17 APR 2011
intervista

Giornate della laicità di Reggio Emilia. Multiculturalità: guardare all'altro come opportunità e non come minaccia

SERVIZIO | di Emiliano Silvestri - Reggio Emilia - 13:28 Durata: 35 min 12 sec
Scheda a cura di Alessio Grazioli
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L'assessore Corradini: Le regole sono uguali per tutti ma non abbiamo la verità in tasca; investire sulle diversità.

Contini: l'altro, può essere ricchezza.

Il meticciato come creatività che non pregiudica le differenze.

Cerrocchi legge la realtà dell'immigrazione con gli strumenti della pedagogia.

Registrazione audio di "Giornate della laicità di Reggio Emilia. Multiculturalità: guardare all'altro come opportunità e non come minaccia", registrato a Reggio Emilia domenica 17 aprile 2011 alle 13:28.

Sono intervenuti: Franco Corradini (assessore alla Coesione e alla Sicurezza Sociale del
Comune di Reggio Emilia, Partito Democratico), Annamaria Contini (professoressa), Laura Cerrocchi (professoressa).

Tra gli argomenti discussi: Alimenti, Arte, Crisi, Cultura, Democrazia, Diritti Civili, Donna, Economia, Europa, Filosofia, Immigrazione, Istituzioni, Italia, Laicita', Moda, Ordine Pubblico, Pedagogia, Sicurezza, Societa', Solidarieta', Storia.

La registrazione audio ha una durata di 35 minuti.

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  • Franco Corradini

    assessore alla Coesione e alla Sicurezza Sociale del Comune di Reggio Emilia (Partito Democratico)

    Immigrazione non è problema di ordine pubblico. Siamo accoglienti con la schiena dritta. Le regole sono uguali per tutti; dobbiamo investire sulle diversità culturali per governare le città e i nostri paesi. Coinvolgere i cittadini ma ricordare che l'immigrazione è questione strategica.
    13:28 Durata: 4 min 3 sec
  • Annamaria Contini

    professoressa

    Associato di Estetica Filosofica all'Università di Modena e Reggio Emilia Il tentativo è stato quello di mostrare quanto "l'altro" possa essere anche ricchezza. Al di là di studi che fanno riferimento al nuovo paradigma del meticciato, ho mostrato l'apporto che le maschere africane, ispirando Picasso, hanno dato un contributo determinante per l'affermarsi del cubismo. Anche la moda e i cibi, tra gli altri aspetti, riflettono questo continuo meticciato. Chi ha studiato i fenomeni di metissage mostra che questi hanno dato luogo a nuove cose; una creatività che non pregiudica le differenze originarie. Una strada per l'Europa: fare emergere le culture degli immigrati, a volte anche estremamente raffinate. Accettare la sfida di portare il confronto anche sulle culture; questo potrebbe cambiare l'immagine dell'immigrato. La crisi economica che stiamo vivendo, gli sbarchi di queste ultime settimane, provocano paure e senso di incertezza particolarmente drammatico. Cercare di focalizzare l'interesse sulle culture e sull'alterità di cui ogni cultura è portatrice, possono aiutare a superare queste paure. Un incontro non privo di asperità e problemi ma che tuttavia deve essere sperimentato. Nel curare, con la collega Laura Cerocchi, il libro: Culture e migranti: luoghi fisici e mentali di incontro" ci è stato fatto notare che la gran maggioranza delle persone che hanno contribuito erano donne. Ci si potrebbe chiedere se, in effetti, non ci sia una sorta di differenza antropologica che porti il genere femminile a una riflessione maggiore su questi temi.
    13:32 Durata: 10 min 23 sec
  • Laura Cerrocchi

    professoressa

    Docente di Pedagogia Generale e Sociale all'Università di Modena e Reggio Emilia La migrazione è costante della specie umana; un tempo per molti era quasi impossibile lasciare il luogo di nascita, oggi sembra essere l'opposto. Il novecento: soprattutto per l'Italia un secolo di frattura con la tradizione, cerniera tra passato e presente e proiezione verso il futuro. La laicizzazione della società e la democratizzazione come esigenza del riconoscimento di pari diritti, politici, economici e sociali, tra diversi. Cos'è la pedagogia e quali indicazioni di lavoro che può offrire nella decifrazione della realtà dell'immigrazione - non più transitoria come un tempo - verso l'Italia. La reciprocità tra la trasmissione della propria cultura d'origine e il contatto tra le diverse culture. Le culture, producono cultura e non sono ferme; la cultura - di per sé - contiene una dimensione dogmatica. Muovendoci in altro ambito culturale viviamo una lacerazione, una frattura di spazi, di tempi e di modalità di relazione rispetto a quelle della nostra origine; la differenza di cibo può dar luogo perfino a sconvolgimenti anche di carattere chimico che si riflette sul nostro organismo. Il confronto anche fisiologico, dal punto di vista istituzionale, con la regola, e dal punto di vista personale, con la routine. Una condizione critica quanto questi elementi comportano la rotture di un tabù. Nella cultura originaria si ricercano perciò elementi di riqualificazione della propria condizione. Profondità e modalità di condivisione di riti collettivi. La pratica rituale, dichiara la propria identità.
    13:42 Durata: 20 min 46 sec