27 FEB 2011
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Valter Vecellio - Radio - 17:00 Durata: 1 ora 52 min
A cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 27 febbraio 2011 condotta da Valter Vecellio con gli interventi di Valter Vecellio (direttore di Notizie Radicali), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 52
minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.

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  • Introduzione

    Valter Vecellio

    direttore di Notizie Radicali

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    In studio, con Marco Pannella, c'è Valter Vecellio a sostituire una tantum Massimo Bordin, già direttore di Radio Radicale
    17:00 Durata: 28 sec
  • Le rivolte nel Nord Africa e le mancate previsioni delle stesse. Pannella: "Quando scoppierà qui, e scoppierà, qui e in tutto il nord Mediterraneo, anche qui nessuno lo avrà previsto". La "profezia negativa" contenuta nel manifesto di Ventotene di Spinelli e Rossi

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Le rivolte nel Nord Africa e le mancate previsioni delle stesse. Marco Pannella: "Quando scoppierà qui, e scoppierà, qui e in tutto il nord Mediterraneo, anche qui nessuno lo avrà previsto". "Quello che voglio dire è che c'è una situazione di fascismo malamente vestita di democrazia, solo che questo abito di democrazia s'è ridotto a un ammasso di cenci, piuttosto indecoroso in Italia". "Qui c'è una realtà di putrefazione, dal '49, cioè dall'approvazione della Costituzione noi abbiamo assistito al massacro della legalità da parte della partitocrazia divenuta plurima e pluriforme". "L'odore, o meglio il lezzo, di 60 anni di partitocrazia sta diventando insopportabile. Questo è aggravato dal fatto che questo passaggio da una democrazia formale a una democrazia nemmeno formalmente decorosa è un fatto mondiale, ma sicuramente europeo". La "profezia negativa" contenuta nel manifesto di Ventotente di Ernesto Rossi e Altiero Spinelli sul ruolo degli stati democratici ma nazionali. Giuseppe Bottai e la sua frase, in apertura del libro giallo dei Radicali, sulla continuità di regime tra fascismo e quello che sarebbe venuto dopo
    17:01 Durata: 9 min 9 sec
  • L'atteggiamento dei ministri degli Esteri: "Come ministri degli Esteri non stiamo messi in maniera molto brillante. Da una parte le dimissioni del ministro degli Esteri francese, Michele Alliot-Marie, per i rapporti stretti con Ben Ali. In Italia, due settimane fa l'ottimo Frattini - nella situazione tunisina - diceva che la democrazia tunisina avrebbe dovuto ispirarsi di più al modello libico". "Oggi questi popoli sono riusciti a sbarazzarsi dei 'disordini stabiliti' in un battibaleno, dimostrando che i punti ideali per loro - come per gli europei nel 1945 - sono la realtà antropologica e storica dell'America, che può riconoscersi anche in altri luoghi"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'Europa di fronte alle rivoluzioni del Nord Africa e l'editoriale di Roger Cohen (New York Times) sul ruolo positivo che avrebbe potuto avere l'inclusione della Turchia nell'Ue: "Cohen è di cultura anglosassone. Ciò detto, proprio oggi c'è un sondaggio sulla Gran Bretagna, dalla quale risulta che il 48 per cento degli inglesi voterebbe per una forza politica di estrema destra se chiarisse subito di non essere fascista o nazista. Allora Cohen deve probabilmente ripensare la storia britannica, nel senso che noi abbiamo avuto sicuramente un uomo di straordinarie vedute da mettere sicuramente assieme ad Altiero Spinelli e gli altri, e questo è Churchill. Quest'ultimo fece l'esperienza di un'Inghilterra con Chamberlain e di una Francia con Daladier, e durante quella esperienza maturò la sua convinzione, in un momento in cui il Commonwealth pure era solido, della necessità degli Stati Uniti d'Europa subito. In Gran Bretagna, adesso, sta venendo in superficie quello che corrisponde un po' alla nostra analisi, quando - indossando la stella gialla - non intendevamo certo dire che fossimo l'equivalente degli ebrei, ma come monito per dire che ci sono tutti gli elementi per il ritorno a una condizione da stella gialla. Ed è così, se vediamo a quello che avviene anche in Scandinavia e nell'Europa baltica". "Sta accadendo in modo prevedibile, perché Churchill stesso prevedeva che se Onu e Unione europea non fossero venute alla luce rapidamente, sarebbe accaduto lo stesso che secondo Churchill era accaduto per la Società delle Nazioni: le norme scritte sarebbero state perfette, ma gli stessi Stati che le avevano scritte non ci avrebbero creduto". Quanto al Nord Africa, cosa accade? "Lo vediamo anche dalle difficoltà con le quali si muovono i Fratelli Musulmani, in Egitto e con le loro propaggini in altri Stati". L'atteggiamento dei ministri degli Esteri: "Come ministri degli Esteri non stiamo messi in maniera molto brillante. Da una parte le dimissioni del ministro degli Esteri francese, Michele Alliot-Marie, per i rapporti stretti con Ben Ali, e a sei mesi dalle dimissioni dell'ex ministro francese degli Esteri, Kouchner. In Italia, due settimane fa l'ottimo Frattini - nella situazione tunisina - diceva che la democrazia tunisina avrebbe dovuto ispirarsi di più al modello libico". "Oggi queste persone sono riuscite a sbarazzarsi dei 'disordini stabiliti' in un battibaleno, dimostrando che i punti ideali per loro - come per gli europei nel 1945 - erano la realtà antropologica e storica dell'America, che può riconoscersi anche in altri luoghi". "Anche per quel che riguarda l'Europa, assisteremo a qualcosa che il Mediterraneo ha già conosciuto in questi mesi"
    17:10 Durata: 13 min 28 sec
  • I rapporti tra classe dirigente italiana ed europea e regime libico

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il ruolo giocato da Gheddafi ai tempi della guerra in Iraq, oscurato in tutte le ricostruzioni apparse in questi giorni sulla vita del dittatore libico: "Non è che tacciono una cosa che sanno - spiega Pannella - è una cosa che non sanno ancora. Questo bandolo che noi tiriamo per comprendere quello che è accaduto e per farlo comprendere e conoscere, lo stiamo praticamente tirando da soli, anche se non passa settimana che non troviamo qualche utile tassello per rimettere il puzzle a posto. Credo che riusciremo questo nostro Satyagraha, questa nostra ricerca della forza e dell'amore della verità verrà fuori". Il ruolo del complesso militare-industriale di cui parlava il presidente americano Dwight D. Eisenhower. Silvio Berlusconi e i suoi "amici" al di fuori dei confini nazionali: "Alla politica estera dell'imprenditore Berlusconi, sceso in politica, gli mancano elementi di cultura che hanno costituito le ragioni della nostra tradizione negli ultimi 50 anni di politica estera". "Proprio lui che parla sempre di 'comunisti', i quali esistono soprattutto perché lui ha voluto che esistessero, visto che a Massimo D'Alema gli offre la politica estera, etc.". Ma secondo Pannella, "per gli altri stati il fatto è molto più grave, perché noi nel 1985-85 in sede europea abbiamo dovuto fare decine e decine di mozioni, interpellanze, perché tutta la Comunità europea, che faceva accordi bilaterali in tutto il mondo, lo faceva inserendo un articolo 2 in ogni accordo in base al quale l'aiuto europeo si giustificava anche verso paesi non democratici ma con l'impegno degli autocrati a utilizzare gli aiuti per far crescere la democrazia. Invece questo Bruxelles non lo ha mai, mai, mai fatto. La burocrazia europea su questo ha sempre di più una visione molto 'realista'". Le considerazioni di D'Alema sul carattere "strategico" della Libia. L'atteggiamento del Pd sul Trattato di amicizia Italia-Libia. Israele e il suo possibile ingresso nell'Ue: la divisione, sul tema, tra popolo e classi dirigenti
    17:24 Durata: 15 min 51 sec
  • Le perplessità rispetto al dialogo allacciato da Pannella con Berlusconi negli ultimi tempi: "Ci sono stati centinaia di messaggi di compagni indignati, addolorati - ammette Pannella - La causa è una sola: che tutti hanno creduto che dire 'dialogo' fosse sinonimo di 'trattative'. Ancora adesso molti compagni addolorati, perché ci sono anche quelli, scrivono: 'Il dialogo va bene, ma con tutti tranne che con quello'. Io devo rispondere con calma, con dolore: no, non ci intendiamo. Per un laico nonviolento il dialogo è necessario e urgente proprio con 'quello'"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Le perplessità e il pessimismo di Valter Vecellio rispetto al dialogo allacciato da Pannella con Berlusconi negli ultimi tempi: "Ci sono stati centinaia di messaggi di compagni indignati, addolorati - ammette Pannella - La causa è una sola: che tutti hanno creduto che dire 'dialogo' fosse sinonimo di 'trattative'. Ancora adesso molti compagni addolorati, perché ci sono anche quelli, scrivono: 'Il dialogo va bene, ma con tutti tranne che con quello'. Io devo rispondere con calma, con dolore: no, non ci intendiamo. Per un laico nonviolento il dialogo è necessario e urgente proprio con 'quello'. Indirettamente, perché non abbiamo potuto farlo direttamente, abbiamo parlato addirittura con Saddam, convincendolo all'esilio". La ricostruzione radicale della guerra in Iraq: "Questo non lo dico perché Berlusconi sia riconducibile a Saddam. Tutt'al più accuso Bush e Blair di avere reso cattivo Berlusconi che era semplicemente ignorante di queste cose". "Nessuno credeva, anche fra i compagni, che fosse possibile parlare con Berlusconi dicendogli chiaramente: decideremo alla fine sul voto di fiducia. Mentre è stato chiaro sin dal primo incontro con lui che avremmo votato la sfiducia. Poi la cosa è proseguita, avendo votato Maurizio Turco anche l'autorizzazione a procedere da parte di una magistratura che pure fa un po' ribrezzo. Ma quando si procederà nei confronti del procuratore generale di Milano, neoeletto, per reati gravissimi?". Il caso delle firme false usate da Roberto Formigoni per presentare la lista elettorale in Lombardia. "Io ritengo utilissimo questo dialogo, probabilmente un po' faticoso. Finché ho una responsabilità sostanziale per come la gente mi e ci considera, cercherò di dire che soprattutto con Berlusconi è necessario dialogare. Dialogando ma dicendo quello che si pensa: cercando di convincerlo di errori che fa. Si possono anche comprendere meglio alcuni meccanismi. Io per esempio oggi sono abbastanza convinto che la partitocrazia sente di rischiare di fare la fine del fascismo, e quindi si sta di già attrezzando a questo, per mantenere ancora Berlusconi fin quando non avrà pronto il proseguimento della stessa partitocrazia. Questo è un altro interesse aggiunto del dialogo, perché se dico queste cose in pubblico io resto clandestino, visto che il ceto dirigente legge i giornali e vede la televisione", dove i Radicali sono quasi completamente assenti. Le recenti apparizioni tv dei Radicali hanno contribuito a rendere più intellegibile la strategia pannelliana? "Il problema è che per raggiungere l'opinione pubblica ci sono molte difficoltà. Il fascismo aveva solo la radio, poi vent'anni fa c'era la televisione ma in un certo modo: bastava andare in televisione e con una trasmissione si raggiungevano 18 milioni di persone. Noi, inventandoci molte cose anche a livello del linguaggio televisivo, dai fantasmi al bavaglio, a raggiungere l'opinione pubblica, ma il regime ha ormai 60 anni. E il popolo è in una situazione di 'non conoscenza' più radicata che in passato". In definitiva, per contestualizzare l'iniziativa di dialogo di Pannella, come tutte le iniziative politiche d'altronde, "c'è una soglia, una massa critica da raggiungere, perché questo accada"
    17:39 Durata: 17 min 26 sec
  • Pannella sulle conseguenze del dialogo con Berlusconi: "Forse rapidamente non succede nulla, ma siccome sanno che parlo con Berlusconi, e ognuno tende a giudicare gli altri come se stesso, e allora pensando che io non starei - secondo loro - a perdere tempo insieme a Berlusconi se non in cambio di almeno un po' di quattrini, ho l'impressione che Bersani sia un tantino più attento a noi. Posso dire dunque che io parlo con la nuora Berlusconi perché la suocera Bersani (e D'Alema e tutta la compagnia) venga fuori"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Nonostante la scarsa presenza mediatica dei Radicali, su alcuni temi, anche quelli apparentemente più scabrosi, l'opinione pubblica è sulle posizioni dei Radicali: "La realtà è che noi siamo restati gente. Io insisto nel dire che 30 anni fa erano le nonne cattoliche e silenziose che ci seguivano, che capivano quello che facevamo perché noi avevamo le stesse loro idee. E questo continua, quindi nelle strade ci si riconosce. Ma per delle persone serie, passare da questo alla decisione di votare per noi quando loro non sanno cosa proponiamo per quelle elezioni regionali o per quelle consultazioni europee", è impossibile. Gli scandali "Affittopoli" tra Roma e Milano: non è vero, sottolinea Vecellio, che tutti i politici sono uguali di fronte a questi scandali, perché allora i giornali non se ne accorgono? "Io insisto nel dire a proposito di quel simpaticissimo, o cretino figlio di buona donna, di Vauro": "quando scoppia lo scandalo 'Firmigoni'", ovvero lo scandalo del governatore della Lombardia Formigoni che "pecca falsificando delle elezioni, che è il massimo della violenza contro la Repubblica", "Santoro fa subito il suo mestiere, quello di fascista di sinistra", e Vauro non fa nemmeno una vignetta su questo mentre Formigoni è ospite in studio. "Come facciamo a pretendere che la gente sappia che i Radicali non sono in quegli elenchi di Affittopoli? Ma come, non dicono nemmeno 'tranne qualcuno', nonostante sono 20 anni che lo diciamo! E soprattutto il mezzo di massa attraverso il quale ci si forma le idee è la televisione, e quando mai nei grandi dibattiti di costume e di attualità noi siamo presenti con continuità? Perché solo se fossimo presenti con continuità avremmo possibilità di essere percepiti come politici". "Su questo è inutile insistere troppo, perché ci si è assuefatti che la democrazia non è perfetta. Ma poi ci si è assuefatti perché ci si stupisce se accadono cose che è normale che accadano in mancanza di democrazia. La situazione è drammatica ma noi lo diciamo da 50 anni". Ancora sul dialogo Berlusconi-Pannella e sull'impatto di questo stesso dialogo sulla politica quotidiana di Berlusconi: "A meno che non vi attendiate il valore magico di un aperitivo preso insieme, di una cena fatta assieme, per le quali ci si converte Per convincere qualcuno di una cosa diversa, è significativo anche il tempo e la durata di questo colloquio. Io per anni ho usato l'argomento: 'Io vorrei parlare con Berlusconi che però non mi vuole parlare'. Poi a un certo punto è accaduto. E devo dire che ho scoperto un'altra cosa: che forse rapidamente non succede nulla, ma siccome sanno che parlo con Berlusconi, e ognuno tende a giudicare gli altri come se stesso, e allora pensando che io non starei - secondo loro - a perdere tempo insieme a Berlusconi e che almeno un po' di quattrini li vorrei ottenere, in base a questo ho l'impressione che Bersani sia un tantino più attento a noi. Posso dire dunque che io parlo con la nuora Berlusconi perché la suocera Bersani (e D'Alema e tutta la compagnia) venga fuori. Le cose sono complesse, non c'è nulla di magico. C'è solo da essere forti della nostra cultura, della nostra diversità". "Tutte le tragedie umane sono il non-colloquio, il non-dialogo, la non-parola; e le chiacchiere non sono dialogo. E' questo che io rivendico, e lo dico anche ai tantissimi compagni che mi dicono: 'Ma perché proprio con quello?'. Questi compagni che diventano addolorati o furenti, lo diventano perché poi alla fine l'unica cosa che riescono a dire è: 'Con quello no'. Ma un momento, io non ho mai detto che sono uno sciamano, e che se lo vedo lo cambio. Io dico che il nostro modo di essere, che ritengo faccia parte anche di un principio di civiltà, altrimenti - comunque - a cosa rinuncio? Sto rinunciano a insultarlo come gli altri? Sto rinunciando a prendere atto che è un figlio di puttana? Rinuncio a dire 'che schifo' e questo e questo e quest'altro? No, perché se dovessimo ragionare così, quello che so è che la più grande tragedia in termini di morti causati è il comunismo. E allora forse dovrei dire 'come osi parlare?' a qualcuno? No, anzi sono stato più attento alla storia dei comunisti e l'ho detto spesso. Su questo c'è la diversità"
    17:57 Durata: 19 min 4 sec
  • Pannella: "Credo che in Fini abbiano finito per irrobustirsi delle intuizioni che però poi non sono diventate a livello personale 'cultura', anche in termini di riflesso liberale. Adesso sarà massacrato, perché pure da presidente della Camera, da terza carica di Stato, si è messo in condizione per cui quella cosetta lì avrà come leader Casini". "Fini, Casini e Rutelli. A mio avviso mi pare pacifico che solo Casini possa essere leader"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: "Noi siamo qui, se ne parla da Radio Radicale. Abbiamo questo ascolto miracoloso, ma non fa massa. E quindi dobbiamo continuare ad andare avanti. Perché perfino lì dove esperti come Berlusconi e D'Alema ritenevano che fosse tutto tranquillo, ora accade qualcosa che molti stentano a credere. A noi, invece, i fatti non ci hanno preso di sorpresa. Perché non ci hanno preso di sorpresa? Perché io chiedo conto addirittura allo stato di Israele (come allo stato italiano su altro) come sia possibile che a fronte di cose sulle quali il loro popolo sia in sicura maggioranza - Israele deve essere membro dell'Unione europea, per esempio - invece continua a fare una politica suicida e assassina per disperazione". Rispetto a 50 anni fa "il sistema si è corretto. Non ci sono più posti dove abitualmente si raggiungono 20 milioni di telespettatori, perché hanno fatto l'esperienza: se andavamo in tv anche per 5 minuti succedeva un casino". Le dichiarazioni di Francesco Storace sulla pena di morte per chi uccide i minori: "A Storace dico una cosa sola: peccato che tu questa battuta non l'abbia fatta in una trasmissione come quella di Santoro o di Floris, perché se c'ero io ti rispondevo una sola cosa. C'è il ricordo di Almirante che c'è e viene coltivato, ma il ricordo di Pino Romualdi, che è stato presidnete dell'Msi ed era contro la pena di morte già quando la stragrande della maggioranza dei 'democratici' non se lo ponevano questo problema? Forse gli si potrebbe dire un'altra cosa: secondo la legge americana, se fosse vera solo una parte limitata del comportamento che attribuiamo a George W. Bush, io mi chiedo come potrebbe - esistendo la pena di morte - essergli risparmiata. Forse solo questo pensiero potrebbe aiutare a convertire anche i texani da questa illusione per cui la pena di morte avrebbe un effetto pedagogico". Il ruolo del presidente della Camera, Gianfranco Fini: "C'era un ottimo rapporto con lui, fino a qualche anno fa, anche senza frequentazione. Due anni e mezzo fa è venuto fuori incidentalmente, vedendoci, che lui dicesse: 'Ci dobbiamo vedere presto con calma, assolutamente'. Lui a mio avviso era sincerissimo. Poi la rottura: quando si sta insieme, e soprattutto quando avevamo un ottimo rapporto, capisco che è difficile passare del tempo con me da amici. Così a Fini una o due volte gliel'ho fatto sapere, gliel'ho anche detto, ma non ce la fa. Tutto qua. Mentre il Secolo d'Italia" ha continuato a fare senza problemi riferimento a Pannella e ai Radicali. Quale futuro per il Terzo Polo? "Credo che in Fini abbiano finito per irrobustirsi delle intuizioni che però poi non sono diventate a livello personale 'cultura', anche in termini di riflesso liberale. Adesso sarà massacrato, perché pure da presidente della Camera, da terza carica di Stato, si è messo in condizione per cui quella cosetta lì avrà come leader Casini". "Fini, Casini e Rutelli. A mio avviso mi pare pacifico che solo Casini possa essere leader. Perché con Casini leader non vedo quale dei futuristi possa minacciare di andarsene. Mentre con Fini leader O farà delle abiure totali, oppure"
    18:16 Durata: 16 min 4 sec
  • La ricostruzione delle condotte inglesi e americane alla vigilia della guerra in Iraq continua: "Se viene fuori la verità, credo che finirà la storia della pena di morte in America"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella poi torna a parlare del caso della guerra in Iraq, anche all'inizio degli anni 90, delle distanze dai pacifisti e altro: "Siamo stati i primi a credere nel realismo dell'esilio, e infatti questo si è dimostrato che era realista. Quando decidemmo di prendere questa posizione, io dissi: io la propongo, nel senso che è pericolosa, perché se noi siamo d'accordo che occorre che Saddam abbia di fronte a sé concretamente decine di migliaia di soldati pronti eventualmente a fargli guerra, c'è il rischio che questa forza deterrente la si chiami 'deterrente' e invece le si voglia far fare la guerra. Poi dicemmo: ma se addirittura, in due società nelle quali la menzogna dell'uomo di stato è pericolosa, il Foreign office e il Dipartimento di stato dicono la stessa cosa, allora ci sentimmo abbastanza cautelati". "Adesso ci sono dei compagni che continuano a lavorarci e torno a dire: se viene fuori la verità, credo che finirà la storia della pena di morte in America". La ricostruzione del ruolo di Hans Blix e dell'Agenzia atomica internazionale nel 2003: "Il 17 febbraio Blix corregge un rapporto mandato a fine gennaio e dice: 'Guardate che qui ora ci portano a vedere tutto, ci indicano anche altri siti che non conoscevamo'. Ma poiché Bush, il 31 gennaio, aveva già detto a Blair che bisognava fare la guerra per il 10 marzo, e poi ripetendolo il 22 febbraio, a questo punto la fanno anche se si trovano di fronte a questa cosa dell'esilio che ha fatto strada. Allora cosa fanno? Straw, ministro degli Esteri inglese, falsifica addirittura una relazione di Blix e dice a Westminster che Blix aveva trovato tracce di antrace. Ma la cosa era un po' diversa: quell'antrace era stata trovata nel 1996. Ma oramai a quel punto andava fatta la guerra. Da lì i morti americani, quelli inglesi e tutti gli altri che continueranno a esserci"
    18:32 Durata: 7 min 42 sec
  • Il 39esimo Congresso del Partito radicale transnazionale: "I nostri compagni che sono venuti un po' da ovunque sono ripartiti con un'atmosfera di entusiasmo, di entusiasmo vero". "Si trattava di comprendere se, dando nuovamente corpo al Partito, consentendo di stare assieme ai militanti ed esponenti del Partito che venivano a Congresso, potesse accadere qualcosa. E' accaduto"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito

    Il Congresso del Partito Radicale Transnazionale conclusosi domenica scorsa a Chianciano: "Stiamo appena adesso riuscendo a informare i nostri compagni in tutto il mondo e spiegare i risultati di questo Congresso. Anche in Italia, perché l'informazione c'è stata soltanto a sprazzi, e quindi abbiamo il problema di fare maturare la conoscenza di quello che stiamo per fare. Certo, una cosa è chiara: i nostri compagni che sono venuti un po' da ovunque sono ripartiti con un'atmosfera di entusiasmo, di entusiasmo vero". "Si trattava di comprendere se, dando nuovamente corpo al Partito, consentendo di stare assieme ai militanti e agli esponenti del Partito che venivano a Congresso, potesse accadere qualcosa. E' accaduto. Chi è ripartito dopo il Congresso è infatti ripartito ancora più motivato e conoscendo le difficoltà che abbiamo di fronte". Alcune delle recenti iscrizioni più significative al Partito.
    18:40 Durata: 5 min 34 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito

    L'accoglienza "affettuosa" riservata a Pannella da parte del Congresso del Partito Repubblicano italiano: "Nell'assieme è stato un Congresso nel quale si sono riunificati i Repubblicani europei della Sbarbati, quindi direi che tranne Giorgio La Malfa, che è stato lasciato andarsene mi pare senza troppo dolore, c'era un'atmosfera ottimistica, o meglio di persone che rientreranno da loro, anche loro con la volontà di continuare. Il che nelle loro condizioni è un ottimo risultato, dovuto - credo - alla tenacia di Nucara e degli altri. Quanto a come stanno nella maggioranza, io credo che ci stanno senza pericolose illusioni e dunque penso che anche riuniti potrebbero forse, se non come alternativa ai futuristi, pensare di lavorare insieme a noi su qualcosa di concreto". Dove si vedrebbe l'interesse del Pd per i Radicali suscitato in seguito agli incontri con Berlusconi? "I compagni deputati e senatori hanno potuto riscontrare un interesse non malevolo di alcuni parlamentari del Pd che si è rianimato e si è andato esprimendo. Altro no, ma anche questo è importante". Le primarie del Pd a Torino e l'endorsement di Silvio Viale, presidente di Radicali italiani
    18:45 Durata: 7 min 58 sec