08 MAR 2011
intervista

Otto marzo all'Università: Milano per una nuova cultura di genere

SERVIZIO | di Emiliano Silvestri - Milano - 15:24 Durata: 33 min 1 sec
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Presentato alla Bicocca il Centro Interuniversitario di ricerca in culture di genere.

Registrazione audio di "Otto marzo all'Università: Milano per una nuova cultura di genere", registrato a Milano martedì 8 marzo 2011 alle 15:24.

Sono intervenuti: Carmen Leccardi (Ordinaria di sociologia della cultura - Università Milano Bicocca), Elisabetta Ruspini (docente di sociologia - Università Milano Bicocca), Simona Cuomo (Docente di comportamento organizzativo - Università Bocconi - Milano), Lucia Ruggerone (Docente di sociologia della comunicazione - Università Cattolica del S. Cuore -
Milano), Chiara Valentini (giornalista).

Tra gli argomenti discussi: Cultura, Discriminazione, Donna, Integrazione, Mass Media, Milano, Societa', Sviluppo, Universita'.

La registrazione audio ha una durata di 33 minuti.

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  • Carmen Leccardi

    Ordinaria di sociologia della cultura - Università Milano Bicocca

    Una gestazione biennale per un progetto frutto della scelta delle università milanesi: mettersi in rete per costituire un presidio pubblico a difesa delle nuove culture di genere. Per aprire la riflessione sulle identità maschile e femminile, per promuovere ricerche, analisi, riflessioni che portino alla messa in luce delle nuove tendenze, con la finalità di renderle poi pubbliche e disponibili anche al pubblico non specializzato. Altro obiettivo è costruire un argine contro gli stereotipi rispetto alle identità della donna e dell'uomo. Il centenario dell'8 marzo, giornata nella quale si ricorda innanzitutto la tragedia di New York, città nella quale - nel 1911 - 146 persone (quasi tutte donne) morirono nel rogo del laboratorio di camiceria nel quale lavoravano e dal quale non potevano uscire perché le porte erano state chiuse a chiave dal proprietario. La necessità del riconoscimento delle competenze che le donne hanno acquisito negli anni e le resistenze del potere maschile (per esempio nei Consigli di amministrazione). L'opportunità del dialogo e confronto tra i generi per la pace (la cultura della guerra è più diffusa tra gli uomini); il "nuovo ordine mondiale" e il contributo che le donne possono dare sul tema della responsabilità nella vita sociale.
    15:24 Durata: 11 min 6 sec
  • Elisabetta Ruspini

    docente di sociologia - Università Milano Bicocca

    Con le giovani ricercatrici del laboratorio di ricerca su modelli e stereotipi proposti dalla televisione stiamo cercando di monitorare, cogliere e decostruire immagini, linguaggi e stereotipi veicolati dai media. Ci occupiamo della discriminazione relativa all'orientamento sessuale, alla condizione etnica, religiosa e generazionale. In particolare potremo dare un apporto al lavoro di questo centro interuniversitario per quanto riguarda le discriminazioni di genere.
    15:35 Durata: 3 min 10 sec
  • Simona Cuomo

    Docente di comportamento organizzativo - Università Bocconi - Milano

    Lavoriamo con le imprese per far si che passino dalla retorica della diversità a una sostanziale applicazione. Chiediamo alle imprese di effettuare un'analisi interna e, successivamente, valutiamo gli impatti delle loro politiche sui risultati aziendali. Chiediamo un atteggiamento razionale rispetto a un tema - quello dell'ascolto dell'accoglimento della diversità - che non è più solamente una questione di responsabilità sociale, sta diventando un tema strategico: la gestione di una forza lavoro che sta cambiando. Uno dei forti limiti alla gestione della diversità sono gli orari. Ci sono alcuni segnali positivi rispetto agli ingressi (l'Italia è fanalino di cosa in occidente); i problemi sono rispetto allo sviluppo. Nei consigli di amministrazione poco è cambiato negli anni.
    15:39 Durata: 6 min 53 sec
  • Lucia Ruggerone

    Docente di sociologia della comunicazione - Università Cattolica del S. Cuore - Milano

    Abbiamo valutato il lavoro di costruzione dell'immagine pubblicitaria; volevamo valutare il grado di consapevolezza dell'impatto sociale del loro lavoro da parte dei pubblicitari. Successivamente abbiamo anche tenuto dei focus group con le lettrici delle riviste di moda di cui ci siamo occupate. Ne è emerso, da una parte l'assoluta mancanza di consapevolezza e anche un sostanziale disinteresse per il problema da parte dei professionisti interpellati; dall'altra il richiamo, soprattutto delle lettrici più mature, alla differenza tra i modelli proposti e le donne reali oltreché la preoccupazione che la modella molto magra rappresenti un pericolo per le ragazze molto giovani. Molto importante questo centro interuniversitario, se riusciremo a farlo divenire un punto di riferimento per tutti, anche al di fuori dell'università. Una voce forte per richiamare l'attenzione - anche sui mezzi di comunicazione di massa - su di una questione ancora considerata ancora poco importante.
    15:45 Durata: 5 min 28 sec
  • Chiara Valentini

    giornalista

    Un esperimento unico e di grande interesse nel panorama italiano. Non solo perché questo centro interuniversitario coinvolge tutte le università milanesi ma anche perché si trovano a confronto culture anche molto diverse. Finalmente poi si mettono in rete centri di ricerca sulle tematiche di genere che, altrimenti, rischiano di rimanere isolati. Un centro che dovrebbe coinvolgere anche i giornalisti. In questo convegno ho visto molto entusiasmo e la presenza di donne di varie generazioni; molto bello che parlassero tutte la stessa lingua. Emerge la rivendicazione del rispetto della dignità personale da parte delle donne; l'idea dell'Avv. Ileana Alesso di indentificare i limiti oltre i quali si puà parlate di lesione della dignità.
    15:51 Durata: 6 min 24 sec