24 APR 2011
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 17:04 Durata: 2 ore 20 sec
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 24 aprile 2011 , condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Massimo Bordin (giornalista, Radio Radicale), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore.

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  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista (Radio Radicale)

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Lo sciopero della fame di Marco Pannella e l'iniziativa radicale per la democrazia in Italia.
    17:04 Durata: 1 min
  • Questa volta, l'ho detto esplicitamente, intendevo - nell'articolazione dei tempi e dei modi chiamati in causa in una situazione come questa - conquistare un qualsiasi spazio di democrazia, di civiltà e di diritto. Personalmente quello che mi importa è di cercare di consentire, magari solo al Presidente della Repubblica, ma magari a Rossana Rossanda, o magari a Ninni Martino, agli intellettuali e agli accademici più autorevoli - a torto o ragione - di confrontarsi un po' con l'analisi che noi facciamo che ci porta a proposte reiterate

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella: La notizia è lo sciopero della fame ma quello che è importante sono l'obiettivo e le ragioni per cui lo fai. Questa volta, l'ho detto esplicitamente, intendevo - nell'articolazione dei tempi e dei modi chiamati in causa in una situazione come questa - conquistare un qualsiasi spazio di democrazia, di civiltà e di diritto. Dinnanzi alla situazione nella quale ci troviamo, cioè che è vero che c'è un sessantennio che oggi finisce in una situazione istituzionale, sociale economica, di linguaggio e sensibilità assolutamente negativa cioè con un azzeramento di quelle che normalmente sono le forze e le prospettive del futuro in una società nella quale si afferma più democrazia, più diritto e anche più civiltà. Personalmente quello che mi importa è di cercare di consentire, magari solo al Presidente della Repubblica, ma magari a Rossana Rossanda, o magari a Ninni Martino, agli intellettuali e agli accademici più autorevoli - a torto o ragione - di confrontarsi un po' con l'analisi che noi facciamo che ci porta a proposte reiterate, che con il passare degli anni si rivelano tutte essere state proposte non solo dialettiche ma proposte attraverso l'impegno politico, moltissime di queste attraverso il coinvolgimento serio di centinaia di migliaia di cittadini soltanto in partenza, e perché mi pare urgente chiarirsi da questo punto di vista, anche a fronte della nostra lettura che è di grande singolarità ma non di grande stranezza. La liquidazione della cultura liberale. Se io fossi totalmente arteriosclerotico credo che mi inviterebbero a Ballarò, Annozero, ai tg. Il mio non è un lamento né una protesta, ma è qualcosa che va conosciuta, come va conosciuta quale è la realtà della comunicazione su questo nostro territorio. Oggi si può parlare di civiltà finanziaria, ovvero di una forma del potere, dei poteri, in generale delle cose importanti, che accentuano l'importanza - negativa o meno - delle dinamiche finanziarie in relazione ai poteri che una volta erano più direttamente quelli industriali, nei quali capitale e lavoro venivano giustamente individuati come i componenti più importanti. Il caso della Fiat, già a partire dagli anni Sessanta ai tempi della riunificazione socialista criticata dai Radicali. La tradizione Radicale e i contrasti con il terzomondismo. Oggi il problema è quello che chiamo della 'democrazia reale', e rendo grazie al caso - grande autore della storia - che mi ha permesso di incontrare, anche prima che ventenne, direttamente coloro che avevano partecipato al formarsi della speranza e della lotta per il socialismo ed erano stati fra i primi a individuare che il socialismo reale non aveva un rapporto, se non opposto, con i paesi a regime socialista. Grazie a costoro, che videro in tempo - e per questo pagarono caro - la realtà del socialismo reale, senza - come tanti altri - prendere atto soltanto dopo del fatto che il socialismo reale era l'opposto rispetto a quello che avevano sperato... Stando io con Ignazio Silone e tutti quelli dell'Internazionale per la Libertà della cultura, a questo punto mi sarei aspettato che gli autori del fallimento del socialismo reale, quindi le vittime di quel fallimento, fossero armati a sufficienza per stare attenti alla democrazia reale, essendosi convertiti alla democrazia. Il ruolo del post-Pci. L'auspicio di Pannella: Che sia possibile, almeno al Presidente della Repubblica, di conoscere un po' di più quello che noi siamo, facciamo e la storia come è stata da noi vissuta
    17:05 Durata: 28 min 3 sec
  • Il ruolo potenziale delle armi di attrazione di massa nella guerra libica: Su questo la Nato non aveva che da fornire gli elementi - non tanto le armi che magari questi ribelli non potevano utilizzare - ma la vera arma, ovvero la possibilità di parlare loro stessi al proprio popolo e a quello di Gheddafi. L'arma che finora ha convinto a Gheddafi di restare sono stati infatti i suoi interventi televisivi. Sull'arrivo degli immigrati via mare: Io voglio sapere perché sappiamo di tragedie soltanto se arrivano i cadaveri sulle spiagge

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il complesso militare-industriale e la sua cultura, e la dissipazione di questa possibilità di avere pace fondata sulla libertà e sulla democrazia invece che sulle guerre. Il caso libico. Con una parte del mio sciopero della fame voglio quello che chiedemmo quando nell'Adriatico i primi albanesi andavano a fondo invece di arrivare in Italia. Allora dissi: Nato e altri hanno gli strumenti per monitorare. Lo stesso vale adesso. Altra cosa: Gheddafi, utilizzando la sua televisione di stato e gli altri mezzi, ha avuto i suoi interventi di 'attrazione di massa'. I dittatori, inclusi Hitler, Mussolini e Stalin, magari nella fase di decadimento, sicuramente se possono parlare al popolo senza contraddittorio riescono ad avere molti fan. Che a questo punto non siano stati capaci nemmeno di disturbare le sue trasmissioni, che sono un'arma... Ma non solo: ancora adesso il problema è lo stesso. Le Monde ha fatto alcuni bei servizi sull'informazione da Gheddafi. Su questo la Nato non aveva che da fornire gli elementi - non tanto le armi che magari questi ribelli non potevano utilizzare - ma la vera arma, ovvero la possibilità di parlare loro stessi al proprio popolo e a quello di Gheddafi. L'arma che finora ha convinto a Gheddafi di restare sono stati infatti i suoi interventi televisivi. La necessità di agire attraverso la comunicazione di massa. Il ruolo della comunicazione di massa in Medioriente; il caso di Al Jazeera e la diffusione delle tv satellitari. Tutti dicono che se c'è uno strumento che ha fatto maturare non solo in senso 'nazionale' le rivolte, questo si chiama Al Jazeera. Che non è certo rivoluzionaria, essendo legata al Qatar, etc. Ma comunque le rivolte ci sono state, mentre avevamo Al Arabiya che è più vicina al fondamentalismo arabo, e la stessa Al Jazeera aveva una coloritura anti-occidentale. Adesso quella sua informazione, per il solo fatto di averla data non soltanto a livello nazionale, è stata indicata come fondamentale per le rivolte in Medioriente; e non era Radio Londra. Non si è investito pochissimo in questo ed è stato un errore politico criminale. Le armi ci voglio. Ma quali sono le armi che possono essere efficaci contro Gheddafi? Ammazzare dei civili in concorrenza con quelli che ammazza già lui? Le armi erano altre! Io voglio sapere perché sappiamo di tragedie soltanto se arrivano i cadaveri sulle spiagge
    17:33 Durata: 17 min 35 sec
  • La lettura falsa della storia della Prima repubblica e la messa a morte della Costituzione italiana non soltanto a opera di una sola forza politica. Oggi la debolezza delle opposizioni è questa; hanno imparato a dire: 'Il problema non è solo Berlusconi ma è più complesso, etc.', ma in realtà per me i colpi portati alla democrazia e al diritto italiano fra il 1976 e il 1980 sono stati infinitamente più dannosi; quelli inferti da Cossiga, Berlinguer e gli altri, hanno reso poi possibili le volgarate di Berlusca e di quelli di oggi. Tutto ciò infatti avviene in un vuoto di democrazia e di legalità”.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella: “Io mi affanno a rispondere alla gente, a quelli che – rivolgendosi a me con simpatia – chiedono: 'Quando ci liberiamo da quello?'. Allora dico, anche se ho 10 secondi per poter dare una risposta: 'Guarda che il problema non è questo, ovvero 'quando' casca lui, ma quando si riesce a provocare - con la sua caduta, nella sua caduta, prima o dopo la sua caduta - un'alternativa a questi 60 anni, perché lui è sicuramente un prodotto di questi 60 anni (visto che io non credo alla distinzione tra Prima e Seconda repubblica). La lettura falsa della storia della Prima repubblica e la messa a morte della Costituzione italiana non soltanto a opera di una sola forza politica. Oggi la debolezza delle opposizioni è questa; hanno imparato a dire: 'Il problema non è solo Berlusconi ma è più complesso, etc.', ma in realtà per me i colpi portati alla democrazia e al diritto italiano fra il 1976 e il 1980 sono stati infinitamente più dannosi; quelli inferti da Cossiga, Berlinguer e gli altri, hanno reso poi possibili le volgarate di Berlusca e di quelli di oggi. Tutto ciò infatti avviene in un vuoto di democrazia e di legalità. Il ruolo del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e le sue dichiarazioni sulla realtà napoletana rilasciate nel settembre 2010. Il caso dell'intervista del ministro della Cultura, Giancarlo Galan, al Giornale: Una intervista calcolata e voluta a mio avviso, perché avrà detto: 'Sono liberale, avrò pure il dovere di dimostrarlo'. Delle quattro-cinque cose che ha detto, a mio avviso l'ultima che c'era era la più grave. Lui infatti ha detto che il ministro Giulio Tremonti manipola le leggi e i progetti di legge approvati dal Consiglio dei ministri. Un piccolo dettaglio, no? Eppure nessuno l'ha notato. Significa che la cultura della legalità - come procedura anche nelle cose apparentemente minime - è assente. L'attenzione storica dei Radicali alle procedure: Per noi la procedura democratica, e quindi in qualche misura anche dell'attenzione alle procedure, costituiscono un patrimonio democratico che manca a tutte le altre storie se si esclude quella Radicale. Il caso emblematico della gestione del Parlamento da parte di Pietro Ingrao ai tempi del rapimento di Aldo Moro (marzo 1978). L'impatto sulla situazione europea: Noi adesso rischiamo di chiedere, con Nicolas Sarkozy, che Schengen venga cancellato. Abbiamo la Marine Le Pen che rischia di battere non solo Sarkozy ma anche noi in Europa, per dare appoggio a Tremonti e alla Lega in Europa. L'Italia, piccolo paese agricolo e marginale, riuscì a donare il fascismo al mondo. Oggi questo elemento di distruzione dell'Europa inizia da qui, dalla partitocrazia che da qui ha iniziato ad affermarsi, dominando il Parlamento europeo e l'Unione europea. Barroso è stato voluto da Berlusconi, così come Romano Prodi. Perché Romano Prodi non era quello che voleva, ma il prezzo da pagare per evitare che Emma Bonino diventasse Commissaria o Presidente della Repubblica
    17:51 Durata: 18 min 8 sec
  • Cosa succede a un certo punto nella partitocrazia che cerca di difendersi dalla sola opposizione che gli abbia fatto paura, quella Radicale? Quando sento oggi che questi vorrebbero fottere i referendum con questi mezzi... Ma porca la miseria! Questi sono stati i metodi già fatti con slancio dal Pci prim'ancora che dalla Dc nei confronti dei nostri referendum! Le hanno fatte loro queste cose, costantemente. Il caso del mandato esplorativo del Presidente della Repubblica a Andreotti e Fanfani con l'obiettivo di far sfiduciare l'esecutivo dal Parlamento

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'intervento di Marco Pannella sulla nonviolenza su Facebook e un altro caso esemplare che fornisce la storia italiana: Cosa succede a un certo punto nella partitocrazia che cerca di difendersi dalla sola opposizione che gli abbia fatto paura, quella Radicale? Quando sento oggi che questi vorrebbero fottere i referendum con questi mezzi... Ma porca la miseria! Questi sono stati i metodi già fatti con slancio dal Pci prim'ancora che dalla Dc nei confronti dei nostri referendum! Le hanno fatte loro queste cose, costantemente. Il ruolo della Corte Costituzionale. Un altro caso in cui imputano a Berlusconi qualcosa di cui loro sono stati maestri violenti. Il caso storico del sabotaggio dei referendum radicali: Siccome il centro-sinistra aveva una grande maggioranza e non c'era altro modo per far fuori i nostri referendum, a un certo punto cosa viene fuori? Che loro designano il più potente leader ufficiale della Dc, quindi della Repubblica italiana, e il Presidente della Repubblica prova per due volte a dare un incarico a Giulio Andreotti ma costui non accetta, perché l'incarico doveva essere quello di farsi dare la sfiducia dalla Camera. In questo modo sarebbe restato in funzione un governo per l'ordinaria amministrazione per 5 mesi, ma intanto in quel modo - dovendosi tenere elezioni politiche - non si potevano tenere i referendum. Roba da pochade. E il Presidente della Repubblica fu al servizio di questo. Il problema della Repubblica era quello di impedire i referendum. Avevo convinto Craxi: i socialisti e noi votammo il governo Fanfani, mentre la Dc si astenne. Allora possiamo stare qui a credere se siano credibili questi ululati, a fronte del fatto che il governo Berlusconi sta facendo una cosa che quelli hanno sempre fatto, sempre. Il Pci dal 1972-1974, con la Dc che era marmellata, con le leggi Bozzi e le leggi Carettoni cercava di superare o abolire la legge Fortuna per non fare quel referendum sul divorzio. I giovani all'interno del Partito radicale. Il caso delle elezioni amministrative milanesi e il ruolo dei giovani del movimento di Beppe Grillo
    18:09 Durata: 13 min 8 sec
  • Il dibattito su legge elettorale e bipartitismo, non solo in Italia.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il dibattito sul sistema elettorale e il bipartitismo in Italia (le dichiarazioni di Luciano Violante e Dario Franceschini del Pd) e in Inghilterra (con l'iniziativa dei Lib-Dem). Quanto paga l'Italia il fatto della clandestinizzazione chiarissimamente illegale ed anti-legale nei confronti del popolo italiano al quale si è negato per due-tre generazioni di conoscere le proposte radicali? Il popolo italiano e i consensi dimostrati per la forma istituzionale - quella anglosassone e presidenzialista - che dimostra di reggere meno male ai processi della storia contemporanea
    18:22 Durata: 13 min 19 sec
  • Le elezioni amministrative a Milano. Si deve alla lotta radicale se questo voto di Milano acquista, come tutti dicono, un valore nazionale e se è il punto più importante per l'esito delle prossime elezioni. L'analisi degli ultimi sondaggi: Credo che dai sondaggi la nostra ambizione deve essere quella di entrare nel Consiglio comunale, ovvero avere il 3,5 per cento per essere sicuri. Da qui al voto la nostra ambizione potrebbe diventare quella di avere uno sfondamento lì, grazie alla lotta - l'unica fatta lì - contro il sistema di potere lombardo. Il ruolo di Beppe Grillo.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Le elezioni amministrative a Milano. Si deve alla lotta radicale se questo voto di Milano acquista, come tutti dicono, un valore nazionale e se è il punto più importante per l'esito delle prossime elezioni. Perché questa volta, non a chiacchiere, il problema che si è imposto in condizioni difficili, con la censura di tutti, anche del Fatto in una prima fase (se si esclude l'eroe Furio Colombo)... Oggi a Milano il problema qual è? Crespi dice che in fondo questo forte indebolimento dei terzisti, dei finiani, e del loro Manfredi candidato cui si dà il 6 per cento e non più il 13-14 per cento che si prevedeva a livello nazionale, questo significa che c'è un forte richiamo della Moratti e dei berlusconiani in generale. Se questi avevano il 13 per cento, era probabile che l'alternativa che si sostiene, seria e dignitosissima, fosse molto forte. Tuttora Moratti e Pisapia sono essenzialmente alla pari, secondo Crespi. Credo che dai sondaggi la nostra ambizione deve essere quella di entrare nel Consiglio comunale, ovvero avere il 3,5 per cento per essere sicuri. Da qui al voto la nostra ambizione potrebbe diventare quella di avere uno sfondamento lì, grazie alla lotta - l'unica fatta lì - contro il sistema di potere lombardo. Siccome lì si può per il momento pensare che non vi sia grande distacco né a favore dell'uno né a favore dell'altro, a questo punto il 5 per cento attribuito a Beppe Grillo è nelle intenzioni determinante; determinante a favore, e non contro, il potere. La possibilità di un dibattito con il candidato grillino. La polemica sui manifesti anti-magistrati promossi a Milano da Roberto Lassini, candidato al Consiglio comunale per il Pdl : Ci hanno pensato tardi a chiedergli di uscire dalla lista - commenta Pannella - considerato che non è più tecnicamente possibile il ritiro. Poi a questo punto Sallusti fa un ragionamento ineccepibile: questo qui, con questi manifesti, rappresenta senz'altro la pancia e il ventre berlusconiano. Questa è una cosa che è detta da Berlusconi, allora è possibile smerdarlo e farlo fuori per qualcosa che ha fatto, mentre lo stesso fa il Presidente del Consiglio? Gli "anti-montanelliani" alla Sallusti, attuale direttore del Giornale
    18:36 Durata: 16 min 9 sec
  • Il ruolo del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito

    Le critiche del Giornale al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ma in questo caso subito "la cosa si riassorbe". Sono 10 anni che noi diciamo che Tremonti è l'unica cosa solida che poteva resistere al posto di Berlusconi, dopo Berlusconi. Perché al limite, mentre Berlusconi ha la nozione delle elezioni molto parente a quella delle elezioni che si fanno in Azerbaijan e in altre dittature a lui care, in fondo non mi stupirei se invece di qualche scioglimento anticipato della legislatura, ci sia magari qualche protrazione di legislatura di 2-5 anni, cioè un bell'assetto 'ordinante' e di regime
    18:52 Durata: 1 min 39 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito

    Il sostegno alla campagna elettorale a Milano. La situazione del voto amministrativo a Milano. Il processo ad Antonio Bassolino. Le tesi radicali di Aldo Loris Rossi. La situazione del Pd
    18:53 Durata: 11 min 19 sec