28 MAR 2011
intervista

Scuola e laicità nell'Italia unita. Convegno a Torino

SERVIZIO | di Emiliano Silvestri - Torino - 22:26 Durata: 1 ora 13 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Sullo sfondo del convegno del Comitato torinese per la laicità della scuola la sentenza della Corte Costituzionale, successiva al Concordato Craxi-Casaroli del 1984.

Avvantaggiata la laicità post-moderna di Habermass a spese del classico modello riproposto da M.

Salvadori (che commenta anche la sentenza europea sul crocifisso).

Registrazione audio di "Scuola e laicità nell'Italia unita. Convegno a Torino", registrato a Torino lunedì 28 marzo 2011 alle 22:26.

Sono intervenuti: Cesare Pianciola (presidente del Comitato torinese per la laicità della scuola), Bartolo Gariglio (professore),
Giuseppe Ricuperati (docente emerito di Storia Moderna presso l'Università di Torino), Davide Sorani (professore di Storia e filosofia presso il Liceo classico "Cavour" di Torino), Marcello Vigli (membro dell'Associazione per la scuola della Repubblica), Giovanni Filoramo (professore), Massimo Salvadori (emerito di Storia delle dottrine politiche presso l'Università di Torino).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Boncompagni, Cattolicesimo, Cavour, Chiesa, Concordato, Corte Costituzionale, Corte Europea Dei Diritti Dell'uomo, Craxi, Crispi, Croce, Ebrei, Emarginazione, Europa, Fascismo, Filosofia, Francia, Gentile, Giolitti, Habermas, Istruzione, Italia, Laicita', Legge, Minoranze, Murri, Mussolini, Ora Di Religione, Patti Lateranensi, Pio X, Politica, Religione, Riforme, Risorgimento, Salvadori, Scuola, Simbolo, Socialismo, Societa', Stato, Storia, Vaticano.

La registrazione audio ha una durata di 1 ora e 13 minuti.

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  • Cesare Pianciola

    presidente del Comitato torinese per la laicità della scuola

    Il Comitato nasce nel 1983, alla vigilia del nuovo Concordato Craxi-Casaroli. Si ponevano allora infatti problemi relativi alla scuola e all'insegnamento della religione cattolica che, nel tempo, si sono ulteriormente ingarbugliati. Va riconosciuto che nel protocollo addizionale veniva, tardivamente, riconosciuto che in Italia non c'è una religione di Stato. In seguito all'importantissima sentenza 203/1989 della Corte Costituzionale, l'insegnamento della religione cattolica - prima obbligatorio con facoltà di esonero - diviene facoltativo. Sentenza interpretativa e in qualche modo ambigua che individua in una laicità "positiva" un principio supremo della Repubblica, Rispetto all'insegnamento dela religione (cattolica) la premessa del nuovo Concordato è che l'insegnamento della religione cattolica, tradizione e patrimonio del popolo italiano, debba continuare ad essere assicurato dallo Stato, che collabora con la Chiesa Cattolica per il bene comune. Una declinazione diversa da quella liberale che non attribuisce allo Stato l'obbligo di prestazioni positive nei confronti delle comunità religiose. La predominanza cattolica, i fenomeni di secolarizzazione di una società sempre più multi religiosa
    22:26 Durata: 10 min 10 sec
  • La politica scolastica nell'Italia liberale da Cavour a Giolitti: conflitti e compromessi con la Chiesa Cattolica

    Bartolo Gariglio

    professore

    Ordinario di Storia contemporanea presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Torino Lo sforzo continuo della Chiesa Cattolica di mantenere antiche prerogative nel campo dell'istruzione mentre lo Stato tenta di imporre norme valide per tutti i cittadini. L'opera del "Risorgimento scomunicato" e le riforme scolastiche: la legge Boncompagni del 1848, che per la prima volta supera le posizioni della Restaurazione e avvia un primo processo di riconoscimento dello stato laico anche in ambito scolastico ; la legge Casati del 1859, riforma organica della scuola, che si muove nel terreno liberale ma deve imporre controlli sul modello tedesco (alle scuole private vengono richieste garanzie). L'ostilità delle gerarchie cattoliche che, comunque, sono estromesse dalla scuola italiana. L'abolizione delle Facoltà teologiche e del direttore spirituale dopo la proclamazione del dogma dell'infallibilità pontificia e del Sillabo (reazioni analoghe a quelle avvenute in Francia e nella mitteleuropa). Il cambio di prospettive con il crescere del movimento socialista; l'Italia di Crispi e la legge Baccelli (che riconsegna al clero l'insegnamento della religione nella scuola). L'alleanza tra le gerarchie cattoliche e i liberali; le posizioni moderniste nel mondo cattolico e le reazioni dell'intransigenza cattolica. La lega democratica nazionale di Don Romolo Murri; l'Opera dei Congressi. Fogazzaro e Gallarati Scotti intervengono nel dibattito sulla scuola sostenendo l'inutilità dell'insegnamento catechistico nella scuola primaria (al tempo affidata ai municipi, fuori dall'ambito di applicazione del "non expedit"). La proposta di Murri per valorizzare l'esperienza religiosa nel contesto di uno Stato laico, nel confronto tra le differenti sensibilità religiose e culturali. La reazione del Papa Pio X: l'enciclica "Pascendi Dominici gregis"; La condanna del Modernismo e la scomunica di Murri. Il congresso degli intransigenti: tutte le discipline scolastiche siano permeate dall'insegnamento religioso; sviluppare le scuole private e confessionali
    22:36 Durata: 16 min 46 sec
  • Il ventennio fascista e il Concordato

    Giuseppe Ricuperati

    docente emerito di Storia Moderna presso l'Università di Torino

    Nel primo dopoguerra il Ministero della Pubblica Istruzione viene retto prima da Benedetto Croce e poi da Giovanni Gentile, d'accordo nel ritenere positivo l'insegnamento della religione cattolica nella scuola elementare. Sulla base dell'istruzione religiosa - una sorta di filosofia minore - si sarebbe poi potuta instaurare la filosofia vera e propria che avrebbe formato in senso laico il cittadino; i due filosofi erano anche d'accordo nel ritenere necessario un meccanismo selettivo molto forte nella scuola; convinti poi della libertà della scuola come concorrenza (incentivo al miglioramento della Scuola dello Stato). Ambedue trovarono resistenze ai loro progetti di riforma; la riforma organica di Giovanni Gentile viene imposta dall'autoritarismo dello Stato fascista. Le caratteristiche della Riforma Gentile, imperniata sul Liceo Classico e il Ginnasio. L'inversione di tendenza del ministro, di famiglia povera, Belluzzo: scuole di avviamento al lavoro e legge sul testo unico per la scuola elementare (grande strumento di fascistizzazione). Ritorno alle tesi neoguelfe. Il Vaticano protesta per le leggi razziali ma chiarisce di non voler rompere il Concordato, interpretato in modo arrogante da Mussolini; la Chiesa Cattolica riguadagna l'insegnamento religioso nella scuola e il grande ruolo - antimodernista - dell'Università Cattolica di Agostino Gemelli. Si concretizza l'idea gentiliana di imporre il giuramento ai docenti (soltanto dodici si rifiutarono)
    22:53 Durata: 12 min 36 sec
  • Le "leggi razziali" e la scuola

    Davide Sorani

    professore di Storia e filosofia presso il Liceo classico "Cavour" di Torino

    Nel 1938 le leggi razziali eliminano gli ebrei anche dalla scuola pubblica italiana (4.400 alunni della scuola elementare, 1.000 studenti di scuole medie e superiori, oltre 200 tra presidi e insegnanti e più di 100 docenti universitari). Nascono le scuole al'interno delle comunità ebraiche. La decisione di imporre leggi razziali anche se in parte motivata dall'esigenze dell'alleanza con il nazismo, è decisione autonoma del fascismo. Altri elementi furono la costruzione di un sistema totalitario imperiale e l'esigenza conseguente di emarginare le minoranze. Si afferma un fascismo italiano legato all'idea di "stirpe italica"
    23:05 Durata: 8 min 33 sec
  • Dalla Costituzione repubblicana al neo-concordato

    Marcello Vigli

    membro dell'Associazione per la scuola della Repubblica

    Cos'è e quando nasce l'associazione per la scuola della Repubblica. Gli art. 33 e 34 1948 della Costituzione della Repubblica Italiana (che trattano di scuola) risentono immediatamente dell'incorporazione, attraverso l'articolo 7, dei Patti Lateranensi tra lo Stato Italiano e lo Stato Vaticano (Concordato e Trattato). Il compromesso sulle scuole confessionali: un diritto costituirle ma "senza oneri per lo Stato". Oltre alla rivendicazione della parità per le scuole private, i cattolici tendono alla confessionalizzazione della scuola statale. Il nuovo Concordato (Craxi-Casaroli) del 1984 realizza un momento di svolta. Le scuole confessionali ottengono il diritto alla parità in un sistema di riconoscimenti. La Chiesa Cattolica assicura alla scuola italiana l'insegnamento (non più obbligatorio) della religione cattolica. Un servizio. La cultura religiosa è infatti ritenuta fondamentale per l'insegnamento nella scuola e comporta un ruolo speciale per gli insegnanti di religione cattolica. Nasce il sistema nazionale dell'istruzione; con la legge 62 del 2000 le scuole private diventano "paritarie". L'autonomia è il grimaldello attraverso il quale si realizza la parità tra scuola pubblica e privata Le scuole pubbliche entrano in un processo di decentramento e liberalizzazione; le scuole cattoliche subiscono un processo di centralizzazione. A partire dal documento Cei del 1983 la scuola cattolica diventa un sistema organico
    23:14 Durata: 14 min 14 sec
  • Giovanni Filoramo

    professore

    Ordinario di Storia del Cristianesimo presso l'Università di Torino La sentenza della Corte Costituzionale del 1989 ha messo in discussione il principio tradizionale di laicità dello Stato come neutralità (con la riduzione del fatto religioso a fatto privato). La Corte pone il problema di una laicità più problematica e più attiva, che riconosce una società sempre più pluralista nella quale lo Stato deve confrontarsi con le esigenze di comunità religiose diverse. Jurgen Habermass prende atto di questa realtà e del ruolo di protagoniste e interpreti di interessi comunitari svolto dalle religioni oggi. Parlando di laicità post-secolare Habermass suggerisce di andare oltre il modello di neutralità dello Stato come laicità passiva
    23:28 Durata: 4 min 11 sec
  • Massimo Salvadori

    emerito di Storia delle dottrine politiche presso l'Università di Torino

    Il presupposto di ogni laicità è un atteggiamento mentale e metodologico.Il laico rifiuta i dogmi di qualsiasi natura e mette al centro una libera verifica nell'ambito di necessari confronti e anche conflitti tra diverse opinioni e punti di vista. L'essenza della laicità - dal punto di vista istituzionale - è l'esistenza di un'autorità pubblica che, di fronte alla pluralità delle dimensioni religiose, e indipendentemente da criteri di maggioranza o minoranza, si ponga in una posizione tale da consentire a tutte le correnti e organizzazioni, da un lato, piena libertà di espressione e dall'altro l'impedimento di ogni possibile prevaricazione e ogni privilegio concesso dallo Stato e dalle sue varie articolazioni ad una religione rispetto alle altre. Sussiste un obbligo etico-politico (anche per Regioni e Comuni) di porsi in una posizione che rispetti tutte le libertà; questo presuppone una condizione che storicamente è stata chiamata di neutralità di fronte al fenomeno religioso. La sentenza del 20 marzo da parte della Grande Chambre della Corte Europea per i diritti dell'Uomo di Strasburgo appare scandalosa: per l'impudente rovesciamento della prima sentenza, esattamente opposta a quella emessa in secondo grado dalla stessa Corte; perché si afferma che il crocifisso in quanto tale, esposto in un luogo pubblico, non ha un significato prevalentemente religioso ma rappresenta un messaggio di concordia civile, di democrazia e così via. Persino umiliante per la Chiesa Cattolica che ha mostrato una totale indifferenza nei confronti del suo stesso simbolo e ha badato all'incasso. Un cedimento gravissimo e pilatesco della CEDU finalizzato a dare soddisfazione alla Chiesa Cattolica e ai gonzi laici
    23:32 Durata: 6 min 47 sec