29 MAG 2011
rubriche

Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:00 Durata: 1 ora 49 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella" di domenica 29 maggio 2011 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (giornalista), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 49 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista

    Già direttore di Radio Radicale Domenica di ballottaggio elettorale per le elezioni amministrative (a partire dalle città di Milano e Napoli); prosegue l’iniziativa nonviolenta di Marco Pannella
    17:00 Durata: 1 min 4 sec
  • Analisi parziale dell’afflusso ai seggi. Pannella sugli esiti dei ballottaggi: Qui tutti stanno tremando: se le cose vanno male per il centrodestra a Milano e Napoli, tutti a chiedersi cosa succede a Berlusconi, cosa succede a quell’altro. Ma come sono abituato a dire, la lotta continua nella durata; chi non è andato ancora a votare, si svegli, ci vada. Non vorremmo ci trovassimo di fronte alla sorpresa negativa a sinistra, che ci si trovi come sempre, sui problemi di fondo, solo noi Radicali

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella: Siamo un po’ tutti trepidi, anche se prima di domani pomeriggio non sapremo nulla. Ma dai dati dell’afflusso dei votanti alle 12 noto una cosa: a Napoli i votanti sono il 2 per cento in meno rispetto al primo turno, ma nel napoletano la situazione è diversa. L’affluenza più bassa nei piccoli centri alle ore 12. Altra cosa interessante: nel Veneto il voto di destra crolla con l’affluenza, fra Gentilini, Zaia, ed è una cosa che studierà - spero bene - l’Istituto Cattaneo: le medie del nord segnalano un calo notevole del voto di destra, ma le città medie vedono una tenuta della Lega. Adesso a Napoli una parte del ceto medio va a favore di De Magistris; nel salto in avanti come voto d’opinione di De Magistris rispetto a tutte le forze organizzate, e rispetto ai voti pari a niente dell’Idv di Di Pietro in quanto tale, sicuramente c’è una parte dell’opinione di ceto medio che ha reagito come ho reagito io. Ancora sui dati dell’affluenza. A Napoli città abbiamo una flessione minore dell’affluenza rispetto al napoletano. Interessante anche vedere cosa avviene al Nord. Per esempio se cominciamo ad andare nel pavese o nel Piemonte, i dati del ministero - provincia per provincia - segnano una flessione un po’ maggiore a fronte del salto in avanti di Milano città. A questo punto in luoghi leghisti e di destra, presumibilmente, abbiamo cali notevoli, soprattutto nella miriade di comuni piccoli. L’andamento della Lega Nord. L’utilizzo dei fondi per la campagna elettorale: Loro stessi ci hanno detto di aver speso circa 14 milioni di euro, senza contare quelli di tasca propria. A Napoli si stima che con un milione di euro sono garantiti 5mila voti in più. Vale quello che vale, però appunto a Napoli ci sarà stato sicuramente uno sforzo di contare sulla sorpresa, contando sui dubbi che la personalità che definiscono ‘giacobina’ di De Magistris può sollevare. Sicuramente il voto di De Magistris non può contare sul controllo sociale, perché quel poco di camorra politica costituito dai partiti - di destra, di centro e di sinistra - non lo sostiene ufficialmente. Qui tutti stanno tremando: se le cose vanno male per il centrodestra a Milano e Napoli, tutti a chiedersi cosa succede a Berlusconi, cosa succede a quell’altro. Ma come sono abituato a dire, la lotta continua nella durata; chi non è andato ancora a votare, si svegli, ci vada. Non vorremmo ci trovassimo di fronte alla sorpresa negativa a sinistra, che ci si trovi come sempre, sui problemi di fondo, solo noi Radicali
    17:01 Durata: 16 min 35 sec
  • La solitudine dei Radicali: dalle iniziative referendarie alla battaglia per la legalità della presentazione delle liste elettorali

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La solitudine dei Radicali: dalle iniziative referendarie alla battaglia per la legalità della presentazione delle liste elettorali. Il ruolo della Procura di Roma nel 2010, di fronte alle accuse di Berlusconi ai Radicali che avrebbero impedito con la violenza la presentazione delle liste elettorali: Da noi ci sarebbe l’obbligatorietà dell’azione penale. Presidente della Procura di Roma, le dico di cuore: si vergogni! E io sono pronto a rispondere in giustizia di questo. Il ruolo del Presidente della Repubblica su queste cose: Ma diciamolo pure, abbiamo le nostre storie. Io ho detto e ripeto che il Presidente della Repubblica è una persona di storia comunista che ben conosciamo, e non quella di Umberto Terracini che per noi è un’altra cosa, o di Fausto Gullo o di Vittorio Vidali che con le storie così strane che avevano, e così prestigiose in modo diverso, avevano il coraggio di disobbedire al Partito e di appoggiare la Lega italiana per il Divorzio, il Partito Radicale. Anche in un documento che ho inviato al Presidente della Repubblica che è un grande scoop ed è firmato 26 maggio 1976. Nel quale tutti quanti dicevano: Pannella sta per passare allo sciopero della sete perché è insostenibile il grado di violazione della democrazia e dell’informazione in questa occasione; e fra i firmatari c’erano Pietro Nenni e altri, e l’ho mandato come scoop ma anche come memoria dovuta al Presidente della Repubblica perché lui, comunista riformista, naturalissimamente non era tra i firmatari in quel momento e non lo è nemmeno adesso. Vuol dire che io gli voglio meno bene? Io l’ho votato conoscendo la sua storia comunista, ho sottolineato che esistono motivazioni costituzionali - secondo il costituzionalismo italiano - che possono portare a giustificare o rendere necessaria la sua scelta di intervenire quotidianamente nella politica, sulle televisioni e altro, facendo una fatica meritoria e straordinaria che sta facendo addirittura ringiovanire questa persona che ha 3-4 anni più di me. Le storie dei Radicali e di Napolitano a Napoli. Il dossier sull’informazione presentato nelle scorse settimane dai Radicali a Napolitano: Presidente, lei sta facendo una fatica ammirevole, nobile. E’ una fatica della quale occorre darle atto e essergliene grato. Dopodiché occorre anche avere il dovere dell’amicizia, e dirle: probabilmente Presidente in questo lei continua ad avere questa radicale differenza con noi liberali radicali. Per noi i mezzi prefigurano e controllano i fini; e se lei trova normale che su 1.030 politici che in un anno hanno partecipato a un qualsiasi talk show, il primissimo è Di Pietro. I rapporti tra Pds (ex Pd, ndr) e Leoluca Orlando ai tempi di Achille Occhetto. Il Pd, l’operazione del Loft e l’attuale segreteria: Io sto cercando di ricordare a Pierluigi Bersani che non vorrei avesse dei riflessi che criticamente rievoco per il grande e nobile Presidente della Repubblica che abbiamo eletto noi alla Presidenza della Repubblica
    17:17 Durata: 14 min 57 sec
  • Pannella: Mi assumo volentierissimo il rischio d’impresa - senza il quale non c’è impresa - sostenendo in modo convintissimo la necessità di votare e scegliere De Magistris rispetto a quell’altro. Il possibile contributo di Aldo Loris Rossi

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La tradizione dei comunisti napoletani, tra cui l’avvocato Mario Palermo; la figura di Renato Mieli ieri e quella del radicale Aldo Loris Rossi oggi. Mi assumo volentierissimo il rischio d’impresa - senza il quale non c’è impresa - sostenendo in modo convintissimo la necessità di votare e scegliere De Magistris rispetto a quell’altro. Mi affretto a dire a De Magistris: hai bisogno (di queste idee, ndr), perché ne hai la cultura pronta che è quella comunista classica, per avere la rivelazione del nittismo, di Nitti, di Bruno Zevi, di Salvemini, di Benedetto Croce. Hai bisogno di questo, altrimenti i tuoi compagni che saranno eletti con te sindaco non hanno idee e hanno bisogno di questo. Mentre dall’altra parte non ci sono idee, c’è guado, e mi assumo la responsabilità di dirlo, anche se rispetto molto gli avversari di guano. Ribadisco quindi questo mio convintissimo appello - posso dirlo? alla mia Napoli. Occorre votare De Magistris, deve farcela lui, altrimenti per Napoli è un disastro perché è la conferma della putrefazione senza rischi d’impresa che si affermerebbe con Lettieri. Ma sento l’urgenza di gridare un po’ a De Magistris: guarda, indegnamente, ma posso dirti che c’è anche la grande tradizione di Nitti e di Salvemini che lo attaccava e che attaccava Giolitti, ma oggi tutte riunificate nella qualità del socialismo di democrazia e del liberalismo di democrazia, al 100 per cento l’una e l’altra cosa; se tu e tutti i tuoi eletti mancate di questo, mancherete di idee. Guardate, avete un tesoro: la cultura, il sapere, la saggezza, la conoscenza pratica di governo di un territorio che conosce come nessuno - ma il suo territorio è il Mediterraneo e l’Europa, figuratevi quindi Bagnoli, figuratevi quindi il retroterra vesuviano - e tutto questo è Aldo Loris Rossi. Lettieri e gli altri non possono andare a sbattere, sono già ‘sbattuti’. Con loro non ci sarebbe rischio d’impresa
    17:32 Durata: 13 min 20 sec
  • Pannella: Quanto a Milano, si tratterà di comprendere adesso quale sia stato lo sforzo di Formigoni, perché può darsi che si sia un po’ spaventato. Le due tradizioni, la cattolico-liberale e la socialdemocratica-riformista in effetti possono comporsi benissimo con la sensibilità moderata, quella che per la verità ha portato con i suoi presupposti culturali Pisapia a non fare il radicale ma a fare l’indipendente di sinistra, che è sempre un po’ ‘dipendente’ di sinistra

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: Quanto a Milano, si tratterà di comprendere adesso quale sia stato lo sforzo di Formigoni, perché può darsi che si sia un po’ spaventato. Le due tradizioni, la cattolico-liberale e la socialdemocratica-riformista in effetti possono comporsi benissimo - credo - con la sensibilità moderata, quella che per la verità ha portato con i suoi presupposti culturali Pisapia a non fare il radicale ma a fare l’indipendente di sinistra, che è sempre un po’ ‘dipendente’ di sinistra. Le evoluzioni nella chiesa milanese e la possibilità che Tettamanzi raggiunga nella pensione il Cardinale Martini, che io credo totalmente riconducibile a quel richiamo della tradizione cattolico liberale che è quella del Cardinale Newman e anche di Manzoni, e del primo Pio IX. La nuova analisi radicale sulla penetrazione della comunicazione politica. Lo studio del Centro d’Ascolto radiotelevisivo radicale: Spero potrà essere presto recepito anche da istituti accademici stranieri. Ci dà delle cose che prima o poi dei giornali inizieranno a raccontare spero. E’ sicuramente un’arma di conoscenza. L’arresto di Ratko Mladic. La campagna elettorale a Milano e il futuro di Silvio Berlusconi e Umberto Bossi. L’ho detto più volte anche a Berlusconi: ‘Bossi rischia assai. Se senti su Radio Radicale i comizi della loro ‘base’, cioè della base della loro organizzazione, sono a tal punto razzisti, violenti e non democratici che finirà che questi vorranno fare fuori come ‘traditore’ persino Bossi, non te’. In Francia no, perché il livello di Le Pen è un po’ diverso da quello di Bossi. Bossi non sa ancora se fra 10 settimane o 10 giorni sarà di nuovo a fare il ribaltano con Buttiglione che fece l’altra volta. Le cose si possono ripetere, con Tremonti, con il trasformismo e non con l’opportunismo
    17:45 Durata: 14 min 23 sec
  • Il ruolo di Massimo D’Alema, l’unico residuato comunista nel senso negativo del termine

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Massimo D’Alema e l’interlocuzione con Pierferdinando Casini, che gli garantisce quello che il suo concorrente gemello, Veltroni, voleva quando scoprì l’idea ‘senza precedenti al mondo’ (del Partito democratico, ndr), ovvero portare lo scalpo dei Radicali al di là del Tevere. L’appello di Pannella a Ignazio Marino, che si renda conto almeno lui di se stesso; da un po’ di anni lui ormai fa quello che occupa sempre il quarto che gli spetta nelle correnti del Pd, quando abbiamo il Pd che al suo congresso ha votato all’unanimità - con una scelta quasi traumatica, suggestiva, senza precedenti - per l’uninominale maggioritario, mentre da allora c’è Veltrusconi che aggrava il Porcellum alle europee e D’Alema che propone il sistema tedesco, quindi il proporzionale, con Casini. D’Alema è l’unico residuato comunista nel senso negativo del termine; tra tutti gli altri c’è una diaspora. Il libro di Valter Vecellio su Marco Pannella e la storia del partito e la prossima presentazione con Fausto Bertinotti, Franco Marini e il tentativo di chiedere un intervento di Gianfranco Fini. La storia della Prima Repubblica, le iniziative referendarie radicali e l’opposizione continua della partitocrazia: Tutta la storia degli ultimi 40 anni, quella istituzionale, è il confronto violento, antidemocratico e anticostituzionale tra la partitocrazia e la militanza radicale organizzata. De Magistris e l’ipotesi che il gruppo degli ex bassoliniani sia tentato di non votare De Magistris o addirittura di far confluire i voti sul candidato del Pdl. Pannella: C’è anche una cosa ancora più ragionevole. De Magistris ha detto ‘no’ al collegamento con il Pd, e quindi ci sono 4 consiglieri del Pd se vince lui, mentre ce ne sono 6-7 se vince Lettieri, e siccome non penso che De Magistris sia masochista, credo che egli abbia voluto fare un gesto dimostrativo. Allora figurati che succede! Le critiche di Macaluso a Ranieri per le ragioni del sostegno a De Magistris. La storia del Pci napoletano
    18:00 Durata: 20 min 25 sec
  • Pannella sul Pd: Non è tollerabile in nessun partito - vecchio o nuovo - che possa accadere che all’unanimità il partito, in rottura con la tradizione Pci, adotta l’uninominale maggioritario, ancorché a doppio turno, e si tratta di una rivoluzione, ma da allora leggiamo che D’Alema prende, convince e parla con Casini del sistema tedesco, e non c’è un cane - a mia conoscenza - che gli faccia una contestazione, anche formale

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    I riflessi del voto amministrativo sulla situazione politica nazionale. Le ipotesi di riforma elettorale. Pannella coglie l’occasione per dire: Ho chiesto un incontro a Casini anche. E ci sono più motivi leciti e politici di un incontro tra me e Casini che di un incontro tra D’Alema e Casini. Perché la mozione che fu approvata dalla Camera e che è all’origine di Iraq Libero per l’esilio di Saddam aveva la firma di Luca Volontè, che oggi - mi sembra - volere fare onore a quella firma anche rispetto al potere, al governo, anche da parlamentare europeo. Sulla riforma elettorale, alla Lega Nord non converrebbe una riforma in senso maggioritario uninominale? Sì, ma anche la Lega sta a parlare del sistema proporzionale. Così potrebbe giustificarsi il sistema tedesco, che in parte è anche simile al Mattarellum. A me non è stata data la tessera del Pd e contro di me è valso un veto che mi ha escluso dal parlamento italiano e da quello europeo; un veto non da parte del Vaticano ma da parte del Partito democratico. Io resto un democratico che avrebbe voluto avere la candidatura e anche la segreteria democratica. Ebbene non è tollerabile in nessun partito - vecchio o nuovo - che possa accadere che all’unanimità il partito, in rottura con la tradizione Pci, adotta l’uninominale maggioritario, ancorché a doppio turno, e si tratta di una rivoluzione, ma da allora leggiamo che D’Alema prende, convince e parla con Casini del sistema tedesco, e non c’è un cane - a mia conoscenza - che gli faccia una contestazione, anche formale, come quelle che faceva Parisi. Nessuno dice: ‘Ma veramente noi avremmo fatto questa scelta’. Solo questo fatto è un fatto senza precedenti. Togliatti almeno si preoccupava di telefonare al giovane sottosegretario Andreotti pregandolo di non dire che il Pci, d’accordo con De Gasperi, avrebbe votato per l’articolo 7, perché se lo avesse saputo il latinista Concetto Marchesi avrebbe armato un casino. Qua nemmeno Ignazio Marino dice nulla! Il rapporto tra Radicali e Pd. Da democratico credo di avere diritto a una piccola tesserina democratica ad honorem. Lo faccio da membro impedito del Pd per salvare per un minimo la decenza formale di questo partito, altrimenti si meritano davvero solo D’Alema, Veltrusconi e compagnia
    18:20 Durata: 13 min 16 sec
  • Il "post scriptum" per Giorgio Napolitano: Il Presidente della Repubblica sappia benissimo che giustizia e carceri dell’infame ventennio fascista sono un esempio vomitevole ma di maggiore civiltà della giustizia e delle carceri della sua Repubblica, Presidente

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La questione della giustizia e delle carceri in Italia: “Su questo, come anche sui referendum, si abbozza. Ma torno a dire: vedrei male il Presidente della Repubblica dire qualcosa su questo, essendo stato il Presidente della Repubblica uno dei dirigenti - sempre più nobili e seri - della partitocrazia italiana, come esponente riformista e autonomista, amendoliano, del Pci. Ma a questo punto vorrei dirlo con e per rispetto di cittadino che sa - e lo dimostrai a Ciampi - di poter intendere di cosa il suo Presidente ha bisogno. Certo, sui referendum non si può troppo insistere e lo capisco, perché avete fatto carne da macello della democrazia e della Costituzione, come nemmeno Berlusconi riesce a fare, per 20-30 anni contro i referendum radicali. Però devo dire francamente: Presidente, questa storia della giustizia e delle carceri, so che tu lo pensi e magari lo dici anche; quel Natale in cui marciammo insieme, marciammo assieme per l’indulto e per l’amnistia. Il Presidente della Repubblica sappia benissimo che giustizia e carceri dell’infame ventennio fascista sono un esempio vomitevole ma di maggiore civiltà della giustizia e delle carceri della sua Repubblica, Presidente. Il cancellamento mediatico dei Radicali: Presidente, nella sua Repubblica che io onoro e onoro avendo lei come Presidente, quello che lei ha scritto per me e su di me ufficialmente in un recente passato (in occasione degli 80 anni di Pannella, ndr) sono i motivi per i quali io sono soggetto di una politica molto più pericolosa e grave di quella dell’infame ventennio fascista. L’andamento dello sciopero della fame: Non vorrei essere un motivo di preoccupazione per tanti, io spero di essere un motivo di speranza. In fondo non c’è stata una sola delle grandi conquiste civili di questo quarantennio che non siano state dovute anche al fatto di essere noi armati di nonviolenza
    18:34 Durata: 15 min 11 sec