24 OTT 2010
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Paolo Martini - Radio - 17:04 Durata: 2 ore 1 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 24 ottobre 2010 , condotta da Paolo Martini con gli interventi di Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore e 1 minuto.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione. La partecipazione di Marco Pannella, assieme a Marco Politi, al Terzo festival mediterraneo della laicità. Il contributo di Politi al quotidiano "il Fatto" secondo il leader radicale. Nichi Vendola e il suo intervento conclusivo al Congresso di Sinistra&Libertà

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Intervento di Vendola: il passaggio sull'anticlericalismo ("Mai vecchie pulsioni anticlericali, ma rilanciare la sfida del dialogo"): "Annoto intanto - dice Pannella - che un cattolico che rivendica la sua qualità di cattolico si presenta come molto evangelico, e tutti sappiamo che 'evangelici' sono alcuni dei gruppi della Riforma". Il comunicato di Maurizio Turco, deputato radicale: "Sarebbe sbagliato ritenere, come ha fatto Vendola, che l'inseminazione di clericalismo a seguito della fine dell'unità politica dei cattolici riguardi solo gli 'altri'. E poi perché citare solo il Gramsci critico dell'anticlericalismo risorgimentale e censurare il Gramsci anticoncordatario? Giacché c'era - aggiunge - poteva rivendicare il Vendola2007: circa 12milioni di euro della Regione Puglia per realizzare strutture sportive in 111 oratori pugliesi. Giusto per dirne una. E' anticlericalismo ottocentesco il sottolinearlo o neoclericalismo concordatario l'averlo fatto? Non una parola poi sull'otto per mille, sulle esenzioni fiscali e tributarie, sullo IOR. Ci tiene a dire che vuole dialogare con la Chiesa sui temi eticamente sensibili, ma lo si può fare senza tenere conto (e senza dirlo!) del detto e del fatto durante la campagna referendaria clericale sulla legge 40?". "Almeno questo mi pare dovuto e dialogico - commenta Pannella - essendo una domanda su fatti che viviamo e che si cerca in fondo di far sì che non sia colta dall'opinione pubblica"
    17:04 Durata: 7 min 21 sec
  • Vendola contro le "pulsioni anticlericali". Pannella: "Rivolgendomi alle critiche di 'vecchio anticlericalismo', e parlando di noi sicuramente 'anticlericali senza sé e senza ma', ho ribadito che è evidente che a livello europeo i risorgimenti nazionali furono tutti liberali e tutti contro il potere temporale dei Papi e dei loro alleati. Ho ribadito che grazie a quel risorgimento liberale e anticlericale di cattolici liberali soprattutto, uscirono dall'Indice dei libri proibiti da Dante a Manzoni, a Gioberti, forse il meglio della cultura teologica cattolica"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Prosegue Pannella "Ieri, rivolgendomi alle critiche di 'vecchio anticlericalismo', e parlando di noi sicuramente 'anticlericali senza sé e senza ma', ho ribadito che è evidente che a livello europeo i risorgimenti nazionali furono tutti liberali e tutti contro il potere temporale dei Papi e dei loro alleati. Ho ribadito che grazie a quel risorgimento liberale e anticlericale di cattolici liberali soprattutto, uscirono dall'Indice dei libri proibiti da Dante a Manzoni, a Gioberti, forse il meglio della cultura teologica cattolica. Quindi è indubbio che la libertà di religione per i cattolici venne realmente con il Risorgimento liberale". Il leader radicale poi accenna alla "scelta ideologica e politica di contrapporre il sociale al liberale" da parte dei Papi come Leone XIII che nella sua Rerum Novarum contrapponeva "la cura e la mobilitazione sociale allo stato liberale perché borghese; il problema è che in quel modo dimenticavano anche tutte le forme di socialismo, e anche il radicalismo cavallottiano a proposito del quale ritengo avesse ragione il sacerdote Romolo Murri che recandosi in uno dei circoli dell'aristocrazia nera si augurò - tre settimane dopo la morte di Felice Cavallotti - che lui e i presenti riuscissero ad essere eredi e continuatori di Felice Cavallotti. Romolo Murri, sacerdote, poi deputato radicale e poi fatto fuori dal Patto Gentiloni"
    17:12 Durata: 3 min 25 sec
  • Annozero di Michele Santoro, l'opposizione e le mancate domande nei confronti di Formigoni per le firme false raccolte per poter presentare la sua lista in Lombardia: "Come un sol'uomo: sono tutti accorsi, con la prestigiosa copertura di Michele Santoro - che io ritengo sia uno dei pilastri più solidi, e più pericolosi perché di fatto 'inautentici' del regime stesso"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'informazione e la vicenda delle firme false raccolte da Roberto Formigoni. "La penultima puntata di Annozero era in dubbio fino alla vigilia che si potesse tenere. Poi si è tenuta, ed è chiaro - secondo me - il perché. Perché occorreva far accorrere tutti - i rappresentanti del regime ladro di tutto. Questo regime a livello istituzionale è un sistema di associazioni per delinquere; sul piano tecnico, non morale". "E' un'Italia che è quella che è, con il reato che da quarant'anni c'è di 'attentato ai diritti civili e politici dei cittadini' che è stato contestato da uno solo: per il resto, niente, nulla, perché su questo la magistratura è di regime sul piano dei comportamenti. Fa parte di una cosca di regime anziché di un'altra". "Vauro c'era quella sera: allora quale migliore occasione di satira contro il presidente di una delle più ricche e importanti tra le regioni europee e italiane che manifestamente è preso con le mani nel sacco, e che toglie una mano dal sacco soltanto per far telefonare a tutti quanti, fino a dirsi 'disperato' in una intervista a Repubblica?". Il procuratore Marra e le richieste di Formigoni che lo hanno portato a dimettersi: "Un fatto inedito: è il primo procuratore generale a mia memoria che si dimette. Mentre a questo punto cos'è accaduto? Questo è come un sol'uomo: sono tutti accorsi, con la prestigiosa copertura di Michele Santoro - che io ritengo sia uno dei pilastri più solidi, e più pericolosi perché di fatto 'inautentici' del regime stesso". Sulla battaglia sulla legalità, anche Pd e Bersani "è come se venissero da un altro mondo. E diciamolo, purtroppo, vengono da un altro mondo che da quello della lotta per la democrazia in Italia". "Ma allora è possibile che non c'è nessuno, magari Vauro, a fare una vignetta su questa serata data a 5 milioni di italiani?". Nella puntata di Annozero c'erano "Marco Travaglio, poi il regista, il domatore di leoni o di pecore, cioè Michele Santoro, il terribile e grande Epifani, poi Pier Luigi Bersani che conosce questa nostra battaglia - loro hanno perso tre regioni per non averci ascoltato (Piemonte, Lazio e Lombardia), e adesso vedono a rischio una regione che hanno miracolosamente vinto con brogli come la Liguria. Per tacere un altro fatto: che se avessero appoggiato Callipo invece che quella banda sconsolata che hanno appoggiato in Calabria, probabilmente i risultati sarebbero stati all'opposto anche lì. Ma perché (non hanno detto nulla sulla vicenda di Formigoni, ndr), per malafede? No, per estraneità storica, assoluta, alla lotta d'opposizione a favore dello Stato di Diritto". Il caso esemplare delle ultime elezioni regionali, con l'accordo Berlusconi-Bersani sull'andare al voto subito e senza considerare la richiesta radicale di prolungare per 3 settimane la campagna elettorale. "Il leader del Pd a questo punto accorre alla corte di regime convocato da Santoro per onorare e far corte a Formigoni"
    17:15 Durata: 13 min 43 sec
  • La figura di Nichi Vendola: "Può essere una risorsa della Repubblica, ma occorre che le narrazioni siano quantomeno narrazioni di intenzioni che sono armate di capacità, visto che non lo sono certo di storia". Gli stretti rapporti con Don Verzè in Puglia e i misteri della gestione dell'acquedotto pugliese

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La figura di Nichi Vendola: "Può essere una risorsa della Repubblica, ma occorre che le narrazioni siano quantomeno narrazioni di intenzioni che sono armate di capacità, visto che non lo sono certo di storia". "E' sicuramente di una cultura, di una sensibilità singolare. Ma alle osservazioni di Turco vorrei aggiungere: io qui da anni ho difeso monsignor Verzè come una persona interessante; è un imprenditore cattolico, di genio, abbastanza liberale, ma a me risulterebbe che un'area enorme vicino Taranto è stata affidata - immagino senza gara o altro - a monsignor Verzè perché con il suo San Raffaele sicuramente merita fiducia. Ma poi accade a Verzè che se si vedono i suoi diari, è anche uno che come Madre Teresa che parlava benissimo di Fidel Castro, perché - a cominciare da Mussolini - c'era il welfare contro la libertà. Quindi ospedali e altre cose, etc.: Don Verzè a volte difende anche la libertà di ricerca, questo va a suo onore e a onore di quelli che stando con lui condividono questa responsabilità, e non vorrebbero". Dopo questo primo riferimento all'operato di Vendola, governatore della Regione Puglia, Pannella fa un altro esempio: "Mi ricordo che ho sentito alcune volte Nichi rivendicare il suo intervento sull'acquedotto pugliese, che da questo punto di vista è uno degli enti più importanti d'Europa. Anche su questo ci sono critiche, magari ingiuste ma sicuramente potranno essere non del tutto infondate: io so che Maurizio Bolognetti e noi, giù, siamo in causa con i nostri corpi e le nostre vite, e perché? Perché è proprio Bolognetti ad aver fatto sapere - lui che si e no riesce a sopravvivere eroicamente da radicale in un'attività frenetica e davvero preziosa - che in questo grande acquedotto pugliese le falde acquifere venivano dalla Basilicata e lì quell'acqua si inquinava in base alle esigenze partitocratiche, tra l'altro lì non criticate né dall'Idv né da nessuno. Per il resto, ci terrei a dire: mi assumo la responsabilità di dire che Nichi è una risorsa sicuramente singolare e di grande valore, e so di dire una cosa grave, nel senso che mi assumo una responsabilità. Dopodiché è certo che lui riesce a secernere una cultura, una sensibilità, di cui noi siamo materia: Gandhi, Luther King, e poi gli scappa 'il movimento radicale' e altri nomi che ci sono più cari quando si parla di nonviolenza". La svolta nonviolenta di Rifondazione comunista. La capacità retorica - non automaticamente demagogica - di Vendola. RadioRadicale e la trasmissione del Congresso di Sinitra&Libertà
    17:29 Durata: 9 min 58 sec
  • Radicali e cattolici: dalle parole di Don Baget Bozzo a "simonia e feticismo, connotati della peste italiana e di tutta la classe dominante"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'attenzione di Marco Pannella per monsignor Bruno Forte; l'intervento di monsignor Forte sul Sole 24 Ore di domenica, nel quale dice che 'il dialogo è la forma della nonviolenza' e altre cose di questo genere. Pannella torna sulle "cose gravissime" dette il giorno prima all'incontro sulla religiosità e la laicità: "Mi mise sull'avviso Don Gianni Baget Bozzo, che allora accusavo essere il cappellano del centro-sinistra e il cappellano di Bettino, quando scrisse su Repubblica: 'Da questo periodo traiamo una conseguenza. Questi Radicali incalzano la nostra Chiesa e noi stessi nel momento in cui loro frequentano, come diceva Pasolini, gli angoli più bui della nostra società: le carceri, gli ospedali, etc.'. Da quel momento la storia radicale mi è apparsa ancora più grande e quindi la responsabilità ancora più grande. Quindi le cose che ho detto ieri su simonia e feticismo, come mi pare i connotati della peste italiana. Nella peste italiana c'è tutta la classe dominante, anche gli atei se ci sono, e quelli che rappresentano una coincidenza tra il potere di Cesare e anche autorità ecclesiastiche". Ancora su Vendola, il suo essere cattolico e la figura di Don Verzè
    17:39 Durata: 6 min 20 sec
  • "Non conosco nessun radicale che osi dire con chiarezza che io mi espongo ad affermare una cosa: noi riteniamo provato che si è fatta la guerra il 18 marzo per impedire a Saddam di dare corso all'esilio. E anche perché non si poteva più impedire oltre che esplodesse la notizia". "E' probabile che Bush e Blair abbiano dovuto, per paura, assicurarsi il più rapido assassinio di Saddam". "In dieci mesi sono riuscito ad ammazzarlo legalmente".

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella in sciopero della fame dal 2 ottobre scorso, per la verità sulla guerra in Iraq e per la situazione della giustizia e delle carceri in Italia. "C'è un satyagraha in corso da due anni ed è fatto perché emergano delle verità". Il ruolo della verità nella storia comunista e la storia dell'utilizzo del termine 'compagno' tra i Radicali e tra i comunisti. Sulla guerra in Iraq "è probabile che ci si spenga noi, prima che la verità possa venire alla luce". "Se viene fuori questa verità, Berlusconi potrebbe andare sotto processo - e non della magistratura italiana - assieme a quelle due personalità, leader del mondo occidentale, che a mio avviso sono responsabili di riflessi da assassini consapevoli". "Non conosco nessun radicale che osi dire con chiarezza che io mi espongo ad affermare una cosa: noi riteniamo provato che si è fatta la guerra il 18 marzo per impedire a Saddam di dare corso all'esilio. E anche perché non si poteva più impedire oltre che esplodesse la notizia. Perché in America era già successo che il 19 gennaio la Gallup, nello stesso giorno nel quale iniziavo la campagna", mostrasse il consenso dell'opinione pubblica per l'opzione dell'esilio. "Io affermo essere molto probabile che Bush e Blair abbiano dovuto, per paura, assicurarsi il più rapido assassinio di Saddam". "In dieci mesi sono riuscito ad ammazzarlo legalmente"
    17:45 Durata: 13 min 45 sec
  • Parallelo tra il popolo italiano di fronte alla situazione della giustizia del Paese, e la situazione di Israele: "Oggi, se c'è una realtà, è che le responsabilità anti-democratiche, anti-costituzionali e anti-legalità internazionale sono pienamente il connotato di una classe dirigente che soffoca e impedisce di esprimersi al popolo israeliano"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'altro obiettivo del Satyagraha riguarda la giustizia e le carceri italiane. Pannella, in proposito, parla di "nuclei consistenti di Shoah": "Siccome con la stella gialla dell'anno scorso i fatti ci danno ragione. Cosa sta succedendo adesso in Israele? Ora il grande nodo che viene fuori è che il leader ufficiale palestinese vuole riconoscere lo Stato di Israele, lui che lotta contro quelli che vogliano una Repubblica islamica, e a questo punto Israele dice, con i carabinieri, 'siamo uno Stato ebraico'. E' la banalità del male. Non sono d'accordo con Fiamma (Nirenstein) e con i tantissimi che hanno manifestato con lei: oggi, se c'è una realtà, è che le responsabilità anti-democratiche, anti-costituzionali e anti-legalità internazionale sono pienamente il connotato di una classe dirigente che soffoca e impedisce di esprimersi al popolo israeliano". La situazione comparabile, sul piano del metodo, con l'inganno perpetrato ai danni del popolo italiano sulla questione giustizia: "Un terzo delle famiglie italiane soffrono la giustizia che non funziona. E' vero, dopodiché noi sappiamo quello che significa. Dal 1977 diamo la soluzione parlamentare: abbiamo fatto l'indulto e altre cose, ma viviamo in una situazione di regime". "Quello che accade nelle carceri è addirittura da Shoah". Una notizia riportata da Antonio Grippo: "In Francia c'è grossomodo lo stesso numero assoluto di carcerati, e c'è lo stesso numero di suicidi. Ecco cosa viene fuori ancora una volta, e lo dico anche a Nichi: ecco cos'è la transnazionalità, ecco cos'è il Partito". Ancora su Vendola: "Ha potuto avere una sofferenza personale e privata che ha coltivato, con tutto quello che la sofferenza - rispetto alla famiglia - del non celare la condizione omosessuale da ragazzo - e lui era responsabile della federazione giovanile del Pci pugliese e subito venne fuori la notizia che c'era questo e che non era radicale. D'altra parte, come Gianni Vattimo che perché era stato nostro candidato da quel momento è vissuto per far capire che lui sì era omosessuale, ma era stato candidato nostro perché omosessuale e non perché radicale. Nichi, in questa atmosfera, dei radicali perversi ufficiali e corruttori, ha potuto essere non troppo colpito dalle strutture del Partito comunista". La riforma della giustizia, l'autonomia della polizia giudiziaria, secondo i Radicali e secondo il Pd: "Qual è la soluzione che loro danno a questa anomalia che già io denunciavo? Diamo la polizia giudiziaria in mano a un ministro 'alla La Russa', così risolviamo i problemi. E' la soluzione assolutamente opposta alla nostra. In base alla Costituzione la polizia giudiziaria dev'essere un corpo connesso sì alla magistratura, e certo anche con le forme di controllo che spettano all'autorità politica cioè al Ministero della Giustizia". Dalla giustizia, Pannella torna ancora sulla situazione mediorientale e sul colloquio avuto in settimana con l'arcivescovo di Kirkuk: "Siccome nel Sinodo aveva fatto un intervento molto interessante nel quale illustrava come questa guerra in Iraq sia stata quella che ha fatto scattare la persecuzione e la paura, quasi la scomparsa, delle comunità cristiane, mi pare che questa fosse una riparazione, allora mi è parso che se veramente questa iniziativa rendesse veramente evidente come sono andate le cose, tornerebbe anche il prestigio un po' dell'Occidente e della democrazia, e questo potrebbe creare la situazione migliore per l'accoglienza al ritorno delle popolazioni cristiane. Come c'è il problema del ritorno della popolazione palestinese"
    17:59 Durata: 23 min 43 sec
  • I rapporti Radicali-Pd e l'ipotesi di personale "non collaborazione" da parte di Pannella

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'ipotesi elezioni anticipate e il rapporto Radicali-Pd alla vigilia del Congresso. Pannella prende in considerazione "quello che è accaduto da tre mesi; sono stati fatti errori enormi, ma ora diventa un riflesso di regime, quando con le lotte radicali riusciamo a mettere le mani su uno dei più potenti dignitari di questo regime partitocratico, anti-democratico e mentitore, una vergogna per la parte religiosa che lui ha trasformato in una delle imprese simoniache più chiare" e l'opposizione resta con le mani in mano. "Questo io non lo accetto. Personalmente la nonviolenza ha delle scale e delle forme. C'è il disobbedire a un ordine ingiusto, ma c'è la non collaborazione. L'aggiornamento delle nostre forme gandhiane e capitiniane mi impongono la non collaborazione, mia personale e politica. Con quali mezzi?". "Anch'io devo davvero ringraziare il caso di poter essere qui dopo decenni. L'altra notte sono uscito dal partito alle 2 di notte, ho aperto la radio, sono arrivato a casa alle 2 e 20 e ho sentito 'Pannella' e allora ho abbassato il volume perché per me è una voce insopportabile; a un certo punto ho rialzato il volume e a quel punto, cosa che mi accade spesso grazie a Aurelio Aversa, mi è venuto voglia di mandarlo al grande retore Nichi per dargli un piccolo scampolo per capire quello che il regime ha impedito di conoscere". "Berlusconi è una conseguenza della criminalità della partitocrazia detta 'anti-fascista'. Se manca già questo, manca una revisione profonda delle cose che non vanno". L'evoluzione della peste italiana nel secondo Dopoguerra. La situazione degli iscritti e dei contributi ai Radicali: "Il numero sorprendentemente non diminuisce, e noi non facciamo un'attività ad hoc come Partito, ma l'elenco di quelli che danno 590 euro, anche1.000, è una cosa che io devo pensare come - per noi, per loro e per la gente - immaginare qualcosa, perché sono i silenti ma continui. Non faccio il cognome, ma c'è un Silvano, collega giornalista che da anni e anni è silente, ma quanto presente. E' il famoso scellino al giorno di cui parlava Niccolò Carandini. Questo mezzo migliaio di silenti è un patrimonio che c'è. Basta? Basterà? Sapremo non dissiparlo?". Il prossimo fine settimana si terrà il congresso di Radicali italiani: "In questo periodo passano le settimane e non riesco a convocare il Congresso del Partito. Su questo sono disposto a fare qualsiasi follia". Quanto al Congresso di Radicali italiani, "avevo proposto come fondale questo. 'Ora basta: onestà e legalità'. Mi ricordo una cosa divertente; l'unica cosa che proposi e sui cui storceva la bocca Capezzone, un anno prima di andarsene, è che io avevo proposto il termine 'moralità' per il congresso. Certo, ho sempre detto che 'moralità' non è un fatto istituzionale o un obiettivo di per sé, ma nel momento in cui la istituzione è l'espressione della corruzione, allora a un certo punto si raggiunge il sentimento comune. Noi abbiamo avuto delle conferme allucinanti di quello che da soli abbiamo letto 30 anni fa e per cui il Partito continua a esserci. Siamo a un punto in cui è possibile una notizia clamorosa, di un governatore importantissimo che viene rieletto per la quarta volta contro la legge, a un certo punto contro l'azione militante, onesta, di Cappato e dei nostri compagni - che è il modo di prefigurare quello che vogliamo"
    18:23 Durata: 21 min 16 sec
  • La costituente dei Verdi: "La linea di Daniel Cohn-Bendit in Francia è una linea esplicita: la lotta ecologista è alternativa, ma per essere alternativa deve respingere l'appartenenza alla sinistra come alla destra. Questa linea di Cohn-Bendit è sempre stata la nostra linea, con gli Amici della Terra e le nostre campagne, con il rifiuto di legittimare la corruzione di sinistra, quella che è così ben documentata dal libro di Salvi e Villone"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    I Verdi e il tentativo di costruire un soggetto più ampio: "Quando io sono andato al congresso Verde, era acquisito che avrebbe vinto la corrente 'nicchiana'. Non ho parlato, non mi hanno fatto parlare, e anche per questo è successo l'opposto: ha vinto Bonelli e la sua linea dell'autonomia. Dopodiché è venuta fuori la linea di Daniel Cohn-Bendit in Francia, una linea esplicita: la lotta ecologista è alternativa, ma per essere alternativa deve respingere l'appartenenza alla sinistra come alla destra. Questo fa sì che adesso anche in Germania i sondaggi annunciano che i Verdi sarebbero il secondo partito. Questa linea di Cohn-Bendit è sempre stata la nostra linea, con gli Amici della Terra e le nostre campagne, con il rifiuto di legittimare la corruzione di sinistra, quella così ben documentata dal libro di Salvi e Villone". "Mi dispiace ma i compagni verdi sono separati da noi per una sola cosa: che loro a livello territoriale, dovunque, non hanno come noi vissuto e assicurato l'apporto dell'ecologia e della politica". L'evoluzione dei socialisti: "Tutti, o quasi tutti, quelli che non sono abbonati a essere eletti - come l'attuale leader socialista (Riccardo Nencini, ndr) - sono tutti a destra, persino Cesare Marini, e quindi già la cosa dovrebbe far riflettere. Non solo: a questo punto, proprio da parte socialista, c'è una presenza nazional-clerico-socialista come quella incarnata da Sacconi". "Poi invece abbiamo la situazione napoletana e il processo Bassolino: noi abbiamo dato in tutto sei informazioni su delle udienze, che sono già un numero enorme; poi però è chiaro che conducono il processo in modo da andare verso la prescrizione, ma quello che è importante è che la destra copre totalmente questo processo Bassolino. La camorra napoletana può trovare oggi la forza, con lo Stato, di arrestare capimafia e capicamorra per un solo motivo: che loro, 'Stato', sono la camorra vincente e quindi feroci rispetto agli altri". Poi il leader radicale torna a commentare la trasmissione di Michele Santoro, Annozero: "In 9 mesi o in un anno ha fatto 130 milioni di ascolti, con uno zero assoluto per i Radicali, ovvero senza una possibilità di ascoltare un Radicale nemmeno per un secondo; è, in questo, goebbelsiano". "E devo dire che purtroppo Ignazio Marino, come potevamo temere, di queste cose si è straordinariamente adeguato all'essere politico italiano"
    18:44 Durata: 11 min 8 sec
  • Conclusioni. "La linea di Marchionne, rigorosa, neocapitalista e tutto quello che vogliamo, sicuramente libera la Fiat dalla sudditanza e dalla dipendenza vampiresca del governo e del potere italiano"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    I dati dell'Osservatorio di Pavia sulle presenze dei politici in Rai e la conferma dell'analisi radicale. Le dichiarazioni di Sergio Marchionne, ad di Fiat, ospite della trasmissione di Fabio Fazio: "La linea di Marchionne, rigorosa, neocapitalista e tutto quello che vogliamo, sicuramente libera la Fiat dalla sudditanza e dalla dipendenza vampiresca del governo e del potere italiano. La sua è una visione nel quale 'tagliare l'Italia' vuol dire rinunciare all'Italia come sede industriale della Fiat, e questo indubbiamente è vero. La Fiat finora ha impedito il liberismo senza un minuto di ripensamento, in questo incalzata dal movimento operaio che ha sempre preteso quella posizione privilegiata che gli è stata offerta dal nostro welfare, che è più un welfare di privilegiati che un welfare universale"
    18:55 Durata: 11 min