26 DIC 2010
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:00 Durata: 2 ore 1 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 26 dicembre 2010 , condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore e 1 minuto.

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  • Dalla missione in Mauritania al rapporto storico dei Radicali con Spinelli: "Il carattere di transnazionalità è stato il carattere del nostro partito in un modo assolutamente evidente, e forse questo va valutato ancora di più". Questa ricostruzione è utile anche a "non cadere nell'errore di stabilire un rapporto deterministico tra un gruppo culturale importante come quello del Mondo e la storia del Partito radicale, nel senso che la storia del Mondo radicale è una storia che si esaurisce ed è sconfitta purtroppo in quattro anni"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il ritorno di Marco Pannella dalla missione in Mauritania per il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito (Prt). "Non c'è altro da ribadire, anche per ricostruzioni storiche che a volte vengono fuori sulla evoluzione del Partito radicale che avrebbe - con la sua evoluzione transnazionale - perso in singolarità e forza nazionale, che quando è dipeso da noi il partito è sempre stato 'Partito radicale dei democratici e dei liberali', non i radicali italiani. Quindi c'è stato questo connotato nostro, mai italiano, e poi la cosa diventa evidente se si pensa che Jean-Fabre è Segretario del Partito nel periodo in cui sembrerebbe che il partito non era transnazionale, o meglio non si chiamava 'transnazionale'". Ma solo perché "non era riuscito a fare ancora quel Congresso - abbastanza clamoroso - al di là della Cortina di ferro ancora esistente". Poi il leader radicale fa riferimento a un articolo pubblicato sulla rivista Il Mulino: "Massimo Mori mi era sembrato qualcuno che volesse spiegare la storia radicale, invece è un articolo che sottolinea come dovrebbe essere nel mondo - attraverso il termine 'cosmopolitismo' - una forza politica moderna e contemporanea". I casi storici: "Noi abbiamo posto il presidente Pertini in una situazione imbarazzante perché con la sua presidenza, noi avevamo come segretario del Partito radicale un cittadino di nazionalità francese che era un 'sottomesso', cioè un disertore, e ciò ha messo un po' in difficoltà perché figurarsi se Pertini non guardava a questa figura con simpatia istintiva, eppure come faceva il 2 giugno a ricevere un segretario di partito 'italiano' che era oggetto di un mandato di Interpol perché condannato dalla magistratura francese?". Un altro esempio della vocazione transnazionale dei Radicali: "Quando entrammo nel Parlamento italiano, entrammo come gruppo federalista europeo e non come gruppo radicale". Poi un riferimento alla presentazione dell'ultimo libro di Valter Vecellio ("Biografia di un irregolare", Rubbettino editore) ospitata da Radio Radicale e organizzata dal vaticanista Di Leo: "Mi è parsa molto interessante, con la presenza di Gianfranco Spadaccia, Angiolo Bandinelli, Sofia Ventura, Angelo Panebianco. Sono venuti spunti interessantissimi". Poi "ne è venuta una cosa che mi ha fatto molto piacere: a un certo punto si parlava nel libro di Maritain, come uno dei connotati del mio essere anticlericale e laico, attento - così come a togliere il monopolio della parola 'compagno' ai comunisti - così togliere la 'religiosità' al monopolio delle organizzazioni religiose. Di Leo ha aggiunto: 'C'è Mounier'. Non pretendo ora di fare una terza pagina, ma per me questa è una precisazione importante. Così come va sottolineato, perché nel libro questo è esplicito, che oggi il testo che mi è più utile per proseguire da tutti i punti di vista il nostro cammino di Radicali è il Manifesto di Ventotene, perché lo ritengo di grande attualità. Esso non può che essere un testo importante per il Dalai Lama, per Rebyia Kadeer, per tutti i popoli rappresentanti dall'Unpo, e credo il testo che in qualsiasi lingua lo si traduca è forse il più attuale". Questa ricostruzione è utile anche a "non cadere nell'errore di stabilire un rapporto deterministico tra un gruppo culturale importante come quello del Mondo e la storia del Partito radicale, nel senso che la storia del Mondo radicale è una storia che si esaurisce ed è sconfitta purtroppo in quattro anni". Poi ancora, il rapporto dei Radicali con Altiero Spinelli: "Il nostro è un partito che si è trovato a entrare nel parlamento italiano costituendo il Gruppo federalista europeo. Non era un caso che, non appena venne eletto il Parlamento europeo nel 1979, a quel punto il rapporto con Altiero Spinelli diventa un rapporto di una evidenza clamorosa, e Spinelli è il primo firmatario di tutte le nostre mozioni, anche quelle antiproibizioniste, e allo stesso tempo quando il nostro segretario Olivie Dupuis - altro non italiano - si fa volontariamente mettere in carcere per obiezione di coscienza, dicendo 'per un esercito europeo non lo farei', Altiero Spinelli gli scrive in carcere, va a visitarlo, esalta questa pagina, e non è un caso che quando dopo questi anni favolosi (con il Parlamento europeo che vota la riforma Spinelli nel 1985) ci troviamo con Altiero Spinelli - che non è sicuramente di carattere tatticistico - che viene a un congresso radicale e dice: 'C'è bisogno della follia radicale, altrimenti non ce la facciamo più'". "Il carattere di transnazionalità è stato il carattere del nostro partito in un modo assolutamente evidente, e forse questo va valutato ancora di più". La missione in Mauritania per tutelare i compagni radicali chi si battono contro il fenomeno locale dello schiavismo.
    17:00 Durata: 19 min 18 sec
  • Pannella sul dibattito attorno all'ultimo libro di Valter Vecellio ("Biografia di un irregolare", Rubbettino): "Mi ha colpito anche la profonda unità di analisi, nelle loro diversità, tra Gianfranco Spadaccia e Angiolo Bandinelli, tra noi; è una grossa consolazione, perché per loro si può parlare di 50 anni dopo, 30 anni ininterrotti". L'importanza dell'attualità del Manifesto di Ventotene di Spinelli

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Ancora sul dibattito organizzato da Radio Radicale intorno all'ultimo libro di Valter Vecellio, una biografia di Marco Pannella. "Diciamo che sicurissimamente il dibattito è stato per me assolutamente ricco e ha valorizzato il libro di Valter Vecellio toccando tutti i vari punti, tanto è vero che io potuto ritenere importanti, a un certo punto, due parole dette dal coordinatore della discussione: 'Rispetto a Pannella, bisogna dire non solo Maritain, ma anche Mounier'. Ciò corrisponde davvero a un elemento della mia storia". Le antiche riflessioni di Angelo Panebianco sul Partito radicale, già a partire da quelle sulla leadership. "Vorrei anche dire che c'è Luca Piva, meno conosciuto di Angelo, che è quel giovanissimo compagno che - se ben ricordo appena 19enne - per via della tesi che stava scegliendo all'università, insisteva nel dirmi: 'Ma tu devi parlarci in modo particolare di Hannah Arendt'. Io confesso che gli rispondevo: 'Guarda che non è così importante per me. Ricordo la sua presenza e i suoi contributi scritti nell'area di Ignazio Silone e Franco Chiaromonte in Tempo Presente, etc.'. Ebbene, ha avuto ragione quel compagno al quale devo il fatto di avermi riproposto il tema Hannah Arendt come componente patente di molte mie letture, ed è vero che è recente questa presa di coscienza da parte mia di quel che devo ad Hannah Arendt e che quindi meno è stato notato". "Mi ha colpito anche la profonda unità di analisi, nelle loro diversità, tra Gianfranco Spadaccia e Angiolo Bandinelli, tra noi; è una grossa consolazione, perché per loro si può parlare di 50 anni dopo, 30 anni ininterrotti. Anche se Gianfranco diceva di sé: 'Io per 20 anni ho cessato l'impegno politico'. In realtà sono meno di 15 anni. Anche perché lui dice prende a riferimento la segreteria di Daniele Capezzone che è arrivata, se ricordo bene, nel 2001. Io so che l'episodio costitutivo dell'incontro con Daniele Capezzone avviene la prima volta che io sono autorizzato a uscire dall'ospedale dopo le mie prime operazioni del 1999". L'elezione a segretario di Daniele Capezzone, nel 2001: "Si dev'essere il 2001, perché mi ricordo di avergli subito rimproverato il fatto che lui voleva fare 20 o non so quante leggi di iniziativa popolare, e gli ho potuto ricordare sempre poi che non solo non ne portò a termine nessuna di quelle, ma che poi quelle che avevamo trasformato - come espediente - in legge di iniziative delle Commissioni parlamentari, dove avevamo trovato dei non Radicali per riproporle, se ne era dimenticato e i poveri compagni non Radicali che ci avevano dato il loro nome per portare avanti queste cose in Parlamento non erano state secondati". "Sostanzialmente le letture di questa nostra storia comune, quella di Angiolo, di Gianfranco, la mia e di Vecellio, nelle quali è valorizzatissima la nostra presenza nel movimento federalista". "Dall'assieme mi è parsa non essere stata sufficientemente valutata, come mia forza e mia debolezza, il fatto spinelliano, ernestorossiano, di Ventotene nella sua specificità". Gli influssi di Noam Chomsky
    17:19 Durata: 16 min 58 sec
  • L'intervento di Mario Staderini e Marco Cappato sul Secolo d'Italia: "Sono assolutamente d'accordo nella parte anche che a mio avviso è centrale, quella della polemica nei confronti del Partito democratico. E qui potrei aggiungere altro: cioè io non so quanto tempo ci si metterà perché, oltre che il Pdl, non ci sia più nemmeno il Pd; non credo molto. Perché si può fare un pieno sociologico, si può fare un pieno di sottopotere, ma se non vi sono idee portanti e aggreganti, non c'è fecondità a livello temporale". I rapporti dei Radicali con il Pd

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'intervento di Mario Staderini e Marco Cappato sul Secolo d'Italia: "Sono assolutamente d'accordo nella parte anche che a mio avviso è centrale, quella della polemica nei confronti del Partito democratico. E qui potrei aggiungere altro: cioè io non so quanto tempo ci si metterà perché, oltre che il Pdl, non ci sia più nemmeno il Pd; non credo molto. Perché si può fare un pieno sociologico, si può fare un pieno di sottopotere, ma se non vi sono idee portanti e aggreganti, non c'è fecondità a livello temporale". "Sapevo perfettamente che il dirigente del Pd che abbiamo sempre sottolineato avere connotati molto più positivi degli altri della stessa area, Pier Luigi Bersani, sapevamo tutti di una sua vicinanza con Cl". Gli episodi di concreta vicinanza alla vigilia del voto per le elezioni europee. "Ma come coloro che ci hanno ascoltato in questo periodo, io ho sottolineato a più riprese di aver detto a Bersani di essere incredulo davanti al fatto che, mentre Formigoni stesso riconosceva di essere indotto letteralmente alla 'disperazione' per la polemica animata dai Radicali sulle elezioni e per come si erano svolte, () quando Santoro fa il suo mestiere - che è quello di uno dei pilastri del regime - Bersani accetta di andare nella sua trasmissione e dinnanzi a una situazione inspiegabile in Lombardia, di insuccesso patente e continuo del Pd (), e di fatto va a rendere omaggio alla figura di questo truffatore. A questo punto Vecellio ci ha ricordato questi dati preesistenti che aiutano a capire". "Sono così poco prevenuto nella mia lotta politica, che la realtà mi sfuggiva". La carrellata di leader fallimentari del Pd. Il ruolo di Secolo d'Italia e Europa, con "l'attenzione esplicita di Federico Orlando". "Oggi se ci dobbiamo chiedere cosa c'è di dibattito nel o anche sul Pd", praticamente soltanto a questi giornali ci si può rivolgere. "La connessione monopartitica tra Pd e Pdl si protrae e batte le possibilità alternative di un partito che non è certo aiutato dalla non alterità della sua storia rispetto a quella partitocratica. Quindi dovremo fare i conti, nel prendere le nostre iniziative anche tattiche per continuare la resistenza antipartitocratica; ci si pongono dei problemi di aggiornamento di quello che è possibile o no". La traiettoria dell'Idv e i rapporti con il Pd; il caso di Pino Arlacchi, eletto nelle fila del partito di Antonio Di Pietro
    17:36 Durata: 12 min 56 sec
  • Ipotesi elezioni anticipate: "Continua sempre più la lotta per l'alternativa democratica. Stiamo attenti, tornano fantasmi e virus che si sono sottovalutati una volta e che oggi non bisogna più sottovalutare, grazie alla resistenza che le sovranità nazionali oppongono alla primazia del diritto internazionale, coincidente con i diritti umani"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'ipotesi di elezioni anticipate. "Continua sempre più la lotta per l'alternativa democratica, non 'di comunicazione' o altro, dinnanzi a un regime saldamente e scheletricamente anti-democratico come quello italiano". L'esempio della politica estera: "Dov'è andato a finire l'europeismo italiano?". La figura di Giulio Tremonti, attuale ministro dell'Economia, e il suo possibile ruolo in uno scenario di unità nazionale. "Su questo credo non sia cosa secondaria il carattere - direbbe Massimo Mori che ne lamenta l'assenza - cosmopolita scelto da 20 anni almeno dal Partito radicale". Il monito radicale: "Stiamo attenti, tornano fantasmi e virus che si sono sottovalutati una volta e che oggi non bisogna più sottovalutare, grazie alla resistenza che le sovranità nazionali oppongono alla primazia del diritto internazionale, coincidente con i diritti umani. Noi a questo punto siamo attrezzati strutturalmente, con i contatti con gli uiguri, i tibetani, in Africa, etc.". La battaglia per la messa al bando delle mutilazioni genitali femminili e la reazione degli Stati in sede Onu. Spinelli, l'Europa delle patrie e la figura di Charles De Gaulle
    17:49 Durata: 13 min 54 sec
  • Sulla recente parabola di Gianfranco Fini: "Lui invece è stato Presidente della Camera, effettivamente assorbito totalmente da un obiettivo di parte, quindi domani Fini o un finiano a rappresentare l'alternativa allo stato partitocratico non lo vedo e me ne dispiace"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella commenta la parabola di Gianfranco Fini. "Cercavo di avvisarlo: tu hai una possibilità straordinaria, sei presidente della Camera, devi occuparti di questo e non puoi confonderti con le conservazioni o le riforme politiche, tu devi far sì che la istituzione sia riformata - quella del Parlamento dei nominati, quella del Parlamento dei regolamenti violati dai comunisti Ingrao e Iotti -. Lui invece è stato Presidente della Camera, effettivamente assorbito totalmente da un obiettivo di parte, quindi domani Fini o un finiano a rappresentare l'alternativa allo stato partitocratico non lo vedo e me ne dispiace". L'eredità legislativa di Gianfranco Fini, tra legge sulle droghe e quella sull'immigrazione
    18:03 Durata: 11 min 5 sec
  • Il movimento degli studenti: "Oggi il fatto che noi non riusciamo evidentemente a trovare l'equivalente della lettera 'ai compagni che sbagliano' Perché il riflesso anti-democratico fascista e repressivo è oggi più rassodato". "La reazione degli studenti è una reazione sociale comprensibilissima che non ha una direzione politica". I Radicali e i movimenti (anche violenti) negli anni 70

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il movimento degli studenti: "Noi riuscimmo a forzare il silenziamento dei Radicali quando, in un momento drammatico, venne fuori quella lettera ai 'compagni assassini' che ebbe una sua eco e, soprattutto grazie a Radio Radicale, una eco proprio negli ambienti ai quali mi indirizzavo con quella definizione. Lì nasce la dissociazione, dopo 20 giorni, quella dissociazione di Sergio D'Elia e altri che colpisce il monopolio delle Br, con alleanze 'senzanesche' spesso con le camorre, nelle carceri. Questo colpo viene inferto sicurissimamente, tanto è vero che sono perdenti sia l'ala piduista - non potendo andare al governo che con l'assassinio di D'Urso si sarebbe potuto preparare - sia le Br che subito dopo iniziano, in conseguenza di qualche errore dovuto per esempio al fatto di prendersela con un generale americano, una fase discendente". "Oggi il fatto che noi non riusciamo evidentemente a trovare l'equivalente della lettera. Perché il riflesso anti-democratico fascista e repressivo è oggi più rassodato". Il delitto Moro. La figura di Giovanni Senzani. "La reazione degli studenti è una reazione sociale comprensibilissima che non ha una direzione politica". I comunisti Francia e Italia, Enrico Berlinguer e la battaglia sull'aborto
    18:14 Durata: 19 min 23 sec
  • La politica estera italiana, Wikileaks e Massimo D'Alema, l'ordine tremontiano e la mancata reazione del mondo dei Democratici

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Wikileaks e i cablogrammi che riguardano l'Italia. Le dichiarazioni di Massimo D'Alema sulla magistratura italiana. Pannella: "D'Alema è un cultore della ragion di Stato e non del senso dello Stato. Quindi in questo lui può avere temuto che prevalessero componenti comuniste che lui temeva piuttosto che magari componenti della destra". Mentre Berlusconi "reagisce", "naviga a vista", mentre "da 10 anni gli dico che la naturale espressione del suo sfascismo è l'ordine tremontiano, un ordine che sicuramente troverà a sinistra preferenze, con una politica di abilissimo commercialista - lo dico con grande rispetto del termine 'commercialista'". "In queste condizioni noi rischiamo di avere una cultura che è sincretistica rispetto a tutte le componente anti-liberali: 'Dio-patria-famiglia' lui se li è inculcati, poi chiamare 'mercatismo' il liberismo, etc.". La mancata reazione del mondo dei Democratici. "Se restano indifferenti davanti ai dati che forniremo sull'uso dei media contro la legge, ebbene devo dire che non avremo bisogno di avere una Hannah Arendt, perché noi lo siamo, nell'indicare - da quando il Mondo fece il suo convegno intitolato 'Verso il regime'. Se non comprendono che le cose che noi facciamo conoscere non possono non riguardarli, sub specie poi di grandi dibattiti 'rodotiani', cioè sulla teoria di quello che sta accadendo, è un errore molto grave che potrebbero pagare"
    18:33 Durata: 8 min 57 sec
  • La vicenda Fiat: "Mi limito a sottolineare che Marchionne nella sua visione globale della multinazionalità finanziaria, di potere, comprende perfettamente - lui magari non lo sa - quello che Salvemini prevedeva, che l'unità del sindacalismo dei padroni e del sindacalismo dei sottoposti avrebbe determinato la storia d'Italia e il suo svolgimento"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La vicenda Fiat: "Mi limito a sottolineare che Marchionne nella sua visione globale della multinazionalità finanziaria, di potere, comprende perfettamente - lui magari non lo sa - quello che Salvemini prevedeva, che l'unità del sindacalismo dei padroni e del sindacalismo dei sottoposti avrebbe determinato la storia d'Italia e il suo svolgimento". "Lui chiarissimamente sceglie l'ipotesi di non dovere più prendere quattrini come una sanguisuga da Roma, scegliendo altre situazioni - quella polacca, quella serba e di tutto il mondo. L'uscita da Confindustria - la voglia a dire: 'Ma è l'auto', etc. - è l'uscita da Confindustria. Tanto è vero che è la leader della Cgil a dire: 'Ma Fiat non può abbandonare Confindustria!'. Loro hanno bisogno di trattare tra due parti centralizzate, di tipo nazionale. Noi dalla fine degli anni 50 avevamo detto: senza la effettiva unità dei sindacati in Europa, non ci sarà alternativa democratica portata avanti dalle classi lavoratrici". "Io non dico che il progetto di Marchionne sia consapevolmente di natura salveminiana. E' indubbio che lui tenta di disincastrare la sua parte dalla condizione stato nazionale-sovranità nazionale". "Il riflesso della nuova segretaria della Cgil è un riflesso conservatore". "Occorre essere all'altezza di Marchionne, occorre per esempio comprendere quali sono stati - sia pure nel giro di pochi anni - le realtà di Detroit come città e come territorio". "Marchionne è una novità necessaria per essere governata, non per essere negata come tale, o negate le sue ragioni". Le analisi di Giorgio Meletti sul Fatto e l'articolo di Meletti qualche anno fa, sul Corriere della Sera, su 'Pannella economista'
    18:42 Durata: 16 min 12 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito

    "C'è una lontana speranza di Emma di essere ricevuta dalla nobel birmana, Aung San Suu Ki. L'altra questione è che io ritengo che la preparazione del Congresso del Prt per il 15-18 febbraio non potrà non partire dal rischio grosso che io vedo di una condanna gravissima contro Biram, il nostro compagno arrestato in Mauritania per le sue lotte anti-schiaviste". La solidarietà di molti esponenti del Prt
    18:58 Durata: 2 min 19 sec