500 mila, 700 mila ascoltatori; ma se tu non arrivi attraverso spazi di telegiornale o spazi da 10 milioni di ascoltatori come quelli del tandem Ballarò-Annozero, tu non raggiungi l'opinione pubblica. E quando diventa un fatto strutturale, allora bisogna prenderne atto, e comprendere come sia possibile sopravvivere ed essere attivi malgrado questo"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: "Quando parliamo di cose antiche, sappiamo che la democrazia, come quel tipo di regime che garantisce la libertà di circolazione delle idee e delle classi dirigenti, è della fine dell'Ottocento. Qui libertà di circolazione delle idee non c'è, e circolazione delle classi dirigenti non c'è da 60 anni; qui abbiamo un regime di monopartitismo più o meno imperfetto e il sessantennio che è più erede del ventennio che dei cinque anni trascorsi dal '45 al '49-'50. Oggi, in questo contesto, possiamo dire che se come negli anni Trenta si riesce ad impedire che vi sia accesso all'opinione pubblica, se non c'è per l'opinione pubblica il diritto di giudicare, se non c'è questo, non c'è speranza che uno Stato nazionale possa comunque garantire non solo libertà e democrazia ma nemmeno benessere. Allora noi parliamo qui da Radio Radicale, con 500 mila, 700 mila ascoltatori; ma se tu non arrivi attraverso spazi di telegiornale o spazi da 10 milioni di ascoltatori come quelli del tandem Ballarò-Annozero, tu non raggiungi l'opinione pubblica. E quando diventa un fatto strutturale, allora bisogna prenderne atto, e comprendere come sia possibile sopravvivere ed essere attivi malgrado questo". Il ruolo del Pd di Veltroni nella liquidazione del governo Prodi e nella cancellazione dei Radicali. Pannella, grazie a Radio Radicale, ha in parte mutato l'idea che si era fatto di Beppe Fioroni (Pd): "Se sono cresciuto in questi anni, e anche decresciuto - come è vero che siamo quello che mangiamo, e io mi alimento di Radio Radicale - lo devo grazie a Radio Radicale, e il Paese lo deve a Radio Radicale". Pannella conosceva Fioroni "come attendente di potere di Franco Marini; francamente non è solo questo". La telefonata di sabato a Pannella da parte di Fioroni, e la richiesta della presenza di Radio Radicale all'appuntamento da lui organizzato a Orvieto
    17:28 Durata: 9 min 43 sec
  • "Voglio fare un piccola ricerca: credo che una delle caratteristiche della Prima Repubblica sia stata che le legislature si sono quasi tutte - e di frequente - interrotte per impedire dei referendum. Forse quattro volte, ivi compresa quella volta in cui il risultato fu favoloso; era la volta che ci doveva essere - in base ai loro accordi - l'alternanza tra Dc e Psi, e io convinsi Craxi che bisognava fare i referendum". Lo stato dei rapporti con Socialisti e Verdi

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Ancora su Gianfranco Fini: "Fini era un'occasione, che temo si sia persa". "Io da liberale ci avrei pensato due volte a dire quello che ha detto. Perché è vero quello che dice, che non ci sono reati. A mio avviso la leggerezza sua può essere stata quando - e nessuno l'ha notata - lui a un certo punto ha detto: 'Su indicazione di mio cognato ho segnalato quella società a Pontone'. Quella forse è l'unica leggerezza, ma naturalmente in questo regime non c'è nessun giornale che ha colto questo particolare". "Ma oltre quello non mi sentirei di andare". Le elezioni anticipate dunque si stanno avvicinando? "Voglio fare un piccola ricerca: credo che una delle caratteristiche della Prima Repubblica sia stata che le legislature si sono quasi tutte - e di frequente - interrotte per impedire dei referendum. Forse quattro volte, ivi compresa quella volta in cui il risultato fu favoloso; era la volta che ci doveva essere - in base ai loro accordi - l'alternanza tra Dc e Psi, e io convinsi Craxi che bisognava fare i referendum, e allora accadde quella bella scena. Convinsi infatti Craxi a votare la fiducia per una sorta di monocolore Fanfani, mentre loro avevano scelto Fanfani perché era necessario non avere un governo perché se c'erano delle elezioni non si sarebbe tenuto il referendum; il loro era un calcolo ufficiale. Io convinsi Bettino: noi votammo tutti per Fanfani e la Dc si astenne". I ricordi di Claudio Martelli delle elezioni che seguirono, con il successo dei socialisti di allora. Bordin prova ad attualizzare il discorso: se uno pensa al dibattito prima delle ultime elezioni politiche, ed anche quelle europee, la proposta di Pannella è sempre stata quella di costruire una forza che fosse l'aggregato di radicali, socialisti e ambientalisti. La questione è ancora attuale? "La storia per fortuna fa salti, mentre la natura no. Le 'piante' quindi vengono fuori all'improvviso. Oggi ci sono cose che l'ambientalismo vede sulla linea nostra - ovvero il fatto che tutte le cose importanti devono essere contro il regime, non contro la sinistra o la destra; questa non era mai stata la posizione ufficiale dei movimenti verdi, ma invece Daniel Cohn-Bendit - che resta molto vivo, intelligente e abile - un anno e mezzo fa ha detto: 'Basta, l'ecologismo è troppo importante per vederlo interno alla sinistra o magari alla destra', e su questo ha avuto uno straordinario successo in Francia, e oggi il successo si è ripercosso in Germania dove i sondaggi danno allo stesso livello i socialdemocratici tedeschi e i verdi tedeschi"; "teniamo presente questo contesto. Non è un caso che io ogni tanto, sentendo il bisogno - nelle mie diminuite capacità politiche, fisiche, etc. - mi 'auto-gratifichi' evocando il passato con scarsa eleganza - ironizza Pannella - A questo punto cito quella cosa che venne scritta dal Corriere della Sera che mi chiedeva in un'intervista all'inizio degli anni Novanta cosa avrei fatto in caso di mia elezioni alla guida di un governo: promuoverei - dissi - geologi di quartiere dappertutto". I socialisti oggi: "Confesso che fino a quando Nencini non maturerà la capacità di far crescere la sua immagine da quella attuale in base alla quale per 20 anni è stato sempre tributario ai comunisti per avere incarichi di governo locale". I Verdi: "Devo riconoscere che adesso questa cosa di Angelo Bonelli di un lavoro preparatorio di una sorte di 'costituente ecologista' in qualche misura, se significa davvero evocare Cohn Bendit per dire che il problema non è di essere interni alla destra o alla sinistra, mentre lui continua a dire: 'Bene la tesi di Bersani sul Nuovo Ulivo'. Però Bonelli ha fatto un lavoro da formica interessante. Ma resta il fatto che se non si mette al centro la catastrofe di un Paese che da decenni ha abolito la democrazia e la Costituzione, non si prende atto che il problema è quello di cambiare regime, cioè conquistare uno spazio di legalità e di democrazia, senza di che accade quello che il Pd può rischiare tranquillamente, ovvero di andare a perdere le prossime elezioni per mancanza dei giusti calcoli". Il parallelo con l'esperienza delle elezioni regionali
    17:38 Durata: 18 min 1 sec
  • Il Pd, la Dc, la memoria di De Gasperi e Sturzo

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Gli aspetti positivi dell'intervento di Fioroni: "Sono venute fuori alcune cose identiche a quelle dette nel corso del mio incontro con Raffaele Bonanni qui a Radio Radicale. Il suo discorso per cui 'senza crescita di profitti e salari non c'è possibilità degli investimenti per rilanciare lo sviluppo'. In più gli altri accenni che ha fatto Fioroni mi fanno pensare che o è coraggioso oppure è temerario; ha chiaramente evocato il mercato, sul cui governo ci deve essere un salto di qualità che invece non viene fatto". Il sostegno di Fioroni a Bersani. L'incontro tra Bonanni e Pannella e i primi passi del sindacato italiano. "A mio avviso gli accenti con i quali Fioroni diceva 'Lui è il nostro segretario, dobbiamo appoggiarlo e essere leali con lui' Poi lui - Bersani - deve stare attento a evitare non un problema di posti ma che si vada a depositare i fiori sulla tomba di Togliatti e magari non su quella di De Gasperi. Ed è vero". "C'è una cosa su cui insisto: la Dc ha dovuto eliminare De Gasperi dopo due anni dalla sua morte". "Non è un caso che lui (Fioroni) poi abbia terminato evocando una cosa di De Gasperi al suo ultimo congresso di Napoli, ed ha nominato due volte Sturzo nel suo discorso. Io insisto nel dire che fu Sturzo che io lessi con gioia, sulla prima pagina del Mondo, che in un intervento diceva: 'Forse qualcuno si stupirà se è proprio qui che io vengo a dire queste cose - cioè dal Mondo di Ernesto Rossi, Panfilo Gentile, di quel momento, etc. - ma si vedrà, quando sarà passato il tempo, quanto non ci sarà da stupirsi ma un arrivo comune'". Le corrispondenze tra Sturzo e Salvemini.
    17:56 Durata: 13 min 40 sec
  • "Credo che il Congresso di Radicali italiani, e poi quello del Partito Radicale Transnazionale, debba passare, anche a livello legale-giuridico e delle giurisdizioni internazionali, a sottolineare come in Italia gli standard attribuiti alla democraticità delle elezioni - condizione per far parte dell'Unione europea - non siano rispettati". L'annuncio di una iniziativa nonviolenta da parte di Pannella su giustizia e carceri

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: "Credo che il Congresso di Radicali italiani, e poi quello del Partito Radicale Transnazionale, debba passare, anche a livello legale-giuridico e delle giurisdizioni internazionali, a sottolineare come in Italia gli standard attribuiti alla democraticità delle elezioni - condizione per far parte dell'Unione europea - non siano rispettati". "Se noi riusciamo a documentare quanto delle elezioni non possono che essere anti-democratiche in queste condizioni, e non si ha la nozione che siamo anche a livello formale assolutamente al di fuori di quasi tutti gli standard della democrazia e dello Stato di diritto, noi a questo punto dovremmo poter dire subito che non solo non ci vogliono elezioni anticipate, ma mai elezioni se non democratiche, altrimenti bisogna tirarsi fuori e passare a una fase differente". Il leader radicale annuncia poi una prossima iniziativa nonviolenta: "Esistono situazioni nelle quali occorre trovare una risposta che sia anche personale. Noi stiamo dicendo da tempo che la situazione della giustizia e delle carceri italiane non è umanamente tollerabile, non solo politicamente. Io sostengo che si riesce a non dare nessuna conseguenza alla situazione che riguarda in 10 anni un milione di detenuti che vivono in condizioni bestiali". Il paragone con la giustizia del regime fascista. "Per quel che mi riguarda adotto questo obiettivo a sostegno del governo e del Parlamento; io che non ho mai detto questo, inizierò tra un giorno o due uno sciopero della fame legato al raggiungimento dell'obiettivo che devo individuare, ma relativo alle carceri e alla giustizia. Mi interrogo su questo, perché serve molta chiarezza interiore e anche molta forza morale per non rischiare di fare qualcosa che è al di sopra delle capacità morali di uno di noi. Ma con due obiettivi: uno, da precisare, ma relativo alle proposte su giustizia e carcere, e l'altro su Iraq Libero". La "dolorosissima inadeguatezza di Obama" che non ha toccato il problema di Bush, Blair e della guerra in Iraq. "Non vorrei si confondessero fondamentali altri episodi di Satyagraha con questo, perché ripeto che uno sciopero così non l'abbiamo mai fatto in modo formale. E' una cosa che ho maturato dentro di me, quindi ritengo che ciascuno debba avere il tempo - almeno un mese - per maturarlo da sé. Già visitando le carceri nel giorno anche nell'ultimo giorno dell'anno avevo detto che non avrei sopportato ciò che non era sopportabile". L'operato dei parlamentari Radicali e i rapporti con il Pd.
    18:09 Durata: 13 min 9 sec
  • L'iniziativa del Partito radicale transnazionale e di Non c'è Pace senza Giustizia sul bando delle mutilazioni genitali femminili

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sul fronte transnazionale, l'iniziativa radicale sulle mutilazioni genitali femminili. L'articolo apparso domenica sul Corriere della Sera che ascriveva i primi successi genericamente all'Italia: "Vista la linea De Bortoli direi che va bene, perché almeno non l'ha attribuita al Vaticano e all'Italia. Quella del Corriere della Sera è una linea clerico-moderata, storicamente opposto a quella cattolico-liberale". "E' una lotta che si deve in particolare a Emma (Bonino) e attraverso l'uso di una delle articolazioni del Partito che è No Peace Without Justice; però che sia una battaglia di tutto il Partito radicale mi pare pacifico. Parlavamo ancora della moratoria sulla pena di morte, quando già l'abbinavo alla battaglia in corso per questo. Se noi quest'anno riuscissimo ad avere all'Assemblea generale quest'altro successo. Con una cosa che anche Emma ha sottolineato: il caso no, ma la storia vuole che sui tre grandi contributi transnazionali, civili, umani, morali del nostro Partito, ci siamo trovati attraverso Gianni Letta - e il Gianni Letta berlusconiano - ad essere assolutamente appoggiati dal Governo di destra. Prima la Corte penale internazionale, con Roma che fu la sede in cui nacque questa cosa e lo stesso Governo italiano volle che una Ong come noi siamo venisse trattata alla stregua degli Stati che allora erano attori di questa convenzione; per la pena di morte, dobbiamo ringraziare un po' Saddam - che con la sua morte è riuscito a convincere D'Alema - però anche su quello dobbiamo dire che il centro-destra ha appoggiato senza dubbio questa campagna; terza cosa, ora sulle mutilazioni genitali femminili"
    18:23 Durata: 5 min 52 sec
  • I Radicali e Santoro, il Fatto, Grillo e Di Pietro

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    "Oramai di fronte tutti coloro che blaterano che la democrazia italiana è in grave pericolo e che Berlusconi la mette sempre più in pericolo, noi diciamo che questa è una logica di regime di cui gli aedi sono in particolare 'Sant'oro' e gli altri. Da questo punto di vista vorrei dire una cosa. Il Fatto ha avuto un grosso contributo da se stesso e che è bene che non ignori; la settimana scorsa hanno voluto fare questo sondaggio: chi, secondo i loro lettori, fosse più qualificato per essere alternativo a Berlusconi. Hanno messo sei nomi tra i quali - bontà loro - anche il mio. Quali sono stati i risultati? Il primo, secondo i loro lettori, doveva essere Grillo, il secondo Di Pietro - e i due insieme facevano più del 65 per cento -, poi il 22 per cento a Nichi Vendola, e quindi il restante 10 per cento da dividere tra Fini, Bersani e me. Sarebbe bene che il Fatto riflettesse un tantino su questo". "Spero che nelle ambizioni del Fatto ci sia qualche cosa di più di essere la versione cartacea di Santoro". Il contributo di Furio Colombo al quotidiano diretto da Antonio Padellaro. Grillo e Di Pietro fanno breccia nei dirigenti radicali? "Dentro l'elettorato radicale - precisa Pannella - per quello che sento dai dibattiti, c'è qualcuno che può essere meno anti-Di Pietro e anti-grillino, mentre molti lo sono, e io cerco di moderare questa cosa. Infatti ho scritto a Grillo almeno tre lettere, in momenti politicamente importanti e di scelte importanti per lui, per collaborare. Quando gli ho detto per esempio di fare attenzione a raccogliere milioni di firme in una data sbagliata e a causa della quale avrebbe 'bruciato' tutte quelle firme; oggi nessuno ne parla. Un'altra volta ho fatto lo stesso tipo di ragionamento nel merito di alcuni referendum e anche di quelli non se n'è più parlato. Adesso lui dice: 'Tutti gli altri', mentre dice 'noi siamo crescenti e vincenti'. Io gli auguro di avere un buon successo elettorale, perché se lo merita, e perché su quale programma opereranno? Mi pare che di già, tra i pochi eletti che ha, ci sono delle fuoriuscite o delle gravi delusioni. Gli auguro quindi un buon successo. Grazie a che cosa? Adesso mi sto informando su quanto può essere considerato il valore di quattro minuti con 5 milioni di ascoltatori, perché Santoro per tre volte in un anno già ha dato questi quattro minuti a Grillo, di grande oratoria, a scelta - uno spot davvero; allora facciamo un po' i conti e vediamo se lui non va in televisione"
    18:29 Durata: 13 min 19 sec
  • La situazione mediorientale: "Io per la prima volta non ho aderito a una cosa alla quale altre volte avrei aderito d'ufficio, e si tratta della manifestazione 'La verità su Israele' convocata da Fiamma Nirenstein; credo che sarà interessante sapere cosa ne viene fuori, ma nel modo più assoluto ritengo che se si censura al 100 per cento il soggetto 'popolo israeliano', come accade in Italia su alcune cose, evidentemente qualsiasi dibattito è monco di un elemento assolutamente essenziale per dei democratici"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il senso della continuazione dell'iniziativa "Iraq Libero".La situazione internazionale e il ruolo dell'Iran. Dove si collocano i Radicali? "Per esempio, io ho sentito il nome di un medico palestinese - che già conoscevo e di cui poi mi ero dimenticato - che ha perso tre figlie ad opera degli Israeliani, e che resta su posizioni assolutamente nonviolente, mettendo al centro non la pace ma la democrazia. Appena posso, andremo a trovarlo e documenteremo. Spero diventi un dirigente radicale come si merita. C'entra con l'Iran perché io per la prima volta non ho aderito a una cosa alla quale altre volte avrei aderito d'ufficio, e si tratta della manifestazione 'La verità su Israele' convocata da Fiamma Nirenstein; credo che sarà interessante sapere cosa ne viene fuori, ma nel modo più assoluto ritengo che se si censura al 100 per cento il soggetto 'popolo israeliano', come accade in Italia su alcune cose, evidentemente qualsiasi dibattito è monco di un elemento assolutamente essenziale per dei democratici. E allora a questo punto ho detto: non voglio continui la nostra involontaria censura rispetto alla Palestina e ai palestinesi. Ho fatto un esempio e credo che questo significa anche continuare la nostra posizione di difesa delle ragioni storiche e delle funzioni di Israele secondo il popolo israeliano e non il regime israeliano. Allora tutta la politica che è volta a considerare qualsiasi atteggiamento non di risposta militare a Teheran come necessariamente un atteggiamento complice, ritengo che questa posizione sia una posizione assolutamente stupida". La situazione degli Stati arabi moderati. "Ritengo che finché non si saprà la verità sull'Iraq libero nostra, purtroppo Obama - di fronte alla faccia serena e un po' furba del dittatore di Teheran alla riunione dell'Onu, quando quello dice: 'Questa notte avete giustiziato in Virginia una donna che era anche malata mentale e ci fate la morale'; sono cose che fanno effetto. Dinnanzi al mero argomento, cui non si risponde, 'perché voi potete avere nucleare civile e militare, e noi no?ì, se non si risponde c'è un elemento di debolezza. Allora ritengo che la risposta auspicata dall'ufficialità israeliana è una risposta interna a quel destino suicida che è determinato dal regime israeliano che è nazionalista, senza la coscienza di esserlo". "Io dico che si parla soprattutto con i nemici, fin quando sai che parli"
    18:42 Durata: 14 min 55 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Gli appuntamenti della settimana entrante. Seminario sull'uninominale organizzato dai Radicali, "perché il 7 ottobre abbiamo la prima formale assemblea del Comitato che è stato gestito e portato avanti da quattro nostri compagni e lì dovremo decidere - visto che questa formula che abbiamo trovato decade - il nome stesso dell'iniziativa, e anche i responsabili, e anche la sede dell'iniziativa. Il seminario è in previsione di questo". Continuerà poi la mobilitazione per le mutilazioni genitali femminili. "E teniamo presente che dal 29 all'uno abbiamo l'ultimo Comitato prima del Congresso". "Questi nostri dialoghi, quello che facciamo con Radio Radicale, è in una situazione nella quale rischiamo - ma è un rischio che dobbiamo correre - di parlarci addosso. Nel senso che il proprio di una democrazia, di una società civile, è che questo venga un po' conosciuto dalla gente. E questo non è il caso, per un elemento strutturale. Se accade per noi, quante altre realtà potenziali vengono soffocate e ammazzate dall'anti-democrazia italiana?"
    18:57 Durata: 5 min 21 sec