17 APR 2011
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 17:00 Durata: 1 ora 55 min
A cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 17 aprile 2011 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (giornalista), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 55 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • La lettera di Pisanu e Veltroni per il "governo di decantazione": il tema dell'unità nazionale "ogni tanto riaffiora perché è la sostanza della politica partitocratica", osserva Pannella. "La vicenda delle firme false di Milano, come questa storia D'Alema-Veltroni-Pisanu, sono davvero qualcosa: quando devono ricorrere all'unità nazionale quasi ufficialmente, accadono poi in genere cose gravi e inedite, perché sono disperati"

    Massimo Bordin

    giornalista

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La lettera di Beppe Pisanu (senatore Pdl) e Walter Veltroni (deputato Pd) pubblicata venerdì sul Corriere della sera e che propone, prima di andare alle elezioni, un governo di "decantazione" per fare riforme istituzionali frutto di "un ampio ed esauriente confronto parlamentare". Il tema dell'unità nazionale "ogni tanto riaffiora perché è la sostanza della politica partitocratica", osserva Pannella. "Quando capiscono che Berlusconi non conviene più a loro, perché rischia di perdere le elezioni, a questo punto allora 'unità nazionale'", commenta Marco Pannella: "Unità nazionale per candidarsi loro a rappresentare la sinistra dell'unità nazionale. E chi 'loro'? Appunto Veltroni, D'Alema e gran parte del Pd". L'"apologia del Loft" di Enzo Bianco: "Vabbè, pare che questa sia la corrente 'liberal'. Io ho una piccola responsabilità in questo, avendo imposto Enzo Bianco come sindaco a Catania, quando nemmeno lo stesso Bianco lo riteneva possibile". Le elezioni a Milano: "Anche quelli che ne parlano, nei titoli, scrivono: 'I Radicali sperano nel Consiglio di stato' e non 'I Radicali sperano nell'invalidamento delle elezioni'. Questo è il trionfo di Scalfari come titolista, perché Repubblica ha passato poi al Corriere della Sera il vizio dei titoli virgolettati e di altro tipo che poi annullano il servizio a volte. Comunque, essendo esplosa la notizia di questi quindici indagati, non hanno più potuto tacere, tranne Vauro che mi pare continui a non fare vignette su questa storia. E lo dico perché mi sta simpatico". Le notizie di Milano e l'iniziativa di Marco Cappato: "E' di una estrema bellezza e di un'estrema gravità. Una cosa da comizio, quindi da momento alto della democrazia. Questa vicenda di Milano, questa storia D'Alema-Veltroni-Pisanu, è davvero qualcosa: quando devono ricorrere all'unità nazionale quasi ufficialmente, accadono poi in genere cose gravi e inedite, perché sono disperati. Allora questa volta è chiaro che la prospettiva Tremonti per proseguire il regime partitocratico, sono tutti volti a questo". "Ritengo che 'unità nazionale', chiarissimamente, serva per fare i conti con l'incombere democratico che magari gli viene con i tunisini. Il fatto che nel Sud del Mediterraneo vengono fuori tutti questi eventi, mentre in Europa stiamo avendo una crescita delle estreme destre. Questa è l'Europa". Ancora sulle manifestazioni nel Mediterraneo e il loro afflato democratico oltre al carattere di "liberazione". "Ho l'impressione che siano necessarie e possibilissime le rivolte democratiche nel Nord del Mediterraneo, a cominciare dall'Italia. Ed è questo che connota la nostra posizione"
    17:00 Durata: 10 min 54 sec
  • Le "sistematiche falsificazioni delle presentazioni delle liste": oggi se consideriamo la storia recente e "l'eliminazione delle parti della Costituzione con le quali si costituiva una forma di Stato diversa", "siamo in una situazione nella quale non è un fatto nuovo". Le passate denunce dei Radicali: "Se pensiamo che i procuratori della Repubblica e tutta la stampa italiana" sono a conoscenza di ciò, ovvero di qualcosa che riguarda "il punto centrale e assoluto dello standard democratico: la regolarità e la correttezza delle elezioni", ci si può rendere conto ancora di più della situazione attuale

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La necessità di un'analisi della democrazia e della sua difesa in Italia. "Un'analisi che è di appassionante evidenza e che però è di quell'evidenza che acceca. Noi in queste ore stiamo rivedendo il libro sulla Peste italiana, e quindi questo è occasione di una nuova riflessione. E la riflessione che viene fuori è che in modo patente quella eliminazione delle parti della Costituzione con le quali si costituiva una forma di Stato diversa", "credo che oggi siamo in una situazione nella quale non è un fatto nuovo. Cioè, una cosa che mi ha impressionato, è che questa cosa delle sistematiche falsificazioni delle presentazioni delle liste, con i partiti che solo all'ultimo secondo dovevano scegliere il capolista a causa delle lotte interne e quindi tutti presentavano liste contraffatte, ci hanno spinto una volta in 80 Procure della Repubblica; portavamo i giornali locali che davano tutti atto che la notte finale era quella nella quale le liste si erano configurate, senza nemmeno la finzioni di riunioni di militanti notturne dell'ultimora per raccogliere le firme. Quindi si tratta di 80 procure, più di 100 magistrati che sicuramente erano a conoscenza della cosa". Il dibattito "doloroso e sintomatico" di allora con Vincenzo Caianiello, ex presidente della Corte Costituzionale, che "difendeva in modo inaudito il fatto che le procure non si muovessero, che non si muovessero 'di diritto' nonostante la conoscenza pubblica del fatto". "Se pensiamo che i procuratori della Repubblica e tutta la stampa italiana" sono a conoscenza di ciò, ovvero di qualcosa che riguarda "il punto centrale e assoluto dello standard democratico: la regolarità e la correttezza delle elezioni", ci si può rendere conto ancora di più della situazione attuale. La "splendida azione" dei compagni di Milano e la possibile mancanza dei Radicali di Roma che forse non hanno denunciato formalmente le parole del Presidente del Consiglio che, al momento della presentazione delle liste elettorali per le elezioni regionali, disse che i Radicali avevano impedito con la violenza la presentazione della lista del Pdl. L'evoluzione nei decenni di Magistratura Democratica
    17:11 Durata: 12 min 11 sec
  • "Nel 1978 abbiamo quindi la reazione dei 'colonnelli' rispetto alle nostre proposte referendarie su Concordato e reati d'opinione. Da quel momento ci siamo resi conto meglio: ma cosa fa l'unità nazionale egemonizzata dal Pci? Coglie l'occasione e risponde al sequestro Moro con l'abolizione della Costituzione; il presidente Ingrao - quindi parliamo di una persona di grande nobiltà - stabilisce a quel punto che in violazione di tutte le Costituzioni del mondo, siccome quelli lì hanno catturato Moro, a quel punto è abolita la Costituzione rispetto a come si scelgono i governi"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    "Ha avuto ragione D'Alema quando ha detto che il Pci è morto senza sepoltura. E' stato molto grave. Perché il Pci è stato un partito assassino di democrazia, nel modo più valido e costante. Nel 1978 della Corte anti-costituzionale che liquida il referendum sul Concordato, quello fu davvero un colpo di stato. Quegli anni 70 - che il nazional-socialista Sacconi ora in un libro descrive come i peggiori della nostra storia - sono quelli che oltre alla vittoria referendaria del divorzio del 1974, all'inizio della legislatura del 1976, con la quale noi entriamo in 4 in Parlamento, avemmo il voto ai 18enni, la riforma del diritto di famiglia che è una pietra miliare, i manicomi, la depenalizzazione del consumo della droga, e tutto questo assieme nei primi anni di quella legislatura. Nel 1978 abbiamo quindi la reazione dei 'colonnelli' rispetto alle nostre proposte referendarie su Concordato e reati d'opinione. Da quel momento ci siamo resi conto meglio: ma cosa fa l'unità nazionale egemonizzata dal Pci? Coglie l'occasione e risponde al sequestro Moro con l'abolizione della Costituzione; il presidente Ingrao - quindi parliamo di una persona di grande nobiltà - stabilisce a quel punto che in violazione di tutte le Costituzioni del mondo, siccome quelli lì hanno catturato Moro, a quel punto è abolita la Costituzione rispetto a come si scelgono i governi. Siccome quella mattina era noto che se ci fosse stato dibattito ci sarebbe stata una parte del Pci che non intendeva votare il Governo per come si era presentato, perché durante la notte la Dc sembrava aver fatto scelte che al Pci non piacevano, soltanto con un colpo di Stato si poteva evitare questo. Un colpo di Stato patente e che continua. In che modo? Il Parlamento non può discutere della vicenda Moro!". "Questo sia ben chiaro: si è risposto a un grave episodio di delinquenza politica, tra l'altro notoriamente ritenendo che l'assassinio di Moro era necessario per la salvezza della patria democratica e per il modo etico di intendere quell'unità tra democristiani e comunisti - soprattutto da parte di Ingrao -, quello è stato così e fino al momento dell'assassinio di Moro". Il ruolo dei partiti, l'influenza di Berliguer su Piazza del Gesù e le mancate riunioni dei democristiani. Il capitolo referendum nella storia dell'Italia contemporanea: "Abbiamo appurato che vi sono stati 5 scioglimenti anticipati di legislatura, con quello che significa, per impedire i referendum". La fase della "staffetta" da Craxi a De Mita. "A un certo punto, per evitare il ricorso al referendum, cosa si fa? Il Presidente della Repubblica ottiene dal leader residuo della Dc, Fanfani, l'impegno; gli dà l'incarico e l'accordo è che la Dc e buona parte del penta-partito non gli darà la fiducia; di conseguenza lui a questo punto si dimette mentre noi Radicali, convincendo Craxi, votammo invece il governo Fanfani, sottolineando che era gravissimo lo scioglimento delle Camere. Ma sottolineiamo questo: che un Presidente della Repubblica sceglie di nominare un presidente incaricato che si è già pronunciato per sciogliere la legislatura e non avere la fiducia; in un altro posto forse anche le Corti costituzionali avrebbero da dire qualcosa, mentre in Italia nemmeno il costituzionalismo italiano ha avuto da dire qualcosa". Il ruolo del governo di ordinaria amministrazione e dei tecnici
    17:23 Durata: 12 min 15 sec
  • L'appello a Napolitano: "Oggi è questo il confronto. Oggi è necessario prefigurare e accelerare la fuoriuscita di Berlusconi per creare subito l'unità nazionale. Subito! Ma quale? Quella ineccepibile nella sua capacità di mentire e di essere regime". Il ruolo dell'informazione "non democratica". "Non si può oggi avere alternativa democratica, se alla fine non potrà che riuscire - magari per motivi non solo di età - di fare fuori questa lunga e duratura alternativa, speranza e enorme capacità democratica dei Radicali. E' un appello che io faccio"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il ruolo predominante del Pci in quella fase del rapimento Moro e di unità nazionale, le parole di Pannella rivolte al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: "Io credo che sia possibile che lui lo prenda come un contributo che io, militante della politica, gli devo. Io a lui l'ho votato conoscendo la sua storia di comunista italiano. Quello che io indico durante il caso Moro - ovvero la sospensione della Costituzione - io comprendo e onoro il fatto che il Presidente della Repubblica ha una sua storia, ed è difficilissimo - a volte richiede quasi una forza eroica. Lui, tu presidente, te lo ricordi ogni volta che abbiamo sollevato questo problema delle truffe elettorali, e su Napoli era stato clamoroso perché avevamo una nostra presenza significativa lì, anche attraverso Radio Radicale". Un affresco della "partitocrazia contro la democrazia". "Insomma diciamolo: quello che abbiamo detto e fatto a Roma, dove il Presidente del Consiglio ci denuncia per violenza, e a Milano e anche in altri posti, tutto questo lo facevamo già prima. Questa volta ha avuto effetto perché dopo tutti questi decenni i nostri militanti si sono formati tutti in modo tale da poter porre in breve fortissimi problemi di regolamenti, leggi e Costituzione". Il confronto con le "giovani leve" di Beppe Grillo e il candidato grillino a Milano. "Ci si forma da noi, poi di quello che si è acquisito da noi di professionalità politica ognuno se lo gioca come vuole". Il ruolo delle donne nel Partito. Dopo la ricostruzione storica di quei casi macroscopici in cui il Parlamento e l'istituto referendario sono stati patentemente sottoposti alle esigenze dell'esecutivo, Pannella torna sull'attualità: "Oggi è questo il confronto. Oggi è necessario prefigurare e accelerare la fuoriuscita di Berlusconi per creare subito l'unità nazionale. Subito! Ma quale? Quella ineccepibile nella sua capacità di mentire e di essere regime. Quando noi parliamo dei 'contributi silenti' e denunciamo che tutti i sindacati italiani, le istituzioni, fino a Mastrapasqua, tutti quanti sono complici e questo fatto unico di enorme importanza sociale è uno dei motivi per i quali non possiamo parlare. Allora viene fuori che il Presidente, per etica politica, queste cose le ha già conosciute, queste cose sull'informazione non democratica. Certo, lui non ha tempo forse di leggere le nostre cose". Il ritmo del lavoro di Napolitano. Ma "il Presidente che ascolta il Paese come fa ad esserci? Anche perché chi gli racconterà questo secondo malloppo che stiamo per allegare alle seconda edizione della Peste italiana e che verte sul ruolo dell'informazione?". "Se si studia un pochettino quanto avvenuto sino ad adesso, è necessario che l'anti-democrazia continui e s'aggravi in una condizione nella quale RadioRadicale è accerchiata da sempre; ma per esempio le cose che quotidianamente dice Marco Beltrandi in maniera precisa, ovvero che siamo già fuorilegge perché da tot giorni doveva essere iniziata una informazione sui referendum che altre volte non c'è nemmeno stata! Allora Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky, fate pure la vostra 'Biennale della democrazia'! Chiamatevi a consulto, cercate di avere e - ben più difficile - mantenere degli allievi di cotanti maestri!". "Comprendo, davvero e non con ipocrisia, il Presidente della Repubblica. Lo comprendo e vorrei che tutti lo comprendessero, perché tutti lo abbiamo eletto e la maggior parte del popolo italiano è conquistato dalla sua ragionevolezza. Il nostro compito, come quello degli Ignazio Silone, è che passano fascismi e comunismi e noi non siamo soltanto testimoni, ma siamo i primi ad accorgerci che cosa diventano i regimi reali (il socialismo ideale, la democrazia reale). Ce ne accorgiamo perché siamo formati a costruire democrazie non reali e a rafforzarle. Questo è un appello a chi ci ascolta: forse sarebbe il caso di dire anche, e di fare, 'siamo tutti Radicali'". I seminari convocati dal professore Fulco Lanchester. "Non si può oggi avere alternativa democratica, se alla fine non potrà che riuscire - magari per motivi non solo di età - di fare fuori questa lunga e duratura alternativa, speranza e enorme capacità democratica dei Radicali. E' un appello che io faccio"
    17:36 Durata: 30 min 44 sec
  • "Alla fine non si può stare 30 anni impunemente senza democrazia, e allora la battaglia che facciamo è quella di dare al Presidente della Repubblica i dati su che Repubblica lui presiede". L'impossibilità di conoscere le proposte dei Radicali.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    "Alla fine non si può stare 30 anni impunemente senza democrazia, e allora la battaglia che facciamo è quella di dare al Presidente della Repubblica i dati su che Repubblica lui presiede". L'impossibilità di conoscere le proposte dei Radicali. "Nella situazione attuale, se noi possiamo parlare a 5 milioni di persone, con i dati sociali che conosciamo", con il caso dei "contributi silenti" per esempio; il ministero Berlusconi vada su un documento nel quale risulta che l'analisi fatta delle riforme porta tra 50 anni all'aumento di tre anni dell'età pensionabile, quando i 90enni saranno superati del 15-20 per cento dei centenari. Non solo: ma non si possono conoscere le cifre sulle pensioni tra 15 anni. Allora visto che in Egitto nessuno pensava che, visto che in Tunisia nessuno pensa va che, anche in Italia è possibile". "Da quando noi bruciammo pubblicamente nel 1972 i certificati elettorali, noi continuiamo ad avere questa analisi: è necessario che la metamorfosi del male venga riconosciuta come tale. Il problema è che - come riportato in un articolo di Diego Galli - già Leonardo Sciascia a un certo punto nel 1982 scriveva: 'Le ultime elezioni ci mostrano un Paese immobile, dove tutto è uguale e dove tutto quel che conta è come se le cose gli passassero sopra. I referendum, per contro, inclusi quelli che non abbiamo potuto vincere, ci danno l'impressione che questo popolo è ansioso di iniziare a cominciare qualcosa"
    18:06 Durata: 11 min 29 sec
  • L'intervista alla figlia di Salvador Allende e la ricerca della verità, sull'assassinio di Allende come sulla guerra in Iraq. "Già nel 1987 dicemmo, a Gerusalemme, che la difesa della sovranità nazionale statale di Israele era suicida e non poteva permettere davvero di fare quello che tuttora il popolo vuole", per esempio sull'adesione all'Unione europea.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'iniziativa internazionale dei Radicali. L'intervista sulla Stampa alla figlia di Salvador Allende. "Lei racconta esattamente cosa accade nel momento dell'assassinio di suo padre, e dice: 'La verità su mio padre Allende e su quell'anno porterà giustizia a tutti i cileni e non solo'. Qui abbiamo un esempio del volere semplicemente che emerga la nuda verità di cronaca che non riesce a venire fuori per migliaia di motivi. Ora la cercherò sicuramente per cercare di abbinarvi la ricerca della verità su quanto avvenuto nel 2002-2003 alla vigilia del conflitto iracheno". Il rapporto Goldstone e le scuse dell'autore: "Noi su Goldstone non ci siamo mai pronunciati a favore", nota Pannella. "Già nel 1987 dicemmo, a Gerusalemme, che la difesa della sovranità nazionale statale di Israele era suicida e non poteva permettere davvero di fare quello che tuttora il popolo vuole", per esempio sull'adesione all'Unione europea. "Esistono elementi oggettivi per ritenere che l'obiettivo delle rivoluzioni democratiche nel Nord come nel Sud del Mediterraneo è un obiettivo che deve essere perseguito". L'avanzata populistica in Europa e il ruolo anticipatore della Lega Nord. Il federalismo "stile Unione Sovietica". Barack Obama e la sua intenzione di tagliare le spese militari per mantenere il più possibile ai livelli attuali la spesa della sanità: "Su questo non c'era alcun dubbio - dice Pannella - considerato che l'unica cosa che sicuramente ha fatto di importante è quella riforma lì, tanto che noi abbiamo sin da subito detto che quella riforma della sanità lì era in realtà un grande intervento a favore dei diritti umani. Quindi che lui difenda questo non è difficile crederci. La grande voce del bilancio federale americano è quella degli armamenti e quindi è portato a limarla, però non lo fa in nome di una presa di coscienza ma soltanto per non mettere a rischio la sua riforma sociale". La figura del generale David Petraeus
    18:18 Durata: 15 min 45 sec
  • In Libia "il problema vero è che vengono fuori tutte quante le situazioni ambigue della democrazia reale ex europea dei grandi paesi europei, perché dalla Germania alla Francia all'Italia, ormai è chiaro che non vi è una strategia di libertà e democrazia che possa essere portata avanti". Le conseguenze per la Turchia, per Israele e per i palestinesi

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La denuncia radicale sulla raccolta delle firme di Roberto Formigoni a Milano; i riverberi sulla stampa italiana. I manifesti 'Via le Br dalle procure' apparsi a Milano la scorsa settimana: "Penso che il povero Silvio non si rende conto che potrebbe firmarli anche lui. La banalità del male in questo caso è proprio quella vera. Berlusconi costantemente reagisce soltanto alle attualità che gli cadono addosso. Mentre io sono molto preoccupato della situazione libica perché la soluzione non poteva essere innanzitutto militare, come in Afghanistan non poteva essere unicamente militare". La realpolitik di Barack Obama "sulle questioni vere e operative". Le difficoltà della missione Nato in Libia. "Il problema vero è che vengono fuori tutte quante le situazioni ambigue della democrazia reale ex europea dei grandi paesi europei, perché dalla Germania alla Francia all'Italia, ormai è chiaro che non vi è una strategia di libertà e democrazia che possa essere portata avanti. Tanto è vero che anche la situazione turca io la capisco; con questa Europa che c'è, io stesso, ataturkiano come sono, non saprei cosa fare. La Turchia ha assunto delle responsabilità storiche immense, rischiose e grandi; a questo punto con una Europa offensiva e ottusa, cercare l'altra carta che è a disposizione della Turchia, cioè il Medioriente, è un rischio, ma quanto?" Le rivolte mediorientali e la situazione di Israele. "Non so se avrò la possibilità politica di parlare con Abu Mazen, ma ne sento la necessità. Parlai con lui quando era Presidente del Parlamento palestinese e venne a Strasburgo, con uno dei suoi collaboratori maggiori che era proprio il rappresentante dell'Anp in Italia. Già allora - 15, 20 anni fa - dicevo che la sovranità nazionale di Israele era quello che era, una cosa tragica per destinazione e qualità, ma aggiungevo anche che la ipotesi compensatrice di dare uno stato nazionale anche ai palestinesi era una vergogna intellettuale nel 2000, e ora dico nel 2010. Lo stato nazionale palestinese con diplomazia e tutto quello che sappiamo non tiene presente la carta alternativa attualmente che non ha corso; ma giocare sul piano geopolitico su una realtà federativa, non solo euro mediterranea ma anche di quell'area, forse poteva essere utile anche rispetto alle difficoltà giordane o a quelle libanesi. Dare la possibilità alle rivolte siriane di avere una cosa del genere, che è sana ed è anti-nazionalismi mediorientali". La burocrazia liberale e federalista europea in contrapposizione alle "forze federaliste e liberali".
    18:34 Durata: 16 min 15 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Gli appuntamenti della settimana. Emma Bonino lunedì sarà a Milano. Poi ci saranno "contatti in settimana per il convegno sui dati aperti, un convegno importante e mi dispiace molto che vi abbiamo invitato il ministro Renato Brunetta e invece non ha accettato; mi dispiace molto e forse è un po' affrettato il suo scartare questo incontro". "Dovremmo poi andare in Tunisia per il Consiglio generale e anche avere un incontro con Amr Moussa al Cairo; sono tutti impegni presi ma dipende da loro e anche dalla nostra preparazione. Ritengo comunque urgentissimo andare a Tunisi e al Cairo. Vorrei offrire a noi stessi e alla Tunisia un Consiglio generale del Partito con il presidente croato - che adesso arriverà a Firenze -, con l'opposizione albanese e altre presenze balcaniche, ma anche con la presenza dei 29 parlamentari radicali cambogiani, in un momento in cui il mondo liberale se ne fotte del fatto che il capo di quell'opposizione, Sam Raimsy, è esule a Parigi perché se torna in Cambogia viene sicuramente ammazzato; vorrei portare in Tunisia un Consiglio generale del nostro Partito che significhi qualcosa anche di prestigio e di aiuto concreto affinché coloro che adesso hanno la responsabilità tunisina possano sapere che attraverso di noi avranno alleati consapevoli per portare avanti la loro costruzione difficilissima, perché sia anche mediterranea". Il messaggio di Pannella al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: "Credo che oggi probabilmente quello che sarebbe necessario è in qualche misura di rendersi conto che non è facile ma necessario rappresentare anche quella opposizione democratica, nonviolenta e civile italiana che sicuramente non è stata minimamente quella del Pci e della sua storia, né a Napoli e né in Italia"
    18:50 Durata: 6 min 12 sec