06 FEB 2011
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:09 Durata: 1 ora 55 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 6 febbraio 2011 , condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (giornalista), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 55 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista

    La presenza di Marco Pannella, questa settimana, sui quotidiani italiani. Il comunicato di Pannella sulla necessità della continuazione della legislatura e i ringraziamenti alla redazione di Corriere.it che ha riportato sul sito un suo messaggio già pubblicato sul Web
    17:09 Durata: 2 min 40 sec
  • La reazione dell'opinione pubblica di fronte alle ultime scelte di Marco Pannella e i precedenti del 14 dicembre, giorno della fiducia al governo Berlusconi. Il ruolo dell'informazione. Le scelte della magistratura di Milano sul caso Formigoni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella: "Consentimi di dire che ancora una volta Radio Radicale ha una situazione non voluta di monopolio. Quello che sta accadendo: mi sono fatto dare tutte le risposte, non soltanto quelle arrivate sulla mia pagina di Facebook ma anche le risposte a una mia e-mail; quindi ho già letto 600 di 1.000 risposte o interventi su queste dichiarazioni". "Credo che nemmeno per il famigerato 14 dicembre, per il quale era certo che ci eravamo 'venduti', mentre io dicevo che mi interessava cosa sarebbe accaduto dopo". "Comunque ci fu la nostra sfiducia piena, mentre Berlusconi la fiducia la ebbe grazie a eletti nell'Idv e nel Pd". "Adesso, di nuovo, una marea di insulti esasperati, 'ma non farlo', perché c'era questo problema di accettare o no la richiesta di autorizzazione a procedere della magistratura nei confronti di Berlusconi. Anche su quello Maurizio Turco ha spiegato le sue motivazioni, ovvero il perché riteneva andasse assolutamente data l'autorizzazione a procedere, e aggiungendo che secondo noi la magistratura avrebbe dovuto procedere anche contro questi 'formigoniani' criminosi che vanno dal neo-procuratore di Milano, Bruti Liberati, e via dicendo". "Questi, dinnanzi al truffatore e ladro di legalità, come riconosciuto anche da lui, visto che in una intervista a Repubblica dice di essere 'disperato e terrorizzato a causa degli attacchi documentati dei Radicali e di Marco Cappato'"; "se la magistratura non si muove da sola, io mi augurerei - da libertario - non solo il processo ma anche che andassero in galera pure loro". "Oggi ho una scarica esasperata di insulti, di 'ci hai tradito'. Perché? E' la dimostrazione di una cosa semplicissima: noi viviamo, come gente comune, con la televisione, l'online, etc. E si vede fino a che punto, quando mi dicono: 'Ma per trent'anni ti abbiamo seguito, questa non possiamo accettarla'. Uno mi dice: 'Lette le notizie di stamattina, a questo punto ti prego di non mandarmi più e-mail'. Io rispondo solo: 'Naturalmente obbedisco, certo che se sono le notizie di stamattina, certo che se tu scegli sulla base di questo di mandare all'aria 30 anni di sostegno, forse hai ragione sul fatto che sia inutile continuare a mandarti messaggi'. Spero che entro domenica prossima sia pronto questo nuovo nostro sistema di indagine su quello che l'ascoltatore italiano può avere dalla tv in termini d'informazione"
    17:12 Durata: 10 min 29 sec
  • Sulla manifestazione di Milano organizzata da Libertà&Giustizia: "Una splendida manifestazione dove però ho avuto un momento di commozione e felicità quando ho visto che Roberto Saviano ha accettato di andarci. Sono felice che ci sia andato lui, sono felice di quello scoppio di applausi su di lui che non finivano più. Ancora oggi ritengo che lui sia la persona più bella e la persona più ricca, la persona più emozionante e commovente nella sua anti-demagogia, nella sua narrazione di cose apparentemente banali"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La manifestazione di Milano organizzata da Libertà&Giustizia. Pannella: "Qualche compagno mi ha chiesto perché non siamo andati. A parte che non siamo stati invitati naturalmente, io poi ho detto una cosa: che ero rimasto che l'organizzazione della Bonsanti, Libertà&Giustizia, aveva sospeso e aveva avuto un momento di crisi qualche anno fa perché Carlo De Benedetti stava costituendo una società con Berlusconi. Non ne avevo più sentito parlare. Ieri ho sentito questa splendida manifestazione, come pubblico, una manifestazione di classi dirigenti; in termini di sociologia, lì c'era il meglio - anche ufficiale, come titoli - della classe dirigente. Una splendida manifestazione dove però ho avuto un momento di commozione e felicità quando ho visto che Saviano ha accettato di andarci". La figura di Roberto Saviano. "Sono felice che ci sia andato lui, sono felice di quello scoppio di applausi su di lui che non finivano più. Ancora oggi ritengo che lui sia la persona più bella e la persona più ricca, la persona più emozionante e commovente nella sua anti-demagogia, nella sua narrazione di cose apparentemente banali". "Credo di avere meritato o demeritato, come molti miei compagni radicali, di essere divenuto una persona comune. Sono felicissimo, credo che in questo senso semantico in cui evoco ciò, Saviano è molto più comune di me. E' una presenza bella. E oggi ha detto pure lui: quello che diventa chiaro è che questa diffusione sputtanata di Berlusconi e degli altri in realtà, al di là delle intenzioni, fa emergere come restano un'anomalia rispetto al popolo italiano e alla gente comune. Infatti a qualcuno che l'altro giorno mi chiedeva perché non difendessimo Berlusconi, pur essendo libertini e libertari, ho risposto: lascia perdere 'libertino e libertario'; se lui fosse un tuo zio, del quale sai che campa in quel modo, cosa c'entra 'libertino e libertario'? Non c'entra forse la compassione?"
    17:22 Durata: 9 min 34 sec
  • Pannella: "Io ritengo che sorreggere le istituzioni in quanto tali, quando vanno in sfascio, è un dovere civile del repubblicano". "Se anche i magistrati di Milano ottenessero le dimissioni di Berlusconi, poi cosa succede il giorno dopo? Possiamo dire che questa grande manifestazione della classe dirigente più colta, più illuminata, più civile e meno provinciale rappresenti un'alternativa di governo?"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: "Io ritengo che sorreggere le istituzioni in quanto tali, quando vanno in sfascio, è un dovere civile del repubblicano". Anche perché si tratta di "istituzioni che non sono contestate sul piano formale. Al massimo proprio noi siamo gli unici a dire che non c'è democrazia in Italia". "Noi su questo continuiamo sulla nostra strada. Non siamo stati mai i moralisti. Siamo intervenuti in una situazione nella quale è sempre più imbarazzante, per il potere cattolico". "In noi c'è il senso dello Stato che manca a D'Alema e gli altri, quelli che invece hanno la ragion di Stato. E allora lo dico anche agli 'interni': se anche i magistrati di Milano ottenessero le dimissioni di Berlusconi, poi cosa succede il giorno dopo? Possiamo dire che questa grande manifestazione della classe dirigente più colta, più illuminata, più civile e meno provinciale rappresenti un'alternativa di governo?". "Il ragionamento è quello di farsi carico sempre di come si esce dai guai". "C'è sempre un peggio perfino peggiore per i 60 milioni di italiani e per tutto il Mediterraneo, se c'è questo fallimento di inciviltà del nostro Paese". L'editoriale di Guido Ceronetti sulla Stampa, nella quale il poeta non chiede conto degli ultimi 15-20 anni, ma degli ultimi 70 anni. "Non capisco perché non ci sia nessun letterato che abbia proposto Ceronetti al Nobel, al Senato, etc.". Pannella fa poi un riferimento al Presidente della Repubblica, Napolitano: "Mi sono permesso di avanzare, privatamente ma direi formalmente, la candidatura a senatore a vita di Toaff". Sul rapporto tra morale e politica. Pannella: "Quando il nostro amato Presidente della Repubblica andò a Napoli e disse, gli uscì proprio dal cuore: 'Occorre cambiare moralità', io mi permisi di dire che forse, per cambiare moralità, c'è un solo modo. Si individua una forma morale più vicina a quella che implicitamente tu auspichi, e vai a beccare se ci sono alcuni che sanno vivere in quel modo. Non puoi cambiare morale o moralità di una classe dirigente intera a Napoli". Il caso Napoli, dagli esordi di Bassolino alle recenti critiche di Ranieri a Bersani. "Se c'è una diversa moralità, io credo che non saprei mutare come abbiamo fatto politica in questi 40 anni. Cosa che ho sottolineato un po' anche nel mio articolo, sottolineando la mia situazione patrimoniale. Quella parte, anche gli amici del Fatto e i progressisti, l'hanno tolta, perché sanno che è eloquente". Ancora ringraziamenti per la redazione online del Corriere della Sera
    17:32 Durata: 20 min 7 sec
  • La figura di Giulio Tremonti e i diversi filoni della tradizione socialista nell'attuale governo.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il ruolo di Giulio Tremonti come successore in pectore di Silvio Berlusconi: "Da qui dicemmo che per il dopo-Berlusconi sembrava qualificato il ticket Tremonti-Bossi". Tremonti "si può permettere di dire 'Dio, patria e famiglia', mentre se l'avesse detto il sindaco Alemanno. Magari prima o poi, in una trasmissione culturale, ci parlerà pure bene di Celine, per dire che lui è totalmente liberale e sa guardare. Io in realtà lo sospetto di avere soltanto una grande capacità di 'potere su'. Lo stato di diritto però non è il 'potere su', ma il potere della legge. Mentre alcune sue leggi sembrano a volte goliardiche". Il dibattito sulla vendita del patrimonio pubblico. Le tradizioni socialiste all'interno del governo: "La lettura è che Bettino Craxi fosse un po' schizofrenico e quindi ho avuto testimonianze; fino alla fine, noi ci sentivamo, io lo chiamavo 'melone', perché ritenevo che questo fosse il modo più giusto per ridare una cifra veritiera, corrente e comune al 'mostro' o al 'santo' che era andato via. E ho avuto la prova, da una giornalista, che un mese prima di morire, dopo 4 giorni che parlava con Bettina, alla fine lei gli chiede: 'Parli dell'Italia e non si salva niente e nessuno. Possibile che non hai nemmeno nostalgia di una spiaggia?'. E pare che lui abbia risposto: 'Nessuno? Bah e poi fa: Marco'. Questa casca dalle nuvole e chiede: 'Marco Pannella?'. E lui dice 'sì'". Le critiche a Barbara Spinelli sulla sua ricostruzione della vicenda di Craxi.
    17:52 Durata: 13 min 41 sec
  • Le vicende mediorientali e il caso egiziano: "L'esilio di Mubarak si va forse preparando, ed è lo stesso discorso che si faceva per Saddam: far comprendere al dittatore qual è la convenienza maggiore che può scegliere. E a un certo punto Saddam - questo quel che sappiamo e che vogliamo che emerga - per convenienza, ovvero non avere ammazzati i figli, etc., aveva scelto l'esilio, e per questo il complesso militare-industriale che aveva già spostato 250 mila soldati" ha voluto la guerra

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'incontro in agenda con un parlamentare conservatore inglese sulla vicenda della guerra in Iraq. Le memorie di Rumsfeld e i suoi ricordi sulle torture. Le vicende mediorientali e il caso egiziano: "L'esilio si va forse preparando, ed è lo stesso discorso che si faceva per Saddam: far comprendere al dittatore qual è la convenienza maggiore che può scegliere. E a un certo punto Saddam - questo quel che sappiamo e che vogliamo che emerga - per convenienza, ovvero non avere ammazzati i figli, etc., aveva scelto l'esilio, e per questo il complesso militare-industriale che aveva già spostato 250 mila soldati" ha voluto la guerra. Il ruolo della first lady egiziana nella battaglia contro le mutilazioni genitali femminili a fianco di Emma Bonino. "Siccome molti mi chiedono: com'è finita la cosa di Tarek Aziz? La vicenda è andata così: mentre eravamo riuniti in Congresso, è giunta la dichiarazione inequivoca del ministro degli Esteri che si dice d'accordissimo dell'urgenza della cosa. Il giorno subito dopo sono venute fuori una serie di informazioni che sono servite per un mese a rimandare qualsiasi intervento in Iraq. Da quel momento non ho più nessun rapporto con la Farnesina, perché la scelta che si è fatta è quella di far finta di non sapere che lo ammazzeranno in carcere". "Mubarak mi pare qualcuno che può essere è suscettibile di discorsi sulla convenienza, nemmeno nel modo più gretto". Il ruolo del vice di Mubarak. "La vera vittoria dei manifestanti è prefigurare insieme le tappe del dopo"
    18:05 Durata: 25 min 7 sec
  • Il Congresso del Partito radicale transnazionale: "E' probabile che non ce la facciamo a fare un Congresso come quello di Tirana. Non so se ci sarà possibile, perché è indubbia la situazione di difficoltà. Adesso vediamo che succede: per esempio credo che abbiamo parlato solo 30 secondi, en passant, con Emma, per capire se Berlusconi sia invitato a portare un saluto o meno a Chianciano. Bersani? E' invitato permanente". I rapporti con il Pd e la sinistra negli ultimi anni.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il Congresso del Partito radicale transnazionale: "E' probabile che non ce la facciamo a fare un Congresso come quello di Tirana. E calcoliamo che il Congresso di Tirana fu una seconda sessione di un Congresso iniziato a Ginevra. Noi dobbiamo giocare una carta che sia quella di unificare Ginevra e Tirana a Chianciano. Non so se ci sarà possibile, perché è indubbia la situazione di difficoltà. Adesso vediamo che succede: per esempio credo che abbiamo parlato solo 30 secondi, en passant, con Emma, per capire se Berlusconi sia invitato a portare un saluto o meno a Chianciano, se Fini sia invitato o meno. Sono cose importanti, perché sono riconoscimenti. A quanti dicono che stiamo trattando, vediamo cosa otterremo da qui al Congresso". I rapporti con il Pd: "Non hanno voluto che Sergio D'Elia fosse candidato. Non hanno voluto che Viale fosse candidato. Non hanno voluto che io fossi candidato, dicendo che tanto Pannella era un personaggio europeo e quindi sarebbe dovuto andare a Bruxelles al Parlamento europeo. Hanno ottenuto - Veltrusconi - quelle leggi e quell'intesa per ottenere quello che nessuno aveva ottenuto finora: noi non ci siamo potuti presentare come Rosa nel Pugno". "Non ci si meravigli se noi dialoghiamo con l'uno o con l'altro". Critiche al concetto del 'berlusconismo'. "Giudicare gli altri sulla base di come si comportano con noi sarebbe sbagliato, o meglio farne un elemento centrale del giudiziose sarebbe sbagliato, ma di lì a ignorarlo completamente ce ne passa. Anche perché noi possiamo inserire nel dibattito del Pd cose che nessuno inserisce. Abbiamo inserito un'altra domanda a Bersani: perché lui abbia coperto la situazione lombarda di Formigoni, per esempio". "Quindi: nuove elezioni?". "Mai noi possiamo, dobbiamo o abbiamo giudicato le politiche esclusivamente in funzione di come si comportavano nei nostri confronti. Tutto lo dimostra. Però era doveroso che ricordassi che a sinistra ci sono degli episodi così sintomatici che sarebbero da presentazione di pentimento. La destra non è arrivata mai a tanto, e non è certo destra storica o liberale". La proposta di legge sui contributi silenti
    18:30 Durata: 25 min 36 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'iniziativa su "Iraq Libero come unica alternativa alla guerra: il dossier sta diventando davvero impressionante". La presentazione del metodo di analisi radicale dell'anti democraticità o meno delle elezioni nei paesi a democrazia reale: "Questo credo che sia qualcosa che può far crescere le capacità di conoscenza scientifica di una forma di regime o di un'altra". L'appello ai parlamentari italiani a partecipare al Congresso radicale
    18:56 Durata: 7 min 56 sec