23 GEN 2011
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:00 Durata: 1 ora 56 min
A cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 23 gennaio 2011 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (giornalista), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 56 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista

    La conversazione è trasmessa anche dal canale 118 del digitale terrestre per Roma. La distanza tra l'attualità politica italiana e l'iniziativa radicale (a partire dalla veglia per la verità sulla guerra in Iraq)
    17:00 Durata: 3 min 7 sec
  • La veglia dei Radicali a Londra alla vigilia degli interrogatori dell'ex premier Tony Blair da parte di una Commissione d'inchiesta parlamentare sulla guerra in Iraq: "La questione rimane aperta, anche in vista del nostro Congresso, perché nel frattempo abbiamo raccolto una messe di nuovi dati che permettono di dire che era più che probabile il fatto di cogliere l'occasione per accettare l'esilio o la pace, e invece si è scelta la guerra, proprio contro la liberazione pacifica dell'Iraq"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La veglia dei Radicali a Londra in occasione della seduta della Commissione d'inchiesta, presieduta da Sir John Chilcot, che indaga sulla guerra in Iraq. Marco Pannella: "Abbiamo forzato anche la reticenza dei media inglesi a darci degli spazi. Abbiamo il Guardian, giornale autorevole, che ha scelto una delle nostre foto della manifestazione perché c'erano otto cartelli sandwich leggibilissimi, nei quali erano sintetizzati i nostri principali motivi di opposizione a quello che stava accadendo. Cosa stava accadendo? Che intanto la Commissione imprevedibilmente, sotto Natale, ha stabilito di riconvocare Blair, e ieri lo ha tenuto quasi cinque ore. Ma riuscendo, in queste cinque ore, a non porre le domande in base alle quali forse poteva essere utile come Commissione e dimostrare la sua indipendenza rispetto ai governi, quello laburista e quello conservatore, che senza nessun senso dello Stato - ma per ragion di Stato - ufficialmente hanno rifiutato di fornire alla Commissione proprio una delle cose che chiedevamo, ovvero che venissero desecretate le corrispondenze di quel periodo tra Blair e Bush. Abbiamo già parlato del fatto che il massimo funzionario del ministero della Difesa inglese avesse comunicato a una sottosegretaria americana che il governo li assicurava che nella Commissione d'inchiesta, per la parte che riguardava specificamente le settimane della guerra, avrebbe tenuto presente le comprensibili difficoltà e sensibilità del governo americano". "Ci troviamo ad essere l'unica forza politica che in quanto tale ha posto quel problema per l'inchiesta su quel periodo e finora la commissione non aveva fatto domande relative a quel periodo, ma questa volta ha creduto di dimostrare che era autonoma, nonostante la conferma in quelle ore che il governo non gli avrebbe dato tutta la documentazione. Se la sono cavata, devo dire, senza senso dello humour: hanno semplicemente trattenuto Blair per cinque ore con domande e domandine, ma senza porre a Blair le domande che in realtà loro potevano fare pure senza disporre dei governi ufficiali del governo". "Quindi la questione rimane aperta, anche in vista del nostro Congresso, perché nel frattempo abbiamo raccolto una messe di nuovi dati che permettono di dire che era più che probabile il fatto di cogliere l'occasione, o accettare l'esilio o la pace, e invece si è scelta la guerra, proprio contro la liberazione pacifica dell'Iraq. Anche altri, tra cui un sottosegretario del governo Blair, hanno iniziato a ricordare un dato che noi avevamo già reso pubblico: c'era un resoconto ufficiale del principale collaboratore di Blair, David Manning, che il 31 gennaio 2003, nella verbalizzazione di questo incontro raccontava come Blair dicesse che a quel punto o veniva ucciso Saddam, o altrimenti non c'era altra strada che quella della guerra perché bisognava tener presente che questo non era sicuramente Madre Teresa. Bush diceva pure: questo è peggio di Milosevic. In quel momento Bush prendeva pure in giro Tony Blair, perché Aznar a dire il vero resisteva e voleva veramente che lui dicesse a che punto stavano le trattative per l'esilio. Lui prima risponde: 'A Berlusconi che è stato incaricato di coinvolgere Gheddafi per sondare la situazione, Gheddafi ha assicurato che a suo avviso questo l'esilio lo accetta. Ma vuole un miliardo di dollari' e lì si sfoga: 'Altro che il miliardo, meglio la guerra'. E prende in giro un po' Tony Blaiur che era in ascolto: 'Si perché poi Tony, che è una bella anima, mi chiede di spostare la guerra dal 10 al 15 aprile', mentre lì - spiegava Bush - si trattava di intervenire subito. Mi pare quindi che i bandoli della matassa ce li abbiamo in mano. Abbiamo un'altra cosa inaudita: loro non hanno costretto a rispondere Blair su questa cosa: 'Come mai si è fatta la guerra mentre l'Onu e gli osservatori comunicavano che la collaborazione degli iracheni era divenuta totale, proattiva, nel senso che indicavano agli osservatori Onu anche luoghi dove ritenevano che fosse possibile che erano state sotterrate delle armi?'". "Nell'assieme non è poco, diciamo che fra Cnn, molte interviste fatte soprattutto da Marco Perduca ad almeno 6 o 7 televisioni, ivi comprese le maggiori radio, per noi il adesso si tratta di passare da una situazione nella quale siamo convinti che si tratti di una iniziativa che è doveroso fare alla costruzione di un fronte allargato. Cnn e altri giornali non hanno cancellato in maniera evidente il nome 'Partito radicale'. Questo è importante anche per i parlamentari di lì", trattandosi ormai di cosa nota ai loro elettori. Il "bilancio positivo" di questa prima fase dell'iniziativa
    17:03 Durata: 12 min 54 sec
  • Non solo Iraq Libero: attivazione delle giurisdizioni internazionali per il rispetto dei diritti e analisi dei media per "dare delle cifre di quante chance ha avuto l'elettorato italiano di conoscere le proposte politiche a confronto. E' un problema di quanto la circolazione delle idee è assicurata o impedita". Ecco le due iniziative che possono far scattare "attenzione" verso il Congresso del Partito radicale transnazionale di febbraio

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il Congresso del Partito radicale transnazionale che si avvicina: "Il problema è questo: che cosa può in queste due settimane e mezzo creare un'atmosfera politica circostante di modo che politici esterni, anche e non solo italiani e dell'area nostra, ma anche parlamentari europei, britannici, etc. possano essere indotti ad accettare l'invito al Congresso? Io vedo almeno due motivi di mobilitazione, dove però funziona la 'non democrazia' italiana, visto che in questi giorni non c'è stata nemmeno una menzione di tutto ciò. Noi pensiamo che l'operazione dello scorso anno, quella con la quale dimostrammo anche al Presidente della Repubblica, a 20 giorni dalle elezioni, che soltanto il tre per cento degli Italiani sapeva chi erano i concorrenti, io credo che potremo fornire anche agli albanesi e a tanti altri uno strumento per fare l'anatomia del delitto del passaggio dalla democrazia alla 'democrazia reale' non solo in Italia. In modo da aiutarci anche ad attivare le giurisdizioni sovranazionali che sono quasi senza lavoro, perché non esistono forze politiche e sociali che hanno - dopo questa nostra vittoria che è stata l'ottenimento della giurisdizione internazionale - praticato strutturalmente queste sedi. Il nostro problema sarà allora di illustrare meglio la realtà italiana". L'analisi dell'"ascolto" di tg e talk show: "potremo dare delle cifre di quante chance ha avuto l'elettorato italiano di conoscere le proposte politiche a confronto. E' un problema di quanto la circolazione delle idee è assicurata o impedita". "Queste sono le due cose che possono e devono far scattare un'attenzione verso il nostro Congresso". Al centro del Congresso ci sarà pure la battaglia antiproibizionista
    17:16 Durata: 12 min 45 sec
  • Pannella parla delle vicende che hanno coinvolto il premier in questi giorni e le mette in relazione al caso Formigoni per le elezioni lombarde: "Da alcuni anni Berlusconi va avanti alla giornata e non ha appreso nulla sul senso dello Stato. Ma cos'è più grave per lo Stato: un potente che organizza, e lo riconosce, dei falsi elettorali, o il fatto di scoprire che il presidente del Consiglio fa il puttaniere e rischia di scoprire che qualcuna delle ragazze è minorenne?"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'attacco a Emma Bonino del quotidiano Libero che l'ha definita "Suor Bonino": "Si sono accorti che Emma resta molto pericolosa, perché il giorno prima c'era stato questo sondaggio sulla popolarità dei politici italiani, ed Emma era la prima in assoluta con il 44 per cento. Così ieri naturalmente il killeraggio è subito scoppiato. Tanto mi pare che qualcuno potrebbe sostenere che Libero fa il killer pure contro Berlusconi. Fa parte del tentativo patente di preparare la successione, accorciando l'agonia politica della maggioranza, facendo perdere ancora di più la testa al povero Berlusconi, ma preparando il dopo". Il paragone con la situazione Tortora, con "l'associazione di manigoldi, per un terzo giornalisti, un terzo magistrati e un terzo politici": "E' la stessa situazione. Se si pensa che il Corriere della Sera, i giornali milanesi, hanno dovuto cercare di non far conoscere ai propri lettori quello che Lorenzo Lipparini e Marco Cappato avevano individuato, che erano tutti da arresto immediato per interrompere la situazione delittuosa e invece nulla perché erano occupati a creare in 150 o 50 - non importa - erano tutti mobilitati, anche il neo-nominato Bruti Liberati, per un paio di mesi per cercare finalmente di mettere le manette a questo insopportabile delinquente del Presidente del Consiglio. Contemporaneamente, in modo attivo, non facendo questi magistrati e poliziotti nulla per interrompere il reato in corso di manipolazione e falsificazione delle elezioni, etc. Tutti volti, quindi, all'obiettivo di preparare un tandem che fosse il tandem, gradito anche a Veltroni, Tremonti-Formigoni". "Questa operazione è una sorta di marcia su Roma della partitocrazia anti-berlusconiana che rimprovera a Berlusconi ormai semplicemente il fatto di non assicurargli più il loro delinquere impunito". Il discorso di Walter Veltroni al Lingotto e l'ipotetico tandem Tremonti-Formigoni. "E' davvero un affabulatore, per non dire peggio". Le differenze tra gli interventi di Veltroni e Sergio Chiamparino a partire dai temi della laicità: il sindaco di Torino "ritiene, giustamente, che uno di sinistra che vuole giocare una carta di centro-sinistra, se ha il coraggio di parlare delle unioni civili o del testamento biologico, se lo può permettere, perché quantomeno si è qualificato su questo e ha detto cosa dobbiamo fare. Cosa? Quello, aggiungo io, che come Democrazia cristiana e Socialisti ci è riuscito: perché per esempio nel 1976 Giulio Andreotti voleva fare il nuovo Concordato e venne alla Camera entrando nel merito. Dinnanzi ad alcuni obiezioni nostre, rimandò la cosa a 10 mesi successivi, ritenne che non c'erano le condizioni; perché forse il suo calcolo era: forse con i comunisti posso fare l'accordo, ma con una parte dell'opinione laica no. Quindi Andreotti non lo fece. Chi lo fece poi? Bettino Craxi fece quello schifo di nuovo Concordato, perché addirittura non cambiò il Trattato". Quanto all'inchiesta su Berlusconi: "Che ci siano stati degli eccessi mi pare probabile, ma adesso sentiremo il dibattito martedì in Commissione. Io non ho letto gli atti. Ma la mia impressione è che questi a un certo punto si sono messi a fare indagini su 10-15 signore e signorine tutte quante vergine in quanto a certificato penale e precedenti, mettendole sotto ascolto, etc. E' chiaro che gli interessasse sentire cosa dicevano delle serate da Berlusconi. Loro hanno fatto le intercettazioni per incastrare Berlusconi". "Ma sull'obbligatorietà dell'azione penale, nel caso di Formigoni si trattava di interrompere un comportamento criminoso in corso, invece si è stabilito che Formigoni non doveva essere macchiato. Si sono macchiati loro, i magistrati, rispetto a questa cosa, stabilendo che il Formigoni, perché potente davvero, perché Cl è una struttura affaristica e di pressione sul mondo politico di straordinario vigore e mi pare che su questo nessuno ha dubbi. Tanto è vero che qualche scrittore ha detto di recente che il progetto di Cl sarebbe: Scola pontefice e Formigoni presidente del Consiglio". "Da alcuni anni Berlusconi va avanti alla giornata e non ha appreso nulla sul senso dello Stato. Ma cos'è più grave per lo Stato: un potente che organizza, e lo riconosce, dei falsi elettorali, o il fatto di scoprire che il presidente del Consiglio fa il puttaniere e rischia di scoprire che qualcuna delle ragazze è minorenne?"
    17:29 Durata: 22 min 8 sec
  • Pannella: "Già Bersani (Pd), avantieri, richiamato da tutte le parti al fatto che il Pd aveva scelto il doppio turno alla francese, ha risposto invece: noi abbiamo scelto 'un assetto prevalentemente uninominalistico'. In questo rientra anche il 'porcellum', ed è chiaro che questa operazione sta bene al potere clericale di Cl forte in Lombardia e non solo, che sta bene allo Stato vaticano". La lettura dei sondaggi politico-elettorali, tra tenuta del Pdl e mancata crescita dell'opposizione: "E' un portato dell'assenza di opposizione"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: "Già Bersani, avantieri, richiamato da tutte le parti al fatto che il Pd aveva scelto il doppio turno alla francese, ha risposto invece: noi abbiamo scelto 'un assetto prevalentemente uninominalistico'. In questo rientra anche il 'porcellum', ed è chiaro che questa operazione sta bene al potere clericale di Cl forte in Lombardia e non solo, che sta bene allo Stato vaticano. Abbiamo il fatto che Bersani su questo l'ha dimostrato clamorosamente da Santoro, nel giorno in cui poteva richiamare di fronte a 5 milioni di Italiani il fatto che quello che stava in studio era quello che stava truffando le elezioni regionali, e non lo ha fatto. Io gliel'ho anche detto personalmente. Siccome io raramente penso male, non mi ero ricordato cose che pure sapevo: che alla campagna elettorale europea c'erano state indicazioni comuni Bersani-Cl, che alle primarie per il segretario di partito Cl aveva preso posizione auspicando Bersani, etc.". "Il regime sta attraversando una situazione di agonia, dovuta alle difficoltà di Berlusconi ma non solo, anche alle inadeguatezze di Fini. Quindi è normale che anche nella Segreteria di Stato ci si chieda cosa si possa fare". La sentenza su Cuffaro: "Devo dire che è più simpatico quello di questi altri. Non era una persona che ti annoiava. Poi il fatto che uno dicesse, quasi come un liberale e un nonviolento: in carcere ci vado subito, il faut la faire, bisogna farla la cosa. Io ricordo che quando a Bettino dissi che doveva lui andare in carcere. Lui non sapeva fare le corna. E ricordo che quando gli dissi 'se ci vai tu per un mese, alle elezioni europee fra sei mesi fai il 15 per cento'. Lui invece fece le corna, come a dire 'Io in carcere non ci vado'. Per dire, il riflesso di Bettino era stato questo. Mentre questo qui, che fa questo, non è di per sé né piacevole né spiacevole". La lettura dei sondaggi politico-elettorali, tra tenuta del Pdl e mancata crescita dell'opposizione: "E' un portato dell'assenza di opposizione. Con quest'ultima che non riesce a manifestarsi, il presidente del Consiglio rischia di avere tempo per andare a puttane piuttosto che stare a Palazzo Chigi"
    17:51 Durata: 13 min
  • Dai ricorsi alle giurisdizioni internazionali per far rispettare i diritti alle battaglie per la situazione delle carceri nel mondo, dalle difficoltà economiche del Partito ai suoi militanti in Africa: "Nichi (Vendola, ndr), noi abbiamo queste battaglie, questi doveri che ci inseguono, queste possibilità anche di comprendere quello che ci accade in termini di regime qui"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella: "Poi lo devo dire francamente anche Nichi Vendola: abbiamo un congresso con nessuno tipo Don Verzè o che ci possa aiutare ad avere biglietti d'aereo per far venire i nostri delegati, però noi abbiamo questo progetto che è quello di far scattare dei ricorsi alle giurisdizioni perfino contro l'Onu, visto che la stessa Onu nei diritti umani sembra crederci poco. È una cosa ambiziosa, ma è indubbio che i ricorsi a queste giurisdizioni possono essere strumenti seri che non a caso non appartengono alla cultura delle opposizioni tradizionali, non solo quelle italiane. Poi dovremo porre un problema che è mondiale, quello delle carceri, e noi lo stiamo facendo. Anche lo slogan 'dal corpo dei malati al cuore della politica', con l'organizzazione del Congresso mondiale per la libertà della ricerca scientifica, sono cose che tradotte in altre lingue possono rappresentare una presa di coscienza, l'apertura di una mobilitazione. Ho ricevuto poco fa una telefonata dalla Mauritania, dal carcere nel quale il nostro compagno continua a non essere assistito decentemente sia alla testa che alla gamba dove era stato colpito e ferito seriamente; quindi abbiamo anche questo elemento di presenza". "Nichi, noi abbiamo queste battaglie, questi doveri che ci inseguono, queste possibilità anche di comprendere quello che ci accade in termini di regime qui". La parabola di Daniele Capezzone: "Devo dire che è bravo Io non conosco nessuno che abbia acquistato una popolarità così negativa, il che dimostra anche un certo buonsenso del popolo". "Era bravo, aveva gli amici del Fuori che lo avevano nominato fra i politici più attenti a quelle battaglie sui diritti degli omosessuali, con Chiambretti andava e raccoglieva un altro tipo di consenso; l'unico problema è che, un po' per colpa mia, ha fatto non un solo libro ma due. E la carta canta. Se uno legge l'ultimo libro, vi sono tutte le ragioni radicali, le più anti-conformiste, che venivano trattate tutte quante, mentre adesso si limita tutti i giorni a dire automaticamente le cose più populiste, che poi dette con la sua faccia non so quanto reggano". "E' divenuto in modo smaccato il 'radicale' che sognavano quelli del Corriere della Sera". Ancora sui rapporti tra Radicali e Silvio Berlusconi. Le figure di due giornalisti, Piero Sansonetti e Marco Travaglio. "Travaglio mi ha colpito, perché ha fatto il suo intervento da pm, bravo, sull''indultino' - come lo ha definito lui - e soltanto perché si pensava che potessero essere 8 mila quelli che per l'ultimo anno di detenzione andavano agli arresti domiciliari, e non venivano liberati, invece lui ha trattato con rabbia questa cosa, veramente da forcaiolo, da codino". "E' accecato da questa cosa; Travaglio spesso è abbastanza convincente nelle sue requisitorie, ma che si concentri in 8 mila che avranno gli arresti domiciliari, mentre oggi sono soltanto 600 quelli che sono andati agli arresti domiciliari sui 18 mila che erano in causa nel progetto originario della legge, mi ha fatto male"
    18:04 Durata: 17 min 11 sec
  • La posizione dell'Italia sulla situazione in Tunisia? "Sono stato terrorizzato - perché non ci credevo - dal linguaggio innocente del ministro degli Esteri, Franco Frattini, nel quale il problema politico, di democrazia, era chiaramente scartato come una cosa che non ha valore". "Quello che è venuto fuori nel suo discorso è un senso di degrado, un mondo che prescindeva da qualsiasi fatto democratico e politico; era un discorso da tecnocrate che in Tunisia vedeva soltanto 'una grossa rivolta sociale', ovvero non politica secondo loro"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La situazione tunisina e del Mar Mediterraneo. Le tesi di Aldo Loris Rossi sul necessario aggiornamento del meridionalismo odierno. Il ruolo dell'Europa. "Hanno creato questa struttura del vicinato mediterraneo, nella quale per la prima volta si disse che potevano andare a presiedere i lavori i direttori generali, e non i ministri o i sottosegretari, tanto per dire come veniva concepita questa scelta. Ma è il disastro europeo. Abbiamo la Tunisia, per la quale anche in Francia c'è una rivolta contro Sarkozy e i suoi perché addirittura avevano annunciato che avrebbero inviato la celere francese in Tunisia per difendere Ben Ali". "Poi ho sentito uno dei leader politici importanti rientrati dall'esilio a cui è stato chiesto: 'Qual è la posizione dell'Italia?'. Questo ha detto: 'Semplicemente vergognosa'. Ieri al programma di Radio Radicale sulle Commissioni parlamentari sono stato terrorizzato - perché non ci credevo - dal linguaggio innocente del ministro degli Esteri, Franco Frattini, nel quale il problema politico, di democrazia, era chiaramente scartato come una cosa che non ha valore". "Quello che è venuto fuori nel suo discorso è un senso di degrado, un mondo che prescindeva da qualsiasi fatto democratico e politico; era un discorso da tecnocrate che in Tunisia vedeva soltanto 'una grossa rivolta sociale', ovvero non politica secondo loro"
    18:21 Durata: 9 min 2 sec
  • L'ipotesi elezioni anticipate; la situazione di Barack Obama negli Stati Uniti; le primarie del centro-sinistra a Napoli

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'ipotesi elezioni anticipate. "In questi due mesi io ho ribadito proprio la mia ostilità metodologica. Ma un giorno sì, un giorno no, il dibattito è stato questo: 'Si fanno le elezioni', 'Non si fanno le elezioni'. Io ritengo che possono essere interessati a questo Tremonti, la Lega e forse Formigoni, mentre chiarissimamente Berlusconi e berlusconiani intelligenti capiscono invece che è un gioco d'azzardo, perché in qualche misura quando l'ottimo Pier Luigi Bersani dice: 'Andiamo a elezioni e le vinciamo', io non lo so. Anche se le vincono gli altri per poco, comunque è l'inizio della fine di Berlusconi, perché non si tratterà comunque di un successo manifesto. Noi siamo gli unici, credo, a prendere in considerazione cose che gli altri non prendono in considerazione; per esempio - dentro il Pd - parlando del veto dalemiano e veltrusconiano contro la riforma uninominale del sistema elettorale". La questione della "democrazia reale" a livello globale. I limiti di Barack Obama negli Stati Uniti. Ancora sull'organizzazione del congresso del Partito Radicale transnazionale. Le primarie nel centro-sinistra a Napoli: la figura di Libero Mancuso e quella di Ranieri. Quest'ultima è la candidatura più decente? "Diciamo che è la più autorevole". "Ho sempre ritenuto che non è uomo di pugna, uomo di lotta, e a Napoli è una situazione in cui delle decisioni dure bisogna prenderle"
    18:30 Durata: 14 min 29 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    "Se noi possiamo parlare solo a Radio Radicale e da Radio Radicale, 1 milione 200 mila persone non fanno opinione rispetto a 60 milioni di cittadini". Alcuni appuntamenti della settimana. Il futuro del Pd
    18:45 Durata: 11 min 59 sec