10 OTT 2010
dibattiti

Conversazione settimanale con Marco Pannella

DIBATTITO | di Massimo Bordin - Roma - 17:05 Durata: 2 ore 4 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 10 ottobre 2010 condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (giornalista), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Marco Cappato (segretario dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore e 4 minuti.

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  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L’iniziativa nonviolenta di Marco Pannella. I temi della settimana politica. Il possibile collegamento con Marco Cappato nel corso della trasmissione.
    17:05 Durata: 2 min 38 sec
  • Dalla Serbia all’Iraq, da Israele all’informazione italiana: Continuano ad accadere, in Italia e altrove, cose che da tempo e tutti i giorni vanno nella stessa direzione. Solo che su questa direzione ho l’impressione che ci si avvicini a quei ritmi che sono propri della forza di gravità. E che vanno nella direzione che poi è quella per la quale gli obiettivi radicali sono quelli che andiamo raccontando soprattutto in questo mese e si aggravano, perché ogni volta troviamo conferme

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Massimo Bordin

    giornalista

    Accadono e continuano ad accadere, in Italia e altrove, cose che da tempo accadono tutti i giorni vanno nella stessa direzione. Solo che su questa direzione ho l’impressione che ci si avvicini a quei ritmi che sono propri della forza di gravità. A volte accadono infatti indicazioni della cronaca e della storia di tipo contraddittorio; quando invece si protraggono in assoluta prevalenza indicazioni dello stesso tipo, individuabili come una direzione e non un’altra, che poi è quella per la quale gli obiettivi radicali sono quelli che andiamo raccontando soprattutto in questo mese e si aggravano, perché ogni volta troviamo conferme. O siamo paranoici - e i paranoici come noto trovano sempre conferme - oppure non siamo e non sono paranoico, ma sono e siamo lucidi, avendo una visione e riuscendo a leggere la realtà in base a una visione che ci è stata tramandata e che da qualche decennio si è rivelata in modo clamoroso come quelle che meglio riesce a leggere la contemporaneità. Pannella cita alcuni lanci di agenzia a mo’ di esempio. Gli scontri in Serbia in occasione del Gay pride locale, con il tentativo di assalto al palazzo del Governo e occupazione della sede del Partito di Governo per manifestare lo "sdegno contro la decisione di ospitare a Belgrado un Gay pride; è indubbio che una mobilitazione di questo genere difficilmente potrà essere davvero e con purezza motivata dal movimento anti-gay. Tadic è un democratico-liberale, forse il più liberale che esiste in Serbia, e quindi le ostilità sono quelle che sono, viste le tradizioni degli ultimi decenni serbi. Ancora, la situazione della democrazia israeliana. Poi vi sono episodi che stiamo di nuovo individuando con il Centro d’Ascolto; l’altra sera il Tg3 parlava del divorzio e il massimo che è stato concesso alla storia sono stati due nomi, quando si è parlato di ‘legge Fortuna-Baslini’: oggi sono vivi i nipoti di Fortuna e Baslini, ma forse bisogna dire chi fossero, e invece nulla. E a parte quello nemmeno una parola. Oggi il pomeriggio di Rai1 era dedicato alla Sla, e la Rai tv non ha nominato Luca Coscioni; si aveva forse la possibilità di mostrare anche in questo caso qualche fotogramma, qualche richiamo visto che la lotta Coscioni-Welby e della loro associazione ha una sua notorietà, e come noto ha avuto una sua popolarità nel Paese. Invece niente. Ancora su Israele, dopo la manifestazione ‘Per la verità, per Israele’ nella quale José María Aznar è intervenuto teorizzando che Israele è ‘un pezzo d’occidente in Medioriente’: Io parlo di democrazia reale, dice Pannella - cercando di impedire che Israele faccia la fine del socialismo reale, per cui si può parlare di un ‘occidente reale’. Quando poniamo la questione dell’Iraq massacrato da 10 anni grazie all’azione dell’Occidente, torniamo di nuovo a questo
    17:08 Durata: 14 min 20 sec
  • Afghanistan: Ho profondo dolore per i limiti che sta dimostrando Obama, perché non riesce - in fondo era quello che lui voleva - contro quel tipo di America che si era affermata con Bush; voleva riaffermare l’identità storica americana e occidentale. Era evidente: questo richiamo alla verità, alla moralità pubblica, e alla tradizione anglosassone per la quale si sa che alla bugia di un dirigente politico la gente sta molto attenta a questo. Invece è caduto probabilmente nella tentazione di un ‘idealista’ dinnanzi alla realtà

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Le vittime italiane in Afghanistan. Le dichiarazioni del Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, sulla ipotesi di armare gli aerei italiani; il Pd risponde: ‘Discutiamone’; Idv e Rifondazione dicono: ‘Dobbiamo andarcene e basta’. Le dichiarazioni del generale Tricarico. Qui purtroppo si dimostra una cosa che dico, come direi di un mio giovane discendente per via indiretta che mi pare stia male, un nipote: io ho profondo dolore per i limiti che sta dimostrando Barack Obama, perché non riesce - in fondo era quello che lui voleva - contro quel tipo di America che si era affermata con Bush; lui voleva riaffermare l’identità storica americana e occidentale. Era evidente: questo richiamo alla verità, alla moralità pubblica, e alla tradizione anglosassone per la quale si sa che in Inghilterra e in America alla bugia (o bugiola) di un dirigente politico la gente sta molto attenta a questo. Invece lui è caduto molto probabilmente nella tentazione di un ‘idealista’ dinnanzi alle realtà, e infatti aveva scelto già molti realisti bushiani per incarichi della sua Amministrazione, a partire da posti strategici come quello della difesa. Adesso il suo consulente per la difesa, che non è uno di quelli di origine bushiana, si è dimesso ieri mattina. Si è dimesso anche quello dell’economia e stanno arrivando guai a non finire. Lo vedo con dolore. Si vede che culturalmente non ha vissuto l’esperienza che io chiamerei ‘radicale’, e reagisce così. In Afghanistan lui corregge dicendo: ‘Li manderò via, ma intanto mando più soldati’. Noi siamo certi che lui non sta vedendo quello che accade in America Latina, in Messico e sulle frontiere Messico-Usa per il proibizionismo, e questo anche in Afghanistan, in Laos, in Vietnam e in Cambogia “E qui veniamo a quello che sto vivendo, ragionevolmente oltre che razionalmente: i segnali antropologici con diverse storie ma per cui si affermano consistenti nuclei sociali che fanno riemergere, per noi, la stessa storia per la quale si è arrivata alla Shoah, è un elemento sul quale stiamo facendo la nostra lotta come Partito radicale transnazionale, e adesso speriamo che questo si possa affermare in modo chiaro nel congresso di Radicali italiani”.
    17:22 Durata: 9 min 33 sec
  • Pannella: Formigoni stesso ha riconosciuto di avere la responsabilità per il fatto che la sua lista ha prodotto falsi pubblici in serie, sistematici, per i quali i Radicali invece - avendo constatato che non avevano abbastanza firme per candidarsi - hanno dichiarato forfait; hanno detto che per l’anti-democraticità del clima non hanno raccolto le firme e non si sarebbero candidati

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L’atteggiamento del Corriere della Sera rispetto all’iniziativa radicale sulla questione firme per le liste di Roberto Formigoni alle elezioni regionali e sul referendum milanese promosso, tra gli altri, dai Radicali e da Marco Cappato. Il governatore stesso ha riconosciuto di avere la responsabilità per il fatto che la sua lista ha prodotto falsi pubblici in serie, sistematici, per i quali i Radicali - avendo constatato che non avevano abbastanza firme per candidarsi - hanno dichiarato forfait; hanno detto che per l’anti-democraticità del clima non hanno raccolto le firme e non si sarebbero candidati. Quest’altro, Formigoni, riconosce che a loro mancavano le firme e che il problema l’hanno risolto in un altro modo, al punto che in un’intervista a Repubblica, Formigoni - che per immagine è una persona tagliata con l’accetta, nel senso della sua integrità -, lo ha sostanzialmente ammesso. Il leader radicale commenta poi la manifestazione congiunta di Bossi, Alemanno e Polverini per ‘ricucire’ in teoria i rapporti tra Roma e la Lega: Mentre riprendevano quella favolosa scena della coda alla vaccinara, del nostro sindaco Alemanno che imboccava amorevolmente Umberto Bossi, io ero uscito dal Parlamento dove ero lì per vedere due o tre parlamentari - non diamo ancora la notizia, perché ci sono trenta parlamentari italiani che in questo periodo si sono iscritti al Partito radicale transnazionale, e quindi sono andato a Montecitorio per quello - e ho visto Pedica (Idv) che stata pure lui lì. Io mi sono avvicinato, anche perché sono un po’ un cultore di queste cose: la polenta vabbè, ma la coda alla vaccinara. Poi è venuto chiaro dal servizio televisivo una signora molto anziana che stava assistendo e questa in modo chiarissimo fa: ‘Papponi!’. Devo dire, una risposta perfetta. Perché fare oggi una cosa di questo genere in Italia, e infatti è stata una manifestazione di regime
    17:32 Durata: 7 min 24 sec
  • La battaglia contro la pena di morte e le mutilazioni genitali femminili. Abbiamo anche pronta l’altra battaglia per rianimare la giurisdizione internazionale come arma prima per cercare di battere la tendenza mefitica, terrorizzante, che oggi è quella dell’Onu e che già fu della Società delle Nazioni, con una comunità internazionale incapace di difendere la sua carta costitutiva. Sono lotte fragili, se non trovassimo risposte. Penso non sia così. Il proibizionismo, calamità internazionale.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L’iniziativa di Nessuno Tocchi Caino sulla pena di morte in Iran, con il contributo delle donne della resistenza iraniana dei Mujaheddin del popolo (Pmoi). Noi come partito due o tre anni fa decidemmo di fare fiducia, ed era rischioso, a questa unica organizzazione che si conosce al di fuori dell’Iran, e presente in tanti modi, anche con un campo emblematico in Iraq. Tutti i conti fatti, visto che queste cose le abbiamo seguite e abbiamo avuto rapporti molto difficili con costoro nei decenni precedenti, io oggi mi sono convinto che abbiamo avuto ragione. Perché una resistenza che riesce a trovare il modo ‘digitale’ a preorganizzare una cosa del genere in mezzo alla folla, a tenerla, e a farcela avere. Credo che siamo un tantino capaci di organizzare la forza e le potenzialità anche nonviolente di una resistenza e a questo dico ‘chapeau’, perché con il regime che c’è. Loro (i Mujaheddin, ndr) hanno dato delle cifre sugli assassinati del regime. Loro hanno detto che sono centinaia di migliaia; io sono prudente, ma se anche fossero decine di migliaia non cambierebbe normalmente, però cambierebbe sostanzialmente. Il caso Sakineh: Con una faccia tremenda, perché sicura, sorridente, sarcastica, il grande leader iraniano è intervenuto all’Onu dicendo: ‘Beh, in realtà l’altra sera avete giustiziato in Virginia una donna incapace di intendere e di volere’, come da parte dei difensori della donna si sosteneva. Sergio D’Elia, già due giorni fa rispose, ricordando che cos’è la giustizia americana. Ci sono anche gli errori, ovviamente, da parte di questa giustizia. Noi abbiamo creato Nessuno Tocchi Caino per sottolineare una cosa: che c’è chi vuole la pena di morte, chi vuole la caccia, e fanno parte di una civiltà; non sono dei barbari. E’ un’altra civiltà giunta fino ai nostri tempi. Ma oggi è un fatto di coloro che hanno il terrore della nuova civiltà che sicuramente oramai tende a prevalere e che oramai tentano colpi di coda disperati, in un caso o nell’altro. Questi colpi di cosa - insisto - a me paiono, anche in Italia con il problema della giustizia, consistenti nuclei di Shoah in atto e soprattutto potenziale. Appunto, il fatto che accade oggi a Belgrado contro gli omosessuali - che erano una piccola parte delle vittime della Shoah -, come i Rom, con l’atteggiamento di Sarkozy e guardacaso anche loro al centro della Shoah. Io dico sempre di stare attenti, perché le minoranze rischiano poi - anche se hanno culture nonviolente e liberali - di essere paranoiche, di leggere in modo improprio e fissato tutto quello che accade. Purtroppo non è il caso. L’iniziativa radicale per la giustizia internazionale e contro la pena di morte. Adesso stiamo lottando per la messa al bando delle mutilazioni genitali femminili. Il ruolo del governo italiano in questi frangenti. Se va bene questa cosa contro le mutilazioni genitali femminili, abbiamo anche pronta l’altra battaglia per rianimare la giurisdizione internazionale come arma prima per cercare di battere la tendenza mefitica, terrorizzante, che oggi è quella dell’Onu e che già fu della Società delle Nazioni, con una comunità internazionale incapace di difendere la sua carta costitutiva. Sono lotte fragili, se non trovassimo risposte. Penso non sia così. Il caso del carcere nel nostro paese: E’ una discarica sociale, non solo italiana. E’ una discarica sociale mediterranea, balcanica e dell’Africa nera, più consistente robetta dell’America latina e anche afghana perché molti di quelli che fuggono poi si dedicano al commercio della droga. Con un risultato: in Iran in genere quando sono arrestati e giustiziati hanno sempre della droga in tasca. In Cina, dappertutto nel mondo, anche in Italia, il proibizionismo ha fatto trovare una cosa molto semplice: come fai in questi regimi a provare che in effetti quello di cui ti vuoi sbarazzare è uno spacciatore. Forse ritroviamo il sapore sbagliato con questo lungo esordio di quello che ci ha occupato e ci occupa da settimane
    17:39 Durata: 18 min 54 sec
  • Cappato sui Referendum days a Milano: Ci sono 15 mila firme da raccogliere e servono 300 volontari. Sono proposte per tassare il traffico potenziando i mezzi pubblici, per il verde, per riaprire i navigli, per impedire che Expo diventi un’occasione per la speculazione del malaffare e della speculazione a Milano

    Marco Cappato

    segretario dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Collegamento con Marco Cappato. A Milano non c’è solo la vicenda del grande governatore di Cl, esordisce Pannella. Cappato: L’elemento comune alle due vicende è quello delle firme, false da una parte e da raccogliere dall’altra, cioè sui referendum ‘Milano si muove’ per la qualità della vita e dell’ambiente. Non entro nel dettaglio, le informazioni sono sul sito www.milanosimuove.it. Sono proposte per tassare il traffico potenziando i mezzi pubblici, per il verde, per riaprire i navigli, per impedire che Expo diventi un’occasione per la speculazione del malaffare e della speculazione a Milano. Il rischio è che nei giorni in cui siamo riusciti a fare scoppiare lo scandalo delle firme false, anche se quasi nessuno - soprattutto nell’opposizione milanese e lombarda pare essersene accorto -, ponendo un problema di legalità, poi non riusciamo a giocare questa proposta ambientalista europea. Ci sono 15 mila firma da raccogliere; siamo un po’ a meno di metà e venerdì, sabato e domenica prossima, il 15-16-17 ottobre, abbiamo indetto nuove giornate di referendum days, con l’obiettivo di avere 100 punti di raccolta in tutta Milano; a questo punto servono almeno 300 volontari per raccogliere le firme; milanesi, ma non solo, l’appello dunque è a venire da altre zone della Lombardia. Il numero di telefono per dare la propria disponibilità è 02-39542026; abbiamo tempo fino ai primissimi giorni di novembre per raccogliere le firme. Pannella: Ma perché non fai un po’ come fanno i compagni del Pd, i grillini, i viola? Siccome sappiamo che Formigoni dimostra che era disperato per questa tua-nostra offensiva, e siccome si sta aggravando ulteriormente, con le notizie che vengono e le schede che avete prodotto alla stampa, perché non fate ricorso a un po’ di realismo, Marco? Perché non chiedi al Governatore - non pubblicamente, evidentemente, di prestarti qualcuno, quei 4-5 consiglieri che erano rapidi per darci un po’ di firme? Cappato: Non è una cattiva idea, scherza Cappato, anche perché in questi giorni circola l’argomento sostanzialista: ‘Ma Formigoni ha preso il 60-70 per cento, cosa state lì a formalizzarvi!’
    17:58 Durata: 9 min 35 sec
  • L’Assemblea nazionale del Pd: Bersani vede gli alberi, e vede degli alberi pericolosissimi perché ci stanno cadendo in testa; mette a fuoco gli alberi ma ignora completamente la foresta. Il "contesto" dei rapporti tra Berlusconi e D’Alema

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L’iniziativa della magistratura napoletana rispetto al Giornale. Il ruolo della magistratura. Pannella ricorda: Sulla magistratura napoletana, intanto resta sempre il comportamento per il processo Bassolino. I precedenti del caso Tortora. L’appuntamento di Varese del Pd e il discorso di Pier Luigi Bersani: Un intervento molto efficace; se si facesse uno studio dell’oratoria di Bersani, verrebbero fuori cose interessanti, come l’utilizzo di un linguaggio quasi conviviale o di strada, nel senso buono della parola. Lui ha delle affermazioni davvero cariche di buon senso e non di senso comune, a livello espressivo. E in più con una patente espressione di autenticità e sincerità. Vale quello che vale, perché poi uno può essere un maestro in doppiezza. C’è però il problema vero con Bersani: in lui quello che manca totalmente, perché è vietato istintivamente al Pd, è il contesto delle cose delle quali si occupa. Lui vede gli alberi, e vede degli alberi pericolosissimi perché ci stanno cadendo in testa; mette a fuoco gli alberi ma ignora completamente la foresta. Bersani, grazie all’autorevolezza di una firma che è quella della Meli, non si è potuto decentemente censurare su una sua informazione, mai smentita da nessuno: che qualche giorno fa si sono recati nel palazzo di Fedele Confalonieri, quello che anche Berlusconi usava prima di avere incarichi istituzionali, lui, Massimo D’Alema, Gianni Letta, e hanno discusso - dice la Meli - anche della possibile presidenza della Camera di Massimo D’Alema. Smentite, nulla. Silenzio. E’ chiaro che lì è l’accordo con Berlusconi. Uno avrebbe dovuto dire: ‘Berlusconi, non è che un’altra volta non ti riesce di trovare nel Pdl un candidato? Il precedente della candidatura di Massimo D’Alema a guidare il dicastero degli Esteri d’Europa, voluta anche allora da Berlusconi; poi stessa sorte per la presidenza del Copasir
    18:08 Durata: 14 min 5 sec
  • Possibile che Fini non sia stato in condizioni, per la platea magari, ma anche per la verità, di chiedere pubblicamente a Berlusconi: ‘Ma un momento, vuoi spiegare perché il candidato nostro a ministro degli Esteri dell’Ue è Massimo D’Alema?’ In materia un atteggiamento identico è stato quello tenuto dal Secolo d’Italia

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Le voci sul coinvolgimento dei servizi segreti nell’affare Montecarlo che ha coinvolto il presidente della Camera, Gianfranco Fini: Io continuo a ritenere che la politica estera in regime berlusconiano e un po’ anche dalemiano passi molto di più per i servizi - che si occupano di economia e tante altre cose - che per la Farnesina, dove c’è l’ottimo Franco Frattini. Credo che De Gennaro abbia il senso della responsabilità della propria professionalità, ma se il potere politico dal quale lui deve dipendere può fare cose che lui non vorrebbe fare. È accaduto a Genova. Guardacaso mi ricordo che Gianfranco Fini era allora nella sala operativa. Io ho già avuto occasione di dire una cosa: non è che la grande opinione è stata informata davvero su cosa davvero divergevano Berlusconi e Fini; io non ho avuto più l’onore di parlare con Gianfranco, ma mi ero chiesto e a qualcuno avevo detto: possibile che Fini non sia in condizioni, per la platea magari, ma anche per la verità, di chiedere pubblicamente: ‘Ma un momento, vuoi spiegare perché il candidato nostro a ministro degli Esteri dell’Ue è Massimo D’Alema?’. Credo che lì avrebbe posto dei problemi anche agli elettori berlusconiani. Quando c’è stata la nomina al Copasir, di nuovo non l’ha fatto. Il Secolo d’Italia ne è una prova: il tentativo di attenzione a noi è patentemente relativo alla ordinaria autonomia gestionale del giornale, non sono le cose di prima pagina, ma davvero c’è un senso di attenzione che traspare; su questo però anche il Secolo non ha potuto dire nulla. E ancora: Fare Futuro e tutta quella roba di Gianfranco, che è importante, possiamo dire che da quando esistono non sono mai stato invitato a nulla da loro, come anche da ItalianiEuropei di D’Alema L’antiradicalismo del Pd del Loft. “Ecco queste sono cose di contesto”.
    18:22 Durata: 15 min 13 sec
  • I dati in arrivo dal Centro d’Ascolto e l’analisi della presenza delle forze politiche in tv: La possibilità per i Radicali di raggiungere una soglia minima di massa critica dell’opinione pubblica non esiste. Il caso peculiare di Beppe Grillo

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il vero problema - e staremo per dare una documentazione su questo, sperando che osservatori autorevoli vogliano discuterne - è che sulla radio, non solo sulle tv, si tratta di vedere quali sono le presenze nella realtà italiana nelle quali personalità o forze politiche possano, in base alla qualità e quantità di comunicazione della quale dispongono, raggiungere quella massa critica minima al di sotto della quale non c’è la possibilità di dire: ‘E’ all’opinione pubblica’. Per esempio è vero che Grillo non va mai in studio, perché Grillo come Berlusconi e come altri non ama dialogare; ma secondo le tariffe pubblicitarie note, i tre minuti e mezzo in una trasmissione da cinque milioni di ascoltatori, tre minuti e mezzo di un oratore così, di un pm così fantasioso e diverso dagli altri, vedremo quanto costano; quei tre minuti e mezzo prefabbricati si vedrà sicuramente che già quelle sole cose hanno un peso maggiore di 10 minuti di quelli che invece dialogano. Stiamo studiando queste cose, inserendo anche le radio. Secondo i dati che mi ha anticipato Gianni Betto dal Centro d’Ascolto - dice Pannella - la nostra possibilità di raggiungere una soglia minima di massa critica dell’opinione pubblica non esiste I media italiani e l’iniziativa radicale Iraq Libero.
    18:37 Durata: 11 min 25 sec
  • Nelle carceri italiane ci sono le vittime della Bossi-Fini, cioè della legge sull’immigrazione, poi i tossicodipendenti, cioè le vittime della legge Giovanardi-Fini. Sono le due leggi che tuttora sorreggono il fatto che le nostre carceri non possono non essere piene

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    C’è un’altra cosa che noi affermiamo: che nelle carceri italiane ci sono le vittime della Bossi-Fini, cioè della legge sull’immigrazione, poi i tossicodipendenti, cioè le vittime della legge Giovanardi-Fini. Sono le due leggi che tuttora sorreggono il fatto che le nostre carceri non possono non essere piene. Oggi c’è stata un’ottima notizia: è stato stabilito che rispetto al ‘primo Cucchi’, ovvero al caso Aldrovandi, lo Stato è stato condannato; non era un incidente d’auto nel quale è morto qualcuno. A questo punto vorremmo sapere altro, se è omicidio preterintenzionale magari, come è avvenuto e per mano di chi. Stiamo vedendo dei passi avanti, e per noi radicali il monito è sempre più evidente: state attenti, che tutte queste cose, da Belgrado a Israele, ormai sono consistenti premesse possibili o probabili alle stesse cose che si sono tradotte poi in Shoah. Sbaglieremmo a mettere queste cose a carico di un governante o dell’altro. Queste sono realtà
    18:48 Durata: 6 min 44 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Gli appuntamenti della settimana entrante. Di già Elisabetta Zamparutti (Nessuno Tocchi Caino) è in partenza per l’Africa e per i Paesi che lei ha indicato per rafforzare, assieme alla richiesta di mettere al bando le mutilazioni genitali femminili, anche la moratoria sulla pena di morte. Anch’io forse a fine settimana darò il mio contributo a questo giro “Mercoledì a Helsinki comincia il congresso dell’Internazionale liberale; lì manderemo una delegazione guidata da Marco Perduca e Matteo Angioli, ed è un congresso per noi molto importante, perché cercheremo anche di porre il problema Iraq”. I referendum days a Milano. “Ho appreso che Silvio Viale e l’associazione Adelaide Aglietta il 19 sera a Torino, alle 21, parteciperà a una manifestazione di presentazione del libro di Teodori con l’autore e Luca Ricolfi; (…) senonché, siccome questa cosa era già decisa – ovvero che dalle 16 alle 20 dello stesso 19, a Torino, ci sarà un omaggio a Pannella da parte di un notevole numero di intellettuali per iniziativa del Centro Pannunzio – a questo punto sorge un piccolo problema: che io non andavo da due anni a Torino; avevo accettato questo invito per andare lì e quando faccio questo, faccio anche una riunione di partito in genere. Allora a questo punto convoco dopo le 20 una nostra assemblea; io faccio poche manifestazioni in giro, e mi pare ci sia una notevole possibilità per chiunque che se lui va a fare una manifestazione politica, egli capiti proprio quando c’è una manifestazione culturale di Massimo Teodori. Però siccome non ho ancora annunciato che c’è questo appuntamento, invito da ora a una riunione del Partito,dei Radicali piemontesi. In una situazione nella quale vedremo se potremo ritrovarci nella sede dell’Associazione Aglietta o altrove, perché mi pare che quella sera l’Associazione Aglietta abbia un’altra priorità. L’annuncio è questo: questa settimana dovrò preparare un convegno almeno piemontese sulle nostre iniziative”. Perché non organizzare un dibattito con Massimo Teodori? Risponde Pannella: “Perché, come diceva Calogero, è importantissimo scegliere gli interlocutori”.
    18:55 Durata: 14 min 12 sec