06 MAR 2011
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:09 Durata: 1 ora 53 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
Player
Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 6 marzo 2011 condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (giornalista), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 53 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista

    Gà direttore di Radio Radicale La questione mediterranea e la storica attenzione dei Radicali al tema
    17:09 Durata: 1 min 33 sec
  • Il caos nel Mediterraneo e il ruolo dell'Europa: "Qui si rischia di ripetere l'errore di Romano Prodi in particolare, quando molto fieramente disse: 'Nella politica di voisinage, quella che riguarda i vicini, c'è tutto tranne le istituzioni'. Questa è la situazione che è fallita, nel senso che non c'è stata nessuna presenza politica in questi ultimi 6-7 anni se non in maniera velleitaria. Hanno dovuto addirittura fare spazio all'Unione del Mediterraneo di Sarkozy"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella inizia evocando le tesi di Aldo Loris Rossi, architetto e dirigente radicale, sull'evoluzione del Mediterraneo, a partire dalla questione demografica: "Quasi tutti hanno sottolineato che queste rivolte popolari hanno qualcosa di nuovo e non possono essere iscritti nelle linee tradizionali". Gli argomenti di Fiamma Nirenstein e le tesi di quanti mettono in guardia dal pericolo islamista che potrebbe seguire alle rivoluzioni in corso. "Io spero che noi riusciamo, dopo il Congresso del Partito, ad avere un contatto diretto con un personaggio sul quale forse non si è abbastanza fissata l'attenzione, Amr Moussa, che si candida esplicitamente tra i concorrenti in Egitto, oltre a El Baradei che non mi dà grande fiducia. Cosicché penso di tentare di fare il Consiglio generale del Partito perché, nello schema che è venuto fuori da Chianciano, noi dovremmo fare una seconda sessione del Congresso entro novembre e due Consigli generali nel frattempo. Io vorrei provare a fare un Consiglio generale a Tunisi, o dintorni, entro l'inizio di maggio, per poi farne un altro in Grecia". Il precedente del Congresso del Partito Radicale a Tirana nel 2002. Il ruolo di Papandreou, il premier greco, ai tempi dell'iniziativa radicale per l'esilio di Saddam: "Ritengo che sia strano che non si riesca ad avere un'attenzione sulla situazione greca. Abbiamo i sindacati che accusano Papandreou di essere subalterno alle manovre neocapitaliste delle organizzazioni internazionali tese ad aumentare il dualismo e il distacco tra classe dominante e masse proletarie; non mi pare che la storia di questo Papandreou legittimi il pessimismo che sembra sottostare a questa disattenzione. Cercheremo quindi di stabilire un contatto". L'adesione di Turchia e Israele all'Unione europea: "Qui si rischia di ripetere l'errore di Romano Prodi in particolare, quando molto fieramente disse: 'Nella politica di voisinage, quella che riguarda i vicini, c'è tutto tranne le istituzioni'. Questa è la situazione che è fallita, nel senso che non c'è stata nessuna presenza politica in questi ultimi 6-7 anni se non in maniera velleitaria. Hanno dovuto addirittura fare spazio all'Unione del Mediterraneo di Sarkozy"
    17:10 Durata: 14 min 12 sec
  • Lo stato dell'opposizione al governo: dall'"illusione piccolo populista" della raccolta di 10 milioni di firme per le dimissioni di Berlusconi al fatto che, secondo Pannella, "continua a non comparire l'ombra di una idea dall'interno del Partito democratico. Questo è già avvenuto ai tempi del Loft, ma allora poteva sembrare un fatto di congiuntura". La candidatura di Luigi De Magistris a Napoli: "Al momento è solo una candidatura volta a dare per scontato che se qualcosa c'è di sperabile, questo qualcosa passa per la distruzione del Pd"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il caso della raccolta dimostrativa di 10 milioni di firme per le dimissioni di Berlusconi: "Un'illusione piccolo populista". "Continua a non comparire l'ombra di una idea dall'interno del Partito democratico. Questo è già avvenuto ai tempi del Loft, ma allora poteva sembrare un fatto di congiuntura. Ma più si va avanti, più si ascoltano le varie voci, i loro cambiamenti, i tentativi di occupare spazi non di idee ma almeno di obiettivi: D'Alema, Veltroni, magari La Torre La posizione di Bersani è criticata da tutti; il suo è una sorta di attivismo per cercare di rianimare le masse depresse, ma soprattutto cercare di riagganciare le nuove depressioni più oggettive, dovute a cause economico-sociali. Ma a parte questa critica, per il resto si vede venir fuori Franceschini, Castagnetti; di nuovo sembra di essere come se fossimo ancora in gestione Veltroni e, per trovare qualcosa di meglio, si trova ancora Franceschini. Il limite della mia analisi è che non riesco a scorgere una idea strategica, o anche una d'interpretazione della nuova situazione, e delle carte da giocare - in termini di costruzione di un'alternativa - da parte del Pd". I casi Torino e Napoli. La presenza di Nichi Vendola. La candidatura di Luigi De Magistris a Napoli e l'appello del candidato a Nichi Vendola: "Al momento è solo una candidatura volta a dare per scontato che se qualcosa c'è di sperabile, questo qualcosa passa per la distruzione del Pd". "Nella situazione napoletana, di Bersani ma soprattutto di Bassolino, e anche del centro destra, ho l'impressione che l'operazione di De Magistris può essere intellegibile se fatta con il calcolo di 'scassare il Pd'. Se l'idea è questa, cioè solo di scassare il Pd e poi fare concorrenza a Libero o Feltri da sinistra". "Il disastro è che, a parte l'eccezione pugliese, e sono molto interessato ad alcune dichiarazioni che dimostrano come la Poli Bortone, che è l'autrice principale della rielezione di Nichi Vendola, con delle riserve molto grosse, fondate sul governo di Nichi Vendola, anche questo si tratterà di vedere". L'iniziativa di Maurizio Bolognetti tra Basilicata e Puglia. "Sia in politica estera che in politica interna quello che preoccupa è l'assenza di idee, che forse ci porta a comprendere perché non riusciamo ad avere un minimo di dialogo". Pannella torna sul significato del dialogo con il premier, Silvio Berlusconi, e sugli effetti dello stesso.La partecipazione radicale alle primarie di Torino, con la candidatura di Silvio Viale, e il possibile impatto sui rapporti con il Pd in queste settimane: "E' stata chiara la tattica o strategia elettorale scelta da Viale e dai compagni dell'associazione Aglietta di Torino; era quella e non ci sono state obiezioni all'interno del partito. Certo, non è stato un successo, ma io voglio continuare a fare un po' fiducia in Viale e nei compagni piemontesi perché adesso c'è la Lista Castellani della quale si discute, etc., ma forse si è un po' sottovalutato il fatto che la Nathalie Pisano a 70 kilometri da lì ha fatto il 3,8 per cento a Novara. Il 3,8 per cento fatto da una compagna non così esposta è una indicazione un po' diversa dallo zero torinese. Non credo comunque che se vi fosse un atteggiamento di sufficienza da parte del Pd lì sarebbe stato necessario; se avessimo preso anche il 2,8 o il 3, oppure il 5 che era l'obiettivo al quale si puntava, non credo che questa sufficienza non ci sarebbe stata. Il problema è di fondo"
    17:25 Durata: 13 min 54 sec
  • Laicità: "Bisognerebbe smettere di ritenere che la rivendicazione laica è una rivendicazione che possa essere racchiusa nel perimetro degli anticlericalismi strumentali di alcune congiunture storiche. Oggi a mio avviso se si vuole dare al Pd qualche sembianza di idee, forse bisognerebbe porsi anche il problema di un mondo dei credenti che in Italia ha sostenuto - malgrado tutto e tutti - divorzio, aborto, e continua a farlo, e sostiene Welby e altre sintonie profonde"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Laicità e Pd: "Al Pd il problema che si pone è quello di saper ascoltare anche il mondo proprio dei credenti che hanno urgenza di una proposta laica che non possa essere accusata di essere anti religiosa o comunque anti cattolica. Questa è un'esigenze del mondo cattolico nel nostro paese, tanto più si aggrava il dibattito in corso oggi su Pietro Prini". Pannella cita il libro di Chiaberge, "la prima inchiesta del mondo dei credenti fatta in modo ampio e approfondito: bisognerebbe smettere di ritenere che la rivendicazione laica è una rivendicazione che possa essere racchiusa nel perimetro degli anticlericalismi strumentali di alcune congiunture storiche. Oggi a mio avviso se si vuole dare al Pd qualche sembianza di idee, forse bisognerebbe porsi anche il problema di un mondo dei credenti che in Italia ha sostenuto - malgrado tutto e tutti - divorzio, aborto, e continua a farlo, e sostiene Welby e altre sintonie profonde". I dubbi di Pannella sul Terzo Polo. Il fattore Vat; la querelle sui "cattolici adulti"; la linea Fassino sui referendum sulla fecondazione assistita
    17:39 Durata: 12 min 51 sec
  • Dalla riforma della giustizia "epocale" di Berlusconi all'atteggiamento della stampa italiana rispetto ai Radicali e non solo

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il dibattito sul 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia: "Confesso che io stesso me ne voglio occupare ma non sono riuscito a fare molto. Ci sono alcune cose interessanti, però rimandiamo questo dibattito, perché in effetti questa è cosa importante, perché il tentativo di riscrivere la storia del Paese lo stiamo facendo noi, con l'imminente nuova edizione della Peste italiana che è una lettura della storia contemporanea del Paese. Poi c'è anche un tentativo di lettura anti-unitaria della storia del Paese". L'attualità delle proposte Radicali: "E' indubbio che dopo 30 anni di finanziamento pubblico ai partiti, è aumentata in modo terrorizzante la corruzione della politica e delle istituzioni". "Noi abbiamo oggi una significativa categoria socio politica che è quella di coloro che vivono di politica, una categoria sempre più numerosa". Il parallelo con l'epoca della P2, quando "i rappresentanti più autorevoli delle istituzioni funzionavano in quanto membri di questa 'istituzione'. Non a caso avevo la filastrocca: P2, PScalfari, P38". Il caso di Bisignani. Il dialogo con Berlusconi e la proposta riforma della giustizia: "Tutti convengono da molti anni della necessità di una 'riforma epocale'. Noi non abbiamo mai fondato il valore di rappresentanza dei ceti minoritari e oppressi sui criteri del pil, unicamente economici, ma abbiamo sempre posto il problema dei diritti umani di cui proprio questi ceti erano i più bisognosi". "Su questo, adesso speriamo davvero che ci sia qualcuno nel Pd che ponga il problema di dire: il problema è il problema liberale, il problema laico, il problema gobettiano". L'atteggiamento del Fatto quotidiano: "E' grazie a Furio Colombo se il Fatto non è schiacciato psicologicamente sulle posizioni anti-laiche e anti-liberali di un Santoro e di tutta quanta la compagnia. Questo mi dispiace ma è così. Mi dispiace perché è un buon giornale, così come riconosco che Santoro è un ottimo professionista". Il rischio di "penalizzazione della politica". Ancora sulla Rai, dalla conclusa trasmissione di Fazio e Saviano all'ingresso di Giuliano Ferrara. Marco Travaglio, il Fatto quotidiano e la campagna sul decreto "svuota carceri"
    17:51 Durata: 24 min 55 sec
  • Si allontanano le elezioni di anticipate ("sarebbero state un atto di irresponsabilità, istituzionale e sociale") e il voto amministrativo, a partire dal contesto oggi più importante per i Radicali, Milano: "In Lombardia il regime vero è formigoniano. E' strutturalmente, ideologicamente, tale. E infatti abbiamo una parte dei magistrati di Milano che - convinti probabilmente in buona fede anche loro che se si fa fuori Berlusconi si risolvono i problemi della democrazia inesistente del Paese - sono tutti mobilitati a tutelare la successione più rapida a Berlusconi di Formigoni, Tremonti, etc."

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Le elezioni di anticipate si allontanano: "Sarebbero state un atto di irresponsabilità, istituzionale e sociale". Il fermento in vista delle prossime elezioni locali, specie nell'area laica, liberale, socialista: "Il problema è che forse da parte sta venendo fuori l'opportunità o la necessità di rivendicare il carattere politico della importantissima presenza socialista nel governo berlusconiano. Quanto più questo diventa esplicito, tanto più il dibattito non potrà limitarsi al fatto che Enrico Boselli riviene fuori proponendo l'alleanza storica con Rutelli, o anche al fatto - se ho ben capito - di Nencini che a questo punto anche lui pensa ad altre alleanze". "Naturalmente per i compagni socialisti i problemi elettoralistici hanno un peso infinitamente maggiore rispetto a quello che ha per noi, e questo è un connotato al quale non intendo rinunciare". I limiti all'elettorato passivo di Pannella alle elezioni non nazionali. Il caso particolare di Milano, "grazie a Marco Cappato e altri": "E' la dimostrazione di uno scontro che vede la complessità e la ricchezza e l'importanza dell'avversario, dei suoi metodi e dei suoi connotati, senza illudersi di potere vincere divenendo quasi forze interne alle lotte per le successioni del gruppo di potere del regime" (da Tremonti a Bossi a Formigoni). L'evoluzione del Domenicale del Sole 24 Ore, dal supplemento di Italo Mereu e Riccardo Chiaberge, ad adesso, "quando vedo che il libro di Chiaberge è affidato alla critica di uno stimabilissimo - sicuramente - intellettuale cattolico molto ortodosso Beh tutto qui. Purtroppo da un semestre mi accorgo di non dire più quello che ho detto per uno o due decenni: la domenica quella cosa lì è quella che ci vuole. Dimostra come tutto questo si inradica nella durata, nella società, costantemente". "In Lombardia il regime vero è formigoniano. E' strutturalmente, ideologicamente, tale. E infatti abbiamo una parte dei magistrati di Milano che - convinti probabilmente in buona fede anche loro che se si fa fuori Berlusconi si risolvono i problemi della democrazia inesistente del Paese - sono tutti mobilitati a tutelare la successione più rapida a Berlusconi di Formigoni, Tremonti, etc."
    18:16 Durata: 18 min 42 sec
  • La dialettica tra Prt e galassia radicale; il trattamento dei Radicali da parte dei media italiani

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La dialettica tra Partito Radicale Transnazionale e galassia radicale: "Molto legittimamente, da parte di molti di noi, si riteneva che nella scelta che io stesso per primo avevo fatto di curare il fronte italiano come l'ultimo fronte essenziale per il Transnazionale, dandogli anche priorità di attenzione ed altro, il Partito fosse irrimediabilmente superato". Da qui forse una certa sorpresa per "l'atmosfera di questo Congresso" del Prt, con partecipazioni "significative, profonde". Il fronte italiano, il dialogo con Berlusconi e il "linciaggio" che ne è venuto fuori. "Sono convinto che fanno bene a non consentirci di parlare una volta o due a 5 o 8 milioni di persone. E' una necessità vitale per loro. Sentono più che mai che i fatti etici e anche gli altri di cura di settori di crisi, come quelli sul proibizionismo, sono grande emergenze sociali". Quello del regime è "un istinto di legittima difesa vitale". Il confronto tra Radicali e Nichi Vendola
    18:35 Durata: 12 min 58 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    I disordini nella sponda meridionale del Mediterraneo e la mancata liberalizzazione degli scambi tra Europa e Maghreb. Pannella e l'appuntamento con il Congresso del Movimento federalista europeo a Gorizia: "Credo che dobbiamo fare un discorso federalista molto chiaro. Vorrei ricordare non solo l'ultimo intervento di Altiero (Spinelli, ndr) al Congresso radicale prima di andarsene, ma c'è anche l'episodio di come lo stesso Altiero si precipitò in carcere per vedere Olivier Dupuis, obiettore di coscienza arrestato". Pannella pone pure l'attenzione su quello che potrebbe sembrare un dettaglio, "l'avere abolito la bandiera europea e l'inno europeo". "Una cosa che va aggiunta rispetto al Manifesto di Ventotene e all'azione di Altiero è che alle maledette burocrazie nazionali, il cui ritorno fu previsto da Spinelli, si è aggiunta anche la maledetta burocrazia europea. E' una cosa che dobbiamo tenere presente. E per me quello che sta accadendo in Maghreb, quello che sta accadendo e suscita timori in Turchia, quello che non sta accadendo in Israele". "Le cose che in Italia da 20 anni fanno l'unità del popolo, oggi Berlusconi e tutti gli altri le ignorano: l'eutanasia, etc. Finché il tema dell'adesione all'Unione europea, della membership e non della partnership, non viene posto all'ordine del giorno in Israele, per me non c'è valutazione di una rianimazione che è necessaria della democrazia israeliana, che altrimenti non c'è come quella italiana". Gli appuntamenti della settimana di Pannella
    18:48 Durata: 14 min 23 sec